| COMUNICATO STAMPA _ ZTL: LA CITTA’ CHE VOGLIAMO, NON QUELLA CHE CI NEGANO | Vogliamo una città che scelga la salute, la vivibilità e il futuro ecologico Mercoledì 30 settembre alle ore 18, presso il chiostro di Santa Maria in Vado, il Forum Ferrara Partecipata organizza un incontro pubblico con i residenti del quartiere, e tutti i cittadini interessati, per un confronto sui problemi della mobilità nella zona medioevale e della mancata estensione della ZTL. Nei precedenti incontri avevamo valutato varie proposte di interventi necessari per il miglioramento della situazione attuale e avevamo concordato sull’urgenza di richiedere il miglioramento della sicurezza per pedoni e ciclisti in via XX Settembre: sono passati quasi nove mesi e non abbiamo ancora ricevuto dal Sindaco la risposta alla formale petizione che avevamo presentato lo scorso 7 gennaio. Nel frattempo abbiamo saputo che l’Assessore alla Mobilità ha presentato una bozza di allargamento della ZTL medioevale ad alcune associazioni di categoria e ad alcuni gruppi di cittadini. Abbiamo richiesto di incontrare l’Assessore e i funzionari comunali e siamo in attesa di risposta. Nel corso dell’incontro verranno dati aggiornamenti sulla situazione attuale. e valuteremo come continuare ad impegnarci su questi temi. Come Forum Ferrara Partecipata riteniamo che la mobilità sia un tema centrale per il futuro della città e intendiamo impegnarci per una città libera dalle automobili e quindi “vivibile”. Vivibile per il miglioramento della qualità dell’aria, vivibile per la sicurezza stradale, vivibile per il miglioramento della qualità degli spazi. Crediamo che per una visione di rinnovamento a Ferrara si debba partire dal tema della decarbonizzazione nel trasporto, della “mobilità ad emissione zero”. Saranno presenti le referenti del Forum Ferrara Partecipata Francesca Cigala Fulgosi e Anna Maria Faccini.
Forum Ferrara Partecipata Ferrara, 28/09/2026 | |
| COMUNICATO STAMPA Abolizione del bollo auto: una misura contraria alla salute e alla riduzione dell’inquinamento atmosferico | E’ notizia recente che nel 2027 verrà soppressa la tassa relativa al bollo auto, ritenuta dalla Presidente del Consiglio Meloni “ la tassa più odiata dagli Italiani”. Non sappiamo se davvero agli italiani dispiaccia pagare le tasse che confluendo nei bilanci regionali servono a coprire i costi dei servizi pubblici essenziali gestiti dall’ente locale, prima fra tutti la sanità pubblica e il trasporto locale, sappiamo però che questa scelta è in netta contrapposizione con quanto pubblicizza il Ministero dell’ambiente e della Sicurezza Energetica.
Il MASE infatti ha lanciato una campagna di comunicazione istituzionale denominata “Cultura e consapevolezza”. Lo spot ufficiale con lo slogan ‘ in Italia ci teniamo a fare “zero zero” per l’ambiente’ fa riferimento all’impegno comune di cittadini, imprese e istituzioni per ridurre a zero gli sprechi, zero i residui e zero le emissioni, nell’ambito dei Climate City Contract. Si tratterebbe cioè di azzerare con azioni mirate e contrarie quanto prodotto ai danni dell’ambiente.
Quindi ci chiediamo ha senso incentivare l’uso dell’auto privata sgravata dal bollo producendo emissioni dannose, e poi rimuovere (come?) la stessa quantità e tipologia di emissioni, per raggiungere il totale di zero emissioni?
Non sarebbe meglio invece impiegare lo stesso importo – 2,3 miliardi di euro – ammesso che sia possibile utilizzare così il residuo PNRR, per incentivare subito il trasporto pubblico locale che abbatte naturalmente le emissioni?
E chiediamo ancora al Governo: in questo gioco di emissioni più ed emissioni meno, è chiaro quale pericolo continuano a correre i cittadini in fatto di salute?
Il trasporto su strada è responsabile di gran parte delle emissioni di ossidi di azoto e polveri totali sospese, tanto che l’Italia resta, all’interno della EU il paese con il maggior numero di morti premature attribuibili al PM2.5. In particolare nelle regioni padane il trasporto è fonte prevalente di CO2 e di sostanze effetto climalterante.
Per queste ragioni il Forum Ferrara Partecipata aderisce insieme ad altre associazioni (Cittadini per l’Aria, Clean Cities, ISDE, Kyoto club, Torino respira, Legambiente, Greenpeace e WWF) alla richiesta al Governo di revoca di questa misura iniqua che risponde allo slogan “ ZERO salute, ZERO difesa dell’ambiente”.
Forum Ferrara Partecipata
Ferrara, 25/09/2026 | |
| Proposta riforma del mercato elettrico…….verso le comunità energetiche di fatto | | |
| Aumento tariffe TARI in città e provincia …..Le bollette aumentano, ma ci stiamo chiedendo perché? | 
COMUNICATO STAMPA
Va bene denunciare l’incremento delle tariffe Tari. Ma guardiamo alla causa di fondo che lo provoca e lavoriamo per la gestione pubblica del servizio idrico.
Abbiamo visto che, fortunatamente, si è riaperta l’attenzione sul forte aumento delle TARI in città e in provincia. L’intervento del segretario della UIL e della segretaria del PD hanno avuto questo merito.
Come Forum Ferrara Partecipata, vorremmo però evidenziare da dove nasce questa situazione. Il dato di fondo è che, inevitabilmente, una gestione privatistica, come quella di Hera, orientata fondamentalmente alla produzione di profitti e alla distribuzione di dividendi, si porta dietro un aggravio delle tariffe per i cittadini.
Ci tocca, però, ricordare che circa un anno fa, esattamente il 28 luglio del 2025, la maggioranza che governa la città e anche il PD votarono per svolgere una gara per il nuovo affidamento del servizio dei rifiuti, che sarà molto probabilmente nuovamente appannaggio di Hera, contrastando, invece, la scelta che noi avevamo proposto di dar vita ad un’azienda pubblica. Insomma, va bene denunciare l’indebito innalzamento delle tariffe, ma bisognerebbe guardare alla causa che la provoca, e non semplicemente agli effetti che ne sono la conseguenza.
Avanziamo questo ragionamento non per fare una polemica retrospettiva, ma solo per rimarcare che la gestione pubblica, efficiente e partecipata, pur non essendo sufficiente per metterci al riparo da politiche tariffarie che hanno ricadute negative sui cittadini, ne è però una condizione necessaria.
Lo diciamo soprattutto guardando al futuro. Alla fine del 2027, scadranno le concessioni del servizio idrico in città e in tutta la provincia. Abbiamo iniziato da diversi mesi la campagna “ Ogni goccia conta” per la ripubblicizzazione del servizio idrico nel Comune di Ferrara e in tutta la provincia. Abbiamo svolto momenti di confronto con la cittadinanza, coinvolto le scuole e anche promosso una petizione, rivolta al sindaco del Comune di Ferrara, e su cui abbiamo raccolto in poco tempo più di 600 firme, per andare in questa direzione. Aspettiamo una risposta alla nostra petizione entro i 60 giorni da quanto è stata verificata la sua validità, avvenuta in questi giorni, sulla base di quanto prevede il regolamento comunale in proposito.
Soprattutto, riteniamo importante che si sviluppi sin da adesso un dibattito pubblico sul futuro dell’affidamento del servizio idrico. Anche per non ripetere gli errori del passato.
FORUM FERRARA PARTECIPATA

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| ENERGIA BENE COMUNE …….verso le comunità energetiche rinnovabili | La transizione energetica dai combustibili fossili verso società alimentate dalle sole energie rinnovabili implica un ripensamento dei modelli socio/economici e una trasformazione tecnologicamente avanzata delle nostre comunità con al centro il rispetto dell’Ambiente e quindi dell’Uomo.
I nuovi sistemi energetici ci stanno conducendo verso nuovi cittadini che diventano consumatori dell’energia che essi stessi producono.
Le comunità energetiche diventeranno, quindi, una grande rete in cui le famiglie si scambieranno l’energia che esse stesse produrranno a livello locale attraverso i dispositivi pubblici e privati di cui le nostre città verranno dotate. Anche le famiglie/imprese non produttrici potranno far parte delle comunità perchè consumeranno l’energia prodotta e non consumata dalle altre famiglie/imprese produttrici.
I climatologi avvertono che gli eventi estremi dovuti ai cambiamenti climatici raddoppiano ogni 5 anni e in Europa stanno passando dai 45 eventi estremi medi all’anno degli anni ’70 ai 10mila che abbiamo avuto nell’ultimo decennio fino a stimare i 40mila che subiremo dopo il 2030. Le riserve conosciute di petrolio e gas hanno un orizzonte di esaurimento nel 2070 per cui l’approvvigionamento di combustibili fossili non è garantito a tutti gli abitanti del pianeta dal 2035 in avanti.
Il Sole è il più grande reattore a fusione nucleare che abbiamo già a disposizione e che ci fornisce ogni giorno 15mila volte l’energia che consumiamo e che durerà 4 miliardi di anni. Abbiamo sviluppato tutte le tecnologie per trasformare l’energia solare in energia utile: la transizione verso Città Solari alimentate 100% a energia rinnovabile è possibile e costituisce una grande opportunità.

Finalmente è stata messa sulle pagine della Regione l’audizione di Leonardo Setti, ricercatore presso l’università di Bologna, autore della proposta di legge sull’energia di RECA Emilia Romagna (https://www.recaemiliaromagna.it/). In modo chiaro e semplice spiega come l’energia elettrica viene prodotta e distribuita rendendo esplicito il ruolo di primaria importanza della comunità energetiche rinnovabili; ruolo che se correttamente accompagnato dalla necessaria normativa nazionale, cosa che sta già in parte avvenendo anche a seguito delle direttive europee, contribuirà in modo netto alla riduzione dei costi dell’energia nonchè all’improbabile ricorso al nucleare.
LEONARDO SETTI
La trovate al seguente link: https://commissioni-emr.concilium.tv/video/player/371/20260701100317 | |
| DEL METODO PER FAR MALE LE POLITICHE CULTURALI | DEL METODO PER FAR MALE LE POLITICHE CULTURALI
C’era una volta la cultura degli assessori, poi è venuta avanti la politica dei ‘giacimenti culturali’ ora si è affermata nella nostra città l’epopea del sindaco impresario. Non si vuole entrare qui nel merito delle valutazioni/ricadute economiche dei grandi concerti che questa Amministrazione ha sostenuto per Ferrara. Ancora si attendono a riguardo chiari bilanci economico-sociali che indichino anche ricadute occupazionali sulla nostra comunità. Finora non vi sono stati studi ‘scientifici’ provenienti da istituzioni indipendenti che abbiano mostrato effetti socio-economici rilevanti.
Sono invece altri i temi che qui si vogliono affrontare.
In primis siamo convinti che un’ Amministrazione comunale debba agire in modo diretto o indiretto per sostenere ‘Battiti Live Spring’, il compleanno di Radio 105 o il Superkaraoke ? Questo quesito vale anche per Ferrara Summer Festival ma soprattutto per i due concerti di Vasco Rossi al Parco urbano.
Siamo sicuri che questi eventi, già ampiamente sostenuti dal ‘mercato’ abbiano la necessità di un intervento pubblico e non possano svilupparsi con i propri mezzi ?
Non è forse più legittimo che un’ Amministrazione pubblica riconosca e promuova l’innovazione, le energie artistiche delle giovani generazioni, l’apertura di orizzonti e non si soffermi ad incoraggiare tutto ciò che ha già un ampio consenso ? Molti giovani artisti attendono palcoscenici ove incontrare il pubblico, sale prova dove sperimentare, residenze artistiche ove ricercare. Ferrara non ha spazi d questo tipo e non ne sta progettando (non ne ha approfittato neppure con la grande occasione del PNRR). Sicuramente è nella situazione più critica in Regione.
Che tutta l’operazione Grandi eventi avvenga utilizzando il ‘braccio secolare della Fondazione Teatro Comunale (si veda l’ultima variazione di bilancio per il concerto di Vasco) lascia allibiti. La Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, nel suo Statuto ha il mandato di promuovere la cultura musicale, teatrale, performativa. Ora chiediamoci quale sia il filo che collega questa vocazione ad un rocker, sicuramente di grande fama, come Vasco Rossi, Hunzicker o Marilyn Manson che hanno una forza economica e un seguito di pubblico per sostenersi ampiamente da soli. Questo per dire che ovviamente la nostra città può ospitare eventi di questo tipo, nessuno lo nega, ma non si capisce perché ciò debba avvenire con sostegno pubblico.
L’ altra grande questione riguarda l’uso’ della città per tali avvenimenti.
L’ attuale Amministrazione comunale ‘legge’ gli spazi cittadini come fossero tessere uniformi da riempire a piacere. Ora non vogliamo credere ad un mitico genius loci, né immaginare la città come organismo ma la pensiamo come ambiente. Ogni luogo di Ferrara ‘risuona’ in modo differente, le onde che vi si liberano sono composte dalla sua storia, dalla gente che vi abita, dalle memorie e dai bisogni che li permeano. Disporre grandi concerti accanto al campanile del duomo o attorno alla statua di Ariosto significa non aver ascoltato l’essenza di quei luoghi, significa non aver compreso il vissuto di chi vive la quotidianità di Ferrara. Si è costretto una parte di cittadinanza ad essere esiliata da spazi comuni in una visione della città ingabbiata e talvolta militarizzata.
Tali scelte sembrano governate dalla semplicistica idea: c’è una bella piazza, c’è un ampio parco…ecco lì ci facciamo un concerto ! Da tempo si suggerisce per i grandi concerti un altro spazio nell’area sud della città. Noi del Forum Ferrara Partecipata abbiamo proposto per i grandi eventi l’area aereo portuale, anche con formali osservazioni al Piano Urbanistico Generale. Un luogo che ha già mostrato in passato di saper accogliere manifestazioni di grandi dimensioni (Festival nazionale dell’Unità 1985 con circa tre milioni di visitatori), spazio che andrebbe attrezzato in alternativa al Parco urbano che per il suo delicato equilibrio e ricchezza in biodiversità, ha tutt’altra natura.
Quel che si fatica a comprendere e’ l’ostinazione di questa maggioranza politica a non confrontarsi con ipotesi alternative aprendo tavoli con associazioni e comitati. E qui sta uno dei nodi prioritari della politica ferrarese: l’attuale governo della città non ascolta, non presta l’orecchio alle ragioni di molti cittadini singoli e/o riuniti in associazioni.
Si respira una suggestione diffusa che trova nella nostra Amministrazione un laboratorio privilegiato: superare la democrazia (accantonando la partecipazione o disattivandola) perché lenta o altro e inaugurare una nuova epoca in cui il potere è governo, e il governo è comando. Tutto il resto può solo disciplinarsi in forma gregaria rispettando la nuova gerarchia.
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| Ricerca “Women’s Wise Workshop”- questionario sui servizi di prossimità (dai negozi ai servizi sociosanitari, dagli spazi verdi agli spazi aggregativi). | Ciao! Vivi a Ferrara? Aiutaci a migliorare la città partecipando a una ricerca sui servizi di prossimità: sono i luoghi essenziali (negozi, medici, verde, uffici) raggiungibili in 15 minuti a piedi o in bici da casa. ️
Bastano pochi minuti e la partecipazione è totalmente anonima . Il tuo contributo è fondamentale per una città più vicina ai bisogni di chi la abita!
Compila il questionario qui: Questionario servizi di prossimità
Grazie per il passaparola!
Chi siamo
Il questionario è promosso da “Ferrara, le donne e la città”, un gruppo di cittadinanza attiva che lavora per rendere Ferrara più equa e vivibile per tutte e tutti, seguendo i principi dell’urbanistica di genere.
Questa indagine prosegue il percorso iniziato con la ricerca “Women’s Wise Workshop: dal vivere gli spazi al progettare i luoghi”, realizzata con l’Università di Bari. L’obiettivo è ridefinire spazi, mobilità, periferie e cura dell’ambiente partendo dalle esperienze e dalle esigenze concrete delle donne.
In documenti forum puoi visionare l’altra documentzione relativa al PROGETTO WWW. WOMEN’S WISE WALKSHOPS
per informazioni: forumferrarapartecipata@gmail.com
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| PETIZIONE PER LA MESSA IN SICUREZZA E LA RIQUALIFICAZIONE DEGLI ASSI VIARI DI CORSO GIOVECCA / VIALE CAVOUR E CORSO PORTA MARE / PORTA PO | Il gruppo MOBILITA’ del Forum ha elaborato una PETIZIONE PER LA MESSA IN SICUREZZA E LA RIQUALIFICAZIONE DEGLI ASSI VIARI DI CORSO GIOVECCA / VIALE CAVOUR E CORSO PORTA MARE / PORTA PO con la richiesta di attuare urgentemente le misure previste dal Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS)
Per consegnare la petizione al Sindaco sono necessarie 100 firme, ma intendiamo raccoglierne di più. Per questo invitiamo tutti a partecipare attivamente alla raccolta delle firme. E’ sufficiente che ognuno firmi e raccolga le firme di parenti e conoscenti. In tanti potremo ottenere un buon risultato.
