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Quando: Martedì 21 aprile 2026, ore 21
Dove: Centro Sociale il Melo, via del Melo, 60
Quando: Martedì, 21 aprile 2026, ore 10
Dove: presso la sede della Provincia, corso Isonzo, 105

    Autore: Rodolfo Baraldini

    Idrovia -Una storia infinita

    Seguiamola dalle origini. Il cronista risiede dal 1944 nelle immediate vicinanze del vecchio ponte di Final di Rero, ma ancora in comune di Ferrara. Siamo attorno al 1960, quando gli amministratori dell’epoca ravvisano l’opportunità di un collegamento fluviale fra Porto Garibaldi e il Polo Chimico di Ferrara. Quindi l’intera tratta, che va dal porto canale per Valle Lepri, per le chiuse di Tieni, e passa per Massafiscaglia, per le chiuse di Valpagliaro, per l’attuale Diversivo del Volano, Ponte Bigoni, tratto urbano fino alla Darsena, e infine Canale Boicelli fino alla conca di Pontelagoscuro, è interessata da questa ipotesi. Un’opera titanica, dai costi miliardari, per diversi fattori, primo fra tutti un fattore storico- ambientale. Siamo in un territorio rubato alle valli, dove ogni metro di terra è sacro, e le vie d’acqua vengono costrette fra argini ripidi, soggetti a smottamenti che non tardano a riempire l’alveo. Si pensa così di dragarne il fondo, per ripristinarne la il fondale.

    Un primo stanziamento consente di appaltare all’ impresa Benini, siamo nel ’60, il lotto fra le chiuse di Valpagliaro e il ponte di Final di Rero. I fanghi di risulta rialzano il piano di golena corrispondente, in destra di Volano. Si comincia così ad agire per piccoli tratti, strategia adottata ancora oggi lungo il tratto di 50 km totali, che consente di drenare cospicui fondi, facendo balenare il miraggio dell’idrovia, quando invece basta un solo tratto ancora interrato per impedire il transito ai grandi natanti di classe 5 . Chi avrà il coraggio e il danaro per ribaltare una tradizione secolare, con larghi espropri e demolizioni in destra e sinistra idrografiche, per creare le basse pendenze arginali che non consentano la colmata dell’alveo ?

    L’alternativa è quella, attuata in tutta Italia, di cementificare il fiume, magari con argini verticali, privando così la falda freatica della naturale alimentazione, e creando i presupposti di esondazioni e altri disastri, in occasione di precipitazioni intense o quando il mare si rifiuta di accogliere le acque. Quando invece si attraversano le stagioni della siccità, e il Volano è soggetto al forte prelievo agricolo per irrigazione, il mare alimenta l’ingressione salina che sterilizza i terreni, e i pesci risalgono tutti i rami del Po, talché si parla di barriere anti-sale. L’occasione di queste mie note è l’ultimo lotto di lavori “puntuali” in corso da qualche anno, diretto allo scavo del breve diversivo per mitigare l’Ansa di Final di Rero, per rendere quel tratto di Volano percorribile dai famigerati natanti di Classe 5.

    L’isola a spicchio di luna compresa fra il vecchio tracciato e il nuovo raccordo sarà accessibile per l’attuale ponte provvisorio, che consente ora il traffico fra Tresigallo e Ferrara, da quando il vecchio ponte è stato demolito. L’isola a spicchio verrà adibita a parco pubblico, mentre il nuovo raccordo fluviale verrà attraversato da un secondo ponte, in linea col rifacimento del vecchio ponte sul vecchio tracciato. Ho riportato uno schizzo. Il messaggio principale che voglio trasmettere è che gli scopi e i metodi dell’Operazione Idrovia, avente in realtà carattere utopistico, appaiono diretti più a movimenti finanziari (reperimento di fondi e loro distribuzione con appalti), che non al soddisfacimento di effettive esigenze comuni di pubblica utilità.

    Dalla mobilità al verde e ai rifiuti, Forum Ferrara Partecipata promuove un’assemblea

    L’appuntamento, dal titolo ‘Insieme per una nuova visione di città’, intende affrontare tre temi

    Insieme per una nuova visione di città’ è il titolo dell’assemblea pubblica promossa dal Forum Ferrara Partecipata. L’appuntamento è in programma martedì 26 dalle 17.30 alle 20, nella Sala Sinodale della Parrocchia di San Giacomo Apostolo, in via Arginone 157.

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    La realtà, che ha avviato percorsi di cittadinanza attiva per costruire una visione di futuro della città in grado di contrastare la crisi climatica e sociale, invita dunque i cittadini, le forze sociali e politiche a un confronto su tre temi individuati come urgenti e prioritari: mobilità, verde e rifiuti, chiedendo agli interessati di partecipare a gruppi di lavoro per la definizione di proposte concrete di trasformazione della città.

    Alessandra Guidorzi, del Forum Ferrara Partecipata, introdurrà l’appuntamento. A presentare i temi saranno Francesca Cigala Fulgosi, Romeo Farinella e Corrado Oddi. A seguire, è prevista la discussione. Una nota degli organizzatori ha spiegato che “il Forum, nato per contrastare il progetto Feris, che perseguiva interessi privati e non di pubblica utilità, ha sviluppato finora il proprio percorso elaborando proposte per disegnare la Ferrara del futuro, indicando priorità e contenuti alternativi a quelli sino a ora messi in campo”.

    Attività perseguite, come aggiunto dalla nota, “in particolare mettendo a fuoco i temi della democrazia partecipativa, della transizione e conversione ecologica, dei beni comuni, di un modello sociale giusto e inclusivo. Le proposte formulate sono state raccolte in un documento reperibile sul nostro sito. E’ necessario infatti agire su tanti livelli differenti e pensare a nuovi modelli produttivi e sociali che pongano al centro la salute e il benessere collettivo”.

    I volontari del Forum hanno sottolineato che “la città va ripensata, come stanno facendo in molte città europee, con più verde, senza automobili private, con trasporti collettivi efficienti, con più spazi per attività sociali e culturali, salvaguardando il patrimonio culturale e naturale, riducendo l’inquinamento, garantendo a tutti l’accesso ad alloggi adeguati, difendendo i beni comuni e i servizi pubblici. E gli abitanti della città devono essere soggetti attivi nelle scelte di cambiamento”.

    I componenti del Forum hanno spiegato che “abbiamo tentato di dare voce a questi contenuti anche nel corso dell’ultima campagna elettorale amministrativa, pur in un contesto non troppo attento a discutere del futuro di Ferrara. Abbiamo presentato alla città questi nostri contributi in momenti pubblici di discussione facendo valere la nostra autonomia come soggetto che senza dubbio produce riflessione e iniziativa politica ma con la consapevolezza di avere un ruolo distinto dalla rappresentanza politica ed elettorale”.

    Da qui alla considerazione che “ora, a fronte dell’aggravarsi della crisi, che anche nella nostra regione sta dando segni inequivocabili ed estremamente preoccupanti, e dell’urgenza di individuare azioni di contrasto e di adattamento, il Forum Ferrara Partecipata con questa assemblea intende aprire una nuova fase di confronto e collaborazione con tutti i soggetti interessati a costruire un’idea alternativa di città e a operare insieme per una nuova visione di città orientata al contrasto all’emergenza ambientale e sociale”.

    Spazio, dunque all’individuazione di “tre temi prioritari su cui ci sembra importante lavorare e costituire gruppi di lavoro per la definizione di progetti concreti che garantiscano una trasformazione della città e un miglioramento della qualità di vita: mobilità e traffico, questione decisiva se l’obiettivo è quello di contrastare il cambiamento climatico e promuovere la transizione ecologica; costruzione di una trama verde per la città, per gli stessi motivi e per perseguire una progettazione urbanistica volta ad ampliare gli spazi comuni e a garantire, quanto più possibile, il benessere dei cittadini; politica dei rifiuti, che attiene al tema dei beni comuni da sottrarre alle logiche privatistiche e di ricerca del profitto, a maggior ragione ora che è scaduta la concessione della gestione di tale servizio a Hera”.

    La nota ha rimarcato che “abbiamo invitato, ferma restando, ovviamente, l’autonomia reciproca fra soggetti sociali e rappresentanza politica, tutte le associazioni, le realtà sociali e le forze politiche interessate a lavorare insieme. Riteniamo importante unire tutte le forze e coinvolgere tutti coloro che in città avvertono l’importanza di questi temi e le proposte di fondo che abbiamo elaborato”.

    I volontari hanno concluso che “dal Forum è già nato, alcuni mesi fa, un gruppo di lavoro allargato sul tema di una nuova visione di città secondo lo sguardo delle donne, il gruppo ‘Ferrara, le donne, la città’, che si è aperto ad altre persone, associazioni di donne con esperienza e contatti sul territorio, a docenti universitarie con competenze e interessi in merito (ed è aperto a tutte coloro che intendono collaborare attivamente), nella convinzione che una visione di città futura che ponga al centro lo sguardo delle donne, secondo una prospettiva di genere, possa dar vita a un’urbanistica orizzontale, più equa e più inclusiva per tutti”.

     

    Forum Ferrara Partecipata: “Dobbiamo immaginare la città come un parco”

    L’associazione organizza un’assemblea pubblica il 26 novembre per creare un dibattito con i cittadini e formulare proposte su mobilità, rifiuti e beni comuni, verde e idea della città

    Presentata l’assemblea pubblica “Insieme per una nuova visione di città”, promossa da Forum Ferrara partecipata, che si terrà il 26 novembre alle ore 17.30 alla parrocchia di San Giacomo (via Arginone 157). L’obiettivo dell’associazione che organizza l’evento è di creare un dibattito insieme ai cittadini per formulare delle proposte concrete con cui affrontare le crisi climatiche e sociali.

    Oltre ad abitanti e forze sociali del territorio, l’invito è stato espressamente esteso al mondo politico, per cercare di fare un passo avanti tangibile in termini di cambiamento. La riunione si svilupperà attorno a tre tematiche fondamentali: mobilità, rifiuti e beni comuni, verde e idea della città. I relatori che interverranno sono Francesca Cigala, Corrado Oddi e Romeo Farinella, che nel corso della conferenza stampa con cui è stato annunciato l’evento del 26 novembre hanno fatto il punto sulle situazioni che invocano delle soluzioni urgenti.

    “Il traffico di macchine che interessa le nostre città – ha cominciato Cigala – ha effetti nocivi sulla salute di ognuno di noi e sull’ambiente. Le emissioni di gas serra sono ancora in aumento, così come le malattie respiratorie e cardiache. È di pochi giorni fa la notizia di Copernicus, il servizio di monitoraggio climatico dell’Unione europea, che ha individuato il 2024 come l’anno più caldo di sempre. È finito il tempo delle promesse, bisogna intervenire. La nostra visione pone il trasporto pubblico, i pedoni e i ciclisti al centro del sistema. Decarbonizzare resta la priorità, senza dimenticarci di collegare i servizi in maniera efficace e funzionale”.

    A proposito della necessità di creare un piano organico, in cui la mobilità l’ambiente e la gestione dei rifiuti convivono come un’unica entità, ha proseguito Farinella. “Dobbiamo immaginare la città come un parco – ha detto – un sistema integrato che unisce città e campagna. Strasburgo, per esempio, sta lavorando in questa direzione, sviluppando una importante area verde che connette il centro con la periferia. Oggi più che mai c’è la necessità di essere concreti. Non è sufficiente annunciare che verranno piantati degli alberi, bisogna capire dove, come e con quali caratteristiche. A Ferrara serve un piano del verde che possa comprendere una vera rete di piste ciclabili, non come adesso che abbiamo dei singoli pezzi di circuito per le bici non connessi fra loro”.

    Infine Oddi è passato a parlare dei rifiuti. “Intervenire sulle politiche – ha spiegato – che ne regolano la gestione è fondamentale. Farlo significa prendersi cura della salute dei cittadini e dell’ambiente, migliorando in generale la qualità della vita. In particolare bisogna minimizzare la produzione di rifiuti che vanno a smaltimento, privilegiando quelli riciclabili. A Ferrara il servizio è in proroga a Hera dalla fine del 2017. È venuto il momento che la gestione dei rifiuti venga messa nelle mani di un’azienda pubblica, la quale perseguirebbe con più efficacia gli obiettivi ecologici e ambientali”.

     

    INSIEME PER UNA NUOVA VISIONE DI CITTA’: Assemblea Pubblica a Ferrara, martedì 26 novembre dalle ore 17,30 alle 20

    INSIEME PER UNA NUOVA VISIONE DI CITTA
    Assemblea Pubblica: martedì 26 novembre dalle ore 17,30 alle 20

    Lettera per Associazioni e forze politiche
    Il Forum Ferrara Partecipata intende aprire una nuova fase di confronto e collaborazione con tutti i soggetti interessati a costruire un’idea alternativa di città e ad operare insieme per una nuova visione di città orientata al contrasto alla crisi climatica e sociale.
    Il Forum, come è noto, è nato per contrastare il progetto FERIS che perseguiva interessi privati e non di pubblica utilità, e ha sviluppato il proprio percorso elaborando proposte per disegnare la Ferrara del futuro, indicando priorità e contenuti alternativi a quelli sino ad ora messi in campo.

    In particolare sono stati messi a fuoco i temi della democrazia partecipativa, della transizione e conversione ecologica, dei beni comuni, di un modello sociale giusto e inclusivo. Le proposte formulate sono state raccolte in un documento reperibile sul nostro sito (qui) ed è stata inoltre evidenziata la necessità di elaborare una visione di città che ponga al centro lo sguardo delle donne.

    Abbiamo tentato di dare voce a questi contenuti anche nel corso dell’ultima campagna elettorale amministrativa, pur in un contesto non troppo attento a discutere del futuro di Ferrara.

    Ora vogliamo dare avvio ad un percorso che riprenda quei temi e li selezioni in base alle priorità che devono essere affrontate in tempi brevi.

    Le questioni che appaiono più urgenti e su cui pensiamo sia utile formare gruppi di lavoro sono: – la mobilità in un’ottica di conversione ecologica della città – la pubblicizzazione e le politiche della gestione dei rifiuti in una prospettiva di affermazione dei beni comuni – una trama verde per la città in una logica di contrasto al cambiamento climatico.

    Riteniamo importante unire tutte le forze e coinvolgere tutti coloro che in città avvertono l’importanza di questi temi e le proposte di fondo che abbiamo elaborato in proposito.
    Invitiamo a lavorare in tal senso tutte le associazioni, le realtà sociali e le forze politiche interessate, ferma restando, ovviamente, l’autonomia reciproca fra soggetti sociali e rappresentanza politica.

    Vi invitiamo a partecipare all’ASSEMBLEA PUBBLICA “INSIEME PER UNA NUOVA VISIONE DI CITTA’ “, martedì 26 novembre dalle ore 17,30 alle 20, presso la Parrocchia di San Giacomo (via Arginone 157)

    Introdurrà Alessandra Guidorzi del Forum Ferrara Partecipata; seguiranno tre brevi comunicazioni sui temi sopra elencati ( Francesca Cigala su Mobilità; Corrado Oddi su Rifiuti e beni comuni; Romeo Farinella su Trama verde per la città ). Seguirà la discussione per un confronto fra le diverse realtà.

    L’assemblea non vuole essere semplicemente un momento di scambio di punti di vista e opinioni quanto piuttosto un’occasione di verifica dell’impegno che ciascun attore intende mettere in campo a partire dalle proposte avanzate e dalla disponibilità a partecipare ai tre gruppi di lavoro.

    Sul tema di una nuova visione di città secondo lo sguardo delle donne, si è formato ed è già operativo il gruppo di lavoro allargato “ Ferrara, le donne e la città “ e chi fosse interessata a parteciparvi può prendere contatto tramite le nostre mail.
    Contando sul vostro interesse, inviamo un cordiale saluto.

    FORUM FERRARA PARTECIPATA

    Commenti alla Proposta Tecnica di Controdeduzioni alle Osservazioni al PUG

    Ad aprile del 2024 gli uffici tecnici hanno prodotto una prima valutazione delle osservazioni.

    Controdeduzioni tecniche alle Osservazioni al PUG di Ferrara

    Le osservazioni al PUG presentate dal Forum o da comitati e associazioni aderenti al forum si trovano nella pagina Osservazioni al PUG

    E’ molto probabile che la proposta di PUG che verrà presentata in III Commissione consideri le 280 osservazioni presentate dai cittadini raggruppate in 10 gruppi, che potrebbero essere i seguenti:
    modifiche puntuali e/o adeguamento allo stato dei luoghi (“Adeguamento degli elaborati all’effettivo stato dei luoghi”);
    modifiche alle classi di tutela degli edifici storici (“Classi di tutela edifici”); normative (“Disciplina”);
    nuove previsioni o aree edificabili (“Nuova area edificabile”);
    elaborati del Quadro Conoscitivo (“QC”);
    riclassificazione delle dotazioni ecologiche (“Riclassificazione dotazione ecologica”);
    riclassificazione di tessuti consolidati (“Riclassificazione tessuti consolidati”);
    strategie del Pug (“Strategie”);
    vincoli (“Vincoli”);
    generali (“Varie”).

    Nella tabella sottostante, alle osservazioni si aggiungono i commenti o le contro-controdeduzioni che abbiamo ricevuto da chi ha redatto l’osservazione.
    Per agevolare la ricerca il background delle osservazioni su argomenti comuni ha lo stesso colore.

    Mobilità, Viabilità, Ciclabili, ecc..

