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Quando: Martedì 21 aprile 2026, ore 21
Dove: Centro Sociale il Melo, via del Melo, 60
Quando: Martedì, 21 aprile 2026, ore 10
Dove: presso la sede della Provincia, corso Isonzo, 105

    Autore: Rodolfo Baraldini

    Ferrara Partecipata. In attesa della nuova giunta ultimo flash mob

    Il Forum da giugno dello scorso anno si trova ogni venerdì sotto il Volto del Cavallo per ricordare al sindaco che “non ha mantenuto gli impegni” su Feris

    Oggi l’ultimo flash mob di Ferrara Partecipata sotto il Palazzo Municipale. “Il sindaco non ha mantenuto gli impegni”. Dallo scorso giugno il Forum ogni venerdì si è trovato sotto il Volto del Cavallo “per chiedere al sindaco di avviare il percorso partecipativo sulla riqualificazione dell’area della caserma Pozzuolo del Friuli, così come era stato stabilito dalla mozione approvata dal consiglio comunale del 27 febbraio 2023 in cui era stato bloccato il progetto Fe.ris”.

    Avendo preso atto “che il sindaco non intende assumere le decisioni importanti per la città con il confronto e la partecipazione dei cittadini, in contraddizione con quanto espresso nelle linee programmatiche del suo mandato”, alla scadenza della consiliatura sospendono il flash mob, “in attesa di vedere quale sarà lo scenario politico che si determinerà con le prossime elezionicounali”.

    La consapevolezza con cui lo fanno è però quella di “continuare a vigilare” perché “dopo le elezioni la nuova giunta dovrà affrontare l’urgenza di riqualificare quel comparto della città” elaborando “un nuovo progetto”. Loro, il Forum Ferrara Partecipata sarà comunque pronto “a mettere in atto ulteriori mobilitazioni per opporci a nuovi progetti che non corrispondano realmente alle necessità del bene comune e per sostenere progetti innovativi che mettano al centro la pubblica utilità, la tutela dell’ambiente e del patrimonio architettonico”.

    Questa volta però “la riqualificazione dell’area della ex caserma dovrà essere ripensata coinvolgendo i cittadini prima dell’elaborazione del nuovo progetto, affinché le proposte, le idee, le valutazioni che emergeranno nel percorso partecipativo possano orientare e guidare la successiva elaborazione tecnica”.

    Forum Ferrara Partecipata non si schiera, ma condanna l’amministrazione uscente

    Il punto in vista delle elezioni. Una città decarbonizzata e che sappia guardare “con gli occhi delle donne”

    Un operato decisamente negativo quello dell’amministrazione comunale uscente secondo Ferrara Partecipata. Il Forum si è riunito lunedì 27 maggio per esporre il proprio punto di vista sulle imminenti elezioni e l’ha fatto senza mezzi termini. Sebbene abbia deciso di non sostenere esplicitamente nessuno dei candidati, quello che ha visto negli ultimi cinque anni di destra (e durante la campagna elettorale in particolar modo) è una propaganda avente “un occhio di riguardo ai ceti sociali più vicini alla loro politica, a partire da lavoratori autonomi ed esercenti di attività commerciali”.

    Ciò avrebbe così intensificato nuove discriminazioni e danneggiato la partecipazione democratica dei cittadini, quest’ultimo un punto fondamentale del Forum. Non solo, le realtà associative e sociali sarebbero state ridimensionate a fronte di una continua privatizzazione e logica proprietaria della città. “Basta citare il regolamento per l’assegnazione alle case popolari, l’utilizzo improprio di Parco Nord e la mancata consultazione dei cittadini sulla ristrutturazione della ex Caserma di via Cisterna del Follo”.

    L’invito del Forum Ferrara Partecipata agli elettori è quello di superare l’astensionismo, “una vera occasione di partecipazione attiva”, e di valutare attentamente che i programmi dei diversi candidati tengano conto delle questioni più urgenti che affliggono la città. In particolare, le strategie per una Ferrara decarbonizzata che sappia affrontare i cambiamenti climatici promuovendo una “mobilità dolce”, in bicicletta, un trasporto pubblico gratuito e più efficiente e disincentivando il consumo di suolo. “Ci siamo poi cimentati con il tema dei beni comuni, pensando innanzitutto alla pubblicizzazione del servizio dei rifiuti urbani e del servizio idrico. Abbiamo quindi ragionato sul potenziamento del ruolo e dell’intervento pubblico in settori e servizi fondamentali, come la sanità, la casa, i servizi per l’infanzia e quelli di carattere culturale”.

    Il Forum Ferrara Partecipata vuole continuare ad essere indipendente dalle forze politiche e qualunque sarà l’esito delle elezioni di giugno continuerà a fare il suo lavoro “prospettando una propria visione di città per il futuro e partecipata”. Una città che vuole tutelare i beni comuni “che devono rimanere pubblici” e che possa finalmente essere vista “con gli occhi delle donne”, con una organizzazione quindi più adeguata ad affrontare le diversità dei bisogni delle fasce più deboli. “Partire da un punto di vista di genere è importante perché è l’unico che può essere veramente inclusivo per tutti”.

    Politica, Forum Ferrara Partecipata: “Operato dell’Amministrazione negativo”

    La realtà associativa si è soffermata su partecipazione, beni comuni, ambiente

    Riceviamo e pubblichiamo:

    “L’8 e il 9 giugno, oltre che per le elezioni europee, si voterà a Ferrara anche per il rinnovo dell’Amministrazione Comunale. Il Forum Ferrara Partecipata ha deciso di non pronunciarsi esplicitamente per sostenere un/a candidato/a a sindaco/a o una lista elettorale, tenendo fede alla propria ispirazione di voler essere un luogo di aggregazione e rappresentanza sociale di associazioni e cittadini che, prima di tutto, intendono costruire elaborazioni e proporre iniziative relative alla visione del futuro di Ferrara.

    Infatti, riteniamo che, al di là delle maggioranze politiche che hanno governato o governeranno la città, sia fondamentale il ruolo della cittadinanza attiva e dei movimenti sociali per orientare e incidere sulle scelte che si opereranno. Da questo punto di vista, qualunque sarà la composizione della prossima Amministrazione, il Forum Ferrara Partecipata continuerà il proprio lavoro e impegno in questa direzione.

    Questa nostra autonomia nei confronti delle forze politiche non significa indifferenza o estraneità rispetto a chi sarà scelto dai cittadini per guidare la futura Amministrazione comunale. Non foss’altro perché nei mesi passati il Forum ha messo in campo idee e proposte concrete su punti decisivi che riguardano la nostra visione di città. In particolare, ci siamo concentrati sui temi della democrazia partecipativa, pensando a essa come tratto fondante del coinvolgimento dei cittadini e delle cittadine nelle scelte fondamentali della città. 

    In questo senso abbiamo avanzato l’idea di dar vita a vere e proprie assemblee di quartiere, con risorse dedicate per promuovere il bilancio partecipato, e ad assemblee cittadine, rappresentative degli abitanti, per affrontare temi, per esempio quello relativo ai cambiamenti climatici, che sono decisivi per il futuro della città. Abbiamo sviluppato proposte precise per realizzare la città ‘decarbonizzata’, muovendo dal fatto di privilegiare la mobilità a emissioni zero tramite il trasporto pubblico, tendenzialmente gratuito, e quella ‘dolce’ (ciclistica e pedonale, realizzando all’esterno della città parcheggi scambiatori con navette elettriche ogni 10 minuti). 

    Sempre su questo punto, abbiamo approfondito la necessità di procedere verso la transizione e la riqualificazione energetica, puntando con forza a sviluppare l’utilizzo delle energie rinnovabili e all’efficientamento energetico, di fermare il consumo di suolo e pensare a una vera e propria ‘trama verde’ per Ferrara, facendo di ciò uno dei punti di forza del nuovo Pug. Ci siamo cimentati con il tema dei beni comuni, pensando in primo luogo alla pubblicizzazione del servizio dei rifiuti urbani, alla sua riorganizzazione nel sistema di raccolta e nel ridimensionamento dell’inceneritore, e anche alla pubblicizzazione del servizio idrico. 

    Più in generale, abbiamo ragionato sul potenziamento del ruolo e dell’intervento pubblico in settori e servizi fondamentali, come la sanità, il trasporto pubblico locale, la casa, i servizi per l’infanzia e quelli di carattere culturale, tutti soggetti a processi, più o meno evidenti, di privatizzazione. Abbiamo poi voluto ragionare sulla grande questione della città vista con gli occhi delle donne, con la consapevolezza che un punto di vista di genere promuove accoglienza e inclusione per tutti. 

    Si tratta di costruire un avanzamento culturale e un percorso di riflessione e costruzione di proposte, che investono i temi dei tempi della città, di una sua organizzazione maggiormente adeguata ad affrontare le diversità dei bisogni e dei soggetti presenti in essa, a partire da quelli più deboli e che hanno meno voce. E’ a partire da quest’impostazione che ci interessa sviluppare alcune considerazioni rispetto alla prossima scadenza elettorale amministrativa relativa al Comune di Ferrara.

    In primo luogo – e non è una sottolineatura scontata nel momento in cui il fenomeno dell’astensione dal voto diventa sempre più significativo – pensiamo sia importante che ci sia una forte partecipazione all’espressione della preferenza elettorale da parte dei cittadini e delle cittadine, in quanto riteniamo che tutte le occasioni di partecipazione siano da cogliere e valorizzare, convinti, come siamo, che occorre lavorare per superare il fenomeno negativo dell’astensionismo. Poi, è necessario esprimere il nostro giudizio su ciò che è successo in questi ultimi 5 anni. Infatti, l’Amministrazione di destra che abbiamo visto all’opera non solo non ha affrontato positivamente le questioni che riguardano la città di Ferrara, ma ha contribuito a peggiorare le condizioni in cui versa la città rispetto alla possibilità di progettare il proprio futuro. 

    Al di là di una facile propaganda che l’Amministrazione ha fornito a piene mani negli anni passati, Ferrara è stata amministrata in termini di sostanziale galleggiamento sull’esistente, con un occhio di riguardo rispetto ai ceti sociali che si sono presunti più vicini alla propria sensibilità (a partire dai lavoratori autonomi e dagli esercenti delle attività commerciali), con l’aggravante di costruire nuove discriminazioni, deprimere la partecipazione dei cittadini/e e ridimensionare il ruolo delle realtà associative e sociali, far emergere una logica proprietaria e di privatizzazione della città, bypassare le normali regole del funzionamento degli organismi istituzionali. 

    Su questi ultimi aspetti – ma l’elenco sarebbe lungo – basta citare il regolamento per l’assegnazione delle case popolari, poi corretto dopo il pronunciamento del Tribunale di Ferrara, la mancata consultazione dei cittadini sulla ristrutturazione della ex Caserma di via Cisterna del Follo, l’utilizzo improprio del Parco Nord con eventi incompatibili con la sua vocazione ecologica e ambientale. Per questo diciamo in modo chiaro e senza mezzi termini che l’operato dell’Amministrazione comunale uscente è stato decisamente negativo e, pertanto, è importante che questo giudizio si tramuti nel pronunciamento degli elettori e delle elettrici.

    Fissato questo punto, invitiamo dunque i cittadini e le cittadine di Ferrara a scegliere un/a candidato/a a sindaco/a e una lista elettorale che possano supportare i contenuti che abbiamo espresso e sopra succintamente richiamato, valutando i diversi programmi elettorali. Forum Ferrara Partecipata continuerà la propria iniziativa per far avanzare la nostra visione di città futura, che vogliamo partecipata dai cittadini e dalle cittadine nelle decisioni, capace di indicare una strada di salvaguardia della vita umana e del pianeta, incentrata sulla tutela dei beni comuni di tutta la collettività, consapevole della ricchezza che deriva dai diversi punti di vista di genere”.

    Ex Caserma, il Forum lascia il tavolo: “Non c’è volontà di un percorso partecipativo”

    Gli attivisti hanno sottolineato che continueranno le iniziative di mobilitazione: i dettagli

    Una lettera rivolta al sindaco e all’assessore comunale alla Partecipazione per manifestare la propria insoddisfazione dopo l’incontro dello scorso 14 maggio, promosso su mandato del Consorzio Futuro in Ricerca, in relazione alla riqualificazione dell’ex Caserma di Pozzuolo del Friuli. A scrivere la missiva, dopo avere lasciato il tavolo di confronto, è il Forum Ferrara Partecipata.

    Francesca Cigala ha ricordato “le promesse di coinvolgimento dei cittadini da parte del sindaco nel febbraio del 2023, e la risoluzione del Consiglio comunale sullo stanziamento di fondi per un percorso partecipato relativo all’ex Caserma”. Percorso, destinato ad articolarsi attraverso “l’incarico al Consorzio Futuro in ricerca”. Da qui all’incontro con “la docente del Politecnico di Torino Rosa Tamborrino, al quale siamo stati invitati insieme a una ventina di associazioni, di cui sette lì rappresentate”.
    Un appuntamento, dove “da subito sia il presidente del Consorzio sia la docente hanno chiarito che lo scopo consisteva unicamente nel raccogliere idee e proposte su destinazione e possibili usi dell’ex Caserma, di cui avrebbe tenuto conto nell’elaborazione della sua relazione tecnica”, ha spiegato Cigala, aggiungendo che “alla nostra richiesta circa l’eventualità di considerare l’incontro come preliminare all’avvio di un successivo percorso partecipativo, la docente ha ribadito di avere ricevuto dal Consorzio esclusivamente l’incarico di esprimere un parere rispetto agli usi dell’ex Caserma tramite una relazione scientifica sul sito e le sue vocazioni da un punto di vista storico e culturale”.

    Una situazione, dunque, “dove abbiamo preso atto che non ci sarà alcun percorso partecipativo”, e dove gli attivisti del Forum Ferrara Partecipata hanno abbandonato il tavolo, “insieme ad Arci e a Italia Nostra”, rendendo noto il loro disinteresse alla sua prosecuzione, “visto che non si ritiene necessario coinvolgere i cittadini nella discussione sulla futura riqualificazione dell’ex Caserma, come è prassi di ogni percorso partecipativo”. Corrado Oddi ha sottolineato che “non c’è la volontà di realizzare un percorso partecipativo”, concludendo che “continueranno le iniziative di mobilitazione attraverso i flashmob fino al 7 giugno”, in attesa di conoscere gli sviluppi.

    Il Forum Ferrara Partecipata porta le donne al centro della pianificazione urbana

    Grande interesse mercoledì pomeriggio per l’incontro organizzato dal Forum Ferrara Partecipata, chiamato “Le donne al centro della pianificazione urbana per nuovi modelli di convivenza”.

    Principale protagonista dell’appuntamento è stata Elena Granata, docente di urbanistica al Politecnico di Milano, che ha parlato – tra le altre – anche del suo libro “Il senso delle donne per la città”.

     

    Assemblea Pubblica: di chi è la città, l’amministrazione comunale deve ascoltare i cittadini

    VENERDÌ 5 APRILE ORE 17:30

    PIAZZA DELLA CATTEDRALE

    DI CHI È LA CITTÀ?

    L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DEVE ASCOLTARE I CITTADINI

    ASSEMBLEA PUBBLICA

    PER UNA MOBILITÀ BASATA SUL TRASPORTO PUBBLICO, I CICLISTI E I PEDONI PER UNA CITTÀ VERDE che sviluppi un nuovo Parco Sud e che eviti che il Parco Bassani sia snaturato con eventi insostenibili

    PER UN REALE UTILIZZO PUBBLICO DELLA EX CASERMA DI CISTERNA DEL FOLLO

    PER LA SALVAGUARDIA DEGLI SPAZI PUBBLICI, a partire da quelli dei centri sociali e in specifico del Centro Sociale La Resistenza

    PER IL RILANCIO DI UNA CULTURA LEGATA AL TERRITORIO E APERTA, a partire dalle biblioteche decentrate, con adeguati spazi per incontri, associazioni, gruppi informali e solidali PER UNA UNIVERSITÀ SOGGETTO INSERITO NEL TERRITORIO, accogliente per gli studenti PER LA TUTELA DELLA VOCAZIONE AGRICOLA DEL FORESE E LA QUALITÀ DELLA VITA NELLE FRAZIONI contrastando impianti impattanti e che la contraddicono, come il biogas e il biometano PER CONTRASTARE GLI ALLAGAMENTI, IL CONSUMO DI SUOLO E PER UNA RETE FOGNARIA EFFICIENTE

    Forum Ferrara Partecipata – Associazione Piazza Verdi – Centro Sociale La Resistenza Cittadini del Mondo – Ferrara 2030 – Koesione 22 – Italia Nostra – Caldirolo Libera

     


     

    DI CHI È LA CITTÀ?

    L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DEVE ASCOLTARE I CITTADINI

    Ormai da lungo tempo quest’ Amministrazione Comunale pensa alla città in termini di privatizzazione degli spazi pubblici e ai cittadini come semplici clienti e consumatori degli stessi.

    L’Amministrazione Comunale ha annunciato che intende approvare il Piano Urbanistico Generale (PUG) entro la metà del mese di aprile.

    Il PUG è lo strumento della pianificazione urbanistica della città con tutto quanto ne consegue in termini di mobilità, rigenerazione urbana, riqualificazione ambientale, utilizzo degli spazi, rapporto tra interesse pubblico e interesse privato.