Di seguito il link e per chi voglia prodursi attivamente alla raccolta firme, alcune indicazioni:
– Stampare il documento allegato che contiene già il modulo con 15 firme
– Possono firmare tutte le persone residenti nel comune di Ferrara che abbiano compiuto 16 anni (non raccogliamo le firme delle persone domiciliate perché la procedura è complessa)
– Scrivere tutti i dati in stampatello, solo la firma in corsivo
– Consegna dei moduli firmati: 1) il giorno 9 luglio dalle 18 alle 19 presso il bar Paradiso verde in viale Alfonso d’ Este 1 2) contattando Francesca al 3473118833.
PETIZIONE Giovecca_Portamare | |
 | WOMEN’S WISE WORKSHOPS “DAL VIVERE GLI SPAZI AL PROGETTARE I LUOGHI” PROGETTO PARTECIPATIVO WWW. ATTRAVERSARE CONOSCERE COPROGETTARE |
Responsabile scientifico: Letizia Carrera, docente di Sociologia del territorio presso l’Università di
Bari, coordinatrice del Laboratorio di Studi Urbani URBALAB
Il progetto di ricerca è stato promosso dal gruppo “Ferrara, le donne e la città” al fine di sollecitare
una nuova consapevolezza dei bisogni e dei diritti delle donne nell’esperienza urbana, mettere in luce
le difficoltà e i problemi che le donne affrontano nella vita quotidiana riguardo alla mobilità, alla
sicurezza, ai servizi, agli spazi di relazione, ripensare in concreto gli spazi della città, le periferie, la
mobilità, la cura dell’ambiente urbano attraverso il confronto con le esigenze e le esperienze di vita
vissuta per giungere a possibili proposte di interventi sulla città.
Attraverso esperienze di laboratori urbani e di riflessione collettiva, le partecipanti al processo di
ricerca-azione hanno esplorato lo spazio urbano, condividendo percezioni, bisogni e proposte per
rendere la città più inclusiva e attenta alle esigenze delle donne.
I risultati vengono resi pubblici e presentati agli Amministratori con l’auspicio di contribuire a creare,
in prospettiva, le condizioni per una migliore qualità della vita delle donne e degli altri attori urbani
nella città.
“La città accogliente e friendly per le donne è una città che sa tendere all’obiettivo di essere inclusiva,
sostenibile e people friendly”.
Il laboratorio WWW trova la sua matrice teorica nel principio del “diritto alla città” tematizzato dal
filosofo francese Henri Lefebvre e che si declina sia come diritto a vivere pienamente la città, sia come
diritto a partecipare alla sua progettazione.
Questa teorizzazione è il fondamento dei principi di democrazia territoriale – il diritto a una città di
qualità a prescindere dallo specifico luogo di residenza andando oltre il limite della città “spezzata” tra
centro e periferie -, e di quello di giustizia sociale – diritto a poter fruire delle opportunità e dei servizi
messi a disposizione dalla città a prescindere dalla specifica dotazione individuale di risorse
economiche, culturali e sociali. Il richiamo evidente è alla teoria della capabilities di Amartya Sen e
Martha Nussbaum che ritiene imprescindibile centrare l’attenzione sulle reali opportunità fruibili dai
soggetti (opportunities) più che sulla loro mera presenza nello spazio urbano
PREMESSA
Le città sono storicamente progettate secondo un immaginario maschile, che spesso ignora i bisogni e
le esperienze quotidiane delle donne. L’adozione del “gender mainstreaming” nella pianificazione
urbana può permettere di superare alcuni limiti di questo approccio, favorendo un accesso equo ai
servizi e una maggiore partecipazione ai processi decisionali.
“Le donne vivono ancora la città con una serie di barriere fisiche, sociali, economiche e simboliche
che condizionano la loro vita quotidiana” ( Leslie Kern 2019), ma è proprio a partire da questi ostacoli
che proprio loro possono generare una nuova visione urbana: più sensibile, più umana, più
sostenibile.
Le città infatti non sono neutre. Sono state progettate da urbanisti maschi per soddisfare modelli
maschili di vita centrati sul lavoro produttivo, su spostamenti lineari, su tempi rigidi, su strutture
pensate per un uomo adulto, sano, motorizzato. Ma la vita reale, quotidiana, è ben più complessa e a
pagarne il prezzo sono soprattutto le donne, con le loro giornate frammentate tra lavoro, cura,
spostamenti multipli, carichi familiari.
Da queste analisi discende la seconda declinazione del diritto alla città a cui si è fatto riferimento, che
richiama in modo stringente la necessità che gli amministratori e i progettisti dialoghino in modo
continuo e sostanziale con i cittadini e, naturalmente con le cittadine, riconosciuti quali portatori di
specifiche competenze e di un sapere connesso alla pratiche quotidiane
Molte città hanno già iniziato a integrare la parità di genere nelle politiche urbanistiche, sociali e
culturali: a Vienna, a Barcellona, ad Amsterdam, a Bilbao si sono realizzati interventi che,
soddisfacendo i bisogni e i diritti delle donne, hanno contribuito ad attivare processi di uguaglianza dei
diritti e percorsi di transizione ecologica.
Per il cambiamento è necessaria un approccio sistemico abbandonando una visione unicamente
economica del mondo per assumere una visione ecologica, in grado di collegare le complesse
dinamiche della vita quotidiana con la tutela dei beni comuni ( aria, acqua, suolo) e la garanzia dei
servizi ai cittadini ( educazione, sanità, trasporti ). Le donne, per la loro esperienza di vita, sono
portatrici di una visione sistemica, complessa, capace di tenere insieme tempi, relazioni, spazi e
necessità. Oggi più che mai è di questa complessità che abbiamo bisogno.
“Le donne possono dare un contributo determinante a immaginare un nuovo modello di convivenza
urbana, con la forza delle loro idee, con i loro bisogni e desideri, mettendo a nudo quello che non
funziona e che potrebbe cambiare, rivelando le asimmetrie nella ripartizione del potere e delle
responsabilità”( Elena Granata 2023 ).
Da queste premesse deriva l’urgenza di iniziare ad elaborare, con la partecipazione diretta delle
donne e sulla base dell’analisi dei loro bisogni, proposte concrete di modifica della città da sottoporre
agli Amministratori. Proposte che parlino di trasporti più accessibili, di spazi pubblici sicuri e
accoglienti, di orari urbani compatibili con la vita reale, di servizi di prossimità.
OBIETTIVI
• Rilevare le percezioni femminili dello spazio e delle sue pratiche d’uso: comprendere come le
donne vivono e percepiscono gli spazi urbani, identificando aree che favoriscono o ostacolano
la loro mobilità e sicurezza. “Spazi e luoghi gender friendly per progettare città people
friendly”.
• Promuovere l’empowerment sociale e politico: incoraggiare le donne a diventare agenti attive
nel processo di progettazione urbana, fornendo loro strumenti per rilevare esigenze e bisogni
ed esprimere proposte.
• Influenzare le politiche urbane: utilizzare i dati raccolti durante i laboratori urbani per avviare
un dialogo con le amministrazioni territoriali e proporre soluzioni concrete di
infrastrutturazione urbana per garantire una maggiore inclusività e attenzione alle esigenze di
genere.
METODOLOGIA
Poiché l’intento prioritario era dare voce alle donne della città, si è adottato il consolidato metodo
della ricerca sociologica qualitativa che consente di esplorare fenomeni sociali complessi e di acquisire
comprensione delle dinamiche sociali, tramite il punto di vista dei soggetti e il significato che essi
attribuiscono alle loro esperienze.
QUI un testo esplicativo di Letizia Carrera, docente che ha curato la ricerca.
DAL «progettare per» AL «progettare con»
Il progetto Women’s Wise Walkshops è centrato sulla premessa di riconoscere la competenza delle
cittadine e dei cittadini che abitano i luoghi. È fondato su un processo partecipativo complesso che
persegue un duplice obiettivo: ascoltare, dare struttura e amplificare le voci di chi abita la città e
promuovere il coinvolgimento civico e la connessione tra attori sociali diversi al fine di una
progettazione urbana partecipata.
FASI e STRUTTURA del progetto e impianto delle attività di ricerca-azione
1. Identificazione, in collaborazione con associazioni locali e gruppi organizzati del territorio, di
donne che presentino tratti sociali differenziati in una logica intersezionale.
2. Conduzione di interviste semi-strutturate con le donne residenti nei quartieri selezionati
come riferimento territoriale per i laboratori urbani.
3. Organizzazione di focus group basati sui risultati iniziali emersi dai protocolli di intervista e
misurazione degli iniziali investimenti individuali sulle pratiche partecipative.
4. Implementazione di walkshop urbani, progettati sulla base del modello delle dérive
situazioniste, ma con una maggiore declinazione sociale, che coinvolgano donne di diverse
età e background sociali.
5. Creazione di mappe tematiche basate su metodologie partecipative e rivalutazione del livello
di engagement delle cittadine coinvolte nei diversi percorsi.
6. Sviluppo di un documento condiviso che sintetizzi le osservazioni e i rilievi raccolti dalle tre
fasi precedenti, delineando infine una serie di raccomandazioni di politiche urbane e
interventi concreti per gli spazi urbani.
7. Realizzazione di tavoli di confronto con la cittadinanza e con gli amministratori locali, sulla
base dei dati emersi per un dialogo e una riflessione condivisa sui risultati per l’elaborazione
di specifiche politiche urbane.
Fasi di realizzazione della ricerca
• Individuazione di due quartieri, uno centrale e uno periferico, diversi per caratteristiche e
problematicità in cui svolgere la ricerca: quartiere Arianuova-Giardino e quartiere Krasnodar.
• Realizzazione di 65 interviste semistrutturate e realizzate in presenza rivolte a un campione di
donne dei due quartieri diverse per estrazione socio-culturale, lavorativa ed età. Fasce di età
18/35, 36/65, over 65. Interviste semistrutturate finalizzate alla raccolta di dati relativi a
comportamenti, valutazioni, rappresentazioni dello spazio urbano e delle pratiche quotidiane,
e di proposte per il miglioramento della qualità della vita del territorio.
• Realizzazione di 2 focus groups: uno per quartiere, coinvolte complessivamente 25 residenti,
diverse per estrazione socio-culturale, lavorativa ed età. Discussione di gruppo, a partire dai
macrotemi emersi dall’elaborazione e dell’analisi delle interviste condotte nella fase
precedente, finalizzata a raccogliere esperienze, idee, riflessioni, proposte delle partecipanti
sui diversi temi urbani.
• Realizzazione di 2 walkshops: uno per quartiere, coinvolte complessivamente 26 residenti,
diverse per estrazione socio-culturale, lavorativa ed età. Laboratori urbani organizzati in due
diverse fasi: a) realizzazione di camminate osservazionali (dérive) attraverso i luoghi urbani
individuati come oggetto della riflessione condivisa con lavoro individuale: ogni partecipante
osserva, riflette e prende appunti. b) Confronto sul tema individuato e sulle osservazioni
ottenute, all’interno di uno spazio chiuso.
• Realizzazione di 2 incontri, uno per quartiere, con tutte le partecipanti al focus group e al
laboratorio urbano, per la discussione di gruppo sui materiali emersi dal lavoro complessivo
trattati con il metodo delle Word Clouds per l’analisi del contenuto e con quello dell’analisi
tematica.
• Elaborazione di un documento condiviso che avanzi ipotesi di (ri)progettazione dello spazio
urbano inteso quale elemento materiale e immateriale;
• Realizzazione di un evento pubblico nel quale sono stati presentati e discussi i risultati emersi
dall’analisi dei materiali esito del percorso di ricerca.
I risultati emersi dal laboratorio WWW Ferrara mostrano con nettezza le potenzialità di questo
metodo di indagine sociale in grado sia di cogliere dimensioni e rappresentazioni sottostanti i
comportamenti e sia di mettere a valore un sapere pratico e quotidiano di esperibilità dei luoghi.
Premessa necessaria dalla quale non si può prescindere è il riconoscimento di elevati livelli di fiducia
nutrito dai cittadini nei confronti dell’amministrazione e la convinzione di essere parte di un percorso
condiviso e sinergico per implementare nuovi progetti per migliorare l’infrastrutturazione materiale e
immateriale dello spazio e quindi garantirne una maggiore vivibilità per tutti i diversi tipi di cittadini.
I dati emersi, al pari di quelli generati dalle altre esperienze metodologiche, non vanno quindi
interpretati come sterili critiche rivolte all’amministrazione, quanto, invece, come un percorso
partecipato di ripensamento e di miglioramento degli elementi materiali e immateriali della città per
aumentarne il livello di vivibilità.
RISULTATI
Per risultati si intendono le proposte operative emerse dal lavoro di ricerca al fine di riprogettare la
città secondo una prospettiva di genere, per una città a misura di tutti i suoi abitanti: “una mappatura
sociale per policy urbane di città gender/people friendly”.
Proposte sintetizzate esposte per aree tematiche
Mobilità
• Pianificazione di una mobilità dolce, sicura e intermodale che si confronti con i tragitti
complessi e frammentati spesso compiuti dalle donne ( lavoro, accompagnamento figli,
acquisti, cura di persone anziane).
• Rafforzamento della rete pedonale e ciclabile, migliorando l’illuminazione, la visibilità e la
sicurezza (anche quella percepita).
• Progettazione e implementazione del trasporto pubblico con attenzione a frequenza, orari
serali, segnaletica accessibile, sicurezza alle fermate e veicoli facilmente accessibili.
• Predisposizione di parcheggi di scambio e navette elettriche di collegamento (park & ride).
• Diminuzione del costo del biglietto del bus o estensione della durata della validità.
Spazi pubblici
• Adeguamento strutturale degli spazi pubblici per l’accesso di soggetti con disabilità
permanente e temporanea.
• Riprogettazione degli spazi pubblici con una maggiore infrastrutturazione materiale e
immateriale adeguata alla fruizione differenziata dei luoghi: più panchine, più bagni pubblici,
più illuminazione, marciapiedi più larghi e ben manutenuti, rimozione barriere
architettoniche.
• Creazione di spazi verdi diffusi e migliore cura del verde esistente.
Sicurezza
• Applicazione del principio di “prevenzione ambientale del crimine” (CPTED) con criteri di
progettazione orientati alla sicurezza: visibilità, presenza umana, illuminazione, assenza di
barriere visive.
• Contrasto dell’abbandono e della marginalità degli spazi pubblici tramite l’attivazione sociale
e culturale sostenuta dall’amministrazione pubblica e da una rete multiattoriale.
• Collaborazione con centri antiviolenza, associazioni e comitati per mappare aree a rischio e
progettare interventi mirati.
• Sostegno agli esercizi commerciali di prossimità come presidi di presenza di vitalità della zona
e presidio di sicurezza.
Servizi per i cittadini
• Progettazione della città in funzione dei tempi di vita e di lavoro delle persone, promuovendo
la “città dei 15 minuti” che consenta di accedere a servizi essenziali (scuole, centri di medicina
territoriale, commercio, verde pubblico) in prossimità dell’abitazione.
• Potenziamento dei servizi di prossimità (nidi, centri anziani, consultori, sportelli sociali, …)
accessibili a tutte le fasce della popolazione.
• Creazione di spazi pubblici flessibili, multifunzionali e intergenerazionali che incentivino la
socialità e un nuovo modello di cura e di responsabilità sociale condivisa.
• Investimento sugli esercizi commerciali di prossimità da considerare non solo come valore
economico ma anche per il loro ruolo di veri presidi civici.
Spazi associativi
• Censimento e riqualificazione di edifici e spazi, in modo diffuso nella città, per garantire luoghi
pubblici di incontro (anche al chiuso).
• Biblioteche, cinema, palestre diffuse per creare occasioni di consumi culturali e di socialità.
• Predisposizione di piani sociali (co-progettati) per aumentare il senso di sicurezza percepito
dagli abitanti e consentite di fruire di queste possibilità anche la sera.
• Case di quartiere (vedi https://www.retecasedelquartiere.org/cos-e-la-rete-delle-case/).
Partecipazione
• Attivazione di processi partecipativi che includano donne, giovani, anziani, persone con
disabilità, caregiver e altri gruppi sottorappresentati nei processi decisionali, con
un’attenzione anche alle diverse etnie presenti nella città.
• Utilizzo di metodologie di ricerca-azione come i “gender walk” (camminate esplorative di
genere),le mappe partecipate e i laboratori di quartiere per raccogliere dati qualitativi sull’
esperienza urbana, da combinare con quelli statistico-demografici.
• Favorire la presenza paritaria di donne e uomini nei tavoli decisionali per la progettazione
urbana e in quelli connessi alle politiche sociali territoriali.
• Favorire le associazioni e i comitati attraverso il finanziamento di una progettazione mirata
alla rigenerazione (materiale e immateriale) dello spazio urbano.