    Rigenerazione Urbana

    Aree Verdi, Parchi, Forestazione Urbana

    Criticità Ambientali

    AUTORE
    iniziali
    SINTESI CONTRODEDUZIONI Commenti e Contro-CONTRODEDUZIONI

    CO
    Forum Ferrara Partecipata

    Per valorizzare la vocazione del Parco Urbano come “nodo ecologico” del territorio, finalizzato a sviluppare la tutela ambientale, ecologica e di difesa della biodiversità, si chiede che nella scheda del progetto guida – Tav. PG3- vengano specificate le funzioni
    incompatibili con la natura del Parco ed in particolare che alla dicitura “spazi aperti per eventi temporanei” venga aggiunta la dicitura ” esclusi quelli che richiamano forte affluenza di pubblico concentrati in tempi ristretti, quelli con impatto acustico tale da recare danno o disturbo alla fauna del Parco e delle zone limitrofe, quelli che possono recare danno alla vegetazione del Parco e quelli per il cui allestimento e svolgimento sia necessario l’accesso al Parco di mezzi che possono danneggiare in modo permanente i percorsi ed il manto erboso del Parco stesso. Ciò per evitare che in futuro si possano svolgere nel territorio del Parco urbano, ed in particolare nella sua parte pubblica, iniziative, attività e manifestazioni chiaramente in contrasto con le finalità sopra descritte del Parco stesso.

    NON ACCOGLIBILE

    Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante, si precisa che nel Progetto-Guida PG3 “Il parco nord della multifunzionalità agraria, dello sport e del tempo libero” e negli schemi strategici di assetto del territorio (elaborato S2 “Rigenerazione e attrattività del territorio”) il PUG definisce chiaramente quale è la vocazione del Parco Urbano, ossia contenitore di attività ludiche e di svago all’aria aperta. Non è di competenza del PUG (secondo quanto stabilito dalla LR 24/2017) definire quali siano gli eventi a grande affluenza di pubblico. Inoltre si specifica che non sono presenti vincoli sovraordinati di tipo naturalistico.

    CO
    Forum Ferrara Partecipata

    Richiesta che le aree verdi zona Est prospicienti il parco delle Mura siano oggetto di un progetto di forestazione urbana e che siano sottoposte ai vincoli di tutela ambientale e paesaggistica del parco delle Mura o del Parco Urbano Nord.

    NON ACCOGLIBILE

    Con riferimento all’elab. SL1_Strategie Locali – Ferrara EST, le aree in questione risultano comprese nelle seguenti strategie: Relazione con il parco delle Mura – tutela e cucitura delle aree verdi lungo le direttrici stradali della cerchia muraria – Valorizzare la rete degli spazi verdi come misura di contrasto ai cambiamenti climatici – sistema delle aree verdi da potenziare – Valorizzare la rete degli spazi verdi come misura di contrasto ai cambiamenti climatici – coni visivi/cunei verdi di penetrazione – Tutela degli spazi vuoti interclusi nella trama dell’edificato come “cunei verdi” – aree permeabili intercluse al territorio urbanizzato da tutelare. Il PG4, pur con la sua cartografia di carattere ideogrammatico, prevede che il Parco delle Mura si debba consolidare dal punto di vista paesaggistico e ambientale attraverso densificazione vegetale e connessione con gli spazi verdi adiacenti (parchi, giardini, pori e infiltrazioni verdi) e aree dismesse, intra ed extra moenia da qualificare. Si ritiene quindi che le strategie del PUG per le aree verdi in oggetto siano già pienamente coerenti con iniziative di forestazione urbana, sia di iniziativa pubblica che privata. In merito all’incongruenza rilevata, premesso che l’osservazione è generica e non vengono individuate puntualmente, si precisa che gli elaborati hanno due funzioni e contenuti profondamente diversi, uno (QC_3_2) ricognitivo dello stato di fatto delle aree pubbliche/uso pubblico, l’altro (Usi e modalità di intervento) rappresenta invece lo scenario di progetto del PUG. Si precisa infine che le aree individuate dall’osservante sono classificate come Dotazioni Ecologiche nella Tav. U2 e disciplinate dall’Art. 30.

    CO
    Forum Ferrara Partecipata

    Con riferimento alla SL1 riferita alla cosiddetta Zona Est dove si elencano alcuni elementi di debolezza relativi alla mobilità e accessibilità: Congestionamento traffico Via Caldirolo e sua pericolosità per ciclisti e pedoni – Discontinuità e carenza percorsi ciclabili sia interni sia di collegamento il CentroStorico – Discontinuità e carenza percorsi ciclabili sia interni sia di collegamento il CentroStorico – Criticità collegamenti via Frutteti-Piazzale San Giovanni – Criticità collegamenti via Frutteti-Piazzale San Giovanni – Scarsa copertura TPL

    PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante, si formula la seguente controdeduzione: 1) Si evidenzia che la SL1 già prevede la ricucitura dei collegamenti ciclabili nord-sud all’interno della parte di città (via Frutteti, via Turchi, via del Melo) e altresì prevede l’incremento dei collegamenti est-ovest con il Centro Storico (Progetto Guida 4) e quindi anche con il circuito ciclabile esistente sul vallo. La realizzazione di una ciclabile dedicata lungo via Caldirolo risulta scarsamente praticabile per le sue caratteristiche fisiche e la sua classificazione quale strada urbana di scorrimento. 2), 3) Si ritiene opportuno inserire il tratto di via Zanardi e di via Frutteti tra le criticità della rete ciclabile ma si rimandano gli aspetti progettuali di dettaglio agli strumenti attuativi del PUG, ai piani settoriali (PUMS) e alla programmazione delle OOPP. 4), 5), 6) Si precisa che per mero errore materiale lo schema relativo alla strategia locale 2 del quartiere riporta in legenda la dicitura “Rete ciclabile esistente” volendo invece rappresentare sia i tratti esistenti che quelli di progetto (per la distinzione si rimanda allo schema riportato nel paragrafo relativo all’analisi diagnostica). Gli aspetti progettuali di dettaglio sono demandati agli strumenti attuativi del PUG, ai piani settoriali (PUMS) e alla programmazione delle OOPP. Si precisa inoltre che gli schemi strategici hanno carattere ideogrammatico, e pertanto i collegamenti con il vallo della Mura in direzione est-ovest non vanno interpretati come localizzazioni uniche e definitive. 7) Si conferma la diagnosi che ritiene buona la copertura geografica delle linee urbane, non è invece competenza del PUG entrare nel merito di aspetti gestionali del servizio quali la frequenza delle corse e la composizione della flotta.

    CO
    Forum Ferrara Partecipata

    Intervento sul rischio idraulico e reti fognarie Zona Est

    PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Si precisa che il PUG assunto contiene tra i suoli elaborati: • la tav. QC.5.5.2a “Carta degli allagamenti da forti piogge”, che riporta una mappatura empirica delle aree urbane che vanno in sofferenza idraulica in occasione di forti piogge partire dalle segnalazioni pervenute alla Protezione Civile, ai del Vigili del Fuoco e nella pagina segnalazioni del portale web del Comune, negli anni 2017-2019 e in occasione del fortunale dell’agosto 2022, integrata con le risultanze di uno studio effettuato da Hera, nel quale sono individuate aree che tendono ad allagarsi con eventi di 30, 50 e 80 mm di pioggia; • l’elaborato sullo stato della rete fognaria 6.3.3b, redatto in accordo con Servizio ambiente e Ente gestore delle reti; • le schede e le tavole dei vincoli (Tdv2 , vincoli da 79 a 84) che recepisce il PAI e il PGRA, definendo vincoli più prescrittivi delle norme di settore. In ogni caso, si propone di aggiornare l’elaborato SL1 “Strategie Locali | Parti della Città centrale” individuando l’ambito oggetto di osservazione tra gli “areali urbani con criticità di gestione delle acque meteoriche” (sintesi degli elementi di forza e debolezza) inoltre si propone di aggiungere tra le strategie locali della parte di città, la risoluzione dei problemi di allagamento e di gestione delle acque meteoriche. In relazione alle indicazioni applicative relative agli scarichi, si rimanda alle indicazioni e prescrizioni del Regolamento Edilizio per gli interventi diretti (fatta salva la competenza in capo al servizio Ambiente e all’ente gestore), e alla fase di pianificazione attuativa per gli interventi indiretti (AO/PAIP)

    CO
    Forum Ferrara Partecipata

    Interventi su cessioni di dotazioni territoriali in siti contaminati e bonifica dei suoli relativi al Parco Schiaccianoci

    NON ACCOGLIBILE

    Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante, si formula la seguente controdeduzione: 1) L’osservazione non è accoglibile in quanto non pertinente all’ambito di competenza del PUG così come definito dalla LR 24/2017: la messa a disposizione dei dati relativi a eventuali procedimenti di bonifica in corso è di competenza del Settore Ambiente e Agricoltura del Comune di Ferrara e dell’Ente procedente al procedimento di bonifica. La tavola del Quadro Conoscitivo QC_5_10 (Siti contaminati) ha l’obiettivo di fornire un patrimonio informativo e di conoscenze, oltre che costituire la base per l’individuazione di eventuali vincoli e/o condizionamenti sull’utilizzo di aree oggetto di procedimenti di bonifica. 2), 3) L’osservazione richiede la definizione di temi specifici da sviluppare nell’ambito di piani, programmi e progetti di attuazione del PUG, del piano triennale delle opere pubbliche e degli altri piani settoriali.

    CO
    Forum Ferrara Partecipata

    Facendo riferimento al Progetto Guida n.5 – La metropolitana della ricucitura dei margini urbani per un nuovo Parco Sud -tav. PG5– dove, oltre alla campitura in cartografia, si legge nel capitolo della Narrazione urbana strategica: “… potenzialità di attivazione di un vero e proprio Parco Sud, valorizzabile anche come sede di eventi temporanei, che comprende e mette a sistema le aree verdi pubbliche contigue all’ aeroporto”, si chiede che tale indicazione venga specificata e preveda che venga definito uno spazio e collocata una struttura apposita, all’interno della grande area demaniale limitrofa alle strutture aeroportuali poste a sud della città, per lo svolgimento di eventi temporanei con demaniale limitrofa alle strutture aeroportuali poste a sud della città, per lo svolgimento di eventi temporanei con demaniale limitrofa alle strutture aeroportuali poste a sud della città, per lo svolgimento di eventi temporanei con per esemplificare, l’attivazione in quell’area di un CPR ( Centro di permanenza per i rimpatri), come è stato ipotizzato da notizie di stampa.

    NON ACCOGLIBILE

    L’esatta collocazione delle aree che potranno accogliere eventi temporanei, esclusivamente all’interno delle su richiamate zone F1 e F3, sarà definita dall’Amministrazione Comunale sulla base di un progetto organico e integrato. L’elaborato PG5 (di natura strategica non prescrittiva) ha esclusivamente il ruolo di indirizzare le progettualità e la messa a terra di futuri finanziamenti (cfr. art. 13 della Disciplina).

    CO
    Forum Ferrara Partecipata

    Necessità di ridurre i parametri urbanistici ed edilizi nei tessuti urbanistici consolidati ad alta e media densità

    NON ACCOGLIBILE

    Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante, la richiesta generale di ridurre i parametri urbanistici ed edilizi nei tessuti urbani consolidati a media (TUM) ed alta densità (TUA) non è coerente con l’obiettivo della LR 24/2017 di rigenerare l’esistente, anche attraverso operazioni di addensamento e sostituzione urbana.

    CO
    Forum Ferrara Partecipata

    Modifica disciplina sulla libertà di collocazione delle attività culturali private e delle loro sedi e sulla modifica della categoria funzionale da Direzionale e Dotazione territoriale

    ACCOGLIBILE

    Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante: a) si propone di modificare l’Art. 19, comma 2 (Tessuti storici) eliminando la frase “esclusivamente nelle unità immobiliari che si affacciano su un fronte commerciale, come individuato nell’elaborato “Usi e modalità di intervento del territorio urbanizzato e rurale”.”, ciò al fine di favorire le attività private culturali, sportive, di ritrovo e spettacolo. b) si precisa che le attività culturali no profit e gli edifici per il culto rientrano già all’interno della categoria funzionale G2 (Attrezzature e spazi collettivi), secondo quanto previsto dall’Atto coordinamento tecnico sulle dotazioni territoriali (DGR. n. 112 del 28/01/2021). L’inquadramento nella categoria D (Direzionale) ha natura residuale, per le attività private ritenute prive di interesse pubblico e sprovviste di relativa convenzione sulle modalità d’uso.

    DM

    Rischio idraulico e allagamenti : SL1 RISCHI ANTROPICI – SL1 STRATEGIE LOCALI, PARTI DELLA CITTA’ CENTRALE – DISCIPLINA, art. 9 , 12, 3

    PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Per quanto riguarda i fenomeni di allagamento su via dei Gerani, l’osservazione evidenzia un tema specifico e puntuale che potrà essere sviluppato con gli strumenti attuativi del PUG, con il piano triennale delle opere pubbliche e con il piano investimenti dell’Ente gestore. Si propone di aggiornare l’elaborato SL1 “Strategie Locali | Parti della Città centrale” individuando l’ambito oggetto di osservazione tra gli “areali urbani con criticità di gestione delle acque meteoriche” (sintesi degli elementi di forza e debolezza). Per quanto riguarda l’illuminazione pubblica l’osservante fa riferimento a un tema puntuale di manutenzione ordinaria che non è di competenza del PUG secondo quanto stabilito dalla LR 24/2017, e per il quale si rimanda al settore opere pubbliche.

    CP

    Si propone un’integrazione alle Strategie Locali della Zona EST per quanto riguarda la previsione di specifici interventi per la risoluzione di problemi di allagamento in via Frutteti e nel Parco delle Siepi.

    PARZIALMENTE ACCOGLIBILE
    Premesso che l’osservazione presuppone l’approfondimento di temi specifici che necessitano di una scala di maggior dettaglio rispetto a quella del Piano Urbanistico Generale, da sviluppare nell’ambito di piani, programmi e progetti di attuazione del PUG, del piano triennale delle opere pubbliche e del piano investimenti dell’Ente gestore, e precisato che l’area di via Frutteti e del Parco delle Siepi sono individuate all’interno dell’elaborato SL1 “Strategie Locali | Parti della Città centrale” tra gli “areali urbani con criticità di gestione delle acque meteoriche” (sintesi degli elementi di forza e debolezza), si propone di aggiungere tra le strategie locali della parte di città, la risoluzione dei problemi di allagamento e di gestione delle acque meteoriche.

    DMZ

    Ciclabile per raggiungimento cluster 15 zona Focomorto. Con la seguente si cerca di suggerire un percorso alternativo per raggiungere Focomorto dalla rotonda mappale 164, particella 800 (rotonda sita nelle immediate vicinanze della scuola Secondaria ITI, incrocio via Carretti, via Pontegradella), la modifica suggerita prevede la connessione (per l’attuale passaggio
    informale che connette le abitazioni della lottizzazione di via Mari, che costeggia il mappale 1150 foglio 164, utilizzando anche 1041 stesso foglio) ed il passeggio per passaggio per via San Lazzaro, successivamente via Noccioli (Mappale 164, particella 773), creare un collegamento tra la particella appena citata e via della Pioppa utilizzando il mappale 12 foglio 164, attraversare la stessa via per creare poi una ciclabile a corsia riservata parallela a via della Crispa (lato nord) che parta dal mappale 129 foglio 165 e prosegua fino al paese di Focomorto. Tra il mappale 506 e 449 foglio 165 si potrebbe creare un passaggio di connessione tra Focomorto e Pontegradella lontano dalle vie a più alto scorrimento. Il collegamento tra via San Lazzaro e via Pomposa potrebbe passare tra i mappali 53 e 596 foglio 164, 322 e 323 ed accanto al 59 stesso foglio.

    PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Premesso che parte del tracciato, quello attorno alle abitazioni della lottizzazione di via Mari, per via San Lazzaro e poi su via Pioppa, è coerentemente già inserito nell’elaborato SL2 “Strategie locali | Cluster del forese”, ed in particolare nel Cluster n. 15, considerato che lo stesso non risulta riportato per mero errore materiale negli Schemi strategici di assetto del territorio, si propone di recepire il percorso nell’elaborato S1 “Infrastrutture di paesaggio verdi e blu e della mobilità” e “Schema supporto tematico: mobilità”. Il tratto suggerito su via Crispa fino a Focomorto potrà essere una soluzione alternativa nel caso in cui la fattibilità tecnico-economica di quello previsto dal PUG, lo renda irrealizzabile.

    DMZ

    Proposta di modifica Bretella est tra via Comacchio e via Pomposa. Il collegamento tra le due arterie citate è molto importante per l’attuale giunta ed è comprensibile vedendo il volume dei veicoli in transito nella zona di San Giorgio. Tuttavia l’attuale Progetto prevede il passaggio della strada tra 8 abitazioni (Foglio 196 mappali 553, 688, 690, 849 e 911 per il foglio 198 mappali 25, 26, 27) con un importante interessamento dei mappali 911 foglio 196 e 25 foglio 198 visto che la sede stradale rasenterebbe gli immobili. La modifica proposta consiste nella costruzione dello svincolo nel mappale 94 foglio 196 attraversare il Po nel mappale 70 foglio 198 fino ad arrivare in via Pomposa all’altezza dei mappali 19 e 121 del foglio 198. Questo consentirebbe di non avere immediate interazioni con edifici abitati visto che nei mappali 41, 42 e 43 foglio 198 sono presenti dei ruderi in disuso da diversi decenni individuabili come i mappali 85 ed 86 stesso foglio e ci si inserirebbe nella zona dell’attuale distributore di carburanti disincentivando l’aumento di velocità per l’incrocio successivo di via Pomposa con via Scorsuro.

    PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Premesso che l’osservante fa riferimento ai corridoi infrastrutturali riportati nel RUE e non negli elaborati di PUG. Il PUG recepisce le considerazioni e i tracciati stradali del PUMS per il quale era stata fatta una valutazione di fattibilità degli interventi. Le tavole strategiche e di assetto S1 riportano un’indicazione ideogrammatica, mentre la tavola dei vincoli TDV2 che cartografa i corridoi infrastrutturali della mobilità di progetto, nella versione assunta, per un mero errore materiale come specificato nell’osservazione d’ufficio, non li ha tutti individuati e rappresentati. Si precisa che nel caso venga prevista la realizzazione dell’opera pubblica, il progetto definitivo potrà prevedere una modifica dei tracciati nel PUG, senza che questo comporti variante al PUG.

    EdU

    Nel quadro conoscitivo-diagnostico del P.U.G. non ci sembra sufficientemente evidenziato il grave rischio idraulico connesso a piogge intense, responsabili di periodici e sempre più frequenti allagamenti di cantine, garage, giardini e pianterreni di abitazioni del quartiere Borgo Punta tra Via Copparo e Via Magnoni, comprese anche la parallela Via Chizzolini e le perpendicolari Via Elsa Morante, Via Lyda Borrelli e Via dei Morari. Richiamiamo l’attenzione anche sull’area di seria fragilità idraulica dello SkatePark di Via Caretti. Chiediamo pertanto di implementare le strategie prevedendo interventi atti a mitigare i fenomeni con vasche di laminazione, pompe idrauliche, potenziamento della rete fognaria, una più assidua e mirata manutenzione delle caditoie stradali, il ripristino della pervietà di canali di scolo utili e tutte le altre azioni necessarie in linea con l’obiettivo strategico OS1/LS1 (da AP1 ad AP5)

    PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Premesso che l’osservazione presuppone l’approfondimento di temi specifici che necessitano di una scala di maggior dettaglio rispetto a quella del Piano Urbanistico Generale, da sviluppare nell’ambito di piani, programmi e progetti di attuazione del PUG, del piano triennale delle opere pubbliche e del piano investimenti dell’Ente gestore, si propone di aggiornare l’elaborato SL1 “Strategie Locali | Parti della Città centrale” individuando l’ambito oggetto di osservazione tra gli “areali urbani con criticità di gestione delle acque meteoriche” (sintesi degli elementi di forza e debolezza). Rilevato inoltre che nello schema strategico non è visualizzata la simbologia corrispondente al tematismo “Spazi aperti da riqualificare in termini di adattamento climatico” si provvede a modificare l’elaborato correggendo il refuso; inoltre si propone di aggiungere tra le strategie locali della parte di città, la risoluzione dei problemi di allagamento e di gestione delle acque meteoriche.

    FCF
    Forum Ferrara Partecipata

    RICHIESTA DI LINEE STRATEGICHE PIU’ DEFINITE PER LA RISOLUZIONE DEI PROBLEMI DI VIABILITA’ DELLA ZONA VIA RAVENNA/ SAN GIORGIO. NECESSITA’ DELLA TANGENZIALE EST

    PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    La legge regionale n. 24/2017 prevede che la cartografia strategica del PUG abbia carattere ideogrammatico, pertanto in rispetto di tale prescrizione, il tracciato della bretella est è stato individuato con una freccia nell’elaborato S1 “Infrastrutture di paesaggio verdi e blu e della mobilità” (e così recepito nell’elaborato SL1 Strategie locali – Parti della città centrale). L’elaborato S1 “Schema supporto tematico: mobilità” riporta il tracciato presunto con maggior livello di definizione desunto dal piano di settore PUMS. Ulteriori indicazioni di maggior dettaglio saranno possibili solo in sede attuativa, attraverso apposite valutazioni di fattibilità tecnicoeconomica.

    FCF
    Forum Ferrara Partecipata

    SI RICHIEDE CHE IL COMPLESSO CASERME POZZUOLO DEL FRIULI E EX CAVALLERIZZA  SIA INSERITO IN SL1 nell’elenco delle “Opportunità di rigenerazione e riconversione”  e che in SL3 sia redatta la scheda progettuale d’ambito per la rigenerazione della caserma Pozzuolo del Friuli e della Ex Cavallerizza.

    PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante, si formula la seguente controdeduzione: a) Si evidenzia che nell’elaborato SL1 Strategie locali – Centro storico, il Complesso Caserma Pozzuolo del Friuli è elencato nell’ambito delle strategie sovralocali, tra gli interventi di “Recupero e rifunzionalizzazione delle aree dismesse” funzionali all’attuazione del Progetto Guida 4 dedicato alla valorizzazione del Parco delle Mura. Tale inquadramento testimonia la maggior rilevanza assegnata dal PUG a questa operazione (si veda in tal senso anche l’OS1-LS3-AP5), rispetto all’elenco relativo alle previsioni strategiche di rilevanza inferiore, citato dall’osservante. b) Si precisa che la scelta di non inserire una Scheda Progettuale d’Ambito per il comparto trova motivazione nella volontà e necessità di garantire maggior flessibilità agli interventi indiretti (PIAP o AO) con i quali sarà pianificata la rigenerazione dell’area ai sensi della LR. 24/2017. Si evidenzia inoltre che tale approccio è stato applicato tendenzialmente a tutte le aree di proprietà pubblica ritenute funzionali all’attuazione delle strategie del PUG.

    FCF
    Forum Ferrara Partecipata

    RICHIESTA DI MAGGIORE TUTELA E VALORIZZAZIONE DELLA VOCAZIONE AGRICOLA DEL FORESE Uso del territorio rurale in riferimento agli impianti di biometano e biogas

    PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Con riferimento all’elaborato SL2 “Strategie locali | Cluster del forese”, ed in particolare al Cluster n. 12 (Viconovo, Albarea, Villanova, Denore), si propone di integrare la strategia locale con l’obiettivo di salvaguardare/valorizzare la vocazione agricola del territorio, gli insediamenti produttivi esistenti che connotano il territorio ed il paesaggio, le possibili azioni di tutela e qualificazione che potrebbero portare a sostenere e potenziare le attività che già perseguono obiettivi di diversificazione e valorizzazione delle potenzialità di questa zona rurale. Si propone altresì di integrare la Tavola e la Scheda dei vincoli con limitazioni relative alla realizzazine degli impianti di biometano-biogas a tutela del paesaggio agricolo in particolare del sito Unesco.

    FCF
    Forum Ferrara Partecipata

    MOBILITA’_Osservazioni sul Piano Urbanistico Comunale di Ferrara Dopo una valutazione delle politiche e azioni proposte dal presente schema di PUG ,si registra un approccio generico, e per certi aspetti retorico, alle problematiche della mobilità urbana, che costituisce uno degli aspetti struttura di una pianificazione orIentata verso la transizione ecologica. Il sistema proposto appare ancora orientato sul potenziamento della mobilità privata automobilistica, mentre la mobilità pubblica e ciclabile appare affrontato in un’ottica di parziale razionalizzazione al di fuori di una visione strategica in grado di ribaltare le gerarchie tra questi differenti modelli di mobilità che preludono a diversi visioni di futuro per la nostra città. Alleghiamo una lista di riflessioni e raccomandazioni che riteniamo necessarie per impostare in maniera più complessa il tema assolutamente centrale della mobilità urbana

    NON VALUTABILE

    FN

    La scheda Ex Cogef Via San Contardo d’Este presente nel documento SL3, al paragrafo “Condizioni di sostenibilita”.secondo capoverso, prevede che “Gli interventi dovranno prevedere un ≥ 20% di SU destinata a ERS su SU tot.”. La misura indicata appare errata e va sostituita con ” 20% “posto che al capoverso precedente si prevede il mantenimento della permeabilita dell’area nella misura minima dell’80% In merito alla definizione di “area inedificata con inquinamento residuo e con procedimento di bonifica in corso”. Preme osservare che I’area versa da molti anni in totale stato di abbandono, é ricoperta di sterpaglie e, da quanto consta, nessun procedimento di bonifica appare avviato e neppure risulta concluso il procedimento di verifica delle reali condizioni di contaminazione del suolo e delle acque.

    PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Premesso che l’area è classificata dal PUG in Dotazione ecologica e ambientale e pertanto trova applicazione anche l’Art. 30 della Disciplina, si accoglie la l’osservazione in merito all’eliminazione della previsione di una quota di ERS in quanto non pertinente con la trasformazione prevista per l’area e come già evidenziato nell’osservazione d‘ufficio per tutti gli ambiti per i quali non sono previste edificazioni a destinazione residenziale. Non si ritiene accoglibile la proposta di trasformazione in ARE (area di riequilibrio ecologico) in quanto non è compito del PUG proporre agli Enti sovraordinati l’istituzione di questa tutela. In merito al procedimento di bonifica in corso sull’area si precisa che è stato modificato l’elaborato QC.5.10 con osservazione d’ufficio, in considerazione dell’evoluzione dei procedimenti in corso; per ulteriori informazioni si rimanda al Servizio Ambiente o al competente Ente.

    FN

    Si richiede: piantumazione su aree verdi e lungo i percorsi ciclo-pedonali, desigillatura e pavimentazione drenante, con riferimento alle aree evidenziate nelle mappe catastali allegate

    ACCOGLIBILE

    Con riferimento a quanto segnalato dall’osservazione, si formula la seguente controdeduzione: 1) La richiesta risulta già recepita per quanto riguarda l’area del mappale 1214 inquadrata nell’elaborato SL1 – ZONA EST – Strategie Locali: “Valorizzare la rete degli spazi verdi come misura di contrasto ai cambiamenti climatici – sistema delle aree verdi da potenziare attraverso forestazione” 2) La richiesta risulta già individuata dal piano nell’elab. SL1 ZONA EST – Strategie Locali “Valorizzare la rete degli spazi verdi come misura di contrasto ai cambiamenti climatici – maglia urbana di potenziamento dell’ombra” 3) La richiesta è recepibile individuando l’ambito compreso tra via dei Cedri – via Siepe – via San Contardo d’Este come “spazi aperti da riqualificare in termini di adattamento climatico”

    FN

    Ex-Eldo/Trony : Si tratta dei fabbricati con relativa area pertinenziale, già adibiti a negozio per la vendita al dettaglio di elettrodomestici e articoli elettronici, sotto l’insegna Eldo / Trony, che da molti anni versano in stato di abbandono. Nei documenti allegati al PUG non si riviene una scheda particolareggiata riferita a quest’area. Si richiede pertanto che tale area sia inserita come area degradata che necessita di rigenerazione, stante la sua collocazione all’interno di zone residenziali densamente abitate(Via Pontegradella-Via Caretti). Si suggerisce un utilizzo per attività culturali (biblioteca, sale multimediali, sala prova per musicisti, laboratori artistici o artigianali, spazi per eventi teatrali e musicali, co-working), con esclusione del grande commercio. Si suggerisce altresì la desigillazione dell’area pertinenziale, con la creazione di spazi verdi attrezzati e fruibili in funzione delle attività sopra descritte, evitando ulteriore edificazione.

    NON ACCOGLIBILE

    Premesso che l’ambito in oggetto è già riconosciuto dal PUG quale ambito di rigenerazione urbana e classificato TUD (tessuto urbano, dismesso, sottoutilizzato o interstiziale da rigenerare), si ritiene non accoglibile la proposta di inserimento di una nuova scheda progettuale in quanto, per dimensioni e caratteristiche, la rigenerazione del comparto ha rilevanza edilizia e perché si ritiene preferibile garantire maggiore flessibilità. Per la medesima ragione non si ritiene ammissibile la proposta di vincolare la destinazione ad attrezzature e spazi collettivi. Si precisa inoltre che ai sensi dell’Art. 23, nelle aree TUD sono ammesse nuove strutture di vendita fino alla dimensione delle “medio-piccole”.

    FV

    IL LOTTO DI TERRENO FOGLIO 136 MAPPALI 1337 e 1338 RISULTA AREA VERDE E RICREATIVE SPORTIVE. SI CHIEDE CHE SIA DESTINATO A VERDE; di sviluppare quest’area legata all’Area di Riequilibrio Ecologica SCHIACCIANOCI con un Centro visita e di accoglienza; di sviluppare una rete di piste ciclabili dal vallo delle mura verso Frutteti e gli Orti per poi proseguire verso il macero di via Massari; a piantumazione di alberi in tutta l’area, e nella porzione a nord verso lo stradello in direzione IPERCOOP realizzando anche un’area pic nic con panchine mentre nella parte centrale dell’area verde andrebbe riservata una porzione per una zona di sgambamento cani non recintata e segnalata da cartelli; la sospensione e revoca dei progetti di costruzione e ampliamento, di impianti sportivi e non, in corso o già autorizzati.

    PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante, si formula la seguente controdeduzione: 1) La richiesta non è accoglibile in quanto non in linea con l’impianto e la terminologia del PUG che, allineandosi all’Atto di coordinamento regionale sulle dotazioni territoriali (DGR 110/2021), definisce un’unica famiglia di “attrezzature e spazi collettivi” nella quale sono ricompresi gli “spazi attrezzati a verde per il gioco, la ricreazione, il tempo libero e le attività sportive”. 2), 3), 4) Si ritiene che le proposte progettuali in merito alla dotazione di attrezzature, alla piantumazione e al completamento della rete ciclabile, siano tutte allineate con le strategie rappresentate in particolare nell’elaborato SL1 Zona EST. L’osservazione affronta tuttavia tematiche di dettaglio che devono essere demandate agli strumenti di attuazione del PUG, ai piani settoriali e alla programmazione delle opere pubbliche. 5) Si precisa infine che, in termini generali, il PUG non ha alcuna efficacia retroattiva e pertanto non può incidere su progetti di opere pubbliche già approvati o in corso di progettazione e su titoli edilizi già rilasciati.

    IN1

    Si chiede di modificare la disciplina dei tessuti urbani consolidati (Art. 22, comma 7):
    a) TUA (alta densità): modificare il numero massimo di piani da 8 a 6 e l’altezza massima da 25 a 19 ml;
    b) TUM (media densità): modificare il numero massimo di piani da 6 a 5 e l’altezza massima da 19 a 16 ml;
    Si chiede una consistente riduzione di parametri ed indici, in particolare per gli isolati classificati TUA e TUM posti in prossimità
    delle Mura.

    NON ACCOGLIBILE
    Premesso che l’obiettivo cardine della LR 24/2017 e declinato nel PUG di Ferrara riguarda la rigenerazione urbana della Città consolidata esistente, con conseguente contenimento del consumo di suolo agricolo, considerato che la stessa legge urbanistica promuove interventi di addensamento o sostituzione urbana per la riqualificazione dell’esistente, si ritiene l’osservazione non meritevole di accoglimento in quanto in contrasto con l’obiettivo OS2 del PUG, che fa riferimento alla necessità di concretizzare un processo di lunga durata di rigenerazione urbana, paesaggistica ed ecologico-ambientale della città esistente, nel rispetto delle diverse identità stratificate nel territorio ferrarese. Questa esigenza si traduce nell’obiettivo congiunto di non consumare più suolo e di rigenerare i tessuti e la rete degli spazi aperti esistenti, semplificando e razionalizzando i percorsi procedurali, normativi e gestionali.

    IN1

    Si chiede di:
    a) Art. 19, comma 2 (Tessuti storici): eliminare la frase “esclusivamente nelle unità immobiliari che si affacciano su un fronte
    commerciale, come individuato nell’elaborato “Usi e modalità di intervento del territorio urbanizzato e rurale”.”
    b) di inserire le attività culturali no profit e gli edifici per il culto nella categoria funzionale G2 (dotazioni territoriali) anziché D
    (direzionali).

    ACCOGLIBILE
    Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante:
    a) si propone di modificare l’Art. 19, comma 2 (Tessuti storici) eliminando la frase “esclusivamente nelle unità immobiliari che si
    affacciano su un fronte commerciale, come individuato nell’elaborato “Usi e modalità di intervento del territorio urbanizzato e
    rurale”.”, ciò al fine di favorire le attività private culturali, sportive, di ritrovo e spettacolo.
    b) si precisa che le attività culturali no profit e gli edifici per il culto possono rientrare sia nella categoria funzionale G2
    (Attrezzature e spazi collettivi) sia nella categoria D (direzionali), a seconda se venga svolta un’attività di interesse pubblico
    regolata da convenzione o di natura privata.

