4° Biciclettata per sensibilizzare la città

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Scritto da Rodolfo Baraldini il . Pubblicato in Press. Nessun commento su M5S sta con Ferrara Partecipata: “Sì alla gestione pubblica dei rifiuti”
Scritto da Rodolfo Baraldini il . Pubblicato in Press. Nessun commento su “Basta monopolio di Hera”: il sit-in davanti allo sportello
L’alternativa a Hera c’è: “Un servizio pubblico per i rifiuti urbani è utile e possibile”. Lo hanno ribadito gli attivisti di Rete Giustizia Climatica e di Forum Ferrara Partecipata, con l’appoggio de La Comune, ieri mattina durante il sit-in di fronte allo sportello Hera di viale Cavour 62. I manifestanti si sono disposti in semicerchio sorreggendo diversi fogli di giornale uniti fra loro, che al termine degli interventi al megafono sono stati stracciati a simboleggiare la volontà di porre fine al monopolio della multiutility.
Il portavoce della Rete e del Forum, Corrado Oddi, ha infatti ricordato che è dal 2017 che la concessione a Hera è scaduta, ma continua a gestire in proroga il servizio di raccolta dei rifiuti urbani nel Comune di Ferrara. “Dopo sette anni – ha detto Oddi -, è giunto il momento di decidere quale sarà il soggetto che gestirà il servizio negli anni futuri“.
Tuttavia, l’attuale Amministrazione avrebbe in programma di affidare il servizio mediante gara, “con il risultato pressocché scontato di lasciare la gestione ad Hera per i prossimi 15-20 anni, come insegna l’esperienza delle gare svolte nelle altre province – ha continuato Oddi al megafono -. Per noi questa è una scelta sbagliata dettata unicamente dalla subalternità di questa Amministrazione, come nelle precedenti di centro-sinistra, alla potente multiutility”. Le associazioni chiedono che “tutte le forze politiche si pronuncino rispetto alla questione, che arriverà in consiglio comunale, e che si prendano la responsabilità di quale strada scegliere”.
Ha citato poi la vicenda delle tariffe del teleriscaldamento, la quale “dimostra quanto Hera sia più interessata a produrre utili e dividendi da distribuire ai soci, non tanto a offrire un servizio pubblico efficace e virtuoso in termini ambientali“. La strada utile e possibile da percorrere è dunque quella di “ripubblicizzare il servizio dei rifiuti, dando vita a un’azienda totalmente pubblica di proprietà del Comune, costruendo meccanismi di partecipazione alle scelte di fondo da parte dei lavoratori e dei cittadini”.
Secondo la Rete, inoltre, “la modalità di raccolta con il sistema a calotta incentiva comportamenti negativi come l’abbandono di rifiuti, mentre il sistema di raccolta porta a porta non ha queste controindicazioni”. Per questo, gli attivisti ribadiscono a gran voce le loro proposte: ripubblicizzare la gestione dei rifiuti urbani, passare alla raccolta porta a porta, dimezzare la potenzialità dell’inceneritore. “Basta la volontà politica di uscire dalla sudditanza da Hera“.
Scritto da Rodolfo Baraldini il . Pubblicato in Press, Rifiuti. Nessun commento su “Raccolta e gestione rifiuti, serve rivedere tutto il piano”
Ripubblicizziamo la gestione dei rifiuti urbani a Ferrara”. Si tratta dell’appello e proposta da Rete giustizia climatica e Forum Ferrara partecipata, presentato davanti ai referenti del comitato, Corrado Oddi, Marino Pedroni, Alessandra Guidorzi, Angela Soriani. Presenti anche Arianna Chendi, Giuliana Andreatti e Morena Felisatti de ‘La Comune’ (foto), che sostiene l’iniziativa. Una campagna che sarà al centro del flash mob ‘Liberiamo Ferrara da Hera’, promosso da Rete giustizia climatica e Forum, sabato alle 10 davanti allo sportello della multiutility in viale Cavour. La proposta si articola in tre azioni, ovvero, la ripubblicizzazione del servizio dei rifiuti urbani, un servizio di raccolta rifiuti porta a porta, questo con la finalità di dimezzare l’incenerimento dei rifiuti. “Dalla fine del 2017, quando è scaduta la concessione, Hera – ha spiegato Corrado Oddi – continua a gestire in proroga il servizio di raccolta dei rifiuti urbani nel Comune di Ferrara. A distanza di 7 anni, è venuto il momento di decidere quale sarà il soggetto che dovrà gestire questo servizio negli anni a venire. È sempre più chiaro che l’attuale amministrazione intende procedere a svolgere una gara per scegliere il soggetto cui affidare il servizio, con il risultato pressoché scontato che Hera continui a farlo per i prossimi 15-20 anni, vista l’esperienza concreta delle gare svolte”.
Nella relazione di Oddi, emerge la proposta di avere una raccolta porta a porta, con tariffa puntuale e gestione pubblica del servizio. “Dare vita ad un’azienda totalmente pubblica – aggiunge – di proprietà del Comune, costruendo meccanismi di partecipazione alle scelte di fondo da parte dei lavoratori e dei cittadini. Ci sono diverse realtà che l’hanno fatto: per stare in Emilia-Romagna, è il caso di Alea, azienda pubblica del Comune di Forlì e di altri 12 Comuni limitrofi, nata nel 2018. E che oggi presenta i risultati migliori in regione, in termini di diminuzione dei rifiuti prodotti e di riciclaggio degli stessi”.
Sui dati di raccolta, Corrado Oddi precisa ancora: “A Ferrara la raccolta differenziata à molto alta, circa l’87% dei rifiuti prodotti. Questo, però, è un dato ingannevole: bisogna infatti considerare anche quant’è la produzione complessiva dei rifiuti e gli scarti che derivano da una bassa qualità della differenziata. Su questi aspetti il Comune non va bene”.
Scritto da Rodolfo Baraldini il . Pubblicato in Press, Rifiuti. Nessun commento su Rifiuti, il monopolio di Hera nel mirino: “Serve una società pubblica”
In vista del flash mob che si terrà sabato 22 febbraio davanti allo sportello Hera di viale Cavour 62, alle ore 10, Rete Giustizia Climatica e Forum Ferrara Partecipata, con l’appoggio de La Comune, spiegano le ragioni della campagna “Liberiamo Ferrara da Hera”. Posto che la privatizzazione dei servizi non giova al portafoglio dei cittadini e nemmeno alla qualità della loro vita in termini di salute, la Rete e il Forum indicano la strada all’Amministrazione: “Ripubblicizzare la gestione dei rifiuti urbani”.