Lo strumento degli attraversamenti urbani, elemento innovativo rispetto alle attuali pratiche e ai
metodi di conoscenza dei luoghi su base partecipativa, si è confermato in grado di garantire, anche in
combinazioni con altre tecniche di indagine, una conoscenza approfondita e generativa dei territori in
vista della possibilità di percorsi collaborativi con le amministrazioni del territorio per una
riprogettazione e un miglioramento condivisi dello spazio urbano e delle forme dell’abitare.
Ferrara, le donne e la città
Ringrazia tutte le associazioni che hanno reso possibile questo lavoro partecipativo | Scarica: 266 KB |
 | “Ferrara, le donne e la città”: Il Progetto partecipativo WWW. Attraversare Conoscere Co-Progettare | Presentazione durante l’incontro del 20 giugno 2025
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 | “Ferrara, le donne e la città”: INCONTRO PUBBLICO DAL VIVERE GLI SPAZI AL PROGETTARE I LUOGHI PROGETTO WWW. WOMEN’S WISE WALKSHOPS | INTRODUZIONE
Come gruppo ”Ferrara, le donne e la città” abbiamo organizzato questo incontro
per presentare alla cittadinanza, all’Amministrazione comunale e agli organi di
informazione, i risultati di una ricerca che abbiamo condotto sul campo nei
quartieri Arianuova-Giardino e Krasnodar,
Una ricerca che è stata sviluppata in collaborazione con la professoressa
Letizia Carrera dell’Università di Bari, docente di Sociologia del territorio e
responsabile del progetto ”Women’sWiseWalkshops. Dal vivere gli spazi al
progettare i luoghi”,
Una ricerca realizzata per indagare, direttamente dalla voce delle donne, le
carenze, le difficoltà, gli ostacoli che le donne incontrano oggi nel vivere gli
spazi della città. Come vivono le donne gli spazi pubblici? Si sentono sicure?
Hanno accesso ai servizi, alla mobilità, al verde, alla socialità?
L’obiettivo è quello di promuovere una maggiore consapevolezza sui diritti delle
donne non garantiti nell’esperienza urbana quotidiana e di raccogliere dati e
informazioni che servano ad elaborare poi proposte concrete di interventi sulla
città per migliorare la qualità della vita delle donne e di tutti. “ una città che
migliora la vita delle donne, funziona meglio per tutti”
Prima di dare la parola all’Assessore alle Pari Opportunità del Comune di Ferrara
Angela Travagli, che ringraziamo per essere qui in rappresentanza di tutta
l’Amministrazione, e alla Professoressa Carrera, che illustrerà la metodologia del
lavoro e i dati emersi dalla ricerca, vorrei inquadrare il contesto e spiegare perché il
nostro gruppo di lavoro ha deciso di impegnarsi in questa ricerca.
Il gruppo si è costituito all’interno del Forum Ferrara Partecipata, una rete di
cittadini e associazioni ambientaliste e socioculturali, nata in opposizione al
progetto Feris (un progetto di speculazione edilizia presentato come rigenerazione
urbana di pubblica utilità e bloccato anche grazie alla nostra mobilitazione). Il Forum
si pone l’obiettivo di coinvolgere i cittadini nelle scelte che riguardano la città
e intende costruire proposte dal basso per una rigenerazione urbana inclusiva e
sostenibile.
Nella primavera scorsa, in occasione delle elezioni comunali, come Forum
abbiamo presentato ai cittadini e ai politici le nostre proposte per un
rinnovamento della città, abbiamo organizzato incontri pubblici sui temi della
partecipazione, della conversione ecologica della città, della tutela e difesa dei
beni comuni e abbiamo sottoposto all’attenzione di tutti il tema della città a misura
di donna, invitando Elena Granata, urbanista del Politecnico di Milano, a
introdurre la riflessione.
Le città infatti non sono neutre. Sono state progettate da urbanisti maschi per
soddisfare modelli maschili di vita: centrati sul lavoro produttivo, su spostamenti
lineari, su tempi rigidi, su strutture pensate per un uomo adulto, sano, motorizzato.
Ma la vita reale, quotidiana, è ben più complessa. E a pagarne il prezzo sono
soprattutto le donne, con le loro giornate frammentate tra lavoro, cura, spostamenti
multipli, carichi familiari.
Come ha detto la professoressa Granata: “Le donne possono dare un contributo
determinante a immaginare un nuovo modello di convivenza urbana, con la forza
delle loro idee, con i loro bisogni e desideri, mettendo a nudo quello che non
funziona e che potrebbe cambiare, rivelando le asimmetrie nella ripartizione del
potere e delle responsabilità”.
Stimolate dalle suggestioni emerse e dalle letture sull’urbanistica femminista
abbiamo deciso di impegnarci costituendo un gruppo di lavoro, che si è subito
allargato anche a donne di altre associazioni e a cui abbiamo dato nome “Ferrara, le
donne e la città”, per continuare il confronto su una visione di città che ponga al
centro lo sguardo delle donne e per coinvolgere le donne della città in un
processo di cambiamento.
Pensiamo che la crisi climatica, la crisi ecologica e sociale in atto richiedano
con urgenza cambiamenti radicali e una nuova visione urbana fondata sul bene
comune, che sappia intrecciare il contrasto alla crisi climatica con l’equità e la lotta
alle diseguaglianze, promuovendo spazi rigenerati dalle relazioni umane,
Per Il cambiamento è necessaria una visione sistemica. Se l’urgenza, per una
città più vivibile, è quella di contrastare l’emergenza climatica eliminando le
emissioni di gas serra, sappiamo che ciò sarà possibile solo tramite un processo
sistemico che modifichi sostanzialmente il nostro modo di produrre,
consumare, abitare, instaurare relazioni sociali. Per farlo dobbiamo
abbandonare una visione unicamente economica del mondo per passare a una
visione ecologica, in grado di collegare le complesse dinamiche della vita
quotidiana con la tutela dei beni comuni ( aria, acqua, suolo) e la garanzia dei servizi
ai cittadini ( educazione, sanità, trasporti ). Le donne, per la loro esperienza di
vita, sono portatrici di una visione sistemica, complessa, capace di tenere
insieme tempi, relazioni, spazi e necessità. E oggi, più che mai, è di questa
complessità che abbiamo bisogno.
Crediamo che ci sia bisogno di un “pensiero alternativo ed inedito” sulla città
che anteponga alla città delle cose la città delle persone, alla città delle
diseguaglianze la città delle differenze e che lo sguardo delle donne sulla città
possa dare un grande contributo a cambiare il pensiero e immaginare nuovi
modi di vivere, Abbiamo bisogno di città più giuste, più lente, più accessibili, più
accoglienti, con meno macchine. Città che mettano al centro le relazioni, il
benessere, la natura, il tempo della vita.
Le donne vivono ancora la città con una serie di barriere fisiche, sociali,
economiche e simboliche che condizionano la loro vita quotidiana. Ma proprio a
partire da questi ostacoli possono generare una nuova visione urbana: più
sensibile, più umana, più sostenibile.
Molte città hanno già iniziato a integrare la parità di genere nelle politiche
urbanistiche, sociali e culturali: a Vienna, a Barcellona, ad Amsterdam, a Bilbao
hanno realizzato interventi che soddisfacendo i bisogni e i diritti delle donne hanno
contribuito ad attivare processi di uguaglianza dei diritti e percorsi di transizione
ecologica e sviluppato una idea di urbanistica femminista che prima di tutto mira ad
eliminare ciò che crea ostacoli negli spostamenti e nella fruizione degli spazi,
oltrechè disuguaglianze nel lavoro e nelle attività di cura.
Il nostro gruppo di lavoro si propone quindi di promuovere anche a Ferrara un
processo di trasformazione della città secondo l’ottica dell’urbanistica
femminista e di iniziare ad elaborare con la partecipazione diretta delle donne,
sulla base dell’analisi dei loro bisogni, proposte concrete di modifica della
città da sottoporre agli Amministratori. Proposte che parlino di trasporti più
accessibili, di spazi pubblici sicuri e accoglienti, di orari urbani compatibili con la vita
reale, di servizi di prossimità,
A questo scopo abbiamo pensato di attivare un lavoro di ricerca coinvolgendo
direttamente le donne della città per l’analisi dei problemi e l’individuazione delle
soluzioni, affiancato da un percorso di approfondimento teorico delle tematiche
Per quanto riguarda la parte formativa/informativa, in collaborazione con
l’Università di Ferrara, Dipartimento di Architettura, prof.Farinella e prof.ssa Dorato e
Dipartimento di Scienze Giuridiche, prof.ssa Orsetta Giolo e Bernardini e con
l’Università di Verona, Dipartimento di Scienze Giuridiche, prof.ssa Calafà, abbiamo
organizzato diversi seminari su esempi di città più inclusive, su progetti ed
esperienze di trasformazioni urbane, sul tema della mobilità urbana e gli orari della
città, sulle teorie femministe del diritto in riferimento allo spazio urbano.
.
Per quanto riguarda la parte di ricerca e valutazione dei bisogni e delle
proposte per noi era fondamentale farlo coinvolgendo direttamente donne di età e
ruoli sociali il più possibile diversificati, tramite incontri di confronto e scambio
relazionale, usando gli strumenti della ricerca sociologica qualitativa per raccogliere
esperienze e proposte. L’incontro con la professoressa Carrera e con la ricerca che
lei sta portando avanti in varie città d’Italia e all’estero ci ha permesso di elaborare i
dati, le informazioni e le valutazioni che oggi la professoressa Carrera presenterà.
Per noi il lavoro non è finito A questa prima parte seguiranno altri incontri e
confronti per definire in maniera condivisa le proposte operative da sottoporre
all’attenzione dell’Amministrazione comunale.
Francesca Cigala Fulgosi | Scarica: 100 KB |
 | Ferrara, le donne e la città: Progetto di trasformazione urbana della città dal punto di vista delle donne. | Visione
C’è bisogno di un pensiero alternativo e inedito sulla città e gli spazi.“ Si fa urgente una
domanda di pensiero e di visioni nuove che mettano al centro le relazioni umane, i nessi tra
le cose, il senso, l’immateriale, le connessioni tra saperi e discipline, gli ecosistemi, le reti, la
biologia, i sensi” ( Elena Granata).
L’emergenza climatica e la crisi ecologica e sociale in atto ci richiedono di
reimmaginare le città. II modello attuale, basato sui valori immobiliari e sulle strutture
produttive del secolo scorso, mostra limiti invalicabili. Per cambiare modello è indispensabile
creare le condizioni per un’alternativa di giustizia sociale ed ecologica intrecciando il
contrasto alla crisi climatica con l’equità e la lotta alle diseguaglianze.
Se l’urgenza, per una città più vivibile, è quella di ridurre ed eliminare le emissioni di
gas serra, sappiamo che ciò sarà possibile solo tramite un processo sistemico che
modifichi grandemente il nostro modo di produrre, consumare, abitare, instaurare
relazioni sociali. Per farlo dobbiamo ripensare i sistemi nel loro insieme,
abbandonando la visione del mondo solo economica liberista che governa le aree urbane
per passare a una visione ecologica, in grado di collegare le complesse dinamiche della vita
quotidiana con la tutela dei beni comuni ( aria, acqua, suolo) e la garanzia dei servizi ai
cittadini ( educazione, sanità, trasporti).
Lo sguardo delle donne sulla città può dare un grande contributo a cambiare il
pensiero sulla città stessa e immaginare nuovi modi di vivere insieme.
Le donne infatti vivono ancora la città con una serie di barriere fisiche, sociali,
economiche e simboliche che modellano la loro vita quotidiana: partendo da queste
esperienze, elaborando una riflessione sulla città a misura di donna, si può ripensare
la città nei suoi spazi e nelle dinamiche sociali affinchè diventino accoglienti e vivibili per
tutte e tutti, ritessendo legami sociali e innescando la transizione ecologica. “La città che va
bene alle donne è una città che va bene per tutti” (Dalia Bighinati) “Le donne possono dare
un contributo determinante a immaginare un nuovo modello di convivenza urbana, con la
forza delle loro idee, con i loro bisogni e desideri, mettendo a nudo quello che non funziona
e che potrebbe cambiare, rivelando le asimmetrie nella ripartizione del potere e delle
responsabilità” ( Elena Granata).
Come ripensare la città in senso femminista ( da un articolo di Federica Meta in The good in
town): Non si tratta però di rimpiazzare i cittadini medi maschi con donne che hanno più o
meno gli stessi privilegi: si tratta di capire chi sia stato escluso dal processo di costruzione e
sviluppo delle città. Di interrogarsi su chi sia la persona che gli amministratori si immaginano
vivere quegli spazi. “Oltre che al genere, bisogna guardare anche a tutti gli altri sistemi di
oppressione, come il razzismo e l’abilismo, ascoltando per esempio le voci e le esperienze
di donne immigrate, donne con disabilità, madri single o senzatetto”, puntualizza Kern nel
libro “La città femminista. La lotta per lo spazio in un mondo disegnato da uomini”. La città
femminista è quella in cui le barriere, fisiche e sociali, vengono smantellate e tutti i corpi
sono accolti e ospitati allo stesso modo. Una città che mette al centro l’assistenza, non
perché questa debba rimanere un lavoro esclusivamente da donne, ma perché la città ha il
potenziale per ripartirla in modo più uniforme. “La città femminista deve prendere spunto
dagli strumenti creativi che le donne hanno sempre utilizzato per sostenersi a vicenda e
trovare modalità per ricreare quel supporto all’interno del tessuto urbano stesso”, avverte
Kern.
“L’urbanistica femminista intende facilitare quei compiti che sono stati
tradizionalmente assegnati alle donne, ovvero quelli legati alla riproduzione della vita e
all’assistenza, e che nel tempo non sono stati tenuti in considerazione dalle politiche
pubbliche perché slegati dall’ambito della produzione, ovvero prendersi cura di bambini e
anziani, accudire la famiglia e assistere persone in condizione di vulnerabilità. Il femminismo
applicato all’urbanistica mira a non perpetuare i ruoli assegnati, perché quei ruoli, così come
le disuguaglianze che da essi derivano, sono stati costruiti ed è necessario realizzare azioni
concrete per ottenere la parità di genere, azioni che interessino anche la pianificazione
urbana. Le differenze di genere non devono implicare disuguaglianze nel diritto a vivere la
città.” (Zaida Muxi Martinez)
Negli ultimi anni sempre più città hanno iniziato a ripensare l’urbanistica in senso
femminista, creando spazi pubblici e infrastrutture che tengano in considerazione le
esigenze e le prospettive delle donne e del genere: mettendo al centro le persone, a partire
dalle donne, l’urbanistica femminista, prima di tutto elimina ciò che crea ostacoli nella
fruizione degli spazi, ma anche disuguaglianze nel lavoro e nelle attività di cura. Quindi si
adopera per mettere a disposizione luoghi aperti agli stili di vita e alle legittime aspirazioni
della popolazione femminile, nelle sue diverse componenti.
A Vienna, a Lisbona, ad Amsterdam, a Bilbao e molte altre città sono stati così
realizzati interventi che soddisfacendo i bisogni e i diritti delle donne hanno
contribuito grandemente a contrastare l’emergenza climatica attivando percorsi di
transizione ecologica: sono stati realizzati interventi di potenziamento del trasporto
pubblico, sono state aumentate le isole pedonali, le zone a traffico limitato e le piste ciclabili,
allargati i marciapiedi, aumentate le panchine e i bagni pubblici, incrementato il verde di
parchi e giardini, implementati i luoghi di aggregazione e incontro in spazi pubblici, sono stati
ripensati i tempi della città e riorganizzati i servizi pubblici. Tutti Interventi diversificati che,
partendo dalle esigenze concrete delle donne, hanno prodotto una migliore inclusione
sociale e un miglioramento della qualità dell’ambiente e della vita per tutti.
Gruppo di lavoro
Il Gruppo di lavoro, che si è costituito alcuni mesi fa a Ferrara e che si è dato il nome
“Ferrara, le donne e la città”, intende seguire l’esperienza di altre comunità che già
hanno avviato con successo un processo di trasformazione, secondo l’ottica
dell’urbanistica femminista, non solo fisico, ma anche mentale, del modo di vivere la
città.
Si è costituito all’interno del Forum Ferrara Partecipata e in occasione delle recenti
elezioni amministrative ha sottoposto all’attenzione dei cittadini e dei politici la necessità di
confrontarsi su una visione di città futura che ponga al centro lo sguardo delle donne per un
nuovo modello di convivenza e di progettazione urbana. Vedi l’incontro pubblico che
abbiamo organizzato l’8/5/24 “Cambiare la città per cambiare il mondo. Le donne al
centro della pianificazione urbana per nuovi modelli di convivenza” con l’urbanista
Elena Granata.
Intende allargarsi a chiunque condivida il progetto e voglia farsi parte attiva. Già ora
sono entrate a far parte del gruppo rappresentanti di associazioni di donne che già hanno
esperienze e contatti sul territorio ( FareDiritti ) e docenti universitarie con competenza in
materia.
