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Quando: Sabato 6 giugno 2026, ore 10
Dove: Parco Pareschi, Corso Giovecca 148

    Autore: Rodolfo Baraldini

    L’insostenibile mobilità di Ferrara: il Partito dei Fleximen

    La polemica scoppiata dopo l’adozione in tutta l’area urbana di Bologna ( con l’eccezione delle arterie di scorrimento ) del limite dei 30Km/h mi spinge a riprendere il discorso sulla “Insostenibile mobilità di Ferrara”, considerando che sembra proprio che a qualcuno, a Ferrara, i problemi di mobilità che ci sono vadano bene.

    Ad integrazione di quanto già scritto: qui, qui e qui,  mi piacerebbe inquadrare nel contesto ferrarese gli ostacoli che ci sono a realizzare una mobilità sostenibile e confutare alcune delle argomentazioni fallaci che il Partito dei Fleximen sta mettendo in giro, riportandole sempre alla realtà ferrarese.

    Parlo di “Partito dei Fleximen”, riferendomi all’archetipo dell’eroe negativo, il delinquente, osannato da alcuni, perché abbatte con il flessibile gli autovelox, considerando l’imposizione di un limite di velocità sulle strade una sorta di abuso di potere che è giusto combattere o violare. Parlo di Partito perché è evidente che la polemica su Bologna città a 30 è montata con l’approssimarsi delle elezioni locali, fomentata dagli interessi della parte politica che si oppone all’attuale giunta bolognese. Siamo nell’era in cui la politica fa ampio utilizzo della post-verità e poco conta che il provvedimento di città a 30 Km/h sia stato preso prima che a Bologna a Olbia, città amministrata da una giunta di colore opposto.

    Incidentalità, dicono: “Non è vero che nelle città a 30KmH cali l’incidentalità grave”

    Invece è assolutamente vero. E il problema a Ferrara non è irrilevante visto che viviamo in una città che ha i dati sull’incidentalità e mortalità stradale tra i peggiori. Una accurata ricerca a livello europeo ha evidenziato chiaramente come l’abbassamento dei limiti di velocità incida notevolmente sull’incidentalità. La trovate qui. Ma senza cercare conferme lontano da casa anche analizzando l’incidentalità a Ferrara, che non è città a 30KmH, ma che ha zona 30 una gran parte del centro urbano, dai dati pubblici del Comune di Ferrara risulta che, tra il 2004 e il 2017, sono avvenuti 9355 incidenti stradali gravi, che hanno provocato 184 morti e 11666 feriti.

    La mappa qui sotto mostra la localizzazione degli incidenti in area urbana (in viola) e le Zone 30 (in verde); nelle Zone 30 si sono verificati 596 incidenti (7% sul totale) con 3 morti e 686 feriti.
    Distribuzione degli incidenti, in viola, rispetto alle zone 30 , in verde, della città di Ferrara

    I pedoni uccisi o feriti in incidenti stradali sono stati 684 mentre i ciclisti sono stati 1024.
    Il 45% degli incidenti (4209, con 43 morti e 4899 feriti) è avvenuto entro 500 metri da una scuola primaria:

    Incidenti in giallo nel raggio di 500 m. da una scuola
    Ferrara: mappa incidenti stradali (viola); in giallo gli incidenti nel raggio di 500 m. da una scuola

    Interessante è l’indice di incidentalità elaborato dal Comune di Ferrara (e visibile in questa mappa interattiva) cioè il numero di incidenti gravi ogni 100 metri; i tratti più pericolosi sono quelli con i colori più scuri:

    Strade pericolose: densità incidenti gravi ogni 100 m.
    Strade pericolose: densità incidenti gravi ogni 100 m.

    Le strade più pericolose sono (in ordine alfabetico): Corso Giovecca, Corso Isonzo, Corso Porta Mare, Corso Porta Po, Piazzale della Stazione, Via Bologna, Via Oroboni, Via Padova, Via Palestro, Via Pomposa, Via Porta Catena, Via Putinati, Via Ravenna, Via San Giacomo, Viale Belvedere, Viale Cavour.

    Questi dati non tengono conto di quelle strade che, come via Caldirolo tra via della Fornace e Piazzale san Giovanni, sono talmente pericolose per pedoni e ciclisti ( traffico anche ad alta velocità in strade senza marciapiede e/o ciclabile) che solo pochi avventurosi che amano il brivido le affrontano a piedi o in bicicletta.

    Concludendo, a Ferrara il problema della sicurezza stradale è grave e andrà affrontato.  Anche se la limitazione delle velocità delle auto non è la soluzione definitiva, è una strada che volenti o nolenti si dovrà percorrere. Purtroppo il termine “sicurezza” in chi amministra Ferrara oggi è declinato soprattutto nel togliere i vigili dalle strade per metterli a cercare droga nelle siepi dei parchi e i controlli di velocità in città arrivano dopo che c’è scappato il morto. Non capisco come per l’installazione di 4 autovelox, il sindaco di Ferrara sui social si sia quasi giustificato garantendo che gli apparati non erano ancora in funzione e che avrebbe avvisato quando sarebbero stati avviati, quasi che controllare e sanzionare chi non rispetta i limiti di velocità in città sia sbagliato e che anche la semplice azione deterrente di un autovelox non funzionante non sia comunque utile per ridurre l’incidentalità dovuta all’eccesso di velocità.

    Controllo di velocità installato in via Canapa , Ferrara, dopo incidente grave
    Controllo di velocità installato in via Canapa , Ferrara, dopo incidente grave
    Post su facebook dove il sindaco rassicura che gli autovelox non sono in funzione

    Inquinamento, dicono:Non è vero che nelle città a 30Km/h si riduca l’inquinamento

    Invece è assolutamente vero, almeno fino a che la maggioranza dei veicoli consuma combustibili fossili.

    Premesso che quando si parla di inquinamento si dovrebbe considerare anche la riduzione dell’inquinamento acustico, che nelle città 30KmH è stata misurata pari a -3dB, i dati sull’inquinamento atmosferico possono essere male interpretati.

    Infatti l’inquinamento atmosferico prodotto da un veicolo con motore a combustione interna non è funzione della velocità, ma del numero di giri. In pratica chi procede, andatura costante, ai 30 all’ora in prima, con circa 2500 giri, consuma e inquina di più di chi procede a 50 all’ora in terza, con circa 1300 giri. Ma se entrambi procedono con la terza marcia chi va a 30 all’ora, consuma e inquina molto meno di chi va a 50. Se entrambe i veicoli, con la stessa marcia, procedono con una velocità media di 25 Km/h uno ad andatura costante, l’altro no: consuma e inquina molto di più il veicolo che procede con successive accelerazioni e rallentamenti. Quindi il consumo e l’inquinamento conseguente dipendono molto più dallo stile di guida e dalle condizioni del traffico che dalla massima velocità consentita, ma è certo  che, a parità di stile di guida e condizioni del traffico, inquina comunque meno un veicolo che non supera il 30 Km/h rispetto ad uno che li supera. Poi se a causa dello stile di guida e delle condizioni della viabilità la congestione del traffico aumenta, aumenta inevitabilmente l’inquinamento, ma congestione del traffico significa che le velocità medie di percorrenza sono molto inferiori ai limiti di velocità imposti, per cui se il limite è 30 anziché 50 poco conta. Per ridurre il rischio di congestione del traffico si deve intervenire su altri fattori: viabilità alternativa, semafori intelligenti, onda verde ecc…

    Il Partito dei Fleximan sui social riporta capziosi grafici come questo con i valori di PM10 rilevati a Bologna prima e dopo l’introduzione della città a 30. Come a dire che l’abbassamento del limite di velocità ha provocato un aumento delle polveri inquinanti nell’aria.

    Questi dati sono palesemente fuorvianti e non dimostrano alcun nesso causale tra Bologna, città a 30, e l’aumento delle PM10:
    1- non ha senso confrontare una media calcolata su 6 settimane con una calcolata su solo 2
    2- il periodo di 2 settimane dall’introduzione della città a 30 non è statisticamente significativo.
    3- Dal 16 al 31 gennaio c’è stato un aumento in tutta la regione dei PM10, aumento che ha portato ad una direttiva che precludeva l’utilizzo di auto euro 5 nelle città. In capoluoghi di provincia dove non è stata introdotta la città a 30 l’aumento è stato anche superiore a quello rilevato a Bologna; ad esempio a Modena come si vede in questo stesso grafico. Non parliamo poi di Ferrara dove normalmente la qualità dell’aria è peggiore di quella di Bologna.

    D’altra parte nei periodi in cui, a causa dell’alta concentrazione di polveri sottili nell’aria, era/è proibito circolare con auto diesel fino all’euro 5, quanti controlli stradali avete visto ? Quanti veicoli che non avrebbero dovuto circolare sono stati fermati ? Anche qui non si capisce da che parte rema chi amministra la città.

    Congestione, dicono: il limite dei 30Km/h allunga molto i tempi di percorrenza e provoca code e ingorghi

    Anche questo non è vero, anche se in effetti, il problema della congestione del traffico non può essere valutato fuori contesto.

    E’ evidente che nelle ore e nei tratti stradali dove la velocità delle auto è comunque, a causa del  traffico, inferiore ai 30 km/h, se c’è un limite di velocità non fa nessuna differenza che sia di 30 o 50km/h. Anzi, teoricamente , un limite più basso che comporti minori accelerazioni e decelarazioni può produrre un traffico più fluido e meno congestionato.

    La città di Ferrara non ha un piano generale del traffico e i pochi dati  disponibili sui flussi e sulla velocità media nei diversi  tratti stradali sono datati e parziali.

    Per fortuna grazie alle API di Google una stima grossolana delle velocità media nelle ore di punta, nei tratti solitamente congestionati, si può fare.

    Prendendo alcuni tratti stradali nelle ore di punta, quando il traffico è maggiormente congestionato, da Google Maps si ricava una velocità di percorrenza di:

    • dalla rotonda San Giorgio a Piazzale san Giovanni, per via Comacchio e Caldirolo: 11 km/h;
    • dalla rotonda dell’ipercoop Castello a quella tra viale IV Novembre e via Darsena, per via Bologna e via Argine Ducale: 15 km/h;
    • da piazzale Medaglie d’Oro all’incrocio di viale Cavour con corso Isonzo, per corso Giovecca e Cavour: 7,7 Km/h;
    • dalla rotonda dell’ipercoop Castello fino a piazza Travaglio: 12,7 km/h;
    • da piazza Travaglio a piazzale san Giovanni, per via Baluardi e via Caldirolo: 15,7 km/h;
    • dalla rotonda tra viale IV Novembre e via Darsena fino a via Azzo Novello, per viale IV Novembre e viale Belvedere: 14,4 Km/h;
    • dalla rotonda tra viale IV Novembre e via Darsena fino a piazzale medaglie d’Oro, per viale IV Novembre, via Canapa, Via Bacchelli, via Gramicia: 18 Km/h.

    Insomma, anche evitando il nodo e le code kilometriche di via Ravenna o l’uscita delle scuole superiori Roiti, Ariosto, Bachelet gli ingorghi e le code quotidiane del traffico ferrarese comportano velocità normalmente molto inferiori dei 30 Km/h.

    Quando poi, nelle ore di punta, non si becca il traffico più congestionato, la velocità aumenta circa del 50% restando  comunque ampiamente sotto i 30 Km/h.

    Quindi se non si considerano giornate ed orari in cui le strade sono praticamente vuote, contesto in cui le velocità medie raddoppiano anche perchè molti non rispettano neppure il limite dei 50 Km/h,  l’introduzione e far rispettare un limite di velocità di 30 Km/h, in questi percorsi, non produrrebbe nessun effetto in chi già ora è esasperato dal traffico ferrarese.

    Se non consideriamo il tipico traffico ferrarese delle ore di punta effettivamente potendo raggiungere i 50 km/h anziche i 30, un po’ di strada in più si può fare. Ma la differenza si potrebbe rilevare solo nei percorsi fuori dalle mura come si può rilevare da questa isocrona dove è stato calcolato dove si arriverebbe partendo da largo Castello a 30 o 50 Km/h  in 10 minuti.

    Concludendo un ampliamento delle zone 30 a Ferrara  ridurrebbe l’inquinamento e l’incidentalità e accompagnato da un piano dove viene favorito il trasporto pubblico e la mobilità “dolce” non allungherebbe significativamente i tempi di chi deve girare per Ferrara in auto.

     

    partendo da Largo Castello angolo Corso Ercole I d’Este (pallino blu) dove si arriva guidando per 10 minuti, a 30 KmH (verde) a 50KmH (rosso)
    Partendo da Largo Castello angolo Corso Ercole I d’Este (pallino blu) dove si arriva guidando per 10 minuti, a 30 Km/h (verde) a 50Km/h (rosso)
    Flussi di traffico in orario di punta 2018
    Flussi di traffico nelle ore di punta rilevati nel 2018

     

    Osservazioni al PUG

    Piano Urbanistico Generale

    Il percorso partecipativo che porta all’adozione di un nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG), prevede che dopo l’assunzione in Consiglio Comunale della proposta di PUG per almeno 60 giorni i cittadini possano fare le loro osservazioni . E’ una occasione per segnalare eventuali modifiche da fare alla proposta di PUG. Nonostante il poco tempo a disposizione e l’oggettiva difficoltà a leggere e comprendere la proposta di PUG molti cittadini, aderenti personalmente al Forum Ferrara Partecipata o ad associazioni e comitati aderenti al Forum ( comitato Caldirolo Libera, comitato Koesione22, Italia Nostra , Rete Giustizia Climatica , ecc.. ) hanno inviato le loro osservazioni.

    Il percorso di approvazione al PUG prevede modifiche alla proposta basate sulle Controdeduzioni tecniche alle Osservazioni al PUG di Ferrara

    Se questa pagina non contiene una vostra osservazione che desiderate sia pubblicata scrivete a info@forumferrarapartecipata.it.

    Per agevolare la ricerca il background delle osservazioni su argomenti comuni ha lo stesso colore.

    Mobilità, Viabilità, Ciclabili, ecc..

    Rigenerazione Urbana

    Aree Verdi, Parchi, Forestazione Urbana

    Criticità Ambientali

    OSSERVAZIONI AL PUG INVIATE DA CITTADINI

    AUTORE
    iniziali
    SINTESI RELAZIONE CONTRODEDUZIONI
    CO
    Forum Ferrara Partecipata

    Per valorizzare la vocazione del Parco Urbano come “nodo ecologico” del territorio, finalizzato a sviluppare la tutela ambientale, ecologica e di difesa della biodiversità, si chiede che nella scheda del progetto guida – Tav. PG3- vengano specificate le funzioni
    incompatibili con la natura del Parco ed in particolare che alla dicitura “spazi aperti per eventi temporanei” venga aggiunta la dicitura ” esclusi quelli che richiamano forte affluenza di pubblico concentrati in tempi ristretti, quelli con impatto acustico tale da recare danno o disturbo alla fauna del Parco e delle zone limitrofe, quelli che possono recare danno alla vegetazione del Parco e quelli per il cui allestimento e svolgimento sia necessario l’accesso al Parco di mezzi che possono danneggiare in modo permanente i percorsi ed il manto erboso del Parco stesso. Ciò per evitare che in futuro si possano svolgere nel territorio del Parco urbano, ed in particolare nella sua parte pubblica, iniziative, attività e manifestazioni chiaramente in contrasto con le finalità sopra descritte del Parco stesso.

    NON ACCOGLIBILE

    Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante, si precisa che nel Progetto-Guida PG3 “Il parco nord della multifunzionalità agraria, dello sport e del tempo libero” e negli schemi strategici di assetto del territorio (elaborato S2 “Rigenerazione e attrattività del territorio”) il PUG definisce chiaramente quale è la vocazione del Parco Urbano, ossia contenitore di attività ludiche e di svago all’aria aperta. Non è di competenza del PUG (secondo quanto stabilito dalla LR 24/2017) definire quali siano gli eventi a grande affluenza di pubblico. Inoltre si specifica che non sono presenti vincoli sovraordinati di tipo naturalistico.

    CO
    Forum Ferrara Partecipata

    Richiesta che le aree verdi zona Est prospicienti il parco delle Mura siano oggetto di un progetto di forestazione urbana e che siano sottoposte ai vincoli di tutela ambientale e paesaggistica del parco delle Mura o del Parco Urbano Nord.

    NON ACCOGLIBILE

    Con riferimento all’elab. SL1_Strategie Locali – Ferrara EST, le aree in questione risultano comprese nelle seguenti strategie: Relazione con il parco delle Mura – tutela e cucitura delle aree verdi lungo le direttrici stradali della cerchia muraria – Valorizzare la rete degli spazi verdi come misura di contrasto ai cambiamenti climatici – sistema delle aree verdi da potenziare – Valorizzare la rete degli spazi verdi come misura di contrasto ai cambiamenti climatici – coni visivi/cunei verdi di penetrazione – Tutela degli spazi vuoti interclusi nella trama dell’edificato come “cunei verdi” – aree permeabili intercluse al territorio urbanizzato da tutelare. Il PG4, pur con la sua cartografia di carattere ideogrammatico, prevede che il Parco delle Mura si debba consolidare dal punto di vista paesaggistico e ambientale attraverso densificazione vegetale e connessione con gli spazi verdi adiacenti (parchi, giardini, pori e infiltrazioni verdi) e aree dismesse, intra ed extra moenia da qualificare. Si ritiene quindi che le strategie del PUG per le aree verdi in oggetto siano già pienamente coerenti con iniziative di forestazione urbana, sia di iniziativa pubblica che privata. In merito all’incongruenza rilevata, premesso che l’osservazione è generica e non vengono individuate puntualmente, si precisa che gli elaborati hanno due funzioni e contenuti profondamente diversi, uno (QC_3_2) ricognitivo dello stato di fatto delle aree pubbliche/uso pubblico, l’altro (Usi e modalità di intervento) rappresenta invece lo scenario di progetto del PUG. Si precisa infine che le aree individuate dall’osservante sono classificate come Dotazioni Ecologiche nella Tav. U2 e disciplinate dall’Art. 30.