Partendo dall’esempio virtuoso della città di Forlì che dal 2017 si affida a una società interamente pubblica per la gestione dei rifiuti, la Alea Ambiente Spa, il portavoce di Forum Ferrara Partecipata e Rete Giustizia Climatica Corrado Oddi chiarisce perché sarebbe necessario togliere il monopolio a Hera e creare, invece, una nuova azienda pubblica. “La concessione del servizio a Hera è scaduta dal 2017 – afferma – e da più di sette anni è in proroga”.
“L’assessore Balboni ha annunciato che entro i primi tre mesi di quest’anno si dovrà decidere in Consiglio comunale l’affidamento del servizio – continua Oddi – ma l’ipotesi alla quale l’Amministrazione guarda è quella di aprire una gara”. Gara che “ovviamente vincerebbe Hera”, poiché per come è spartito il mercato hanno la meglio pochi grandi soggetti e, in particolare in Emilia-Romagna, “fanno da padrone le multiutility di Iren ed Hera”.
Costerebbe troppo creare una nuova azienda pubblica? Questa è stata l’obiezione presentata da Balboni in commissione, come ricorda il portavoce. Tuttavia, secondo uno studio fatto dall’Università di Ferrara e dalla Rete Giustizia Climatica “l’investimento effettivo oscilla tra i 4,5 e i 5,2 milioni di euro. “Noi indichiamo due strade che rendono questo investimento possibile – dice Oddi –. Usare le riserve di utili di Ferrara Tua, che nel 2023 ne ha registrate più di 17 milioni di cui almeno 8 disponibili. Oppure, vendere le azioni libere di Hera che corrispondono a più di 20 milioni di introiti possibili con la vendita”.
Oltre alla pubblicizzazione, Rete e Forum propongono la diffusione della raccolta porta a porta dei rifiuti. “Su 307 gestioni di rifiuti nella nostra Regione – dichiara Oddi – 57 sono considerate virtuose, e 43 di queste utilizzano il sistema porta a porta”. Virtuose perché “non è vero che la situazione del servizio rifiuti di Ferrara è così buona come viene molto spesso propagandato”, secondo il portavoce. Si riferisce al raggiungimento della città estense dell’87% di raccolta differenziata.
“Un indicatore sfalsato – spiega – poiché va comparato quanto si differenzia rispetto non solo a quanti rifiuti si produce, ma anche rispetto a quanti scarti”. Mettendo insieme questi dati, ne esce che Ferrara in regione “è al penultimo posto per quanto riguarda gli scarti della raccolta differenziata (che sono sopra al 30%) e usando invece l’indicatore ‘minore rifiuti da smaltire’ si posiziona solo al quinto posto”.
Considerato che il sistema di raccolta porta a porta responsabilizza il cittadino a una differenziata ancora più attenta, diminuirebbero non solo gli scarti, ma si dimezzerebbe anche l’incenerimento dei rifiuti. “Sulla base di questi numeri e con le proposte che avanziamo – conclude Oddi – ci sarebbero tutte le condizioni per migliorare la salute dei cittadini e la qualità dei servizi”.
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Scritto da Rodolfo Baraldini il . Pubblicato in Archivio Rifiuti, Contributi. Nessun commento su SUL REPORT 2023 DI ARPAE ER SULLA GESTIONE DEI RIFIUTI IN REGIONE
1. Come già apparso sulla stampa nei giorni passati, il Report 2023 sulla gestione dei rifiuti in regione redatto da Arpae ER 2023, riferito ai dati consuntivi 2022, fornisce alcune indicazioni utili sul tema. Va, però, innanzitutto detto che i dati sono aggregati sulla base delle singole province e, quindi, non possono essere considerati come assolutamente indicativi per il Comune di Ferrara che, come noto, ha una gestione specifica affidata, sia pure in proroga, ad Hera.
In ogni caso, possiamo lì ritrovare alcuni elementi significativi dei risultati 2022 anche per il territorio ferrarese, di cui almeno 3 pensiamo valga la pena vengano segnalati:
– un buon risultato per quanto riguarda la raccolta differenziata, che vede la provincia di Ferrara, con il 77% sul totale dei rifiuti urbani, sia pure in lieve calo dello 0,4% rispetto al 2021, sempre al 3° posto nella classifica delle province in regione, come nel 2021 e comunque al di sopra della media regionale che si attesta al 74%;
– un risultato discreto per quanto riguarda la produzione dei rifiuti urbani, per cui la provincia di Ferrara si colloca sempre al 4° posto in regione con 615 kg/abitante, la stessa quantità prodotta nel 2021, una situazione di poco inferiore alla media regionale che nel 2022 è stata pari a 628 kg/abitantei;
– un risultato decisamente negativo per quanto riguarda il costo del servizio, che vede la nostra provincia nel 2022 al penultimo posto in regione, con un livello di 241€/abitante, inferiore solo a quello di Rimini, pari a 280 €/abitante, mentre la media regionale è di 213 €/abitante. Situazione analoga a quella del 2021, dove i numeri erano rispettivamente di 253, 282 e 223 €/abitante. In tema di costi, poi, il Report Arpae 2023 affronta la questione anche guardando alla situazione delle singole gestioni, e qui si trovano alcuni dati specifici relativi al Comune di Ferrara, visto che ha una gestione apposita da parte di Hera. In particolare, è possibile rilevare che il costo annuo procapite per gli abitanti di Ferrara è di 217 €, 12° posto peggiore tra i 19 ambiti di gestione presenti in regione.