    IN

    Si chiede di specificare, nella scheda del Progetto Guida n.3 (e di conseguenza in disciplina), le funzioni incompatibili con la
    natura del Parco Bassani, chiedendo in particolare di esplicitare, alla dicitura “spazi verdi per eventi temporanei”, l’esclusione di
    quelli a forte affluenza di pubblico per i quali si ritengono più idonee le aree del futuro parco sud nella zona dell’aeroporto
    (Progetto Guida n. 5).
    Infine si chiede di inserire in entrambi i Progetti Guida, prescrizioni cogenti al fine di escludere insediamenti incompatibili

    PARZIALMENTE ACCOGLIBILE
    La richiesta di specificare “le funzioni incompatibili con la natura del parco” Bassani fa riferimento al Titolo III della Disciplina (Usi e
    modalità di intervento) e, nel caso specifico, all’Art. 29 comma 2, nel quale vengono descritte le destinazioni d’uso ammesse. Tra
    queste, il PUG prevede “spazi aperti attrezzati per il gioco, la ricreazione e il tempo libero per una fruizione integrata e
    un’accessibilità diffusa attraverso la mobilità slow”. Gli eventi temporanei richiamati nell’elaborato PG3 rientrano in queste
    destinazioni d’uso e, inoltre, la destinazione “tempo libero” non può considerarsi in contraddizione con la classificazione di nodo
    ecologico nel PTCP.
    Non si ritiene accoglibile la richiesta di rafforzare la natura cogente dei Progetti Guida, poiché tali elaborati nascono con una forte
    valenza strategica, non prescrittiva, coni l ruolo di indirizzare le progettualità e la messa a terra di futuri finanziamenti (cfr. art. 13
    della Disciplina)

    IN

    OSSERVAZIONE AL PUG SU CONTENUTI ED ARTICOLI DELLA DISCIPLINA RIGUARDANTI IL CENTRO STORICO E L’EDIFICATO STORICO Si chiede di modificare alcuni articoli della Disciplina: a) Art. 5, comma 5 (Accordi Operativi): eliminare la possibilità di prevedere in sede di AO altezze o distanze diverse da quelle stabilite dal PUG; b) Art. 7, comma 47 (autorimessa nei tessuti urbani consolidati e nei nuclei residenziali in territorio rurale): si chiede di precisare che la norma non si applica alla Città storica c) Art. 10 (Piani di riferimento per gli elaborati di SQUEA): inserire il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale d) Art. 17, comma 6, lett. a (requisiti prestazionali per PCC): si chiede di eliminare le premialità per PCC nella Città storica e) Art. 19, comma 6, lett. a (edifici soggetti a IED nei Tessuti storici): si chiede di escludere anche gli edifici di categoria T2 dalla possibilità di sopraelevazione f) Art. 21, comma 4 (categorie di tutela): per la categoria A1 si chiede di eliminare la dicitura “gli interventi di restauro riguardano l’unità architettonica nella sua interezza” g) Art. 21, comma 4 (categorie di tutela): per le categorie A2 e A3 si chiede: – per le “fronti” di eliminare la dicitura “strombatura delle finestre” – per i “portici” di aggiungere la specificazione “nei portici interni” o “prospettanti su spazi interni” – per le “strutture” di sostituire l’ultimo capoverso delle modalità di intervento con il seguente: “in situazioni di gravi carenze strutturali dovrà essere richiesto agli uffici comunali sopralluogo di controllo e di assenso alla demolizione di parti dell’edificio non recuperabili, comunque entro il limite del 30% delle strutture fuori terra” h) Art. 21, comma 4 (categorie di tutela): per la categoria A3 si chiede: – per le “fronti” di eliminare del tutto la possibilità di eseguire sui fronti strada coibentazione esterna effettuata mediante “cappotto” – per gli “interni” di aggiungere “nei casi in cui non sia applicabile quanto previsto dall’Art. 10, comma 2 della Legge 120/2020” dopo le parole “…e della linea di gronda” i) Art. 21, comma 4 (categorie di tutela): per gli edifici di classe T1 e T2 aggiungere “intervento di restauro e risanamento conservativo o intervento di ristrutturazione edilizia” dopo le parole “intervento di ristrutturazione edilizia” l) Art. 32, comma 15: per favorire il recupero degli edifici storici/testimoniali si chiede che sia possibile l’esonero dal contributo sul costo di costruzione e degli oneri di urbanizzazione (Art. 10, comma 1, lett. h della Legge 120/2020)

    PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante: a) Art. 5, comma 5 (Accordi Operativi): non accoglibile. Si ritiene che il PUG debba garantire la necessaria flessibilità per incentivare la rigenerazione degli ambiti assoggettati ad AO. b) Art. 7, comma 47 (autorimessa nei tessuti urbani consolidati e nei nuclei residenziali in territorio rurale): accoglibile. Si precisa che la norma non si applica alla Città storica. c) Art. 10 (Piani di riferimento per gli elaborati di SQUEA): accoglibile. Si propone di inserire il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale d) Art. 17, comma 6, lett. a (requisiti prestazionali per PCC): non accoglibile. La premialità si applica solo agli ambiti perimetrati dal PUG come “ambiti di rigenerazione urbana” di cui all’Art. 19, comma 4, lett. b) e c) della Disciplina. e) Art. 19, comma 6, lett. a (edifici soggetti a IED nei Tessuti storici): non accoglibile. Si ritiene di favorire la rigenerazione con sopraelevazione anche per le categorie T2, ferme restando le prescrizioni contenute nell’Art. 21, comma 4 f) Art. 21, comma 4 (categorie di tutela): accoglibile. Per la categoria A1 si precisa che l’intervento di restauro può avvenire anche per porzione dell’edificio nel rispetto dell’intera unità g) Art. 21, comma 4 (categorie di tutela): parzialmente accoglibile. Per le categorie A2 e A3 si propone: – per le “fronti” di eliminare la dicitura “strombatura delle finestre” – per i “portici” di mantenere la dicitura generale dei portici e non dei portici interni – per le “strutture” di eliminare le percentuali indicate sostituendo con “Non è consentita la demolizione integrale e parziale dell’edificio” h) Art. 21, comma 4 (categorie di tutela): parzialmente accoglibile. Per la categoria A3: – per i “fronti” si propone di eliminare la possibilità di eseguire sui fronti strada coibentazione esterna effettuata mediante “cappotto” – per gli “interni” non è accoglibile la proposta formulata dall’osservante perchè si ritiene sempre possibile la modifica dell’altezza interna degli ambienti per ragioni igienico sanitarie i) Art. 21, comma 4 (categorie di tutela): non accoglibile in quanto in contrasto con il DPR 380/2001, che prescrive l’assegnazione specifica della categoria di intervento e la precisazione delle modalità di intervento per ciascun edificio l) Art. 32, comma 15: parzialmente accoglibile. L’esonero dal contributo di costruzione potrà essere stabilito con apposita delibera di Consiglio Comunale.

    KO

    Si chiede una migliore definizione dei percorsi ciclabili e un miglior collegamento tra le polarità urbane della parte di città “Ferrara Sud”, in particolare:
    a) una maggior evidenza della segnaletica dedicata alle piste attuali e future
    b) ul miglioramento dei sottopassi di via Gandini e via Beethoven inserendoli in un organico percorso ciclo-pedonale ben evidenziato e illuminato che unisca il Foro Boario alle Corti di Medoro
    c) la realizzazione di due collegamenti ciclopedonali: pista 1) sottopasso piscina via Beethoven-via Kramer-via Nievo-sovrappasso ferroviario-via dello zucchero-accesso alla stazione e al centro città; pista 2) via Gandini-via Verga-viale Krasnodar-via dell’amicizia-attraversamento ferrovia interrata-via del Bove-via Ravera

    PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Premesso che il PUG non entra nel dettaglio delle caratteristiche tecnico-costruttive di percorsi ciclabili e ciclopedonali o della segnaletica, si specifica che all’interno della strategia si fa diffuso riferimento al miglioramento della ciclabilità e della mobilità slow; in particolare all’interno di tutte le Strategie Locali – Parti della città centrale, sono riportati gli obiettivi e le azioni relative al potenziamento della “maglia di connessioni ciclo-pedonali interne ai quartieri”.
    Inoltre, premesso il carattere ideogrammatico degli elaborati della Strategia, all’interno della strategia locale 1 per la parte di città centrale “zona sud – via Bologna” sono già individuate due connessioni nord-sud tra i quartieri a ovest di via Bologna, seppure con alcuni scostamenti e rappresentate con grafie diversificate per i tratti esistenti e i tratti di progetto.
    Si ritiene ad ogni modo opportuno esplicitare nel testo del suddetto elaborato che l’implementazione dei percorsi ciclabili riguarderà in particolare il collegamento delle polarità: Corti di Medoro, Palazzetto dello sport nel Foro Boario, centro polifunzionale per famiglie Ex Pietro Lana.

    KO

    Si propone di potenziare la frequenza del TPL da viale Krasondar al centro e la riduzione delle tariffe.
    Si propongono interventi di dissuasione e controllo della velocità dei veicoli e la realizzazione di una piazza centrale al rione per rallentare il traffico e per la sua funzione di aggregazione, socialità e accesso ai servizi scuole, chiesa, market.

    PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Relativamente al TPL, il PUG non incide direttamente sulla gestione del servizio di TPL, ma può fornire indirizzi sul suo miglioramento. Si propone di accogliere i rilievi fatti sul traffico in viale Kransodar per riportarli nella Diagnosi e nelle Strategie Locali della Parte di città “Ferrara Sud”. Relativamente alla tipologia di interventi per mitigare il traffico o la realizzazione di spazi pubblici il PUG demanda la loro definizione ai PAIP, al Programma delle OOPP e ai Piani di settore.

    KO

    Si chiede il potenziamento delle attrezzature collettive in zona Krasnodar, proponendo che:
    a) si recuperino gli edifici nell’area di Foro Boario e nell’area ancora in stato di abbandono dell’ex palazzo degli Specchi (le corti di Angelica); si pensi a dar vita a luoghi di aggregazione sociale;
    b) si creino luoghi aperti alla comunità nel centro per le famiglie previsto nell’ex-scuola Pietro Lana;
    c) si realizzi una piazza tra la parrocchia Sant’Agostino e la scuola IC De Pisis, per riqualificare il tessuto locale, riducendo la circolazione delle auto in transito, favorendo la circolazione pedonale e quindi conferendo all’area un nuovo carattere di luogo di condivisione per la socialità;
    d) si recuperi e si riqualifichi il centro sociale ex Rodari di via Labriola (e altri locali pubblici già presenti nel quartiere) per un suo utilizzo comunitario.

    PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Premesso che le proposte si pongono in coerenza con la strategia del PUG – in particolare con i lineamenti strategici e le azioni progettuali afferenti all’OS2 – con la diagnosi e la strategia delineata dal PUG per la Parte di città centrale “Ferrara Sud”, considerato che tutte le aree sono individuate in Disciplina come destinate ad Attrezzature e spazi collettivi o “Tessuti urbani dismessi, sottoutilizzati o interstiziali da rigenerare” e che la scheda progettuale d’ambito di Foro Boario prevede già l’inserimento di spazi pubblici e funzioni pubbliche, si demanda al Programma delle OOPP, alla definizione dei PAIP o degli AO e agli altri Piani di settore la definizione puntuale e la localizzazione degli interventi attuativi per l’attuazione della strategia, senza specificare ulteriori azioni puntuali.
    Si accoglie parzialmente la proposta individuando il centro sociale ex Rodari di via Labriola come “Ambito di rigenerazione urbana” nelle tavole “Usi e modalità di intervento”.

    KO

    Si chiedono azioni volte a incentivare la riqualificazione edilizia, urbanistica, abitativa e del paesaggio urbano del quartiere Krasnodar.
    Si suggerisce un censimento delle strutture in cemento e metallo, un tempo dedicate a cartelli pubblicitari, al fine di valorizzare maggiormente il paesaggio, sia dal punto di vista ecologico che estetico.

    PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Premesso che la maggior parte del patrimonio edilizio dell’ambito analizzato è individuato come Tessuto urbano consolidato, si segnala che il PUG promuove e incentiva gli interventi di qualificazione edilizia e riqualificazione urbana, sia nella definizione degli obiettivi e delle azioni progettuali della strategia, sia attraverso i meccanismi di premialità di cui all’Art. 17 della Disciplina. Premesso che il miglioramento della qualità urbana ed ecologico ambientale è l’obiettivo principale del PUG, non si ritiene che l’attività di censimento puntuale della cartellonistica proposto rientri nell’ambito di competenza del PUG secondo quanto stabilito dalla LR 24/2017.

    KO

    Si propone la riqualificazione delle aree verdi di viale Krasnodar, con l’inserimento delle seguenti azioni:
    a) qualificazione e connessione del sistema degli spazi verdi publici presenti nel quartiere Krasnodar migliorando le dotazioni ricreative, sportive, ecoLogiche (vedi Bosco e bacino di laminazione – Spina verde)
    b) progetto di riqualificazione del quartiere Krasnodar (Nomisma per ACER Ferrara)
    c) riqualificazione della zona verde ed ex campo da tennis adiacente alla ex scuola Pietro Lana
    d) creazione di corridoi per insetti impollinatori e azioni mirate a favorire la biodiversità

    PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Premesso che le proposte si pongono in coerenza con gli obiettivi, i lineamenti strategici e le azioni progettuali della strategia del PUG e con la diagnosi e la strategia delineata dal PUG per la Parte di città centrale “Ferrara Sud”, si demanda al Programma delle OOPP, alla definizione dei PAIP o degli AO e agli altri Piani di settore la definizione puntuale e la localizzazione degli interventi attuativi per l’attuazione della strategia, senza specificare ulteriori azioni puntuali e di dettaglio.

    LG

    Nel quadro conoscitivo, elaborato “QC.6.2 Mobilità”, allegato al PUG le seguenti strade: Via Frutteti, Via del Melo, Via della Flora, Via della Fornace e parte di Via delle Siepi sono classificate “Urbane di quartiere”.
    Nelle strategie locali elaborato “SL1” allegato al PUG a pagina 35 le strade sopra elencate sono individuate come “Rete ciclabile esistente”. Oggi invece queste vie non sono ciclabili. Le auto corrono veloci con grave pericolo per ciclisti e pedoni.
    Si chiede l’applicazione del limite di velocità a 30 km/h in Via dei Frutteti, Via del Melo (tratto a nord di Via Frutteti) e Via delle Siepi, dove circolano molti pedoni e ciclisti a tutte le ore per la presenza di esercizi commerciali, degli orti, del centro bimbi “Mille gru”, della sede della contrada San Giovanni.
    Si chiede inoltre la modifica della scheda SL1 indicando Via Frutteti, Via del Melo, Via della Flora, Via della Fornace e parte di Via delle Siepi come “Strade a sede promiscua ciclabile e veicolare”.
    Si segnala in particolare la pericolosità del tratto di Via delle Siepi che va dall’incrocio con Via dei Cedri all’incrocio con Via dei Frutteti, dove la carreggiata è stretta ed in parte occupata dai cassonetti dei rifiuti differenziati e da auto parcheggiate.
    Si chiede di prevedere: 1) lo spostamento dei cassonetti all’inizio di Via dei Cedri, 2) il divieto di parcheggio delle auto, 3) la realizzazione di una corsia ciclabile in questo tratto della Via che si connetta con la ciclabile esistente di Via delle Siepi nel tratto tra Via dei Cedri e le Vie Turchi-San Contardo d’Este, 4) la realizzazione di passaggi pedonali e ciclabili di cui oggi è privo il tratto di Via delle Siepi tra Via dei Cedri e Via Frutteti.

    PARZIALMENTE ACCOGLIBILE
    Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante, si specifica che le problematiche trattate dall’osservante sono già affrontate, sul piano programmatico e strategico, nell’elaborato SL1 ZONA EST. A livello puntuale,le proposte sono da sviluppare nell’ambito di piani, programmi e progetti di attuazione del PUG, del piano triennale delle opere pubbliche e degli altri piani settoriali, in particolare il PUMS.
    Si propone la rettifica dell’errore materiale nella legenda dello schema Strategie Locali SL1 del succitato elaborato in quanto è erroneamente riportata la dicitura “strade ciclabili esistenti” come strato cartografico “di vestizione” mentre è invece rappresentata la rete comprensiva dell’esistente e del progetto.

    LP

    Riferimento: Dossier – Piani Urbanistici Attuativi QC 2_4_2   :   Area Sogepol.
    Nella scheda relativa a quest’area si legge che è stato sottoscritto accordo POC in data 3/5/2017 avente come obiettivo un ampliamento di edificio destinato ad attività sanitarie private e attività sportive ad uso pubblico. Si dice infine che è stata richiesta una proroga per inizio dei lavori entro il 29/6/2023. Sono passati più di sei mesi da questa data e ancora non si vedono tracce di lavori per la ristrutturazione e rigenerazione di tutta l’area anzi sono sempre più evidenti i segni di deterioramento dovuti all’incuria e allo stato di abbandono in cui versa la struttura e tutta l’area circostante per una superficie di circa un ettaro. Considerato che la zona in questione è densamente popolata, chiedo gentilmente che il Comune di Ferrara si faccia carico della ultimazione dei lavori dello stabile per destinare l’uso ad attività come palestre o luoghi di incontro e spazi collettivi per la socializzazione di cui il quartiere è carente.

    LP

    Vorrei fare riferimento al documento preparatorio del Piano Urbanistico Generale denominato “Verso il documento strategico” del Luglio 2022. Nel capitolo “IL SISTEMA INSEDIATIVO” al paragrafo 4 “Gli ambiti di rigenerazione”, relativamente agli ambiti privati degradati, abbandonati o sottoutilizzati, ho trovato una scheda (numero 3) concernente alcuni fabbricati che si trovano all’inizio di via Pontegradella, nei pressi della rotatoria sulla quale insiste anche via Caretti. Da diversi anni, dopo essere stati la sede di alcuni negozi specializzati nell’elettronica e negli elettrodomestici di consumo come Trony e Eldo, questi edifici versano in una stato di abbandono e degrado. Alcune finestre sono state divelte ed evidenti sono le tracce lasciate dai vandali o altri soggetti che bivaccano all’interno dei capannoni. Non si colgono ancora i segni di una rigenerazione e chiedo pertanto che venga realizzata una nuova scheda che chiarisca anche come si intende recuperare e rigenerare tutta l’area. Considerata la mancanza di impianti sportivi per attività indoor nella zona che è
    densamente popolata, chiediamo di realizzare un impianto per attività al coperto.

    NON ACCOGLIBILE

    Premesso che l’ambito in oggetto è già riconosciuto dal PUG quale ambito di rigenerazione urbana e classificato TUD “Tessuto urbano, dismesso, sottoutilizzato o interstiziale da rigenerare” (art. 23), si ritiene non accoglibile la proposta di inserimento di una nuova scheda progettuale in quanto, per dimensioni e caratteristiche, la rigenerazione del comparto ha rilevanza edilizia e perché si ritiene preferibile garantire maggiore flessibilità. Per la medesima ragione non si ritiene ammissibile la proposta di vincolare la destinazione a attrezzature sportive.

