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Quando: Sabato 6 giugno 2026, ore 10
Dove: Parco Pareschi, Corso Giovecca 148

    Autore: Rodolfo Baraldini

    Il Forum Ferrara Partecipata rilancia il futuro della mobilità: “Ripartiamo dal Pums”

    Presentata al sindaco Alan Fabbri la petizione che chiede una città per le persone, non per le automobili

    Con 136 firme raccolte tra i residenti delle zone interessate, la petizione presentata al sindaco Alan Fabbri dal Forum Ferrara Partecipata non è solo un atto simbolico, ma la voce concreta di una cittadinanza che chiede un cambio di rotta. Al centro, un messaggio chiaro: “È ora di restituire la città alle persone, non alle automobili”.

    Un’esortazione che nasce da una consapevolezza diffusa: Ferrara è invasa dalle macchine, congestionata nel traffico, inquinata nell’aria, ostile a pedoni e ciclisti. Ma la proposta della petizione non è affatto rivoluzionaria: è semplicemente l’invito a fare ciò che era già stato promesso nel 2019 con il Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums). Quest’ultimo prevede infatti di allargare la Ztl B entro il 2022 e di estendere la Ztl a tutto il centro storico interno alle mura entro il 2030.

    Come spiega una delle promotrici della petizione, Francesca Cigala Fulgosi, il Piano aria integrato regionale (Pair) stabilisce che i comuni con più di 30mila abitanti debbano estendere le Ztl fino a coprire completamente i centri storici. Inoltre, il Piano triennale delle opere pubbliche 2024-2026, approvato nel luglio 2024, indicava interventi per l’allargamento della Ztl medievale e la creazione di nuovi varchi nel 2025, “ma tutto ciò resta inapplicato”, conclude Fulgosi.

    La richiesta dei cittadini è molto semplice: mettere in pratica ciò che è previsto dal Pums e, nello specifico, completare la Ztl medioevale (Ztl B) estendendola all’area compresa tra corso Giovecca e via Baluardi, da nord a sud, e tra via Quartieri e via Porta Romana, da ovest a est (Ztl E). A presentare i dettagli della petizione è Laura Trentini, che sottolinea come “il piano già preveda l’obiettivo ambizioso, ma tutt’altro che irrealizzabile, di rendere tutto il centro storico zona a traffico limitato entro il 2030”. E aggiunge: “La nostra è una perorazione, non chiediamo rivoluzioni, ma chiediamo che si proceda, con coerenza, su quanto già approvato”.

    La petizione chiede poi che siano realizzate aree pedonali in via Savonarola, via Cisterna del Follo e in via Scandiana, oltre a un ulteriore servizio di trasporto pubblico con minibus elettrici. Perché “i numeri parlano chiaro – ribadisce Fulgosi –. L’inquinamento atmosferico a Ferrara è ancora ben lontano dai parametri fissati dall’Oms. Gli incidenti stradali sono numerosi, i livelli di CO2 restano elevati e un terzo delle emissioni deriva dal traffico veicolare”.

    Ma la mobilità sostenibile è anche una questione di equità sociale, sicurezza, qualità della vita. Davanti alle scuole, ogni giorno, si assiste a parcheggi improbabili su marciapiedi e aiuole, bambini in pericolo, rumore e caos. “Non è più tollerabile – aggiunge Giuliana Bonalberti –. La città è diventata invivibile. Servono scelte coraggiose e un salto anche mentale”.

    Affinché tutto questo si renda possibile, serve un investimento serio sul trasporto pubblico locale: corse più frequenti, mezzi elettrici, mini-bus (i cosiddetti pollicini) collegati con i parcheggi scambiatori e con le zone periferiche. “I mezzi pubblici devono diventare competitivi con l’auto privata – afferma Anna Faccini –, non solo per il costo, ma per la comodità e la velocità. Ferrara è una città piccola, tutto è raggiungibile in poco tempo se si offre un’alternativa valida”.

    Estensione della Ztl, il Forum Ferrara partecipata presenta una petizione

    Fra le richieste, l’attivazione di trasporto pubblico attraverso minibus elettrici

    Il Forum Ferrara Partecipata ha presentato una petizione al sindaco con la richiesta che venga “completata al più presto la Ztl medioevale (attuale Ztl B) estendendola all’area compresa tra corso Giovecca e via Baluardi, da nord a sud, e tra via Quartieri e via Porta Romana, da ovest a est (Ztl E, prevista dal Piano urbano della mobilità)”.

    La petizione ha chiesto inoltre che siano “realizzate le aree pedonali in via Savonarola-via Cisterna del Follo e in via Scandiana e che sia attivato un servizio di trasporto pubblico con minibus elettrici che possano transitare in tutta la Ztl B ed E in modo da rendere agevole per tutti l’accesso alla zona”.

    Il Forum si è rivolto al sindaco, chiedendo di “procedere al più presto all’applicazione del Piano urbano della mobilità sostenibile, approvato nel 2019, che prevedeva di allargare la Ztl B entro il 2022 e prevede di estendere la Ztl a tutto il centro storico interno alle mura entro il 2030. Il Piano aria integrato regionale stabilisce infatti che i Comuni con più di 30mila abitanti debbano estendere le Ztl fino a coprire completamente i centri storici”.