Questo breve excursus ci serve anche per dire che siamo in presenza di una situazione sostanzialmente stabile in regione e nella provincia di Ferrara tra il 2021 e il 2022, ragionamento che torna utile per l’approfondimento che svolgiamo subito di seguito.
|
kg non riciclati |
kg/ab |
|||||||
|
abitanti |
equivalenti |
kg/ab |
kg/equiv |
% RD |
Kg/ab RU |
% riciclo |
% non riciclato |
|
|
Forlì |
117.147 |
194.053 |
161 |
97 |
81,9% |
469 |
65,7% |
34,3% |
|
Parma |
197.251 |
327.729 |
178 |
107 |
81,7% |
569 |
68,7% |
31,3% |
|
Reggio Emilia |
170.561 |
273.721 |
189 |
118 |
83,1% |
664 |
71,6% |
28,4% |
|
Rimini |
150.998 |
313.621 |
312 |
150 |
68,3% |
678 |
54,0% |
46,0% |
|
Ferrara |
131.417 |
218.178 |
264 |
159 |
87,3% |
612 |
56,9% |
43,1% |
|
Piacenza |
103.808 |
182.554 |
329 |
187 |
71,0% |
779 |
57,8% |
42,2% |
|
Bologna |
392.690 |
659.707 |
318 |
189 |
57,2% |
522 |
39,1% |
60,9% |
|
Ravenna |
157.262 |
289.928 |
396 |
215 |
60,6% |
693 |
42,9% |
57,1% |
|
Modena |
185.415 |
313.002 |
403 |
239 |
61,1% |
665 |
39,4% |
60,6% |
|
Regione |
4455598 |
637 |
||||||
La prima questione che possiamo indagare più a fondo è quella relativa ai risultati dei rifiuti non riciclati, l’indicatore che è quello maggiormente significativo sulla base dell’economia circolare, quella cioè orientata a produrre il minimo di scarti da inviare a smaltimento e massimizzare il recupero e riuso dei rifiuti. In questo senso, tale indicatore è molto migliore rispetto all’utilizzo di quello della raccolta differenziata, che non tiene conto della produzione complessiva dei rifiuti e della qualità della raccolta differenziata stessa. Ciò si attaglia perfettamente al nostro caso, per cui il Comune di Ferrara presenta la percentuale di raccolta differenziata più alta rispetto agli altri Comuni capoluogo di provincia ( 87,3%), ma si colloca solo al 5° posto per i minori kg/equivalenti non riciclati, pari a 159 su base annua. Meglio di Ferrara fanno, nell’ordine, Forlì, Parma, Reggio Emilia e Rimini, che registrano rispettivamente 97, 107, 118 e 150 kg/ equivalenti di rifiuti non riciclati.
|
indifferenziata kg/res |
scarti RD |
% scarti RD su RD |
||
|
Forlì |
385 |
85 |
76 |
19,70% |
|
Parma |
465 |
104 |
74 |
15,90% |
|
Reggio Emilia |
551 |
112 |
77 |
14,00% |
|
Rimini |
463 |
215 |
97 |
20,90% |
|
Ferrara |
534 |
78 |
186 |
34,90% |
|
Piacenza |
553 |
226 |
103 |
18,60% |
|
Bologna |
299 |
223 |
95 |
31,70% |
|
Ravenna |
419 |
273 |
123 |
29,30% |
|
Modena |
406 |
259 |
144 |
35,50% |
Fonte: Atersir e Arpae ER
Nostra elaborazione
Il punto è che, nella determinazione della quantità di rifiuti non riciclati, incidono, oltre alla percentuale della raccolta differenziata, anche la quantità complessiva di rifiuti urbani prodotti e lo scarto della raccolta differenziata, che viene comunque avviata a smaltimento per la sua scarsa qualità. E su questi 2 ultimi punti, il Comune di Ferrara non va bene. Infatti, per quanto riguarda la produzione di rifiuti, il Comune di Ferrara sta al 4° posto, con 612 kg/ abitanti, appena poco di meno della media regionale, mentre ancora peggiore è la situazione relativa agli scarti della raccolta differenziata, che sono ben il 34,9% del totale della raccolta differnziata, il secondo risultato peggiore, subito dopo il Comune di Modena.
In conclusione, non c’è alcuna ragione per sostenere che il Comune di Ferrara presenta buoni risultati nelle politiche dei rifiuti ambientalmente orientate ( oltre al dato del costo del servizio, certamente non esaltante). Anzi, produzione significativa dei rifiuti e scarti importanti nella raccolta differenziata annullano di fatto il tanto sbandierato primato della più alta percentuale di raccolta differenziata in regione e tra le prime in Italia.
RACCOLTA PORTA A PORTA, TARIFFA PUNTUALE, GESTIONE PUBBLICA: LE DETERMINANTI DEI RISULTATI MIGLIORI
3. Se guardiamo poi alle situazioni che realizzano i risultati più importanti per le politiche dei rifiuti ambientalmente orientate, arriviamo a conclusioni decisamente interessanti.
|
Sistema raccolta |
Tariffa puntuale |
||
|
Forlì |
Porta a porta |
Sì |
|
|
Parma |
Porta a porta |
Sì |
|
|
Reggio Emilia |
Porta a porta misto |
Sì |
|
|
Rimini |
Porta a porta misto |
No |
|
|
Ferrara |
Stradale misto |
Sì |
|
|
Piacenza |
Porta a porta misto |
No |
|
|
Bologna |
Stradale misto |
No |
|
|
Ravenna |
Stradale misto |
No |
|
|
Modena |
Stradale misto |
No |
Esse hanno parecchio a che fare con il modello organizzativo e tariffario messo in campo. Non può essere considerato casuale che i risultati migliori si ottengono dove si accoppia il sistema di raccolta porta a porta con la tariffazione puntuale e, a contrario, i peggiori dove la raccolta è di tipo stradale e non c’è la tariffazione puntuale. Ferrara, che utilizza la raccolta stradale mista con la tariffa puntuale, si colloca ametà strada. In più, il Comune di Forlì, che occupa saldamente il primo posto, è anche l’unico che ha una gestione totalmente pubblica.
Insomma, anche per questa via, si giunge alla conclusione che gestione pubblica, ricorso al modello organizzativo basato sul porta a porta, utilizzo della tariffazione puntuale sono gli ingredienti per arrivare alla gestione migliore del servio dei rifiuti, quello che riduce la produzione, determina pochi scarti nella raccolta differenziata, riduce i rifiuti non riciclati.