    LP

    Vorrei fare riferimento al documento preparatorio del Piano Urbanistico Generale denominato “Verso il documento strategico” del Luglio 2022. Nel capitolo “IL SISTEMA INSEDIATIVO” al paragrafo 4 “Gli ambiti di rigenerazione”, relativamente agli Ambiti di rigenerazione con PUA pregressi non attuati, compare una scheda (numero 72) inerente al sito sul quale sorgeva l’ex stabilimento Cerestar, in via Luigi Turchi, 13.  L’azienda in questione ha cessato l’attività alla fine degli anni novanta e da allora il sito è rimasto abbandonato.
    La mancanza di interesse da parte della nuova società proprietaria ha reso possibile da un lato la nascita e la crescita di numerosi alberi diventati ormai adulti di notevoli
    dimensioni e dall’altro la formazione di impressionanti cumuli di rifiuti di ogni tipo sversati da cittadini stranieri che bivaccano nei capannoni e che sono stati rimossi solamente grazie all’intervento di alcuni ambientalisti volontari. Chiedo che quest’area sia oggetto di un piano di rigenerazione, di riforestazione urbana e che venga creata una scheda relativa al progetto di recupero dell’area.

    NON ACCOGLIBILE

    Premesso che l’area è oggetto di PUA vigente le cui previsioni hanno piena efficacia fino a che mantiene validità la relativa convenzione urbanistica, il PUG ha individuato il complesso come TUD (Tessuti urbani dismessi, sottoutilizzati o interstiziali da rigenerare) da attuare con la disciplina prevista all’Art. 23 ed in coerenza con le indicazioni del Progetto Guida 1 “La direttrice dell’innovazione produttiva ed energetica lungo il canale Boicelli”. Per quanto sopra, si ritiene che per l’area oggetto di osservazione il PUG stabilisca indirizzi e regole prescrittive per la sua rigenerazione, pertanto si conferma tale previsione urbanistica.

    MCS Si propone la valorizazione del Po di Primario come infrastruttura verde e blu. PARZIALMENTE ACCOGLIBILE
    Nelle strategie del PUG (cfr. Disciplina, art. 10 e 11 ed elaborato S1), il Po di Primaro è oggetto di azioni progettuali finalizzate alla sua qualificazione e fruizione sostenibile, soprattutto basata sulla ciclopedonalità, come richiesto. La via Ravenna è uno dei  tracciati strutturanti della viabilità facenti parte della rete delle infrastrutture verdi e blu, da qualificare dal punto di vista funzionale
    ed eco-pesaggistico (cfr. elaborato S1) e pertanto dovrà essere interessata anche dal migliormaento delle condizioni di fruizione e di sicurezza soprattutto nel tratto urbano a nord dell’incrocio con via Wagner. L’osservazione risulta quindi già soddisfatta dal PUG assunto.

    MM1

    OSSERVAZIONI AL PIANO URBANISTICO DEL COMUNE DI FERRARA
    per LA ZONA EST – Criticità Ambientali

    PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Si precisa che il PUG assunto contiene tra i suoli elaborati: • la tav. QC.5.5.2a “Carta degli allagamenti da forti piogge”, che riporta una mappatura empirica delle aree urbane che vanno in sofferenza idraulica in occasione di forti piogge partire dalle segnalazioni pervenute alla Protezione Civile, ai del Vigili del Fuoco e nella pagina segnalazioni del portale web del Comune, negli anni 2017-2019 e in occasione del fortunale dell’agosto 2022, integrata con le risultanze di uno studio effettuato da Hera, nel quale sono individuate aree che tendono ad allagarsi con eventi di 30, 50 e 80 mm di pioggia; • l’elaborato sullo stato della rete fognaria 6.3.3b, redatto in accordo con Servizio ambiente e Ente gestore delle reti; • le schede e le tavole dei vincoli (Tdv2 , vincoli da 79 a 84) che recepisce il PAI e il PGRA, definendo vincoli più prescrittivi delle norme di settore. In ogni caso, si propone di aggiornare l’elaborato SL1 “Strategie Locali | Parti della Città centrale” individuando l’ambito oggetto di osservazione tra gli “areali urbani con criticità di gestione delle acque meteoriche” (sintesi degli elementi di forza e debolezza) inoltre si propone di aggiungere tra le strategie locali della parte di città, la risoluzione dei problemi di allagamento e di gestione delle acque meteoriche. In relazione alle indicazioni applicative relative agli scarichi, si rimanda alle indicazioni e prescrizioni del Regolamento Edilizio per gli interventi diretti (fatta salva la competenza in capo al servizio Ambiente e all’ente gestore), e alla fase di pianificazione attuativa per gli interventi indiretti (AO/PAIP)

    MM1

    LA TAVOLA Q-5-10 SITI CONTAMINATI RIPORTA IN ZONA EST TRA LO SCOLO DI SAN ROCCO A NORD E VIA CONTARDO D’ESTE UN’AREA CON “PROCEDIMENTO DI BONIFICA IN CORSO PER ACCERTATO SUPERAMENTO DELLE CONCENTRAZIONI DI RISCHI” CAMPITO IN ARANCIONE. ESSENDO PARTE DI TALE AREA STATA ADIBITA A DISCARICA DI RSU DEL COMUNE DI FERRARA, NON RISULTA NESSUNA PERIMETRAZIONE DELLA TAVOLA S2 DELLO SQUEA

    ACCOGLIBILE

    Si propone di accogliere l’osservazione integrando la Tav. S1 “Infrastrutture di paesaggio verdi e blu e della mobilità”

    MM1

    Amici della Terra

    Si rileva che nella tav. del Quadro Conoscitivo QC_5_10 (Siti contaminati) l’area a sud di via Contardo d’Este (Ex Cogef) è
    indicata come contaminazione in corso di accertamento

    ACCOGLIBILE

    Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante, si precisa che a ottobre 2023 si è concluso il procedimento di bonifica con
    limitazioni d’uso alle sole attività terziarie/produttive. Per quanto sopra, si propone di aggiornare la tavola dei vincoli (TDV2) e la
    tavola del del Quadro Conoscitivo QC_5_10 (Siti contaminati).
    Si provvede inoltre ad integrare la scheda progettuale d’ambito “Ex Cogef”, inserendo come condizione di sostenibilità che ogni
    intervento previsto dovrà essere coerente con quanto previsto dal provvedimento di conclusione del procedimento di bonifica e
    dovrà in ogni caso essere concordato con il servizio Ambiente.

    MM2

    l campo sportivo e l’ area di riequilibrio ecologico, posti di fronte alle abitazioni di Via dei Gerani, son prive di canale di scolo delle precipitazioni meteoriche. problema segnalato e riconosciuto dal Comune da tempo. Si chiede la realizzazione di un sistema per lo smaltimento delle acque che non scarichi sulla rete fognaria della via che ha problemi di evacuazione riscontrati e dichiarati da Hera e Comune.

    PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Premesso che l’osservazione presuppone l’approfondimento di temi specifici che necessitano di una scala di maggior dettaglio rispetto a quella del piano urbanistico generale, da sviluppare nell’ambito di piani, programmi e progetti di attuazione del PUG, del piano triennale delle opere pubbliche e del piano investimenti dell’Ente gestore, si propone di aggiornare l’elaborato SL1 “Strategie Locali | Parti della Città centrale” individuando l’ambito oggetto di osservazione tra gli “areali urbani con criticità di gestione delle acque meteoriche” (sintesi degli elementi di forza e debolezza); inoltre si propone di aggiungere tra le strategie locali della parte di città, la risoluzione dei problemi di allagamento e di gestione delle acque meteoriche.

    MM2

    La rete fognaria di Via dei Gerani ha problemi di smaltimento delle precipitazioni meteoriche, causando frequenti allagamenti delle abitazioni della via. Si chiede il suo collegamento con i canali di scolo della bonifica presenti nella vicinanze o la realizzazione di aree di accumulo delle precipitazioni per evitare gli allagamenti.

    PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Premesso che l’osservazione presuppone l’approfondimento di temi specifici che necessitano di una scala di maggior dettaglio rispetto a quella del piano urbanistico generale, da sviluppare nell’ambito di piani, programmi e progetti di attuazione del PUG, del piano triennale delle opere pubbliche e del piano investimenti dell’Ente gestore, si propone di aggiornare l’elaborato SL1 “Strategie Locali | Parti della Città centrale” individuando l’ambito oggetto di osservazione tra gli “areali urbani con criticità di gestione delle acque meteoriche” (sintesi degli elementi di forza e debolezza); inoltre si propone di aggiungere tra le strategie locali della parte di città, la risoluzione dei problemi di allagamento e di gestione delle acque meteoriche.

    PF

    IL LOTTO DI TERRENO FOGLIO 136 MAPPALE 1054 RISULTA AREA RESIDENZIALE. SI CHIEDE CHE SIA DESTINATO A VERDE COME PRIMA DEL CAMBIO DI DESTINAZIONE D’USO AVVENUTO IN DATA 10/06/2013 SENZA CHE FOSSE SEGUITA LA PROCEDURA CORETTA, DAL MOMENTO CHE VENIVA ACCOLTA UNA OSSERVAZIONE DA PARTE DELLA SOCIETA’ LA NUOVA RESIDENZA CON MOTIVAZIONE DI ERRORE TECNICO MATERIALE SENZA CHE VI FOSSE CORRISPETTIVA ISTRUTTORIA TECNICA A DOCUMENTAZIONE DELL’ERRORE. INOLTRE IL TERRENO DOVEVA ESSERE CEDUTO AL COMUNE  SECONDO UN ATTO D’OBBLIGO CUI LA PROPRIETA’ NON HA MAI FATTO FEDE. SI SEGNALA DANNO ERAIALE ANCHE PER LO SFALCIO DEL VERDE  EFFETTUATO A CARICO DEL COMUNE ANCHE DOPO LA TRASFORMAZIONE A RESIDENZIALE DEL 2013 E FINO AL SETTEMBRE 2019 COMPROVATO DA DOCUMENTAZIONE IN POSSESSO DELLA SCRIVENETE E REDATTA DA UFFICIO VERDE COMUNALE. SI SEGNALA INOLTRE CHE SUL LOTTO INSISTE UNA SERVITU’ DI PASSAGGIO TUTTORA VALIDA COME ILLUSTRATO IN ISTANZA ALLEGATA DAL MOMENTO CHE IL PRIVATO NON HA MAI CEDUTO L’AREA. RISULTANO INOLTRE PRESENTI 10 CANCELLINI REGOLARMENTE CONCESSIONATI RETROSTANTI LE ABITAZIONI COMPRESE TRA I CIVICI 20 E 28 DI VIA FAVERO CHE  ACCEDONO ALL’AREA IN QUESTIONE CONFERMANDO LA NECESSARIA DESTINAZIONE D’USO AD ASC DEL LOTTO PER LA TUTELA DELLA COLLETTIVITA’.

    NON ACCOGLIBILE

    Premesso che trattasi di lotto inedificato classificato nel RUE vigente tra gli insediamenti prevalentemente residenziali (aree a
    media densità), considerato che sull’area oggetto di osservazione è stato rilasciato un Permesso di costruire per la realizzazione
    di un edificio composto da due corpi di fabbrica bifamiliari, si propone di confermare la destinazione urbanistica assegnata dal
    PUG assunto di TUM (tessuti urbani consolidati a media densità). Pertanto l’osservazione non è meritevole di accoglimento.

    RB

    Le tavole presenti nel QC_5_5_3a e nel QC_5_5_3b_bis ( pag 131-134) indicano come permeabili aree asfaltate

    PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Con riferimento agli elaborati del QC riguardanti la permeabilità dei suoli, si precisa che l’elaborato QC.5.5.3b.bis “Schede permeabilità – Metodo delle Unità Minime”, ora rinominato in QC.5.5.4, aggiorna e dettaglia la tavola QC.5.5.3a. In particolare, le valutazioni fatte nelle cartografie si basano su dati che hanno un livello di dettaglio/approsimazione calibrato sulla scala urbanistica di restituzione degli elaborati. Riguardo le aree segnalate nell’osservazione, riferite al paragrafo UM-175, si precisa che il parcheggio a servizio del centro anziani di via del Melo e l’abitazione di via Frutteti sono già individuate in cartografia come non permeabili, mentre la piccola area asfaltata di via del Melo ha una superficie esigua nell’unità minima che in generale non inficia la valutazione complessiva e le indicazioni necessarie per la discipina e la Valsat.

    RB

    Nelle SCHEDE NORMATIVE V0, TAVOLA DEI VINCOLI TDV1, punto 68, Impianti  fissi per telefonia mobile: “Per tali impianti si rinvia al Regolamento per l’installazione di impianti di telefonia mobile (ABROGATO) ed al nuovo Regolamento “Piano comunale per la localizzazione degli impianti fissi di telefonia mobile” adottato ( MA NON APPROVATO) “. In sostanza si rimanda a Regole prescrittive, limiti e condizionamenti non vigenti.

    PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Con riferimento alle schede dei vincoli, si propone di riformulare il punto n. 68 “impianti fissi per la telefonia mobile” come segue: “Per tali impianti si rinvia al Regolamento comunale per l’installazione di impianti di telefonia mobile e alle normative nazionali e regionali di settore”

    RB

    L’EX-IDROVORA DI VIA CALDIROLO E’ UN AMBITO PUBBLICO DEGRADATO, ABBANDONATO, SOTTOUTILIZZATO DI CUI MANCA NEL PUG UNA SCHEDA PER LA SUA RIGENERAZIONE CON INDIRIZZI DI TRASFORMAZIONE.

    PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante, si precisa che il PUG riconosce la potenzialità strategica del complesso ex idrovora di via Caldirolo, difatti: • è inserito nella ricognizione degli Ambiti degradati, dismessi, sottoutilizzati (QC.6.5) • la sua rigenerazione è inserita nell’ambito del Progetto Guida 4 “La cintura verde del parco delle Mura” e recepita nella scheda SL1 relativa al Centro storico • la tavola “usi e modalità di intervento” la classifica come area per Attrezzature e spazi collettivi. La scelta di non inserire una scheda d’ambito è motivata dalla volontà di garantire maggiore flessibilità a un intervento di interesse pubblico già inquadrato nella strategia di Piano di valorizzazione del Parco delle Mura e delle sue relazioni con la città.

    RB

    Con riferimento alla SL1 riferita alla cosiddetta Zona Est dove si elencano alcuni elementi di debolezza e di forza relativi alla mobilità e accessibilità dove non si evidenziano la gravità di alcune criticità. 1-Congestionamento del traffico in Via Caldirolo e sua pericolosità per ciclisti e pedoni. 2-Discontinuità e carenza percorsi ciclabili sia interni sia di collegamento il Centro Storico 3-Scarsi collegamenti con il parco delle Mura 4-Criticità collegamenti via Frutteti-Piazzale San Giovanni 5-Criticità collegamenti via Frutteti-rotatoria Piazzale Medaglie d’Oro 6-Scarsa copertura TPL

    PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante, si formula la seguente controdeduzione: 1) Si evidenzia che la SL1 già prevede la ricucitura dei collegamenti ciclabili nord-sud all’interno della parte di città (via Frutteti, via Turchi, via del Melo) e altresì prevede l’incremento dei collegamenti est-ovest con il Centro Storico (Progetto Guida 4) e quindi anche con il circuito ciclabile esistente sul vallo. La realizzazione di una ciclabile dedicata lungo via Caldirolo risulta scarsamente praticabile per le sue caratteristiche fisiche e la sua classificazione quale strada urbana di scorrimento. 2), 3) Si ritiene opportuno inserire il tratto di via Zanardi e di via Frutteti tra le criticità della rete ciclabile ma si rimandano gli aspetti progettuali di dettaglio agli strumenti attuativi del PUG, ai piani settoriali (PUMS) e alla programmazione delle OOPP. 4), 5), 6) Si precisa che per mero errore materiale lo schema relativo alla strategia locale 2 del quartiere riporta in legenda la dicitura “Rete ciclabile esistente” volendo invece rappresentare sia i tratti esistenti che quelli di progetto (per la distinzione si rimanda allo schema riportato nel paragrafo relativo all’analisi diagnostica). Gli aspetti progettuali di dettaglio sono demandati agli strumenti attuativi del PUG, ai piani settoriali (PUMS) e alla programmazione delle OOPP. Si precisa inoltre che gli schemi strategici hanno carattere ideogrammatico, e pertanto i collegamenti con il vallo della Mura in direzione est-ovest non vanno interpretati come localizzazioni uniche e definitive. 7) Si conferma la diagnosi che ritiene buona la copertura geografica delle linee urbane, non è invece competenza del PUG entrare nel merito di aspetti gestionali del servizio quali la frequenza delle corse e la composizione della flotta.

    RB

    Via Caldirolo , via Gramicia e via Bacchelli in quanto strade carrabili intorno alle mura, nella proposta di PUG sono ” da qualificare con forestazione lineare, spazi della mobilità sostenibile e potenziamento dei sistemi di drenaggio delle acque superficiali”. Non si pone in evidenza il carattere panoramico e paesaggistico di queste strade, meta di migliaia di turisti che le percorrono in auto o pullman per ammirare le Mura. Il PUG dovrebbe fissare i vincoli delle strade panoramiche o di rilievo paesaggistico sulle carrabili da cui si possono ammirare le Mura ed anche una eventuale forestazione dovrebbe essere accompagnata da uno studio adeguato per verificare l’impatto della trasformazione rispetto ai punti di vista della viabilità panoramica

    NON ACCOGLIBILE

    Premesso che: a) le strade di rilievo paesaggistico sono individuate dal PUG su percorsi della mobilità lenta più funzionali alla fruizione del paesaggio e ad un uso ricreativo e turistico del territorio, b) le strade panoramiche sono infrastrutture lineari del paesaggio derivanti dagli strumenti di pianificazione sovraordinata (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale), la proposta formulata dall’osservante non è accoglibile in quanto via Caldirolo, via Gramicia, via Bacchelli si configurano come strade di scorrimento urbano, mediamente trafficate. L’osservazione non è coerente con lo stato di fatto, le caratteristiche funzionali delle strade ed il loro contesto urbanistico e paesaggistico.