    Piano triennale e nuovi varchi
    Gli attivisti del Forum hanno ricordato che “il Piano triennale delle opere pubbliche 2024-2026, approvato nel luglio 2024, indicava interventi per l’allargamento della Ztl medievale e la creazione di nuovi varchi nel 2025, ma a ora nulla procede e il Pums langue, sostanzialmente inapplicato. Crediamo che non sia più rinviabile una radicale trasformazione del sistema di mobilità della città che ponga pedoni e ciclisti al centro”.

    Fra le richieste, “innanzitutto va ridotta l’incidenza del trasporto automobilistico privato, va potenziato il trasporto pubblico (nelle corse, negli orari e con mezzi elettrificati ), va potenziata la rete dei percorsi ciclabili interconnessi con il trasporto pubblico (veri e non fittizi e, se possibile, integrati in corridoi verdi), vanno ampliate le aree pedonali e vanno realizzati i ‘Pedibus’ casa-scuola con le ‘strade scolastiche'”.

    Zone 30 e parcheggi scambiatori
    Una nota del Forum ha evidenziato che “il sistema della mobilità automobilistica di accesso alla città andrà organizzato applicando in maniera estesa le Ztl, le zone 30 e i parcheggi scambiatori alle porte della città. Sarà anche necessaria una nuova logistica della distribuzione delle merci. Crediamo che per una visione di rinnovamento a Ferrara si debba partire dal tema della decarbonizzazione nel trasporto, della ‘mobilità a emissione zero’. Da una visione di città libera dalle automobili e quindi ‘vivibile’. Vivibile per il miglioramento della qualità dell’aria, vivibile per l’aumento della sicurezza, vivibile per il miglioramento della qualità degli spazi”.

    Per quanto riguarda la salute dell’uomo, “la decarbonizzazione nel trasporto è una priorità perché si accompagna alla riduzione delle emissioni inquinanti che nella nostra città raggiungono livelli nettamente superiori a quelli raccomandati dall’Organizzazione mondiale della sanità e superiori a quelli della nuova direttiva europea sulla qualità dell’aria, che fissa nuovi limiti al 2030. Il traffico, nonostante il progressivo miglioramento, rimane ancora una delle principali fonte di inquinamento atmosferico, in particolare nelle città, sia per le emissioni di ossidi di azoto sia per le emissioni di Pm10, oltre che Benzene, Ipa, So2, sostanze potenzialmente cancerogene”.

    Emissioni di Co2 e sicurezza stradale
    Per la salute dell’ambiente, il Forum ha sottolineato che, “a livello globale, un terzo della Co2 è emessa dai trasporti. Per quanto riguarda la sicurezza: i morti e i feriti gravi da incidente automobilistico continuano a essere troppo alti. Sulle strade d’Italia ogni anno perdono la vita più di 3mila persone. E’ un numero assoluto spaventoso, ma è spaventoso anche se comparato con altri Paesi: significa 53 morti all’anno per milione di abitanti, contro i 26 della Gran Bretagna e i 35 di Germania e Spagna. A Ferrara i morti, secondo i dati Istat, sono stati 12 e i feriti gravi 660 nel 2022, 8 i morti e 717 i feriti nel 2023. Numeri troppo alti”.

    Per quanto riguarda la vivibilità, il Forum ha concluso che “come miglioramento della qualità della vita grazie al recupero di spazi liberati dalle auto e usati a scopo sociale, non abbiamo bisogno di dati. L’invasione delle auto la vediamo tutti ogni giorno, ogni angolo della città è mercificato e invaso dalle automobili e non ci sono spazi liberi per la socialità. Basta andare a Barcellona per capire cosa vuol dire recuperare spazi pubblici a uso di socialità”.

     

    Flash Mob – Raccolta firme

    LIBERIAMO FERRARA DA HERA
    PER LA RIPUBBLICIZZAZIONE DEL SERVIZIO DEI RIFIUTI

    Continuano i flash mob, tutti i venerdì dalle 11 alle 12, sotto il Municipio,
    davanti al Volto del Cavallo Siete tutti invitati a partecipare
    Per chiedere che l’Amministrazione Comunale proceda alla promozione di
    diversi momenti di confronto con la cittadinanza per discutere la situazione
    attuale e quella futura del servizio di gestione dei rifiuti urbani
    Per realizzare la ripubblicizzazione del servizio dei rifiuti urbani, passare alla
    modalità di raccolta porta a porta, dimezzare l’incenerimento

    Non si può chiudere Cittadini del Mondo

    Intervento del Forum Ferrara Partecipata presente all’assemblea del 7 maggio per esprimere la propria vicinanza e solidarietà

    Non ci si stava l’altro ieri in via Kennedy 24, nella sede di Cittadini del mondo. Neppure il gazebo esterno era sufficiente a contenere tutte le persone che si riparavano dalla pioggia. Singoli cittadini e rappresentanti di associazioni o partiti politici si son dati appuntamento per un’assemblea pubblica in difesa di quello spazio.

    Anche il Forum Ferrara Partecipata era presente e ha espresso solidarietà nei confronti di un luogo che da tanti anni è un agente di accoglienza, di difesa e promozione di diritti. Il Forum persegue, nei suoi fondamenti, un’idea di città aperta che sa ascoltare i bisogni delle persone, propone una discussione partecipata e prospetta ipotesi di intervento sociale. Cittadini del mondo si è sempre posta in questo solco.