    In poche parole tutto ciò che concerne la vivibilità di una città.

    In realtà, le proposte lì avanzate sono molto generiche e prive di linee guida più stringenti circa le scelte che può mettere in campo l’ Amministrazione.

    Nello stesso tempo, sono state prodotte più di 280 osservazioni da parte di cittadini, associazioni e realtà sociali.

    Noi pensiamo che occorre prendere tutt’ altra strada.

    Con le nostre osservazioni abbiamo evidenziato e chiediamo che si progetti un’ altra idea di città.

    Vogliamo che le nostre osservazioni e obiettivi vengano presi in considerazione e le vogliamo presentare e discutere con i cittadini con una ASSEMBLEA PUBBLICA

    VENERDÌ 5 APRILE ORE 17:30 PIAZZA DELLA CATTEDRALE

    Forum Ferrara Partecipata – Associazione Piazza Verdi – Centro Sociale La Resistenza Cittadini del Mondo – Ferrara 2030 – Koesione 22 – Italia Nostra – Caldirolo Libera

    Ferrara Partecipata: osservazioni al Pug contro i grandi eventi al parco urbano

    Riguardano il Parco Nord e il Parco Sud chiedendo che nel primo “vengano specificate le funzioni incompatibili con la natura del parco” e maggiori specifiche per il secondo.

    Il Forum Ferrara Partecipata ha presentato, tra le altre,  due osservazioni al Piano Urbanistico Generale (Pug) relative al Parco Nord Bassani e al Parco Sud. Per quanto riguarda il Parco Nord Bassani, chiedono che “nella scheda del progetto guida vengano specificate le funzioni incompatibili con la natura del parco”.

    In particolare chiedono che “alla dicitura ‘spazi aperti per eventi temporanei’ venga aggiunta la dicitura ‘esclusi quelli che richiamano forte affluenza di pubblico concentrati in tempi ristretti, quelli con impatto acustico tale da recare danno o disturbo alla fauna del parco e delle zone limitrofe, quelli che possono recare danno alla  vegetazione del parco e quelli per il cui allestimento e svolgimento sia necessario l’accesso al parco di mezzi che possono danneggiare in modo permanente i percorsi ed il manto erboso del parco stesso’”.

    Chiaramente la richiesta è quella di evitare in futuro lo svolgimento di “iniziative, attività e manifestazioni chiaramente in contrasto con le finalità sopra descritte del parco stesso”. Ritengono infatti “che il Parco Nord Bassani debba avere come fondamentali le finalità ecologiche, ambientali e di difesa della  biodiversità proprie di un nodo ecologico del territorio provinciale e che, quindi, venga esclusa la possibilità di tenere lì eventi fortemente impattanti dal punto di vista ambientale, come  quello realizzato con il concerto di Bruce Springsteen”.

    Passando invece al Parco Sud, “in coerenza con quest’impostazione” e “visto che esso è solo genericamente tratteggiato nella stesura del Pug”, chiedono maggiori specifiche. Affermano infatti che nel documento sarebbe indicata solo la “potenzialità di attivazione di un vero e proprio Parco Sud, valorizzabile anche come sede di eventi temporanei, che comprende e mette a sistema le aree verdi pubbliche contigue all’aeroporto”.

    La richiesta “sia per realizzare effettivamente il Parco Sud e prevedere che in quell’area ci sia la possibilità di dar vita a eventi importanti, sia per evitare scelte insediative di attività e funzioni palesemente contrastanti, come sarebbe quella dell’ipotizzato Centro di Permanenza per i Rimpatri (Cpr)”.

    “Si tratta – fanno notare – di osservazioni significative, che si inscrivono in un’idea di ‘Città  verde’, che guarda anche all’abbattimento delle emissioni climalteranti e al contrasto al cambiamento climatico, oltre al fatto di preservare e costituire aree finalizzate a sviluppare il  patrimonio ecologico e ambientale della città, sottraendolo a usi impropri e logiche di  privatizzazione”.

    L’attesa è quella di un’amministrazione comunale che “prenda seriamente in considerazione e dia risposte positive a queste nostre istanze; in ogni caso, continueremo la nostra iniziativa e mobilitazione perché questioni così rilevanti per il futuro della città si possano realmente concretizzare”.

    Pug, Forum Ferrara Partecipata chiede che l’area dell’ex Caserma sia inserita nelle ‘Strategie locali’

    I volontari hanno stilato un elenco di criteri per garantire qualità architettonica e continuità con la valenza storica del contesto

    Riceviamo e pubblichiamo:

    “Come Forum Ferrara Partecipata vorremmo segnalare a tutti coloro che hanno seguito le vicende del progetto Feris, il progetto di recupero della caserma Pozzuolo del Friuli contestato dai cittadini per la mancanza di pubblica utilità e di sostenibilità ambientale e poi bloccato dal Consiglio Comunale un anno fa, che la caserma è ‘scomparsa’ dal Piano urbanistico (Pug) della città.

    O meglio, il ‘Complesso delle Caserme Pozzuolo del Friuli e Ex Cavallerizza, complesso immobiliare dismesso da metà degli anni ’90 con edifici tutelati quali beni culturali’ è citato nella parte del Piano dedicato all’analisi dell’esistente ed è anche segnalato nella descrizione del quartiere centro storico tra gli edifici pubblici degradati e meritevoli di rigenerazione, ma poi scompare nella parte del Piano dedicato a ciò che operativamente si dovrebbe fare. La Caserma non viene menzionata nel lungo elenco di ‘Opportunità di rigenerazione e conversione’ che comprende invece edifici come la caserma Bevilacqua, l’Ex Ipsia di via Roverella, il palazzo Furiani, il chiostro San Benedetto, il palazzo Melli, l’Ex Poliambulanza e tanti altri.

    Riteniamo che la Caserma e la Cavallerizza, situate in un comparto di grande rilievo (che comprende palazzo Schifanoia, istituzioni museali civiche, strutture universitarie) rientrino a gran ragione in quelle ‘parti di città’ per cui prevedere, secondo la legge Urbanistica Regionale n, 24/2017 ‘gli obiettivi per il miglioramento della qualità urbana e ambientale, gli usi e le trasformazioni ammissibili, stabilendo i requisiti e le condizioni cui subordinare l’intervento’.

    Come Forum Ferrara Partecipata abbiamo presentato pertanto un’osservazione al Pug con la richiesta che l’area dell’ex Caserma sia inserita nelle ‘Strategie locali’ e che sia elaborata una ‘scheda progettuale d’ambito’ per la rigenerazione sia della Caserma Pozzuolo del Friuli che dell’Ex Cavallerizza e abbiamo inoltre elencato i criteri che, secondo noi, dovrebbero essere tenuti in considerazione per una corretta strategia di rigenerazione, in grado di garantire la qualità architettonica e la continuità con la valenza storico architettonica della parte di città in cui tali edifici sono inseriti.Questi i criteri di qualità elencati: 1) rispettare la qualità dell’insieme di spazi aperti e costruiti, limitando al massimo la quantità di nuove costruzioni, puntando su interventi che non superino in altezza gli edifici esistenti; 2) definire nuove destinazioni d’uso che garantiscano il rispetto del preminente interesse pubblico dell’area, per la realizzazione di servizi al cittadino coerenti con le caratteristiche di quell’area: servizi di tipo culturale (possibili funzioni di completamento e di servizio delle vicine strutture museali), di tipo formativo (specie universitario) e ricreativo, con una particolare predilezione per attività di tipo innovativo e inclusivo. Inoltre, si ritiene che gli edifici dell’ex Caserma siano particolarmente adatti ad un uso pubblico sociale per incontri, conferenze, riunioni, laboratori, spazi attualmente carenti in città. In particolare per l’edificio della Cavallerizza prevedere l’uso per attività convegnistiche, teatrali, performative, espositive mantenendo l’unicità dell’unitarietà e ampiezza dello spazio senza alterare l’attuale configurazione dello spazio interno;

    3) nel caso in cui sia prevista una destinazione ad uso residenziale e/o a residenza universitaria, prediligere interventi pubblici o privati convenzionata prezzo calmierato, al fine di evitare fenomeni di gentrificazione; 4) promuovere un’azione di rigenerazione che metta a sistema e garantisca la fruibilità pubblica degli spazi verdi e degli spazi aperti dell’intera area nel rispetto delle loro differenti caratteristiche (giardini storici, spazi pubblici di più ampia fruizione, ecc.). Nel trattamento dello spazio aperto, utilizzare ovunque possibile le tecniche che aumentino la permeabilità del suolo e diminuiscano il calore urbano;

    5) utilizzare, per l’intervento sull’edificato materiali e tecnologie compatibili con il valore storico degli edifici presenti e di basso impatto ambientale (bioedilizia), pur garantendo l’efficienza energetica e la sicurezza. Crediamo quindi che sia importante che l’area della Caserma rientri nel Piano urbanistico e ci attendiamo che la nostra osservazione venga accolta, anche per eliminare il sospetto che si vogliano tenere ‘le mani libere’ per interventi contrari all’interesse pubblico, come accaduto con il progetto Feris”.

    Forum Ferrara Partecipata

    Caserma del Friuli “scomparsa” dal Pug

    Forum Ferrara Partecipata ha richiesto che venga inserita nelle “Strategie Locali”

    «La caserma “scomparsa” dal Piano Urbanistico della città». A segnalarlo Forum Ferrara Partecipata dopo la presentazione del Pug. «O meglio – precisa il gruppo – il complesso delle caserme Pozzuolo del Friuli ed Ex Cavallerizza, serie di immobili dismessa da meta degli anni ’90 con edifici tutelati quali “beni culturali” è citato nella parte del Piano dedicato all’analisi dell’esistente ed è anche segnalato nella descrizione del quartiere centro storico tra gli edifici pubblici degradati e meritevoli di rigenerazione, ma poi scompare nella parte del Piano dedicato a ciò che operativamente si dovrebbe fare.  «La Caserma non viene menzionata nel lungo elenco di “Oppotunità di rigenerazione e conversione” – prosegue Forum Ferrara Partecipata- che comprende invece edifici come la caserma Bevilacqua, I’ex Ipsia di via Roverella, il palazzo Furiani, il chiostro San Benedetto, il palazzo Melli, l’ ex Poliambulanza e tanti altri. Riteniamo che la Caserma e la Cavallerizza rientrino a gran ragione in quelle “parti di citta” per cui rivedere gli obiettivi per il miglioramento della qualità urbana e ambientale, gli usi e le trasformazioni ammissibili, stabilendo i requisiti e le condizioni cui subordinare ‘intervento».

    «Come Forum Ferrara Partecipata abbiamo presentato pertanto un’osservazione al Pug con la richiesta che ‘area dell’ex Caserma sia inserita nelle “Strategie locali” e che sia elaborata una “scheda progettuale d’ambito” per la rigenerazione sia della Caserma Pozzuolo del Friuli che dell’ex Cavallerizza».

     

    La caserma che non c’è

    Forum Ferrara Partecipata chiede che il complesso rientri nel Pug anche “per eliminare il sospetto che si vogliano tenere ‘le mani libere’ per interventi contrari all’interesse pubblico”

    Come Forum Ferrara Partecipata vorremmo segnalare a tutti coloro che hanno seguito le vicende del progetto Fe.ris, il progetto di recupero della caserma Pozzuolo del Friuli contestato dai cittadini per la mancanza di pubblica utilità e di sostenibilità ambientale e poi bloccato dal Consiglio Comunale un anno fa, che la caserma è “scomparsa” dal Piano Urbanistico (Pug) della città.

    O meglio, il “Complesso delle Caserme Pozzuolo del Friuli e Ex Cavallerizza, complesso immobiliare dismesso da metà degli anni ’90 con edifici tutelati quali beni culturali” è citato nella parte del Piano dedicato all’analisi dell’esistente ed è anche segnalato nella descrizione del quartiere centro storico tra gli edifici pubblici degradati e meritevoli di rigenerazione, ma poi scompare nella parte del Piano dedicatoa ciò che operativamente si dovrebbe fare.

    La Caserma non viene menzionato nel lungo elenco di “Opportunità di rigenerazione e conversione” che comprende invece edifici come la caserma Bevilacqua, l’ex Ipsia di via Roverella, il palazzo Furiani, il chiostro San Benedetto, il palazzo Melli, l’ex Poliambulanza e tanti altri.

    Riteniamo che la Caserma e la Cavallerizza, situate in un comparto di grande rilievo (che comprende Palazzo Schifanoia, istituzioni museali civiche, strutture universitarie) rientrino a gran ragione in quelle “parti di città” per cui prevedere, secondo la legge Urbanistica Regionale n. 24/2017 “gli obiettivi per il miglioramento della qualità urbana e ambientale, gli usi e le trasformazioni ammissibili, stabilendo i requisiti e le condizioni cui subordinare l’intervento”.

    Come Forum Ferrara Partecipata abbiamo presentato pertanto un’osservazione al Pug con la richiesta che l’area dell’ex Caserma sia inserita nelle “Strategie locali” e che sia elaborata una “scheda progettuale d’ambito” per la rigenerazione sia della Caserma Pozzuolo del Friuli che dell’Ex Cavallerizza e abbiamo inoltre elencato i criteri che, secondo noi, dovrebbero essere tenuti in considerazione per una corretta strategia di rigenerazione, in grado di garantire la qualità architettonica e la continuità con la valenza storico architettonica della parte di città in cui tali edifici sono inseriti.

    Il primo criterio di qualità elencato prevede di rispettare la qualità dell’insieme di spazi aperti e costruiti, limitando al massimo la quantità di nuove costruzioni, puntando su interventi che non superino in altezza gli edifici esistenti.

    Il secondo chiede di definire nuove destinazioni d’uso che garantiscano il rispetto del preminente interesse pubblico dell’area, per la realizzazione di servizi al cittadino coerenti con le caratteristiche di quell’area: servizi di tipo culturale (possibili funzioni di completamento e di servizio delle vicine strutture museali), di tipo formativo (specie universitario) e ricreativo, con una particolare predilezione per attività di tipo innovativo e inclusivo.

    Inoltre, si ritiene che gli edifici dell’ex caserma siano particolarmente adatti ad un uso pubblico sociale per incontri, conferenze, riunioni, laboratori, spazi attualmente carenti in città.

    In particolare per l’edificio della Cavallerizza prevedere l’uso per attività convegnistiche, teatrali, performative, espositive mantenendo l’unicità dell’unitarietà e ampiezza dello spazio senza alterare l’attuale configurazione dello spazio interno.

    Il terzo criterio, nel caso in cui sia prevista una destinazione ad uso residenziale e/o a residenza universitaria, mira a prediligere interventi pubblici o privati convenzionati a prezzo calmierato, al fine di evitare fenomeni di gentrificazione; mentre il quarto punta a promuovere un’azione di rigenerazione che metta a sistema e garantisca la fruibilità pubblica degli spazi verdi e degli spazi aperti dell’intera area nel rispetto delle loro differenti caratteristiche (giardini storici, spazi pubblici di più ampia fruizione, ecc.).

    Nel trattamento dello spazio aperto, utilizzare ovunque possibile le tecniche che aumentino la permeabilità del suolo e diminuiscano il calore urbano.

    L’ultimo criterio è quello di utilizzare, per l’intervento sull’edificato materiali e tecnologie compatibili con il valore storico degli edifici presenti e di basso impatto ambientale (bioedilizia), pur garantendo l’efficienza energetica e la sicurezza.

    Crediamo quindi che sia importante che l’area della Caserma rientri nel Piano Urbanistico e ci attendiamo che la nostra osservazione venga accolta, anche per eliminare il sospetto che si vogliano tenere “le mani libere” per interventi contrari all’interesse pubblico, come accaduto con il progetto Feris.

    Fe.ris, Ferrara Partecipata attende il coinvolgimento dei cittadini

    Il Forum continuerà “i flash mob finché non ne verrà fissata la data, è necessario che finalmente i cittadini siano coinvolti”

    Non si ferma Ferrara Partecipata e continuerà a trovarsi ogni venerdì sotto il Volto del Cavallo fino a quando non verrà avviato il percorso di partecipazione per una nuova progettualità dell’area dell’ex caserma Pozzuolo del Friuli.

    L’assessore Alessandro Balboni ha annunciato l’avvio del percorso per cui è stato affidato un incarico alla società Consorzio Ferrara in Ricerca. Il Forum ne prende “atto con la speranza che finalmente venga avviato un vero percorso partecipativo, ma continueremo con i flash mob finché non ne verrà fissata la data di inizio”.

    Il progetto di riqualificazione dell’area, rispetto a come era stato presentato, “dovrà essere ripensato” ed “è necessario che finalmente i cittadini siano coinvolti prima”. Un percorso di “elaborazione del nuovo progetto” con idee e valutazioni che emergano “nel percorso partecipativo” e possano così “orientare e guidare la successiva elaborazione tecnica”.

    “Il 27 febbraio dell’anno scorso – riepiloga il Forum Ferrara Partecipata – il sindaco Fabbri, in Consiglio Comunale, aveva annunciato l’intenzione di coinvolgere la cittadinanza in un percorso partecipativo sulla riqualificazione della ex caserma”.

    Questo è avvenuto dopo che importanti mobilitazioni erano riuscite a bloccare il progetto Fe.ris che, dice il Forum, “avrebbe svenduto ai privati l’ex caserma Pozzuolo del Friuli, con aggiunta di nuovi volumi di edificazione alti 18 metri, e avrebbe cementificato aree di pregio in prossimità delle Mura, per realizzare un parcheggio in via Volano e l’ennesimo ipermercato in via Caldirolo”.