Abbiamo delineato un programma di lavoro che veda prima di tutto l’individuazione di un
obiettivo e di conseguenza il metodo e le azioni/strumenti per raggiungerlo. Proviamo di
seguito a sintetizzarlo:
Obiettivo
L’obiettivo, che speriamo di raggiungere fra circa un anno, è quello di presentare
all’amministrazione locale e ai media un documento con le richieste di modifiche della
città, sulla base dell’analisi critica delle stesse donne.
Metodo
Il metodo che ci proponiamo di seguire è quello del confronto e della partecipazione.
Confronto di idee, esperienze, approfondimenti tra gruppi di donne il più possibile
eterogenee partendo dall’analisi dell’attuale, “quello che manca oggi”.
Confronti tra diverse esperienze e conoscenze che inneschino un processo di crescita ed
“empowerment” già strada facendo.
Azioni / strumenti
Con quali azioni/strumenti intendiamo farci conoscere e di conseguenza conoscere i limiti,
gli ostacoli nel vivere la città che le donne affrontano quotidianamente a Ferrara e le
soluzioni che le stesse vorrebbero proporre? Elenchiamo in modo schematico:
Incontri con le donne della città, formali e informali, nei centri di aggregazione, nei giardini
pubblici, nelle biblioteche di quartiere, nei centri anziani, davanti alle scuole, in occasione di
eventi pubblici di vario tipo… per lo scambio di conoscenze ed esperienze che ci
riproponiamo.
Passeggiate lungo la città, individuando i punti critici che rendono le nostre azioni
quotidiane difficili e frustranti. Queste passeggiate nel contempo costituiscono momenti di
incontro/confronto con le altre donne: c’è uno scambio di impressioni e di consapevolezza
che le difficoltà del vivere quotidiano non sono un loro limite, ma la conseguenza di
privazioni dei loro diritti.
Interviste alle donne residenti, con poche domande mirate per raccogliere dati,
informazioni, necessità, vissuti e proposte di soluzione ai bisogni soggettivi.
Incontri pubblici di approfondimento con esperte: architette, urbaniste, sociologhe,
giuriste, attiviste di movimenti e associazioni di città che stanno lavorando su queste
tematiche.
Lavoro di ricerca di testi, testimonianze, di esperienze in altri contesti.
Spettacoli, video…
Ferrara, 10 settembre 2024
AGGIORNAMENTO GENNAIO 2025
N.B: “Passeggiate” ( Attraversamenti urbani) e “Interviste” verranno svolte in
collaborazione con l’Università di Bari con il Progetto: WWW “Women’s Wise Walkshops.
Dal vivere gli spazi al progettare i luoghi” Responsabile scientifico: prof.ssa Letizia Carrera
(Uniba-UrbaLab)
N.B “Incontri pubblici di approfondimento” verranno svolti in collaborazione con
l’Università di Ferrara, dipartimento di Architettura, professor Farinella, Dipartimento di
Scienze Giuridiche, prof.ssa Giolo e con l’Università di Verona, dipartimento di Scienze
Giuridiche, prof.ssa Laura Calafa’. | Scarica: 162 KB |
| Osservazioni al PUG | 
Piano Urbanistico Generale
Il percorso partecipativo che porta all’adozione di un nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG), prevede che dopo l’assunzione in Consiglio Comunale della proposta di PUG per almeno 60 giorni i cittadini possano fare le loro osservazioni . E’ una occasione per segnalare eventuali modifiche da fare alla proposta di PUG. Nonostante il poco tempo a disposizione e l’oggettiva difficoltà a leggere e comprendere la proposta di PUG molti cittadini, aderenti personalmente al Forum Ferrara Partecipata o ad associazioni e comitati aderenti al Forum ( comitato Caldirolo Libera, comitato Koesione22, Italia Nostra , Rete Giustizia Climatica , ecc.. ) hanno inviato le loro osservazioni.
Il percorso di approvazione al PUG prevede modifiche alla proposta basate sulle Controdeduzioni tecniche alle Osservazioni al PUG di Ferrara
Se questa pagina non contiene una vostra osservazione che desiderate sia pubblicata scrivete a info@forumferrarapartecipata.it.
Per agevolare la ricerca il background delle osservazioni su argomenti comuni ha lo stesso colore.
Mobilità, Viabilità, Ciclabili, ecc..
Rigenerazione Urbana
Aree Verdi, Parchi, Forestazione Urbana
Criticità Ambientali
OSSERVAZIONI AL PUG INVIATE DA CITTADINI
AUTORE
iniziali |
SINTESI |
RELAZIONE |
CONTRODEDUZIONI |
CO
Forum Ferrara Partecipata |
Per valorizzare la vocazione del Parco Urbano come “nodo ecologico” del territorio, finalizzato a sviluppare la tutela ambientale, ecologica e di difesa della biodiversità, si chiede che nella scheda del progetto guida – Tav. PG3- vengano specificate le funzioni
incompatibili con la natura del Parco ed in particolare che alla dicitura “spazi aperti per eventi temporanei” venga aggiunta la dicitura ” esclusi quelli che richiamano forte affluenza di pubblico concentrati in tempi ristretti, quelli con impatto acustico tale da recare danno o disturbo alla fauna del Parco e delle zone limitrofe, quelli che possono recare danno alla vegetazione del Parco e quelli per il cui allestimento e svolgimento sia necessario l’accesso al Parco di mezzi che possono danneggiare in modo permanente i percorsi ed il manto erboso del Parco stesso. Ciò per evitare che in futuro si possano svolgere nel territorio del Parco urbano, ed in particolare nella sua parte pubblica, iniziative, attività e manifestazioni chiaramente in contrasto con le finalità sopra descritte del Parco stesso.
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NON ACCOGLIBILE
Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante, si precisa che nel Progetto-Guida PG3 “Il parco nord della multifunzionalità agraria, dello sport e del tempo libero” e negli schemi strategici di assetto del territorio (elaborato S2 “Rigenerazione e attrattività del territorio”) il PUG definisce chiaramente quale è la vocazione del Parco Urbano, ossia contenitore di attività ludiche e di svago all’aria aperta. Non è di competenza del PUG (secondo quanto stabilito dalla LR 24/2017) definire quali siano gli eventi a grande affluenza di pubblico. Inoltre si specifica che non sono presenti vincoli sovraordinati di tipo naturalistico. |
CO
Forum Ferrara Partecipata |
Richiesta che le aree verdi zona Est prospicienti il parco delle Mura siano oggetto di un progetto di forestazione urbana e che siano sottoposte ai vincoli di tutela ambientale e paesaggistica del parco delle Mura o del Parco Urbano Nord.
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NON ACCOGLIBILE
Con riferimento all’elab. SL1_Strategie Locali – Ferrara EST, le aree in questione risultano comprese nelle seguenti strategie: Relazione con il parco delle Mura – tutela e cucitura delle aree verdi lungo le direttrici stradali della cerchia muraria – Valorizzare la rete degli spazi verdi come misura di contrasto ai cambiamenti climatici – sistema delle aree verdi da potenziare – Valorizzare la rete degli spazi verdi come misura di contrasto ai cambiamenti climatici – coni visivi/cunei verdi di penetrazione – Tutela degli spazi vuoti interclusi nella trama dell’edificato come “cunei verdi” – aree permeabili intercluse al territorio urbanizzato da tutelare. Il PG4, pur con la sua cartografia di carattere ideogrammatico, prevede che il Parco delle Mura si debba consolidare dal punto di vista paesaggistico e ambientale attraverso densificazione vegetale e connessione con gli spazi verdi adiacenti (parchi, giardini, pori e infiltrazioni verdi) e aree dismesse, intra ed extra moenia da qualificare. Si ritiene quindi che le strategie del PUG per le aree verdi in oggetto siano già pienamente coerenti con iniziative di forestazione urbana, sia di iniziativa pubblica che privata. In merito all’incongruenza rilevata, premesso che l’osservazione è generica e non vengono individuate puntualmente, si precisa che gli elaborati hanno due funzioni e contenuti profondamente diversi, uno (QC_3_2) ricognitivo dello stato di fatto delle aree pubbliche/uso pubblico, l’altro (Usi e modalità di intervento) rappresenta invece lo scenario di progetto del PUG. Si precisa infine che le aree individuate dall’osservante sono classificate come Dotazioni Ecologiche nella Tav. U2 e disciplinate dall’Art. 30.
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CO
Forum Ferrara Partecipata |
Con riferimento alla SL1 riferita alla cosiddetta Zona Est dove si elencano alcuni elementi di debolezza relativi alla mobilità e accessibilità: Congestionamento traffico Via Caldirolo e sua pericolosità per ciclisti e pedoni – Discontinuità e carenza percorsi ciclabili sia interni sia di collegamento il CentroStorico – Discontinuità e carenza percorsi ciclabili sia interni sia di collegamento il CentroStorico – Criticità collegamenti via Frutteti-Piazzale San Giovanni – Criticità collegamenti via Frutteti-Piazzale San Giovanni – Scarsa copertura TPL |
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PARZIALMENTE ACCOGLIBILE
Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante, si formula la seguente controdeduzione: 1) Si evidenzia che la SL1 già prevede la ricucitura dei collegamenti ciclabili nord-sud all’interno della parte di città (via Frutteti, via Turchi, via del Melo) e altresì prevede l’incremento dei collegamenti est-ovest con il Centro Storico (Progetto Guida 4) e quindi anche con il circuito ciclabile esistente sul vallo. La realizzazione di una ciclabile dedicata lungo via Caldirolo risulta scarsamente praticabile per le sue caratteristiche fisiche e la sua classificazione quale strada urbana di scorrimento. 2), 3) Si ritiene opportuno inserire il tratto di via Zanardi e di via Frutteti tra le criticità della rete ciclabile ma si rimandano gli aspetti progettuali di dettaglio agli strumenti attuativi del PUG, ai piani settoriali (PUMS) e alla programmazione delle OOPP. 4), 5), 6) Si precisa che per mero errore materiale lo schema relativo alla strategia locale 2 del quartiere riporta in legenda la dicitura “Rete ciclabile esistente” volendo invece rappresentare sia i tratti esistenti che quelli di progetto (per la distinzione si rimanda allo schema riportato nel paragrafo relativo all’analisi diagnostica). Gli aspetti progettuali di dettaglio sono demandati agli strumenti attuativi del PUG, ai piani settoriali (PUMS) e alla programmazione delle OOPP. Si precisa inoltre che gli schemi strategici hanno carattere ideogrammatico, e pertanto i collegamenti con il vallo della Mura in direzione est-ovest non vanno interpretati come localizzazioni uniche e definitive. 7) Si conferma la diagnosi che ritiene buona la copertura geografica delle linee urbane, non è invece competenza del PUG entrare nel merito di aspetti gestionali del servizio quali la frequenza delle corse e la composizione della flotta. |
CO
Forum Ferrara Partecipata |
Intervento sul rischio idraulico e reti fognarie Zona Est |
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PARZIALMENTE ACCOGLIBILE
Si precisa che il PUG assunto contiene tra i suoli elaborati: • la tav. QC.5.5.2a “Carta degli allagamenti da forti piogge”, che riporta una mappatura empirica delle aree urbane che vanno in sofferenza idraulica in occasione di forti piogge partire dalle segnalazioni pervenute alla Protezione Civile, ai del Vigili del Fuoco e nella pagina segnalazioni del portale web del Comune, negli anni 2017-2019 e in occasione del fortunale dell’agosto 2022, integrata con le risultanze di uno studio effettuato da Hera, nel quale sono individuate aree che tendono ad allagarsi con eventi di 30, 50 e 80 mm di pioggia; • l’elaborato sullo stato della rete fognaria 6.3.3b, redatto in accordo con Servizio ambiente e Ente gestore delle reti; • le schede e le tavole dei vincoli (Tdv2 , vincoli da 79 a 84) che recepisce il PAI e il PGRA, definendo vincoli più prescrittivi delle norme di settore. In ogni caso, si propone di aggiornare l’elaborato SL1 “Strategie Locali | Parti della Città centrale” individuando l’ambito oggetto di osservazione tra gli “areali urbani con criticità di gestione delle acque meteoriche” (sintesi degli elementi di forza e debolezza) inoltre si propone di aggiungere tra le strategie locali della parte di città, la risoluzione dei problemi di allagamento e di gestione delle acque meteoriche. In relazione alle indicazioni applicative relative agli scarichi, si rimanda alle indicazioni e prescrizioni del Regolamento Edilizio per gli interventi diretti (fatta salva la competenza in capo al servizio Ambiente e all’ente gestore), e alla fase di pianificazione attuativa per gli interventi indiretti (AO/PAIP) |
CO
Forum Ferrara Partecipata |
Interventi su cessioni di dotazioni territoriali in siti contaminati e bonifica dei suoli relativi al Parco Schiaccianoci |
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NON ACCOGLIBILE
Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante, si formula la seguente controdeduzione: 1) L’osservazione non è accoglibile in quanto non pertinente all’ambito di competenza del PUG così come definito dalla LR 24/2017: la messa a disposizione dei dati relativi a eventuali procedimenti di bonifica in corso è di competenza del Settore Ambiente e Agricoltura del Comune di Ferrara e dell’Ente procedente al procedimento di bonifica. La tavola del Quadro Conoscitivo QC_5_10 (Siti contaminati) ha l’obiettivo di fornire un patrimonio informativo e di conoscenze, oltre che costituire la base per l’individuazione di eventuali vincoli e/o condizionamenti sull’utilizzo di aree oggetto di procedimenti di bonifica. 2), 3) L’osservazione richiede la definizione di temi specifici da sviluppare nell’ambito di piani, programmi e progetti di attuazione del PUG, del piano triennale delle opere pubbliche e degli altri piani settoriali.