Scritto da Rodolfo Baraldini il . Pubblicato in Archivio Rifiuti, Documenti. Nessun commento su Rete Giustizia Climatica: PER LA RIPUBBLICIZZAZIONE DEL SERVIZIO DI GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI NEL COMUNE DI FERRARA
Scritto da Rodolfo Baraldini il . Pubblicato in Archivio Rifiuti, Documenti. Nessun commento su Studio UNIFE : Analisi di fattibilità tecnico-economica della gestione in-house del servizio di gestione di raccolta rifiuti, spazzamento e igiene urbana
Scritto da Rodolfo Baraldini il . Pubblicato in Archivio Rifiuti, Contributi. Nessun commento su PER UNA POLITICA DEI RIFIUTI EFFICACE PER L’AMBIENTE E I CITTADINI
La vicenda della politica del ciclo dei rifiuti urbani a Ferrara va guardata con grande attenzione. Non solo perché essa è di per sé un tema molto rilevante rispetto alla salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini, ma anche perché assume un tratto emblematico dell’idea di città che si vuole progettare, del fatto di considerare i beni comuni come punti fondanti
1. In primo luogo, va sfatata la narrazione per cui il Comune di Ferrara si collocherebbe ai primi posti in Italia per i buoni risultati ottenuti, a partire dal fatto che si considera come fondamentale la percentuale di raccolta differenziata , che, effettivamente, vede il Comune di Ferrara, con l’87,3% della stessa sui rifiuti prodotti nel 2021, al primo posto tra i comuni capoluoghi di provincia nella regione Emilia-Romagna e tra i primi in Italia. In realtà, l’indicatore che è quello maggiormente significativo sulla base dell’economia circolare è quello della minimizzazione dei rifiuti non riciclati , quello cioè che misura il minimo di rifiuti da inviare a smaltimento e il massimo di recupero e riuso dei rifiuti. In questo senso, tale indicatore è molto migliore rispetto all’utilizzo di quello della raccolta differenziata, che non tiene conto della produzione complessiva dei rifiuti e della qualità della raccolta differenziata stessa. Ciò si attaglia perfettamente al nostro caso, per cui il Comune di Ferrara presenta la percentuale di raccolta differenziata più alta rispetto agli altri Comuni capoluogo di provincia ( 87,3%), ma si colloca solo al 5° posto per i minori kg/equivalenti non riciclati, pari a 159 su base annua. Meglio di Ferrara fanno, nell’ordine, Forlì, Parma, Reggio Emilia e Rimini, che registrano rispettivamente 97, 107, 118 e 150 kg/ equivalenti di rifiuti non riciclati. Il punto è che, nella determinazione della quantità di rifiuti non riciclati, incidono, oltre alla percentuale della raccolta differenziata, anche la quantità complessiva di rifiuti urbani prodotti e lo scarto della raccolta differenziata, che viene comunque avviata a smaltimento per la sua scarsa qualità. E su questi 2 ultimi punti, il Comune di Ferrara non va bene. Infatti, per quanto riguarda la produzione di rifiuti, il Comune di Ferrara sta al 4° posto, con 612 kg/ abitanti, appena poco di meno della media regionale, mentre ancora peggiore è la situazione relativa agli scarti della raccolta differenziata, che sono ben il 34,9% del totale della raccolta differenziata, il secondo risultato peggiore, subito dopo il Comune di Modena. In conclusione, non c’è alcuna ragione per sostenere che il Comune di Ferrara presenta buoni risultati nelle politiche dei rifiuti ambientalmente orientate. Anzi, produzione significativa dei rifiuti e scarti importanti nella raccolta differenziata annullano di fatto il tanto sbandierato primato della più alta percentuale di raccolta differenziata in regione e tra le prime in Italia. A ciò si aggiunge una situazione tariffaria certamente non positiva per i cittadini ferraresi. Qui purtroppo – e questo è certamente un problema di non poco conto- siamo in presenza di poca trasparenza e opacità rispetto ai dati sui quali basare analisi precise. In questo senso ci tocca affidarci a quanto dichiarato pubblicamente dall’assessore Balboni, che ha sostenuto che il costo complessivo per una famiglia media relativo alle tariffe domestiche nel 2021 si è aggirato attorno ai 300 € annuali, rispetto ad una media regionale di circa 274 € nel 202 1, un livello dunque decisamente alto.
2. Numerosi studi ed elaborazioni hanno accertato che i risultati migliori dal punto di vista delle politiche dei rifiuti secondo i principi individuati anche dalla stessa Unione Europea e dalla normativa italiana ( quelli delle famose 4R – riduzione, riuso, riciclaggio e recupero – che fissano la gerarchia nella gestione dei rifiuti) si realizzano laddove si utilizza la tariffa puntuale ( quella che dovrebbe essere costruita sulla prevalenza dei rifiuti effettivamente prodotti), il modello organizzativo è costruito sul sistema di raccolta porta a porta e la gestione è svolta da un’azienda pubblica. Da ultimo, ciò emerge anche dallo studio elaborato dalla Rete Giustizia Climatica di Ferrara, che ha esaminato le 307 gestioni del servizio dei rifiuti urbani nella regione Emilia-Romagna e ragiona in modo preciso sulla possibilità della ripubblicizzazione del servizio a Ferrara ( in allegato il testo completo). Ora, per quanto riguarda il Comune di Ferrara, siamo in presenza dell’applicazione della tariffa puntuale – anche se si potrebbe discutere su come essa è definita), ma il sistema di raccolta è basato sulle cosidette “calotte”, mentre la gestione del servizio, sia pure in proroga, è affidata ad Hera, grande azienda multiutility quotata in Borsa.
3. La vicenda della possibile ripubblicizzazione del servizio dei rifiuti urbani a Ferrara data ormai da lungo tempo. In particolare, essa ha origine dalla fine del 2017, quando scade la concessione del servizio ad Hera. Nel corso del 2018, le Associazioni “Ferraraincomune” e “Comitato Mi rifiuto” raccolgono circa 1000 firme su una proposta di delibera di iniziativa popolare comunale che chiede di approntare uno studio di fattibilità per la ripubblicizzazione del servizio e la costituzione di un Tavolo partecipativo per discutere la realizzazione di tale percorso. In data 22 ottobre 2018 il Consiglio comunale vota una delibera, che si discosta non poco dalle richieste contenute dalla delibera di iniziativa popolare, ma comunque decide la costituzione del Tavolo partecipativo. Il Tavolo parte nel 2019, con la precedente Amministrazione, e prosegue anche nel 2020 e 2021 , in modo stentato e poco produttivo. In ogni caso, dopo svariati confronti, si arriva alla primavera del 2022, quando l’assessore Balboni annuncia la decisione di procedere con lo studio di fattibilità e affidarlo all’Università di Ferrara. Tale studio, completato alla fine del 2022, è viziato da un’impostazione economicista, nel senso che si muove semplicemente sul piano dell’analisi dei costi che comporterebbe il passaggio al sistema organizzativo della raccolta porta a porta e alla ripubblicizzazione della gestione, senza mettere in relazione queste scelte ( e i relativi costi) con gli obiettivi che si possono realizzare dal punto di vista di un’efficace politica dei rifiuti.