    Siamo convinti che gli spazi divengano luoghi allorché vengono abitati da esistenze che intrattengono tra loro un sentire collettivo. La chiusura o lo spostamento di questi luoghi fuori dall’area cittadina, proposte da questa Amministrazione secondo un disegno ormai trasparente, sortiscono grande preoccupazione. È in atto un tentativo di ‘ripulire’ la città dalle realtà (La Resistenza, CSV, Circolo Bolognesi) che fanno crescere e attivano energie in grado di definire narrazioni ‘altre’ riconoscendo nuove soggettività come possibili e valide.

    Il successo di eventi, come quello di ieri sera, mostra quanto sia importante, in questa fase storica, tessere alleanze tra chi si riconosce in questi valori a fronte di una politica che tende a separare e a decostruire rapporti associativi e politici non-conformi. In questo clima di paura, di esclusione e di conformismo è necessario alimentare sempre di più ‘fuochi di partecipazione’ mostrando la violenza insita in molti comportamenti, la disuguaglianza che passa per normalità prospettando la possibilità di innescare alternative.

    Forum Ferrara Partecipata non solo si rende disponibile, ma sostiene la necessità di promuovere una forte mobilitazione a difesa dello spazio di Cittadini del Mondo e di tutte le realtà minacciate nella loro possibilità di continuare il proprio ruolo di aggregazione sociale. Serve mettere in campo un’iniziativa forte che riaffermi il ruolo fondamentale degli spazi sociali e dei servizi pubblici, contrastando l’idea di chi pensa che sia solo il mercato a intervenire in questi ambiti.

    Cittadini del mondo, il Forum Ferrara Partecipata “in difesa di quello spazio”

    La realtà sociale ha espresso “solidarietà nei confronti di un luogo di accoglienza”
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    on ci si stava l’altro ieri in via Kennedy 24, nella sede di Cittadini del mondo. Neppure il gazebo esterno era sufficiente a contenere tutte le persone che si riparavano dalla pioggia. Singoli cittadini e rappresentanti di associazioni o partiti politici si son dati appuntamento per un’assemblea pubblica in difesa di quello spazio”. Anche il Forum Ferrara Partecipata era presente, esprimendo “solidarietà nei confronti di un luogo che da tanti anni è un agente di accoglienza, di difesa e promozione di diritti”.

    Il Forum ha evidenziato che “persegue, nei suoi fondamenti, un’idea di città aperta che sa ascoltare i bisogni delle persone, propone una discussione partecipata e prospetta ipotesi di intervento sociale. Cittadini del mondo si è sempre posta in questo solco. Siamo convinti che gli spazi divengano luoghi allorché vengono abitati da esistenze che intrattengono tra loro un sentire collettivo. La chiusura o lo spostamento di questi luoghi fuori dall’area cittadina, proposte da questa Amministrazione secondo un disegno ormai trasparente, sortiscono grande preoccupazione”.

    Una nota della realtà sociale ha aggiunto che “è in atto un tentativo di ‘ripulire’ la città dalle realtà (La Resistenza, Csv, Circolo Bolognesi) che fanno crescere e attivano energie in grado di definire narrazioni ‘altre’ riconoscendo nuove soggettività come possibili e valide. Il successo di eventi, come quello di ieri sera, mostra quanto sia importante, in questa fase storica, tessere alleanze tra chi si riconosce in questi valori a fronte di una politica che tende a separare e a decostruire rapporti associativi e politici non-conformi”.

    Una situazione, a detta del Forum caratterizzata da un “clima di paura, di esclusione e di conformismo”, e in relazione alla quale “Forum Ferrara Partecipata non solo si rende disponibile, ma sostiene la necessità di promuovere una forte mobilitazione a difesa dello spazio di Cittadini del mondo e di tutte le realtà minacciate nella loro possibilità di continuare il proprio ruolo di aggregazione sociale”. Secondo il Forum Ferrara Partecipata “serve mettere in campo un’iniziativa forte che riaffermi il ruolo fondamentale degli spazi sociali e dei servizi pubblici, contrastando l’idea di chi pensa che sia solo il mercato a intervenire in questi ambiti”.

    Bici e sicurezza. Una ‘ghost bike’ in via Pomposa

    Il ricordo di un ciclista morto in un incidente. Ferrara Partecipata: “Investire sulle infrastrutture”.

    Una mattinata di commozione e ricordo ha percorso ieri le strade di Ferrara nell’area di via Pomposa. Una trentina di ciclisti, molti con gilet gialli e cartelli con slogan per la sicurezza stradale e la mobilità sostenibile, si sono uniti in una pedalata silenziosa per onorare la memoria del ciclista tragicamente scomparso lo scorso ottobre investito da un’auto davanti alla Litografia Tosi. Il corteo si è fermato sul luogo esatto dell’incidente, dove i partecipanti hanno deposto una ‘ghost bike’. Queste biciclette bianche, silenziose testimoni di vite spezzate sulla strada, sono un simbolo potente della vulnerabilità dei ciclisti e un monito per una maggiore sicurezza stradale. La biciclettata, carica di significato, non si è conclusa con la deposizione della ghost bike. Il corteo di ciclisti ha poi proseguito il suo percorso, dirigendosi verso un altro punto cruciale per la sicurezza dei ciclisti ferraresi: il ponte che attraversa il diversivo del Volano.