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CO
Forum Ferrara Partecipata |
Facendo riferimento al Progetto Guida n.5 – La metropolitana della ricucitura dei margini urbani per un nuovo Parco Sud -tav. PG5– dove, oltre alla campitura in cartografia, si legge nel capitolo della Narrazione urbana strategica: “… potenzialità di attivazione di un vero e proprio Parco Sud, valorizzabile anche come sede di eventi temporanei, che comprende e mette a sistema le aree verdi pubbliche contigue all’ aeroporto”, si chiede che tale indicazione venga specificata e preveda che venga definito uno spazio e collocata una struttura apposita, all’interno della grande area demaniale limitrofa alle strutture aeroportuali poste a sud della città, per lo svolgimento di eventi temporanei con demaniale limitrofa alle strutture aeroportuali poste a sud della città, per lo svolgimento di eventi temporanei con demaniale limitrofa alle strutture aeroportuali poste a sud della città, per lo svolgimento di eventi temporanei con per esemplificare, l’attivazione in quell’area di un CPR ( Centro di permanenza per i rimpatri), come è stato ipotizzato da notizie di stampa. |
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NON ACCOGLIBILE
L’esatta collocazione delle aree che potranno accogliere eventi temporanei, esclusivamente all’interno delle su richiamate zone F1 e F3, sarà definita dall’Amministrazione Comunale sulla base di un progetto organico e integrato. L’elaborato PG5 (di natura strategica non prescrittiva) ha esclusivamente il ruolo di indirizzare le progettualità e la messa a terra di futuri finanziamenti (cfr. art. 13 della Disciplina). |
CO
Forum Ferrara Partecipata |
Necessità di ridurre i parametri urbanistici ed edilizi nei tessuti urbanistici consolidati ad alta e media densità |
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NON ACCOGLIBILE
Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante, la richiesta generale di ridurre i parametri urbanistici ed edilizi nei tessuti urbani consolidati a media (TUM) ed alta densità (TUA) non è coerente con l’obiettivo della LR 24/2017 di rigenerare l’esistente, anche attraverso operazioni di addensamento e sostituzione urbana. |
CO
Forum Ferrara Partecipata |
Modifica disciplina sulla libertà di collocazione delle attività culturali private e delle loro sedi e sulla modifica della categoria funzionale da Direzionale e Dotazione territoriale |
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ACCOGLIBILE
Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante: a) si propone di modificare l’Art. 19, comma 2 (Tessuti storici) eliminando la frase “esclusivamente nelle unità immobiliari che si affacciano su un fronte commerciale, come individuato nell’elaborato “Usi e modalità di intervento del territorio urbanizzato e rurale”.”, ciò al fine di favorire le attività private culturali, sportive, di ritrovo e spettacolo. b) si precisa che le attività culturali no profit e gli edifici per il culto rientrano già all’interno della categoria funzionale G2 (Attrezzature e spazi collettivi), secondo quanto previsto dall’Atto coordinamento tecnico sulle dotazioni territoriali (DGR. n. 112 del 28/01/2021). L’inquadramento nella categoria D (Direzionale) ha natura residuale, per le attività private ritenute prive di interesse pubblico e sprovviste di relativa convenzione sulle modalità d’uso. |
| DM |
Rischio idraulico e allagamenti : SL1 RISCHI ANTROPICI – SL1 STRATEGIE LOCALI, PARTI DELLA CITTA’ CENTRALE – DISCIPLINA, art. 9 , 12, 3 |
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PARZIALMENTE ACCOGLIBILE
Per quanto riguarda i fenomeni di allagamento su via dei Gerani, l’osservazione evidenzia un tema specifico e puntuale che potrà essere sviluppato con gli strumenti attuativi del PUG, con il piano triennale delle opere pubbliche e con il piano investimenti dell’Ente gestore. Si propone di aggiornare l’elaborato SL1 “Strategie Locali | Parti della Città centrale” individuando l’ambito oggetto di osservazione tra gli “areali urbani con criticità di gestione delle acque meteoriche” (sintesi degli elementi di forza e debolezza). Per quanto riguarda l’illuminazione pubblica l’osservante fa riferimento a un tema puntuale di manutenzione ordinaria che non è di competenza del PUG secondo quanto stabilito dalla LR 24/2017, e per il quale si rimanda al settore opere pubbliche. |
CP
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Si propone un’integrazione alle Strategie Locali della Zona EST per quanto riguarda la previsione di specifici interventi per la risoluzione di problemi di allagamento in via Frutteti e nel Parco delle Siepi. |
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PARZIALMENTE ACCOGLIBILE
Premesso che l’osservazione presuppone l’approfondimento di temi specifici che necessitano di una scala di maggior dettaglio rispetto a quella del Piano Urbanistico Generale, da sviluppare nell’ambito di piani, programmi e progetti di attuazione del PUG, del piano triennale delle opere pubbliche e del piano investimenti dell’Ente gestore, e precisato che l’area di via Frutteti e del Parco delle Siepi sono individuate all’interno dell’elaborato SL1 “Strategie Locali | Parti della Città centrale” tra gli “areali urbani con criticità di gestione delle acque meteoriche” (sintesi degli elementi di forza e debolezza), si propone di aggiungere tra le strategie locali della parte di città, la risoluzione dei problemi di allagamento e di gestione delle acque meteoriche. |
| DMZ |
Ciclabile per raggiungimento cluster 15 zona Focomorto. Con la seguente si cerca di suggerire un percorso alternativo per raggiungere Focomorto dalla rotonda mappale 164, particella 800 (rotonda sita nelle immediate vicinanze della scuola Secondaria ITI, incrocio via Carretti, via Pontegradella), la modifica suggerita prevede la connessione (per l’attuale passaggio
informale che connette le abitazioni della lottizzazione di via Mari, che costeggia il mappale 1150 foglio 164, utilizzando anche 1041 stesso foglio) ed il passeggio per passaggio per via San Lazzaro, successivamente via Noccioli (Mappale 164, particella 773), creare un collegamento tra la particella appena citata e via della Pioppa utilizzando il mappale 12 foglio 164, attraversare la stessa via per creare poi una ciclabile a corsia riservata parallela a via della Crispa (lato nord) che parta dal mappale 129 foglio 165 e prosegua fino al paese di Focomorto. Tra il mappale 506 e 449 foglio 165 si potrebbe creare un passaggio di connessione tra Focomorto e Pontegradella lontano dalle vie a più alto scorrimento. Il collegamento tra via San Lazzaro e via Pomposa potrebbe passare tra i mappali 53 e 596 foglio 164, 322 e 323 ed accanto al 59 stesso foglio. |
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PARZIALMENTE ACCOGLIBILE
Premesso che parte del tracciato, quello attorno alle abitazioni della lottizzazione di via Mari, per via San Lazzaro e poi su via Pioppa, è coerentemente già inserito nell’elaborato SL2 “Strategie locali | Cluster del forese”, ed in particolare nel Cluster n. 15, considerato che lo stesso non risulta riportato per mero errore materiale negli Schemi strategici di assetto del territorio, si propone di recepire il percorso nell’elaborato S1 “Infrastrutture di paesaggio verdi e blu e della mobilità” e “Schema supporto tematico: mobilità”. Il tratto suggerito su via Crispa fino a Focomorto potrà essere una soluzione alternativa nel caso in cui la fattibilità tecnico-economica di quello previsto dal PUG, lo renda irrealizzabile. |
| DMZ |
Proposta di modifica Bretella est tra via Comacchio e via Pomposa. Il collegamento tra le due arterie citate è molto importante per l’attuale giunta ed è comprensibile vedendo il volume dei veicoli in transito nella zona di San Giorgio. Tuttavia l’attuale Progetto prevede il passaggio della strada tra 8 abitazioni (Foglio 196 mappali 553, 688, 690, 849 e 911 per il foglio 198 mappali 25, 26, 27) con un importante interessamento dei mappali 911 foglio 196 e 25 foglio 198 visto che la sede stradale rasenterebbe gli immobili. La modifica proposta consiste nella costruzione dello svincolo nel mappale 94 foglio 196 attraversare il Po nel mappale 70 foglio 198 fino ad arrivare in via Pomposa all’altezza dei mappali 19 e 121 del foglio 198. Questo consentirebbe di non avere immediate interazioni con edifici abitati visto che nei mappali 41, 42 e 43 foglio 198 sono presenti dei ruderi in disuso da diversi decenni individuabili come i mappali 85 ed 86 stesso foglio e ci si inserirebbe nella zona dell’attuale distributore di carburanti disincentivando l’aumento di velocità per l’incrocio successivo di via Pomposa con via Scorsuro. |
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PARZIALMENTE ACCOGLIBILE
Premesso che l’osservante fa riferimento ai corridoi infrastrutturali riportati nel RUE e non negli elaborati di PUG. Il PUG recepisce le considerazioni e i tracciati stradali del PUMS per il quale era stata fatta una valutazione di fattibilità degli interventi. Le tavole strategiche e di assetto S1 riportano un’indicazione ideogrammatica, mentre la tavola dei vincoli TDV2 che cartografa i corridoi infrastrutturali della mobilità di progetto, nella versione assunta, per un mero errore materiale come specificato nell’osservazione d’ufficio, non li ha tutti individuati e rappresentati. Si precisa che nel caso venga prevista la realizzazione dell’opera pubblica, il progetto definitivo potrà prevedere una modifica dei tracciati nel PUG, senza che questo comporti variante al PUG. |
| EdU |
Nel quadro conoscitivo-diagnostico del P.U.G. non ci sembra sufficientemente evidenziato il grave rischio idraulico connesso a piogge intense, responsabili di periodici e sempre più frequenti allagamenti di cantine, garage, giardini e pianterreni di abitazioni del quartiere Borgo Punta tra Via Copparo e Via Magnoni, comprese anche la parallela Via Chizzolini e le perpendicolari Via Elsa Morante, Via Lyda Borrelli e Via dei Morari. Richiamiamo l’attenzione anche sull’area di seria fragilità idraulica dello SkatePark di Via Caretti. Chiediamo pertanto di implementare le strategie prevedendo interventi atti a mitigare i fenomeni con vasche di laminazione, pompe idrauliche, potenziamento della rete fognaria, una più assidua e mirata manutenzione delle caditoie stradali, il ripristino della pervietà di canali di scolo utili e tutte le altre azioni necessarie in linea con l’obiettivo strategico OS1/LS1 (da AP1 ad AP5) |
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PARZIALMENTE ACCOGLIBILE
Premesso che l’osservazione presuppone l’approfondimento di temi specifici che necessitano di una scala di maggior dettaglio rispetto a quella del Piano Urbanistico Generale, da sviluppare nell’ambito di piani, programmi e progetti di attuazione del PUG, del piano triennale delle opere pubbliche e del piano investimenti dell’Ente gestore, si propone di aggiornare l’elaborato SL1 “Strategie Locali | Parti della Città centrale” individuando l’ambito oggetto di osservazione tra gli “areali urbani con criticità di gestione delle acque meteoriche” (sintesi degli elementi di forza e debolezza). Rilevato inoltre che nello schema strategico non è visualizzata la simbologia corrispondente al tematismo “Spazi aperti da riqualificare in termini di adattamento climatico” si provvede a modificare l’elaborato correggendo il refuso; inoltre si propone di aggiungere tra le strategie locali della parte di città, la risoluzione dei problemi di allagamento e di gestione delle acque meteoriche. |
FCF
Forum Ferrara Partecipata |
RICHIESTA DI LINEE STRATEGICHE PIU’ DEFINITE PER LA RISOLUZIONE DEI PROBLEMI DI VIABILITA’ DELLA ZONA VIA RAVENNA/ SAN GIORGIO. NECESSITA’ DELLA TANGENZIALE EST |
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PARZIALMENTE ACCOGLIBILE
La legge regionale n. 24/2017 prevede che la cartografia strategica del PUG abbia carattere ideogrammatico, pertanto in rispetto di tale prescrizione, il tracciato della bretella est è stato individuato con una freccia nell’elaborato S1 “Infrastrutture di paesaggio verdi e blu e della mobilità” (e così recepito nell’elaborato SL1 Strategie locali – Parti della città centrale). L’elaborato S1 “Schema supporto tematico: mobilità” riporta il tracciato presunto con maggior livello di definizione desunto dal piano di settore PUMS. Ulteriori indicazioni di maggior dettaglio saranno possibili solo in sede attuativa, attraverso apposite valutazioni di fattibilità tecnicoeconomica.
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FCF
Forum Ferrara Partecipata |
SI RICHIEDE CHE IL COMPLESSO CASERME POZZUOLO DEL FRIULI E EX CAVALLERIZZA SIA INSERITO IN SL1 nell’elenco delle “Opportunità di rigenerazione e riconversione” e che in SL3 sia redatta la scheda progettuale d’ambito per la rigenerazione della caserma Pozzuolo del Friuli e della Ex Cavallerizza. |
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PARZIALMENTE ACCOGLIBILE
Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante, si formula la seguente controdeduzione: a) Si evidenzia che nell’elaborato SL1 Strategie locali – Centro storico, il Complesso Caserma Pozzuolo del Friuli è elencato nell’ambito delle strategie sovralocali, tra gli interventi di “Recupero e rifunzionalizzazione delle aree dismesse” funzionali all’attuazione del Progetto Guida 4 dedicato alla valorizzazione del Parco delle Mura. Tale inquadramento testimonia la maggior rilevanza assegnata dal PUG a questa operazione (si veda in tal senso anche l’OS1-LS3-AP5), rispetto all’elenco relativo alle previsioni strategiche di rilevanza inferiore, citato dall’osservante. b) Si precisa che la scelta di non inserire una Scheda Progettuale d’Ambito per il comparto trova motivazione nella volontà e necessità di garantire maggior flessibilità agli interventi indiretti (PIAP o AO) con i quali sarà pianificata la rigenerazione dell’area ai sensi della LR. 24/2017. Si evidenzia inoltre che tale approccio è stato applicato tendenzialmente a tutte le aree di proprietà pubblica ritenute funzionali all’attuazione delle strategie del PUG. |
FCF
Forum Ferrara Partecipata |
RICHIESTA DI MAGGIORE TUTELA E VALORIZZAZIONE DELLA VOCAZIONE AGRICOLA DEL FORESE Uso del territorio rurale in riferimento agli impianti di biometano e biogas |
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PARZIALMENTE ACCOGLIBILE
Con riferimento all’elaborato SL2 “Strategie locali | Cluster del forese”, ed in particolare al Cluster n. 12 (Viconovo, Albarea, Villanova, Denore), si propone di integrare la strategia locale con l’obiettivo di salvaguardare/valorizzare la vocazione agricola del territorio, gli insediamenti produttivi esistenti che connotano il territorio ed il paesaggio, le possibili azioni di tutela e qualificazione che potrebbero portare a sostenere e potenziare le attività che già perseguono obiettivi di diversificazione e valorizzazione delle potenzialità di questa zona rurale. Si propone altresì di integrare la Tavola e la Scheda dei vincoli con limitazioni relative alla realizzazine degli impianti di biometano-biogas a tutela del paesaggio agricolo in particolare del sito Unesco. |
FCF
Forum Ferrara Partecipata |
MOBILITA’_Osservazioni sul Piano Urbanistico Comunale di Ferrara Dopo una valutazione delle politiche e azioni proposte dal presente schema di PUG ,si registra un approccio generico, e per certi aspetti retorico, alle problematiche della mobilità urbana, che costituisce uno degli aspetti struttura di una pianificazione orIentata verso la transizione ecologica. Il sistema proposto appare ancora orientato sul potenziamento della mobilità privata automobilistica, mentre la mobilità pubblica e ciclabile appare affrontato in un’ottica di parziale razionalizzazione al di fuori di una visione strategica in grado di ribaltare le gerarchie tra questi differenti modelli di mobilità che preludono a diversi visioni di futuro per la nostra città. Alleghiamo una lista di riflessioni e raccomandazioni che riteniamo necessarie per impostare in maniera più complessa il tema assolutamente centrale della mobilità urbana |
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NON VALUTABILE |
| FN |
La scheda Ex Cogef Via San Contardo d’Este presente nel documento SL3, al paragrafo “Condizioni di sostenibilita”.secondo capoverso, prevede che “Gli interventi dovranno prevedere un ≥ 20% di SU destinata a ERS su SU tot.”. La misura indicata appare errata e va sostituita con ” ≤20% “posto che al capoverso precedente si prevede il mantenimento della permeabilita dell’area nella misura minima dell’80% In merito alla definizione di “area inedificata con inquinamento residuo e con procedimento di bonifica in corso”. Preme osservare che I’area versa da molti anni in totale stato di abbandono, é ricoperta di sterpaglie e, da quanto consta, nessun procedimento di bonifica appare avviato e neppure risulta concluso il procedimento di verifica delle reali condizioni di contaminazione del suolo e delle acque. |
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PARZIALMENTE ACCOGLIBILE
Premesso che l’area è classificata dal PUG in Dotazione ecologica e ambientale e pertanto trova applicazione anche l’Art. 30 della Disciplina, si accoglie la l’osservazione in merito all’eliminazione della previsione di una quota di ERS in quanto non pertinente con la trasformazione prevista per l’area e come già evidenziato nell’osservazione d‘ufficio per tutti gli ambiti per i quali non sono previste edificazioni a destinazione residenziale. Non si ritiene accoglibile la proposta di trasformazione in ARE (area di riequilibrio ecologico) in quanto non è compito del PUG proporre agli Enti sovraordinati l’istituzione di questa tutela. In merito al procedimento di bonifica in corso sull’area si precisa che è stato modificato l’elaborato QC.5.10 con osservazione d’ufficio, in considerazione dell’evoluzione dei procedimenti in corso; per ulteriori informazioni si rimanda al Servizio Ambiente o al competente Ente. |
| FN |
Si richiede: piantumazione su aree verdi e lungo i percorsi ciclo-pedonali, desigillatura e pavimentazione drenante, con riferimento alle aree evidenziate nelle mappe catastali allegate |
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ACCOGLIBILE
Con riferimento a quanto segnalato dall’osservazione, si formula la seguente controdeduzione: 1) La richiesta risulta già recepita per quanto riguarda l’area del mappale 1214 inquadrata nell’elaborato SL1 – ZONA EST – Strategie Locali: “Valorizzare la rete degli spazi verdi come misura di contrasto ai cambiamenti climatici – sistema delle aree verdi da potenziare attraverso forestazione” 2) La richiesta risulta già individuata dal piano nell’elab. SL1 ZONA EST – Strategie Locali “Valorizzare la rete degli spazi verdi come misura di contrasto ai cambiamenti climatici – maglia urbana di potenziamento dell’ombra” 3) La richiesta è recepibile individuando l’ambito compreso tra via dei Cedri – via Siepe – via San Contardo d’Este come “spazi aperti da riqualificare in termini di adattamento climatico” |
| FN |
Ex-Eldo/Trony : Si tratta dei fabbricati con relativa area pertinenziale, già adibiti a negozio per la vendita al dettaglio di elettrodomestici e articoli elettronici, sotto l’insegna Eldo / Trony, che da molti anni versano in stato di abbandono. Nei documenti allegati al PUG non si riviene una scheda particolareggiata riferita a quest’area. Si richiede pertanto che tale area sia inserita come area degradata che necessita di rigenerazione, stante la sua collocazione all’interno di zone residenziali densamente abitate(Via Pontegradella-Via Caretti). Si suggerisce un utilizzo per attività culturali (biblioteca, sale multimediali, sala prova per musicisti, laboratori artistici o artigianali, spazi per eventi teatrali e musicali, co-working), con esclusione del grande commercio. Si suggerisce altresì la desigillazione dell’area pertinenziale, con la creazione di spazi verdi attrezzati e fruibili in funzione delle attività sopra descritte, evitando ulteriore edificazione. |
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NON ACCOGLIBILE
Premesso che l’ambito in oggetto è già riconosciuto dal PUG quale ambito di rigenerazione urbana e classificato TUD (tessuto urbano, dismesso, sottoutilizzato o interstiziale da rigenerare), si ritiene non accoglibile la proposta di inserimento di una nuova scheda progettuale in quanto, per dimensioni e caratteristiche, la rigenerazione del comparto ha rilevanza edilizia e perché si ritiene preferibile garantire maggiore flessibilità. Per la medesima ragione non si ritiene ammissibile la proposta di vincolare la destinazione ad attrezzature e spazi collettivi. Si precisa inoltre che ai sensi dell’Art. 23, nelle aree TUD sono ammesse nuove strutture di vendita fino alla dimensione delle “medio-piccole”. |
| FV |
IL LOTTO DI TERRENO FOGLIO 136 MAPPALI 1337 e 1338 RISULTA AREA VERDE E RICREATIVE SPORTIVE. SI CHIEDE CHE SIA DESTINATO A VERDE; di sviluppare quest’area legata all’Area di Riequilibrio Ecologica SCHIACCIANOCI con un Centro visita e di accoglienza; di sviluppare una rete di piste ciclabili dal vallo delle mura verso Frutteti e gli Orti per poi proseguire verso il macero di via Massari; a piantumazione di alberi in tutta l’area, e nella porzione a nord verso lo stradello in direzione IPERCOOP realizzando anche un’area pic nic con panchine mentre nella parte centrale dell’area verde andrebbe riservata una porzione per una zona di sgambamento cani non recintata e segnalata da cartelli; la sospensione e revoca dei progetti di costruzione e ampliamento, di impianti sportivi e non, in corso o già autorizzati. |
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PARZIALMENTE ACCOGLIBILE
Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante, si formula la seguente controdeduzione: 1) La richiesta non è accoglibile in quanto non in linea con l’impianto e la terminologia del PUG che, allineandosi all’Atto di coordinamento regionale sulle dotazioni territoriali (DGR 110/2021), definisce un’unica famiglia di “attrezzature e spazi collettivi” nella quale sono ricompresi gli “spazi attrezzati a verde per il gioco, la ricreazione, il tempo libero e le attività sportive”. 2), 3), 4) Si ritiene che le proposte progettuali in merito alla dotazione di attrezzature, alla piantumazione e al completamento della rete ciclabile, siano tutte allineate con le strategie rappresentate in particolare nell’elaborato SL1 Zona EST. L’osservazione affronta tuttavia tematiche di dettaglio che devono essere demandate agli strumenti di attuazione del PUG, ai piani settoriali e alla programmazione delle opere pubbliche. 5) Si precisa infine che, in termini generali, il PUG non ha alcuna efficacia retroattiva e pertanto non può incidere su progetti di opere pubbliche già approvati o in corso di progettazione e su titoli edilizi già rilasciati. |
| IN1 |
Si chiede di modificare la disciplina dei tessuti urbani consolidati (Art. 22, comma 7):
a) TUA (alta densità): modificare il numero massimo di piani da 8 a 6 e l’altezza massima da 25 a 19 ml;
b) TUM (media densità): modificare il numero massimo di piani da 6 a 5 e l’altezza massima da 19 a 16 ml;
Si chiede una consistente riduzione di parametri ed indici, in particolare per gli isolati classificati TUA e TUM posti in prossimità
delle Mura. |
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NON ACCOGLIBILE
Premesso che l’obiettivo cardine della LR 24/2017 e declinato nel PUG di Ferrara riguarda la rigenerazione urbana della Città consolidata esistente, con conseguente contenimento del consumo di suolo agricolo, considerato che la stessa legge urbanistica promuove interventi di addensamento o sostituzione urbana per la riqualificazione dell’esistente, si ritiene l’osservazione non meritevole di accoglimento in quanto in contrasto con l’obiettivo OS2 del PUG, che fa riferimento alla necessità di concretizzare un processo di lunga durata di rigenerazione urbana, paesaggistica ed ecologico-ambientale della città esistente, nel rispetto delle diverse identità stratificate nel territorio ferrarese. Questa esigenza si traduce nell’obiettivo congiunto di non consumare più suolo e di rigenerare i tessuti e la rete degli spazi aperti esistenti, semplificando e razionalizzando i percorsi procedurali, normativi e gestionali. |
| IN1 |
Si chiede di:
a) Art. 19, comma 2 (Tessuti storici): eliminare la frase “esclusivamente nelle unità immobiliari che si affacciano su un fronte
commerciale, come individuato nell’elaborato “Usi e modalità di intervento del territorio urbanizzato e rurale”.”