Peraltro, è possibile convenire con la stima delle risorse necessarie per passare alla gestione pubblica del servizio nel Comune di Ferrara, che lì è quantificato in un importo variabile tra i 4,4 e 5,2 milioni di €. Tale è il costo dell’investimento per la costituzione e l’avvio di una nuova azienda in house per la gestione del servizio dei rifiuti urbani relativo al Comune di Ferrara. Ebbene, tali risorse sono assolutamente in grado di essere reperite all’interno delle disponibilità economiche – finanziarie esistenti nel bilancio consolidato del Comune di Ferrara. In particolare, si possono individuare almeno 2 strade per compiere tale operazione. La prima è quella di seguire l’esperienza che ha portato alla creazione di Alea Ambiente S.p.a nel giugno 2017, azienda a totale capitale pubblico che serve il Comune di Forlì e altri 12 Comuni di quell’area. Essa si è costituita tramite l’intervento di Livia Tellius Romagna Holding S.p.a. in qualità di socio unico e con la dotazione di un capitale sociale di 2.000.000 di €, portato progressivamente ad oggi a 6.000.000 di €, sempre da parte di Livia Tellius. Livia Tellius Romagna Holding Spa, che è l’ h olding delle partecipazioni dei Comuni appartenenti all’Unione dei Comuni della Romagna forlivese. Essa è sostanzialmente equiparabile al ruolo e alla funzione svolta da Ferrara Tua Spa, dopo che essa ha incorporato con un’operazione di fusione inversa Holding Ferrara Servizi srl. Venendo ora al bilancio consuntivo di Ferrara Tua del 2022, si può facilmente notare come essa vanta un significativo patrimonio netto di 105.776.904 €, di cui 85.117.400 € di capitale sociale, 13.283.824 € come riserve di varia natura, di cui almeno 5.893.284 disponibili. ( oltre che da un risultato molto positivo di utili registratosi nel 2022 pari a 5.654.911 €). Da qui è assolutamente possibile attingere le risorse per dare vita ad una nuova azienda pubblica interamente posseduta da Ferrara Tua Spa, con la finalità di gestire il servizio dei rifiuti urbani nel Comune. La seconda ipotesi di lavoro è riferita all’operazione di vendita, anche parziale, delle azioni di Hera Spa detenute dal Comune di Ferrara e da Ferrara Tua Spa. Il riferimento è a circa 6.000.000 di azioni “libere”, cioe svincolate dal patto di sindacato dei Comuni soci, che non sono dunque disponibili, anch’esse possedute tra il Comune di Ferrara e Ferrara Tua. Azioni “libere”, che, se messe in vendita ( corso azionario al 2/4/2024 pari a 3,21 € con una variazione nei primi 4 mesi dell’anno tra un minimo di 2,87 ad un massimo di di 3,34 €), potrebbero arrivare a dare un introito non inferiore a circa 20 milioni di €). Anche una parte decisamente limitata di esso può agevolmente finanziare la ripubblicizzazione del servizio rifiuti. Questa seconda strada, quella della vendita delle azioni Hera, è sempre stata vista dai movimenti per i beni comuni come scelta non del tutto opportuna, perché comunque si andava ad indebolire la quota di proprietà pubblica di Hera, peraltro già fortemente viziata da orientamenti di natura privatistica. Questa remora oggi ha sempre meno ragione di essere, in particolare da quando la proprietà pubblica complessiva dei Comuni soci è scesa sotto il 50%: dal 20 settembre 2022, infatti, la quota complessiva dei 111 Comuni soci di Hera arrivava al 48,5%, mentre il restante flottante, costituito prevalentemente da azionariato privato diffuso, si attestava al 54,2%. 4. Collegata alla scelta della ripubblicizzazione, c’è quella del passaggio al sistema di raccolta porta a porta, che, come già detto, contribuisce in modo significativo soprattutto rispetto all’innalzamento della qualità della raccolta , diminuendone gli scarti successivi. Non a caso, nella graduatoria di miglior efficienza dei sistemi di raccolta, essa sta al primo posto, seguita da quella mista ( porta a porta assieme a quella stradale) e, i9nfine, da quella stradale, sia effettuata tramite “calotte” o cassonetti. Ovviamente, l’instaurazione del sistema porta a porta va preceduta dalla messa a punto di un adeguato piano organizzativo , che è utile venga discussa con la cittadinanza, insieme con le finalità cui esso si ispira. 5. Infine, occorre intervenire sul sistema dell’incenerimento . In prospettiva, come fa la proposta di legge regionale di iniziativa popolare in materia di rifiuti presentata da RECA ( Rete pe l’Emergenza Climatica e Ambientale ER) e da Legambiente regionale, si tratta di mettere a punto una strategia di uscita completa dall’incenerimento. Già oggi, però, guardando alla situazione ferrarese e a maggior ragione dopo il vulnus del 2022, per cui si è aumentata la capacità produttiva dell’inceneritore, passando da 130.000 tonn./anno a 142.000, è possibile giungere subito alla chiusura di una delle 2 linee dell’inceneritore, visto che ora esso brucia più rifiuti speciali che rifiuti urbani: su circa 146.000 tonn./anno trattate, circa 85.000 si riferiscono a rifiuti speciali e 61.000 ai rifiuti urbani del Comune di Ferrara, con una distribuzione percentuale rispettivamente del 58% e del 42%, mentre nel 2017 esse erano del 35% e del 65%. Anche per quanto riguarda la provenienza, nel corso del tempo, è aumentato il trattamento dei rifiuti provenienti da fuori regione, che nel 2023 rappresentano il 26%. Insomma, c’è n’è quanto basta per arrivare al dimezzamento dell’impianto rispetto alla situazione esistente.
Scritto da Rodolfo Baraldini il . Pubblicato in Archivio Rifiuti, Contributi. Nessun commento su RIPUBBLICIZZARE IL SERVIZIO DEI RIFIUTI URBANI E’ UTILE E POSSIBILE
Dalla fine del 2017, quando è scaduta la concessione, Hera continua a gestire in proroga il servizio di raccolta dei rifiuti urbani nel Comune di Ferrara. A distanza di 7 anni, è venuto il momento di decidere quale sarà il soggetto che dovrà gestire questo servizio negli anni a venire.
E’ sempre più chiaro che l’attuale Amministrazione intende procedere a svolgere una gara per scegliere il soggetto cui affidare il servizio, con il risultato pressochè scontato che Hera continui a farlo per i prossimi 15-20 anni, vista l’esperienza concreta delle gare svolte.