     

    CO
    Forum Ferrara Partecipata
    Con riferimento alla SL1 riferita alla cosiddetta Zona Est dove si elencano alcuni elementi di debolezza relativi alla mobilità e accessibilità: Congestionamento traffico Via Caldirolo e sua pericolosità per ciclisti e pedoni – Discontinuità e carenza percorsi ciclabili sia interni sia di collegamento il CentroStorico – Discontinuità e carenza percorsi ciclabili sia interni sia di collegamento il CentroStorico – Criticità collegamenti via Frutteti-Piazzale San Giovanni – Criticità collegamenti via Frutteti-Piazzale San Giovanni – Scarsa copertura TPL PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante, si formula la seguente controdeduzione: 1) Si evidenzia che la SL1 già prevede la ricucitura dei collegamenti ciclabili nord-sud all’interno della parte di città (via Frutteti, via Turchi, via del Melo) e altresì prevede l’incremento dei collegamenti est-ovest con il Centro Storico (Progetto Guida 4) e quindi anche con il circuito ciclabile esistente sul vallo. La realizzazione di una ciclabile dedicata lungo via Caldirolo risulta scarsamente praticabile per le sue caratteristiche fisiche e la sua classificazione quale strada urbana di scorrimento. 2), 3) Si ritiene opportuno inserire il tratto di via Zanardi e di via Frutteti tra le criticità della rete ciclabile ma si rimandano gli aspetti progettuali di dettaglio agli strumenti attuativi del PUG, ai piani settoriali (PUMS) e alla programmazione delle OOPP. 4), 5), 6) Si precisa che per mero errore materiale lo schema relativo alla strategia locale 2 del quartiere riporta in legenda la dicitura “Rete ciclabile esistente” volendo invece rappresentare sia i tratti esistenti che quelli di progetto (per la distinzione si rimanda allo schema riportato nel paragrafo relativo all’analisi diagnostica). Gli aspetti progettuali di dettaglio sono demandati agli strumenti attuativi del PUG, ai piani settoriali (PUMS) e alla programmazione delle OOPP. Si precisa inoltre che gli schemi strategici hanno carattere ideogrammatico, e pertanto i collegamenti con il vallo della Mura in direzione est-ovest non vanno interpretati come localizzazioni uniche e definitive. 7) Si conferma la diagnosi che ritiene buona la copertura geografica delle linee urbane, non è invece competenza del PUG entrare nel merito di aspetti gestionali del servizio quali la frequenza delle corse e la composizione della flotta.

    CO
    Forum Ferrara Partecipata
    Intervento sul rischio idraulico e reti fognarie Zona Est PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Si precisa che il PUG assunto contiene tra i suoli elaborati: • la tav. QC.5.5.2a “Carta degli allagamenti da forti piogge”, che riporta una mappatura empirica delle aree urbane che vanno in sofferenza idraulica in occasione di forti piogge partire dalle segnalazioni pervenute alla Protezione Civile, ai del Vigili del Fuoco e nella pagina segnalazioni del portale web del Comune, negli anni 2017-2019 e in occasione del fortunale dell’agosto 2022, integrata con le risultanze di uno studio effettuato da Hera, nel quale sono individuate aree che tendono ad allagarsi con eventi di 30, 50 e 80 mm di pioggia; • l’elaborato sullo stato della rete fognaria 6.3.3b, redatto in accordo con Servizio ambiente e Ente gestore delle reti; • le schede e le tavole dei vincoli (Tdv2 , vincoli da 79 a 84) che recepisce il PAI e il PGRA, definendo vincoli più prescrittivi delle norme di settore. In ogni caso, si propone di aggiornare l’elaborato SL1 “Strategie Locali | Parti della Città centrale” individuando l’ambito oggetto di osservazione tra gli “areali urbani con criticità di gestione delle acque meteoriche” (sintesi degli elementi di forza e debolezza) inoltre si propone di aggiungere tra le strategie locali della parte di città, la risoluzione dei problemi di allagamento e di gestione delle acque meteoriche. In relazione alle indicazioni applicative relative agli scarichi, si rimanda alle indicazioni e prescrizioni del Regolamento Edilizio per gli interventi diretti (fatta salva la competenza in capo al servizio Ambiente e all’ente gestore), e alla fase di pianificazione attuativa per gli interventi indiretti (AO/PAIP)

    CO
    Forum Ferrara Partecipata
    Interventi su cessioni di dotazioni territoriali in siti contaminati e bonifica dei suoli relativi al Parco Schiaccianoci NON ACCOGLIBILE

    Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante, si formula la seguente controdeduzione: 1) L’osservazione non è accoglibile in quanto non pertinente all’ambito di competenza del PUG così come definito dalla LR 24/2017: la messa a disposizione dei dati relativi a eventuali procedimenti di bonifica in corso è di competenza del Settore Ambiente e Agricoltura del Comune di Ferrara e dell’Ente procedente al procedimento di bonifica. La tavola del Quadro Conoscitivo QC_5_10 (Siti contaminati) ha l’obiettivo di fornire un patrimonio informativo e di conoscenze, oltre che costituire la base per l’individuazione di eventuali vincoli e/o condizionamenti sull’utilizzo di aree oggetto di procedimenti di bonifica. 2), 3) L’osservazione richiede la definizione di temi specifici da sviluppare nell’ambito di piani, programmi e progetti di attuazione del PUG, del piano triennale delle opere pubbliche e degli altri piani settoriali.

     

    CO
    Forum Ferrara Partecipata
    Facendo riferimento al Progetto Guida n.5 – La metropolitana della ricucitura dei margini urbani per un nuovo Parco Sud -tav. PG5– dove, oltre alla campitura in cartografia, si legge nel capitolo della Narrazione urbana strategica: “… potenzialità di attivazione di un vero e proprio Parco Sud, valorizzabile anche come sede di eventi temporanei, che comprende e mette a sistema le aree verdi pubbliche contigue all’ aeroporto”, si chiede che tale indicazione venga specificata e preveda che venga definito uno spazio e collocata una struttura apposita, all’interno della grande area demaniale limitrofa alle strutture aeroportuali poste a sud della città, per lo svolgimento di eventi temporanei con demaniale limitrofa alle strutture aeroportuali poste a sud della città, per lo svolgimento di eventi temporanei con demaniale limitrofa alle strutture aeroportuali poste a sud della città, per lo svolgimento di eventi temporanei con per esemplificare, l’attivazione in quell’area di un CPR ( Centro di permanenza per i rimpatri), come è stato ipotizzato da notizie di stampa. NON ACCOGLIBILE

    L’esatta collocazione delle aree che potranno accogliere eventi temporanei, esclusivamente all’interno delle su richiamate zone F1 e F3, sarà definita dall’Amministrazione Comunale sulla base di un progetto organico e integrato. L’elaborato PG5 (di natura strategica non prescrittiva) ha esclusivamente il ruolo di indirizzare le progettualità e la messa a terra di futuri finanziamenti (cfr. art. 13 della Disciplina).

    CO
    Forum Ferrara Partecipata
    Necessità di ridurre i parametri urbanistici ed edilizi nei tessuti urbanistici consolidati ad alta e media densità NON ACCOGLIBILE

    Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante, la richiesta generale di ridurre i parametri urbanistici ed edilizi nei tessuti urbani consolidati a media (TUM) ed alta densità (TUA) non è coerente con l’obiettivo della LR 24/2017 di rigenerare l’esistente, anche attraverso operazioni di addensamento e sostituzione urbana.

    CO
    Forum Ferrara Partecipata
    Modifica disciplina sulla libertà di collocazione delle attività culturali private e delle loro sedi e sulla modifica della categoria funzionale da Direzionale e Dotazione territoriale ACCOGLIBILE

    Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante: a) si propone di modificare l’Art. 19, comma 2 (Tessuti storici) eliminando la frase “esclusivamente nelle unità immobiliari che si affacciano su un fronte commerciale, come individuato nell’elaborato “Usi e modalità di intervento del territorio urbanizzato e rurale”.”, ciò al fine di favorire le attività private culturali, sportive, di ritrovo e spettacolo. b) si precisa che le attività culturali no profit e gli edifici per il culto rientrano già all’interno della categoria funzionale G2 (Attrezzature e spazi collettivi), secondo quanto previsto dall’Atto coordinamento tecnico sulle dotazioni territoriali (DGR. n. 112 del 28/01/2021). L’inquadramento nella categoria D (Direzionale) ha natura residuale, per le attività private ritenute prive di interesse pubblico e sprovviste di relativa convenzione sulle modalità d’uso.

    DM Rischio idraulico e allagamenti : SL1 RISCHI ANTROPICI – SL1 STRATEGIE LOCALI, PARTI DELLA CITTA’ CENTRALE – DISCIPLINA, art. 9 , 12, 3 PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Per quanto riguarda i fenomeni di allagamento su via dei Gerani, l’osservazione evidenzia un tema specifico e puntuale che potrà essere sviluppato con gli strumenti attuativi del PUG, con il piano triennale delle opere pubbliche e con il piano investimenti dell’Ente gestore. Si propone di aggiornare l’elaborato SL1 “Strategie Locali | Parti della Città centrale” individuando l’ambito oggetto di osservazione tra gli “areali urbani con criticità di gestione delle acque meteoriche” (sintesi degli elementi di forza e debolezza). Per quanto riguarda l’illuminazione pubblica l’osservante fa riferimento a un tema puntuale di manutenzione ordinaria che non è di competenza del PUG secondo quanto stabilito dalla LR 24/2017, e per il quale si rimanda al settore opere pubbliche.

    CP
    Si propone un’integrazione alle Strategie Locali della Zona EST per quanto riguarda la previsione di specifici interventi per la risoluzione di problemi di allagamento in via Frutteti e nel Parco delle Siepi. PARZIALMENTE ACCOGLIBILE
    Premesso che l’osservazione presuppone l’approfondimento di temi specifici che necessitano di una scala di maggior dettaglio rispetto a quella del Piano Urbanistico Generale, da sviluppare nell’ambito di piani, programmi e progetti di attuazione del PUG, del piano triennale delle opere pubbliche e del piano investimenti dell’Ente gestore, e precisato che l’area di via Frutteti e del Parco delle Siepi sono individuate all’interno dell’elaborato SL1 “Strategie Locali | Parti della Città centrale” tra gli “areali urbani con criticità di gestione delle acque meteoriche” (sintesi degli elementi di forza e debolezza), si propone di aggiungere tra le strategie locali della parte di città, la risoluzione dei problemi di allagamento e di gestione delle acque meteoriche.
    DMZ Ciclabile per raggiungimento cluster 15 zona Focomorto. Con la seguente si cerca di suggerire un percorso alternativo per raggiungere Focomorto dalla rotonda mappale 164, particella 800 (rotonda sita nelle immediate vicinanze della scuola Secondaria ITI, incrocio via Carretti, via Pontegradella), la modifica suggerita prevede la connessione (per l’attuale passaggio
    informale che connette le abitazioni della lottizzazione di via Mari, che costeggia il mappale 1150 foglio 164, utilizzando anche 1041 stesso foglio) ed il passeggio per passaggio per via San Lazzaro, successivamente via Noccioli (Mappale 164, particella 773), creare un collegamento tra la particella appena citata e via della Pioppa utilizzando il mappale 12 foglio 164, attraversare la stessa via per creare poi una ciclabile a corsia riservata parallela a via della Crispa (lato nord) che parta dal mappale 129 foglio 165 e prosegua fino al paese di Focomorto. Tra il mappale 506 e 449 foglio 165 si potrebbe creare un passaggio di connessione tra Focomorto e Pontegradella lontano dalle vie a più alto scorrimento. Il collegamento tra via San Lazzaro e via Pomposa potrebbe passare tra i mappali 53 e 596 foglio 164, 322 e 323 ed accanto al 59 stesso foglio.
    PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Premesso che parte del tracciato, quello attorno alle abitazioni della lottizzazione di via Mari, per via San Lazzaro e poi su via Pioppa, è coerentemente già inserito nell’elaborato SL2 “Strategie locali | Cluster del forese”, ed in particolare nel Cluster n. 15, considerato che lo stesso non risulta riportato per mero errore materiale negli Schemi strategici di assetto del territorio, si propone di recepire il percorso nell’elaborato S1 “Infrastrutture di paesaggio verdi e blu e della mobilità” e “Schema supporto tematico: mobilità”. Il tratto suggerito su via Crispa fino a Focomorto potrà essere una soluzione alternativa nel caso in cui la fattibilità tecnico-economica di quello previsto dal PUG, lo renda irrealizzabile.

    DMZ Proposta di modifica Bretella est tra via Comacchio e via Pomposa. Il collegamento tra le due arterie citate è molto importante per l’attuale giunta ed è comprensibile vedendo il volume dei veicoli in transito nella zona di San Giorgio. Tuttavia l’attuale Progetto prevede il passaggio della strada tra 8 abitazioni (Foglio 196 mappali 553, 688, 690, 849 e 911 per il foglio 198 mappali 25, 26, 27) con un importante interessamento dei mappali 911 foglio 196 e 25 foglio 198 visto che la sede stradale rasenterebbe gli immobili. La modifica proposta consiste nella costruzione dello svincolo nel mappale 94 foglio 196 attraversare il Po nel mappale 70 foglio 198 fino ad arrivare in via Pomposa all’altezza dei mappali 19 e 121 del foglio 198. Questo consentirebbe di non avere immediate interazioni con edifici abitati visto che nei mappali 41, 42 e 43 foglio 198 sono presenti dei ruderi in disuso da diversi decenni individuabili come i mappali 85 ed 86 stesso foglio e ci si inserirebbe nella zona dell’attuale distributore di carburanti disincentivando l’aumento di velocità per l’incrocio successivo di via Pomposa con via Scorsuro. PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Premesso che l’osservante fa riferimento ai corridoi infrastrutturali riportati nel RUE e non negli elaborati di PUG. Il PUG recepisce le considerazioni e i tracciati stradali del PUMS per il quale era stata fatta una valutazione di fattibilità degli interventi. Le tavole strategiche e di assetto S1 riportano un’indicazione ideogrammatica, mentre la tavola dei vincoli TDV2 che cartografa i corridoi infrastrutturali della mobilità di progetto, nella versione assunta, per un mero errore materiale come specificato nell’osservazione d’ufficio, non li ha tutti individuati e rappresentati. Si precisa che nel caso venga prevista la realizzazione dell’opera pubblica, il progetto definitivo potrà prevedere una modifica dei tracciati nel PUG, senza che questo comporti variante al PUG.

    EdU Nel quadro conoscitivo-diagnostico del P.U.G. non ci sembra sufficientemente evidenziato il grave rischio idraulico connesso a piogge intense, responsabili di periodici e sempre più frequenti allagamenti di cantine, garage, giardini e pianterreni di abitazioni del quartiere Borgo Punta tra Via Copparo e Via Magnoni, comprese anche la parallela Via Chizzolini e le perpendicolari Via Elsa Morante, Via Lyda Borrelli e Via dei Morari. Richiamiamo l’attenzione anche sull’area di seria fragilità idraulica dello SkatePark di Via Caretti. Chiediamo pertanto di implementare le strategie prevedendo interventi atti a mitigare i fenomeni con vasche di laminazione, pompe idrauliche, potenziamento della rete fognaria, una più assidua e mirata manutenzione delle caditoie stradali, il ripristino della pervietà di canali di scolo utili e tutte le altre azioni necessarie in linea con l’obiettivo strategico OS1/LS1 (da AP1 ad AP5) PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Premesso che l’osservazione presuppone l’approfondimento di temi specifici che necessitano di una scala di maggior dettaglio rispetto a quella del Piano Urbanistico Generale, da sviluppare nell’ambito di piani, programmi e progetti di attuazione del PUG, del piano triennale delle opere pubbliche e del piano investimenti dell’Ente gestore, si propone di aggiornare l’elaborato SL1 “Strategie Locali | Parti della Città centrale” individuando l’ambito oggetto di osservazione tra gli “areali urbani con criticità di gestione delle acque meteoriche” (sintesi degli elementi di forza e debolezza). Rilevato inoltre che nello schema strategico non è visualizzata la simbologia corrispondente al tematismo “Spazi aperti da riqualificare in termini di adattamento climatico” si provvede a modificare l’elaborato correggendo il refuso; inoltre si propone di aggiungere tra le strategie locali della parte di città, la risoluzione dei problemi di allagamento e di gestione delle acque meteoriche.

    FCF
    Forum Ferrara Partecipata
    RICHIESTA DI LINEE STRATEGICHE PIU’ DEFINITE PER LA RISOLUZIONE DEI PROBLEMI DI VIABILITA’ DELLA ZONA VIA RAVENNA/ SAN GIORGIO. NECESSITA’ DELLA TANGENZIALE EST PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    La legge regionale n. 24/2017 prevede che la cartografia strategica del PUG abbia carattere ideogrammatico, pertanto in rispetto di tale prescrizione, il tracciato della bretella est è stato individuato con una freccia nell’elaborato S1 “Infrastrutture di paesaggio verdi e blu e della mobilità” (e così recepito nell’elaborato SL1 Strategie locali – Parti della città centrale). L’elaborato S1 “Schema supporto tematico: mobilità” riporta il tracciato presunto con maggior livello di definizione desunto dal piano di settore PUMS. Ulteriori indicazioni di maggior dettaglio saranno possibili solo in sede attuativa, attraverso apposite valutazioni di fattibilità tecnicoeconomica.