    Un progetto che “è stato bloccato perché era radicalmente sbagliato, privo di utilità pubblica, ambientalmente non sostenibile, regressivo rispetto ad un’idea di città che guarda al futuro. L’anno scorso Fe.ris era stato presentato in consiglio comunale senza una preliminare discussione con gli abitanti della città”.

    ’Ferrara partecipata’ in campo: “La politica rifletta su rinnovabili, consumo di suolo e aree verdi”

    Il forum affida ai partiti un pacchetto di proposte per la “conversione ecologica della città”. Il 16 gennaio convegno con Farinella e Venturi. Tagliati: “Vogliamo essere trasversali”.

    Il Forum Ferrara Partecipata apre la campagna elettorale. E sono i portavoce Alessandro Tagliati, Francesca Cigala e Sergio Fiocchi ad annunciarlo. La prima occasione pubblica sarà l’incontro, in programma martedì 16 gennaio alla sala della parrocchi di San Giacomo Apostolo (in via Argine ducale), con il docente Unife, Romeo Farinella e Margherita Venturi, docente dell’Alma Mater in cui verrà illustrata la proposta di realizzare un piano urgente di conversione ecologica della città. Saranno proprio i temi ambientali il fulcro dell’attività del Forum. “Consegniamo a tutta la politica – spiega Cigala – le nostre proposte che, sinteticamente, riguarderanno la mobilità, il passaggio alle rinnovabili (che presuppone l’abbandono dei combustibili fossili), la rinaturalizzazione della città con l’estensione delle aree verdi e lo stop al consumo di suolo”. Proprio sul tema della mobilità, Cigala insiste a più riprese spiegando che “non servono interventi a spot, ma serve una vera e propria rivoluzione sulla mobilità”. Lo slogan che lancia Tagliati delinea una prospettiva: “Ferrara deve diventare una grande comunità energetica”. Anche su questo punto, partendo dalla valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, l’esponente del Forum rilancia la necessità di “realizzare un piano per l’installazione di pannelli solari sui tetti degli immobili comunali”. Perché evidentemente il motore propulsivo della rivoluzione green che l’associazione di cittadini ha in mente è proprio il Comune. La dimensione, secondo Fiocchi, deve essere quella “comunitaria: lo sforzo da fare è uscire dall’individualismo per cercare soluzioni che facciano bene alla collettività”. Al netto delle enunciazioni di principio, i militanti del Forum vogliono “consegnare alla politica” una serie di spunti operativi “per lavorare concretamente su questa emergenza sulla quale vengono spese tantissime parole, ma di fatti se ne vedono ancora ben pochi”. La dimensione, certamente, è globale. “Ma il primo sforzo per invertire la tendenza – ammonisce Cigala – deve partire proprio dalla dimensione delle città”. Se è vero che il Forum nasce come movimento civico di contrapposizione al progetto Feris (poi bocciato in Consiglio Comunale, dopo un lungo strascico polemico in particolare sull’ipotesi di realizzare un centro commerciale a ridosso delle Mura), lo sforzo dei militanti è quello “essere trasversali”. “Il nostro auspicio – aggiunge Tagliati – è che al nostro incontro non partecipino solo i cittadini o i politici di un solo schieramento. Vorremmo che tutti si confrontassero su questo tema”.

    Forum Ferrara Partecipata cerca la svolta: “Pubblicizzare i beni comuni”

    Terzo incontro organizzato da Forum Ferrara Partecipata per la città del futuro: al centro della discussione con la cittadinanza il tema dei beni comuni. Interviene Anna Zonari di La Comune Ferrara: “La nostra Traccia è un programma partecipativo”

    Una Ferrara del futuro, libera e democratica, e che tuteli i beni comuni. Nel terzo incontro organizzato da Forum Ferrara Partecipata nella sala sinodale della parrocchia di San Giacomo Apostolo si è discusso con la cittadinanza sul tema dei beni comuni e della loro pubblicizzazione.

    “I beni comuni non sono né privati né pubblici”, introduce Corrado Oddi di Forum Ferrara Partecipata. “Hanno una funzione collettiva: sono naturali e sociali. La loro gestione dovrebbe essere pubblica e partecipata, come prevede la Costituzione. Ma dagli anni Novanta in Italia si è diffusa la privatizzazione di questi beni, che ha portato delle conseguenze come la messa in gestione al mercato dei principali beni comuni, portando a minori investimenti e a maggiori tariffe“.

    Hera è un caso esemplare“, prosegue Oddi, “di multiutilities quotate in borsa mosse da logiche di mercato. La quota pubblica di Hera è in calo: e negli ultimi due anni, con gli incrementi delle bollette del 90% per le famiglie, i profitti e i dividendi dell’azienda sono aumentati”.

    “La proposta è svoltare verso la pubblicizzazione dei beni comuni. Prima di tutto, la questione dei rifiuti urbani: Hera lavora dal 2017 in proroga. E Ferrara è tra le città in regione che produce più rifiuti. Il sistema porta a porta darebbe migliori risultati: per diminuire la produzione di rifiuti e minimizzare quelli non riciclati, con costi abbordabili. E poi c’è l’inceneritore: si può chiudere una delle due linee, perché brucia più rifiuti speciali che urbani, nella prospettiva di un’uscita completa dall’incenerimento”.

    “Infine, ripubblicizzare il servizio idrico“, conclude Oddi. “Nel 2027 scadranno le concessioni a Hera e Cadf. Noi proponiamo un’unica azienda provinciale a capitale pubblico, e per farlo si deve iniziare dalla prossima amministrazione”.

    La parola passa a Marco Bersani, socio fondatore di Attac Italia: “Pubblico e privato sono due modi diversi di intendere la comunità, che non può essere gestita secondo logiche di mercato. Lo spazio e il tempo della nostra vita sono diversi da quelli del mercato: la vita ha un tempo lungo in uno spazio limitato, quello della comunità; al contrario il mercato ha uno spazio illimitato, e un tempo limitato in base ai profitti, generando scelte in contrasto con i diritti delle persone“.

    La partecipazione è necessaria per chi abita nella comunità e desidera la qualità della vita in un territorio, dal quale invece il mercato estrae i valori. È ormai fallito il modello liberista basato sulla globalizzazione: al centro delle riflessioni devono tornare le comunità territoriali, che si creano partecipando come cittadinanza alle decisioni, autoproducendo la propria energia e discutendo del suo consumo, concretamente. I Comuni invece – che producono meno debito pubblico – sono stati messi con le spalle al muro per mettere sul mercato ciò che prima non lo era, privatizzando dunque la ricchezza pubblica: è fondamentale ridiscutere le risorse in mano al Comune, per una comunità di cura”, conclude Bersani.

    Infine, l’intervento del sociologo e docente di Unife Alfredo Alietti. “Non si può parlare di bene pubblico senza partecipazione. Ma c’è un tertium non daturle istituzioni pubbliche. E non c’è trasformazione del bene pubblico senza la trasformazione delle istituzioni che governano un territorio, che siano di destra o sinistra: e il potere non sta cambiando, e tutti i discorsi sulla partecipazione rimangono nella retorica”.

    “Siamo in debito di risorse come debito pubblico, e viviamo in un momento di deficit di competenze democratiche. Come si crea la partecipazione?”, si domanda Alietti. “C’è chi non ha voce, e alla fine partecipa chi è preparato e possiede le risorse economiche e culturali e quindi sta già partecipando“.

    “Infine, una piccola critica. Tutte le ricerche sociologiche portano a un solo risultato: possiamo autogovernarci in modo che i beni comuni siano una risorsa per la comunità in un modo solo, cioè tra simili, quando ci si relaziona e riconosce secondo elementi comuni. Ma noi ci confrontiamo sempre con le diversità e con nuove richieste di diritti“.

    Dei tre candidati al ruolo di Primo cittadino invitati all’incontro, è intervenuta Anna Zonari di La Comune di Ferrara: “La nostra ‘traccia condivisa per cambiare Ferrara’ è un programma aperto, che si articola sui beni comuni; è un percorso partecipativo per la cittadinanza, che qui vive. Bisogna cambiare l’ottica con cui guardare all’amministrazione quando si parla di beni comuni, coinvolgendo i cittadini quando le decisioni non sono già state prese. Questo nostro percorso partecipativo dal basso, però, a volte è stato frainteso”.

    Poi, la candidata affronta un problema di questi giorni, l’inquinamento in città, dovuto alle polveri sottili ad alti livelli: “Non ho mai visto un post sui social sul tema dell’inquinamento a Ferrara da parte di Fabbri – ne parlo perché è lui il sindaco adesso. La figura del sindaco deve sensibilizzare le persone sui beni comuni, aiutarle a comprenderne le problematiche con l’educazione e non con i divieti”.

    Forum Ferrara Partecipata: no alla privatizzazione dei Beni Comuni

    Partecipazione attiva della cittadinanza e cura dei Beni Comuni, cioè dei beni e dei servizi funzionali all’esercizio dei diritti fondamentali e al libero sviluppo della persona: sono i due poli della visione del futuro della città al centro del terzo incontro del Forum Ferrara Partecipata, che si è tenuto venerdì 16 Febbraio nella Chiesa di San Giacomo apostolo.

    Beni comuni cioe’ beni, naturali e sociali,  a disposizione  di tutti sono le risorse collettive su cui il Forum Ferrara partecipata  ha invitato i cittadini e le forze politiche al confronto per realizzare una nuova gestione pubblica di questi servizi, dai rifiuti, all’ acqua, all’energia, al trasporto pubblico, alla casa,alla  salute, che, per la loro stessa natura,   non possono essere orientati dalle logiche di mercato, cioè dalla corsa alle privatizzazioni,  ma devono basarsi sulla partecipazione della cittadinanza.

     Obiettivo dell’incontro una richiesta esplicita alle Istituzioni  di coinvolgimento nella progettazione della città guardando a una diversa idea dell’abitare insieme, in sostanza la proposta,di  una visione diversa  delle relazioni nella gestione dei beni comuni fra amministratori e cittadinanza che deve tutelarli e prendersene cura con una responsabilità condivisa.

    Tre i relatori e tre i racconti per rendere esplicito il senso della proposta. Quello di Corrado Oddi incentrato sulla necessità  per una societa democratica di rafforzare la gestione pubblica partecipata e il ruolo dell’intervento pubblico nella gestione dei servizi pubblici dalla sanità all’edilizia pubblica  al trasporto pubblico locale, con due proposte nell’immediato, la ripubblicizzazione di due fondamentali servizi gestiti da Hera, la gestione dei rifiuti urbani e del servizio idrico Oddi ha anche aggiunto la proposta di reinternalizzare  i servizi comunali, dai nidi alle scuole, dell’infanzia alle biblioteche, che sono state oggetti di esternalizzazioni dal 2010 in avanti.

    Per Marco Bersani, socio fondatore di Attac Italia, la piu vasta rete di opposizione alle logiche dell’economia e della politica neoliberista, il  governo delle persone e delle cose secondo il neoliberismo antepone il profitto ad ogni altra considerazione, facendo  del mercato il regolatore unico della convivenza civile- “Solo una  societa della cura, come  nuovo paradigma culturale, ha aggiunto,  può tornare ad assicurare una qualità della vita degna per tutta la collettività.

    Il professor Alfredo Alietti, sociologo di Unife, autore con Romeo Farinella, docente di Progettazione urbanistica, del  saggio “Per un manifesto contro la citta autoritaria” è intervenuto sul futuro delle nostre città e del loro ruolo all’interno dei processi democratici. La sua  riflessione intende legare città, democrazia, diritti, politiche, diseguaglianze, crisi ambientale, autoritarismo, portando allo scoperto il carattere disumano e disumanizzante di pratiche di governo di carattere neoliberista, contro le quali appare difficile opporsi,  divenute egemoni in questi anni nelle nostre comunità.

    All’invito esteso dal Forum ai candidati sindaco e sindaca alle prossime amministrative ha risposto positivamente Anna Zonari , intervenuta per  dare un contributo alla riflessione sulla domanda che il Forum intende rivolgere al/la futuro/a sindaco/a di Ferrara su come intenda promuovere nella prossima legislatura la gestione partecipata dei beni comuni, non come  semplice consultazione della cittadinanza, ma come decisione condivisa.  Impossibilitato ad intervenire il sindaco uscente Alan Fabbri, Nessuna risposta da parte di Fabio Anselmo.

    ‘Beni comuni, diritti e partecipazione’, il Forum: “Serve nuova gestione pubblica”

    Appuntamento aperto ai cittadini, ai candidati sindaci e a tutte le forze politiche

    L’argomento al centro del dibattito, dal titolo ‘Beni comuni, diritti e partecipazione’, è finalizzato a indicare proposte per una nuova gestione pubblica. L’incontro, in programma venerdì 16 febbraio alle 17.30 alla Parrocchia di San Giacomo apostolo, in via Arginone 161, è organizzato dal Forum Ferrara Partecipata.

    L’appuntamento sarà introdotto da Corrado Oddi, che presenterà le proposte del Forum in tema di beni comuni e vedrà i contributi di Marco Bersani, di Attac Italia, e di Alfredo Alietti, sociologo e docente all’Università di Ferrara. A moderare il dibattito sarà la giornalista Dalia Bighinati. “Intendiamo avanzare analisi e proposte – hanno evidenziato gli organizzatori – per definire impegni concreti che garantiscano un’effettiva tutela e difesa dei beni comuni, la cui gestione va ripubblicizzata e che deve essere una scelta al centro delle politiche di rinnovamento e trasformazione della città”. All’incontro pubblico, oltre alla cittadinanza tutta, l’invito da parte del Forum a partecipare e a intervenire è rivolto tutte le forze politiche e sociali. “In più – hanno aggiunto gli organizzatori – abbiamo esteso tale invito ai tre candidati sindaci Anselmo, Fabbri e Zonari”.

    Acqua e rifiuti: Ferrara Partecipata interroga i tre candidati sindaci sui “beni comuni”

    Venerdì 16 febbraio incontro pubblico organizzato dal Forum con Fabbri, Anselmo e Zonari per discutere di ripubblicizzazione dei servizi

    I beni comuni. È questo il tema dell’iniziativa proposta per venerdì 16 febbraio dal Forum Ferrara Partecipata, che alle ore 17.30, nella Sala Sinodale della Parrocchia di San Giovanni Apostolo, discuterà insieme a Marco Bersani, Attac Italia ed esperto di beni comuni e privatizzazioni, e Alfredo Alietti, sociologo e professore presso l’Università di Ferrara.

    All’incontro pubblico, aperto a tutta la cittadinanza, sono stati invitati a partecipare i tre candidati sindaci Fabbri, Anselmo e Zonari. Si tratta del terzo incontro organizzato da Forum Ferrara Partecipata, che aveva già proposto dibattiti relativi alla democrazia partecipativa e alla decarbonizzazione delle città.

    “Forum Ferrara Partecipata non sostiene nessun candidato e nemmeno liste elettorali – sottolinea Corrado Oddi in conferenza stampa – ma abbiamo ritenuto importante invitare i tre candidati affinché esprimano la loro opinione sui temi in campo. Il nostro interesse è quello di produrre proposte e riflessioni che vengano sentite e accolte anche in politica”.

    Il tema che sarà affrontato durante il dibattito è quello dei beni comuni, “che servono all’esercizio dei diritti fondamentali legati al libero sviluppo delle persone” continua Oddi. Divisibili in beni comuni naturali e sociali, devono essere gestiti dal pubblico e in maniera partecipata. “Sono decenni che i beni comuni sono soggetti alla privatizzazione, a Ferrara il servizio rifiuti e l’acqua pubblica sono in mano a Hera, che gestisce più che altro profitti, non servizi pubblici”.

    Forum Ferrara Partecipata propone che questi beni comuni siano gestiti dal pubblico o ripubblicizzati: la prima questione della quale si discuterà nella serata di venerdì sarà relativa alla gestione dei rifiuti, che Hera possiede in proroga dal 2017. “Appena sarà definita la prossima consiliatura, andrà deciso chi gestirà i rifiuti in città” spiega Oddi. Il secondo argomento di discussione riguarderà il servizio idrico, “che andrebbe ripubblicizzato: Ferrara alta è gestita da Hera, quella bassa da Cadf. Le concessioni scadranno nel 2027, sembra una data lontana ma non lo è: a quella data si dovrà passare a una sola azienda pubblica che gestisca in toto l’acqua provinciale. Ci si dovrà far trovare preparati, stabilendo un piano industriale ed economico” termina. La serata di venerdì riguarderà quindi principalmente la ripubblicizzazione del servizio.

    Anche Lucia Ghiglione è intervenuta in conferenza stampa, ricordando che “il nostro intento è quello di far riflettere i cittadini sui propri bisogni e sui beni per loro essenziali, che devono essere sottratti alle logiche del mercato. Privatizzare e appaltare fa sì che la capacità del Comune di far sentire la voce dei cittadini sia sempre meno forte”. In chiusura di conferenza Francesca Cigala Fulgosi ha ribadito: “Forum Ferrara Partecipata non partecipa a liste, ma fa politica proponendo partecipazione e conversione ecologica, le città devono programmare con attenzione alla giustizia e all’equità”.