Per noi, questa sarebbe una scelta sbagliata, dettata unicamente dal fatto che quest’Amministrazione, come peraltro quelle precedenti di centro-sinistra, continua ad essere subalterna alla potente multiutility Hera. Che, come dimostra la vicenda delle tariffe del teleriscaldamento, è più interessata a produrre utili e dividendi da distribuire ai soci, piuttosto che a offrire un servizio pubblico efficace e ambientalmente orientato.
Si può, invece, percorrere un’altra strada, che è quella della ripubblicizzazione del servizio dei rifiuti: dar vita ad un’azienda totalmente pubblica, di proprietà del Comune di Ferrara, costruendo meccanismi di partecipazione alle scelte di fondo da parte dei lavoratori e dei cittadini.
Ci sono diverse realtà che l’hanno fatto: per stare in Emilia-Romagna, è il caso di ALEA, azienda pubblica del Comune di Forlì e di altri 12 Comuni limitrofi, nata nel 2018. E che oggi presenta i risultati migliori in regione, in termini di diminuzione dei rifiuti prodotti e
di riciclaggio degli stessi.
Il Comune di Ferrara non può dire lo stesso: molto spesso si magnifica che abbiamo una percentuale molto alta di raccolta differenziata, ma si occulta che produciamo una quantità di rifiuti alta e che gli scarti della raccolta differenziata sono notevoli, per cui, alla fine, il Comune di Ferrara sta solo al 5° posto tra i Comuni capoluogo di provincia in regione per risultati ambientalmente virtuosi.
Questo è anche il prodotto della modalità di raccolta effettuata con le calotte ( che viene riproposta oggi con uno spreco ingiustificato di risorse economiche) e che incentiva tralaltro comportamenti negativi come l’abbandono dei rifiuti, a differenza del sistema di raccolta porta a porta, che non ha queste controindicazioni e favorisce una raccolta differenziata di maggior qualità e che, dunque, per noi, è la scelta da mettere progressivamente in atto.
Ci viene detto che la ripubblicizzazione e il passaggio al sistema porta a porta comporta costi elevati e non sopportabili: ci sentiamo di rispondere tranquillamente che le risorse per andare in questa direzione, che non sono un costo ma un investimento per il futuro, in particolare per le giovani generazioni, si possono facilmente trovare impiegando le riserve di utili di Ferrara Tua o vendendo parti delle azioni di Hera possedute dal Comune.
Anche l’occupazione verrebbe interamente salvaguardata, con il passaggio dei lavoratori Hera inpiegati nel servizio dei rifiuti alla nuova azienda pubblica, come è stato realizzato con la creazione di ALEA di Forlì.
Con queste scelte, inoltre si può arrivare a dimezzare l’attuale impianto di incenerimento (che già oggi brucia più rifiuti speciali che non rifiuti urbani del Comune di Ferrara).
Si può ripubblicizzare la gestione dei rifiuti urbani, passare al sistema di raccolta porta a porta, avviare il dimezzamento dell’incenerimento: basta solo la volontà politica e la scelta di uscire dalla sudditanza da Hera.
Scritto da Rodolfo Baraldini il . Pubblicato in Appuntamenti. Nessun commento su 3° Biciclettata per sensibilizzare la Città

Scritto da Rodolfo Baraldini il . Pubblicato in Appuntamenti. Nessun commento su 2° BICICLETTATA PER SENSIBILIZZARE LA CITTA’
A Ferrara c’è un grosso problema di mobilità e sicurezza stradale.
Per sensibilizzare la città e i suoi amministratori su questi problemi, facciamo, assieme a Caldirolo Libera e FIAB, un giro in bicicletta in centro.
Scritto da Rodolfo Baraldini il . Pubblicato in Press. Nessun commento su In Consiglio si discute del Piano urbanistico, in piazza scatta il flash mob
Il Pug non convince il Forum Ferrara Partecipata e, così, scatta il flash mob. Martedì 10, dalle 14.30 alle 15, gli esponenti del gruppo saranno presenti davanti allo Scalone municipale: quindi, gli stessi referenti entreranno in Consiglio comunale, dove verrà appunto discusso il Piano urbanistico generale.
“Vogliamo una città non privatizzata, libera dal traffico e dal cemento, per la tutela dei beni comuni – sostengono -. Chiediamo, poi, che le nostre osservazioni al Piano urbanistico vengano discusse e accolte dal Consiglio comunale. Un Piano urbanistico dovrebbe delineare la visione del futuro e definire con chiarezza lo sviluppo della città per i prossimi anni individuando le regole per la effettiva realizzazione delle linee strategiche individuate: così non è”.
Ma non è tutto. “Per legge ciascuna fase dell’iter di definizione del Pug deve essere accompagnata da un percorso di partecipazione che coinvolga la cittadinanza – concludono -. Ma ormai, alla conclusione del processo di elaborazione del piano, possiamo dire con certezza che questa cosa non è accaduta.
Scritto da Rodolfo Baraldini il . Pubblicato in Contributi. Nessun commento su MEDITERRANEO : un mare che chiede attenzione
La parola CLIMA ci porta un senso di stabilità, di qualcosa su cui possiamo contare. Ecco perché, quando attraversiamo il nostro presente, non trovo giusto parlare di cambiamento climatico, perché il clima l’abbiamo perso, e viviamo un transitorio veloce. Le cose che un tempo erano ferme, almeno nell’arco di una vita umana, ora le vediamo muoversi.
Le piene del nostro grande fiume, divulgate dai media, danno portate di un terzo rispetto a pochi anni fa, e i rovesci che provocano le disastrose inondazioni sono locali, e non lo gonfiano. Nei lunghi mesi di magra il mare ne risale il corso, e i sedimenti deltizi scarseggiano. Tutto ciò che da terra alimenta il mare nostrum è diminuito: i ghiacciai alpini sono quasi estinti, tutti i fiumi che dovrebbero alimentarlo sono messi come il Po, e l’evaporazione è più intensa per l’aumento delle temperature di aria e acqua.
Si osserva invece all’opposto un aumento del livello del mare, sia pure di pochissimi centimetri. Le cause: la dilatazione termica dell’acqua, che si sta scaldando, ma il fattore preponderante è dato dai due ingressi: Gibilterra e Suez. Occupiamoci per ora solo del maggiore, trascurando Suez.