     

    FCF
    Forum Ferrara Partecipata
    SI RICHIEDE CHE IL COMPLESSO CASERME POZZUOLO DEL FRIULI E EX CAVALLERIZZA  SIA INSERITO IN SL1 nell’elenco delle “Opportunità di rigenerazione e riconversione”  e che in SL3 sia redatta la scheda progettuale d’ambito per la rigenerazione della caserma Pozzuolo del Friuli e della Ex Cavallerizza. PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante, si formula la seguente controdeduzione: a) Si evidenzia che nell’elaborato SL1 Strategie locali – Centro storico, il Complesso Caserma Pozzuolo del Friuli è elencato nell’ambito delle strategie sovralocali, tra gli interventi di “Recupero e rifunzionalizzazione delle aree dismesse” funzionali all’attuazione del Progetto Guida 4 dedicato alla valorizzazione del Parco delle Mura. Tale inquadramento testimonia la maggior rilevanza assegnata dal PUG a questa operazione (si veda in tal senso anche l’OS1-LS3-AP5), rispetto all’elenco relativo alle previsioni strategiche di rilevanza inferiore, citato dall’osservante. b) Si precisa che la scelta di non inserire una Scheda Progettuale d’Ambito per il comparto trova motivazione nella volontà e necessità di garantire maggior flessibilità agli interventi indiretti (PIAP o AO) con i quali sarà pianificata la rigenerazione dell’area ai sensi della LR. 24/2017. Si evidenzia inoltre che tale approccio è stato applicato tendenzialmente a tutte le aree di proprietà pubblica ritenute funzionali all’attuazione delle strategie del PUG.

    FCF
    Forum Ferrara Partecipata
    RICHIESTA DI MAGGIORE TUTELA E VALORIZZAZIONE DELLA VOCAZIONE AGRICOLA DEL FORESE Uso del territorio rurale in riferimento agli impianti di biometano e biogas PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Con riferimento all’elaborato SL2 “Strategie locali | Cluster del forese”, ed in particolare al Cluster n. 12 (Viconovo, Albarea, Villanova, Denore), si propone di integrare la strategia locale con l’obiettivo di salvaguardare/valorizzare la vocazione agricola del territorio, gli insediamenti produttivi esistenti che connotano il territorio ed il paesaggio, le possibili azioni di tutela e qualificazione che potrebbero portare a sostenere e potenziare le attività che già perseguono obiettivi di diversificazione e valorizzazione delle potenzialità di questa zona rurale. Si propone altresì di integrare la Tavola e la Scheda dei vincoli con limitazioni relative alla realizzazine degli impianti di biometano-biogas a tutela del paesaggio agricolo in particolare del sito Unesco.

    FCF
    Forum Ferrara Partecipata
    MOBILITA’_Osservazioni sul Piano Urbanistico Comunale di Ferrara Dopo una valutazione delle politiche e azioni proposte dal presente schema di PUG ,si registra un approccio generico, e per certi aspetti retorico, alle problematiche della mobilità urbana, che costituisce uno degli aspetti struttura di una pianificazione orIentata verso la transizione ecologica. Il sistema proposto appare ancora orientato sul potenziamento della mobilità privata automobilistica, mentre la mobilità pubblica e ciclabile appare affrontato in un’ottica di parziale razionalizzazione al di fuori di una visione strategica in grado di ribaltare le gerarchie tra questi differenti modelli di mobilità che preludono a diversi visioni di futuro per la nostra città. Alleghiamo una lista di riflessioni e raccomandazioni che riteniamo necessarie per impostare in maniera più complessa il tema assolutamente centrale della mobilità urbana NON VALUTABILE
    FN La scheda Ex Cogef Via San Contardo d’Este presente nel documento SL3, al paragrafo “Condizioni di sostenibilita”.secondo capoverso, prevede che “Gli interventi dovranno prevedere un ≥ 20% di SU destinata a ERS su SU tot.”. La misura indicata appare errata e va sostituita con ” ≤20% “posto che al capoverso precedente si prevede il mantenimento della permeabilita dell’area nella misura minima dell’80% In merito alla definizione di “area inedificata con inquinamento residuo e con procedimento di bonifica in corso”. Preme osservare che I’area versa da molti anni in totale stato di abbandono, é ricoperta di sterpaglie e, da quanto consta, nessun procedimento di bonifica appare avviato e neppure risulta concluso il procedimento di verifica delle reali condizioni di contaminazione del suolo e delle acque. PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Premesso che l’area è classificata dal PUG in Dotazione ecologica e ambientale e pertanto trova applicazione anche l’Art. 30 della Disciplina, si accoglie la l’osservazione in merito all’eliminazione della previsione di una quota di ERS in quanto non pertinente con la trasformazione prevista per l’area e come già evidenziato nell’osservazione d‘ufficio per tutti gli ambiti per i quali non sono previste edificazioni a destinazione residenziale. Non si ritiene accoglibile la proposta di trasformazione in ARE (area di riequilibrio ecologico) in quanto non è compito del PUG proporre agli Enti sovraordinati l’istituzione di questa tutela. In merito al procedimento di bonifica in corso sull’area si precisa che è stato modificato l’elaborato QC.5.10 con osservazione d’ufficio, in considerazione dell’evoluzione dei procedimenti in corso; per ulteriori informazioni si rimanda al Servizio Ambiente o al competente Ente.

    FN Si richiede: piantumazione su aree verdi e lungo i percorsi ciclo-pedonali, desigillatura e pavimentazione drenante, con riferimento alle aree evidenziate nelle mappe catastali allegate ACCOGLIBILE

    Con riferimento a quanto segnalato dall’osservazione, si formula la seguente controdeduzione: 1) La richiesta risulta già recepita per quanto riguarda l’area del mappale 1214 inquadrata nell’elaborato SL1 – ZONA EST – Strategie Locali: “Valorizzare la rete degli spazi verdi come misura di contrasto ai cambiamenti climatici – sistema delle aree verdi da potenziare attraverso forestazione” 2) La richiesta risulta già individuata dal piano nell’elab. SL1 ZONA EST – Strategie Locali “Valorizzare la rete degli spazi verdi come misura di contrasto ai cambiamenti climatici – maglia urbana di potenziamento dell’ombra” 3) La richiesta è recepibile individuando l’ambito compreso tra via dei Cedri – via Siepe – via San Contardo d’Este come “spazi aperti da riqualificare in termini di adattamento climatico”

    FN Ex-Eldo/Trony : Si tratta dei fabbricati con relativa area pertinenziale, già adibiti a negozio per la vendita al dettaglio di elettrodomestici e articoli elettronici, sotto l’insegna Eldo / Trony, che da molti anni versano in stato di abbandono. Nei documenti allegati al PUG non si riviene una scheda particolareggiata riferita a quest’area. Si richiede pertanto che tale area sia inserita come area degradata che necessita di rigenerazione, stante la sua collocazione all’interno di zone residenziali densamente abitate(Via Pontegradella-Via Caretti). Si suggerisce un utilizzo per attività culturali (biblioteca, sale multimediali, sala prova per musicisti, laboratori artistici o artigianali, spazi per eventi teatrali e musicali, co-working), con esclusione del grande commercio. Si suggerisce altresì la desigillazione dell’area pertinenziale, con la creazione di spazi verdi attrezzati e fruibili in funzione delle attività sopra descritte, evitando ulteriore edificazione. NON ACCOGLIBILE

    Premesso che l’ambito in oggetto è già riconosciuto dal PUG quale ambito di rigenerazione urbana e classificato TUD (tessuto urbano, dismesso, sottoutilizzato o interstiziale da rigenerare), si ritiene non accoglibile la proposta di inserimento di una nuova scheda progettuale in quanto, per dimensioni e caratteristiche, la rigenerazione del comparto ha rilevanza edilizia e perché si ritiene preferibile garantire maggiore flessibilità. Per la medesima ragione non si ritiene ammissibile la proposta di vincolare la destinazione ad attrezzature e spazi collettivi. Si precisa inoltre che ai sensi dell’Art. 23, nelle aree TUD sono ammesse nuove strutture di vendita fino alla dimensione delle “medio-piccole”.

    FV IL LOTTO DI TERRENO FOGLIO 136 MAPPALI 1337 e 1338 RISULTA AREA VERDE E RICREATIVE SPORTIVE. SI CHIEDE CHE SIA DESTINATO A VERDE; di sviluppare quest’area legata all’Area di Riequilibrio Ecologica SCHIACCIANOCI con un Centro visita e di accoglienza; di sviluppare una rete di piste ciclabili dal vallo delle mura verso Frutteti e gli Orti per poi proseguire verso il macero di via Massari; a piantumazione di alberi in tutta l’area, e nella porzione a nord verso lo stradello in direzione IPERCOOP realizzando anche un’area pic nic con panchine mentre nella parte centrale dell’area verde andrebbe riservata una porzione per una zona di sgambamento cani non recintata e segnalata da cartelli; la sospensione e revoca dei progetti di costruzione e ampliamento, di impianti sportivi e non, in corso o già autorizzati. PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante, si formula la seguente controdeduzione: 1) La richiesta non è accoglibile in quanto non in linea con l’impianto e la terminologia del PUG che, allineandosi all’Atto di coordinamento regionale sulle dotazioni territoriali (DGR 110/2021), definisce un’unica famiglia di “attrezzature e spazi collettivi” nella quale sono ricompresi gli “spazi attrezzati a verde per il gioco, la ricreazione, il tempo libero e le attività sportive”. 2), 3), 4) Si ritiene che le proposte progettuali in merito alla dotazione di attrezzature, alla piantumazione e al completamento della rete ciclabile, siano tutte allineate con le strategie rappresentate in particolare nell’elaborato SL1 Zona EST. L’osservazione affronta tuttavia tematiche di dettaglio che devono essere demandate agli strumenti di attuazione del PUG, ai piani settoriali e alla programmazione delle opere pubbliche. 5) Si precisa infine che, in termini generali, il PUG non ha alcuna efficacia retroattiva e pertanto non può incidere su progetti di opere pubbliche già approvati o in corso di progettazione e su titoli edilizi già rilasciati.

    IN1 Si chiede di modificare la disciplina dei tessuti urbani consolidati (Art. 22, comma 7):
    a) TUA (alta densità): modificare il numero massimo di piani da 8 a 6 e l’altezza massima da 25 a 19 ml;
    b) TUM (media densità): modificare il numero massimo di piani da 6 a 5 e l’altezza massima da 19 a 16 ml;
    Si chiede una consistente riduzione di parametri ed indici, in particolare per gli isolati classificati TUA e TUM posti in prossimità
    delle Mura.
    NON ACCOGLIBILE
    Premesso che l’obiettivo cardine della LR 24/2017 e declinato nel PUG di Ferrara riguarda la rigenerazione urbana della Città consolidata esistente, con conseguente contenimento del consumo di suolo agricolo, considerato che la stessa legge urbanistica promuove interventi di addensamento o sostituzione urbana per la riqualificazione dell’esistente, si ritiene l’osservazione non meritevole di accoglimento in quanto in contrasto con l’obiettivo OS2 del PUG, che fa riferimento alla necessità di concretizzare un processo di lunga durata di rigenerazione urbana, paesaggistica ed ecologico-ambientale della città esistente, nel rispetto delle diverse identità stratificate nel territorio ferrarese. Questa esigenza si traduce nell’obiettivo congiunto di non consumare più suolo e di rigenerare i tessuti e la rete degli spazi aperti esistenti, semplificando e razionalizzando i percorsi procedurali, normativi e gestionali.
    IN1 Si chiede di:
    a) Art. 19, comma 2 (Tessuti storici): eliminare la frase “esclusivamente nelle unità immobiliari che si affacciano su un fronte
    commerciale, come individuato nell’elaborato “Usi e modalità di intervento del territorio urbanizzato e rurale”.”
    b) di inserire le attività culturali no profit e gli edifici per il culto nella categoria funzionale G2 (dotazioni territoriali) anziché D
    (direzionali).
    ACCOGLIBILE
    Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante:
    a) si propone di modificare l’Art. 19, comma 2 (Tessuti storici) eliminando la frase “esclusivamente nelle unità immobiliari che si
    affacciano su un fronte commerciale, come individuato nell’elaborato “Usi e modalità di intervento del territorio urbanizzato e
    rurale”.”, ciò al fine di favorire le attività private culturali, sportive, di ritrovo e spettacolo.
    b) si precisa che le attività culturali no profit e gli edifici per il culto possono rientrare sia nella categoria funzionale G2
    (Attrezzature e spazi collettivi) sia nella categoria D (direzionali), a seconda se venga svolta un’attività di interesse pubblico
    regolata da convenzione o di natura privata.
    IN Si chiede di specificare, nella scheda del Progetto Guida n.3 (e di conseguenza in disciplina), le funzioni incompatibili con la
    natura del Parco Bassani, chiedendo in particolare di esplicitare, alla dicitura “spazi verdi per eventi temporanei”, l’esclusione di
    quelli a forte affluenza di pubblico per i quali si ritengono più idonee le aree del futuro parco sud nella zona dell’aeroporto
    (Progetto Guida n. 5).
    Infine si chiede di inserire in entrambi i Progetti Guida, prescrizioni cogenti al fine di escludere insediamenti incompatibili
    PARZIALMENTE ACCOGLIBILE
    La richiesta di specificare “le funzioni incompatibili con la natura del parco” Bassani fa riferimento al Titolo III della Disciplina (Usi e
    modalità di intervento) e, nel caso specifico, all’Art. 29 comma 2, nel quale vengono descritte le destinazioni d’uso ammesse. Tra
    queste, il PUG prevede “spazi aperti attrezzati per il gioco, la ricreazione e il tempo libero per una fruizione integrata e
    un’accessibilità diffusa attraverso la mobilità slow”. Gli eventi temporanei richiamati nell’elaborato PG3 rientrano in queste
    destinazioni d’uso e, inoltre, la destinazione “tempo libero” non può considerarsi in contraddizione con la classificazione di nodo
    ecologico nel PTCP.
    Non si ritiene accoglibile la richiesta di rafforzare la natura cogente dei Progetti Guida, poiché tali elaborati nascono con una forte
    valenza strategica, non prescrittiva, coni l ruolo di indirizzare le progettualità e la messa a terra di futuri finanziamenti (cfr. art. 13
    della Disciplina)
    IN OSSERVAZIONE AL PUG SU CONTENUTI ED ARTICOLI DELLA DISCIPLINA RIGUARDANTI IL CENTRO STORICO E L’EDIFICATO STORICO Si chiede di modificare alcuni articoli della Disciplina: a) Art. 5, comma 5 (Accordi Operativi): eliminare la possibilità di prevedere in sede di AO altezze o distanze diverse da quelle stabilite dal PUG; b) Art. 7, comma 47 (autorimessa nei tessuti urbani consolidati e nei nuclei residenziali in territorio rurale): si chiede di precisare che la norma non si applica alla Città storica c) Art. 10 (Piani di riferimento per gli elaborati di SQUEA): inserire il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale d) Art. 17, comma 6, lett. a (requisiti prestazionali per PCC): si chiede di eliminare le premialità per PCC nella Città storica e) Art. 19, comma 6, lett. a (edifici soggetti a IED nei Tessuti storici): si chiede di escludere anche gli edifici di categoria T2 dalla possibilità di sopraelevazione f) Art. 21, comma 4 (categorie di tutela): per la categoria A1 si chiede di eliminare la dicitura “gli interventi di restauro riguardano l’unità architettonica nella sua interezza” g) Art. 21, comma 4 (categorie di tutela): per le categorie A2 e A3 si chiede: – per le “fronti” di eliminare la dicitura “strombatura delle finestre” – per i “portici” di aggiungere la specificazione “nei portici interni” o “prospettanti su spazi interni” – per le “strutture” di sostituire l’ultimo capoverso delle modalità di intervento con il seguente: “in situazioni di gravi carenze strutturali dovrà essere richiesto agli uffici comunali sopralluogo di controllo e di assenso alla demolizione di parti dell’edificio non recuperabili, comunque entro il limite del 30% delle strutture fuori terra” h) Art. 21, comma 4 (categorie di tutela): per la categoria A3 si chiede: – per le “fronti” di eliminare del tutto la possibilità di eseguire sui fronti strada coibentazione esterna effettuata mediante “cappotto” – per gli “interni” di aggiungere “nei casi in cui non sia applicabile quanto previsto dall’Art. 10, comma 2 della Legge 120/2020” dopo le parole “…e della linea di gronda” i) Art. 21, comma 4 (categorie di tutela): per gli edifici di classe T1 e T2 aggiungere “intervento di restauro e risanamento conservativo o intervento di ristrutturazione edilizia” dopo le parole “intervento di ristrutturazione edilizia” l) Art. 32, comma 15: per favorire il recupero degli edifici storici/testimoniali si chiede che sia possibile l’esonero dal contributo sul costo di costruzione e degli oneri di urbanizzazione (Art. 10, comma 1, lett. h della Legge 120/2020) PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante: a) Art. 5, comma 5 (Accordi Operativi): non accoglibile. Si ritiene che il PUG debba garantire la necessaria flessibilità per incentivare la rigenerazione degli ambiti assoggettati ad AO. b) Art. 7, comma 47 (autorimessa nei tessuti urbani consolidati e nei nuclei residenziali in territorio rurale): accoglibile. Si precisa che la norma non si applica alla Città storica. c) Art. 10 (Piani di riferimento per gli elaborati di SQUEA): accoglibile. Si propone di inserire il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale d) Art. 17, comma 6, lett. a (requisiti prestazionali per PCC): non accoglibile. La premialità si applica solo agli ambiti perimetrati dal PUG come “ambiti di rigenerazione urbana” di cui all’Art. 19, comma 4, lett. b) e c) della Disciplina. e) Art. 19, comma 6, lett. a (edifici soggetti a IED nei Tessuti storici): non accoglibile. Si ritiene di favorire la rigenerazione con sopraelevazione anche per le categorie T2, ferme restando le prescrizioni contenute nell’Art. 21, comma 4 f) Art. 21, comma 4 (categorie di tutela): accoglibile. Per la categoria A1 si precisa che l’intervento di restauro può avvenire anche per porzione dell’edificio nel rispetto dell’intera unità g) Art. 21, comma 4 (categorie di tutela): parzialmente accoglibile. Per le categorie A2 e A3 si propone: – per le “fronti” di eliminare la dicitura “strombatura delle finestre” – per i “portici” di mantenere la dicitura generale dei portici e non dei portici interni – per le “strutture” di eliminare le percentuali indicate sostituendo con “Non è consentita la demolizione integrale e parziale dell’edificio” h) Art. 21, comma 4 (categorie di tutela): parzialmente accoglibile. Per la categoria A3: – per i “fronti” si propone di eliminare la possibilità di eseguire sui fronti strada coibentazione esterna effettuata mediante “cappotto” – per gli “interni” non è accoglibile la proposta formulata dall’osservante perchè si ritiene sempre possibile la modifica dell’altezza interna degli ambienti per ragioni igienico sanitarie i) Art. 21, comma 4 (categorie di tutela): non accoglibile in quanto in contrasto con il DPR 380/2001, che prescrive l’assegnazione specifica della categoria di intervento e la precisazione delle modalità di intervento per ciascun edificio l) Art. 32, comma 15: parzialmente accoglibile. L’esonero dal contributo di costruzione potrà essere stabilito con apposita delibera di Consiglio Comunale.