    FLASH MOB PER UNA CASERMA PARTECIPATA

    FORUM FERRARA PARTECIPATA

    FLASH MOB PER UNA CASERMA PARTECIPATA

    Venerdì 22 marzo

    – Per fare pressione sul sindaco che non ha dato corso a quanto stabilito dal Consiglio comunale del 27 febbraio che impegnava il Sindaco e la Giunta ad attivare il percorso di partecipazione dei cittadini sulle scelte per la riqualificazione della caserma Pozzuolo del Friuli e che non ha ancora risposto alle lettere del 5/6 e del 23/11 in cui lo sollecitiamo ad attivare il coinvolgimento dei cittadini.

    – Il 10/10 il Consiglio comunale ha approvato una risoluzione che impegna la Giunta a mettere in bilancio il finanziamento del percorso partecipativo.

    -Sul quotidiano municipale Cronaca Comune dell’1/2 l’assessore Balboni ha annunciato che l’incarico per la realizzazione del percorso partecipato relativo alla Caserma Pozzuolo del Friuli è stato affidato alla società Consorzio Ferrara in Ricerca.

    Ne prendiamo atto con la speranza che finalmente venga avviato un vero percorso partecipativo, ma continueremo con i flash mob finché non ne verrà fissata la data di inizio.

    – Vogliamo che i cittadini siano coinvolti nelle scelte di trasformazione della città!

    – Continuano i flash mob. Siete tutti invitati a partecipare.

    Tutti i venerdì dalle 11 alle 12, sotto il Municipio, davanti al Volto del Cavallo

     

     

     

     

    L’insostenibile mobilità di Ferrara: il Partito dei Fleximen

    La polemica scoppiata dopo l’adozione in tutta l’area urbana di Bologna ( con l’eccezione delle arterie di scorrimento ) del limite dei 30Km/h mi spinge a riprendere il discorso sulla “Insostenibile mobilità di Ferrara”, considerando che sembra proprio che a qualcuno, a Ferrara, i problemi di mobilità che ci sono vadano bene.

    Ad integrazione di quanto già scritto: qui, qui e qui,  mi piacerebbe inquadrare nel contesto ferrarese gli ostacoli che ci sono a realizzare una mobilità sostenibile e confutare alcune delle argomentazioni fallaci che il Partito dei Fleximen sta mettendo in giro, riportandole sempre alla realtà ferrarese.

    Parlo di “Partito dei Fleximen”, riferendomi all’archetipo dell’eroe negativo, il delinquente, osannato da alcuni, perché abbatte con il flessibile gli autovelox, considerando l’imposizione di un limite di velocità sulle strade una sorta di abuso di potere che è giusto combattere o violare. Parlo di Partito perché è evidente che la polemica su Bologna città a 30 è montata con l’approssimarsi delle elezioni locali, fomentata dagli interessi della parte politica che si oppone all’attuale giunta bolognese. Siamo nell’era in cui la politica fa ampio utilizzo della post-verità e poco conta che il provvedimento di città a 30 Km/h sia stato preso prima che a Bologna a Olbia, città amministrata da una giunta di colore opposto.

    Incidentalità, dicono: “Non è vero che nelle città a 30KmH cali l’incidentalità grave”

    Invece è assolutamente vero. E il problema a Ferrara non è irrilevante visto che viviamo in una città che ha i dati sull’incidentalità e mortalità stradale tra i peggiori. Una accurata ricerca a livello europeo ha evidenziato chiaramente come l’abbassamento dei limiti di velocità incida notevolmente sull’incidentalità. La trovate qui. Ma senza cercare conferme lontano da casa anche analizzando l’incidentalità a Ferrara, che non è città a 30KmH, ma che ha zona 30 una gran parte del centro urbano, dai dati pubblici del Comune di Ferrara risulta che, tra il 2004 e il 2017, sono avvenuti 9355 incidenti stradali gravi, che hanno provocato 184 morti e 11666 feriti.

    La mappa qui sotto mostra la localizzazione degli incidenti in area urbana (in viola) e le Zone 30 (in verde); nelle Zone 30 si sono verificati 596 incidenti (7% sul totale) con 3 morti e 686 feriti.
    Distribuzione degli incidenti, in viola, rispetto alle zone 30 , in verde, della città di Ferrara

    I pedoni uccisi o feriti in incidenti stradali sono stati 684 mentre i ciclisti sono stati 1024.
    Il 45% degli incidenti (4209, con 43 morti e 4899 feriti) è avvenuto entro 500 metri da una scuola primaria:

    Incidenti in giallo nel raggio di 500 m. da una scuola
    Ferrara: mappa incidenti stradali (viola); in giallo gli incidenti nel raggio di 500 m. da una scuola

    Interessante è l’indice di incidentalità elaborato dal Comune di Ferrara (e visibile in questa mappa interattiva) cioè il numero di incidenti gravi ogni 100 metri; i tratti più pericolosi sono quelli con i colori più scuri:

    Strade pericolose: densità incidenti gravi ogni 100 m.
    Strade pericolose: densità incidenti gravi ogni 100 m.

    Le strade più pericolose sono (in ordine alfabetico): Corso Giovecca, Corso Isonzo, Corso Porta Mare, Corso Porta Po, Piazzale della Stazione, Via Bologna, Via Oroboni, Via Padova, Via Palestro, Via Pomposa, Via Porta Catena, Via Putinati, Via Ravenna, Via San Giacomo, Viale Belvedere, Viale Cavour.

    Questi dati non tengono conto di quelle strade che, come via Caldirolo tra via della Fornace e Piazzale san Giovanni, sono talmente pericolose per pedoni e ciclisti ( traffico anche ad alta velocità in strade senza marciapiede e/o ciclabile) che solo pochi avventurosi che amano il brivido le affrontano a piedi o in bicicletta.

    Concludendo, a Ferrara il problema della sicurezza stradale è grave e andrà affrontato.  Anche se la limitazione delle velocità delle auto non è la soluzione definitiva, è una strada che volenti o nolenti si dovrà percorrere. Purtroppo il termine “sicurezza” in chi amministra Ferrara oggi è declinato soprattutto nel togliere i vigili dalle strade per metterli a cercare droga nelle siepi dei parchi e i controlli di velocità in città arrivano dopo che c’è scappato il morto. Non capisco come per l’installazione di 4 autovelox, il sindaco di Ferrara sui social si sia quasi giustificato garantendo che gli apparati non erano ancora in funzione e che avrebbe avvisato quando sarebbero stati avviati, quasi che controllare e sanzionare chi non rispetta i limiti di velocità in città sia sbagliato e che anche la semplice azione deterrente di un autovelox non funzionante non sia comunque utile per ridurre l’incidentalità dovuta all’eccesso di velocità.

    Controllo di velocità installato in via Canapa , Ferrara, dopo incidente grave
    Controllo di velocità installato in via Canapa , Ferrara, dopo incidente grave
    Post su facebook dove il sindaco rassicura che gli autovelox non sono in funzione

    Inquinamento, dicono:Non è vero che nelle città a 30Km/h si riduca l’inquinamento

    Invece è assolutamente vero, almeno fino a che la maggioranza dei veicoli consuma combustibili fossili.

    Premesso che quando si parla di inquinamento si dovrebbe considerare anche la riduzione dell’inquinamento acustico, che nelle città 30KmH è stata misurata pari a -3dB, i dati sull’inquinamento atmosferico possono essere male interpretati.

    Infatti l’inquinamento atmosferico prodotto da un veicolo con motore a combustione interna non è funzione della velocità, ma del numero di giri. In pratica chi procede, andatura costante, ai 30 all’ora in prima, con circa 2500 giri, consuma e inquina di più di chi procede a 50 all’ora in terza, con circa 1300 giri. Ma se entrambi procedono con la terza marcia chi va a 30 all’ora, consuma e inquina molto meno di chi va a 50. Se entrambe i veicoli, con la stessa marcia, procedono con una velocità media di 25 Km/h uno ad andatura costante, l’altro no: consuma e inquina molto di più il veicolo che procede con successive accelerazioni e rallentamenti. Quindi il consumo e l’inquinamento conseguente dipendono molto più dallo stile di guida e dalle condizioni del traffico che dalla massima velocità consentita, ma è certo  che, a parità di stile di guida e condizioni del traffico, inquina comunque meno un veicolo che non supera il 30 Km/h rispetto ad uno che li supera. Poi se a causa dello stile di guida e delle condizioni della viabilità la congestione del traffico aumenta, aumenta inevitabilmente l’inquinamento, ma congestione del traffico significa che le velocità medie di percorrenza sono molto inferiori ai limiti di velocità imposti, per cui se il limite è 30 anziché 50 poco conta. Per ridurre il rischio di congestione del traffico si deve intervenire su altri fattori: viabilità alternativa, semafori intelligenti, onda verde ecc…

    Il Partito dei Fleximan sui social riporta capziosi grafici come questo con i valori di PM10 rilevati a Bologna prima e dopo l’introduzione della città a 30. Come a dire che l’abbassamento del limite di velocità ha provocato un aumento delle polveri inquinanti nell’aria.

    Questi dati sono palesemente fuorvianti e non dimostrano alcun nesso causale tra Bologna, città a 30, e l’aumento delle PM10:
    1- non ha senso confrontare una media calcolata su 6 settimane con una calcolata su solo 2
    2- il periodo di 2 settimane dall’introduzione della città a 30 non è statisticamente significativo.
    3- Dal 16 al 31 gennaio c’è stato un aumento in tutta la regione dei PM10, aumento che ha portato ad una direttiva che precludeva l’utilizzo di auto euro 5 nelle città. In capoluoghi di provincia dove non è stata introdotta la città a 30 l’aumento è stato anche superiore a quello rilevato a Bologna; ad esempio a Modena come si vede in questo stesso grafico. Non parliamo poi di Ferrara dove normalmente la qualità dell’aria è peggiore di quella di Bologna.

    D’altra parte nei periodi in cui, a causa dell’alta concentrazione di polveri sottili nell’aria, era/è proibito circolare con auto diesel fino all’euro 5, quanti controlli stradali avete visto ? Quanti veicoli che non avrebbero dovuto circolare sono stati fermati ? Anche qui non si capisce da che parte rema chi amministra la città.

    Congestione, dicono: il limite dei 30Km/h allunga molto i tempi di percorrenza e provoca code e ingorghi

    Anche questo non è vero, anche se in effetti, il problema della congestione del traffico non può essere valutato fuori contesto.

    E’ evidente che nelle ore e nei tratti stradali dove la velocità delle auto è comunque, a causa del  traffico, inferiore ai 30 km/h, se c’è un limite di velocità non fa nessuna differenza che sia di 30 o 50km/h. Anzi, teoricamente , un limite più basso che comporti minori accelerazioni e decelarazioni può produrre un traffico più fluido e meno congestionato.

    La città di Ferrara non ha un piano generale del traffico e i pochi dati  disponibili sui flussi e sulla velocità media nei diversi  tratti stradali sono datati e parziali.

    Per fortuna grazie alle API di Google una stima grossolana delle velocità media nelle ore di punta, nei tratti solitamente congestionati, si può fare.

    Prendendo alcuni tratti stradali nelle ore di punta, quando il traffico è maggiormente congestionato, da Google Maps si ricava una velocità di percorrenza di:

    • dalla rotonda San Giorgio a Piazzale san Giovanni, per via Comacchio e Caldirolo: 11 km/h;
    • dalla rotonda dell’ipercoop Castello a quella tra viale IV Novembre e via Darsena, per via Bologna e via Argine Ducale: 15 km/h;
    • da piazzale Medaglie d’Oro all’incrocio di viale Cavour con corso Isonzo, per corso Giovecca e Cavour: 7,7 Km/h;
    • dalla rotonda dell’ipercoop Castello fino a piazza Travaglio: 12,7 km/h;
    • da piazza Travaglio a piazzale san Giovanni, per via Baluardi e via Caldirolo: 15,7 km/h;
    • dalla rotonda tra viale IV Novembre e via Darsena fino a via Azzo Novello, per viale IV Novembre e viale Belvedere: 14,4 Km/h;
    • dalla rotonda tra viale IV Novembre e via Darsena fino a piazzale medaglie d’Oro, per viale IV Novembre, via Canapa, Via Bacchelli, via Gramicia: 18 Km/h.

    Insomma, anche evitando il nodo e le code kilometriche di via Ravenna o l’uscita delle scuole superiori Roiti, Ariosto, Bachelet gli ingorghi e le code quotidiane del traffico ferrarese comportano velocità normalmente molto inferiori dei 30 Km/h.

    Quando poi, nelle ore di punta, non si becca il traffico più congestionato, la velocità aumenta circa del 50% restando  comunque ampiamente sotto i 30 Km/h.

    Quindi se non si considerano giornate ed orari in cui le strade sono praticamente vuote, contesto in cui le velocità medie raddoppiano anche perchè molti non rispettano neppure il limite dei 50 Km/h,  l’introduzione e far rispettare un limite di velocità di 30 Km/h, in questi percorsi, non produrrebbe nessun effetto in chi già ora è esasperato dal traffico ferrarese.

    Se non consideriamo il tipico traffico ferrarese delle ore di punta effettivamente potendo raggiungere i 50 km/h anziche i 30, un po’ di strada in più si può fare. Ma la differenza si potrebbe rilevare solo nei percorsi fuori dalle mura come si può rilevare da questa isocrona dove è stato calcolato dove si arriverebbe partendo da largo Castello a 30 o 50 Km/h  in 10 minuti.

    Concludendo un ampliamento delle zone 30 a Ferrara  ridurrebbe l’inquinamento e l’incidentalità e accompagnato da un piano dove viene favorito il trasporto pubblico e la mobilità “dolce” non allungherebbe significativamente i tempi di chi deve girare per Ferrara in auto.

     

    partendo da Largo Castello angolo Corso Ercole I d’Este (pallino blu) dove si arriva guidando per 10 minuti, a 30 KmH (verde) a 50KmH (rosso)
    Partendo da Largo Castello angolo Corso Ercole I d’Este (pallino blu) dove si arriva guidando per 10 minuti, a 30 Km/h (verde) a 50Km/h (rosso)
    Flussi di traffico in orario di punta 2018
    Flussi di traffico nelle ore di punta rilevati nel 2018

     

    Osservazioni al PUG

    Piano Urbanistico Generale

    Il percorso partecipativo che porta all’adozione di un nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG), prevede che dopo l’assunzione in Consiglio Comunale della proposta di PUG per almeno 60 giorni i cittadini possano fare le loro osservazioni . E’ una occasione per segnalare eventuali modifiche da fare alla proposta di PUG. Nonostante il poco tempo a disposizione e l’oggettiva difficoltà a leggere e comprendere la proposta di PUG molti cittadini, aderenti personalmente al Forum Ferrara Partecipata o ad associazioni e comitati aderenti al Forum ( comitato Caldirolo Libera, comitato Koesione22, Italia Nostra , Rete Giustizia Climatica , ecc.. ) hanno inviato le loro osservazioni.

    Il percorso di approvazione al PUG prevede modifiche alla proposta basate sulle Controdeduzioni tecniche alle Osservazioni al PUG di Ferrara

    Se questa pagina non contiene una vostra osservazione che desiderate sia pubblicata scrivete a info@forumferrarapartecipata.it.

    Per agevolare la ricerca il background delle osservazioni su argomenti comuni ha lo stesso colore.

    Mobilità, Viabilità, Ciclabili, ecc..

    Rigenerazione Urbana

    Aree Verdi, Parchi, Forestazione Urbana

    Criticità Ambientali

    OSSERVAZIONI AL PUG INVIATE DA CITTADINI

    AUTORE
    iniziali
    SINTESI RELAZIONE CONTRODEDUZIONI
    CO
    Forum Ferrara Partecipata

    Per valorizzare la vocazione del Parco Urbano come “nodo ecologico” del territorio, finalizzato a sviluppare la tutela ambientale, ecologica e di difesa della biodiversità, si chiede che nella scheda del progetto guida – Tav. PG3- vengano specificate le funzioni
    incompatibili con la natura del Parco ed in particolare che alla dicitura “spazi aperti per eventi temporanei” venga aggiunta la dicitura ” esclusi quelli che richiamano forte affluenza di pubblico concentrati in tempi ristretti, quelli con impatto acustico tale da recare danno o disturbo alla fauna del Parco e delle zone limitrofe, quelli che possono recare danno alla vegetazione del Parco e quelli per il cui allestimento e svolgimento sia necessario l’accesso al Parco di mezzi che possono danneggiare in modo permanente i percorsi ed il manto erboso del Parco stesso. Ciò per evitare che in futuro si possano svolgere nel territorio del Parco urbano, ed in particolare nella sua parte pubblica, iniziative, attività e manifestazioni chiaramente in contrasto con le finalità sopra descritte del Parco stesso.

    NON ACCOGLIBILE

    Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante, si precisa che nel Progetto-Guida PG3 “Il parco nord della multifunzionalità agraria, dello sport e del tempo libero” e negli schemi strategici di assetto del territorio (elaborato S2 “Rigenerazione e attrattività del territorio”) il PUG definisce chiaramente quale è la vocazione del Parco Urbano, ossia contenitore di attività ludiche e di svago all’aria aperta. Non è di competenza del PUG (secondo quanto stabilito dalla LR 24/2017) definire quali siano gli eventi a grande affluenza di pubblico. Inoltre si specifica che non sono presenti vincoli sovraordinati di tipo naturalistico.