Sappiamo che gli oceani terrestri salgono, per effetto della fusione di tutti i ghiacci che poggiano sul terreno: Groenlandia, Antartide, e le coste delle regioni polari. La banchisa Nord è già nell’acqua, e fondendo ne lascia il livello inalterato. La velocità dell’aumento è destinata a salire, dato che le emissioni climalteranti crescono, causando un feed-back positivo: il permafrost inizia a fondere, e libera il metano che contiene in quantità, regioni come Siberia e Groenlandia sono un esempio. Il metano svolge un effetto serra pari a 40 volte quello dell’anidride carbonica.
Dunque l’Atlantico che sale travasa da Gibilterra le sue acque nel mare nostrum, unitamente ai meravigliosi organismi che in esse vivono. Ancora non siamo riusciti ad estinguere i grandi mammiferi marini, ma ci stiamo provando: gli air-gun delle ricerche petrolifere, che devono fare un’ecografia dei fondali, provocano onde sonore subacquee di grande intensità. Esse danneggiano le membrane timpaniche dei cetacei, che sono epidermiche, adatte a captare i loro linguaggi sociali. Capodogli e balenottere perdono la capacità di orientarsi, e finiscono spiaggiati.
A questo punto non resta che sognare. Sognare che tutti i paesi del Mediterraneo si uniscano in un condominio “Mare Nostrum” per colmare gran parte dello Stretto, limitando il flusso di acqua oceanica in ingresso. Marocco, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto, Israele, Libano, Siria, Turchia, Grecia, Albania, Ex Iugoslavia, Italia, Francia, Spagna, possono contribuire alla colmata, ognuno secondo le proprie possibilità, per preservare le condizioni delle loro coste. La parte politica è la più difficile dell’operazione.
Cosa mettere sul fondale? Anche questa è politica, ma nella nostra civiltà dello spreco non dovrebbe essere difficile: rottami ferrosi, carrette dei mari, armi obsolete, cemento di risulta da rinaturalizzazioni ad esempio. Esportiamo rifiuti di ogni genere nel terzo mondo, soprattutto se ci comprano armi: sono morti giornalisti che volevano far luce su questi traffici. Bisognerà stare attenti che non siano rifiuti tossici o radioattivi, cosa all’ordine del giorno. Abbiamo anche industrie dismesse che rimangono in piedi come cattedrali nel deserto, in scenari da day after. Possiamo poi chiedere informazioni agli Emirati Arabi, che in mare ci costruiscono isole. Anche in Italia facciamo dighe foranee.
L’entità della colmata, che comunque deve lasciare un corridoio per le creature marine e per le navi, sarà poi da determinarsi per approssimazioni successive, e magari con una specie di MOSE aggiunto per la regolazione fine in corso d’opera.
Vorrei aggiungere un commento-sintesi per il lettore volonteroso che fosse riuscito a leggere fino a qui. Ci vuol poco a prevedere che non avverrà nulla di tutto questo programma, ed è per la stessa ragione che nulla di serio viene fatto per il riscaldamento globale. Lo si riconosce, ma essendo cosa sgradevole viene rimossa. Sarebbe perfettamente contrastabile, porterebbe una enorme quantità di posti di lavoro, ma il pensiero di abbandonare attività redditizie è così intollerabile per i titolari, che si preferisce organizzare il negazionismo. Questa opera sarebbe indubbiamente titanica, e costituirebbe una svolta epocale. Essa non si dovrebbe limitare all’abbandono dei combustibili fossili, ma investirebbe tutti i fondamenti del pensiero unico, il mito del guadagno e del successo, lo stile di vita, l’alimentazione, la sovrappopolazione. Se torniamo al Mare Nostrum, ci accorgiamo che anche questa Grande Opera non è che un tassello di quanto deve accollarsi questo Uomo Nuovo. Noi vecchi non possiamo che fargli gli auguri, chiedere scusa non serve.
Scritto da Rodolfo Baraldini il . Pubblicato in Press. Nessun commento su Flash mob a Ferrara contro il Piano Urbanistico Generale: il Forum chiede cambiamenti
Flash mob contro il Pug. Il Forum Ferrara Partecipata organizzerà martedì, dalle 14.30 alle 15, un flash mob davanti allo scalone del palazzo Municipale ed entrerà ad assistere ai lavori del consiglio comunale in cui verrà discusso il nuovo Piano Urbanistico Generale.
“Vogliamo una città non privatizzata, libera dal traffico e dal cemento – sottolinea il Forum Ferrara Partecipata – per la tutela dei beni comuni. Chiediamo che le nostre osservazioni al Piano Urbanistico vengano discusse e accolte dal Consiglio Comunale.
Un Piano Urbanistico dovrebbe delineare la visione della città futura e definire con chiarezza lo sviluppo della città per i prossimi anni individuando le regole per la effettiva realizzazione delle linee strategiche individuate: così non è. Il Piano Urbanistico non disegna concretamente la città futura e non garantisce la prevalenza dell’interesse pubblico.
Lo strumento di pianificazione che il Comune di Ferrara ha predisposto si fonda su tre capisaldi: ‘la rigenerazione della città, la riduzione del consumo di suolo, il miglioramento della qualità urbana ed ecologico-ambientale di città e frazioni’: si tratta indubbiamente di linee guida giuste e condivisibili, il problema è che rischiano, in assenza di indicazioni precise, di restare mere enunciazioni di buone intenzioni.
Le scelte strategiche di rinnovamento sostenibile del territorio rischiano di restare pure affermazioni di principio. Troppo vaghe sono le indicazioni vincolanti per ridurre i rischi ambientali legati ai cambiamenti climatici, contrastare gli allagamenti, ridurre le isole di calore.
Manca una visione strategica complessiva della mobilità urbana, che costituisce uno degli aspetti strutturali di una pianificazione orientata verso la transizione ecologica. Manca un piano di edilizia sociale, tema fondamentale nella nostra città.”
Scritto da Rodolfo Baraldini il . Pubblicato in Appuntamenti. Nessun commento su Flash Mob – Il Piano Urbanistico non disegna concretamente la città futura
Scritto da Rodolfo Baraldini il . Pubblicato in Press. Nessun commento su Ferrara Partecipata sul Pug: “Partecipazione assai ristretta”
Ci stiamo avvicinando al momento in cui il Consiglio comunale, la prossima settimana, discuterà e deciderà l’approvazione o meno del Pug (Piano Urbanistico Generale). Nelle settimane scorse si sono svolte diverse riunioni della Commissione consiliare Urbanistica propedeutica al passaggio in Consiglio comunale.