    Proprio in prossimità di questo attraversamento, da tempo immemore, la comunità ciclistica locale, supportata da centinaia di firme raccolte attraverso diverse petizioni, sollecita la realizzazione di un ponticello ciclabile analogo a quello esistente. La presenza del corteo di ciclisti, con la sua silenziosa ma eloquente richiesta di maggiore sicurezza, ha reso ancora più tangibile l’urgenza di intervenire. La speranza – afferma il Forum Ferrara Partecipata – è che questa pedalata commemorativa possa riaccendere i riflettori sulla necessità di investire in infrastrutture ciclabili sicure”.

    Assemblea Forum Ferrara Partecipata

    L’assemblea ha lo scopo di fare il punto sia delle iniziative che abbiamo in corso come Forum ( campagna per la ripubblicizzazione del servizio rifiuti, petizione e impegno sul tema della mobilità, iniziativa sul tema del verde e della città parco, lavoro del gruppo Ferrara, le donne e la città, ripresa dei ragionamenti sulla democrazia partecipativa) sia su altri percorsi in cui siamo coinvolti ( referendum sul lavoro e la cittadinanza, difesa degli spazi sociali in città).

    “Rifiutiamoci!”. Il flash mob contro il monopolio di Hera

    Ferrara Partecipata e Rete Giustizia Climatica tornano in piazza per la ripubblicizzazione del servizio rifiuti urbani: “Basta con la sudditanza a Hera”

    Sotto il Volto del Cavallo, nel cuore della città, Forum Ferrara Partecipata e Rete Giustizia Climatica hanno organizzato, venerdì 11 aprile, un flash mob per chiedere con forza la ripubblicizzazione del servizio di gestione dei rifiuti urbani. Una manifestazione colorata ma determinata nel riaffermare lo stop al monopolio di Hera.

    Rispetto all’accordo firmato recentemente con la multiutility, Corrado Oddi, portavoce del Forum, ha lanciato un appello diretto al vicesindaco Alessandro Balboni: “Promuova un’assemblea pubblica, aperta alla cittadinanza. Non si possono prendere decisioni di questo peso senza un confronto vero con le persone. Lo abbiamo invitato a un convegno, ma non si è presentato. Una risposta burocratica non basta. Serve un confronto democratico su scelte che segneranno i prossimi vent’anni della città”.

    La contestazione si inserisce nel quadro del rinnovo della concessione per la gestione dei rifiuti, che Hera continua a gestire in proroga dal 2017. Dopo sette anni di proroghe, l’Amministrazione sembra voler procedere con una gara d’appalto che – secondo gli attivisti – rischia di riconfermare Hera, “perpetuando un modello giudicato insostenibile e sbilanciato”. “È una scelta sbagliata – denunciano – figlia della subalternità della politica locale agli interessi di una multiutility che punta ai profitti, non al bene comune”.

    Il tema, oltre che ambientale, è profondamente politico. Le reti civiche propongono un’alternativa concreta: creare un’azienda pubblica comunale, sul modello di Alea di Forlì, che coinvolga cittadini e lavoratori nelle decisioni strategiche e punti alla riduzione dei rifiuti e al riciclo, non all’incenerimento. Alea, difatti, ha ottenuto risultati eccezionali – come riferiscono gli attivisti – diventando una delle realtà più virtuose in Emilia-Romagna.

    A Ferrara, invece, nonostante i proclami sull’alta percentuale di raccolta differenziata, i numeri raccontano una realtà meno brillante. “Produciamo troppo rifiuti, e troppi scarti finiscono comunque all’inceneritore”, spiegano gli organizzatori. Il sistema delle calotte viene criticato poiché incentiverebbe comportamenti scorretti come l’abbandono dei rifiuti e rappresenterebbe uno spreco di risorse. Il porta a porta, dicono, è la strada giusta: “Più qualità, meno impatti ambientali”.

    Attenzione anche al futuro dell’inceneritore. La prosecuzione dell’accordo con Hera significherebbe, secondo Oddi, legittimare il suo utilizzo per altri decenni: “È grave e sbagliato – ha detto –. Accettare compensazioni è come accettare l’incenerimento come soluzione strutturale. Ma si può dimezzare, se si cambia il paradigma”. A dimostrazione che si può fare cita il caso Forlì, dove la creazione di un’azienda pubblica non solo ha mantenuto i livelli occupazionali ma ha prodotto benefici ambientali tangibili.

    “Ci viene detto che è troppo costoso – ribattono – ma si tratta di investimenti per il futuro, non di spese. Le risorse ci sono, basta volerle utilizzare in modo diverso. Basterebbe utilizzare gli utili di Ferrara Tua o vendere una parte delle azioni di Hera possedute dal Comune”. Per i manifestanti, quindi, non è una questione tecnica ma di volontà politica. E il messaggio lanciato è chiaro: “Basta con la sudditanza a Hera, Ferrara si riprenda la gestione dei suoi rifiuti”.

    La Comune: “Ripubblicizzare la gestione dei rifiuti”

    Intervento della lista dopo l’incontro organizzato da Rete Giustizia Climatica Ferrara e Forum Ferrara Partecipata giovedì

    Un sentito ringraziamento a Rete Giustizia Climatica Ferrara e Forum Ferrara Partecipata per aver organizzato ieri un importante convegno sul tema della gestione dei rifiuti urbani.

    Il settore dei rifiuti è uno dei tre principali settori che emettono metano, dopo l’agricoltura e il settore petrolifero e del gas ed è responsabile di circa il 20% delle emissioni di metano causate dall’uomo a livello globale.