    CO
    Forum Ferrara Partecipata

    Richiesta che le aree verdi zona Est prospicienti il parco delle Mura siano oggetto di un progetto di forestazione urbana e che siano sottoposte ai vincoli di tutela ambientale e paesaggistica del parco delle Mura o del Parco Urbano Nord.

    NON ACCOGLIBILE

    Con riferimento all’elab. SL1_Strategie Locali – Ferrara EST, le aree in questione risultano comprese nelle seguenti strategie: Relazione con il parco delle Mura – tutela e cucitura delle aree verdi lungo le direttrici stradali della cerchia muraria – Valorizzare la rete degli spazi verdi come misura di contrasto ai cambiamenti climatici – sistema delle aree verdi da potenziare – Valorizzare la rete degli spazi verdi come misura di contrasto ai cambiamenti climatici – coni visivi/cunei verdi di penetrazione – Tutela degli spazi vuoti interclusi nella trama dell’edificato come “cunei verdi” – aree permeabili intercluse al territorio urbanizzato da tutelare. Il PG4, pur con la sua cartografia di carattere ideogrammatico, prevede che il Parco delle Mura si debba consolidare dal punto di vista paesaggistico e ambientale attraverso densificazione vegetale e connessione con gli spazi verdi adiacenti (parchi, giardini, pori e infiltrazioni verdi) e aree dismesse, intra ed extra moenia da qualificare. Si ritiene quindi che le strategie del PUG per le aree verdi in oggetto siano già pienamente coerenti con iniziative di forestazione urbana, sia di iniziativa pubblica che privata. In merito all’incongruenza rilevata, premesso che l’osservazione è generica e non vengono individuate puntualmente, si precisa che gli elaborati hanno due funzioni e contenuti profondamente diversi, uno (QC_3_2) ricognitivo dello stato di fatto delle aree pubbliche/uso pubblico, l’altro (Usi e modalità di intervento) rappresenta invece lo scenario di progetto del PUG. Si precisa infine che le aree individuate dall’osservante sono classificate come Dotazioni Ecologiche nella Tav. U2 e disciplinate dall’Art. 30.

     

    CO
    Forum Ferrara Partecipata
    Con riferimento alla SL1 riferita alla cosiddetta Zona Est dove si elencano alcuni elementi di debolezza relativi alla mobilità e accessibilità: Congestionamento traffico Via Caldirolo e sua pericolosità per ciclisti e pedoni – Discontinuità e carenza percorsi ciclabili sia interni sia di collegamento il CentroStorico – Discontinuità e carenza percorsi ciclabili sia interni sia di collegamento il CentroStorico – Criticità collegamenti via Frutteti-Piazzale San Giovanni – Criticità collegamenti via Frutteti-Piazzale San Giovanni – Scarsa copertura TPL PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante, si formula la seguente controdeduzione: 1) Si evidenzia che la SL1 già prevede la ricucitura dei collegamenti ciclabili nord-sud all’interno della parte di città (via Frutteti, via Turchi, via del Melo) e altresì prevede l’incremento dei collegamenti est-ovest con il Centro Storico (Progetto Guida 4) e quindi anche con il circuito ciclabile esistente sul vallo. La realizzazione di una ciclabile dedicata lungo via Caldirolo risulta scarsamente praticabile per le sue caratteristiche fisiche e la sua classificazione quale strada urbana di scorrimento. 2), 3) Si ritiene opportuno inserire il tratto di via Zanardi e di via Frutteti tra le criticità della rete ciclabile ma si rimandano gli aspetti progettuali di dettaglio agli strumenti attuativi del PUG, ai piani settoriali (PUMS) e alla programmazione delle OOPP. 4), 5), 6) Si precisa che per mero errore materiale lo schema relativo alla strategia locale 2 del quartiere riporta in legenda la dicitura “Rete ciclabile esistente” volendo invece rappresentare sia i tratti esistenti che quelli di progetto (per la distinzione si rimanda allo schema riportato nel paragrafo relativo all’analisi diagnostica). Gli aspetti progettuali di dettaglio sono demandati agli strumenti attuativi del PUG, ai piani settoriali (PUMS) e alla programmazione delle OOPP. Si precisa inoltre che gli schemi strategici hanno carattere ideogrammatico, e pertanto i collegamenti con il vallo della Mura in direzione est-ovest non vanno interpretati come localizzazioni uniche e definitive. 7) Si conferma la diagnosi che ritiene buona la copertura geografica delle linee urbane, non è invece competenza del PUG entrare nel merito di aspetti gestionali del servizio quali la frequenza delle corse e la composizione della flotta.

    CO
    Forum Ferrara Partecipata
    Intervento sul rischio idraulico e reti fognarie Zona Est PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Si precisa che il PUG assunto contiene tra i suoli elaborati: • la tav. QC.5.5.2a “Carta degli allagamenti da forti piogge”, che riporta una mappatura empirica delle aree urbane che vanno in sofferenza idraulica in occasione di forti piogge partire dalle segnalazioni pervenute alla Protezione Civile, ai del Vigili del Fuoco e nella pagina segnalazioni del portale web del Comune, negli anni 2017-2019 e in occasione del fortunale dell’agosto 2022, integrata con le risultanze di uno studio effettuato da Hera, nel quale sono individuate aree che tendono ad allagarsi con eventi di 30, 50 e 80 mm di pioggia; • l’elaborato sullo stato della rete fognaria 6.3.3b, redatto in accordo con Servizio ambiente e Ente gestore delle reti; • le schede e le tavole dei vincoli (Tdv2 , vincoli da 79 a 84) che recepisce il PAI e il PGRA, definendo vincoli più prescrittivi delle norme di settore. In ogni caso, si propone di aggiornare l’elaborato SL1 “Strategie Locali | Parti della Città centrale” individuando l’ambito oggetto di osservazione tra gli “areali urbani con criticità di gestione delle acque meteoriche” (sintesi degli elementi di forza e debolezza) inoltre si propone di aggiungere tra le strategie locali della parte di città, la risoluzione dei problemi di allagamento e di gestione delle acque meteoriche. In relazione alle indicazioni applicative relative agli scarichi, si rimanda alle indicazioni e prescrizioni del Regolamento Edilizio per gli interventi diretti (fatta salva la competenza in capo al servizio Ambiente e all’ente gestore), e alla fase di pianificazione attuativa per gli interventi indiretti (AO/PAIP)

    CO
    Forum Ferrara Partecipata
    Interventi su cessioni di dotazioni territoriali in siti contaminati e bonifica dei suoli relativi al Parco Schiaccianoci NON ACCOGLIBILE

    Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante, si formula la seguente controdeduzione: 1) L’osservazione non è accoglibile in quanto non pertinente all’ambito di competenza del PUG così come definito dalla LR 24/2017: la messa a disposizione dei dati relativi a eventuali procedimenti di bonifica in corso è di competenza del Settore Ambiente e Agricoltura del Comune di Ferrara e dell’Ente procedente al procedimento di bonifica. La tavola del Quadro Conoscitivo QC_5_10 (Siti contaminati) ha l’obiettivo di fornire un patrimonio informativo e di conoscenze, oltre che costituire la base per l’individuazione di eventuali vincoli e/o condizionamenti sull’utilizzo di aree oggetto di procedimenti di bonifica. 2), 3) L’osservazione richiede la definizione di temi specifici da sviluppare nell’ambito di piani, programmi e progetti di attuazione del PUG, del piano triennale delle opere pubbliche e degli altri piani settoriali.

     

    CO
    Forum Ferrara Partecipata
    Facendo riferimento al Progetto Guida n.5 – La metropolitana della ricucitura dei margini urbani per un nuovo Parco Sud -tav. PG5– dove, oltre alla campitura in cartografia, si legge nel capitolo della Narrazione urbana strategica: “… potenzialità di attivazione di un vero e proprio Parco Sud, valorizzabile anche come sede di eventi temporanei, che comprende e mette a sistema le aree verdi pubbliche contigue all’ aeroporto”, si chiede che tale indicazione venga specificata e preveda che venga definito uno spazio e collocata una struttura apposita, all’interno della grande area demaniale limitrofa alle strutture aeroportuali poste a sud della città, per lo svolgimento di eventi temporanei con demaniale limitrofa alle strutture aeroportuali poste a sud della città, per lo svolgimento di eventi temporanei con demaniale limitrofa alle strutture aeroportuali poste a sud della città, per lo svolgimento di eventi temporanei con per esemplificare, l’attivazione in quell’area di un CPR ( Centro di permanenza per i rimpatri), come è stato ipotizzato da notizie di stampa. NON ACCOGLIBILE

    L’esatta collocazione delle aree che potranno accogliere eventi temporanei, esclusivamente all’interno delle su richiamate zone F1 e F3, sarà definita dall’Amministrazione Comunale sulla base di un progetto organico e integrato. L’elaborato PG5 (di natura strategica non prescrittiva) ha esclusivamente il ruolo di indirizzare le progettualità e la messa a terra di futuri finanziamenti (cfr. art. 13 della Disciplina).

    CO
    Forum Ferrara Partecipata
    Necessità di ridurre i parametri urbanistici ed edilizi nei tessuti urbanistici consolidati ad alta e media densità NON ACCOGLIBILE

    Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante, la richiesta generale di ridurre i parametri urbanistici ed edilizi nei tessuti urbani consolidati a media (TUM) ed alta densità (TUA) non è coerente con l’obiettivo della LR 24/2017 di rigenerare l’esistente, anche attraverso operazioni di addensamento e sostituzione urbana.

    CO
    Forum Ferrara Partecipata
    Modifica disciplina sulla libertà di collocazione delle attività culturali private e delle loro sedi e sulla modifica della categoria funzionale da Direzionale e Dotazione territoriale ACCOGLIBILE

    Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante: a) si propone di modificare l’Art. 19, comma 2 (Tessuti storici) eliminando la frase “esclusivamente nelle unità immobiliari che si affacciano su un fronte commerciale, come individuato nell’elaborato “Usi e modalità di intervento del territorio urbanizzato e rurale”.”, ciò al fine di favorire le attività private culturali, sportive, di ritrovo e spettacolo. b) si precisa che le attività culturali no profit e gli edifici per il culto rientrano già all’interno della categoria funzionale G2 (Attrezzature e spazi collettivi), secondo quanto previsto dall’Atto coordinamento tecnico sulle dotazioni territoriali (DGR. n. 112 del 28/01/2021). L’inquadramento nella categoria D (Direzionale) ha natura residuale, per le attività private ritenute prive di interesse pubblico e sprovviste di relativa convenzione sulle modalità d’uso.

    DM Rischio idraulico e allagamenti : SL1 RISCHI ANTROPICI – SL1 STRATEGIE LOCALI, PARTI DELLA CITTA’ CENTRALE – DISCIPLINA, art. 9 , 12, 3 PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Per quanto riguarda i fenomeni di allagamento su via dei Gerani, l’osservazione evidenzia un tema specifico e puntuale che potrà essere sviluppato con gli strumenti attuativi del PUG, con il piano triennale delle opere pubbliche e con il piano investimenti dell’Ente gestore. Si propone di aggiornare l’elaborato SL1 “Strategie Locali | Parti della Città centrale” individuando l’ambito oggetto di osservazione tra gli “areali urbani con criticità di gestione delle acque meteoriche” (sintesi degli elementi di forza e debolezza). Per quanto riguarda l’illuminazione pubblica l’osservante fa riferimento a un tema puntuale di manutenzione ordinaria che non è di competenza del PUG secondo quanto stabilito dalla LR 24/2017, e per il quale si rimanda al settore opere pubbliche.

    CP
    Si propone un’integrazione alle Strategie Locali della Zona EST per quanto riguarda la previsione di specifici interventi per la risoluzione di problemi di allagamento in via Frutteti e nel Parco delle Siepi. PARZIALMENTE ACCOGLIBILE
    Premesso che l’osservazione presuppone l’approfondimento di temi specifici che necessitano di una scala di maggior dettaglio rispetto a quella del Piano Urbanistico Generale, da sviluppare nell’ambito di piani, programmi e progetti di attuazione del PUG, del piano triennale delle opere pubbliche e del piano investimenti dell’Ente gestore, e precisato che l’area di via Frutteti e del Parco delle Siepi sono individuate all’interno dell’elaborato SL1 “Strategie Locali | Parti della Città centrale” tra gli “areali urbani con criticità di gestione delle acque meteoriche” (sintesi degli elementi di forza e debolezza), si propone di aggiungere tra le strategie locali della parte di città, la risoluzione dei problemi di allagamento e di gestione delle acque meteoriche.
    DMZ Ciclabile per raggiungimento cluster 15 zona Focomorto. Con la seguente si cerca di suggerire un percorso alternativo per raggiungere Focomorto dalla rotonda mappale 164, particella 800 (rotonda sita nelle immediate vicinanze della scuola Secondaria ITI, incrocio via Carretti, via Pontegradella), la modifica suggerita prevede la connessione (per l’attuale passaggio
    informale che connette le abitazioni della lottizzazione di via Mari, che costeggia il mappale 1150 foglio 164, utilizzando anche 1041 stesso foglio) ed il passeggio per passaggio per via San Lazzaro, successivamente via Noccioli (Mappale 164, particella 773), creare un collegamento tra la particella appena citata e via della Pioppa utilizzando il mappale 12 foglio 164, attraversare la stessa via per creare poi una ciclabile a corsia riservata parallela a via della Crispa (lato nord) che parta dal mappale 129 foglio 165 e prosegua fino al paese di Focomorto. Tra il mappale 506 e 449 foglio 165 si potrebbe creare un passaggio di connessione tra Focomorto e Pontegradella lontano dalle vie a più alto scorrimento. Il collegamento tra via San Lazzaro e via Pomposa potrebbe passare tra i mappali 53 e 596 foglio 164, 322 e 323 ed accanto al 59 stesso foglio.
    PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Premesso che parte del tracciato, quello attorno alle abitazioni della lottizzazione di via Mari, per via San Lazzaro e poi su via Pioppa, è coerentemente già inserito nell’elaborato SL2 “Strategie locali | Cluster del forese”, ed in particolare nel Cluster n. 15, considerato che lo stesso non risulta riportato per mero errore materiale negli Schemi strategici di assetto del territorio, si propone di recepire il percorso nell’elaborato S1 “Infrastrutture di paesaggio verdi e blu e della mobilità” e “Schema supporto tematico: mobilità”. Il tratto suggerito su via Crispa fino a Focomorto potrà essere una soluzione alternativa nel caso in cui la fattibilità tecnico-economica di quello previsto dal PUG, lo renda irrealizzabile.

    DMZ Proposta di modifica Bretella est tra via Comacchio e via Pomposa. Il collegamento tra le due arterie citate è molto importante per l’attuale giunta ed è comprensibile vedendo il volume dei veicoli in transito nella zona di San Giorgio. Tuttavia l’attuale Progetto prevede il passaggio della strada tra 8 abitazioni (Foglio 196 mappali 553, 688, 690, 849 e 911 per il foglio 198 mappali 25, 26, 27) con un importante interessamento dei mappali 911 foglio 196 e 25 foglio 198 visto che la sede stradale rasenterebbe gli immobili. La modifica proposta consiste nella costruzione dello svincolo nel mappale 94 foglio 196 attraversare il Po nel mappale 70 foglio 198 fino ad arrivare in via Pomposa all’altezza dei mappali 19 e 121 del foglio 198. Questo consentirebbe di non avere immediate interazioni con edifici abitati visto che nei mappali 41, 42 e 43 foglio 198 sono presenti dei ruderi in disuso da diversi decenni individuabili come i mappali 85 ed 86 stesso foglio e ci si inserirebbe nella zona dell’attuale distributore di carburanti disincentivando l’aumento di velocità per l’incrocio successivo di via Pomposa con via Scorsuro. PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Premesso che l’osservante fa riferimento ai corridoi infrastrutturali riportati nel RUE e non negli elaborati di PUG. Il PUG recepisce le considerazioni e i tracciati stradali del PUMS per il quale era stata fatta una valutazione di fattibilità degli interventi. Le tavole strategiche e di assetto S1 riportano un’indicazione ideogrammatica, mentre la tavola dei vincoli TDV2 che cartografa i corridoi infrastrutturali della mobilità di progetto, nella versione assunta, per un mero errore materiale come specificato nell’osservazione d’ufficio, non li ha tutti individuati e rappresentati. Si precisa che nel caso venga prevista la realizzazione dell’opera pubblica, il progetto definitivo potrà prevedere una modifica dei tracciati nel PUG, senza che questo comporti variante al PUG.