Abbiamo assistito ad un dibattito “burocratico”, nel senso che, in primo luogo, non si è potuto discutere di tutte le circa 290 osservazioni che sono arrivate da Associazioni e cittadini al Pug e, soprattutto, da parte della maggioranza, sono state ripetute le controdeduzioni già espresse a suo tempo sulle osservazioni.
Arriviamo così alla discussione in Consiglio comunale già con un primo “vulnus”: infatti, nella delibera che andrà in discussione, sta scritto che ci si sarebbe attivati per svolgere forme di contraddittorio con i soggetti che avevano visto le proprie osservazioni “non accoglibili” o “parzialmente accoglibili”, fatto che non è avvenuto almeno rispetto al Forum Ferrara Partecipata e ad altre Associazioni che avevano presentato osservazioni rientranti in quelle categorie. A riprova di una concezione della partecipazione, da parte di quest’Amministrazione, assai ristretta, per usare un eufemismo.
Soprattutto, però, ci troviamo di fronte ad un’impostazione del Pug costruita su “maglie larghe”, ossia basata sull’affermazione di principi generali previsti dalla legge regionale, diversi dei quali in sé anche condivisibili, che non si traducono poi in indicazioni precise e stringenti, lasciando così alle future trattative tra l’Amministrazione e singoli soggetti privati la loro attuazione, con il rischio molto concreto che la pubblica utilità venga subordinata a logiche privatistiche e di mercato. Considerato che la rigenerazione del territorio urbanizzato e le nuove urbanizzazioni si attueranno principalmente tramite lo strumento degli “Accordi Operativi” con i privati, accordi fondati sull’ “urbanistica negoziata”, risultano evidenti i rischi conseguenti a una negoziazione non supportata da stringenti regole dettate dal Piano Urbanistico. Regole che definiscano concretamente i criteri di priorità, i requisiti minimi e i limiti in base ai quali valutare la rispondenza all’interesse pubblico delle proposte di Accordo Operativo.“
Inoltre, nel Pug compaiono scelte, in diversi casi, assolutamente regressive: ci riferiamo alla vocazione del Parco Urbano, ridotto a contenitore di attività ludiche e di svago, facendogli perdere la sua connotazione di nodo ecologico, alla mancata indicazione del Parco Sud come luogo di possibile svolgimento di grandi eventi, alla sottovalutazione del tema della mobilità, all’aver lasciato nell’indeterminatezza il futuro della ex Caserma di via Cisterna del Follo, alle lacune rispetto alla valorizzazione agricola del forese, all’insufficienza degli interventi previsti nell’area Est della città e a diverse altre ancora.
Insomma, non possiamo che dare un giudizio negativo, sia sul piano del metodo che su quello del merito, del Pug che andrà in discussione in Consiglio comunale. Da qui la nostra richiesta che la discussione che lì si svolgerà possa modificarlo nel senso da noi tratteggiato, dando a Ferrara una prospettiva utile per il suo futuro urbanistico.
Per parte nostra, continueremo a lavorare e a farci sentire perché le nostre ragioni possano essere prese in considerazione e affermate.
Scritto da Rodolfo Baraldini il . Pubblicato in Press. Nessun commento su Forum Ferrara partecipata: “Nel Pug la nostra idea di città: verde e decarbonizzata”
‘Di chi è la città?’ si chiede il Forum Ferrara Partecipata, che assieme ad altre associazioni cittadine ha indetto un’assemblea pubblica per domani pomeriggio (ore 17.30) in Piazza della Cattedrale. Un incontro nel quale saranno diversi i temi trattati, a partire dalle osservazioni al Piano Urbanistico Generale (Pug) la cui approvazione è stata rinviata dalla giunta, fino alle proposte di una città verde, sostenibile e decarbonizzata. Oltre al Forum, sono altre sette le associazioni che hanno aderito all’iniziativa: Cittadini del Mondo, Associazione PiazzaVerdi, Centro Sociale ‘La Resistenza’, Caldirolo Libera, Koesione 22, Ferrara 2030 e Italia Nostra.
“L’amministrazione ha deciso di rinviare l’approvazione del Pug ma abbiamo scelto di confermare la nostra assemblea pubblica – ha spiegato Corrado Oddi di Forum Ferrara Partecipata -, in quanto non tratteremo solo delle osservazioni al Piano Urbanistico Generale ma anche della nostra idea di città. Speriamo, tuttavia, che il processo di interlocuzione per il Pug non faccia la fine di quello del Fèris, e che i tempi siano più celeri. Come intendiamo Ferrara? Verde, decarbonizzata e capace di salvaguardare gli spazi pubblici. Il Parco Bassani non deve essere snaturato con degli eventi insostenibili, serve sviluppare un nuovo Parco Sud che possa ospitarli; in più, continuiamo a battere sulla riqualificazione dell’ex caserma di via Cisterna del Follo”. Tra i punti anche la salvaguardia degli spazi pubblici, per il rilancio di una cultura legata al territorio: secondo i referenti del Forum mancano spazi per incontri, assemblee e riunioni se non a pagamento.
“Il Centro Sociale ‘La Resistenza’ ha rappresentato un punto di riferimento per la cittadinanza, ma anche il Cinema Boldini può diventare uno spazio in cui proporre una cultura di un certo tipo – spiegano -, così come le biblioteche pubbliche”. Il focus si sposta poi sulla qualità della vita nelle frazioni, contrastando impianti impattanti come il biogas e il biometano: su questo tema da tempo si fanno sentire gli abitanti di Villanova di Denore.
E poi una particolare attenzione al rione Krasnodar, rappresentato dall’associazione Koesione 22: “I lavori della ferrovia stanno creando grandi disagi, il rione è tagliato a fette e i collegamenti col centro cittadino sono spariti – le parole di Massimo Cavallina, referente dell’associazione in conferenza stampa -, per questo ci siamo preoccupati della viabilità ciclistica e pedonale del nostro quartiere. Chiediamo una ricucitura, così come la costruzione di una piazza vicino alla scuola De Pisis”.
Scritto da Rodolfo Baraldini il . Pubblicato in Appuntamenti. Nessun commento su 1° BICICLETTATA PER SENSIBILIZZARE LA CITTA’
A Ferrara c’è un grosso problema di mobilità e sicurezza stradale.
Per sensibilizzare la città e la sua amministrazione su questi problemi, facciamo un giro in bici nelle strade dove sono più evidenti queste criticità.