    KO Si chiede una migliore definizione dei percorsi ciclabili e un miglior collegamento tra le polarità urbane della parte di città “Ferrara Sud”, in particolare:
    a) una maggior evidenza della segnaletica dedicata alle piste attuali e future
    b) ul miglioramento dei sottopassi di via Gandini e via Beethoven inserendoli in un organico percorso ciclo-pedonale ben evidenziato e illuminato che unisca il Foro Boario alle Corti di Medoro
    c) la realizzazione di due collegamenti ciclopedonali: pista 1) sottopasso piscina via Beethoven-via Kramer-via Nievo-sovrappasso ferroviario-via dello zucchero-accesso alla stazione e al centro città; pista 2) via Gandini-via Verga-viale Krasnodar-via dell’amicizia-attraversamento ferrovia interrata-via del Bove-via Ravera
    PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Premesso che il PUG non entra nel dettaglio delle caratteristiche tecnico-costruttive di percorsi ciclabili e ciclopedonali o della segnaletica, si specifica che all’interno della strategia si fa diffuso riferimento al miglioramento della ciclabilità e della mobilità slow; in particolare all’interno di tutte le Strategie Locali – Parti della città centrale, sono riportati gli obiettivi e le azioni relative al potenziamento della “maglia di connessioni ciclo-pedonali interne ai quartieri”.
    Inoltre, premesso il carattere ideogrammatico degli elaborati della Strategia, all’interno della strategia locale 1 per la parte di città centrale “zona sud – via Bologna” sono già individuate due connessioni nord-sud tra i quartieri a ovest di via Bologna, seppure con alcuni scostamenti e rappresentate con grafie diversificate per i tratti esistenti e i tratti di progetto.
    Si ritiene ad ogni modo opportuno esplicitare nel testo del suddetto elaborato che l’implementazione dei percorsi ciclabili riguarderà in particolare il collegamento delle polarità: Corti di Medoro, Palazzetto dello sport nel Foro Boario, centro polifunzionale per famiglie Ex Pietro Lana.

    KO Si propone di potenziare la frequenza del TPL da viale Krasondar al centro e la riduzione delle tariffe.
    Si propongono interventi di dissuasione e controllo della velocità dei veicoli e la realizzazione di una piazza centrale al rione per rallentare il traffico e per la sua funzione di aggregazione, socialità e accesso ai servizi scuole, chiesa, market.
    PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Relativamente al TPL, il PUG non incide direttamente sulla gestione del servizio di TPL, ma può fornire indirizzi sul suo miglioramento. Si propone di accogliere i rilievi fatti sul traffico in viale Kransodar per riportarli nella Diagnosi e nelle Strategie Locali della Parte di città “Ferrara Sud”. Relativamente alla tipologia di interventi per mitigare il traffico o la realizzazione di spazi pubblici il PUG demanda la loro definizione ai PAIP, al Programma delle OOPP e ai Piani di settore.

    KO Si chiede il potenziamento delle attrezzature collettive in zona Krasnodar, proponendo che:
    a) si recuperino gli edifici nell’area di Foro Boario e nell’area ancora in stato di abbandono dell’ex palazzo degli Specchi (le corti di Angelica); si pensi a dar vita a luoghi di aggregazione sociale;
    b) si creino luoghi aperti alla comunità nel centro per le famiglie previsto nell’ex-scuola Pietro Lana;
    c) si realizzi una piazza tra la parrocchia Sant’Agostino e la scuola IC De Pisis, per riqualificare il tessuto locale, riducendo la circolazione delle auto in transito, favorendo la circolazione pedonale e quindi conferendo all’area un nuovo carattere di luogo di condivisione per la socialità;
    d) si recuperi e si riqualifichi il centro sociale ex Rodari di via Labriola (e altri locali pubblici già presenti nel quartiere) per un suo utilizzo comunitario.
    PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Premesso che le proposte si pongono in coerenza con la strategia del PUG – in particolare con i lineamenti strategici e le azioni progettuali afferenti all’OS2 – con la diagnosi e la strategia delineata dal PUG per la Parte di città centrale “Ferrara Sud”, considerato che tutte le aree sono individuate in Disciplina come destinate ad Attrezzature e spazi collettivi o “Tessuti urbani dismessi, sottoutilizzati o interstiziali da rigenerare” e che la scheda progettuale d’ambito di Foro Boario prevede già l’inserimento di spazi pubblici e funzioni pubbliche, si demanda al Programma delle OOPP, alla definizione dei PAIP o degli AO e agli altri Piani di settore la definizione puntuale e la localizzazione degli interventi attuativi per l’attuazione della strategia, senza specificare ulteriori azioni puntuali.
    Si accoglie parzialmente la proposta individuando il centro sociale ex Rodari di via Labriola come “Ambito di rigenerazione urbana” nelle tavole “Usi e modalità di intervento”.

    KO Si chiedono azioni volte a incentivare la riqualificazione edilizia, urbanistica, abitativa e del paesaggio urbano del quartiere Krasnodar.
    Si suggerisce un censimento delle strutture in cemento e metallo, un tempo dedicate a cartelli pubblicitari, al fine di valorizzare maggiormente il paesaggio, sia dal punto di vista ecologico che estetico.
    PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Premesso che la maggior parte del patrimonio edilizio dell’ambito analizzato è individuato come Tessuto urbano consolidato, si segnala che il PUG promuove e incentiva gli interventi di qualificazione edilizia e riqualificazione urbana, sia nella definizione degli obiettivi e delle azioni progettuali della strategia, sia attraverso i meccanismi di premialità di cui all’Art. 17 della Disciplina. Premesso che il miglioramento della qualità urbana ed ecologico ambientale è l’obiettivo principale del PUG, non si ritiene che l’attività di censimento puntuale della cartellonistica proposto rientri nell’ambito di competenza del PUG secondo quanto stabilito dalla LR 24/2017.

    KO Si propone la riqualificazione delle aree verdi di viale Krasnodar, con l’inserimento delle seguenti azioni:
    a) qualificazione e connessione del sistema degli spazi verdi publici presenti nel quartiere Krasnodar migliorando le dotazioni ricreative, sportive, ecoLogiche (vedi Bosco e bacino di laminazione – Spina verde)
    b) progetto di riqualificazione del quartiere Krasnodar (Nomisma per ACER Ferrara)
    c) riqualificazione della zona verde ed ex campo da tennis adiacente alla ex scuola Pietro Lana
    d) creazione di corridoi per insetti impollinatori e azioni mirate a favorire la biodiversità
    PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Premesso che le proposte si pongono in coerenza con gli obiettivi, i lineamenti strategici e le azioni progettuali della strategia del PUG e con la diagnosi e la strategia delineata dal PUG per la Parte di città centrale “Ferrara Sud”, si demanda al Programma delle OOPP, alla definizione dei PAIP o degli AO e agli altri Piani di settore la definizione puntuale e la localizzazione degli interventi attuativi per l’attuazione della strategia, senza specificare ulteriori azioni puntuali e di dettaglio.

    LG

    Nel quadro conoscitivo, elaborato “QC.6.2 Mobilità”, allegato al PUG le seguenti strade: Via Frutteti, Via del Melo, Via della Flora, Via della Fornace e parte di Via delle Siepi sono classificate “Urbane di quartiere”.
    Nelle strategie locali elaborato “SL1” allegato al PUG a pagina 35 le strade sopra elencate sono individuate come “Rete ciclabile esistente”. Oggi invece queste vie non sono ciclabili. Le auto corrono veloci con grave pericolo per ciclisti e pedoni.
    Si chiede l’applicazione del limite di velocità a 30 km/h in Via dei Frutteti, Via del Melo (tratto a nord di Via Frutteti) e Via delle Siepi, dove circolano molti pedoni e ciclisti a tutte le ore per la presenza di esercizi commerciali, degli orti, del centro bimbi “Mille gru”, della sede della contrada San Giovanni.
    Si chiede inoltre la modifica della scheda SL1 indicando Via Frutteti, Via del Melo, Via della Flora, Via della Fornace e parte di Via delle Siepi come “Strade a sede promiscua ciclabile e veicolare”.
    Si segnala in particolare la pericolosità del tratto di Via delle Siepi che va dall’incrocio con Via dei Cedri all’incrocio con Via dei Frutteti, dove la carreggiata è stretta ed in parte occupata dai cassonetti dei rifiuti differenziati e da auto parcheggiate.
    Si chiede di prevedere: 1) lo spostamento dei cassonetti all’inizio di Via dei Cedri, 2) il divieto di parcheggio delle auto, 3) la realizzazione di una corsia ciclabile in questo tratto della Via che si connetta con la ciclabile esistente di Via delle Siepi nel tratto tra Via dei Cedri e le Vie Turchi-San Contardo d’Este, 4) la realizzazione di passaggi pedonali e ciclabili di cui oggi è privo il tratto di Via delle Siepi tra Via dei Cedri e Via Frutteti.

    PARZIALMENTE ACCOGLIBILE
    Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante, si specifica che le problematiche trattate dall’osservante sono già affrontate, sul piano programmatico e strategico, nell’elaborato SL1 ZONA EST. A livello puntuale,le proposte sono da sviluppare nell’ambito di piani, programmi e progetti di attuazione del PUG, del piano triennale delle opere pubbliche e degli altri piani settoriali, in particolare il PUMS.
    Si propone la rettifica dell’errore materiale nella legenda dello schema Strategie Locali SL1 del succitato elaborato in quanto è erroneamente riportata la dicitura “strade ciclabili esistenti” come strato cartografico “di vestizione” mentre è invece rappresentata la rete comprensiva dell’esistente e del progetto.
    LP Riferimento: Dossier – Piani Urbanistici Attuativi QC 2_4_2   :   Area Sogepol.
    Nella scheda relativa a quest’area si legge che è stato sottoscritto accordo POC in data 3/5/2017 avente come obiettivo un ampliamento di edificio destinato ad attività sanitarie private e attività sportive ad uso pubblico. Si dice infine che è stata richiesta una proroga per inizio dei lavori entro il 29/6/2023. Sono passati più di sei mesi da questa data e ancora non si vedono tracce di lavori per la ristrutturazione e rigenerazione di tutta l’area anzi sono sempre più evidenti i segni di deterioramento dovuti all’incuria e allo stato di abbandono in cui versa la struttura e tutta l’area circostante per una superficie di circa un ettaro. Considerato che la zona in questione è densamente popolata, chiedo gentilmente che il Comune di Ferrara si faccia carico della ultimazione dei lavori dello stabile per destinare l’uso ad attività come palestre o luoghi di incontro e spazi collettivi per la socializzazione di cui il quartiere è carente.
    LP Vorrei fare riferimento al documento preparatorio del Piano Urbanistico Generale denominato “Verso il documento strategico” del Luglio 2022. Nel capitolo “IL SISTEMA INSEDIATIVO” al paragrafo 4 “Gli ambiti di rigenerazione”, relativamente agli ambiti privati degradati, abbandonati o sottoutilizzati, ho trovato una scheda (numero 3) concernente alcuni fabbricati che si trovano all’inizio di via Pontegradella, nei pressi della rotatoria sulla quale insiste anche via Caretti. Da diversi anni, dopo essere stati la sede di alcuni negozi specializzati nell’elettronica e negli elettrodomestici di consumo come Trony e Eldo, questi edifici versano in una stato di abbandono e degrado. Alcune finestre sono state divelte ed evidenti sono le tracce lasciate dai vandali o altri soggetti che bivaccano all’interno dei capannoni. Non si colgono ancora i segni di una rigenerazione e chiedo pertanto che venga realizzata una nuova scheda che chiarisca anche come si intende recuperare e rigenerare tutta l’area. Considerata la mancanza di impianti sportivi per attività indoor nella zona che è
    densamente popolata, chiediamo di realizzare un impianto per attività al coperto.
    NON ACCOGLIBILE

    Premesso che l’ambito in oggetto è già riconosciuto dal PUG quale ambito di rigenerazione urbana e classificato TUD “Tessuto urbano, dismesso, sottoutilizzato o interstiziale da rigenerare” (art. 23), si ritiene non accoglibile la proposta di inserimento di una nuova scheda progettuale in quanto, per dimensioni e caratteristiche, la rigenerazione del comparto ha rilevanza edilizia e perché si ritiene preferibile garantire maggiore flessibilità. Per la medesima ragione non si ritiene ammissibile la proposta di vincolare la destinazione a attrezzature sportive.

    LP Vorrei fare riferimento al documento preparatorio del Piano Urbanistico Generale denominato “Verso il documento strategico” del Luglio 2022. Nel capitolo “IL SISTEMA INSEDIATIVO” al paragrafo 4 “Gli ambiti di rigenerazione”, relativamente agli Ambiti di rigenerazione con PUA pregressi non attuati, compare una scheda (numero 72) inerente al sito sul quale sorgeva l’ex stabilimento Cerestar, in via Luigi Turchi, 13.  L’azienda in questione ha cessato l’attività alla fine degli anni novanta e da allora il sito è rimasto abbandonato.
    La mancanza di interesse da parte della nuova società proprietaria ha reso possibile da un lato la nascita e la crescita di numerosi alberi diventati ormai adulti di notevoli
    dimensioni e dall’altro la formazione di impressionanti cumuli di rifiuti di ogni tipo sversati da cittadini stranieri che bivaccano nei capannoni e che sono stati rimossi solamente grazie all’intervento di alcuni ambientalisti volontari. Chiedo che quest’area sia oggetto di un piano di rigenerazione, di riforestazione urbana e che venga creata una scheda relativa al progetto di recupero dell’area.
    NON ACCOGLIBILE

    Premesso che l’area è oggetto di PUA vigente le cui previsioni hanno piena efficacia fino a che mantiene validità la relativa convenzione urbanistica, il PUG ha individuato il complesso come TUD (Tessuti urbani dismessi, sottoutilizzati o interstiziali da rigenerare) da attuare con la disciplina prevista all’Art. 23 ed in coerenza con le indicazioni del Progetto Guida 1 “La direttrice dell’innovazione produttiva ed energetica lungo il canale Boicelli”. Per quanto sopra, si ritiene che per l’area oggetto di osservazione il PUG stabilisca indirizzi e regole prescrittive per la sua rigenerazione, pertanto si conferma tale previsione urbanistica.