     

     

    ASSEMBLEA PUBBLICA “INSIEME PER UNA NUOVA VISIONE DI CITTA’ “

    Il Forum Ferrara Partecipata intende aprire una nuova fase di confronto e collaborazione con tutti i soggetti interessati a costruire un’idea alternativa di città e ad operare insieme per una nuova visione di città orientata al contrasto alla crisi climatica e sociale.

     Il Forum, come è noto, è nato per contrastare il progetto FERIS che perseguiva interessi privati e non di pubblica utilità, e ha sviluppato il proprio percorso elaborando proposte per disegnare la Ferrara del futuro, indicando priorità e contenuti alternativi a quelli sino ad ora messi in campo.
    In particolare sono stati messi a fuoco i temi della democrazia partecipativa, della transizione e conversione ecologica, dei beni comuni, di un modello sociale giusto e inclusivo. Le proposte formulate sono state raccolte in un documento reperibile sul nostro sito (qui) ed è stata inoltre evidenziata la necessità di elaborare una visione di città che ponga al centro lo sguardo delle donne.
     Abbiamo tentato di dare voce a questi contenuti anche nel corso dell’ultima campagna elettorale amministrativa, pur in un contesto non troppo attento a discutere del futuro di Ferrara.
     Ora vogliamo dare avvio ad un percorso che riprenda quei temi e li selezioni in base alle priorità che devono essere affrontate in tempi brevi.
    Le questioni che appaiono più urgenti e su cui pensiamo sia utile formare gruppi di lavoro sono: – la mobilità in un’ottica di conversione ecologica della città – la pubblicizzazione e le politiche della gestione dei rifiuti in una prospettiva di affermazione dei beni comuni – una trama verde per la città in una logica di contrasto al cambiamento climatico.
    Riteniamo importante unire tutte le forze e coinvolgere tutti coloro che in città avvertono l’importanza di questi temi e le proposte di fondo che abbiamo elaborato in proposito.
     Invitiamo a lavorare in tal senso tutte le associazioni, le realtà sociali e le forze politiche interessate, ferma restando, ovviamente, l’autonomia reciproca fra soggetti sociali e rappresentanza politica.
    Vi invitiamo a partecipare all’ASSEMBLEA PUBBLICA “INSIEME PER UNA NUOVA VISIONE DI CITTA’ “, martedì 26 novembre dalle ore 17,30 alle 20, presso la Parrocchia di San Giacomo (via Arginone 157)
    Introdurrà Alessandra Guidorzi del Forum Ferrara Partecipata; seguiranno tre brevi comunicazioni sui temi sopra elencati ( Francesca Cigala su Mobilità; Corrado Oddi su Rifiuti e beni comuni; Romeo Farinella su Trama verde per la città ). Seguirà la discussione per un confronto fra le diverse realtà.
    L’assemblea non vuole essere semplicemente un momento di scambio di punti di vista e opinioni quanto piuttosto un’occasione di verifica dell’impegno che ciascun attore intende mettere in campo a partire dalle proposte avanzate e dalla disponibilità a partecipare ai tre gruppi di lavoro.
     Sul tema di una nuova visione di città secondo lo sguardo delle donne, si è formato ed è già operativo il gruppo di lavoro allargato “ Ferrara, le donne e la città “ e chi fosse interessata a parteciparvi può prendere contatto tramite le nostre mail.
     Contando sul vostro interesse, inviamo un cordiale saluto.
    IL FORUM FERRARA PARTECIPATA

    Il REPORT 2023 DI ARPAE ER SULLA GESTIONE DEI RIFIUTI IN REGIONE

    1. Come già apparso sulla stampa nei giorni passati, il Report 2023 sulla gestione
    dei rifiuti in regione redatto da Arpae ER 2023, riferito ai dati consuntivi 2022,
    fornisce alcune indicazioni utili sul tema. Va, però, innanzitutto detto che i dati sono
    aggregati sulla base delle singole province e, quindi, non possono essere considerati
    come assolutamente indicativi per il Comune di Ferrara che, come noto, ha una
    gestione specifica affidata, sia pure in proroga, ad Hera.
    In ogni caso, possiamo lì ritrovare alcuni elementi significativi dei risultati 2022
    anche per il territorio ferrarese, di cui almeno 3 pensiamo valga la pena vengano
    segnalati:
    – un buon risultato per quanto riguarda la raccolta differenziata, che vede la
    provincia di Ferrara, con il 77% sul totale dei rifiuti urbani, sia pure in lieve calo
    dello 0,4% rispetto al 2021, sempre al 3° posto nella classifica delle province in
    regione, come nel 2021 e comunque al di sopra della media regionale che si attesta al
    74%;
    – un risultato discreto per quanto riguarda la produzione dei rifiuti urbani, per
    cui la provincia di Ferrara si colloca sempre al 4° posto in regione con 615
    kg/abitante, la stessa quantità prodotta nel 2021, una situazione di poco inferiore alla
    media regionale che nel 2022 è stata pari a 628 kg/abitantei;
    – un risultato decisamente negativo per quanto riguarda il costo del servizio, che
    vede la nostra provincia nel 2022 al penultimo posto in regione, con un livello di
    241€/abitante, inferiore solo a quello di Rimini, pari a 280 €/abitante, mentre la
    media regionale è di 213 €/abitante. Situazione analoga a quella del 2021, dove i
    numeri erano rispettivamente di 253, 282 e 223 €/abitante. In tema di costi, poi, il
    Report Arpae 2023 affronta la questione anche guardando alla situazione delle
    singole gestioni, e qui si trovano alcuni dati specifici relativi al Comune di Ferrara,
    visto che ha una gestione apposita da parte di Hera. In particolare, è possibile
    rilevare che il costo annuo procapite per gli abitanti di Ferrara è di 217 €, 12°
    posto peggiore tra i 19 ambiti di gestione presenti in regione.
    Questo breve excursus ci serve anche per dire che siamo in presenza di una
    situazione sostanzialmente stabile in regione e nella provincia di Ferrara tra il
    2021 e il 2022, ragionamento che torna utile per l’approfondimento che svolgiamo
    subito di seguito.

     

    DOCUMENTO COMPLETO IN PDF: Rifiuti non riciclati, produzione rifiuti, RD a Ferrara e in regione

    PER LA RIPUBBLICIZZAZIONE DEL SERVIZIO DI GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI NEL COMUNE DI FERRARA – Rete Giustizia Climatica

    Gli obiettivi di fondo delle politiche dei rifiuti
    E’ ormai da lungo tempo che sono chiari e, almeno sulla carta, sanciti i principi di
    fondo cui attenersi per attuare una buona politica del ciclo dei rifiuti. Parlo delle
    famose 4R ( riduzione, riuso, riciclaggio e recupero), che ispira la normativa
    europea e la stessa legislazione italiana, che fissa sin dal Codice ambientale del
    2006 la gerarchia della gestione dei rifiuti1
    .

    Accanto a questi riferimenti, si è andata sempre più affermando l’idea – anche
    questa, a parole, accettata e sostenuta dall’insieme dei soggetti che si occupano di
    politica dei rifiuti- che si tratta di passare ad un sistema di economia circolare,
    abbandonando quella di tipo lineare. Insomma, di lasciare da parte lo schema
    “produzione- consumo-scarto” per assumere, invece, l’ottica che anche lo scarto sia
    quanto più ridotto possibile e diventi esso stesso risorsa. Come ha scritto la Direzione
    Generale del Parlamento Europeo, “ l’economia circolare è un modello di produzione
    e consumo che implica condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione,
    ricondizionamento e riciclo dei materiali e prodotti esistenti il più a lungo possibile.
    In questo modo si estende il ciclo di vita dei prodotti, contribuendo a ridurre i rifiuti
    al minimo. Una volta che il prodotto ha terminato la sua funzione, i materiali di cui è
    composto vengono infatti reintrodotti, laddove possibile, nel ciclo economico. Così si
    possono continuamente riutilizzare all’interno del ciclo produttivo generando
    ulteriore valore”…….

     

    DOCUMENTO COMPLETO IN PDF : Per la ripubblicizzazione PDF

    “Insieme per trasformare Ferrara in una città a misura di donna”

    Il Forum Ferrara Partecipata promuove un convegno per trasformare Ferrara in una città più inclusiva ed equa, con una prospettiva femminile e femminista.

    Trasformare Ferrara in una città a misura di donna più inclusiva ed equa. Il Forum Ferrara Partecipata lancia un nuovo appuntamento pubblico attraverso un convegno tematico. Si tratterà di un’occasione per una riflessione sugli spazi urbani attraverso una prospettiva femminile e femminista. L’evento è in programma giovedì 3 ottobre alle 17; il titolo sarà ‘La visione delle donne per trasformare Ferrara in una città delle pari opportunità’ e si terrà nella sala Sinodale della parrocchia di San Giacomo Apostolo, in via Arginone. Un’iniziativa presentata dalle rappresentanti del neo gruppo ‘Ferrara, le donne e la città’ al Centro Documentazione Donna. Ad aprire l’evento saranno Alessandra Guidorzi del Forum Ferrara Partecipata e Laura Calafà, docente di Diritto del lavoro all’Università di Verona. All’incontro interverranno due esperte Chiara Belingardi, ricercatrice dell’Università di Firenze e co-autrice del libro ‘La libertà è una passeggiata. Donne e spazi urbani tra violenza strutturale e autodeterminazione’ e Antonella Parigi, co-fondatrice della scuola Holden, presidente dell’associazione ‘Torino città per le donne’ e assessora alla cultura, pari opportunità, turismo della città di Moncalieri. In questa occasione, nascerà ufficialmente il gruppo ‘Ferrara, le donne e la città’, che si propone di continuare il lavoro avviato dal Forum, impegnato nella progettazione di una trasformazione urbana che sia più inclusiva e accogliente, superando quelle barriere fisiche, economiche e simboliche che limitano la vita quotidiana delle donne. “Diverse città hanno già integrato- hanno spiegato le referenti del gruppo – la parità di genere nelle loro politiche urbane, un modello che il gruppo vuole ora esplorare e fare proprio. L’obiettivo di elaborare un nuovo modello di città che superi i limiti attuali basati sul valore immobiliare e sulle strutture produttive del secolo scorso, favorendo la giustizia sociale ed ecologica. La crisi climatica e le diseguaglianze sociali richiedono una nuova visione urbana che metta al centro la sostenibilità e il bene comune. Lo sguardo delle donne sulla città – concludono le organizzatrici – può dare un grande contributo a cambiare il pensiero sulla città stessa ed immaginare nuovi spazi e modi di vivere insieme”.

    “La visione delle donne per trasformare Ferrara”

    Il Forum Ferrara Partecipata lancia un nuovo appuntamento pubblico aperto alla cittadinanza sul tema delle pari opportunità, con l’obbiettivo di rendere la città sempre più inclusiva ed equa

    Presso il Centro di Documentazione Donna è stata presentata la nuova iniziativa ideata dal Forum Ferrara Partecipata, associazione da sempre impegnata nel coinvolgere i cittadini nelle scelte che riguardano il futuro del territorio comunale in tema di rigenerazione e organizzazione urbana.

    L’evento dal titolo “La visione delle donne per trasformare Ferrara in una città delle pari opportunità. Cambiare le città per cambiare il mondo” si terrà Giovedì 3 ottobre presso la Sala Sinodale della Parrocchia di San Giacomo Apostolo alle ore 17. All’incontro interverranno Chiara Belingardi, ricercatrice dell’Università di Firenze, co-autrice del libro “La libertà è una passeggiata. Donne e spazi urbani tra violenza strutturale e autodeterminazione” e Antonella Parigi, co-fondatrice della Scuola Holden, presidente dell’associazione “Torino città per le donne” e Assessora alla Cultura, Pari Opportunità, Turismo della città di Moncalieri. In apertura all’evento interverranno Alessandra Guidorzi del Forum Ferrara Partecipata e Laura Calafà, docente di Diritto del lavoro all’Università di Verona.

    (La location è stata scelta in quanto, al momento, a Ferrara non si dispone di sale pubbliche e gratuite per dare spazio alle associazioni. La parrocchia, invece, ha messo a disposizione uno spazio a titolo gratuito per far sì che l’evento abbia luogo).

    Durante questo evento nascerà in modo ufficiale il gruppo “Ferrara, le donne e la città”, che ha come obbiettivo quello di proseguire il lavoro avviato dal Forum per rendere la città di Ferrara sempre più inclusiva ed accogliente, abbattendo tutte le barriere che limitano la vita quotidiana di tutti i cittadini e in particolar modo delle donne.

    Paola Gatti, membro del nuovo gruppo “Ferrara, le donne e la città”, ha voluto mettere in evidenza che: “La città può essere osservata anche dal punto di vista delle donne; la città non è neutra ma è stata costruita da uomini sulla base delle loro necessità: una città rapida e veloce a misura di consumo e produzione. Le donne hanno una visione integrale della società e del mondo e, perciò, vanno ascoltate e devono avere la possibilità di esprimere le loro necessità. Il nostro obbiettivo è ottenere una democrazia partecipata”.

    “Vogliamo creare delle proposte concrete da fornire all’amministrazione per cambiare la città in un tempo breve e non in un futuro lontano”, ha precisato Francesca Cigala Fulgosi, membro attivo del nuovo gruppo. “La crisi climatica e sociale che stiamo vivendo ha necessità di un cambiamento immediato che può avere origine dal pensiero creativo femminile, unendo ecologia, crisi sociale e giustizia in un’ottica femminile e femminista. Vogliamo dei fatti concreti”.

    Caterina Sateriale, altro membro della nuova associazione, ha voluto portare come esempio l’iniziativa proposta dalla città di Bologna per coinvolgere le donne nella vita e nella gestione della città: “è stata promossa dal comune di Bologna un’indagine sulle esigenze delle donne a 360°, attraverso un questionario che è stato distribuito alle cittadine. Dobbiamo prendere esempio da queste iniziative vicine a noi”.

    L’invito all’incontro è rivolto a tutti i cittadini e alle forze politiche interessate a confrontarsi e a collaborare per la costruzione di una Ferrara che possa diventare un modello di convivenza urbana più equo, vivibile e sostenibile.

    Trasformare Ferrara in una città delle pari opportunità, convegno 3 ottobre. La visione delle donne.

    Continua la riflessione del Gruppo Ferrara, le donne e la città”, nato all’interno del Forum città partecipata, sugli spazi della città visti in un’ottica femminile e femminista. Dopo il primo incontro pubblico dell’8 maggio scorso, l’appuntamento con la città è il convegno del 3 ottobre dal titolo “La visione delle donne per trasformare Ferrara in una città delle pari opportunità”, che si svolgerà presso la Sala Sinodale della Parrocchia di S. Giacomo apostolo a partire dalle ore 17. Dopo l’introduzione di Alessandra Guidorzi del Forum Ferrara Partecipata e i saluti di Laura Calafà, Ordinaria di Diritto del lavoro, Università di Verona, interverranno Chiara Belingardi, ricercatrice, master “Città di genere”.Co-autrice de “La libertà è una passeggiata. Donne e spazi urbani tra violenza strutturale e autodeterminazione “ a cura di C. Belingardi, F. Castelli, S. Olcuire, e Antonella Parigi, co-fondatrice Scuola Holden, Presidente “Torino città per le donne” ,Assessora alla Cultura, Pari Opportunità, Turismo della città di Moncalieri .

    Con questo secondo incontro pubblico “ Ferrara, le donne e la città” riprendono il dibattito sulla città a misura di donna, come nuovo modello urbanistico e culturale, paradigma di un nuovo modo di vivere insieme. “Per questo, dicono,  la città va ripensata nei suoi spazi pubblici, di vita, di lavoro e  di relazione, perché diventino accoglienti per tutte e per tutti.” Nel corso dell’incontro le relatrici porteranno  esperienze e riflessioni su come favorire il cambiamento prendendo spunto da città impegnate a promuovere l’integrazione di genere nelle politiche urbanistiche, sociali e culturali.

    Dal progetto di trasformazione urbana di Ferrara dal punto di vista delle donne:  la visione.

    “C’è bisogno di un pensiero alternativo e inedito sulla città e gli spazi.“ Si fa urgente una domanda di pensiero e di visioni nuove che mettano al centro le relazioni umane, i nessi tra le cose, il senso, l’immateriale, le connessioni tra saperi e discipline, gli ecosistemi, le reti, la biologia, i sensi” ( Elena Granata).

    L’emergenza climatica e la crisi ecologica e sociale in atto ci richiedono di reimmaginare le città. II modello attuale, basato sui valori immobiliari e sulle strutture produttive del secolo scorso, mostra limiti invalicabili. Per cambiare modello è indispensabile creare le condizioni per un’alternativa di giustizia sociale ed ecologica intrecciando il contrasto alla  crisi climatica con l’equità e la lotta alle diseguaglianze.

    Se l’urgenza, per una città più vivibile, è quella di ridurre ed eliminare le emissioni di gas serra, sappiamo che ciò sarà possibile solo tramite un processo sistemico che modifichi grandemente il nostro modo di produrre, consumare, abitare, instaurare relazioni sociali. Per farlo dobbiamo ripensare i sistemi nel loro insieme, abbandonando la visione del mondo solo economica liberista che governa le aree urbane  per passare a una visione ecologica, in grado di collegare le complesse dinamiche della vita quotidiana con la tutela dei beni comuni ( aria, acqua, suolo) e la garanzia dei servizi ai cittadini ( educazione, sanità, trasporti).