b) di inserire le attività culturali no profit e gli edifici per il culto nella categoria funzionale G2 (dotazioni territoriali) anziché D
(direzionali). |
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ACCOGLIBILE
Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante:
a) si propone di modificare l’Art. 19, comma 2 (Tessuti storici) eliminando la frase “esclusivamente nelle unità immobiliari che si
affacciano su un fronte commerciale, come individuato nell’elaborato “Usi e modalità di intervento del territorio urbanizzato e
rurale”.”, ciò al fine di favorire le attività private culturali, sportive, di ritrovo e spettacolo.
b) si precisa che le attività culturali no profit e gli edifici per il culto possono rientrare sia nella categoria funzionale G2
(Attrezzature e spazi collettivi) sia nella categoria D (direzionali), a seconda se venga svolta un’attività di interesse pubblico
regolata da convenzione o di natura privata. |
| IN |
Si chiede di specificare, nella scheda del Progetto Guida n.3 (e di conseguenza in disciplina), le funzioni incompatibili con la
natura del Parco Bassani, chiedendo in particolare di esplicitare, alla dicitura “spazi verdi per eventi temporanei”, l’esclusione di
quelli a forte affluenza di pubblico per i quali si ritengono più idonee le aree del futuro parco sud nella zona dell’aeroporto
(Progetto Guida n. 5).
Infine si chiede di inserire in entrambi i Progetti Guida, prescrizioni cogenti al fine di escludere insediamenti incompatibili |
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PARZIALMENTE ACCOGLIBILE
La richiesta di specificare “le funzioni incompatibili con la natura del parco” Bassani fa riferimento al Titolo III della Disciplina (Usi e
modalità di intervento) e, nel caso specifico, all’Art. 29 comma 2, nel quale vengono descritte le destinazioni d’uso ammesse. Tra
queste, il PUG prevede “spazi aperti attrezzati per il gioco, la ricreazione e il tempo libero per una fruizione integrata e
un’accessibilità diffusa attraverso la mobilità slow”. Gli eventi temporanei richiamati nell’elaborato PG3 rientrano in queste
destinazioni d’uso e, inoltre, la destinazione “tempo libero” non può considerarsi in contraddizione con la classificazione di nodo
ecologico nel PTCP.
Non si ritiene accoglibile la richiesta di rafforzare la natura cogente dei Progetti Guida, poiché tali elaborati nascono con una forte
valenza strategica, non prescrittiva, coni l ruolo di indirizzare le progettualità e la messa a terra di futuri finanziamenti (cfr. art. 13
della Disciplina) |
| IN |
OSSERVAZIONE AL PUG SU CONTENUTI ED ARTICOLI DELLA DISCIPLINA RIGUARDANTI IL CENTRO STORICO E L’EDIFICATO STORICO Si chiede di modificare alcuni articoli della Disciplina: a) Art. 5, comma 5 (Accordi Operativi): eliminare la possibilità di prevedere in sede di AO altezze o distanze diverse da quelle stabilite dal PUG; b) Art. 7, comma 47 (autorimessa nei tessuti urbani consolidati e nei nuclei residenziali in territorio rurale): si chiede di precisare che la norma non si applica alla Città storica c) Art. 10 (Piani di riferimento per gli elaborati di SQUEA): inserire il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale d) Art. 17, comma 6, lett. a (requisiti prestazionali per PCC): si chiede di eliminare le premialità per PCC nella Città storica e) Art. 19, comma 6, lett. a (edifici soggetti a IED nei Tessuti storici): si chiede di escludere anche gli edifici di categoria T2 dalla possibilità di sopraelevazione f) Art. 21, comma 4 (categorie di tutela): per la categoria A1 si chiede di eliminare la dicitura “gli interventi di restauro riguardano l’unità architettonica nella sua interezza” g) Art. 21, comma 4 (categorie di tutela): per le categorie A2 e A3 si chiede: – per le “fronti” di eliminare la dicitura “strombatura delle finestre” – per i “portici” di aggiungere la specificazione “nei portici interni” o “prospettanti su spazi interni” – per le “strutture” di sostituire l’ultimo capoverso delle modalità di intervento con il seguente: “in situazioni di gravi carenze strutturali dovrà essere richiesto agli uffici comunali sopralluogo di controllo e di assenso alla demolizione di parti dell’edificio non recuperabili, comunque entro il limite del 30% delle strutture fuori terra” h) Art. 21, comma 4 (categorie di tutela): per la categoria A3 si chiede: – per le “fronti” di eliminare del tutto la possibilità di eseguire sui fronti strada coibentazione esterna effettuata mediante “cappotto” – per gli “interni” di aggiungere “nei casi in cui non sia applicabile quanto previsto dall’Art. 10, comma 2 della Legge 120/2020” dopo le parole “…e della linea di gronda” i) Art. 21, comma 4 (categorie di tutela): per gli edifici di classe T1 e T2 aggiungere “intervento di restauro e risanamento conservativo o intervento di ristrutturazione edilizia” dopo le parole “intervento di ristrutturazione edilizia” l) Art. 32, comma 15: per favorire il recupero degli edifici storici/testimoniali si chiede che sia possibile l’esonero dal contributo sul costo di costruzione e degli oneri di urbanizzazione (Art. 10, comma 1, lett. h della Legge 120/2020) |
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PARZIALMENTE ACCOGLIBILE
Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante: a) Art. 5, comma 5 (Accordi Operativi): non accoglibile. Si ritiene che il PUG debba garantire la necessaria flessibilità per incentivare la rigenerazione degli ambiti assoggettati ad AO. b) Art. 7, comma 47 (autorimessa nei tessuti urbani consolidati e nei nuclei residenziali in territorio rurale): accoglibile. Si precisa che la norma non si applica alla Città storica. c) Art. 10 (Piani di riferimento per gli elaborati di SQUEA): accoglibile. Si propone di inserire il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale d) Art. 17, comma 6, lett. a (requisiti prestazionali per PCC): non accoglibile. La premialità si applica solo agli ambiti perimetrati dal PUG come “ambiti di rigenerazione urbana” di cui all’Art. 19, comma 4, lett. b) e c) della Disciplina. e) Art. 19, comma 6, lett. a (edifici soggetti a IED nei Tessuti storici): non accoglibile. Si ritiene di favorire la rigenerazione con sopraelevazione anche per le categorie T2, ferme restando le prescrizioni contenute nell’Art. 21, comma 4 f) Art. 21, comma 4 (categorie di tutela): accoglibile. Per la categoria A1 si precisa che l’intervento di restauro può avvenire anche per porzione dell’edificio nel rispetto dell’intera unità g) Art. 21, comma 4 (categorie di tutela): parzialmente accoglibile. Per le categorie A2 e A3 si propone: – per le “fronti” di eliminare la dicitura “strombatura delle finestre” – per i “portici” di mantenere la dicitura generale dei portici e non dei portici interni – per le “strutture” di eliminare le percentuali indicate sostituendo con “Non è consentita la demolizione integrale e parziale dell’edificio” h) Art. 21, comma 4 (categorie di tutela): parzialmente accoglibile. Per la categoria A3: – per i “fronti” si propone di eliminare la possibilità di eseguire sui fronti strada coibentazione esterna effettuata mediante “cappotto” – per gli “interni” non è accoglibile la proposta formulata dall’osservante perchè si ritiene sempre possibile la modifica dell’altezza interna degli ambienti per ragioni igienico sanitarie i) Art. 21, comma 4 (categorie di tutela): non accoglibile in quanto in contrasto con il DPR 380/2001, che prescrive l’assegnazione specifica della categoria di intervento e la precisazione delle modalità di intervento per ciascun edificio l) Art. 32, comma 15: parzialmente accoglibile. L’esonero dal contributo di costruzione potrà essere stabilito con apposita delibera di Consiglio Comunale. |
| KO |
Si chiede una migliore definizione dei percorsi ciclabili e un miglior collegamento tra le polarità urbane della parte di città “Ferrara Sud”, in particolare:
a) una maggior evidenza della segnaletica dedicata alle piste attuali e future
b) ul miglioramento dei sottopassi di via Gandini e via Beethoven inserendoli in un organico percorso ciclo-pedonale ben evidenziato e illuminato che unisca il Foro Boario alle Corti di Medoro
c) la realizzazione di due collegamenti ciclopedonali: pista 1) sottopasso piscina via Beethoven-via Kramer-via Nievo-sovrappasso ferroviario-via dello zucchero-accesso alla stazione e al centro città; pista 2) via Gandini-via Verga-viale Krasnodar-via dell’amicizia-attraversamento ferrovia interrata-via del Bove-via Ravera |
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PARZIALMENTE ACCOGLIBILE
Premesso che il PUG non entra nel dettaglio delle caratteristiche tecnico-costruttive di percorsi ciclabili e ciclopedonali o della segnaletica, si specifica che all’interno della strategia si fa diffuso riferimento al miglioramento della ciclabilità e della mobilità slow; in particolare all’interno di tutte le Strategie Locali – Parti della città centrale, sono riportati gli obiettivi e le azioni relative al potenziamento della “maglia di connessioni ciclo-pedonali interne ai quartieri”.
Inoltre, premesso il carattere ideogrammatico degli elaborati della Strategia, all’interno della strategia locale 1 per la parte di città centrale “zona sud – via Bologna” sono già individuate due connessioni nord-sud tra i quartieri a ovest di via Bologna, seppure con alcuni scostamenti e rappresentate con grafie diversificate per i tratti esistenti e i tratti di progetto.
Si ritiene ad ogni modo opportuno esplicitare nel testo del suddetto elaborato che l’implementazione dei percorsi ciclabili riguarderà in particolare il collegamento delle polarità: Corti di Medoro, Palazzetto dello sport nel Foro Boario, centro polifunzionale per famiglie Ex Pietro Lana. |
| KO |
Si propone di potenziare la frequenza del TPL da viale Krasondar al centro e la riduzione delle tariffe.
Si propongono interventi di dissuasione e controllo della velocità dei veicoli e la realizzazione di una piazza centrale al rione per rallentare il traffico e per la sua funzione di aggregazione, socialità e accesso ai servizi scuole, chiesa, market. |
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PARZIALMENTE ACCOGLIBILE
Relativamente al TPL, il PUG non incide direttamente sulla gestione del servizio di TPL, ma può fornire indirizzi sul suo miglioramento. Si propone di accogliere i rilievi fatti sul traffico in viale Kransodar per riportarli nella Diagnosi e nelle Strategie Locali della Parte di città “Ferrara Sud”. Relativamente alla tipologia di interventi per mitigare il traffico o la realizzazione di spazi pubblici il PUG demanda la loro definizione ai PAIP, al Programma delle OOPP e ai Piani di settore. |
| KO |
Si chiede il potenziamento delle attrezzature collettive in zona Krasnodar, proponendo che:
a) si recuperino gli edifici nell’area di Foro Boario e nell’area ancora in stato di abbandono dell’ex palazzo degli Specchi (le corti di Angelica); si pensi a dar vita a luoghi di aggregazione sociale;
b) si creino luoghi aperti alla comunità nel centro per le famiglie previsto nell’ex-scuola Pietro Lana;
c) si realizzi una piazza tra la parrocchia Sant’Agostino e la scuola IC De Pisis, per riqualificare il tessuto locale, riducendo la circolazione delle auto in transito, favorendo la circolazione pedonale e quindi conferendo all’area un nuovo carattere di luogo di condivisione per la socialità;
d) si recuperi e si riqualifichi il centro sociale ex Rodari di via Labriola (e altri locali pubblici già presenti nel quartiere) per un suo utilizzo comunitario. |
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PARZIALMENTE ACCOGLIBILE
Premesso che le proposte si pongono in coerenza con la strategia del PUG – in particolare con i lineamenti strategici e le azioni progettuali afferenti all’OS2 – con la diagnosi e la strategia delineata dal PUG per la Parte di città centrale “Ferrara Sud”, considerato che tutte le aree sono individuate in Disciplina come destinate ad Attrezzature e spazi collettivi o “Tessuti urbani dismessi, sottoutilizzati o interstiziali da rigenerare” e che la scheda progettuale d’ambito di Foro Boario prevede già l’inserimento di spazi pubblici e funzioni pubbliche, si demanda al Programma delle OOPP, alla definizione dei PAIP o degli AO e agli altri Piani di settore la definizione puntuale e la localizzazione degli interventi attuativi per l’attuazione della strategia, senza specificare ulteriori azioni puntuali.
Si accoglie parzialmente la proposta individuando il centro sociale ex Rodari di via Labriola come “Ambito di rigenerazione urbana” nelle tavole “Usi e modalità di intervento”. |
| KO |
Si chiedono azioni volte a incentivare la riqualificazione edilizia, urbanistica, abitativa e del paesaggio urbano del quartiere Krasnodar.