    MM1 OSSERVAZIONI AL PIANO URBANISTICO DEL COMUNE DI FERRARA
    per LA ZONA EST – Criticità Ambientali
    PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Si precisa che il PUG assunto contiene tra i suoli elaborati: • la tav. QC.5.5.2a “Carta degli allagamenti da forti piogge”, che riporta una mappatura empirica delle aree urbane che vanno in sofferenza idraulica in occasione di forti piogge partire dalle segnalazioni pervenute alla Protezione Civile, ai del Vigili del Fuoco e nella pagina segnalazioni del portale web del Comune, negli anni 2017-2019 e in occasione del fortunale dell’agosto 2022, integrata con le risultanze di uno studio effettuato da Hera, nel quale sono individuate aree che tendono ad allagarsi con eventi di 30, 50 e 80 mm di pioggia; • l’elaborato sullo stato della rete fognaria 6.3.3b, redatto in accordo con Servizio ambiente e Ente gestore delle reti; • le schede e le tavole dei vincoli (Tdv2 , vincoli da 79 a 84) che recepisce il PAI e il PGRA, definendo vincoli più prescrittivi delle norme di settore. In ogni caso, si propone di aggiornare l’elaborato SL1 “Strategie Locali | Parti della Città centrale” individuando l’ambito oggetto di osservazione tra gli “areali urbani con criticità di gestione delle acque meteoriche” (sintesi degli elementi di forza e debolezza) inoltre si propone di aggiungere tra le strategie locali della parte di città, la risoluzione dei problemi di allagamento e di gestione delle acque meteoriche. In relazione alle indicazioni applicative relative agli scarichi, si rimanda alle indicazioni e prescrizioni del Regolamento Edilizio per gli interventi diretti (fatta salva la competenza in capo al servizio Ambiente e all’ente gestore), e alla fase di pianificazione attuativa per gli interventi indiretti (AO/PAIP)

    MCS Si propone la valorizazione del Po di Primario come infrastruttura verde e blu. PARZIALMENTE ACCOGLIBILE
    Nelle strategie del PUG (cfr. Disciplina, art. 10 e 11 ed elaborato S1), il Po di Primaro è oggetto di azioni progettuali finalizzate alla
    sua qualificazione e fruizione sostenibile, soprattutto basata sulla ciclopedonalità, come richiesto. La via Ravenna è uno dei
    tracciati strutturanti della viabilità facenti parte della rete delle infrastrutture verdi e blu, da qualificare dal punto di vista funzionale
    ed eco-pesaggistico (cfr. elaborato S1) e pertanto dovrà essere interessata anche dal migliormaento delle condizioni di fruizione
    e di sicurezza soprattutto nel tratto urbano a nord dell’incrocio con via Wagner. L’osservazione risulta quindi già soddisfatta dal
    PUG assunto.
    MM1 LA TAVOLA Q-5-10 SITI CONTAMINATI RIPORTA IN ZONA EST TRA LO SCOLO DI SAN ROCCO A NORD E VIA CONTARDO D’ESTE UN’AREA CON “PROCEDIMENTO DI BONIFICA IN CORSO PER ACCERTATO SUPERAMENTO DELLE CONCENTRAZIONI DI RISCHI” CAMPITO IN ARANCIONE. ESSENDO PARTE DI TALE AREA STATA ADIBITA A DISCARICA DI RSU DEL COMUNE DI FERRARA, NON RISULTA NESSUNA PERIMETRAZIONE DELLA TAVOLA S2 DELLO SQUEA ACCOGLIBILE

    Si propone di accogliere l’osservazione integrando la Tav. S1 “Infrastrutture di paesaggio verdi e blu e della mobilità”

    MM1
    Amici della Terra
    Si rileva che nella tav. del Quadro Conoscitivo QC_5_10 (Siti contaminati) l’area a sud di via Contardo d’Este (Ex Cogef) è
    indicata come contaminazione in corso di accertamento
    ACCOGLIBILE

    Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante, si precisa che a ottobre 2023 si è concluso il procedimento di bonifica con
    limitazioni d’uso alle sole attività terziarie/produttive. Per quanto sopra, si propone di aggiornare la tavola dei vincoli (TDV2) e la
    tavola del del Quadro Conoscitivo QC_5_10 (Siti contaminati).
    Si provvede inoltre ad integrare la scheda progettuale d’ambito “Ex Cogef”, inserendo come condizione di sostenibilità che ogni
    intervento previsto dovrà essere coerente con quanto previsto dal provvedimento di conclusione del procedimento di bonifica e
    dovrà in ogni caso essere concordato con il servizio Ambiente.

    MM2 l campo sportivo e l’ area di riequilibrio ecologico, posti di fronte alle abitazioni di Via dei Gerani, son prive di canale di scolo delle precipitazioni meteoriche. problema segnalato e riconosciuto dal Comune da tempo. Si chiede la realizzazione di un sistema per lo smaltimento delle acque che non scarichi sulla rete fognaria della via che ha problemi di evacuazione riscontrati e dichiarati da Hera e Comune. PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Premesso che l’osservazione presuppone l’approfondimento di temi specifici che necessitano di una scala di maggior dettaglio rispetto a quella del piano urbanistico generale, da sviluppare nell’ambito di piani, programmi e progetti di attuazione del PUG, del piano triennale delle opere pubbliche e del piano investimenti dell’Ente gestore, si propone di aggiornare l’elaborato SL1 “Strategie Locali | Parti della Città centrale” individuando l’ambito oggetto di osservazione tra gli “areali urbani con criticità di gestione delle acque meteoriche” (sintesi degli elementi di forza e debolezza); inoltre si propone di aggiungere tra le strategie locali della parte di città, la risoluzione dei problemi di allagamento e di gestione delle acque meteoriche.

    MM2 La rete fognaria di Via dei Gerani ha problemi di smaltimento delle precipitazioni meteoriche, causando frequenti allagamenti delle abitazioni della via. Si chiede il suo collegamento con i canali di scolo della bonifica presenti nella vicinanze o la realizzazione di aree di accumulo delle precipitazioni per evitare gli allagamenti. PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Premesso che l’osservazione presuppone l’approfondimento di temi specifici che necessitano di una scala di maggior dettaglio rispetto a quella del piano urbanistico generale, da sviluppare nell’ambito di piani, programmi e progetti di attuazione del PUG, del piano triennale delle opere pubbliche e del piano investimenti dell’Ente gestore, si propone di aggiornare l’elaborato SL1 “Strategie Locali | Parti della Città centrale” individuando l’ambito oggetto di osservazione tra gli “areali urbani con criticità di gestione delle acque meteoriche” (sintesi degli elementi di forza e debolezza); inoltre si propone di aggiungere tra le strategie locali della parte di città, la risoluzione dei problemi di allagamento e di gestione delle acque meteoriche.

    PF IL LOTTO DI TERRENO FOGLIO 136 MAPPALE 1054 RISULTA AREA RESIDENZIALE. SI CHIEDE CHE SIA DESTINATO A VERDE COME PRIMA DEL CAMBIO DI DESTINAZIONE D’USO AVVENUTO IN DATA 10/06/2013 SENZA CHE FOSSE SEGUITA LA PROCEDURA CORETTA, DAL MOMENTO CHE VENIVA ACCOLTA UNA OSSERVAZIONE DA PARTE DELLA SOCIETA’ LA NUOVA RESIDENZA CON MOTIVAZIONE DI ERRORE TECNICO MATERIALE SENZA CHE VI FOSSE CORRISPETTIVA ISTRUTTORIA TECNICA A DOCUMENTAZIONE DELL’ERRORE. INOLTRE IL TERRENO DOVEVA ESSERE CEDUTO AL COMUNE  SECONDO UN ATTO D’OBBLIGO CUI LA PROPRIETA’ NON HA MAI FATTO FEDE. SI SEGNALA DANNO ERAIALE ANCHE PER LO SFALCIO DEL VERDE  EFFETTUATO A CARICO DEL COMUNE ANCHE DOPO LA TRASFORMAZIONE A RESIDENZIALE DEL 2013 E FINO AL SETTEMBRE 2019 COMPROVATO DA DOCUMENTAZIONE IN POSSESSO DELLA SCRIVENETE E REDATTA DA UFFICIO VERDE COMUNALE. SI SEGNALA INOLTRE CHE SUL LOTTO INSISTE UNA SERVITU’ DI PASSAGGIO TUTTORA VALIDA COME ILLUSTRATO IN ISTANZA ALLEGATA DAL MOMENTO CHE IL PRIVATO NON HA MAI CEDUTO L’AREA. RISULTANO INOLTRE PRESENTI 10 CANCELLINI REGOLARMENTE CONCESSIONATI RETROSTANTI LE ABITAZIONI COMPRESE TRA I CIVICI 20 E 28 DI VIA FAVERO CHE  ACCEDONO ALL’AREA IN QUESTIONE CONFERMANDO LA NECESSARIA DESTINAZIONE D’USO AD ASC DEL LOTTO PER LA TUTELA DELLA COLLETTIVITA’. NON ACCOGLIBILE

    Premesso che trattasi di lotto inedificato classificato nel RUE vigente tra gli insediamenti prevalentemente residenziali (aree a
    media densità), considerato che sull’area oggetto di osservazione è stato rilasciato un Permesso di costruire per la realizzazione
    di un edificio composto da due corpi di fabbrica bifamiliari, si propone di confermare la destinazione urbanistica assegnata dal
    PUG assunto di TUM (tessuti urbani consolidati a media densità). Pertanto l’osservazione non è meritevole di accoglimento.

    RB Le tavole presenti nel QC_5_5_3a e nel QC_5_5_3b_bis ( pag 131-134) indicano come permeabili aree asfaltate PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Con riferimento agli elaborati del QC riguardanti la permeabilità dei suoli, si precisa che l’elaborato QC.5.5.3b.bis “Schede permeabilità – Metodo delle Unità Minime”, ora rinominato in QC.5.5.4, aggiorna e dettaglia la tavola QC.5.5.3a. In particolare, le valutazioni fatte nelle cartografie si basano su dati che hanno un livello di dettaglio/approsimazione calibrato sulla scala urbanistica di restituzione degli elaborati. Riguardo le aree segnalate nell’osservazione, riferite al paragrafo UM-175, si precisa che il parcheggio a servizio del centro anziani di via del Melo e l’abitazione di via Frutteti sono già individuate in cartografia come non permeabili, mentre la piccola area asfaltata di via del Melo ha una superficie esigua nell’unità minima che in generale non inficia la valutazione complessiva e le indicazioni necessarie per la discipina e la Valsat.

    RB Nelle SCHEDE NORMATIVE V0, TAVOLA DEI VINCOLI TDV1, punto 68, Impianti  fissi per telefonia mobile: “Per tali impianti si rinvia al Regolamento per l’installazione di impianti di telefonia mobile (ABROGATO) ed al nuovo Regolamento “Piano comunale per la localizzazione degli impianti fissi di telefonia mobile” adottato ( MA NON APPROVATO) “. In sostanza si rimanda a Regole prescrittive, limiti e condizionamenti non vigenti. PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Con riferimento alle schede dei vincoli, si propone di riformulare il punto n. 68 “impianti fissi per la telefonia mobile” come segue: “Per tali impianti si rinvia al Regolamento comunale per l’installazione di impianti di telefonia mobile e alle normative nazionali e regionali di settore”

    RB L’EX-IDROVORA DI VIA CALDIROLO E’ UN AMBITO PUBBLICO DEGRADATO, ABBANDONATO, SOTTOUTILIZZATO DI CUI MANCA NEL PUG UNA SCHEDA PER LA SUA RIGENERAZIONE CON INDIRIZZI DI TRASFORMAZIONE. PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante, si precisa che il PUG riconosce la potenzialità strategica del complesso ex idrovora di via Caldirolo, difatti: • è inserito nella ricognizione degli Ambiti degradati, dismessi, sottoutilizzati (QC.6.5) • la sua rigenerazione è inserita nell’ambito del Progetto Guida 4 “La cintura verde del parco delle Mura” e recepita nella scheda SL1 relativa al Centro storico • la tavola “usi e modalità di intervento” la classifica come area per Attrezzature e spazi collettivi. La scelta di non inserire una scheda d’ambito è motivata dalla volontà di garantire maggiore flessibilità a un intervento di interesse pubblico già inquadrato nella strategia di Piano di valorizzazione del Parco delle Mura e delle sue relazioni con la città.

    RB Con riferimento alla SL1 riferita alla cosiddetta Zona Est dove si elencano alcuni elementi di debolezza e di forza relativi alla mobilità e accessibilità dove non si evidenziano la gravità di alcune criticità. 1-Congestionamento del traffico in Via Caldirolo e sua pericolosità per ciclisti e pedoni. 2-Discontinuità e carenza percorsi ciclabili sia interni sia di collegamento il Centro Storico 3-Scarsi collegamenti con il parco delle Mura 4-Criticità collegamenti via Frutteti-Piazzale San Giovanni 5-Criticità collegamenti via Frutteti-rotatoria Piazzale Medaglie d’Oro 6-Scarsa copertura TPL PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante, si formula la seguente controdeduzione: 1) Si evidenzia che la SL1 già prevede la ricucitura dei collegamenti ciclabili nord-sud all’interno della parte di città (via Frutteti, via Turchi, via del Melo) e altresì prevede l’incremento dei collegamenti est-ovest con il Centro Storico (Progetto Guida 4) e quindi anche con il circuito ciclabile esistente sul vallo. La realizzazione di una ciclabile dedicata lungo via Caldirolo risulta scarsamente praticabile per le sue caratteristiche fisiche e la sua classificazione quale strada urbana di scorrimento. 2), 3) Si ritiene opportuno inserire il tratto di via Zanardi e di via Frutteti tra le criticità della rete ciclabile ma si rimandano gli aspetti progettuali di dettaglio agli strumenti attuativi del PUG, ai piani settoriali (PUMS) e alla programmazione delle OOPP. 4), 5), 6) Si precisa che per mero errore materiale lo schema relativo alla strategia locale 2 del quartiere riporta in legenda la dicitura “Rete ciclabile esistente” volendo invece rappresentare sia i tratti esistenti che quelli di progetto (per la distinzione si rimanda allo schema riportato nel paragrafo relativo all’analisi diagnostica). Gli aspetti progettuali di dettaglio sono demandati agli strumenti attuativi del PUG, ai piani settoriali (PUMS) e alla programmazione delle OOPP. Si precisa inoltre che gli schemi strategici hanno carattere ideogrammatico, e pertanto i collegamenti con il vallo della Mura in direzione est-ovest non vanno interpretati come localizzazioni uniche e definitive. 7) Si conferma la diagnosi che ritiene buona la copertura geografica delle linee urbane, non è invece competenza del PUG entrare nel merito di aspetti gestionali del servizio quali la frequenza delle corse e la composizione della flotta.

    RB Via Caldirolo , via Gramicia e via Bacchelli in quanto strade carrabili intorno alle mura, nella proposta di PUG sono ” da qualificare con forestazione lineare, spazi della mobilità sostenibile e potenziamento dei sistemi di drenaggio delle acque superficiali”. Non si pone in evidenza il carattere panoramico e paesaggistico di queste strade, meta di migliaia di turisti che le percorrono in auto o pullman per ammirare le Mura. Il PUG dovrebbe fissare i vincoli delle strade panoramiche o di rilievo paesaggistico sulle carrabili da cui si possono ammirare le Mura ed anche una eventuale forestazione dovrebbe essere accompagnata da uno studio adeguato per verificare l’impatto della trasformazione rispetto ai punti di vista della viabilità panoramica NON ACCOGLIBILE

    Premesso che: a) le strade di rilievo paesaggistico sono individuate dal PUG su percorsi della mobilità lenta più funzionali alla fruizione del paesaggio e ad un uso ricreativo e turistico del territorio, b) le strade panoramiche sono infrastrutture lineari del paesaggio derivanti dagli strumenti di pianificazione sovraordinata (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale), la proposta formulata dall’osservante non è accoglibile in quanto via Caldirolo, via Gramicia, via Bacchelli si configurano come strade di scorrimento urbano, mediamente trafficate. L’osservazione non è coerente con lo stato di fatto, le caratteristiche funzionali delle strade ed il loro contesto urbanistico e paesaggistico.

     

    Incontro pubblico: BENI COMUNI, DIRITTI E PARTECIPAZIONE PROPOSTE PER UNA NUOVA GESTIONE PUBBLICA

    Venerdì 16 febbraio 2024 ore 17.30
    presso Sala Sinodale della Parrocchia di San Giacomo Apostolo,
    via Arginone 161 Ferrara

    I n c o n tr o  p u b b l i c o

    BENI COMUNI, DIRITTI E PARTECIPAZIONE
    PROPOSTE PER UNA NUOVA GESTIONE PUBBLICA

    I n tr o d u c e :
    Corrado Oddi  del Forum Ferrara Partecipata

    I n t e r v e n g o n o :
    Marco Bersani – Attac Italia
    Alfredo Alietti – sociologo, docente Università di Ferrara

    Modera il dibattito:
    Dalia Bighinati – Giornalista di Telestense

    L’incontro è promosso dal Forum Ferrara Partrcipata, che ha avviato percorsi di cittadinanza attiva
    per costruire una visione di futuro della città. In vista delle prossime elezioni amministrative, invitiamo
    i cittadini e le forze politiche ad un confronto per realizzare una nuova gestione pubblica dei beni
    comuni. Servizio dei rifiuti, acqua, energia, trasporto pubblico, casa, salute non possono essere
    orientati dalle logiche di mercato e, invece, devono basarsi sulla partecipazione dei cittadini e dei
    lavoratori.

    Ferrara Partecipata. “Sit-in continueranno fino all’inizio del percorso partecipativo”

    Il Forum “esprime soddisfazione per questo avvio, al quale ha probabilmente contribuito la mobilitazione di questi mesi”

    Dopo le dichiarazioni dell’assessore Alessandro Balboni il Forum Ferrara Partecipata “prende atto, ad un anno dalla promessa del sindaco sollecitato anche dall’intero consiglio comunale, che inizierà un percorso partecipato dai cittadini”. Una notizia, fanno sapere, “appresa a mezzo stampa” e ufficialmente tramite il quotidiano municipale Cronaca Comune ” in cui si dà conto dell’incarico assegnato ad una società di progettare le modalità del percorso partecipato dal basso”.

    Il Forum “esprime soddisfazione per questo avvio, al quale ha probabilmente contribuito la mobilitazione di questi mesi” ma allo stesso tempo annuncia che “i sit-in continueranno almeno finché non verrà comunicata una data certa di inizio del percorso partecipativo”. In queste occasioni ogni venerdì mattina sotto il Volto del Cavallo gli attivisti avranno cura di “comunicare questa novità ai tanti cittadini che chiedono informazioni”.

    Solo dalla “data di inizio del percorso e le sue modalità organizzative” si potranno infatti “apprezzare la sincerità e la sollecitudine dell’amministrazione comunale nel garantire il massimo tasso di democrazia e partecipazione, che immaginiamo simile alle modalità delle “assemblee dei cittadini” ormai collaudate in alcune città italiane e in parecchie europee”.