    EdU Nel quadro conoscitivo-diagnostico del P.U.G. non ci sembra sufficientemente evidenziato il grave rischio idraulico connesso a piogge intense, responsabili di periodici e sempre più frequenti allagamenti di cantine, garage, giardini e pianterreni di abitazioni del quartiere Borgo Punta tra Via Copparo e Via Magnoni, comprese anche la parallela Via Chizzolini e le perpendicolari Via Elsa Morante, Via Lyda Borrelli e Via dei Morari. Richiamiamo l’attenzione anche sull’area di seria fragilità idraulica dello SkatePark di Via Caretti. Chiediamo pertanto di implementare le strategie prevedendo interventi atti a mitigare i fenomeni con vasche di laminazione, pompe idrauliche, potenziamento della rete fognaria, una più assidua e mirata manutenzione delle caditoie stradali, il ripristino della pervietà di canali di scolo utili e tutte le altre azioni necessarie in linea con l’obiettivo strategico OS1/LS1 (da AP1 ad AP5) PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Premesso che l’osservazione presuppone l’approfondimento di temi specifici che necessitano di una scala di maggior dettaglio rispetto a quella del Piano Urbanistico Generale, da sviluppare nell’ambito di piani, programmi e progetti di attuazione del PUG, del piano triennale delle opere pubbliche e del piano investimenti dell’Ente gestore, si propone di aggiornare l’elaborato SL1 “Strategie Locali | Parti della Città centrale” individuando l’ambito oggetto di osservazione tra gli “areali urbani con criticità di gestione delle acque meteoriche” (sintesi degli elementi di forza e debolezza). Rilevato inoltre che nello schema strategico non è visualizzata la simbologia corrispondente al tematismo “Spazi aperti da riqualificare in termini di adattamento climatico” si provvede a modificare l’elaborato correggendo il refuso; inoltre si propone di aggiungere tra le strategie locali della parte di città, la risoluzione dei problemi di allagamento e di gestione delle acque meteoriche.

    FCF
    Forum Ferrara Partecipata
    RICHIESTA DI LINEE STRATEGICHE PIU’ DEFINITE PER LA RISOLUZIONE DEI PROBLEMI DI VIABILITA’ DELLA ZONA VIA RAVENNA/ SAN GIORGIO. NECESSITA’ DELLA TANGENZIALE EST PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    La legge regionale n. 24/2017 prevede che la cartografia strategica del PUG abbia carattere ideogrammatico, pertanto in rispetto di tale prescrizione, il tracciato della bretella est è stato individuato con una freccia nell’elaborato S1 “Infrastrutture di paesaggio verdi e blu e della mobilità” (e così recepito nell’elaborato SL1 Strategie locali – Parti della città centrale). L’elaborato S1 “Schema supporto tematico: mobilità” riporta il tracciato presunto con maggior livello di definizione desunto dal piano di settore PUMS. Ulteriori indicazioni di maggior dettaglio saranno possibili solo in sede attuativa, attraverso apposite valutazioni di fattibilità tecnicoeconomica.

     

    FCF
    Forum Ferrara Partecipata
    SI RICHIEDE CHE IL COMPLESSO CASERME POZZUOLO DEL FRIULI E EX CAVALLERIZZA  SIA INSERITO IN SL1 nell’elenco delle “Opportunità di rigenerazione e riconversione”  e che in SL3 sia redatta la scheda progettuale d’ambito per la rigenerazione della caserma Pozzuolo del Friuli e della Ex Cavallerizza. PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante, si formula la seguente controdeduzione: a) Si evidenzia che nell’elaborato SL1 Strategie locali – Centro storico, il Complesso Caserma Pozzuolo del Friuli è elencato nell’ambito delle strategie sovralocali, tra gli interventi di “Recupero e rifunzionalizzazione delle aree dismesse” funzionali all’attuazione del Progetto Guida 4 dedicato alla valorizzazione del Parco delle Mura. Tale inquadramento testimonia la maggior rilevanza assegnata dal PUG a questa operazione (si veda in tal senso anche l’OS1-LS3-AP5), rispetto all’elenco relativo alle previsioni strategiche di rilevanza inferiore, citato dall’osservante. b) Si precisa che la scelta di non inserire una Scheda Progettuale d’Ambito per il comparto trova motivazione nella volontà e necessità di garantire maggior flessibilità agli interventi indiretti (PIAP o AO) con i quali sarà pianificata la rigenerazione dell’area ai sensi della LR. 24/2017. Si evidenzia inoltre che tale approccio è stato applicato tendenzialmente a tutte le aree di proprietà pubblica ritenute funzionali all’attuazione delle strategie del PUG.

    FCF
    Forum Ferrara Partecipata
    RICHIESTA DI MAGGIORE TUTELA E VALORIZZAZIONE DELLA VOCAZIONE AGRICOLA DEL FORESE Uso del territorio rurale in riferimento agli impianti di biometano e biogas PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Con riferimento all’elaborato SL2 “Strategie locali | Cluster del forese”, ed in particolare al Cluster n. 12 (Viconovo, Albarea, Villanova, Denore), si propone di integrare la strategia locale con l’obiettivo di salvaguardare/valorizzare la vocazione agricola del territorio, gli insediamenti produttivi esistenti che connotano il territorio ed il paesaggio, le possibili azioni di tutela e qualificazione che potrebbero portare a sostenere e potenziare le attività che già perseguono obiettivi di diversificazione e valorizzazione delle potenzialità di questa zona rurale. Si propone altresì di integrare la Tavola e la Scheda dei vincoli con limitazioni relative alla realizzazine degli impianti di biometano-biogas a tutela del paesaggio agricolo in particolare del sito Unesco.

    FCF
    Forum Ferrara Partecipata
    MOBILITA’_Osservazioni sul Piano Urbanistico Comunale di Ferrara Dopo una valutazione delle politiche e azioni proposte dal presente schema di PUG ,si registra un approccio generico, e per certi aspetti retorico, alle problematiche della mobilità urbana, che costituisce uno degli aspetti struttura di una pianificazione orIentata verso la transizione ecologica. Il sistema proposto appare ancora orientato sul potenziamento della mobilità privata automobilistica, mentre la mobilità pubblica e ciclabile appare affrontato in un’ottica di parziale razionalizzazione al di fuori di una visione strategica in grado di ribaltare le gerarchie tra questi differenti modelli di mobilità che preludono a diversi visioni di futuro per la nostra città. Alleghiamo una lista di riflessioni e raccomandazioni che riteniamo necessarie per impostare in maniera più complessa il tema assolutamente centrale della mobilità urbana NON VALUTABILE
    FN La scheda Ex Cogef Via San Contardo d’Este presente nel documento SL3, al paragrafo “Condizioni di sostenibilita”.secondo capoverso, prevede che “Gli interventi dovranno prevedere un ≥ 20% di SU destinata a ERS su SU tot.”. La misura indicata appare errata e va sostituita con ” ≤20% “posto che al capoverso precedente si prevede il mantenimento della permeabilita dell’area nella misura minima dell’80% In merito alla definizione di “area inedificata con inquinamento residuo e con procedimento di bonifica in corso”. Preme osservare che I’area versa da molti anni in totale stato di abbandono, é ricoperta di sterpaglie e, da quanto consta, nessun procedimento di bonifica appare avviato e neppure risulta concluso il procedimento di verifica delle reali condizioni di contaminazione del suolo e delle acque. PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Premesso che l’area è classificata dal PUG in Dotazione ecologica e ambientale e pertanto trova applicazione anche l’Art. 30 della Disciplina, si accoglie la l’osservazione in merito all’eliminazione della previsione di una quota di ERS in quanto non pertinente con la trasformazione prevista per l’area e come già evidenziato nell’osservazione d‘ufficio per tutti gli ambiti per i quali non sono previste edificazioni a destinazione residenziale. Non si ritiene accoglibile la proposta di trasformazione in ARE (area di riequilibrio ecologico) in quanto non è compito del PUG proporre agli Enti sovraordinati l’istituzione di questa tutela. In merito al procedimento di bonifica in corso sull’area si precisa che è stato modificato l’elaborato QC.5.10 con osservazione d’ufficio, in considerazione dell’evoluzione dei procedimenti in corso; per ulteriori informazioni si rimanda al Servizio Ambiente o al competente Ente.

    FN Si richiede: piantumazione su aree verdi e lungo i percorsi ciclo-pedonali, desigillatura e pavimentazione drenante, con riferimento alle aree evidenziate nelle mappe catastali allegate ACCOGLIBILE

    Con riferimento a quanto segnalato dall’osservazione, si formula la seguente controdeduzione: 1) La richiesta risulta già recepita per quanto riguarda l’area del mappale 1214 inquadrata nell’elaborato SL1 – ZONA EST – Strategie Locali: “Valorizzare la rete degli spazi verdi come misura di contrasto ai cambiamenti climatici – sistema delle aree verdi da potenziare attraverso forestazione” 2) La richiesta risulta già individuata dal piano nell’elab. SL1 ZONA EST – Strategie Locali “Valorizzare la rete degli spazi verdi come misura di contrasto ai cambiamenti climatici – maglia urbana di potenziamento dell’ombra” 3) La richiesta è recepibile individuando l’ambito compreso tra via dei Cedri – via Siepe – via San Contardo d’Este come “spazi aperti da riqualificare in termini di adattamento climatico”

    FN Ex-Eldo/Trony : Si tratta dei fabbricati con relativa area pertinenziale, già adibiti a negozio per la vendita al dettaglio di elettrodomestici e articoli elettronici, sotto l’insegna Eldo / Trony, che da molti anni versano in stato di abbandono. Nei documenti allegati al PUG non si riviene una scheda particolareggiata riferita a quest’area. Si richiede pertanto che tale area sia inserita come area degradata che necessita di rigenerazione, stante la sua collocazione all’interno di zone residenziali densamente abitate(Via Pontegradella-Via Caretti). Si suggerisce un utilizzo per attività culturali (biblioteca, sale multimediali, sala prova per musicisti, laboratori artistici o artigianali, spazi per eventi teatrali e musicali, co-working), con esclusione del grande commercio. Si suggerisce altresì la desigillazione dell’area pertinenziale, con la creazione di spazi verdi attrezzati e fruibili in funzione delle attività sopra descritte, evitando ulteriore edificazione. NON ACCOGLIBILE

    Premesso che l’ambito in oggetto è già riconosciuto dal PUG quale ambito di rigenerazione urbana e classificato TUD (tessuto urbano, dismesso, sottoutilizzato o interstiziale da rigenerare), si ritiene non accoglibile la proposta di inserimento di una nuova scheda progettuale in quanto, per dimensioni e caratteristiche, la rigenerazione del comparto ha rilevanza edilizia e perché si ritiene preferibile garantire maggiore flessibilità. Per la medesima ragione non si ritiene ammissibile la proposta di vincolare la destinazione ad attrezzature e spazi collettivi. Si precisa inoltre che ai sensi dell’Art. 23, nelle aree TUD sono ammesse nuove strutture di vendita fino alla dimensione delle “medio-piccole”.

    FV IL LOTTO DI TERRENO FOGLIO 136 MAPPALI 1337 e 1338 RISULTA AREA VERDE E RICREATIVE SPORTIVE. SI CHIEDE CHE SIA DESTINATO A VERDE; di sviluppare quest’area legata all’Area di Riequilibrio Ecologica SCHIACCIANOCI con un Centro visita e di accoglienza; di sviluppare una rete di piste ciclabili dal vallo delle mura verso Frutteti e gli Orti per poi proseguire verso il macero di via Massari; a piantumazione di alberi in tutta l’area, e nella porzione a nord verso lo stradello in direzione IPERCOOP realizzando anche un’area pic nic con panchine mentre nella parte centrale dell’area verde andrebbe riservata una porzione per una zona di sgambamento cani non recintata e segnalata da cartelli; la sospensione e revoca dei progetti di costruzione e ampliamento, di impianti sportivi e non, in corso o già autorizzati. PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante, si formula la seguente controdeduzione: 1) La richiesta non è accoglibile in quanto non in linea con l’impianto e la terminologia del PUG che, allineandosi all’Atto di coordinamento regionale sulle dotazioni territoriali (DGR 110/2021), definisce un’unica famiglia di “attrezzature e spazi collettivi” nella quale sono ricompresi gli “spazi attrezzati a verde per il gioco, la ricreazione, il tempo libero e le attività sportive”. 2), 3), 4) Si ritiene che le proposte progettuali in merito alla dotazione di attrezzature, alla piantumazione e al completamento della rete ciclabile, siano tutte allineate con le strategie rappresentate in particolare nell’elaborato SL1 Zona EST. L’osservazione affronta tuttavia tematiche di dettaglio che devono essere demandate agli strumenti di attuazione del PUG, ai piani settoriali e alla programmazione delle opere pubbliche. 5) Si precisa infine che, in termini generali, il PUG non ha alcuna efficacia retroattiva e pertanto non può incidere su progetti di opere pubbliche già approvati o in corso di progettazione e su titoli edilizi già rilasciati.

    IN1 Si chiede di modificare la disciplina dei tessuti urbani consolidati (Art. 22, comma 7):
    a) TUA (alta densità): modificare il numero massimo di piani da 8 a 6 e l’altezza massima da 25 a 19 ml;
    b) TUM (media densità): modificare il numero massimo di piani da 6 a 5 e l’altezza massima da 19 a 16 ml;
    Si chiede una consistente riduzione di parametri ed indici, in particolare per gli isolati classificati TUA e TUM posti in prossimità
    delle Mura.
    NON ACCOGLIBILE
    Premesso che l’obiettivo cardine della LR 24/2017 e declinato nel PUG di Ferrara riguarda la rigenerazione urbana della Città consolidata esistente, con conseguente contenimento del consumo di suolo agricolo, considerato che la stessa legge urbanistica promuove interventi di addensamento o sostituzione urbana per la riqualificazione dell’esistente, si ritiene l’osservazione non meritevole di accoglimento in quanto in contrasto con l’obiettivo OS2 del PUG, che fa riferimento alla necessità di concretizzare un processo di lunga durata di rigenerazione urbana, paesaggistica ed ecologico-ambientale della città esistente, nel rispetto delle diverse identità stratificate nel territorio ferrarese. Questa esigenza si traduce nell’obiettivo congiunto di non consumare più suolo e di rigenerare i tessuti e la rete degli spazi aperti esistenti, semplificando e razionalizzando i percorsi procedurali, normativi e gestionali.
    IN1 Si chiede di:
    a) Art. 19, comma 2 (Tessuti storici): eliminare la frase “esclusivamente nelle unità immobiliari che si affacciano su un fronte
    commerciale, come individuato nell’elaborato “Usi e modalità di intervento del territorio urbanizzato e rurale”.”
    b) di inserire le attività culturali no profit e gli edifici per il culto nella categoria funzionale G2 (dotazioni territoriali) anziché D
    (direzionali).
    ACCOGLIBILE
    Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante:
    a) si propone di modificare l’Art. 19, comma 2 (Tessuti storici) eliminando la frase “esclusivamente nelle unità immobiliari che si
    affacciano su un fronte commerciale, come individuato nell’elaborato “Usi e modalità di intervento del territorio urbanizzato e
    rurale”.”, ciò al fine di favorire le attività private culturali, sportive, di ritrovo e spettacolo.
    b) si precisa che le attività culturali no profit e gli edifici per il culto possono rientrare sia nella categoria funzionale G2
    (Attrezzature e spazi collettivi) sia nella categoria D (direzionali), a seconda se venga svolta un’attività di interesse pubblico
    regolata da convenzione o di natura privata.
    IN Si chiede di specificare, nella scheda del Progetto Guida n.3 (e di conseguenza in disciplina), le funzioni incompatibili con la
    natura del Parco Bassani, chiedendo in particolare di esplicitare, alla dicitura “spazi verdi per eventi temporanei”, l’esclusione di
    quelli a forte affluenza di pubblico per i quali si ritengono più idonee le aree del futuro parco sud nella zona dell’aeroporto
    (Progetto Guida n. 5).
    Infine si chiede di inserire in entrambi i Progetti Guida, prescrizioni cogenti al fine di escludere insediamenti incompatibili
    PARZIALMENTE ACCOGLIBILE
    La richiesta di specificare “le funzioni incompatibili con la natura del parco” Bassani fa riferimento al Titolo III della Disciplina (Usi e
    modalità di intervento) e, nel caso specifico, all’Art. 29 comma 2, nel quale vengono descritte le destinazioni d’uso ammesse. Tra
    queste, il PUG prevede “spazi aperti attrezzati per il gioco, la ricreazione e il tempo libero per una fruizione integrata e
    un’accessibilità diffusa attraverso la mobilità slow”. Gli eventi temporanei richiamati nell’elaborato PG3 rientrano in queste
    destinazioni d’uso e, inoltre, la destinazione “tempo libero” non può considerarsi in contraddizione con la classificazione di nodo
    ecologico nel PTCP.
    Non si ritiene accoglibile la richiesta di rafforzare la natura cogente dei Progetti Guida, poiché tali elaborati nascono con una forte
    valenza strategica, non prescrittiva, coni l ruolo di indirizzare le progettualità e la messa a terra di futuri finanziamenti (cfr. art. 13
    della Disciplina)
    IN OSSERVAZIONE AL PUG SU CONTENUTI ED ARTICOLI DELLA DISCIPLINA RIGUARDANTI IL CENTRO STORICO E L’EDIFICATO STORICO Si chiede di modificare alcuni articoli della Disciplina: a) Art. 5, comma 5 (Accordi Operativi): eliminare la possibilità di prevedere in sede di AO altezze o distanze diverse da quelle stabilite dal PUG; b) Art. 7, comma 47 (autorimessa nei tessuti urbani consolidati e nei nuclei residenziali in territorio rurale): si chiede di precisare che la norma non si applica alla Città storica c) Art. 10 (Piani di riferimento per gli elaborati di SQUEA): inserire il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale d) Art. 17, comma 6, lett. a (requisiti prestazionali per PCC): si chiede di eliminare le premialità per PCC nella Città storica e) Art. 19, comma 6, lett. a (edifici soggetti a IED nei Tessuti storici): si chiede di escludere anche gli edifici di categoria T2 dalla possibilità di sopraelevazione f) Art. 21, comma 4 (categorie di tutela): per la categoria A1 si chiede di eliminare la dicitura “gli interventi di restauro riguardano l’unità architettonica nella sua interezza” g) Art. 21, comma 4 (categorie di tutela): per le categorie A2 e A3 si chiede: – per le “fronti” di eliminare la dicitura “strombatura delle finestre” – per i “portici” di aggiungere la specificazione “nei portici interni” o “prospettanti su spazi interni” – per le “strutture” di sostituire l’ultimo capoverso delle modalità di intervento con il seguente: “in situazioni di gravi carenze strutturali dovrà essere richiesto agli uffici comunali sopralluogo di controllo e di assenso alla demolizione di parti dell’edificio non recuperabili, comunque entro il limite del 30% delle strutture fuori terra” h) Art. 21, comma 4 (categorie di tutela): per la categoria A3 si chiede: – per le “fronti” di eliminare del tutto la possibilità di eseguire sui fronti strada coibentazione esterna effettuata mediante “cappotto” – per gli “interni” di aggiungere “nei casi in cui non sia applicabile quanto previsto dall’Art. 10, comma 2 della Legge 120/2020” dopo le parole “…e della linea di gronda” i) Art. 21, comma 4 (categorie di tutela): per gli edifici di classe T1 e T2 aggiungere “intervento di restauro e risanamento conservativo o intervento di ristrutturazione edilizia” dopo le parole “intervento di ristrutturazione edilizia” l) Art. 32, comma 15: per favorire il recupero degli edifici storici/testimoniali si chiede che sia possibile l’esonero dal contributo sul costo di costruzione e degli oneri di urbanizzazione (Art. 10, comma 1, lett. h della Legge 120/2020) PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante: a) Art. 5, comma 5 (Accordi Operativi): non accoglibile. Si ritiene che il PUG debba garantire la necessaria flessibilità per incentivare la rigenerazione degli ambiti assoggettati ad AO. b) Art. 7, comma 47 (autorimessa nei tessuti urbani consolidati e nei nuclei residenziali in territorio rurale): accoglibile. Si precisa che la norma non si applica alla Città storica. c) Art. 10 (Piani di riferimento per gli elaborati di SQUEA): accoglibile. Si propone di inserire il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale d) Art. 17, comma 6, lett. a (requisiti prestazionali per PCC): non accoglibile. La premialità si applica solo agli ambiti perimetrati dal PUG come “ambiti di rigenerazione urbana” di cui all’Art. 19, comma 4, lett. b) e c) della Disciplina. e) Art. 19, comma 6, lett. a (edifici soggetti a IED nei Tessuti storici): non accoglibile. Si ritiene di favorire la rigenerazione con sopraelevazione anche per le categorie T2, ferme restando le prescrizioni contenute nell’Art. 21, comma 4 f) Art. 21, comma 4 (categorie di tutela): accoglibile. Per la categoria A1 si precisa che l’intervento di restauro può avvenire anche per porzione dell’edificio nel rispetto dell’intera unità g) Art. 21, comma 4 (categorie di tutela): parzialmente accoglibile. Per le categorie A2 e A3 si propone: – per le “fronti” di eliminare la dicitura “strombatura delle finestre” – per i “portici” di mantenere la dicitura generale dei portici e non dei portici interni – per le “strutture” di eliminare le percentuali indicate sostituendo con “Non è consentita la demolizione integrale e parziale dell’edificio” h) Art. 21, comma 4 (categorie di tutela): parzialmente accoglibile. Per la categoria A3: – per i “fronti” si propone di eliminare la possibilità di eseguire sui fronti strada coibentazione esterna effettuata mediante “cappotto” – per gli “interni” non è accoglibile la proposta formulata dall’osservante perchè si ritiene sempre possibile la modifica dell’altezza interna degli ambienti per ragioni igienico sanitarie i) Art. 21, comma 4 (categorie di tutela): non accoglibile in quanto in contrasto con il DPR 380/2001, che prescrive l’assegnazione specifica della categoria di intervento e la precisazione delle modalità di intervento per ciascun edificio l) Art. 32, comma 15: parzialmente accoglibile. L’esonero dal contributo di costruzione potrà essere stabilito con apposita delibera di Consiglio Comunale.