    Lo sguardo delle donne sulla città può dare un grande contributo a cambiare il pensiero sulla città stessa e immaginare  nuovi modi di vivere insieme

    Che fine hanno fatto il progetto per il futuro della ex Caserma e il Pug?

    Il Forum Ferrara Partecipata riafferma la necessità di un percorso partecipativo sul tema e chiede di rendere pubblico il risultato dello studio commissionato dal Comune

    Il 7 giugno scorso, prima delle elezioni che hanno visto riconfermato Alan Fabbri a sindaco di Ferrara, il Forum Ferrara partecipata ha svolto l’ultimo flash mob sotto lo scalone di Palazzo municipale per chiedere al sindaco di avviare un percorso partecipativo con la cittadinanza sul futuro dell’ex caserma Pozzuolo del Friuli.

    Erano passati 466 giorni dalla promessa, ufficializzata in Consiglio Comunale, di iniziare quel percorso partecipativo al fine di confrontarsi su una serie di proposte che anche il Forum aveva contribuito ad elaborare e messe nero su bianco su un libretto ( che si può trovare al seguente link https://ferrarapartecipata.it/wp-content/uploads/2023/06/20230601-UNA_CASERMA_PARTECIPATA_a_cura_del_Forum_Ferrara_Partecipata.pdf ) consegnato allo stesso sindaco all’indomani della bocciatura del progetto Feris.

    A fronte della nostra richiesta, anziché avviare il processo partecipativo con il coinvolgimento di cittadine e cittadini, associazioni, comitati, interessati, si è dato mandato alla prof.ssa Tamborrino del Politecnico di Torino di fare uno studio, le cui finalità non erano per nulla chiare, sul futuro della suddetta caserma. Come abbiamo comunicato allora, si trattava di una sospensione dei flash mob in attesa di capire gli orientamenti della nuova giunta che sarebbe risultata dalle imminenti elezioni.

    Pur essendo stato riconfermato il sindaco uscente e la giunta quasi nel suo complesso e, quindi, potendo benissimo immaginare quale potrà essere il risultato delle nostre richieste, riteniamo corretto, prima di riprendere le iniziative che riterremo opportune, richiedere alla nuova giunta cosa si vuole fare dell’ex caserma e riaffermare la nostra richiesta di avviare un percorso partecipativo che metta in campo le idee emerse in questi mesi. In particolare, riteniamo necessario che venga chiarito se sono intercorse novità rispetto al preliminare di vendita tra Cassa Depositi e Prestiti, proprietaria della caserma, e Ar.Co Lavori scaduto il 27/07/2024.

    Così come chiediamo di rendere pubblico il risultato dello studio (costato più di 18.000 euro di soldi pubblici) svolto dalla prof.ssa Tamborrino e quali considerazioni e ipotesi se ne sono tratte.

    Inoltre, ci pare non rinviabile che la cittadinanza sia informata dei tempi entro i quali si vuole discutere il PUG ( Piano Urbanistico Generale), con quali modalità e con quale relazione con i soggetti che hanno presentato osservazioni al riguardo.

    Vorremmo insomma rassicurare tutte quelle cittadine e quei cittadini, che ci hanno sostenuto nei lunghi mesi che ci hanno visto tutti i venerdì mattina sotto lo scalone e che hanno partecipato numerosi alla bella assemblea pubblica del 5 aprile sul piazzale di fronte al Duomo, che continua il nostro impegno e la nostra mobilitazione su questi punti e, più in generale, per un’idea della città del futuro: più partecipata, più sana, più verde, più vivibile per tutte e tutti.

    Forum Ferrara Partecipata

    Cambiare la città per cambiare il mondo. LA VISIONE DELLE DONNE PER TRASFORMARE FERRARA IN UNA CITTA’ DELLE PARI OPPORTUNITA’

    Con questo incontro nasce il gruppo ‘Ferrara, le donne e la città’ per proseguire la riflessione, avviata nel Forum, su una città a misura di donna, come paradigma di un nuovo modo urbanistico e culturale di vivere insieme. Gli spazi pubblici vanno ripensati per renderli accoglienti per tutte e tutti, superando le barriere fisiche, economiche e simboliche che ancora condizionano la vita quotidiana delle donne. Diverse città hanno già iniziato a integrare la parità di genere nelle politiche urbanistiche, sociali e culturali. Invitiamo cittadini e forze politiche a confrontarsi su questa visione di Ferrara che metta al centro lo sguardo delle donne, per un nuovo modello di convivenza e progettazione urbana.

    Saluti:

    Laura Calafà, Ordinaria di Diritto del lavoro, Università di Verona

    Introduce e coordina:

    Alessandra Guidorzi del Forum Ferrara Partecipata

    Intervengono:

    Chiara Belingardi, Ricercatrice, master “Città di genere”, coautrice di “La libertà è una passeggiata. Donne e spazi urbani tra violenza strutturale e autodeterminazione”

    Antonella Parigi, Presidente “Torino città per le donne”,Assessora alla Cultura e Pari Opportunità di Moncalieri

     

    PUG ed ex-caserma Pozzuolo del Friuli – Il Forum alla finestra

    Chiesto il percorso partecipato

    II futuro dell’ex caserma Pozzuolo del Friuli e il Pug. Sono i temi sui quali il Fo-rum Ferrara Partecipata chiede alla Giunta Fabbri di esplicitare le proprie intenzioni. «Il 17 giugno scorso – si legge in una nota -, prima delle elezioni che hanno visto riconfermato Alan Fabbri a sindaco di Ferrara, il Forum Ferrara partecipata ha svolto l’ultimo flash mob sotto lo scalone di Palazzo municipale per chiedere al sindaco di avviare un per-corso partecipativo con la cittadinanza sul futuro dell’ex caserma Pozzuolo del Friuli. Erano passati 466 giorni dalla promessa di iniziare quel percorso partecipativo al fine di confrontarsi su una serie di proposte che anche il Forum aveva contribuito ad elaborare e messe nero su bianco su un libretto». Percorso poi mai avviato mentre «si è dato mandato alla prof.ssa Tamborrino del Politecnico di Torino di fare uno studio, le cui finalità non erano per nulla chiare, sul futuro della suddetta caserma». Il Forum chiede conto di quello studio e chiede «alla nuova giunta cosa si vuole fare dell’ex caserma. In panico lare, riteniamo necessario che ‘ venga chiarito se sono intercorse novità rispetto al preliminare di vendita tra Cassa Depositi e Prestiti, proprietaria della caserma, e Ar.Co Lavori scaduto il 24 luglio. Inoltre, ci pare non rinviabile che la cittadinanza sia informata dei tempi entro i quali si vuole discutere il Pug, con quali modalità e con quale relazione con i soggetti che hanno presentato osservazioni al riguardo».

     

    Pozzuolo del Friuli, il Forum: “Che fine ha fatto il progetto per il futuro dell’ex caserma?”

    I componenti di ‘Ferrara Partecipata’ chiedono lumi sul Pug e sulla relazione di Tamborrino

    Riceviamo e pubblichiamo:

    “Il 7 giugno scorso, prima delle elezioni che hanno visto riconfermato Alan Fabbri a sindaco di Ferrara, il Forum Ferrara partecipata ha svolto l’ultimo flash mob sotto lo scalone di Palazzo municipale per chiedere al sindaco di avviare un percorso partecipativo con la cittadinanza sul futuro dell’ex caserma Pozzuolo del Friuli. Erano passati 466 giorni dalla promessa, ufficializzata in Consiglio Comunale, di iniziare quel percorso partecipativo al fine di confrontarsi su una serie di proposte che anche il Forum aveva contribuito ad elaborare e messe nero su bianco su un libretto consegnato allo stesso sindaco all’indomani della bocciatura del progetto Feris.
    A fronte della nostra richiesta, anziché avviare il processo partecipativo con il coinvolgimento di cittadine e cittadini, associazioni, comitati, interessati, si è dato mandato alla professoressa Tamborrino del Politecnico di Torino di fare uno studio, le cui finalità non erano per nulla chiare, sul futuro della suddetta caserma. Come abbiamo comunicato allora, si trattava di una sospensione dei flash mob in attesa di capire gli orientamenti della nuova giunta che sarebbe risultata dalle imminenti elezioni.
    Pur essendo stato riconfermato il sindaco uscente e la giunta quasi nel suo complesso e, quindi, potendo benissimo immaginare quale potrà essere il risultato delle nostre richieste, riteniamo corretto, prima di riprendere le iniziative che riterremo opportune, richiedere alla nuova giunta cosa si vuole fare dell’ex caserma e riaffermare la nostra richiesta di avviare un percorso partecipativo che metta in campo le idee emerse in questi mesi. In particolare, riteniamo necessario che venga chiarito se sono intercorse novità rispetto al preliminare di vendita tra Cassa Depositi e Prestiti, proprietaria della caserma, e ArCo Lavori scaduto il 27 luglio 2024. Così come chiediamo di rendere pubblico il risultato dello studio (costato più di 18mila euro di soldi pubblici) svolto da Tamborrino e quali considerazioni e ipotesi se ne sono tratte.
    Inoltre, ci pare non rinviabile che la cittadinanza sia informata dei tempi entro i quali si vuole discutere il Pug, con quali modalità e con quale relazione con i soggetti che hanno presentato osservazioni al riguardo. Vorremmo insomma rassicurare tutte quelle cittadine e quei cittadini, che ci hanno sostenuto nei lunghi mesi che ci hanno visto tutti i venerdì mattina sotto lo scalone e che hanno partecipato numerosi alla bella assemblea pubblica del 5 aprile sul piazzale di fronte al Duomo, che continua il nostro impegno e la nostra mobilitazione su questi punti e, più in generale, per un’idea della città del futuro: più partecipata, più sana, più verde, più vivibile per tutte e tutti”.
    Forum Ferrara Partecipata

    Sulla “nuova” piazza Travaglio il Forum critica il vicesindaco

    Ferrara Partecipata colpita negativamente dal progetto

    Il progetto di riqualificazione e trasformazione di piazza Travaglio recentemente annunciato dal vicesindaco Alessandro Balboni non trova positivo accoglimento da parte del Forum Ferrara Partecipata. A non essere particolarmente graditi sono i modi in cui è stato deciso l’intervento  -senza, appunto, la partecipazione- e gli obiettivi, ritenuti poco coraggiosi. «Avevamo salutato con favo-re il progetto Look Up», dice il Forum secondo il quale però, l’uscita di Balboni «ci lascia in-vece oltremodo perplessi non solo sul reale significato che l’amministrazione comunale intendeva dare alla “partecipa-zione”, giacché il percorso si è interrotto bruscamente in quanto i progetti sono stati de-finiti (fin dall’inizio?) nelle sedi ufficiali, ma anche sulla realizzazione del progetto stesso». Per il Forum si tratta «di una occasione mancata e poco coraggiosa». La rifunzionalizzazione della piazza – che «verrà migliorata per le funzioni già esistenti» – non è ciò che si attendeva il Forum, che non si appassiona alla prospettiva di metterci qualche albero, un tappeto verde e una pavimentazione drenante (associata a quella di piazza Cortevecchia, certamente problematica sotto questo punto di vista come è evidente a ogni pioggia). Male anche l’idea di fare dell’ex comando della Polizia municipale un parcheggio. Servirebbe «una vera sostituzione del trasporto privato con quello pubblico» e «sarebbe necessario istituire veri parcheggi scambiatori. Ci vuole coraggio ma anche una visione del futuro che questa amministrazione sembra non avere». •

    “Riqualificazione Piazza Travaglio, un’occasione mancata”

    Il Forum Ferrara Partecipata critica il vicesindaco Alessandro Balboni su partecipazione e bontà del progetto

    Abbiamo letto in questi giorni le dichiarazioni del vicesindaco Alessandro Balboni circa le modifiche che interesseranno la Piazza Travaglio da concludersi 2025.

    Come Forum Ferrara Partecipata avevamo salutato con favore il progetto Look Up che conseguentemente ad un accordo siglato tra Comune e Regione per l’Agenda trasformativa urbana dello sviluppo sostenibile per la città di Ferrara-Atuss, permette di disporre di significativi importi economici tesi a valorizzare spazi ed edifici pubblici.

    La nostra positiva attenzione è dimostrata dal fatto che abbiamo voluto partecipare attivamente ad alcuni incontri che, promossi dal Comune, dovevano agevolare la partecipazione di gruppi, associazioni e cittadini, per un effettivo coinvolgimento nel progetto.

    Questa recente uscita sulla stampa ci lascia invece oltremodo perplessi non solo sul reale significato che l’amministrazione comunale intendeva dare alla ‘partecipazione’, giacché il percorso si è interrotto bruscamente in quanto i progetti sono stati definiti (fin dall’inizio?) nelle sedi ufficiali, ma anche sulla realizzazione del progetto stesso.

    Ci sembra di capire dalla descrizione al momento un po’ vaga che ha fatto il vicesindaco che si tratti, ancora una volta, di una occasione mancata e poco coraggiosa.

    Leggiamo che la piazza Travaglio verrà ‘rifunzionalizzata’ cioè verrà migliorata per le funzioni già esistenti ed infatti viene ben specificato che il commercio ambulante (leggi soprattutto il mercato del lunedì) non subirà modifiche.

    Quindi è chiaro che, affinché i commercianti su area pubblica possano collocarsi come fanno ora con banchi e furgoni, invece di trovare una soluzione sostitutiva quale ad esempio il parcheggio Kennedy come avvenuto alcuni anni fa, non sarà possibile mettere in atto una effettiva trasformazione della piazza in cui trovi posto un polmone verde di cui tanto avrebbe bisogno la città per abbattere le polveri sottili che ci affliggono specialmente in inverno: infatti si legge che verranno piantati ‘alcuni alberi’.

    Non è invece chiaro che cosa si intende con ‘tappeto verde’(se fosse stato un prato si sarebbe usato questo termine) né quali parti della piazza interesserà. La pavimentazione ‘desigillata e impermeabilizzata’ sarà costituita da materiali ‘drenanti’ che ci riportano tristemente col pensiero ad altra piazza cittadina di recente ristrutturazione la cui assorbenza si è dimostrata molto lontana da essere tale!

    Infine dissentiamo totalmente dalla scelta di istituire un parcheggio sostitutivo sulla superficie dell’ex Comando della Polizia Locale all’inizio di via Bologna. Ci stupiamo che una vasta area di valore, in aderenza alle mura cittadine, debba essere sottoutilizzata nel modo oggi proposto, ed inoltre crediamo che la città non solo debba essere implementata di vegetazione, quella si drenante e necessaria per mitigare le ondate di calore e cercare di invertire il cambiamento climatico, ma debba vedere, in tempi ragionevoli, una vera sostituzione del trasporto privato con quello pubblico, elettrico e gratuito.

    Sarebbe necessario perciò istituire veri parcheggi scambiatori, cioè non a cento metri dal centro, come si stanno per realizzare, ma ad alcuni chilometri, sostituendoli con un efficiente e capillare sistema di trasporto pubblico.

    Ci vuole coraggio, dicevamo, ma anche una visione del futuro che, al momento questa amministrazione, ancorata a soluzioni novecentesche, sembra non avere.

    Per unire il centrosinistra serve una “fase costituente”

    La risposta del Forum Ferrara Partecipata alle considerazioni di Luciano Maragoni di Campo Democratico sui metodi, avanzati dal Forum, per aggregare le forze di centrosinistra

     

    Recentemente Luciano Marangoni, per conto di Campo Democratico, si è espresso su Estense.com in merito alle posizioni del Forum Ferrara Partecipata e della Rete Giustizia Climatica sulle azioni per aggregare le forze di centrosinistra. Di seguito il contributo al dialogo del Forum Ferrara Partecipata

    Abbiamo davanti cinque anni. Pensiamo sia necessario innanzitutto aprire una “fase costituente“, che veda protagonisti e coinvolti tutti i soggetti, siano essi forze politiche, associazioni, realtà di rappresentanza sociale e anche singole persone interessate ad elaborare un’idea di città adeguata ai bisogni dei
    cittadini e a un’evoluta idea dell’abitare, con la messa a punto di un progetto alternativo credibile, sia in termini complessivi che su aspetti più specifici e puntuali.

    Il rischio altrimenti è farsi dettare continuamente l’agenda politica dagli interessi di turno, siano essi politici o economici.

    Ovviamente questo non esimerà le singole forze politiche ad elaborare – questa volta con congruo anticipo – le proprie autonome scelte in termini di programmi, candidati e alleanze.

    A noi, a differenza di Marangoni, pare che mettere insieme tutte le energie presenti a Ferrara per delineare un’idea alternativa, in modo largo, trasparente e favorendo una grande partecipazione, sia proprio il modo migliore per evitare quelle derive, che son state il prodotto di quanto praticato sinora e che non ha certo portato a grandi risultati. E cioè il fatto di stare ciascuno dentro il proprio orticello, coltivando le proprie analisi e proposte, per arrivare solo in vicinanza delle scadenze elettorali a mettere insieme compromessi di basso profilo, decisi in consessi ristretti.

    Al contrario, occorre avere il coraggio di mettersi in discussione, avanzando in modo chiaro le proprie proposte e decidendo di sottoporle ad un’ampia discussione, che coinvolga tutte le persone che intendono battersi per aprire un’altra stagione a Ferrara.

    Noi, insieme a numerosi altri soggetti che in questi anni hanno continuato a prendersi cura della città, mettiamo a disposizione di tutti il nostro patrimonio di riflessioni e conoscenze elaborato con il contributo di esperti e l’analisi di casi a livello nazionale e internazionale.