    Ridurre rapidamente e in modo significativo l’inquinamento da metano è una delle opportunità più importanti che abbiamo per rallentare il ritmo del riscaldamento globale nei prossimi due decenni.

    Il primo passo per ridurre al minimo la produzione di rifiuti è evitare che i rifiuti si generino e dunque minimizzare l’utilizzo di prodotti monouso o di breve durata e orientare le politiche e le pratiche ai principi individuati anche dalla stessa Unione Europea e dalla normativa italiana, quelli delle famose 4R – riduzione, riuso, riciclaggio e recupero.

    Crediamo che una gestione pubblica, avendo come scopo primario il perseguimento dell’interesse collettivo, sia naturalmente portata per orientarsi verso politiche ambientali efficaci e orientate al lungo termine, mentre una gestione privata, pur nel rispetto delle normative, è intrinsecamente orientata alla generazione di profitto, una logica che non sempre coincide con gli obiettivi di massima tutela ambientale.

    Certo, il passaggio a una gestione pubblica richiede un’attenta pianificazione e dialogo con tutti i portatori di interesse, in primis i cittadini e un impegno concreto da parte dell’amministrazione, ma l’esperienza di Alea nel forlivese dimostra che la ripubblicizzazione del servizio può essere una maniera efficace per raggiungere questi obiettivi ambiziosi quanto cruciali.

    I 13 Comuni che hanno fatto nascere Alea (subentrata ad Hera) non hanno messo 1 euro dal bilancio comunale, utilizzando un prestito dalle banche e mettendo come garanzia le azioni di Hera di loro proprietà. Da quando è subentrata la gestione pubblica partecipata, i costi per i cittadini sono progressivamente calati, così come è andato aumentando il decoro della città.

    Un sistema responsabilizzante e partecipativo, un’attenta organizzazione hanno portato ad un efficace e soddisfacente modalità di raccolta porta a porta, con la tariffazione puntuale, un aumento della qualità del rifiuto differenziato e una diminuzione dell’indifferenziato.

    I fondi del Pnrr sono stati abilmente utilizzati per l’apertura di 11 eco centri per permettere ai cittadini di conferire in maniera aggiuntiva rispetto al calendario e una Control room permetterà a breve di migliorare il monitoraggio e il controllo, individuando in tempo reale le zone in cui si verificano abbandoni o anomalie.

    Si può fare, è solo questione di visione e volontà politica!

    Ferrara Partecipata: “Accordo Hera-Comune sbagliato e controproducente”

    Il Forum: “Si legittima il fatto che dovremo tenerci l’inceneritore con l’attuale capacità produttiva perlomeno fino al 2029”

    Il Forum Ferrara Partecipata dice “no” all’accordo tra Hera e Comune di Ferrara che stabilisce un indennizzo di 2,6 milioni di euro per il quadrienni 2021-2025 e altri 600mila annui fino al 2029 con la possibilità in seguito di riconfermare gli oneri. L’accordo prevede il riconoscimento di 9 euro per ogni tonnellata di rifiuti speciali non pericolosi inceneriti nell’impianto di via Cesare Diana.

    “Riteniamo tale scelta – fa sapere il Forum – sbagliata e controproducente”. In primo luogo ritengono “quest’accordo l’amministrazione comunale smentisce se stessa”. “Nel 2021 – dicono -, quando si decise di aumentare la capacità produttiva dell’inceneritore da 130.000 a 142.000 tonn/anno, il Comune di Ferrara si dichiarò contrario. Annunciò di adire le vie legali con un ricorso al Tar, ricorso di cui si sono perse le tracce e della cui fine l’amministrazione comunale dovrebbe rendere conto alla cittadinanza”.

    “Soprattutto, però – aggiungono -, con quest’accordo, si legittima il fatto che dovremo tenerci l’inceneritore con l’attuale capacità produttiva perlomeno fino al 2029, con la quasi certezza di proseguire anche successivamente. Si decide così di monetizzare la salute dei cittadini: per un po’ di soldi in più, si continua ad alimentare l’inceneritore che, notoriamente, procura problemi seri dovuti all’emissione di sostanze inquinanti nell’ambiente. L’Amministrazione comunale di Ferrara sposa una linea assolutamente contraria agli interessi dei cittadini, passando da un finto contrasto dell’aumento dell’incenerimento ad una sua piena accettazione”.

    L’aumento della capacità del termovalorizzatore da 130mila tonnellate alle 142mila attuali fu approvato dalla Conferenza dei Servizi (di cui fanno parte Comune, Ausl, Arpae e Prefettura) nel 2021 dopo che nel 2020 il Comune di Ferrara si era opposto all’incremento di 12mila tonnellate richiesto da Hera.

    Secondo Ferrara Partecipata la gravità maggiore risiede nella possibilità di “imboccare una strada diversa e alternativa”. Sostengono infatti che “nel 2023 – ultimo anno in cui sono disponibili i dati – l’inceneritore di Ferrara ha bruciato più rifiuti speciali non pericolosi che rifiuti urbani; circa 85.000 tonn. i primi e circa 61.000 i secondi, con una tendenza che, nel corso degli anni, ha sempre visto crescere il trattamento dei rifiuti speciali rispetto a quelli urbani”.

    Secondo il Forum “su questa base sarebbe possibile iniziare un percorso per dimezzare l’inceneritore, passando dalle attuali 2 linee ad una sola”.