    KO Si chiede una migliore definizione dei percorsi ciclabili e un miglior collegamento tra le polarità urbane della parte di città “Ferrara Sud”, in particolare:
    a) una maggior evidenza della segnaletica dedicata alle piste attuali e future
    b) ul miglioramento dei sottopassi di via Gandini e via Beethoven inserendoli in un organico percorso ciclo-pedonale ben evidenziato e illuminato che unisca il Foro Boario alle Corti di Medoro
    c) la realizzazione di due collegamenti ciclopedonali: pista 1) sottopasso piscina via Beethoven-via Kramer-via Nievo-sovrappasso ferroviario-via dello zucchero-accesso alla stazione e al centro città; pista 2) via Gandini-via Verga-viale Krasnodar-via dell’amicizia-attraversamento ferrovia interrata-via del Bove-via Ravera
    PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Premesso che il PUG non entra nel dettaglio delle caratteristiche tecnico-costruttive di percorsi ciclabili e ciclopedonali o della segnaletica, si specifica che all’interno della strategia si fa diffuso riferimento al miglioramento della ciclabilità e della mobilità slow; in particolare all’interno di tutte le Strategie Locali – Parti della città centrale, sono riportati gli obiettivi e le azioni relative al potenziamento della “maglia di connessioni ciclo-pedonali interne ai quartieri”.
    Inoltre, premesso il carattere ideogrammatico degli elaborati della Strategia, all’interno della strategia locale 1 per la parte di città centrale “zona sud – via Bologna” sono già individuate due connessioni nord-sud tra i quartieri a ovest di via Bologna, seppure con alcuni scostamenti e rappresentate con grafie diversificate per i tratti esistenti e i tratti di progetto.
    Si ritiene ad ogni modo opportuno esplicitare nel testo del suddetto elaborato che l’implementazione dei percorsi ciclabili riguarderà in particolare il collegamento delle polarità: Corti di Medoro, Palazzetto dello sport nel Foro Boario, centro polifunzionale per famiglie Ex Pietro Lana.

    KO Si propone di potenziare la frequenza del TPL da viale Krasondar al centro e la riduzione delle tariffe.
    Si propongono interventi di dissuasione e controllo della velocità dei veicoli e la realizzazione di una piazza centrale al rione per rallentare il traffico e per la sua funzione di aggregazione, socialità e accesso ai servizi scuole, chiesa, market.
    PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Relativamente al TPL, il PUG non incide direttamente sulla gestione del servizio di TPL, ma può fornire indirizzi sul suo miglioramento. Si propone di accogliere i rilievi fatti sul traffico in viale Kransodar per riportarli nella Diagnosi e nelle Strategie Locali della Parte di città “Ferrara Sud”. Relativamente alla tipologia di interventi per mitigare il traffico o la realizzazione di spazi pubblici il PUG demanda la loro definizione ai PAIP, al Programma delle OOPP e ai Piani di settore.

    KO Si chiede il potenziamento delle attrezzature collettive in zona Krasnodar, proponendo che:
    a) si recuperino gli edifici nell’area di Foro Boario e nell’area ancora in stato di abbandono dell’ex palazzo degli Specchi (le corti di Angelica); si pensi a dar vita a luoghi di aggregazione sociale;
    b) si creino luoghi aperti alla comunità nel centro per le famiglie previsto nell’ex-scuola Pietro Lana;
    c) si realizzi una piazza tra la parrocchia Sant’Agostino e la scuola IC De Pisis, per riqualificare il tessuto locale, riducendo la circolazione delle auto in transito, favorendo la circolazione pedonale e quindi conferendo all’area un nuovo carattere di luogo di condivisione per la socialità;
    d) si recuperi e si riqualifichi il centro sociale ex Rodari di via Labriola (e altri locali pubblici già presenti nel quartiere) per un suo utilizzo comunitario.
    PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Premesso che le proposte si pongono in coerenza con la strategia del PUG – in particolare con i lineamenti strategici e le azioni progettuali afferenti all’OS2 – con la diagnosi e la strategia delineata dal PUG per la Parte di città centrale “Ferrara Sud”, considerato che tutte le aree sono individuate in Disciplina come destinate ad Attrezzature e spazi collettivi o “Tessuti urbani dismessi, sottoutilizzati o interstiziali da rigenerare” e che la scheda progettuale d’ambito di Foro Boario prevede già l’inserimento di spazi pubblici e funzioni pubbliche, si demanda al Programma delle OOPP, alla definizione dei PAIP o degli AO e agli altri Piani di settore la definizione puntuale e la localizzazione degli interventi attuativi per l’attuazione della strategia, senza specificare ulteriori azioni puntuali.
    Si accoglie parzialmente la proposta individuando il centro sociale ex Rodari di via Labriola come “Ambito di rigenerazione urbana” nelle tavole “Usi e modalità di intervento”.

    KO Si chiedono azioni volte a incentivare la riqualificazione edilizia, urbanistica, abitativa e del paesaggio urbano del quartiere Krasnodar.
    Si suggerisce un censimento delle strutture in cemento e metallo, un tempo dedicate a cartelli pubblicitari, al fine di valorizzare maggiormente il paesaggio, sia dal punto di vista ecologico che estetico.
    PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Premesso che la maggior parte del patrimonio edilizio dell’ambito analizzato è individuato come Tessuto urbano consolidato, si segnala che il PUG promuove e incentiva gli interventi di qualificazione edilizia e riqualificazione urbana, sia nella definizione degli obiettivi e delle azioni progettuali della strategia, sia attraverso i meccanismi di premialità di cui all’Art. 17 della Disciplina. Premesso che il miglioramento della qualità urbana ed ecologico ambientale è l’obiettivo principale del PUG, non si ritiene che l’attività di censimento puntuale della cartellonistica proposto rientri nell’ambito di competenza del PUG secondo quanto stabilito dalla LR 24/2017.

    KO Si propone la riqualificazione delle aree verdi di viale Krasnodar, con l’inserimento delle seguenti azioni:
    a) qualificazione e connessione del sistema degli spazi verdi publici presenti nel quartiere Krasnodar migliorando le dotazioni ricreative, sportive, ecoLogiche (vedi Bosco e bacino di laminazione – Spina verde)
    b) progetto di riqualificazione del quartiere Krasnodar (Nomisma per ACER Ferrara)
    c) riqualificazione della zona verde ed ex campo da tennis adiacente alla ex scuola Pietro Lana
    d) creazione di corridoi per insetti impollinatori e azioni mirate a favorire la biodiversità
    PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Premesso che le proposte si pongono in coerenza con gli obiettivi, i lineamenti strategici e le azioni progettuali della strategia del PUG e con la diagnosi e la strategia delineata dal PUG per la Parte di città centrale “Ferrara Sud”, si demanda al Programma delle OOPP, alla definizione dei PAIP o degli AO e agli altri Piani di settore la definizione puntuale e la localizzazione degli interventi attuativi per l’attuazione della strategia, senza specificare ulteriori azioni puntuali e di dettaglio.

    LG

    Nel quadro conoscitivo, elaborato “QC.6.2 Mobilità”, allegato al PUG le seguenti strade: Via Frutteti, Via del Melo, Via della Flora, Via della Fornace e parte di Via delle Siepi sono classificate “Urbane di quartiere”.
    Nelle strategie locali elaborato “SL1” allegato al PUG a pagina 35 le strade sopra elencate sono individuate come “Rete ciclabile esistente”. Oggi invece queste vie non sono ciclabili. Le auto corrono veloci con grave pericolo per ciclisti e pedoni.
    Si chiede l’applicazione del limite di velocità a 30 km/h in Via dei Frutteti, Via del Melo (tratto a nord di Via Frutteti) e Via delle Siepi, dove circolano molti pedoni e ciclisti a tutte le ore per la presenza di esercizi commerciali, degli orti, del centro bimbi “Mille gru”, della sede della contrada San Giovanni.
    Si chiede inoltre la modifica della scheda SL1 indicando Via Frutteti, Via del Melo, Via della Flora, Via della Fornace e parte di Via delle Siepi come “Strade a sede promiscua ciclabile e veicolare”.
    Si segnala in particolare la pericolosità del tratto di Via delle Siepi che va dall’incrocio con Via dei Cedri all’incrocio con Via dei Frutteti, dove la carreggiata è stretta ed in parte occupata dai cassonetti dei rifiuti differenziati e da auto parcheggiate.
    Si chiede di prevedere: 1) lo spostamento dei cassonetti all’inizio di Via dei Cedri, 2) il divieto di parcheggio delle auto, 3) la realizzazione di una corsia ciclabile in questo tratto della Via che si connetta con la ciclabile esistente di Via delle Siepi nel tratto tra Via dei Cedri e le Vie Turchi-San Contardo d’Este, 4) la realizzazione di passaggi pedonali e ciclabili di cui oggi è privo il tratto di Via delle Siepi tra Via dei Cedri e Via Frutteti.

    PARZIALMENTE ACCOGLIBILE
    Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante, si specifica che le problematiche trattate dall’osservante sono già affrontate, sul piano programmatico e strategico, nell’elaborato SL1 ZONA EST. A livello puntuale,le proposte sono da sviluppare nell’ambito di piani, programmi e progetti di attuazione del PUG, del piano triennale delle opere pubbliche e degli altri piani settoriali, in particolare il PUMS.
    Si propone la rettifica dell’errore materiale nella legenda dello schema Strategie Locali SL1 del succitato elaborato in quanto è erroneamente riportata la dicitura “strade ciclabili esistenti” come strato cartografico “di vestizione” mentre è invece rappresentata la rete comprensiva dell’esistente e del progetto.
    LP Riferimento: Dossier – Piani Urbanistici Attuativi QC 2_4_2   :   Area Sogepol.
    Nella scheda relativa a quest’area si legge che è stato sottoscritto accordo POC in data 3/5/2017 avente come obiettivo un ampliamento di edificio destinato ad attività sanitarie private e attività sportive ad uso pubblico. Si dice infine che è stata richiesta una proroga per inizio dei lavori entro il 29/6/2023. Sono passati più di sei mesi da questa data e ancora non si vedono tracce di lavori per la ristrutturazione e rigenerazione di tutta l’area anzi sono sempre più evidenti i segni di deterioramento dovuti all’incuria e allo stato di abbandono in cui versa la struttura e tutta l’area circostante per una superficie di circa un ettaro. Considerato che la zona in questione è densamente popolata, chiedo gentilmente che il Comune di Ferrara si faccia carico della ultimazione dei lavori dello stabile per destinare l’uso ad attività come palestre o luoghi di incontro e spazi collettivi per la socializzazione di cui il quartiere è carente.
    LP Vorrei fare riferimento al documento preparatorio del Piano Urbanistico Generale denominato “Verso il documento strategico” del Luglio 2022. Nel capitolo “IL SISTEMA INSEDIATIVO” al paragrafo 4 “Gli ambiti di rigenerazione”, relativamente agli ambiti privati degradati, abbandonati o sottoutilizzati, ho trovato una scheda (numero 3) concernente alcuni fabbricati che si trovano all’inizio di via Pontegradella, nei pressi della rotatoria sulla quale insiste anche via Caretti. Da diversi anni, dopo essere stati la sede di alcuni negozi specializzati nell’elettronica e negli elettrodomestici di consumo come Trony e Eldo, questi edifici versano in una stato di abbandono e degrado. Alcune finestre sono state divelte ed evidenti sono le tracce lasciate dai vandali o altri soggetti che bivaccano all’interno dei capannoni. Non si colgono ancora i segni di una rigenerazione e chiedo pertanto che venga realizzata una nuova scheda che chiarisca anche come si intende recuperare e rigenerare tutta l’area. Considerata la mancanza di impianti sportivi per attività indoor nella zona che è
    densamente popolata, chiediamo di realizzare un impianto per attività al coperto.
    NON ACCOGLIBILE

    Premesso che l’ambito in oggetto è già riconosciuto dal PUG quale ambito di rigenerazione urbana e classificato TUD “Tessuto urbano, dismesso, sottoutilizzato o interstiziale da rigenerare” (art. 23), si ritiene non accoglibile la proposta di inserimento di una nuova scheda progettuale in quanto, per dimensioni e caratteristiche, la rigenerazione del comparto ha rilevanza edilizia e perché si ritiene preferibile garantire maggiore flessibilità. Per la medesima ragione non si ritiene ammissibile la proposta di vincolare la destinazione a attrezzature sportive.