    Breve sintesi della assemblea del Forum Ferrara Partecipata del 19/12/23

    Primo punto in discussione:
    1) prosieguo degli incontri pubblici rivolti alla cittadinanza e alle forze politiche. Il prossimo
    appuntamento è previsto per martedì 16 gennaio sul tema della “città decarbonizzata”, e cioè la
    transizione e la conversione ecologica nella nostra città.
    L’incontro sarà alle 17.30 presso la Sala Sinodale della Parrocchia di San Giacomo Apostolo, via Arginone
    161 ( grazie alla disponibilità del parroco che ci accoglie gratuitamente).
    Introduce: Francesca Cigala che presenterà le proposte del Forum per una visione di futuro della città.
    Intervengono come esperti: Romeo Farinella, urbanista Unife e Margherita Venturi, professoressa Alma
    Mater ( del gruppo “Energia per l’Italia” di Balzani). Modera: Dalia Bighinati.
    Obiettivo: in vista delle prossime elezioni amministrative, invitare i cittadini e le forze politiche a un
    confronto per definire impegni concreti che garantiscano un’effettiva conversione e transizione ecologica e
    la trasformazione della città necessaria a contrastare la crisi climatica.
    Il primo incontro sul tema della partecipazione dei cittadini è andato bene, ma cerchiamo di migliorare
    l’organizzazione nei prossimi incontri lasciando più spazio al dibattito (solo due esperti): vogliamo che i
    cittadini e i politici che interverranno si esprimano con chiarezza sulle nostre proposte. Sono d’accordo? Si
    impegnano a metterle in pratica?
    Si è poi deciso di pubblicizzare i prossimi incontri oltre che via stampa e social, anche con diffusione
    diretta dei volantini all’università o in altri luoghi da definire. Ricerca di maggiore efficacia nella
    comunicazione degli eventi. Il contatto diretto, porta a porta, aveva dato una grossa spinta e successo alle
    iniziative iniziali del Forum e si vuole ripetere. Alcune persone hanno dato disponibilità per il
    volantinaggio. appena pronta la locandina la invieremo a tutti per la massima diffusione.
    E’ poi stato anticipato che il terzo incontro, previsto sul tema dei beni comuni, sarà il 16 febbraio.
    Sarà moderato da Dalia Bighinati, introdurrà Corrado Oddi, come esperto è già stato invitato Marco
    Bersani, portavoce nazionale di Attac (già conosciuto da noi per la presentazione della campagna per
    la difesa dei beni comuni “Riprendiamoci il comune” con le due proposte di legge), il secondo esperto
    è ancora da individuare (si pensa di chiedere al professor Alietti sociologo di Unife).
    Secondo punto:
    2) definizione delle nostre proposte di fondo relative al PUG, per arrivare a produrre le nostre
    osservazioni.
    Ci troviamo davanti a una nuova modalità di redigere il Piano Urbanistico ( conseguente alla nuova legge
    regionale del 2017 che impone di ridurre le norme prescrittive ) per cui anche per i tecnici non è semplice
    orientarsi.
    Si evidenzia grande enfasi sulle strategie generali improntate a buone intenzioni “green”, nel segno della
    transizione ecologica necessaria, ma che sembrano restare generali e generiche. Sembrano esserci
    contraddizioni tra premesse e prescrizioni ( vedi scheda parco nord ) ( vedi piano parcheggi )
    Preoccupa il continuo demandare a iniziative pubblico/privato.
    Italia Nostra, alla luce di questa complessità, ha formalizzato la richiesta di proroga di ulteriori 60 giorni
    per la elaborazione delle osservazioni La necessità di avere più tempo per redigere le osservazioni è stata
    formulata anche dagli ordini e dalle categorie tecniche.
    Non viene approvata la proposta di fare un comunicato come Forum per richiedere anche noi una proroga
    perché prevale la valutazione di inutilità, visto che la richiesta arriverebbe a tempo scaduto dopo che la
    Giunta ha già fatto una delibera di proroga di due settimane ( proprio nel giorno in cui si affronta la
    discussione)
    Come Forum abbiamo scelto di individuare alcuni punti specifici del PUG inerenti le tematiche di cui più
    ci siamo occupati e su questi formulare osservazioni.
    Quindi non osservazioni su tutti gli importanti aspetti del PUG, ma limitate ad alcuni parti principali su cui
    poi continuare a organizzare mobilitazioni,
    Sono stati individuati come filoni principali 1) il parco Nord 2) il parco Sud 3) le Mura e corridoi verdi 4)
    l’asse Volano su cui insisteranno i maggiori progetti di rigenerazione 5) la mobilità.
    Il comitato Caldirolo Libera sta lavorando a osservazioni inerenti la zona Est: mobilità/ ciclabili/
    collegamento via Frutteti con ciclabile delle Mura e centro città, ponte via Ginestra/ via Prinella, area
    verde trasformata in edificabile ( via del Melo/via Serao), riqualificazione idrovora via Caldirolo,
    questione allagamenti.
    Il gruppo di Villanova sta valutando osservazioni a tutela della vocazione agricola delle campagne del
    forese e su norme di localizzazione degli impianti industriali biogas/biometano.
    Il comitato “Residenti area ex Caserma” preparerà un ‘osservazione sulla mancanza nel PUG di una scheda
    ”Caserma”: la caserma Pozzuolo del Friuli è presente nel profilo diagnostico come ambito pubblico
    degradato, è presente nella strategia sovralocale/Valorizzazione del Parco delle Mura, ma scompare
    nella strategia locale e non c’è nelle schede progettuali d’ambito. La motivazione fornita dai
    funzionari dell’ Ufficio di Piano è che essendo previsto un percorso partecipativo dei cittadini, per
    rispetto dei cittadini, non si è voluto porre dei vincoli…..
    Metteremo in sinergia tutte le osservazioni
    Come coordinamento e referenti dei quartieri ci siamo incontrati con i tecnici che ci aiuteranno nella
    stesura delle osservazioni stesse e ci rivedremo dopo il periodo festivo. Chiunque abbia proposte di
    osservazioni le può inviare al coordinamento e ci raccorderemo con tutti.
    Terzo punto:
    3) percorso partecipativo Caserma/Flash mob
    Continuiamo a ripetere i flash mob tutti i venerdì sotto il palazzo municipale e ci sembra uno
    strumento efficace per fare sensibilizzazione e informazione. Per l’ultimo flash mob dell’anno,
    venerdì 22, abbiamo pensato di portare simbolicamente in dono al Sindaco una copia del libro “Una
    Caserma Partecipata”, il libro in cui abbiamo raccolto le prime idee dei cittadini sul recupero della
    caserma, e avvertiremo la stampa.
    Sul percorso partecipativo essendo uscito il bando regionale sulla partecipazione, ottima occasione per
    sviluppare un buon percorso partecipativo e che prevede per i vincitori lo stanziamento di 15000 euro,
    ci siamo attivati per presentare la nostra candidatura chiedendo al Centro Servizi Volontariato di fare
    il capofila.
    Dal CSV abbiamo avuto notizia che il Comune non ha dato la sua adesione come ente attuatore alla
    nostra proposta di candidatura al bando perché ha già avviato direttamente l’iter affidandone al
    Consorzio Futuro Ricerca l’attuazione.
    Verificheremo quali sono le intenzioni del Comune e vigileremo affinchè il percorso partecipativo
    avvenga in forma strutturata seguendo tutte le garanzie per un reale coinvolgimento di tutti i
    cittadini.
    Infine, come aggiornamento sulla situazione proprietaria della caserma, è stata data l’informazione che
    la caserma risulta di proprietà di Finint Investments SGR e si è discusso delle ipotesi in merito. ( Nel
    tempo intercorso tra l’assemblea e questo verbale abbiamo saputo che la caserma, collocata nel fondo
    di investimento, è ancora proprietà di Cassa Depositi e Prestiti e che il preliminare di vendita ad Arco
    è stato prorogato di un anno fino al 30 aprile 2024 ).
    Sono poi state fatte le seguenti comunicazioni:- CHAT WHATSAPP: invitiamo le persone che
    vogliono/possono partecipare attivamente alle iniziative del Forum a entrare nella chat “Infonoferis”
    in cui ci scambiamo informazioni e che, come coordinamento, utilizziamo per rapidi confronti per
    decisioni da assumere in tempi veloci.
    Chi vuole aggiungersi basta che lo segnali scrivendo a forumferrarapartecipata@gmail.com
    indicando il proprio numero di telefono. – SITO: https://ferrarapartecipata.it/category/press/ Il sito è in
    corso di aggiornamento. E’ stata aperta in “Approfondimenti” una nuova sezione “Articoli segnalati”
    dove è possibile inserire direttamente ( seguendo le procedure indicate ) articoli di approfondimento
    sui temi inerenti l’impegno del Forum. Invitiamo tutti ad inviare e inserire articoli. – FACEBOOK:
    https://www.facebook.com/profile.php?id=100090619504858 Quest’estate abbiamo aperto questo
    canale social, ma per farlo decollare c’è bisogno del sostegno di tutti coloro che possono: per favore
    mettete like, commenti e condividete i post.

    Il coordinamento Forum Ferrara Partecipata

    Il Po di Primaro e via Ravenna

    Il Po di Primaro e via Ravenna Il Po di Primaro, detto Po Vecchio, dovrebbe utilmente integrarsi con la rete delle vie d’acqua.

    Il suo percorso può rappresentare per i cittadini un utile raccordo tra la città e il territorio e anche, se ben attrezzato, per il ciclo turismo. L’area territoriale Est della provincia di Ferrara una notevole ricchezza storica e naturalistica che va valorizzata.

    Il fiume si arresta aTraghetto, in prossimità di Argenta, e potrebbe facilitare la connessione tra la città alle Valli di Argenta e Portomaggiore, ricche di stimoli paesaggistici e di fauna e flora protetti. La rete del ciclo turismo è molto articolata in questa area molto articolata in questa area della provincia e potrebbe essere agganciata “da una via d’acqua come il Po di Primaro.

    Via Ravenna percorre il lato sinistro di questo fiume, sopraelevata perchè ne rappresentava l’argine sinistro. È una strada che soffre molto, come tutta la zona,per la mancanza di un raccordo di scorrinento veloce che orienti il traffico nelle varie direzioni evitando la città. L’inquinamento è inevitabile per la concentrazione del traffico entrante da Sud e da Est per i entrata e in uscita ad ogni ora del giorno, soprattutto nel tratto tra via Wagner e il ponte di San Giorgio. Nonostante sia una via della città, è priva di marciapiede, pista ciclabile continua, mezzi pubblici. È anche maltenuta per la presenza di buche scavate dalle piogge nel fondo percorribile a piedi. Molto pericolosa per pedoni e ciclisti, soprattutto nel tratto che va da via Wagner al sottopassaggio.

    E quanto mai necessaria una tangenziale che scarichi il traffico, evitando la città. È la condizione per gli abitanti di poter finalmente usufruire di marciapiedi, navette, piste ciclabili, raccordo con le future vie d’acqua. La tangenziale est è pertanto indispensabile e non rimandabile.

     

    Caterina Sateriale,  Presidente Associazione Cohousing Solidaria

    Meglio tardi che mai: il Comune di Ferrara annuncia finalmente l’inizio del percorso partecipato sulla ex caserma Pozzuolo del Friuli, ma il Forum vuol vedere quando e come.

    Il Forum Ferrara Partecipata prende atto, ad un anno dalla promessa del Sindaco sollecitato anche dall’intero Consiglio Comunale, che inizierà un percorso partecipato dai cittadini per individuare soluzioni condivise per il recupero dell’ex area militare “Pozzuolo del Friuli”, in quel punto così delicato della città tra via Cisterna del Follo e via Scandiana, a fianco di Palazzina di Marfisa, di Palazzo Bonacossi, di Palazzo Schifanoia e della basilica di Santa Maria in Vado.
    Lo abbiamo appreso da notizie di stampa e, ufficialmente, dalle dichiarazioni dell’Assessore all’ambiente Alessandro Balboni, pubblicate dal quotidiano municipale Cronaca Comune, in cui si dà conto dell’incarico assegnato ad una società di progettare le modalità del percorso partecipato dal basso.

    Il Forum esprime soddisfazione per questo avvio, al quale ha probabilmente contribuito la mobilitazione di questi mesi, e attende fiducioso di conoscere la data di inizio del percorso e le sue modalità organizzative: da qui si potrà apprezzare la sincerità e la sollecitudine dell’amministrazione comunale nel garantire il massimo tasso di democrazia e partecipazione, che immaginiamo simile alle modalità delle “assemblee dei cittadini” ormai collaudate in alcune città italiane e in parecchie europee.

    Nel frattempo il Forum proseguirà il suo presidio del venerdì mattina sotto il Volto del cavallo iniziato nel luglio scorso, avendo cura di comunicare questa novità ai tanti cittadini che chiedono informazioni. I sit-in continueranno almeno finché non verrà comunicata una data certa di inizio del percorso partecipativo.

    “Transizione ecologica, focus sulla sostenibilità”

    Circa ottanta persone hanno assistito all’incontro del Forum Ferrara Partecipata di martedì pomeriggio nella chiesa di San Giacomo, in cui…

    Circa ottanta persone hanno assistito all’incontro del Forum Ferrara Partecipata di martedì pomeriggio nella chiesa di San Giacomo, in cui sono state presentate le proposte per la conversione ecologica di Ferrara. L’evento era stato organizzato dal Forum in vista delle elezioni amministrative di giugno, invitando cittadini e forze politiche a un confronto per garantire un’effettiva transizione ecologica con impegni concreti. “Il tema ecologico non è tra le priorità di gran parte delle forze politiche, tranne di qualche eccezione – afferma Francesca Cigala del Forum Ferrara Partecipata –, vorremmo che fosse al centro della vita pubblica. Il Forum non scenderà in campo per le elezioni – specifica Cigala – ma porteremo comunque avanti i temi della città”. Tra le proposte avanzate c’è quella di rendere progressivamente gratuito il trasporto pubblico, oltre che potenziarlo, come già avviene in altre città. Questo per disincentivare l’uso dell’auto. Sempre sulla mobilità il Forum propone l’estensione dell’area pedonale e della Ztl a tutto il centro dentro le mura. Sulla transizione e la riqualificazione energetica, tra le varie proposte c’è quella di sostenere lo sviluppo delle comunità energetiche con incentivi e campagne di informazione. Tra i temi affrontati, anche lo stop al consumo di suolo. “No al green washing” afferma Romeo Farinella dell’Università di Ferrara rimarcando come i temi verdi non possano essere usati solo come facciata. “Il nucleare è una falsa alternativa. Non è sostenibile dal punto di vista ambientale, da quello economico e sul piano sociale – spiega Margherita Venturi, professoressa dell’Università di Bologna –, altra falsa via riguarda l’uso dei biocombustibili, come il biogas che continua ad emettere metano. La giusta direzione è quella delle fonti energetiche rinnovabili, che non sono inquinanti”.

    “Il tema della sostenibilità è per noi prioritario – afferma Federico Besio di Europa Verde –. Bisogna lavorare sull’aspetto culturale, sensibilizzando la cittadinanza anche facendo gemellaggi strategici con le città del Nord Europa. Invece di pensare alla Cispadana bisognerebbe creare una seria rete ferroviaria con Modena, Verona e le città della Romagna per favorire il commercio e per agevolare i cittadini”. Di legame tra giustizia sociale e conversione ecologica ha parlato Sergio Golinelli di Sinistra Italiana. All’incontro sono intervenuti anche Marcella Ravaglia de ’La Comune’, Francesco Colaiacovo del Pd, Paride Guidetti del Movimento 5 Stelle, Dario Maresca di ’Ferrara bene comune’ e Andrea Malacarne di ’Italia Nostra’.

    Dallo stop al consumo del suolo alla transizione energetica, i temi dell’incontro del Forum Ferrara Partecipata

    Esponenti di associazioni e di formazioni politiche hanno preso parte all’appuntamento

    Un piano urgente di conversione ecologica della città’ come titolo dell’incontro pubblico che si è svolto nel pomeriggio dello scorso martedì 16 gennaio, organizzato dal Forum Ferrara partecipata. In apertura, Francesca Cigala ha spiegato che “non entriamo nella competizione elettorale, ma chiediamo a tutti i candidati e alle liste quali programmi abbiamo per la mobilità, per il contrasto al consumo di suolo, per la transizione energetica, per la naturalizzazione della città”.

    Fra gli ambiti oggetto di approfondimento dai relatori, spazio all’aspetto urbanistico affrontato dall’architetto e docente Unife Romeo Farinella, e a quello della transizione energetica, analizzato da Margherita Venturi, docente di Alma Mater di Bologna. Farinella ha espresso la necessità di ribaltare il modello di sviluppo attuale, fondato su disuguaglianze sociali e distruzione dell’ambiente, ravvisando nelle impostazioni pubblicate del futuro Pug “il pericolo di indicazioni generiche, che lasciano mano libera ai governanti di turno”. Venturi, inoltre, ha elencato “le ‘tre false alternative’ della transizione energetica: il nucleare, la cattura della Co2 e i biocombustibili. Ormai l’eolico e il fotovoltaico hanno dimostrato tecnicamente la capacità di rispondere al bisogno di energia del futuro”.

    Per quanto riguarda le rappresentanze politiche e delle associazioni, Federico Besio dei Verdi, ha condiso la necessità di diffondere la cultura della transizione ecologica, sottolineando un no secco alla “follia dell’autostrada Cispadana”. Paola Fagioli di Legambiente ha posto l’accento su una transizione inclusiva, che non lasci indietro, ad esempio, “chi non riesce a raggiungere i posti di lavoro con i mezzi pubblici”, condividendo con il Forum lo stop al consumo di suolo.

    Francesco Colaiacovo, capogruppo consiliare del Pd, ha ricordato la propria battaglia per il Parco sud, associandosi alle critiche di indeterminatezza delle norme del Pug. Sergio Golinelli di Sinistra Italiana ha riconosciuto al Forum un ruolo importante in città, a partire dalla mobilitazione contro il progetto Feris, conferma l’avversione a una visione di Ferrara “città Luna park”, e rimarcando l’esigenza di “uscire dal modello capitalistico”. Marcella Ravaglia, rappresentante della lista popolare La Comune di Ferrara, ha indicato il metodo partecipativo funzionale a ottenere i risultati desiderati in sintonia con gli obiettivi condivisi con il Forum: “Significa prendersi cura, risanare ed evitare le fratture tra le generazioni”.