    Rilanciano quindi la proposta di “ripubblicizzare il servizio dei rifiuti urbani a Ferrara” per evitare “che Hera gestisca tutto il ciclo dei rifiuti sulla base degli interessi dell’azienda, che continuerà a fare lauti profitti, e non certo di quelli dei cittadini”.

    L’idea “completamente diversa” del Forum verrà esposta durante il convegno organizzato per giovedì 27 marzo alle 17.30 al Consorzio Factory Grisù con Natale Belosi, del Comitato scientifico della Rete Rifiuti Zero Emilia-Romagna e Andrea Bertozzi, responsabile dell’area tecnica di Alea, l’azienda pubblica che gestisce il servizio dei rifiuti urbani a Forlì e in altri 12 Comuni limitrofi.

    “Inceneritore, l’accordo monetizza la salute”

    Il Forum Ferrara Partecipata boccia le compensazioni ottenute da Hera

    l Forum Ferrara Partecipata boccia l’accordo tra Comune ed Hera. E spiega le proprie perplessità: “Così si monetizza la salute dei cittadini”. Motivo del contendere, l’accordo come compensazione per il disagio ambientale derivante dall’innalzamento della capacità produttiva dell’inceneritore e della quota di rifiuti speciali non pericolosi lì bruciati. Il Forum è assolutamente contrario: “L’accordo – continuano i cittadini – prevederebbe un riconoscimento di circa 600mila euro annui, iniziando da una somma di circa 2,6 milioni per gli anni pregressi 2021-2025, per continuare negli anni a venire. Riteniamo tale scelta sbagliata e controproducente. Intanto, con quest’accordo l’Amministrazione comunale smentisce se stessa. Infatti, nel 2021, quando si decise di aumentare la capacità produttiva dell’inceneritore da 130.000 a 142.000 tonn/anno, il Comune di Ferrara si dichiarò contrario. Annunciò di adire le vie legali con un ricorso al TAR, ricorso di cui si sono perse le tracce e della cui fine l’Amministrazione comunale dovrebbe rendere conto alla cittadinanza. Soprattutto, però, con quest’accordo, si legittima il fatto che dovremo tenerci l’inceneritore con l’attuale capacità produttiva perlomeno fino al 2029, con la quasi certezza di proseguire anche successivamente. Si decide così di monetizzare la salute dei cittadini: per un po’ di soldi in più, si continua ad alimentare l’inceneritore che, notoriamente, procura problemi seri dovuti all’emissione di sostanze inquinanti nell’ambiente”.

    Accordo con Hera, Forum e Rete Giustizia Climatica: “Scelta controproducente”

    Le realtà propongono un incontro: “Si può ripubblicizzare il servizio dei rifiuti urbani”

    Il raggiungimento di un accordo fra Amministrazione comunale e Hera sulla “compensazione per il disagio ambientale derivante dall’innalzamento della capacità produttiva dell’inceneritore e della quota di rifiuti speciali non pericolosi lì bruciati” ha suscitato la reazione del Forum Ferrara Partecipata e della Rete Giustizia Climatica. Le due realtà hanno evidenziato che “l’accordo prevederebbe un riconoscimento di circa 600mila euro annui, iniziando da una somma di circa 2,6 milioni di euro per gli anni pregressi 2021-2025, per continuare negli anni a venire”.

    Una nota proveniente dalle due realtà ambientaliste ha sottolineato che “riteniamo tale scelta sbagliata e controproducente. Intanto, con quest’accordo l’Amministrazione comunale smentisce se stessa. Infatti, nel 2021, quando si decise di aumentare la capacità produttiva dell’inceneritore da 130mila a 142mila tonnellate all’anno, il Comune di Ferrara si dichiarò contrario. Annunciò di adire le vie legali con un ricorso al Tar, ricorso di cui si sono perse le tracce e della cui fine l’Amministrazione comunale dovrebbe rendere conto alla cittadinanza”.

    Da qui alla considerazione che “con quest’accordo, si legittima il fatto che dovremo tenerci l’inceneritore con l’attuale capacità produttiva perlomeno fino al 2029, con la quasi certezza di proseguire anche successivamente. Si decide così di monetizzare la salute dei cittadini: per un po’ di soldi in più, si continua ad alimentare l’inceneritore che, notoriamente, procura problemi seri dovuti all’emissione di sostanze inquinanti nell’ambiente”.

    Per Forum e Rete si “sposa una linea assolutamente contraria agli interessi dei cittadini, passando da un finto contrasto dell’aumento dell’incenerimento ad una sua piena accettazione”, aggiungendo che “invece, è possibile imboccare una strada diversa e alternativa. Infatti, nel 2023 – ultimo anno in cui sono disponibili i dati- l’inceneritore di Ferrara ha bruciato più rifiuti speciali non pericolosi che rifiuti urbani; circa 85mila tonnellate i primi e circa 61mila i secondi, con una tendenza che, nel corso degli anni, ha sempre visto crescere il trattamento dei rifiuti speciali rispetto a quelli urbani. Ebbene, su questa base sarebbe possibile iniziare un percorso per dimezzare l’inceneritore, passando dalle attuali due linee a una sola”.