Si suggerisce un censimento delle strutture in cemento e metallo, un tempo dedicate a cartelli pubblicitari, al fine di valorizzare maggiormente il paesaggio, sia dal punto di vista ecologico che estetico. |
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PARZIALMENTE ACCOGLIBILE
Premesso che la maggior parte del patrimonio edilizio dell’ambito analizzato è individuato come Tessuto urbano consolidato, si segnala che il PUG promuove e incentiva gli interventi di qualificazione edilizia e riqualificazione urbana, sia nella definizione degli obiettivi e delle azioni progettuali della strategia, sia attraverso i meccanismi di premialità di cui all’Art. 17 della Disciplina. Premesso che il miglioramento della qualità urbana ed ecologico ambientale è l’obiettivo principale del PUG, non si ritiene che l’attività di censimento puntuale della cartellonistica proposto rientri nell’ambito di competenza del PUG secondo quanto stabilito dalla LR 24/2017. |
| KO |
Si propone la riqualificazione delle aree verdi di viale Krasnodar, con l’inserimento delle seguenti azioni:
a) qualificazione e connessione del sistema degli spazi verdi publici presenti nel quartiere Krasnodar migliorando le dotazioni ricreative, sportive, ecoLogiche (vedi Bosco e bacino di laminazione – Spina verde)
b) progetto di riqualificazione del quartiere Krasnodar (Nomisma per ACER Ferrara)
c) riqualificazione della zona verde ed ex campo da tennis adiacente alla ex scuola Pietro Lana
d) creazione di corridoi per insetti impollinatori e azioni mirate a favorire la biodiversità |
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PARZIALMENTE ACCOGLIBILE
Premesso che le proposte si pongono in coerenza con gli obiettivi, i lineamenti strategici e le azioni progettuali della strategia del PUG e con la diagnosi e la strategia delineata dal PUG per la Parte di città centrale “Ferrara Sud”, si demanda al Programma delle OOPP, alla definizione dei PAIP o degli AO e agli altri Piani di settore la definizione puntuale e la localizzazione degli interventi attuativi per l’attuazione della strategia, senza specificare ulteriori azioni puntuali e di dettaglio. |
| LG |
Nel quadro conoscitivo, elaborato “QC.6.2 Mobilità”, allegato al PUG le seguenti strade: Via Frutteti, Via del Melo, Via della Flora, Via della Fornace e parte di Via delle Siepi sono classificate “Urbane di quartiere”.
Nelle strategie locali elaborato “SL1” allegato al PUG a pagina 35 le strade sopra elencate sono individuate come “Rete ciclabile esistente”. Oggi invece queste vie non sono ciclabili. Le auto corrono veloci con grave pericolo per ciclisti e pedoni.
Si chiede l’applicazione del limite di velocità a 30 km/h in Via dei Frutteti, Via del Melo (tratto a nord di Via Frutteti) e Via delle Siepi, dove circolano molti pedoni e ciclisti a tutte le ore per la presenza di esercizi commerciali, degli orti, del centro bimbi “Mille gru”, della sede della contrada San Giovanni.
Si chiede inoltre la modifica della scheda SL1 indicando Via Frutteti, Via del Melo, Via della Flora, Via della Fornace e parte di Via delle Siepi come “Strade a sede promiscua ciclabile e veicolare”.
Si segnala in particolare la pericolosità del tratto di Via delle Siepi che va dall’incrocio con Via dei Cedri all’incrocio con Via dei Frutteti, dove la carreggiata è stretta ed in parte occupata dai cassonetti dei rifiuti differenziati e da auto parcheggiate.
Si chiede di prevedere: 1) lo spostamento dei cassonetti all’inizio di Via dei Cedri, 2) il divieto di parcheggio delle auto, 3) la realizzazione di una corsia ciclabile in questo tratto della Via che si connetta con la ciclabile esistente di Via delle Siepi nel tratto tra Via dei Cedri e le Vie Turchi-San Contardo d’Este, 4) la realizzazione di passaggi pedonali e ciclabili di cui oggi è privo il tratto di Via delle Siepi tra Via dei Cedri e Via Frutteti.
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PARZIALMENTE ACCOGLIBILE
Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante, si specifica che le problematiche trattate dall’osservante sono già affrontate, sul piano programmatico e strategico, nell’elaborato SL1 ZONA EST. A livello puntuale,le proposte sono da sviluppare nell’ambito di piani, programmi e progetti di attuazione del PUG, del piano triennale delle opere pubbliche e degli altri piani settoriali, in particolare il PUMS.
Si propone la rettifica dell’errore materiale nella legenda dello schema Strategie Locali SL1 del succitato elaborato in quanto è erroneamente riportata la dicitura “strade ciclabili esistenti” come strato cartografico “di vestizione” mentre è invece rappresentata la rete comprensiva dell’esistente e del progetto. |
| LP |
Riferimento: Dossier – Piani Urbanistici Attuativi QC 2_4_2 : Area Sogepol.
Nella scheda relativa a quest’area si legge che è stato sottoscritto accordo POC in data 3/5/2017 avente come obiettivo un ampliamento di edificio destinato ad attività sanitarie private e attività sportive ad uso pubblico. Si dice infine che è stata richiesta una proroga per inizio dei lavori entro il 29/6/2023. Sono passati più di sei mesi da questa data e ancora non si vedono tracce di lavori per la ristrutturazione e rigenerazione di tutta l’area anzi sono sempre più evidenti i segni di deterioramento dovuti all’incuria e allo stato di abbandono in cui versa la struttura e tutta l’area circostante per una superficie di circa un ettaro. Considerato che la zona in questione è densamente popolata, chiedo gentilmente che il Comune di Ferrara si faccia carico della ultimazione dei lavori dello stabile per destinare l’uso ad attività come palestre o luoghi di incontro e spazi collettivi per la socializzazione di cui il quartiere è carente. |
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| LP |
Vorrei fare riferimento al documento preparatorio del Piano Urbanistico Generale denominato “Verso il documento strategico” del Luglio 2022. Nel capitolo “IL SISTEMA INSEDIATIVO” al paragrafo 4 “Gli ambiti di rigenerazione”, relativamente agli ambiti privati degradati, abbandonati o sottoutilizzati, ho trovato una scheda (numero 3) concernente alcuni fabbricati che si trovano all’inizio di via Pontegradella, nei pressi della rotatoria sulla quale insiste anche via Caretti. Da diversi anni, dopo essere stati la sede di alcuni negozi specializzati nell’elettronica e negli elettrodomestici di consumo come Trony e Eldo, questi edifici versano in una stato di abbandono e degrado. Alcune finestre sono state divelte ed evidenti sono le tracce lasciate dai vandali o altri soggetti che bivaccano all’interno dei capannoni. Non si colgono ancora i segni di una rigenerazione e chiedo pertanto che venga realizzata una nuova scheda che chiarisca anche come si intende recuperare e rigenerare tutta l’area. Considerata la mancanza di impianti sportivi per attività indoor nella zona che è
densamente popolata, chiediamo di realizzare un impianto per attività al coperto. |
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NON ACCOGLIBILE
Premesso che l’ambito in oggetto è già riconosciuto dal PUG quale ambito di rigenerazione urbana e classificato TUD “Tessuto urbano, dismesso, sottoutilizzato o interstiziale da rigenerare” (art. 23), si ritiene non accoglibile la proposta di inserimento di una nuova scheda progettuale in quanto, per dimensioni e caratteristiche, la rigenerazione del comparto ha rilevanza edilizia e perché si ritiene preferibile garantire maggiore flessibilità. Per la medesima ragione non si ritiene ammissibile la proposta di vincolare la destinazione a attrezzature sportive. |
| LP |
Vorrei fare riferimento al documento preparatorio del Piano Urbanistico Generale denominato “Verso il documento strategico” del Luglio 2022. Nel capitolo “IL SISTEMA INSEDIATIVO” al paragrafo 4 “Gli ambiti di rigenerazione”, relativamente agli Ambiti di rigenerazione con PUA pregressi non attuati, compare una scheda (numero 72) inerente al sito sul quale sorgeva l’ex stabilimento Cerestar, in via Luigi Turchi, 13. L’azienda in questione ha cessato l’attività alla fine degli anni novanta e da allora il sito è rimasto abbandonato.
La mancanza di interesse da parte della nuova società proprietaria ha reso possibile da un lato la nascita e la crescita di numerosi alberi diventati ormai adulti di notevoli
dimensioni e dall’altro la formazione di impressionanti cumuli di rifiuti di ogni tipo sversati da cittadini stranieri che bivaccano nei capannoni e che sono stati rimossi solamente grazie all’intervento di alcuni ambientalisti volontari. Chiedo che quest’area sia oggetto di un piano di rigenerazione, di riforestazione urbana e che venga creata una scheda relativa al progetto di recupero dell’area. |
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NON ACCOGLIBILE
Premesso che l’area è oggetto di PUA vigente le cui previsioni hanno piena efficacia fino a che mantiene validità la relativa convenzione urbanistica, il PUG ha individuato il complesso come TUD (Tessuti urbani dismessi, sottoutilizzati o interstiziali da rigenerare) da attuare con la disciplina prevista all’Art. 23 ed in coerenza con le indicazioni del Progetto Guida 1 “La direttrice dell’innovazione produttiva ed energetica lungo il canale Boicelli”. Per quanto sopra, si ritiene che per l’area oggetto di osservazione il PUG stabilisca indirizzi e regole prescrittive per la sua rigenerazione, pertanto si conferma tale previsione urbanistica. |
| MM1 |
OSSERVAZIONI AL PIANO URBANISTICO DEL COMUNE DI FERRARA
per LA ZONA EST – Criticità Ambientali |
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PARZIALMENTE ACCOGLIBILE
Si precisa che il PUG assunto contiene tra i suoli elaborati: • la tav. QC.5.5.2a “Carta degli allagamenti da forti piogge”, che riporta una mappatura empirica delle aree urbane che vanno in sofferenza idraulica in occasione di forti piogge partire dalle segnalazioni pervenute alla Protezione Civile, ai del Vigili del Fuoco e nella pagina segnalazioni del portale web del Comune, negli anni 2017-2019 e in occasione del fortunale dell’agosto 2022, integrata con le risultanze di uno studio effettuato da Hera, nel quale sono individuate aree che tendono ad allagarsi con eventi di 30, 50 e 80 mm di pioggia; • l’elaborato sullo stato della rete fognaria 6.3.3b, redatto in accordo con Servizio ambiente e Ente gestore delle reti; • le schede e le tavole dei vincoli (Tdv2 , vincoli da 79 a 84) che recepisce il PAI e il PGRA, definendo vincoli più prescrittivi delle norme di settore. In ogni caso, si propone di aggiornare l’elaborato SL1 “Strategie Locali | Parti della Città centrale” individuando l’ambito oggetto di osservazione tra gli “areali urbani con criticità di gestione delle acque meteoriche” (sintesi degli elementi di forza e debolezza) inoltre si propone di aggiungere tra le strategie locali della parte di città, la risoluzione dei problemi di allagamento e di gestione delle acque meteoriche. In relazione alle indicazioni applicative relative agli scarichi, si rimanda alle indicazioni e prescrizioni del Regolamento Edilizio per gli interventi diretti (fatta salva la competenza in capo al servizio Ambiente e all’ente gestore), e alla fase di pianificazione attuativa per gli interventi indiretti (AO/PAIP) |
| MCS |
Si propone la valorizazione del Po di Primario come infrastruttura verde e blu. |
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PARZIALMENTE ACCOGLIBILE
Nelle strategie del PUG (cfr. Disciplina, art. 10 e 11 ed elaborato S1), il Po di Primaro è oggetto di azioni progettuali finalizzate alla
sua qualificazione e fruizione sostenibile, soprattutto basata sulla ciclopedonalità, come richiesto. La via Ravenna è uno dei
tracciati strutturanti della viabilità facenti parte della rete delle infrastrutture verdi e blu, da qualificare dal punto di vista funzionale
ed eco-pesaggistico (cfr. elaborato S1) e pertanto dovrà essere interessata anche dal migliormaento delle condizioni di fruizione
e di sicurezza soprattutto nel tratto urbano a nord dell’incrocio con via Wagner. L’osservazione risulta quindi già soddisfatta dal
PUG assunto. |
| MM1 |
LA TAVOLA Q-5-10 SITI CONTAMINATI RIPORTA IN ZONA EST TRA LO SCOLO DI SAN ROCCO A NORD E VIA CONTARDO D’ESTE UN’AREA CON “PROCEDIMENTO DI BONIFICA IN CORSO PER ACCERTATO SUPERAMENTO DELLE CONCENTRAZIONI DI RISCHI” CAMPITO IN ARANCIONE. ESSENDO PARTE DI TALE AREA STATA ADIBITA A DISCARICA DI RSU DEL COMUNE DI FERRARA, NON RISULTA NESSUNA PERIMETRAZIONE DELLA TAVOLA S2 DELLO SQUEA |
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ACCOGLIBILE
Si propone di accogliere l’osservazione integrando la Tav. S1 “Infrastrutture di paesaggio verdi e blu e della mobilità” |
MM1
Amici della Terra |
Si rileva che nella tav. del Quadro Conoscitivo QC_5_10 (Siti contaminati) l’area a sud di via Contardo d’Este (Ex Cogef) è
indicata come contaminazione in corso di accertamento |
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ACCOGLIBILE
Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante, si precisa che a ottobre 2023 si è concluso il procedimento di bonifica con
limitazioni d’uso alle sole attività terziarie/produttive. Per quanto sopra, si propone di aggiornare la tavola dei vincoli (TDV2) e la
tavola del del Quadro Conoscitivo QC_5_10 (Siti contaminati).