    Paride Guidetti ha enucleato gli obiettivi politici storici del M5s, di cui è coordinatore, che in gran parte coincidono con quelli del Forum, con il duplice no alla centrale di biometano e all’autostrada Cispadana. Dario Maresca, consigliere di Ferrara Bene Comune, in sintonia con il 90% degli obiettivi del Forum, ha invitato gli attivisti presenti a candidarsi. Nessun esponente della maggioranza consigliare e politica cittadina ha risposto all’invito del Forum Ferrara partecipata a “un confronto pubblico per definire impegni concreti per una transizione ecologica e una trasformazione della città, necessaria a contrastare la crisi climatica”.

    Emergenza clima: proposte per la conversione ecologica della città dal Forum Ferrara Partecipata

    Secondo gli analisti siamo vicini al punto di non ritorno, per questo dovremmo decidere con tempestività di invertire la rotta. Le catastrofi ambientali legate al  cambiamento climatico, causato principalmente dalle emissioni di CO2, chiedono a governanti e popolazioni di cambiare stili di vita e modello di sviluppo. Partono da queste premesse   le proposte presentate dal Forum Ferrara partecipata alla città e ai politici locali.

    Quattro Proposte per la Ferrara di domani concrete e dettagliate, da offrire ai politici  in questa vigilia di elezioni amministrative, che convergono su misure tese a ridurre le famigerate emissioni di CO2 e di altre sostanze inquinanti, pericolose e per la salute dell’ambiente e delle persone Chiunque dovesse vincere le elezioni dovrà, infatti,  rendere conto alla popolazione delle scelte che farà sul tema del contrasto al cambiamento del clima, pericolo incombente e reale a tutte le latitudini.

    Ad avanzarle ad una platea di cittadine e cittadini, rappresentanti di Istizuioni associazioni e politica locale è stata martedì 16 Gennaio nella chiesa di S. Giacomo apostolo, Francesca Cigala Fulgosi, rappresentante del Forum Ferrara Partecipata, rete di associazioni impegnate a riflettere sui bisogni della città., che da anni affronta con studiosi ed esperti i temi della CONVERSIONE ECOLOGICA.

    L’incontro di informazione e confronto ha visto i contributi di Romeo Farinella, architetto-urbanista dell’Università di Ferrara e Margherita Venturi, professoressa Alma Mater, del gruppo “Energia Per l’Italia”.. Per il professor Farinella, attento a sottolineare come le politiche tese alla transizione ecologica abbiano bisogno di una visione complessiva non di interventi spot e di demagogia: “Serve una visione della Ferrara del futuro, che tenga insieme sostenibilità economica, sociale, ambientale, come sottolineato dall’agenda 2030 e dal PNRR, che accanto alla transizione ecologica e digitale, grandi sfide del nostro tempo, mette  le politiche di inclusione e riduzione delle diseguaglianze.

    Dalla professoressa Venturi un quadro articolato delle energie alternative in sostituzione dei combustibili fossili. Non valgono tutte allo stesso modo, né per i costi  né per la riduzione effettiva delle emissioni di CO2, né per i rischi che comportano.“Attenti, allora,  alle false rassicurazioni delle lobby del fossile, alle false alternative, in sostanza, alle bufale ai danni del cittadino. Bocciato decisamente dalla studiosa , il nucleare, per tanti versi insostenibile. Promossi l’eolico e il fotovoltaico.

    Per pianificare un nuovo disegno della città, dice il Forum Ferrara partecipata, bisogna puntare   alla salvaguardia del territorio,  alla riduzione del consumo di suolo, alla riduzione degli sprechi, alla tutela dei beni comuni, a nuovi modi di gestire la mobilità, gli spazi e il verde urbano. Necessarie nuove politiche energetiche, un nuovo welfare e politiche abitative adeguate. Le azioni proposte all’interno di un piano articolato riconoscono un ruolo centrale al  tema della  mobilità e prevedono

    un potenziamento forte del trasporto pubblico, da rendere tendenzialmente gratuito e ecologicamente sostenibile, piste ciclabili, navette elettriche gratuite, parcheggi scambiatori, estensione ZTL e aree a 30km orari , pubblicizzazione dell’azienda che gestisce il  servizio. Necessaria, si è detto,  una trama verde per la città, da fermare completamente il consumo di suolo,  da mantenere e valorizzare il paesaggio agricolo da  utilizzare le aree dismesse anche per attività considerate strategiche e/o di interesse pubblico. Per la transizione energetica urge promuovere comunità energetiche e l’efficientamento energetico degli edifici, a partire da quelli  pubblici, fermare tutte le autorizzazioni agli impianti di biogas/biometano. Per la rigenerazione urbana, il Forum oltre a  ribadire  la centralità dell’interesse pubblico, chiede l’elaborazione di un piano casa programmando risorse per i prossimi 10 anni per alloggi dedicati alle fasce più marginali, studenti e a chi cerca affitto a canone agevolato, la riorganizzazione degli spazi pubblici dei quartieri della città per favorire sicurezza e mobilità attiva per anziani e bambini, una pianificazione territoriale per la valorizzazione delle vie d’acqua e la sicurezza,  ma anche il ripensamento dell’organizzazione del commercio mettendolo in relazione con il tema della mobilità. Un piano certamente ambizioso a cui  l’Università dovrebbe dare un contributo importante, con l’Amministrazione pubblica e gli altri principali attori socio-economici locali.

    LE RISORSE FINANZIARIE A CUI FARE RIFERIMENTO

    Ogni proposta non può prescindere da considerazioni sulla sua fattibilità e questo comporta una riflessione sulle capacità di spesa del Comune.

    La prima grande risorsa finanziaria sulla quale il Comune può fare affidamento è il Piano Nazionale di Resistenza e Resilienza    – PNRR  – che consiste di n. 8 cosiddette Missioni  riguardanti i vari ambiti dell’economia sui quali lo Stato può intervenire, e consta di complessivi 191,5 miliardi di euro di cui 123 mld da restituire con gli interessi e 68 mld a fondo perduto. A Ferrara è assegnato N.  1 miliardo di euro. 

    E’ utile sapere  che i fondi che la BCE  – la Banca della Comunità Europea – ripartisce in tutta la Comunità Europea  sono costituiti da prestiti che la medesima acquisisce emettendo titoli sul mercato azionario mondiale e sui quali paga a sua volta un tasso d’interesse. Da qui la domanda sulla entità del tasso d’interesse che verrà applicato sui prestiti e di cui ancora non si sa nulla. 

    A tutto questo si aggiunge una decisione del governo ,ancora in itinere, destinata alla integrazione da parte dello Stato Italiano di 30 Miliardi. 

    A queste risorse destinate ai territori si sommano le entrate di varia natura del Comune (tributi comunali, imposte riscosse dallo Stato e girate ai Comuni ecc.) ivi compresa una parte di indebitamento con la Cassa DDPP che verrà  decisa dal  nuovo patto di stabilità e di cui ancora non si sa nulla.

    Ferrara ha presentato n. 877 progetti e si qualifica tra i Comuni che hanno prodotto meno progetti insieme a Ravenna, Grosseto e Ascoli Piceno, per restare al centro-nord.

    La fonte di informazione è una piattaforma gratuita  di giornalismo indipendente che ha rilevato, provincia per provincia , tutti i progetti ripartiti per Missioni e le rispettive risorse assegnate. La attendibilità di questi dati non mi è stato possibile verificarla direttamente dalla sezione contabile del Comune tuttavia si può ipotizzare con molta verosimiglianza che i dati siano stati rilevati dal Programma Statistico Nazionale al quale ho provato ad accedere ma è di una vastità che richiede una notevole competenza. 

    Il risultato è, come si può intuire, un quadro delle risorse residue che come si vedrà, non sono poche.

    MISSIONI

    DIGITALIZZAZIONE – Risorse     euro   7.8 milioni  di solo PNRR, per n. 213 progetti per un totale di euro 6.275.600,00 mln . Residuo non utilizzato euro 1.524.000,00.mln

    IMPRESA E LAVORO – Risorse totali euro 96.4 milioni  di cui  euro 26.4 mln di Pnrr  e altre risorse per euro 70 mln . N. 84 progetti per un totale di euro 23.863.300,00 mln . Residuo non utilizzato euro 72.536.700,00 mln

    INFRASTRUTTURE – Risorse  totali euro 39.2 mln di cui euro 35.2   PNRR e altre risorse per euro 4 Mln.

    1. 22 progetti per complessivi euro 36.294.000. Residuo non utilizzato euro 2.906.000 mln

    SALUTE  – RISORSE euro 52.5 mln di cui 46.1 mln Pnrr e altre risorse per euro 6.4 mln  

    1. 52 progetti per un totale di  euro 38.433.300,00. Residuo non utilizzato  euro14.066.700,00 mln. Per questa missione il Pnrr non ha previsto interventi realizzabili dai comuni. Non è chiara questa precisazione. Sta di fatto che i progetti hanno riguardato  la manutenzione di strutture ASL del territorio e sulla acquisizione di tecnologia. 

    TRANSIZIONE ECOLOGICA –  Risorse euro 607.3 Mln di cui 573.2 Pnrr,     Altre risorse   euro 34.1 mln.

    1. 132 progetti per complessivi euro 448.153.200,00 mln. Residuo non utilizzato euro 159.147.000,00 mln . Segnalo che tutti i progetti riguardano manutenzione o messa in sicurezza di immobili (es. ponti). Sono stati acquistati n. 10 autobus a idrogeno.

    INCLUSIONE SOCIALE – Risorse euro 62.1 mln di cui euro 25 di Pnrr e altre risorse  euro 36.9 mln.

    1. 43 progetti per compl. Euro 43.983.000,00 mln       Residuo non utilizzato euro 18.117.000,00 Mln

    CULTURA E TURISMO – Risorse euro 2.4 mln  tutto Pnrr.  N 17  progetti per compl. Euro 2.355.000,00.Mln

    Praticamente esaurito.

    SCUOLA – UNIVERSITA’ E RICERCA – Risorse euro 159.3 mln di cui  euro 143.6 Pnrr e altre risorse euro 15.7 mln. N. 314 progetti per compl.   euro126.693.500. Residuo non utilizzato euro 32.606.500.Mln

    Segnalo una osservazione interessante che riguarda i giardini scolastici ritenuti facenti parte del sistema educativo e che da rilevazioni statistiche nazionali  hanno mostrato che Ferrara città si situa entro una media di buona qualità (15 mq per alunno) mentre la provincia non risulta oggetto di rilevazioni.  

    I progetti sono elencati semplicemente con il titolo e non è dato conoscerne i dettagli. 

    Se richiesto potrò fornire le indicazioni utili a consultare questa piattaforma.

    Per quello che riguarda gli importi ho dovuto ad un certo momento fare a meno della calcolatrice e farmi i totali come si faceva a scuola per evitare i tradimenti della tecnologia, perciò non posso garantire la perfezione assoluta. 

     

    Lella Moretti

    Percorso partecipato post Feris. Oltre 300 giorni senza risposta

    Il Forum Ferrara Partecipata non demorde e ogni venerdì “noi continuiamo a chiederla”

    “Sono più di 300 giorni da quel 27 febbraio in cui il Consiglio Comunale ha approvato una risoluzione per attivare il percorso di partecipazione dei cittadini sulle scelte per la riqualificazione della caserma Pozzuoli del Friuli e ancora non c’è stata risposta. E noi continuiamo a chiederla”.

    Lo continuano a fare ogni venerdì sullo scalone del municipio gli attivisti del Forum Ferrara Partecipata e a sostenerli anche la Rete per la Giustizia Climatica. Non demordono e provano ancora a ottenere quello che in fondo gli è stato promesso e che è stato promesso alla cittadinanza dopo il naufragio di un progetto che aveva portato anche diverse crepe all’interno della maggioranza con alcuni consiglieri che, qualora costretti, avrebbero votato contro.

    A nulla è servito il regalo consegnato al sindaco Alan Fabbri alla vigilia di Natale, un libro “in cui sono raccolte le prime idee dei cittadini sul recupero della ex caserma di via Cisterna del Follo, idee raccolte in un’assemblea pubblica organizzata dal Forum”.

    Poco prima di quell’occasione il Forum, sapendo dell’uscita del bando regionale sulla ‘partecipazione, aveva pensato potesse essere un’ottima “occasione per sviluppare un buon percorso partecipativo” e così si erano “attivati per presentare la candidatura, chiedendo al Centro Servizi del Volontariato di fare il capofila secondo le regole del bando”.

    Ma fu proprio a quel punto che arrivò la brutta sorpresa. Dal Centro Servizi del Volontariato gli fui data la notizia che il Comune non aveva “dato la sua necessaria adesione come ente attuatore alla nostra proposta di candidatura al bando stesso” poiché aveva “già avviato direttamente l’iter affidandone l’attuazione al Centro Ferrara Ricerche”.

    Nonostante ciò il Forum non demorde e rilancia con altri progetti partecipativi come il ciclo di incontri per discutere sulla necessità di una conversione ecologica urgente della città.

    Grazie per aver l

    Ferrara Partecipata inizia la “campagna ecoclimatica”

    Con l’incontro di martedì 16 la volontà è quella di creare dibattito tra le diverse forze che si confronteranno alle prossime comunali

    Con l’incontro di martedì 16 gennaio, alla parrocchia di San Giacomo Apostolo, “inizia la campagna elettorale” del Forum Ferrara Partecipata. Una campagna che, spiegano Alessandro Tagliati, Francesca Cigala e Sergio Fiocchi, non prevede l’entrata in capo come forza politica ma la volontà di creare dibattito tra le diverse forze che si confronteranno. A intervenire, sulla necessità di “un piano urgente di conversione ecologica della città”, saranno Romeo Farinella, del dipartimenti di Architettura di Unife, e Margherita Venturi dell’Alma Mater di Bologna.

    “Lo scopo – spiega Cigala – è quello di creare confronto su un tema da sviluppare in modo concreto”. Ed è per questo che oltre ai cittadini sono state invitati anche i diversi schieramenti politici ai quali si chiede di intervenire dicendo “se sono o meno d’accordo con le proposte e in caso non lo siano spiegare la loro soluzione”.

    Al centro dei problemi la crisi ecoclimatica poiché le “città sono al centro delle trasformazioni poiché al centro dell’inquinamento” e “la comunità scientifica è unanime nel dire che la crisi va affrontata ora”. Basti guardare alle alluvioni in Emilia Romagna e in Toscana e ai danni che hanno portato stimati in 11 miliardi. Serve quindi una, aggiunge sempre Cigala, “rapida transizione dai combustibili fossili alle energie rinnovabili”, serve “ripensare il modo di produrre, consumare e consumare suolo, e per questo serve un piano”.

    “Per far funzionare questo – spiega Tagliati – serve la comunità, non con un senso di sacrificio ma dicendo che mettendo insieme le risorse possiamo stare bene tutti”. “Noi – aggiunge Fiocchi – dobbiamo passare dall’individualismo liberista a una partecipazione che va verso uno spirito comunitario”, solo così “possiamo realizzare cose importanti per il benessere individuale e collettivo”.

    ’Ferrara partecipata’ in campo: “La politica rifletta su rinnovabili, consumo di suolo e aree verdi”

    Il forum affida ai partiti un pacchetto di proposte per la “conversione ecologica della città”. Il 16 gennaio convegno con Farinella e Venturi. Tagliati: “Vogliamo essere trasversali”.

    Il Forum Ferrara Partecipata apre la campagna elettorale. E sono i portavoce Alessandro Tagliati, Francesca Cigala e Sergio Fiocchi ad annunciarlo. La prima occasione pubblica sarà l’incontro, in programma martedì 16 gennaio alla sala della parrocchia di San Giacomo Apostolo (in via Argine ducale), con il docente Unife, Romeo Farinella e Margherita Venturi, docente dell’Alma Mater in cui verrà illustrata la proposta di realizzare un piano urgente di conversione ecologica della città. Saranno proprio i temi ambientali il fulcro dell’attività del Forum. “Consegniamo a tutta la politica – spiega Cigala – le nostre proposte che, sinteticamente, riguarderanno la mobilità, il passaggio alle rinnovabili (che presuppone l’abbandono dei combustibili fossili), la rinaturalizzazione della città con l’estensione delle aree verdi e lo stop al consumo di suolo”.

    Proprio sul tema della mobilità, Cigala insiste a più riprese spiegando che “non servono interventi a spot, ma serve una vera e propria rivoluzione sulla mobilità”. Lo slogan che lancia Tagliati delinea una prospettiva: “Ferrara deve diventare una grande comunità energetica”. Anche su questo punto, partendo dalla valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, l’esponente del Forum rilancia la necessità di “realizzare un piano per l’installazione di pannelli solari sui tetti degli immobili comunali”. Perché evidentemente il motore propulsivo della rivoluzione green che l’associazione di cittadini ha in mente è proprio il Comune.

    La dimensione, secondo Fiocchi, deve essere quella “comunitaria: lo sforzo da fare è uscire dall’individualismo per cercare soluzioni che facciano bene alla collettività”. Al netto delle enunciazioni di principio, i militanti del Forum vogliono “consegnare alla politica” una serie di spunti operativi “per lavorare concretamente su questa emergenza sulla quale vengono spese tantissime parole, ma di fatti se ne vedono ancora ben pochi”. La dimensione, certamente, è globale. “Ma il primo sforzo per invertire la tendenza – ammonisce Cigala – deve partire proprio dalla dimensione delle città”. Se è vero che il Forum nasce come movimento civico di contrapposizione al progetto Feris (poi bocciato in Consiglio Comunale, dopo un lungo strascico polemico in particolare sull’ipotesi di realizzare un centro commerciale a ridosso delle Mura), lo sforzo dei militanti è quello “essere trasversali”.