    La nota ha ricordato, inoltre, che “si può ripubblicizzare il servizio dei rifiuti urbani a Ferrara”, evidenziando che “l’accordo raggiunto ieri diventa una premessa per mettere a gara anche il servizio dei rifiuti, con la pressoché  inevitabile conclusione che se lo aggiudicherà Hera”, concludendo che “noi abbiamo un’idea completamente diversa: la esporremo in modo ancora più approfondito con il convegno che abbiamo organizzato per giovedì 27 marzo alle 17.30 presso Grisù in via Poledrelli 21 con Natale Belosi, del Comitato scientifico della Rete Rifiuti Zero Emilia-Romagna e Andrea Bertozzi, responsabile dell’area tecnica di Alea”.

     

    Ferrara e la sfida rifiuti: la città può liberarsi di Hera?

    Giovedì 27 marzo l’evento pubblico a Grisù organizzato da Forum Ferrara Partecipata e da Rete Giustizia Climatica Ferrara. Invitati sindaco e vice, ma ancora nessun riscontro

    Ripubblicizzare il servizio rifiuti. Questo è lo scopo dell’incontro promosso dal Forum Ferrara Partecipata e da Rete Giustizia Climatica Ferrara che si terrà giovedì 27 marzo alle ore 17.30 presso la Factory Grisù. Dopo il flash mob dello scorso febbraio, il forum e gli attivisti per il clima tornano a ribadire la possibilità per Ferrara di sganciarsi dall’azienda Hera per la gestione degli scarti domestici e lo fa dando fiducia ai cittadini: “Un po’ come il flash mob – ha dichiarato Marino Pedroni del forum – rimettiamo in campo la presenza dei corpi. Sosteniamo la presenza delle persone contro l’omogeneizzazione dietro gli schermi”.

    Un’occasione, quella di giovedì, per ascoltare esperti del settore, attraverso gli interventi di Natale Belosi del comitato scientifico rete rifiuti zero Emilia-Romagna e di Andrea Bertozzi, responsabile dell’area tecnica di Alea. Un’azienda, quest’ultima, interamente pubblica e operante dal 2017 nella provincia di Forlì per la gestione dei rifiuti e guardata con ammirazione dai sostenitori dell’iniziativa “liberiamo Ferrara da Hera”.

    “Nel convegno vogliamo approfondire le scelte che producono risultati migliori dal punto di vista ambientale e sociale nella politica dei rifiuti” ha dichiarato Corrado Oddi del Forum Ferrara Partecipata, sostenendo le necessità di ridurre la produzione di rifiuti, minimizzare gli scarti che non vengono riciclati e guardare all’andamento tariffario, di come cioè il servizio incide sui redditi dei cittadini.

    “Uno studio fatto come Rete Giustizia Climatica ci dice che questi risultati migliori si ottengono quando si ha una tariffa puntuale, una modalità di raccolta porta a porta e una gestione pubblica”, ha sottolineato Oddi, che ha poi lanciato un appello all’Amministrazione comunale: “Hera lavora in proroga dal 2017. Il vicesindaco Balboni diceva che bisognava decidere entro fine marzo ma non abbiamo visto ancora nulla”.

    “L’amministrazione – ha proseguito Oddi – e il vicesindaco sostengono che costerebbe troppo ripubblicizzare, ma rispetto all’investimento iniziale, che oscilla tra i 4 milioni e mezzo e i 5 milioni, queste risorse sono assolutamente credibili rispetto alla situazione del Comune”. Le soluzioni per risolvere la questione dei costi elevati, secondo Oddi, sarebbero due: “Usare le riserve di utili di Ferrara Tua o vendere le azioni di Hera possedute dal Comune, che assommano al valore stimato di circa 20 milioni di euro”. Secondo Oddi, infatti, la questione sarebbe politica, perché “le risorse ci sono”.

    A questo proposito e per sollecitare un dibattito con l’Amministrazione, Oddi ha dichiarato di aver corrisposto un invito per l’incontro di giovedì anche al sindaco Alan Fabbri e al vicesindaco Alessandro Balboni, invito di cui “non abbiamo avuto riscontri fino ad oggi”.

    “In particolare – ha concluso Oddi – vorremmo sapere cosa pensano le forze politiche: La Comune di Ferrara e il Movimento 5 Stelle sostengono la nostra proposta, mentre non abbiamo capito bene come si colloca il Pd e abbiamo sentito a più riprese l’Amministrazione dire che il loro orientamento è da gara, cioè sostanzialmente che bisogna darlo a Hera”.

    Giuliana Andreati, de La Comune di Ferrara, ha ribadito infine il proprio sostegno alla proposta di ripubblicizzare il servizio dei rifiuti: “La Comune sostiene questa azione che fa parte dei punti del programma con cui si è presentata alla competizione amministrativa dello scorso maggio-giugno. C’è un’attenzione particolare alle persone, alla città e all’ambiente, che vuol dire la salute dei cittadini, i quali devono essere consapevoli di quanto una gestione e una visione diversa sul trattamento dei rifiuti va a salvaguardare loro stessi”.

    Si può fare: liberiamo Ferrara da Hera!

    La campagna entra nel vivo. Davanti all’ufficio Hera di viale Cavour un folto gruppo manifesta pacificamente, armato di lettere giganti, di buone intenzioni e molte ragioni.

    Ma quanto costa riportare il servizio in mano pubblica?
    🤥 Ci dicono che ripubblicizzare il servizio dei rifiuti urbani a Ferrara costa troppo.
    Non è vero! È un buon investimento per il futuro.
    Se prendiamo come riferimento lo studio realizzato dall’Università di Ferrara sulla gestione dei rifiuti, si evidenzia che il “costo” per costruire un’azienda interamente pubblica per gestire il servizio dei rifiuti urbani oscilla tra i 4,5 e 5,2 milioni di Euro.