    Sulle macro questioni sollevate da Marangoni come mobilità e ripubblicizzazione dei beni comuni (acqua e rifiuti) rimandiamo alla nostra generale proposta di visione di città al link https://ferrarapartecipata.it/documento-di-sintesi-delle-proposte/, al documento specifico su acqua e rifiuti al link https://drive.google.com/file/d/1WsPgCDZNuQg5VNczw3mvTQ8T1MQyP4Ej/view?usp=sharing e all’ampia documentazione presente nel sito al link https://ferrarapartecipata.it/

    Visione e contenuti per la Ferrara del futuro

    Campo Democratico propone il cashback per remunerare da parte di Hera i ferraresi che impiegano tempo per la raccolta differenziata

    Nell’intervento pubblicato da Estense.com il signor Corrado Oddi per conto del Forum Ferrara Partecipata e della Rete Giustizia Climatica propone due azioni concrete attorno alle quali aggregare le forze del centro sinistra per un prossimo programma di governo a Ferrara:

    1. eliminare (o forse solo ridurre drasticamente) la circolazione dei mezzi con motore termico in tutta l’area entro le mura, sostituendola con mezzi pubblici e biciclette;

    2. sfilare da Hera la gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani e il servizio di distribuzione dell’acqua potabile e trasferirli a una gestione diretta del Comune di Ferrara.

    Sul tema della mobilità, dice cautamente Oddi, bisognerebbe predisporre un progetto basato su dati chiari e studio del problema. Verissimo: soluzioni drastiche come quelle prospettate in premessa da Oddi ci sembrano più dettate da un a-priori ideologico (via le auto dalla città) e dalla mancanza di una seria analisi dei fabbisogni di mobilità espressi dai cittadini ferraresi, che da un approccio realistico e efficace al problema.

    Dato che si tratta (e su questo non vi sono dubbi) di un problema davvero complesso, politiche di riduzione del traffico privato motorizzato debbono essere compatibilizzate, oltre che con l’obiettivo di ridurre l’inquinamento, con le differenti caratteristiche della popolazione e i diversi bisogni di mobilità che questa esprime.

    Chi vive in città difficilmente si sposta in auto all’interno del centro storico ed usa già largamente i mezzi pubblici, la bici, i piedi, o i monopattini a seconda dell’età e delle condizioni di salute. Questo tipo di mobilità va indubbiamente incentivata e sostenuta, magari con una rete di precorsi protetti sulla viabilità minore che riservi gli assi viari fondamentali (Giovecca-Cavour, Porta Po-Porta Mare, corso Isonzo-Cittadella, e così via) al traffico motorizzato al quale sono peraltro già dedicati numerosi parcheggi per soste brevi o medie.

    Ma diversi di coloro che vivono in centro hanno ugualmente la necessità di spostarsi verso la periferia o il forese: per necessità di lavoro, per l’accesso ai grandi centri commerciali, per recarsi al Sant’Anna: questa tipologia di mobilità richiede normalmente l’uso dell’auto.

    Inoltre anche entro mura sono localizzate numerose ditte di artigiani di diversi mestieri: solitamente la loro attività professionale comporta l’utilizzo di un furgone attrezzato che non può essere abbandonato fuori mura.

    Vi sono poi tanti cittadini che abitano nelle numerose frazioni del forese che si recano in città (anche in centro) per lavoro o per l’accesso ai numerosi servizi pubblici e privati che ancora sono collocati dentro il perimetro murato.

    Per i dipendenti pubblici, o per chi ha orari predeterminati e costanti potrebbero essere funzionali i cosiddetti parcheggi di attestamento (lasci l’auto e prendi il bus-navetta); ma a ben vedere è già in gran parte così: basti guardare come sono densamente parcheggiate le zone periferiche, come ad esempio i piazzali interni dell’ex ospedale o via Orlando Furioso, dove il parcheggio è libero e da dove ci si sposta facilmente verso le diverse aree del centro. Soluzioni più radicali come i parcheggi scambiatori a est e ovest della città con un servizio frequente di navette verso il centro sono state proposte da decenni e mai realizzate per la scarsa efficienza e gli alti costi di gestione.

    Allora studiamo i flussi, la loro motivazione, le caratteristiche degli utenti, ma senza soluzioni predeterminate e di sapore un poco ideologico.

    Veniamo al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti di origine urbana; non condividiamo assolutamente l’ipotesi di riportarli a una gestione diretta del Comune: non solo per una ragione di costi (sono stati realizzati studi dall’esito incerto, ma tendenzialmente essi mostrano la convenienza della gestione affidata a un operatore specializzato) quanto per due altri motivi fondamentali.

    Il servizio di igiene urbana è parte di una filiera che non si esaurisce nella raccolta differenziata, nel trasporto dei rifiuti raccolti e nello spazzamento di strade e aree pubbliche: richiede tecnologie e soluzioni impiantistiche (selezione, trattamento, smaltimento differenziato) che richiedono investimenti, competenze gestionali e know-how tecnologici che si acquisiscono solo gestendo servizi su larga scala.

    Oltre a ciò la ripubblicizzazione in capo al Comune sarebbe possibile o attraverso una gestione in economia e in questo caso il Comune di Ferrara dovrebbe assumere centinaia di operatori, acquistare decine di automezzi specializzati e così via spendendo, oppure il Comune potrebbe ricorrere, magari costituendo una società ad hoc per la gestione, al massiccio decentramento produttivo dei servizi operativi, senza avere più le competenze imprenditoriali per gestire un tale massiccio affidamento di servizi e attività specialistiche a ditte private.

    Noi pensiamo che il Comune di Ferrara debba casomai rafforzare le proprie strutture tecnico-progettuali, innovare i servizi e le modalità di relazione con cittadini e imprese assumendo tecnici e personale ad alta professionalità anziché autisti e operatori ecologici.

    Vanno affrontate invece con Hera due questioni rilevantissime: la prima riguarda la qualità del servizio di igiene urbana erogato da Hera. Non basta fregiarsi di risultati eccelsi nella raccolta differenziata (ma inviteremmo a guardare nei cassonetti per verificare quanto è realmente differenziato il loro contenuto) quando tante isole ecologiche sono abbandonate per troppi giorni alla lordura di rifiuti di ogni genere abbandonati o mal versati nei contenitori specifici e quando pattume di ogni genere resta per tanto tempo a terra per via o nelle piazze spazzate troppo poco. Né vale l’obiezione che è colpa dei cittadini sporcaccioni: verissimo, ma Comune e Hera non possono fare finta di nulla. Il Comune dovrebbe impegnarsi a negoziare con Hera, a parità di costi, uno standard di servizi nettamente migliore e corrispondente a una città a forte vocazione turistica. Hera redige bilanci che evidenziano centinaia di milioni di utile netto: cosa succederebbe se limitasse tale utile a un milione in meno e con questo affidasse a una coop sociale il compito di mettere al lavoro 30 o 40 ragazzi per tenere pulite le isole ecologiche e spazzare strade e piazze?

    La seconda questione è quella del cashback: per fare funzionare bene la raccolta differenziata che consente ad Hera di collocare con profitto sul mercato alluminio e acciaio, plastiche e vetro, tutte le famiglie ferraresi impiegano decine e decine di ore all’anno: gratis. Il Comune dovrebbe aprire una vertenza con Hera perché questo lavoro venisse remunerato proprio attraverso la restituzione di denaro contante sui conti correnti delle famiglie ferraresi.

    Veniamo alla proposta del signor Oddi di ripubblicizzare il servizio idrico integrato. Anche a questo proposito siamo in disaccordo e per diversi motivi:

    . per mantenere efficiente e rinnovare la rete idrica servirebbero investimenti ingenti dell’ordine di 90-100 euro all’anno per utente; i dati nazionali ci dicono che solo le gestioni industriali dell’acqua potabile raggiungono valori vicini a tali importi, mentre le gestioni in economia (quelle pubbliche, appunto) non sono in grado di avvicinare neppure la metà di tale cifra.

    . Ferrara, come tante altre città, dispone di una rete fognaria in buona parte vetusta e sottodimensionata, specialmente nei sempre più frequenti casi di precipitazioni sovrabbondanti; noi pensiamo che solo un soggetto industriale di adeguata forza economica e finanziaria e dotato del necessario know-how possa affrontare un problema di questa importanza e onerosità.

    . le reti idriche dovranno essere sempre più integrate su larga scala per assicurare l’acqua dove ce ne sarà più bisogno e gestire efficientemente politiche di risparmio idrico: non ci sembra sia un argomento alla portata di un comune, ma deve diventare (sulla base di strategie e obiettivi pubblici) strategia industriale delle grandi aziende del settore.

    . infine sempre più si imporrà nel prossimo futuro la necessità di coordinare l’attività di depurazione delle acque reflue con l’impiego di tali acque in agricoltura e dunque la necessità di un coordinamento tra aziende che gestiscono il ciclo idrico integrato e il Consorzio di Bonifica: una scala di integrazione che non può essere governata da nessun comune, ma richiede forte coordinamento tra aziende specializzate.

    Fino a qui le nostre obiezioni di merito alle proposte lanciate da Forum Ferrara Partecipata e da Rete Giustizia Climatica, ma vogliamo aggiungere che prima ancora non ci convince il metodo e il percorso che propone il signor Oddi. Secondo noi le proposte per una alternativa di governo (poche, chiare e su temi davvero importanti per la vita delle persone) dovrebbero stare dentro una cornice progettuale e programmatica capace di indicare una idea di futuro per la città; invece proposte spot di cui resta difficile cogliere il senso generale hanno scarsa utilità se non per la visibilità del proponente.

    Non ci convince l’idea di una sorta di forum unificato (una sorta di assemblea permanete) di tutti i soggetti che si oppongono all’attuale Amministrazione Comunale che dovrebbe preludere all’ennesimo tavolo programmatico per la condivisione del futuro programma elettorale del Centro Sinistra.

    Si entrerebbe subito in una zona grigia di mediazioni che non aiuterebbero a sviluppare liberamente e da parte di ciascuna forza una visione compiuta del futuro di Ferrara e del suo territorio per i prossimi lustri.

    Occorre invece che ciascun attore che si oppone alla giunta di destra e alle sue politiche esprima con la massima libertà la visione del futuro e la cali in proposte e progetti concreti (dalla sanità allo sviluppo economico e al lavoro, dalla mobilità ai servizi pubblici e privati, dalla cultura ai diritti sociali e alla casa).

    Se ciascun soggetto compirà liberamente tale lavoro di approfondimento e progettazione e inviterà tutta la società civile e la Politica a confrontarsi con le proprie idee e proposte si metterà in moto un percorso che farà emergere punti di incontro e di divergenza, ma le intese che ne potranno emergere avranno la solidità di un vero programma di governo.

    Infine, cosa forse più importante di tutte, solo un percorso aperto e dialettico su visione e contenuti e proposte per la Ferrara del futuro sarà in grado di offrire a chi aspira a governare il Comune dopo la seconda giunta Fabbri il terreno giusto per prendere posizione, farsi conoscere ed emergere come leader di una coalizione vincente.

    Mobilità e beni comuni, le priorità da cui ripartire

    Intervento di Corrado Oddi, portavoce del Forum Ferrara Partecipata e della Rete Giustizia Climatica

    È passato un po’ di tempo dallo svolgimento e dall’esito delle elezioni amministrative a Ferrara e questo consente di sviluppare qualche ragionamento più meditato in proposito.

    Mi sento di svolgere alcune valutazioni a carattere personale, enucleando in modo sintetico 5 punti di fondo.

    1) Non si può eludere una riflessione approfondita sulle ragioni della vittoria di Fabbri e della sconfitta pesante delle opposizioni. Ciò non è stato compiuto all’indomani del passaggio dell’Amministrazione Comunale alla destra nel 2019 ed è stato uno dei problemi che ci hanno portato alla replica di Fabbri, con ancora maggior consenso. Ovviamente, si può andare su questa strada se, intanto, si conviene che una sconfitta seria delle forze di opposizione si è verificata e non si indulga a valutazioni autoconsolatorie, dicendo, ad esempio, che il Pd in valori assoluti ha circa lo stesso numero di voti del 2019. In secondo luogo, questa riflessione non deve avere intenti di autoflagellazione o di ricerca di qualche capro espiatorio, ma, invece, muovere dalla consapevolezza che solo dall’esaminare quello che è successo si può risalire la china e trarre indicazioni utili per il futuro.

    2) Per quanto mi riguarda, le motivazioni profonde della sconfitta delle opposizioni stanno, da una parte, da una reale sintonia che si è costruita tra la persona del candidato Fabbri e buona parte della popolazione ferrarese e, dall’altra, da una qualità decisamente bassa nell’impostazione e nel messaggio veicolata dall’opposizione, in primis dalla coalizione raccolta attorno ad Anselmo, non solo in campagna elettorale, ma anche negli anni precedenti. Sul consenso che Fabbri è riuscito a costruire intorno a sé, ci sarebbe molto da dire, a partire dal fatto che, sia in termini generali sia qui a Ferrara, spoliticizzazione della società e personalizzazione della politica stanno andando di pari passo da diversi anni in qua. Quest’impasto, nelle politiche dell’Amministrazione di destra, si è sostanzialmente costruito su un’idea di galleggiamento sull’esistente per quanto riguarda le politiche economiche e sociali (con tratti poi anche regressivi sul piano dei diritti universali) e su alcune scelte di politica “culturale” e sull’utilizzo degli spazi pubblici, rese ancor più efficaci da un’abile capacità comunicativa, volte a dare l’immagine di una città che tornava ad essere dinamica, di una “città che rinasce”. A fronte di ciò, l’opposizione, quella almeno più consistente, si è sostanzialmente presentata in termini di denuncia delle scelte sbagliate dell’Amministrazione uscente, cosa in sé sacrosanta, ma senza riuscire ad accompagnarla con la proposizione di un’idea alternativa di città, con la messa a punto di un progetto alternativo credibile, sia in termini complessivi che su aspetti più specifici e puntuali.

    3) I suddetti punti di analisi possono essere più o meno condivisibili, e, comunque, già fare emergere consonanze o divergenze su questi sarebbe importante. In ogni caso, sembra che in molti ragionino sul consenso alto di Fabbri e sul fatto che l’opposizione debba riconquistarselo. Qui sta uno snodo fondamentale, quello cioè di capire come questo possa diventare possibile. Non vorrei che ci fosse una sorta di non detto da parte di alcuni propugnatori di questa tesi, e cioè che si tratta di riconoscere maggiormente le ragioni di Fabbri, e quindi di uscire da un’opposizione costruita prevalentemente sul contrasto alle scelte dell’Amministrazione per approdare ad una più forte considerazione di quanto da essa realizzato e annacquare il proprio dissenso. Una conclusione, a mio parere, del tutto sbagliata, che finirebbe per dare ancora più forza alla destra, sulla base del fatto banale, ma sempre vero, che “ l’originale è sempre meglio della copia”.

    Si tratta, invece, certamente, di avere ben chiaro che un’opposizione puramente costruita sui No non va da molte parti, è per sua natura subalterna e si fa dettare l’agenda politica dagli altri, ma che, nel contempo, il salto da fare è proprio quello di proporre un’alternativa, un’altra idea di città e di farla vivere tra le persone.

    4) Provo ad esemplificare questo ragionamento. A mio avviso, sarebbe necessario individuare 3-4 priorità, non un elenco della lista della spesa, ma alcuni temi decisivi ai fini di far emergere come la proposta che viene dall’opposizione sta su un terreno che guarda ad una prospettiva assolutamente diversa da quella della destra.

    Ne indico solo due, per ragioni di brevità e anche perché la scelta di tali priorità non può che essere il prodotto di un lavoro collettivo. La prima è quella della mobilità: penso che sarebbe decisivo costruire un vero e proprio progetto, corredato da dati e indicazione di risorse precise, per far sì che, entro le Mura, la mobilità avvenga prevalentemente attraverso il trasporto pubblico e quella “dolce”, basata su quella ciclabile e pedonale, con l’obiettivo di ridurre drasticamente le emissioni climalteranti. Analogamente, si può ragionare sul tema dei beni comuni, a partire dalla gestione del servizio dei rifiuti urbani e di quello idrico, procedendo alla loro ripubblicizzazione, togliendoli a Hera, avendo presente che sul primo occorrerà decidere a breve, visto che la concessione è scaduta alla fine del 2017, e che sul secondo la concessione ad Hera finirà al termine del 2027. Ovviamente, un progetto non è semplicemente un bello studio scritto sulla carta (anche se questo è un fatto preliminare), ma si tratta di pensare a come sostenerlo con la mobilitazione sociale. E anche a comunicarlo in modo diffuso con gli strumenti adeguati, compresi i social media, su cui esiste un elemento di debolezza che va recuperato.

    5) Premessa di quest’ipotesi di lavoro è un punto di metodo e di percorso, che però assume un valore di assoluta sostanza. Non penso che si possa dare corpo a questa necessità di risalire la china se non si individua anche una sede collettiva nella quella produrre questa discussione. Nei giorni passati, su questo quotidiano, Romeo Farinella ha lanciato l’idea di costruire una sorta di “laboratorio di resistenza e proposta politica”, composto da tutti i soggetti, politici e sociali, interessati a questa prospettiva: la condivido e mi pare un’indicazione importante. Ferma restando l’autonomia reciproca tra forze politiche e soggetti di cittadinanza attiva e di rappresentanza sociale, convengo che è venuto il momento di mettere insieme riflessioni, idee, proposte, progettualità provenienti da tutte le realtà e le persone che vogliono lavorare per costruire una nuova prospettiva per Ferrara, preparandosi sin da adesso per mettere da parte la destra sulla base di uno sguardo lungo, di un’idea di futuro per la città.

    Si potrebbe iniziare costruendo per la ripresa, dopo la pausa estiva, una grande assemblea cittadina aperta, con le caratteristiche delineate sopra. Ragioniamo su questa o ipotesi analoghe, soprattutto diamoci l’occasione per reincontrarci e discutere insieme, per valorizzare l’intelligenza e la passione collettiva che sono risorse di tanti nella città.