    LP Vorrei fare riferimento al documento preparatorio del Piano Urbanistico Generale denominato “Verso il documento strategico” del Luglio 2022. Nel capitolo “IL SISTEMA INSEDIATIVO” al paragrafo 4 “Gli ambiti di rigenerazione”, relativamente agli Ambiti di rigenerazione con PUA pregressi non attuati, compare una scheda (numero 72) inerente al sito sul quale sorgeva l’ex stabilimento Cerestar, in via Luigi Turchi, 13.  L’azienda in questione ha cessato l’attività alla fine degli anni novanta e da allora il sito è rimasto abbandonato.
    La mancanza di interesse da parte della nuova società proprietaria ha reso possibile da un lato la nascita e la crescita di numerosi alberi diventati ormai adulti di notevoli
    dimensioni e dall’altro la formazione di impressionanti cumuli di rifiuti di ogni tipo sversati da cittadini stranieri che bivaccano nei capannoni e che sono stati rimossi solamente grazie all’intervento di alcuni ambientalisti volontari. Chiedo che quest’area sia oggetto di un piano di rigenerazione, di riforestazione urbana e che venga creata una scheda relativa al progetto di recupero dell’area.
    NON ACCOGLIBILE

    Premesso che l’area è oggetto di PUA vigente le cui previsioni hanno piena efficacia fino a che mantiene validità la relativa convenzione urbanistica, il PUG ha individuato il complesso come TUD (Tessuti urbani dismessi, sottoutilizzati o interstiziali da rigenerare) da attuare con la disciplina prevista all’Art. 23 ed in coerenza con le indicazioni del Progetto Guida 1 “La direttrice dell’innovazione produttiva ed energetica lungo il canale Boicelli”. Per quanto sopra, si ritiene che per l’area oggetto di osservazione il PUG stabilisca indirizzi e regole prescrittive per la sua rigenerazione, pertanto si conferma tale previsione urbanistica.

    MM1 OSSERVAZIONI AL PIANO URBANISTICO DEL COMUNE DI FERRARA
    per LA ZONA EST – Criticità Ambientali
    PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Si precisa che il PUG assunto contiene tra i suoli elaborati: • la tav. QC.5.5.2a “Carta degli allagamenti da forti piogge”, che riporta una mappatura empirica delle aree urbane che vanno in sofferenza idraulica in occasione di forti piogge partire dalle segnalazioni pervenute alla Protezione Civile, ai del Vigili del Fuoco e nella pagina segnalazioni del portale web del Comune, negli anni 2017-2019 e in occasione del fortunale dell’agosto 2022, integrata con le risultanze di uno studio effettuato da Hera, nel quale sono individuate aree che tendono ad allagarsi con eventi di 30, 50 e 80 mm di pioggia; • l’elaborato sullo stato della rete fognaria 6.3.3b, redatto in accordo con Servizio ambiente e Ente gestore delle reti; • le schede e le tavole dei vincoli (Tdv2 , vincoli da 79 a 84) che recepisce il PAI e il PGRA, definendo vincoli più prescrittivi delle norme di settore. In ogni caso, si propone di aggiornare l’elaborato SL1 “Strategie Locali | Parti della Città centrale” individuando l’ambito oggetto di osservazione tra gli “areali urbani con criticità di gestione delle acque meteoriche” (sintesi degli elementi di forza e debolezza) inoltre si propone di aggiungere tra le strategie locali della parte di città, la risoluzione dei problemi di allagamento e di gestione delle acque meteoriche. In relazione alle indicazioni applicative relative agli scarichi, si rimanda alle indicazioni e prescrizioni del Regolamento Edilizio per gli interventi diretti (fatta salva la competenza in capo al servizio Ambiente e all’ente gestore), e alla fase di pianificazione attuativa per gli interventi indiretti (AO/PAIP)

    MCS Si propone la valorizazione del Po di Primario come infrastruttura verde e blu. PARZIALMENTE ACCOGLIBILE
    Nelle strategie del PUG (cfr. Disciplina, art. 10 e 11 ed elaborato S1), il Po di Primaro è oggetto di azioni progettuali finalizzate alla
    sua qualificazione e fruizione sostenibile, soprattutto basata sulla ciclopedonalità, come richiesto. La via Ravenna è uno dei
    tracciati strutturanti della viabilità facenti parte della rete delle infrastrutture verdi e blu, da qualificare dal punto di vista funzionale
    ed eco-pesaggistico (cfr. elaborato S1) e pertanto dovrà essere interessata anche dal migliormaento delle condizioni di fruizione
    e di sicurezza soprattutto nel tratto urbano a nord dell’incrocio con via Wagner. L’osservazione risulta quindi già soddisfatta dal
    PUG assunto.
    MM1 LA TAVOLA Q-5-10 SITI CONTAMINATI RIPORTA IN ZONA EST TRA LO SCOLO DI SAN ROCCO A NORD E VIA CONTARDO D’ESTE UN’AREA CON “PROCEDIMENTO DI BONIFICA IN CORSO PER ACCERTATO SUPERAMENTO DELLE CONCENTRAZIONI DI RISCHI” CAMPITO IN ARANCIONE. ESSENDO PARTE DI TALE AREA STATA ADIBITA A DISCARICA DI RSU DEL COMUNE DI FERRARA, NON RISULTA NESSUNA PERIMETRAZIONE DELLA TAVOLA S2 DELLO SQUEA ACCOGLIBILE

    Si propone di accogliere l’osservazione integrando la Tav. S1 “Infrastrutture di paesaggio verdi e blu e della mobilità”

    MM1
    Amici della Terra
    Si rileva che nella tav. del Quadro Conoscitivo QC_5_10 (Siti contaminati) l’area a sud di via Contardo d’Este (Ex Cogef) è
    indicata come contaminazione in corso di accertamento
    ACCOGLIBILE

    Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante, si precisa che a ottobre 2023 si è concluso il procedimento di bonifica con
    limitazioni d’uso alle sole attività terziarie/produttive. Per quanto sopra, si propone di aggiornare la tavola dei vincoli (TDV2) e la
    tavola del del Quadro Conoscitivo QC_5_10 (Siti contaminati).
    Si provvede inoltre ad integrare la scheda progettuale d’ambito “Ex Cogef”, inserendo come condizione di sostenibilità che ogni
    intervento previsto dovrà essere coerente con quanto previsto dal provvedimento di conclusione del procedimento di bonifica e
    dovrà in ogni caso essere concordato con il servizio Ambiente.

    MM2 l campo sportivo e l’ area di riequilibrio ecologico, posti di fronte alle abitazioni di Via dei Gerani, son prive di canale di scolo delle precipitazioni meteoriche. problema segnalato e riconosciuto dal Comune da tempo. Si chiede la realizzazione di un sistema per lo smaltimento delle acque che non scarichi sulla rete fognaria della via che ha problemi di evacuazione riscontrati e dichiarati da Hera e Comune. PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Premesso che l’osservazione presuppone l’approfondimento di temi specifici che necessitano di una scala di maggior dettaglio rispetto a quella del piano urbanistico generale, da sviluppare nell’ambito di piani, programmi e progetti di attuazione del PUG, del piano triennale delle opere pubbliche e del piano investimenti dell’Ente gestore, si propone di aggiornare l’elaborato SL1 “Strategie Locali | Parti della Città centrale” individuando l’ambito oggetto di osservazione tra gli “areali urbani con criticità di gestione delle acque meteoriche” (sintesi degli elementi di forza e debolezza); inoltre si propone di aggiungere tra le strategie locali della parte di città, la risoluzione dei problemi di allagamento e di gestione delle acque meteoriche.

    MM2 La rete fognaria di Via dei Gerani ha problemi di smaltimento delle precipitazioni meteoriche, causando frequenti allagamenti delle abitazioni della via. Si chiede il suo collegamento con i canali di scolo della bonifica presenti nella vicinanze o la realizzazione di aree di accumulo delle precipitazioni per evitare gli allagamenti. PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Premesso che l’osservazione presuppone l’approfondimento di temi specifici che necessitano di una scala di maggior dettaglio rispetto a quella del piano urbanistico generale, da sviluppare nell’ambito di piani, programmi e progetti di attuazione del PUG, del piano triennale delle opere pubbliche e del piano investimenti dell’Ente gestore, si propone di aggiornare l’elaborato SL1 “Strategie Locali | Parti della Città centrale” individuando l’ambito oggetto di osservazione tra gli “areali urbani con criticità di gestione delle acque meteoriche” (sintesi degli elementi di forza e debolezza); inoltre si propone di aggiungere tra le strategie locali della parte di città, la risoluzione dei problemi di allagamento e di gestione delle acque meteoriche.

    PF IL LOTTO DI TERRENO FOGLIO 136 MAPPALE 1054 RISULTA AREA RESIDENZIALE. SI CHIEDE CHE SIA DESTINATO A VERDE COME PRIMA DEL CAMBIO DI DESTINAZIONE D’USO AVVENUTO IN DATA 10/06/2013 SENZA CHE FOSSE SEGUITA LA PROCEDURA CORETTA, DAL MOMENTO CHE VENIVA ACCOLTA UNA OSSERVAZIONE DA PARTE DELLA SOCIETA’ LA NUOVA RESIDENZA CON MOTIVAZIONE DI ERRORE TECNICO MATERIALE SENZA CHE VI FOSSE CORRISPETTIVA ISTRUTTORIA TECNICA A DOCUMENTAZIONE DELL’ERRORE. INOLTRE IL TERRENO DOVEVA ESSERE CEDUTO AL COMUNE  SECONDO UN ATTO D’OBBLIGO CUI LA PROPRIETA’ NON HA MAI FATTO FEDE. SI SEGNALA DANNO ERAIALE ANCHE PER LO SFALCIO DEL VERDE  EFFETTUATO A CARICO DEL COMUNE ANCHE DOPO LA TRASFORMAZIONE A RESIDENZIALE DEL 2013 E FINO AL SETTEMBRE 2019 COMPROVATO DA DOCUMENTAZIONE IN POSSESSO DELLA SCRIVENETE E REDATTA DA UFFICIO VERDE COMUNALE. SI SEGNALA INOLTRE CHE SUL LOTTO INSISTE UNA SERVITU’ DI PASSAGGIO TUTTORA VALIDA COME ILLUSTRATO IN ISTANZA ALLEGATA DAL MOMENTO CHE IL PRIVATO NON HA MAI CEDUTO L’AREA. RISULTANO INOLTRE PRESENTI 10 CANCELLINI REGOLARMENTE CONCESSIONATI RETROSTANTI LE ABITAZIONI COMPRESE TRA I CIVICI 20 E 28 DI VIA FAVERO CHE  ACCEDONO ALL’AREA IN QUESTIONE CONFERMANDO LA NECESSARIA DESTINAZIONE D’USO AD ASC DEL LOTTO PER LA TUTELA DELLA COLLETTIVITA’. NON ACCOGLIBILE

    Premesso che trattasi di lotto inedificato classificato nel RUE vigente tra gli insediamenti prevalentemente residenziali (aree a
    media densità), considerato che sull’area oggetto di osservazione è stato rilasciato un Permesso di costruire per la realizzazione
    di un edificio composto da due corpi di fabbrica bifamiliari, si propone di confermare la destinazione urbanistica assegnata dal
    PUG assunto di TUM (tessuti urbani consolidati a media densità). Pertanto l’osservazione non è meritevole di accoglimento.

    RB Le tavole presenti nel QC_5_5_3a e nel QC_5_5_3b_bis ( pag 131-134) indicano come permeabili aree asfaltate PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Con riferimento agli elaborati del QC riguardanti la permeabilità dei suoli, si precisa che l’elaborato QC.5.5.3b.bis “Schede permeabilità – Metodo delle Unità Minime”, ora rinominato in QC.5.5.4, aggiorna e dettaglia la tavola QC.5.5.3a. In particolare, le valutazioni fatte nelle cartografie si basano su dati che hanno un livello di dettaglio/approsimazione calibrato sulla scala urbanistica di restituzione degli elaborati. Riguardo le aree segnalate nell’osservazione, riferite al paragrafo UM-175, si precisa che il parcheggio a servizio del centro anziani di via del Melo e l’abitazione di via Frutteti sono già individuate in cartografia come non permeabili, mentre la piccola area asfaltata di via del Melo ha una superficie esigua nell’unità minima che in generale non inficia la valutazione complessiva e le indicazioni necessarie per la discipina e la Valsat.

    RB Nelle SCHEDE NORMATIVE V0, TAVOLA DEI VINCOLI TDV1, punto 68, Impianti  fissi per telefonia mobile: “Per tali impianti si rinvia al Regolamento per l’installazione di impianti di telefonia mobile (ABROGATO) ed al nuovo Regolamento “Piano comunale per la localizzazione degli impianti fissi di telefonia mobile” adottato ( MA NON APPROVATO) “. In sostanza si rimanda a Regole prescrittive, limiti e condizionamenti non vigenti. PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Con riferimento alle schede dei vincoli, si propone di riformulare il punto n. 68 “impianti fissi per la telefonia mobile” come segue: “Per tali impianti si rinvia al Regolamento comunale per l’installazione di impianti di telefonia mobile e alle normative nazionali e regionali di settore”

    RB L’EX-IDROVORA DI VIA CALDIROLO E’ UN AMBITO PUBBLICO DEGRADATO, ABBANDONATO, SOTTOUTILIZZATO DI CUI MANCA NEL PUG UNA SCHEDA PER LA SUA RIGENERAZIONE CON INDIRIZZI DI TRASFORMAZIONE. PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante, si precisa che il PUG riconosce la potenzialità strategica del complesso ex idrovora di via Caldirolo, difatti: • è inserito nella ricognizione degli Ambiti degradati, dismessi, sottoutilizzati (QC.6.5) • la sua rigenerazione è inserita nell’ambito del Progetto Guida 4 “La cintura verde del parco delle Mura” e recepita nella scheda SL1 relativa al Centro storico • la tavola “usi e modalità di intervento” la classifica come area per Attrezzature e spazi collettivi. La scelta di non inserire una scheda d’ambito è motivata dalla volontà di garantire maggiore flessibilità a un intervento di interesse pubblico già inquadrato nella strategia di Piano di valorizzazione del Parco delle Mura e delle sue relazioni con la città.

    RB Con riferimento alla SL1 riferita alla cosiddetta Zona Est dove si elencano alcuni elementi di debolezza e di forza relativi alla mobilità e accessibilità dove non si evidenziano la gravità di alcune criticità. 1-Congestionamento del traffico in Via Caldirolo e sua pericolosità per ciclisti e pedoni. 2-Discontinuità e carenza percorsi ciclabili sia interni sia di collegamento il Centro Storico 3-Scarsi collegamenti con il parco delle Mura 4-Criticità collegamenti via Frutteti-Piazzale San Giovanni 5-Criticità collegamenti via Frutteti-rotatoria Piazzale Medaglie d’Oro 6-Scarsa copertura TPL PARZIALMENTE ACCOGLIBILE

    Con riferimento a quanto segnalato dall’osservante, si formula la seguente controdeduzione: 1) Si evidenzia che la SL1 già prevede la ricucitura dei collegamenti ciclabili nord-sud all’interno della parte di città (via Frutteti, via Turchi, via del Melo) e altresì prevede l’incremento dei collegamenti est-ovest con il Centro Storico (Progetto Guida 4) e quindi anche con il circuito ciclabile esistente sul vallo. La realizzazione di una ciclabile dedicata lungo via Caldirolo risulta scarsamente praticabile per le sue caratteristiche fisiche e la sua classificazione quale strada urbana di scorrimento. 2), 3) Si ritiene opportuno inserire il tratto di via Zanardi e di via Frutteti tra le criticità della rete ciclabile ma si rimandano gli aspetti progettuali di dettaglio agli strumenti attuativi del PUG, ai piani settoriali (PUMS) e alla programmazione delle OOPP. 4), 5), 6) Si precisa che per mero errore materiale lo schema relativo alla strategia locale 2 del quartiere riporta in legenda la dicitura “Rete ciclabile esistente” volendo invece rappresentare sia i tratti esistenti che quelli di progetto (per la distinzione si rimanda allo schema riportato nel paragrafo relativo all’analisi diagnostica). Gli aspetti progettuali di dettaglio sono demandati agli strumenti attuativi del PUG, ai piani settoriali (PUMS) e alla programmazione delle OOPP. Si precisa inoltre che gli schemi strategici hanno carattere ideogrammatico, e pertanto i collegamenti con il vallo della Mura in direzione est-ovest non vanno interpretati come localizzazioni uniche e definitive. 7) Si conferma la diagnosi che ritiene buona la copertura geografica delle linee urbane, non è invece competenza del PUG entrare nel merito di aspetti gestionali del servizio quali la frequenza delle corse e la composizione della flotta.

    RB Via Caldirolo , via Gramicia e via Bacchelli in quanto strade carrabili intorno alle mura, nella proposta di PUG sono ” da qualificare con forestazione lineare, spazi della mobilità sostenibile e potenziamento dei sistemi di drenaggio delle acque superficiali”. Non si pone in evidenza il carattere panoramico e paesaggistico di queste strade, meta di migliaia di turisti che le percorrono in auto o pullman per ammirare le Mura. Il PUG dovrebbe fissare i vincoli delle strade panoramiche o di rilievo paesaggistico sulle carrabili da cui si possono ammirare le Mura ed anche una eventuale forestazione dovrebbe essere accompagnata da uno studio adeguato per verificare l’impatto della trasformazione rispetto ai punti di vista della viabilità panoramica NON ACCOGLIBILE

    Premesso che: a) le strade di rilievo paesaggistico sono individuate dal PUG su percorsi della mobilità lenta più funzionali alla fruizione del paesaggio e ad un uso ricreativo e turistico del territorio, b) le strade panoramiche sono infrastrutture lineari del paesaggio derivanti dagli strumenti di pianificazione sovraordinata (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale), la proposta formulata dall’osservante non è accoglibile in quanto via Caldirolo, via Gramicia, via Bacchelli si configurano come strade di scorrimento urbano, mediamente trafficate. L’osservazione non è coerente con lo stato di fatto, le caratteristiche funzionali delle strade ed il loro contesto urbanistico e paesaggistico.