    “Il nostro auspicio – aggiunge Tagliati – è che al nostro incontro non partecipino solo i cittadini o i politici di un solo schieramento. Vorremmo che tutti si confrontassero su questo tema”.

    COSA CHIEDERE A CHI CONCORRE PER AMMINISTRARE FERRARA

    Visione partecipativa
    Coloro che si presentano per le prossime elezioni amministrative del 2024 debbono dimostrare di avere una visione partecipativa e partecipata dal basso della gestione del Comune prevedendo di mettere a disposizione risorse economiche, umane ed organizzative al fine di dare reale esecutività ed applicazione a questo ambito.
    Sarebbe qualificante se i partiti e le liste che intendono concorrere alla gestione del comune, già dalla fase di elaborazione dei programmi elettorali e nello sviluppo della campagna elettorale stessa, mettessero in campo strategie di trasparenza, condivisione e partecipazione che poi dovrebbero continuare ad applicare qualora eletti.
    Rete e spazi di incontro per la Socialità e la Partecipazione
    Ad integrazione del punto 1) sarà determinante, al fine di avviare un reale processo di partecipazione, la disponibilità di luoghi diffusi sul territorio adatti ad ospitare momenti di socialità, di condivisione di eventi e di reale partecipazione dei cittadini.
    Si elencano di seguito alcune possibili sedi:
    – Municipio
    – Sedi delle delegazioni comunali da riattivare
    – Sale a disposizione del comune e spesso inutilizzate
    – Centri sociali
    – Scuole attive
    – Scuole dismesse
    – Locali pubblici gestiti da privati che siano disponibili ad inserirsi in questa rete
    – Altro…
    Implementazione della  web-democracy e della e-participation
    Chi si presenta per le amministrative deve prevedere di avviare iniziative relative alla web-democracy e alla e-participation e implementare l’utilizzo degli strumenti informatici e digitali web e social per rendere effettiva e diffusa (granulare) la partecipazione dei cittadini integrata con gli strumenti di partecipazione fisica.
    In merito occorre dar vita ad una vera e propria piattaforma digitale pubblica di reale partecipazione dal basso dei cittadini attivi e non attivi, tenendo anche presenti e confrontandosi con esperienze analoghe già in vigore in diverse città europee ed extraeuropee a partire da quella di Barcellona.
    Il tema va approfondito e la piattaforma migliorata e resa finalmente operativa, inglobando al suo interno:
    – mappe di geo-localizzazione,
    – forum di discussione,
    – sondaggi,
    – Intelligenza Artificiale,
    – altri strumenti che si ritengano funzionali alla reale partecipazione dal basso.
    A questo fine è indispensabile che la lista elettorale si renda disponibile a costituire un gruppo specifico, composto da chi è interessato allo sviluppo e all’uso di una simile piattaforma.  Si potrebbe, ad esempio, attingere anche alle professionalità informatiche diffuse sul territorio e alle competenze informatiche e sociali presenti nell’Università di Ferrara.
    Da notare, in merito alla e-participation, che le piattaforme che tentano di praticare la reale partecipazione dal basso di tutti i cittadini hanno quasi totalmente fallito la loro mission, non per carenze ed impossibilità tecniche, ma per puri e semplici motivi di inopportunità e non gradimento politico di una simile visione di partecipazione e di democrazia partecipativa. Si conferma così che solo con norme cogenti e tutelanti l’espressione dei cittadini nonché attraverso una forte e affollata rete di cittadinanza attiva in grado di connettersi e comunicare con il resto della cittadinanza, può realizzarsi una vera democrazia partecipativa che indirizzi le scelte degli amministratori.

    Gli strumenti di e-democracy e di e-participation andrebbero collegati e coordinati con gli strumenti fisici di partecipazione in modo da renderli reciprocamente sinergici gli uni agli altri.

    Concludendo,
    solo una formazione politica che abbia nel suo DNA e nelle sue pratiche quotidiane l’applicazione della vera partecipazione di tutti i cittadini dal basso in ogni fase della sua vita:
    pre-elettorale
    elettorale
    post elettorale
    può ottenere il nostro gradimento e di conseguenza il nostro voto.
    Roberto Zambelli

    CANDIDO CHATGPT DI OPENAI COME CONSULENTE POLITICO!

    Lo ammetto: sono frustrato e deluso dal livello politico che vedo a Ferrara, ma non solo!

    Le serie di parole (direi il loop senza soluzione) che attanaglia i vari attori dell’agone politico sono:

    vincere
    battere
    assemblee partecipative dei cittadini formate col sorteggio (sì avete capito bene: col sorteggio)
    Tavolo delle alternative
    ecc., ecc.
    mentre gli assenti perenni e conclamati sono:

    i cittadini e le loro necessità primarie reali e in molti casi non più procrastinabili
    la partecipazione diffusa e dal basso
    la condivisione
    la trasparenza
    Ho quindi posto a ChatGPT questa elementare domanda (prompt in termine tecnico):
    Prompt:
    Cosa faresti per avvicinare i cittadini alla politica a Ferrara?

    — Risposta di ChatGPT 3:
    Avvicinare i cittadini alla politica a Ferrara richiede un approccio diversificato e inclusivo.
    Ecco alcune idee che potrebbero essere considerate:

    1. Comunicazione trasparente e accessibile:
    – Garantire una comunicazione chiara e trasparente riguardo alle attività politiche.
    – Utilizzare mezzi di comunicazione accessibili, come social media, newsletter e incontri pubblici.

    2. Partecipazione attiva:
    – Organizzare incontri di quartiere per ascoltare i bisogni e le preoccupazioni dei cittadini.
    – Creare spazi online per la partecipazione civica e la raccolta di suggerimenti.

    3. Educazione civica:
    – Promuovere programmi di educazione civica nelle scuole per sensibilizzare i giovani alla politica.
    – Organizzare workshop, conferenze e seminari sulla politica locale.

    4. Eventi culturali e ricreativi:
    – Organizzare eventi culturali che coinvolgano la comunità e offrano opportunità per discutere di temi politici.
    – Creare occasioni di intrattenimento che abbiano una componente educativa sulla politica.

    5. Trasparenza e responsabilità:
    – Implementare politiche di trasparenza nel processo decisionale e rendere facilmente accessibili le informazioni sulla gestione delle risorse pubbliche.
    – Sottolineare la responsabilità dei rappresentanti eletti nel rispondere alle domande dei cittadini.

    6. Coinvolgimento giovanile:
    – Creare programmi specifici per coinvolgere i giovani nella politica locale, magari attraverso competizioni, progetti o consigli studenteschi.

    7. Collaborazione con organizzazioni locali:
    – Collaborare con associazioni, organizzazioni non profit e gruppi comunitari per amplificare la voce dei cittadini e favorire la partecipazione.

    8. Uso di tecnologie innovative:
    – Sfruttare le tecnologie moderne per raggiungere un pubblico più ampio, ad esempio attraverso app., piattaforme online e strumenti di interazione virtuale.

    9. Rafforzare la rappresentatività:
    – Assicurare che i rappresentanti politici siano diversificati e riflettano la pluralità della società ferrarese per favorire una maggiore identificazione da parte dei cittadini.

    10. Riconoscere e celebrare il coinvolgimento civico:
    – Riconoscere pubblicamente i contributi significativi dei cittadini alla comunità, incoraggiando un senso di appartenenza e responsabilità.

    L’efficacia di queste strategie dipenderà dalla loro implementazione mirata e dalla capacità di adattarsi alle specifiche esigenze della comunità ferrarese.

    — FINE Risposta di ChatGPT 3

    Un piano urgente di conversione ecologica della città – Le proposte del Forum Ferrara Partecipata

    Il Forum Ferrara Partecipata, Rete composta da numerose Associazioni e cittadini che, dopo
    l’impegno per contrastare il progetto Feris, ha esteso la sua riflessione e iniziativa sui temi riguardanti
    la visione della città futura, organizza per martedì 16 gennaio alle ore 17,30 presso la Sala
    Sinodale della Parrocchia di San Giacomo Apostolo, via Arginone 16, un incontro pubblico sul
    tema

    “UN PIANO URGENTE DI CONVERSIONE ECOLOGICA DELLA CITTA’. LE
    PROPOSTE DEL FORUM FERRARA PARTECIPATA”.

    L’incontro, sarà introdotto da Francesca Cigala Fulgosi che presenterà le proposte del Forum per una
    conversione ecologica della città e vedrà i contributi di Romeo Farinella, architetto-urbanista dell’
    Università di Ferrara e Margherita Venturi, professoressa Alma Mater, del gruppo “Energia Per
    l’Italia”.
    Dalia Bighinati, giornalista di Telestense, modererà il dibattito.

    Invitiamo i cittadini e le forze politiche a un confronto per definire impegni concreti che garantiscano
    un’effettiva conversione e transizione ecologica che non è più rinviabile e che deve essere al centro
    delle scelte di rinnovamento e trasformazione della città.
    La situazione di grave crisi eco-climatica e sociale in cui ci troviamo rende urgente introdurre grandi
    trasformazioni. Per far fronte alla complessità dei problemi legati alla transizione energetica e alle
    azioni di adattamento alla crisi climatica è necessario pianificare un nuovo disegno della città. E’
    necessario pensare a nuovi modelli produttivi e sociali che guardino alla salute e al benessere
    collettivo, alla salvaguardia del territorio e alla riduzione del consumo di suolo, alla riduzione degli
    sprechi, alla tutela dei beni comuni, a nuovi modi di gestire la mobilità, gli spazi e il verde urbano, le
    politiche energetiche, il welfare e le politiche abitative.

    In particolare chiediamo alle forze politiche e sociali, in un momento vicino alla prossima
    scadenza elettorale amministrativa, di partecipare e di intervenire nella discussione, misurandosi
    con le proposte che il Forum Ferrara Partecipata ha elaborato in questi ultimi mesi. Vi alleghiamo
    pertanto la parte del documento prodotto dal Forum sul tema della conversione ecologica

    Slogan e striscioni sullo scalone «Ex caserma, ecco le nostre idee»

    Il Forum Ferrara partecipata consegna un libro con le proposte per la struttura di via Cisterna del Follo
    A ricevere il dono il personale della segreteria del sindaco: «Lo faremo avere al primo cittadino»

    «Da 298 giorni stiamo aspettando che il sindaco mantenga la parola, finché non avverrà continueremo a protestare»

    Con il Natale ormai alle porte anche il Forum Ferrara Partecipata ci ha tenuto a fare un regalo al sindaco Alan Fabbri. Ieri mattina un presidio formato da una quindicina di persone, riunitosi sotto lo scalone del Comune in piazza municipale, ha consegnato il libro contenente le prime idee dei cittadini sul recupero dell’ex caserma di via Cisterna del Follo, raccolte durante un’assemblea pubblica. Ad accogliere i cittadini non c’era Fabbri, in quel momento assente al municipio, ma a ricevere il dono è stato il personale della segreteria del sindaco, promettendo di far avere il pensiero al numero uno della giunta comunale. «Nel mese di febbraio! sindaco, dopo la sospensione da parte del consiglio comunale del progetto Feris, aveva promesso l’avvio di un percorso partecipativo che che avrebbe coinvolto i cittadini rivendicano i cittadini del Forum, che continuano a giugno, abbiamo sollecitato il primo cittadino a dare concretezza alle sue parole, dandogli il libro che ieri gli abbiamo riconsegnato. Non ricevendo alcuna risposte, a luglio abbiamo iniziato a manifestare tutti venerdì sotto il palazzo comunale, mentre a novembre abbiamo nuovamente scritto al sindaco chiedendogli un incontro, non ricevendo alcuna risposta. Con l’uscita recente del bando regionale sulla partecipazione il Forum Ferrara Partecipata si è attivato per presentare la propria candidatura, chiedendo al CSV (Centro Servizi Volontariato) di fare il capofila. Da loro hanno poi ricevuto la notizia che il Comune di Ferrara non ha concesso la propria adesione come ente attuatore alla loro proposta di candidatura al bando. – concludono dicendo -A questo punto ci preme sollecitare ulteriormente l’amministrazione comunale, affinché ci si un reale processo di partecipazione e che avvenga in forma strutturata per garantire un reale coinvolgimento di tutti cittadini».Al presidio di ieri mattina tra i vari attivisti del Forum c’erano Corrado Oddi e Francesca Cigala che commenta così: «Da 298 giorni stiamo aspettando che sindaco mantenga la parola data e finché questo non avverrà continueremo a protestare ogni venerdì da gennaio». Stesso pensiero anche per Angela Soriani, residente nei pressi dell’ex caserma, che dopo aver consegnato il regalo alla segreteria di Fabbri afferma: «Continueremo a chiedere di portare avanti la partecipazione dei cittadini».

    Ex caserma Cisterna del Follo. “Mai avviato il percorso partecipato promesso dal sindaco”

    Il Forum Ferrara Partecipata ha consegnato “simbolicamente sotto forma di dono al sindaco il libro in cui sono raccolte le prime idee dei cittadini sul recupero della ex caserma”

    “Duecentonovantotto giorni senza risposta dal 27 febbraio scorso”, giorno in cui “il sindaco, dopo la sospensione da parte del consiglio comunale del progetto Fe.Ris, riguardante la ex caserma, aveva garantito l’avvio di un percorso partecipativo che avrebbe coinvolto i cittadini”. Il Forum Ferrara Partecipata ancora aspetta di poter avviare quel percorso e quindi hanno scelto di consegnare “simbolicamente sotto forma di dono al sindaco il libro in cui sono raccolte le prime idee dei cittadini sul recupero della ex caserma di via Cisterna del Follo, idee raccolte in un’assemblea pubblica organizzata dal Forum”.

    Erano in quindici nella mattina del 22 dicembre a salire gli scalini del municipio e in mano avevano un pacchetto con nastro natalizio contenente le proposte arrivate dai cittadini per la riqualificazione urbana dell’area ex caserma. “Ultimamente – fanno sapere dal Forum -, essendo uscito il bando regionale sulla ‘partecipazione’, ottima occasione per sviluppare un buon percorso partecipativo, ci siamo attivati per presentare la nostra candidatura, chiedendo al Centro Servizi del Volontariato di fare il capofila secondo le regole del bando”.

    Ecco che quindi arriva la sorpresa: “Dal Centro Servizi del Volontariato abbiamo avuto notizia che il Comune non ha dato la sua necessaria adesione come ente attuatore alla nostra proposta di candidatura al bando stesso, perché ha già avviato direttamente l’iter affidandone l’attuazione al Centro Ferrara Ricerche”.

    Tra l’altro i momenti in cui il forum aveva sollecitato al dialogo e al confronto l’amministrazione era stati diversi, come loro stessi sottolineano, “a giugno abbiamo sollecitato il sindaco a dare concretezza alle sue parole, consegnandogli proprio il libro che oggi gli abbiamo riconsegnato”.

    Ancora una volta nessuna risposta e così “a luglio abbiamo iniziato a manifestare tutti i venerdì in forma di flash mob (l’ultimo il 15 dicembre scorso, ndr) sotto il palazzo comunale sempre per ricordargli la promessa fatta a febbraio”.

    L’ultima richiesta lo scorso novembre quando hanno “nuovamente scritto al sindaco chiedendogli un incontro, non ricevendo alcuna risposta”. Ecco che si arriva al venerdì che precede le festività natalizie con il dono, un libretto con le proposte dei cittadini, raccolte durante le assemblee organizzate dal forum, per l’ex caserma.

    Un modo per “sollecitare ulteriormente l’amministrazione comunale affinché si dia finalmente corpo a un reale processo di partecipazione. Verificheremo che ciò avvenga in forma strutturata, seguendo tutte le garanzie per un reale coinvolgimento di tutti i cittadini”.

    Sindaco di Ferrara: promessa non mantenuta e addio partecipazione

    Oggi, come Forum Ferrara Partecipata, abbiamo consegnato simbolicamente sotto forma di dono al Sindaco il libro in cui sono raccolte le prime idee dei cittadini sul recupero della ex caserma di via Cisterna del Follo, idee raccolte in un’assemblea pubblica organizzata dal Forum.

     

    La cerimonia della consegna

    Nello scorso mese di febbraio, il Sindaco, dopo la sospensione da parte del consiglio comunale del progetto Fe.Ris, riguardante la ex caserma, aveva garantito l’avvio di un percorso partecipativo che avrebbe coinvolto i cittadini.

    A giugno abbiamo sollecitato il sindaco a dare concretezza alle sue parole, consegnandogli proprio il libro che oggi gli abbiamo riconsegnato.

    Non ricevendo risposta, a luglio abbiamo iniziato a manifestare tutti i venerdì in forma di flash mob sotto il palazzo comunale sempre per ricordargli la promessa fatta a febbraio.

    Nel mese di novembre, continuando i flash mob, abbiamo nuovamente scritto al Sindaco chiedendogli un incontro, non ricevendo alcuna risposta.

    Ultimamente, essendo uscito il bando regionale sulla “partecipazione”, ottima occasione per sviluppare un buon percorso partecipativo, ci siamo attivati per presentare la nostra candidatura, chiedendo al Centro Servizi del Volontariato di fare il capofila secondo le regole del bando.

    Dal Centro Servizi del Volontariato abbiamo avuto notizia che il Comune non ha dato la sua necessaria adesione come ente attuatore alla nostra proposta di candidatura al bando stesso, perché ha già avviato direttamente l’iter affidandone l’attuazione al Centro Ferrara Ricerche.

    A questo punto ci preme sollecitare ulteriormente l’Amministrazione comunale affinché si dia finalmente corpo ad un reale processo di partecipazione. Verificheremo che ciò avvenga in forma strutturata, seguendo tutte le garanzie per un reale coinvolgimento di tutti i cittadini.