Si provvede inoltre ad integrare la scheda progettuale d’ambito “Ex Cogef”, inserendo come condizione di sostenibilità che ogni
intervento previsto dovrà essere coerente con quanto previsto dal provvedimento di conclusione del procedimento di bonifica e
dovrà in ogni caso essere concordato con il servizio Ambiente. |
| MM2 |
l campo sportivo e l’ area di riequilibrio ecologico, posti di fronte alle abitazioni di Via dei Gerani, son prive di canale di scolo delle precipitazioni meteoriche. problema segnalato e riconosciuto dal Comune da tempo. Si chiede la realizzazione di un sistema per lo smaltimento delle acque che non scarichi sulla rete fognaria della via che ha problemi di evacuazione riscontrati e dichiarati da Hera e Comune. |
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PARZIALMENTE ACCOGLIBILE
Premesso che l’osservazione presuppone l’approfondimento di temi specifici che necessitano di una scala di maggior dettaglio rispetto a quella del piano urbanistico generale, da sviluppare nell’ambito di piani, programmi e progetti di attuazione del PUG, del piano triennale delle opere pubbliche e del piano investimenti dell’Ente gestore, si propone di aggiornare l’elaborato SL1 “Strategie Locali | Parti della Città centrale” individuando l’ambito oggetto di osservazione tra gli “areali urbani con criticità di gestione delle acque meteoriche” (sintesi degli elementi di forza e debolezza); inoltre si propone di aggiungere tra le strategie locali della parte di città, la risoluzione dei problemi di allagamento e di gestione delle acque meteoriche. |
| MM2 |
La rete fognaria di Via dei Gerani ha problemi di smaltimento delle precipitazioni meteoriche, causando frequenti allagamenti delle abitazioni della via. Si chiede il suo collegamento con i canali di scolo della bonifica presenti nella vicinanze o la realizzazione di aree di accumulo delle precipitazioni per evitare gli allagamenti. |
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PARZIALMENTE ACCOGLIBILE
Premesso che l’osservazione presuppone l’approfondimento di temi specifici che necessitano di una scala di maggior dettaglio rispetto a quella del piano urbanistico generale, da sviluppare nell’ambito di piani, programmi e progetti di attuazione del PUG, del piano triennale delle opere pubbliche e del piano investimenti dell’Ente gestore, si propone di aggiornare l’elaborato SL1 “Strategie Locali | Parti della Città centrale” individuando l’ambito oggetto di osservazione tra gli “areali urbani con criticità di gestione delle acque meteoriche” (sintesi degli elementi di forza e debolezza); inoltre si propone di aggiungere tra le strategie locali della parte di città, la risoluzione dei problemi di allagamento e di gestione delle acque meteoriche. |
| PF |
IL LOTTO DI TERRENO FOGLIO 136 MAPPALE 1054 RISULTA AREA RESIDENZIALE. SI CHIEDE CHE SIA DESTINATO A VERDE COME PRIMA DEL CAMBIO DI DESTINAZIONE D’USO AVVENUTO IN DATA 10/06/2013 SENZA CHE FOSSE SEGUITA LA PROCEDURA CORETTA, DAL MOMENTO CHE VENIVA ACCOLTA UNA OSSERVAZIONE DA PARTE DELLA SOCIETA’ LA NUOVA RESIDENZA CON MOTIVAZIONE DI ERRORE TECNICO MATERIALE SENZA CHE VI FOSSE CORRISPETTIVA ISTRUTTORIA TECNICA A DOCUMENTAZIONE DELL’ERRORE. INOLTRE IL TERRENO DOVEVA ESSERE CEDUTO AL COMUNE SECONDO UN ATTO D’OBBLIGO CUI LA PROPRIETA’ NON HA MAI FATTO FEDE. SI SEGNALA DANNO ERAIALE ANCHE PER LO SFALCIO DEL VERDE EFFETTUATO A CARICO DEL COMUNE ANCHE DOPO LA TRASFORMAZIONE A RESIDENZIALE DEL 2013 E FINO AL SETTEMBRE 2019 COMPROVATO DA DOCUMENTAZIONE IN POSSESSO DELLA SCRIVENETE E REDATTA DA UFFICIO VERDE COMUNALE. SI SEGNALA INOLTRE CHE SUL LOTTO INSISTE UNA SERVITU’ DI PASSAGGIO TUTTORA VALIDA COME ILLUSTRATO IN ISTANZA ALLEGATA DAL MOMENTO CHE IL PRIVATO NON HA MAI CEDUTO L’AREA. RISULTANO INOLTRE PRESENTI 10 CANCELLINI REGOLARMENTE CONCESSIONATI RETROSTANTI LE ABITAZIONI COMPRESE TRA I CIVICI 20 E 28 DI VIA FAVERO CHE ACCEDONO ALL’AREA IN QUESTIONE CONFERMANDO LA NECESSARIA DESTINAZIONE D’USO AD ASC DEL LOTTO PER LA TUTELA DELLA COLLETTIVITA’. |
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NON ACCOGLIBILE
Premesso che trattasi di lotto inedificato classificato nel RUE vigente tra gli insediamenti prevalentemente residenziali (aree a
media densità), considerato che sull’area oggetto di osservazione è stato rilasciato un Permesso di costruire per la realizzazione
di un edificio composto da due corpi di fabbrica bifamiliari, si propone di confermare la destinazione urbanistica assegnata dal
PUG assunto di TUM (tessuti urbani consolidati a media densità). Pertanto l’osservazione non è meritevole di accoglimento. |
| RB |
Le tavole presenti nel QC_5_5_3a e nel QC_5_5_3b_bis ( pag 131-134) indicano come permeabili aree asfaltate |
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PARZIALMENTE ACCOGLIBILE
Con riferimento agli elaborati del QC riguardanti la permeabilità dei suoli, si precisa che l’elaborato QC.5.5.3b.bis “Schede permeabilità – Metodo delle Unità Minime”, ora rinominato in QC.5.5.4, aggiorna e dettaglia la tavola QC.5.5.3a. In particolare, le valutazioni fatte nelle cartografie si basano su dati che hanno un livello di dettaglio/approsimazione calibrato sulla scala urbanistica di restituzione degli elaborati. Riguardo le aree segnalate nell’osservazione, riferite al paragrafo UM-175, si precisa che il parcheggio a servizio del centro anziani di via del Melo e l’abitazione di via Frutteti sono già individuate in cartografia come non permeabili, mentre la piccola area asfaltata di via del Melo ha una superficie esigua nell’unità minima che in generale non inficia la valutazione complessiva e le indicazioni necessarie per la discipina e la Valsat. |
| RB |
Nelle SCHEDE NORMATIVE V0, TAVOLA DEI VINCOLI TDV1, punto 68, Impianti fissi per telefonia mobile: “Per tali impianti si rinvia al Regolamento per l’installazione di impianti di telefonia mobile (ABROGATO) ed al nuovo Regolamento “Piano comunale per la localizzazione degli impianti fissi di telefonia mobile” adottato ( MA NON APPROVATO) “. In sostanza si rimanda a Regole prescrittive, limiti e condizionamenti non vigenti. |
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PARZIALMENTE ACCOGLIBILE
Con riferimento alle schede dei vincoli, si propone di riformulare il punto n. 68 “impianti fissi per la telefonia mobile” come segue: “Per tali impianti si rinvia al Regolamento comunale per l’installazione di impianti di telefonia mobile e alle normative nazionali e regionali di settore” |
| RB |
L’EX-IDROVORA DI VIA CALDIROLO E’ UN AMBITO PUBBLICO DEGRADATO, ABBANDONATO, SOTTOUTILIZZATO DI CUI MANCA NEL PUG UNA SCHEDA PER LA SUA RIGENERAZIONE CON INDIRIZZI DI TRASFORMAZIONE. |
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PARZIALMENTE ACCOGLIBILE
Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante, si precisa che il PUG riconosce la potenzialità strategica del complesso ex idrovora di via Caldirolo, difatti: • è inserito nella ricognizione degli Ambiti degradati, dismessi, sottoutilizzati (QC.6.5) • la sua rigenerazione è inserita nell’ambito del Progetto Guida 4 “La cintura verde del parco delle Mura” e recepita nella scheda SL1 relativa al Centro storico • la tavola “usi e modalità di intervento” la classifica come area per Attrezzature e spazi collettivi. La scelta di non inserire una scheda d’ambito è motivata dalla volontà di garantire maggiore flessibilità a un intervento di interesse pubblico già inquadrato nella strategia di Piano di valorizzazione del Parco delle Mura e delle sue relazioni con la città. |
| RB |
Con riferimento alla SL1 riferita alla cosiddetta Zona Est dove si elencano alcuni elementi di debolezza e di forza relativi alla mobilità e accessibilità dove non si evidenziano la gravità di alcune criticità. 1-Congestionamento del traffico in Via Caldirolo e sua pericolosità per ciclisti e pedoni. 2-Discontinuità e carenza percorsi ciclabili sia interni sia di collegamento il Centro Storico 3-Scarsi collegamenti con il parco delle Mura 4-Criticità collegamenti via Frutteti-Piazzale San Giovanni 5-Criticità collegamenti via Frutteti-rotatoria Piazzale Medaglie d’Oro 6-Scarsa copertura TPL |
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PARZIALMENTE ACCOGLIBILE
Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante, si formula la seguente controdeduzione: 1) Si evidenzia che la SL1 già prevede la ricucitura dei collegamenti ciclabili nord-sud all’interno della parte di città (via Frutteti, via Turchi, via del Melo) e altresì prevede l’incremento dei collegamenti est-ovest con il Centro Storico (Progetto Guida 4) e quindi anche con il circuito ciclabile esistente sul vallo. La realizzazione di una ciclabile dedicata lungo via Caldirolo risulta scarsamente praticabile per le sue caratteristiche fisiche e la sua classificazione quale strada urbana di scorrimento. 2), 3) Si ritiene opportuno inserire il tratto di via Zanardi e di via Frutteti tra le criticità della rete ciclabile ma si rimandano gli aspetti progettuali di dettaglio agli strumenti attuativi del PUG, ai piani settoriali (PUMS) e alla programmazione delle OOPP. 4), 5), 6) Si precisa che per mero errore materiale lo schema relativo alla strategia locale 2 del quartiere riporta in legenda la dicitura “Rete ciclabile esistente” volendo invece rappresentare sia i tratti esistenti che quelli di progetto (per la distinzione si rimanda allo schema riportato nel paragrafo relativo all’analisi diagnostica). Gli aspetti progettuali di dettaglio sono demandati agli strumenti attuativi del PUG, ai piani settoriali (PUMS) e alla programmazione delle OOPP. Si precisa inoltre che gli schemi strategici hanno carattere ideogrammatico, e pertanto i collegamenti con il vallo della Mura in direzione est-ovest non vanno interpretati come localizzazioni uniche e definitive. 7) Si conferma la diagnosi che ritiene buona la copertura geografica delle linee urbane, non è invece competenza del PUG entrare nel merito di aspetti gestionali del servizio quali la frequenza delle corse e la composizione della flotta. |
| RB |
Via Caldirolo , via Gramicia e via Bacchelli in quanto strade carrabili intorno alle mura, nella proposta di PUG sono ” da qualificare con forestazione lineare, spazi della mobilità sostenibile e potenziamento dei sistemi di drenaggio delle acque superficiali”. Non si pone in evidenza il carattere panoramico e paesaggistico di queste strade, meta di migliaia di turisti che le percorrono in auto o pullman per ammirare le Mura. Il PUG dovrebbe fissare i vincoli delle strade panoramiche o di rilievo paesaggistico sulle carrabili da cui si possono ammirare le Mura ed anche una eventuale forestazione dovrebbe essere accompagnata da uno studio adeguato per verificare l’impatto della trasformazione rispetto ai punti di vista della viabilità panoramica |
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NON ACCOGLIBILE
Premesso che: a) le strade di rilievo paesaggistico sono individuate dal PUG su percorsi della mobilità lenta più funzionali alla fruizione del paesaggio e ad un uso ricreativo e turistico del territorio, b) le strade panoramiche sono infrastrutture lineari del paesaggio derivanti dagli strumenti di pianificazione sovraordinata (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale), la proposta formulata dall’osservante non è accoglibile in quanto via Caldirolo, via Gramicia, via Bacchelli si configurano come strade di scorrimento urbano, mediamente trafficate. L’osservazione non è coerente con lo stato di fatto, le caratteristiche funzionali delle strade ed il loro contesto urbanistico e paesaggistico. |
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| Breve sintesi della assemblea del Forum Ferrara Partecipata del 19/12/23 | Primo punto in discussione:
1) prosieguo degli incontri pubblici rivolti alla cittadinanza e alle forze politiche. Il prossimo
appuntamento è previsto per martedì 16 gennaio sul tema della “città decarbonizzata”, e cioè la
transizione e la conversione ecologica nella nostra città.
L’incontro sarà alle 17.30 presso la Sala Sinodale della Parrocchia di San Giacomo Apostolo, via Arginone
161 ( grazie alla disponibilità del parroco che ci accoglie gratuitamente).
Introduce: Francesca Cigala che presenterà le proposte del Forum per una visione di futuro della città.
Intervengono come esperti: Romeo Farinella, urbanista Unife e Margherita Venturi, professoressa Alma
Mater ( del gruppo “Energia per l’Italia” di Balzani). Modera: Dalia Bighinati.
Obiettivo: in vista delle prossime elezioni amministrative, invitare i cittadini e le forze politiche a un
confronto per definire impegni concreti che garantiscano un’effettiva conversione e transizione ecologica e
la trasformazione della città necessaria a contrastare la crisi climatica.
Il primo incontro sul tema della partecipazione dei cittadini è andato bene, ma cerchiamo di migliorare
l’organizzazione nei prossimi incontri lasciando più spazio al dibattito (solo due esperti): vogliamo che i
cittadini e i politici che interverranno si esprimano con chiarezza sulle nostre proposte. Sono d’accordo? Si
impegnano a metterle in pratica?
Si è poi deciso di pubblicizzare i prossimi incontri oltre che via stampa e social, anche con diffusione
diretta dei volantini all’università o in altri luoghi da definire. Ricerca di maggiore efficacia nella
comunicazione degli eventi. Il contatto diretto, porta a porta, aveva dato una grossa spinta e successo alle
iniziative iniziali del Forum e si vuole ripetere. Alcune persone hanno dato disponibilità per il
volantinaggio. appena pronta la locandina la invieremo a tutti per la massima diffusione.
E’ poi stato anticipato che il terzo incontro, previsto sul tema dei beni comuni, sarà il 16 febbraio.
Sarà moderato da Dalia Bighinati, introdurrà Corrado Oddi, come esperto è già stato invitato Marco
Bersani, portavoce nazionale di Attac (già conosciuto da noi per la presentazione della campagna per
la difesa dei beni comuni “Riprendiamoci il comune” con le due proposte di legge), il secondo esperto
è ancora da individuare (si pensa di chiedere al professor Alietti sociologo di Unife).
Secondo punto:
2) definizione delle nostre proposte di fondo relative al PUG, per arrivare a produrre le nostre
osservazioni.
Ci troviamo davanti a una nuova modalità di redigere il Piano Urbanistico ( conseguente alla nuova legge
regionale del 2017 che impone di ridurre le norme prescrittive ) per cui anche per i tecnici non è semplice
orientarsi.
Si evidenzia grande enfasi sulle strategie generali improntate a buone intenzioni “green”, nel segno della
transizione ecologica necessaria, ma che sembrano restare generali e generiche. Sembrano esserci
contraddizioni tra premesse e prescrizioni ( vedi scheda parco nord ) ( vedi piano parcheggi )
Preoccupa il continuo demandare a iniziative pubblico/privato.
Italia Nostra, alla luce di questa complessità, ha formalizzato la richiesta di proroga di ulteriori 60 giorni
per la elaborazione delle osservazioni La necessità di avere più tempo per redigere le osservazioni è stata
formulata anche dagli ordini e dalle categorie tecniche.
Non viene approvata la proposta di fare un comunicato come Forum per richiedere anche noi una proroga
perché prevale la valutazione di inutilità, visto che la richiesta arriverebbe a tempo scaduto dopo che la
Giunta ha già fatto una delibera di proroga di due settimane ( proprio nel giorno in cui si affronta la
discussione)
Come Forum abbiamo scelto di individuare alcuni punti specifici del PUG inerenti le tematiche di cui più
ci siamo occupati e su questi formulare osservazioni.
Quindi non osservazioni su tutti gli importanti aspetti del PUG, ma limitate ad alcuni parti principali su cui
poi continuare a organizzare mobilitazioni,
Sono stati individuati come filoni principali 1) il parco Nord 2) il parco Sud 3) le Mura e corridoi verdi 4)
l’asse Volano su cui insisteranno i maggiori progetti di rigenerazione 5) la mobilità.
Il comitato Caldirolo Libera sta lavorando a osservazioni inerenti la zona Est: mobilità/ ciclabili/
collegamento via Frutteti con ciclabile delle Mura e centro città, ponte via Ginestra/ via Prinella, area
verde trasformata in edificabile ( via del Melo/via Serao), riqualificazione idrovora via Caldirolo,
questione allagamenti.
Il gruppo di Villanova sta valutando osservazioni a tutela della vocazione agricola delle campagne del
forese e su norme di localizzazione degli impianti industriali biogas/biometano.
Il comitato “Residenti area ex Caserma” preparerà un ‘osservazione sulla mancanza nel PUG di una scheda
”Caserma”: la caserma Pozzuolo del Friuli è presente nel profilo diagnostico come ambito pubblico
degradato, è presente nella strategia sovralocale/Valorizzazione del Parco delle Mura, ma scompare
nella strategia locale e non c’è nelle schede progettuali d’ambito. La motivazione fornita dai
funzionari dell’ Ufficio di Piano è che essendo previsto un percorso partecipativo dei cittadini, per
rispetto dei cittadini, non si è voluto porre dei vincoli…..
Metteremo in sinergia tutte le osservazioni
Come coordinamento e referenti dei quartieri ci siamo incontrati con i tecnici che ci aiuteranno nella
stesura delle osservazioni stesse e ci rivedremo dopo il periodo festivo. Chiunque abbia proposte di
osservazioni le può inviare al coordinamento e ci raccorderemo con tutti.
Terzo punto:
3) percorso partecipativo Caserma/Flash mob
Continuiamo a ripetere i flash mob tutti i venerdì sotto il palazzo municipale e ci sembra uno
strumento efficace per fare sensibilizzazione e informazione. Per l’ultimo flash mob dell’anno,
venerdì 22, abbiamo pensato di portare simbolicamente in dono al Sindaco una copia del libro “Una
Caserma Partecipata”, il libro in cui abbiamo raccolto le prime idee dei cittadini sul recupero della
caserma, e avvertiremo la stampa.
Sul percorso partecipativo essendo uscito il bando regionale sulla partecipazione, ottima occasione per
sviluppare un buon percorso partecipativo e che prevede per i vincitori lo stanziamento di 15000 euro,
ci siamo attivati per presentare la nostra candidatura chiedendo al Centro Servizi Volontariato di fare
il capofila.
Dal CSV abbiamo avuto notizia che il Comune non ha dato la sua adesione come ente attuatore alla
nostra proposta di candidatura al bando perché ha già avviato direttamente l’iter affidandone al
Consorzio Futuro Ricerca l’attuazione.
Verificheremo quali sono le intenzioni del Comune e vigileremo affinchè il percorso partecipativo
avvenga in forma strutturata seguendo tutte le garanzie per un reale coinvolgimento di tutti i
cittadini.
Infine, come aggiornamento sulla situazione proprietaria della caserma, è stata data l’informazione che
la caserma risulta di proprietà di Finint Investments SGR e si è discusso delle ipotesi in merito. ( Nel
tempo intercorso tra l’assemblea e questo verbale abbiamo saputo che la caserma, collocata nel fondo
di investimento, è ancora proprietà di Cassa Depositi e Prestiti e che il preliminare di vendita ad Arco
è stato prorogato di un anno fino al 30 aprile 2024 ).
Sono poi state fatte le seguenti comunicazioni:- CHAT WHATSAPP: invitiamo le persone che
vogliono/possono partecipare attivamente alle iniziative del Forum a entrare nella chat “Infonoferis”
in cui ci scambiamo informazioni e che, come coordinamento, utilizziamo per rapidi confronti per
decisioni da assumere in tempi veloci.
Chi vuole aggiungersi basta che lo segnali scrivendo a forumferrarapartecipata@gmail.com
indicando il proprio numero di telefono. – SITO: https://ferrarapartecipata.it/category/press/ Il sito è in
corso di aggiornamento. E’ stata aperta in “Approfondimenti” una nuova sezione “Articoli segnalati”
dove è possibile inserire direttamente ( seguendo le procedure indicate ) articoli di approfondimento
sui temi inerenti l’impegno del Forum. Invitiamo tutti ad inviare e inserire articoli. – FACEBOOK:
https://www.facebook.com/profile.php?id=100090619504858 Quest’estate abbiamo aperto questo
canale social, ma per farlo decollare c’è bisogno del sostegno di tutti coloro che possono: per favore
mettete like, commenti e condividete i post.
Il coordinamento Forum Ferrara Partecipata | |