    🤑 Risorse che sono più che reperibili tramite due possibili strade:
    👉🏼l’utilizzo di parte delle riserve di utili di Ferrara Tua, azienda interamente partecipata dal Comune di Ferrara, che ammontano nel 2023 a più di 17 milioni di €, di cui circa 8 disponibili.
    👉🏼Oppure attraverso la vendita di parte delle azioni di Hera possedute dal Comune di Ferrara e di cui lo stesso può liberamente disporre, che arrivano ad un valore superiore ai 20 milioni di €.

    💁🏻‍♀ Insomma, se si ha la volontà politica, si possono tranquillamente trovare le risorse per un investimento, non un costo, volto a ripubblicizzare il servizio, che può portare benefici importanti per i cittadini.

    Quale futuro per Ferrara?. Esperti e cittadini in dialogo. Al via una serie di incontri

    Prenderà il via martedì, per il terzo anno consecutivo, il ciclo di incontri pubblici organizzati dipartimento di architettura di Unife, laboratorio di progettazione urbana e territoriale Citerlab e didattico Lsfd, insieme al Forum Ferrara Partecipata rivolti alla cittadinanza dal titolo ’Ferrara e le altre, incontri sulle città e i loro problemi’ che rientrano nel progetto di public engagement ’Abitare l’inclusione. Diritti e spazi urbani oltre il conflitto’, di cui è responsabile scientifico il professor Gianluca Forgione del dipartimento di studi umanistici di Unife. Tre pomeriggi per approfondire tematiche relative alla qualità del vivere e abitare la città, preliminari all’elaborazione di idee, proposte e visioni per la Ferrara futura stimolando il confronto con altre città.

    “Crediamo che i cittadini debbano essere informati e formati sulle scelte legate al cambiamento della città stessa”, ha esordito Francesca Cigala Fulgosi di Forum Ferrara Partecipata, aggiungendo che “proprio i cambiamenti che ci aspettano saranno possibili se i cittadini potranno dire la loro, immaginandoci una città più verde, senza automobili, con abitazioni accessibili a tutti, spazi di relazioni sociali, minor inquinamento e con un trasporto pubblico efficiente”.

    Il primo incontro dal titolo “Temi della città, forme della mobilità urbana” si svolgerà martedì 11 marzo, dalla 17 alle 19, nell’aula A2 del dipartimento di architettura con Laura Calafà, giurista dell’università di Verona ed Elena Dorato, architetto-urbanista di Unife, introdotte dal professore di progettazione urbanistica del dipartimento di architettura di Unife e coordinatore del Lsfd Romeo Farinella con Francesca Cigala Fulgosi.

    “Gli incontri sono rivolti non solo ai cittadini, ai docenti, ma anche agli studenti che faranno la tesi di laurea su Ferrara per la progettazione urbana – conclude Farinella – affrontando temi legati ai tempi della città come la mobilità urbana, il potenziamento della metropolitana urbana per collegare Ferrara alle altre città della regione, la politica di genere, un piano verde per ripensare Ferrara come una città-parco fino ai temi legati all’energia”. Seguiranno il 15 aprile “Il piano del verde per una città parco. Esperienze” con la partecipazione di Anna Lambertini, architetto del paesaggio dell’università di Firenze e Alessandra Marin, architetto-urbanista di Unife e il 6 maggio “Città, energia e comunità” con il sociologo dell’ambiente dell’università di Torino Dario Padovan.

    “Ferrara e le altre”: un ciclo di incontri per ripensare la città

    Al via dall’11 marzo tre appuntamenti per stimolare una cittadinanza attiva per le trasformazioni della città futura. L’iniziativa continua la collaborazione tra il Forum Ferrara Partecipata e il dipartimento di architettura di Unife

    Un ciclo di incontri per ripensare i tempi, la mobilità, il verde e le fonti d’energia della nostra città. Questo è lo scopo di “Ferrara e le altre, incontri sulle città e i loro problemi”, progetto organizzato dal dipartimento di architettura dell’università di Ferrara e da Forum Ferrara Partecipata per approfondire le tematiche relative alla qualità del vivere e abitare la città estense, stimolando il confronto con altre realtà urbane.

    Queste tematiche, secondo Francesca Cigala del Forum Ferrara Partecipata, devono essere affrontate da chi vive la città affinché si possa “stimolare la cittadinanza attiva”, in vista delle “profonde trasformazioni future” che investiranno le nostre città.

    “I cittadini non solo devono essere consultati – ha sottolineato Cigala – ma avere anche voce in capitolo nelle trasformazioni che ci attendono, partecipando alle scelte di cambiamento. La crisi sociale, economica, climatica ed ecologica renderà indispensabili profonde trasformazioni in futuro e questi cambiamenti saranno così radicali che soltanto se i cittadini sono collaborativi e partecipano alle scelte potremo avere delle trasformazioni nelle città”.

    L’iniziativa continua la collaborazione, nata nel 2023 con una serie di cinque seminari, tra il Forum e il laboratorio didattico e di ricerca del dipartimento di architettura di Unife, diretto dal professor Romeo Farinella, che ha evidenziato un elemento di novità rispetto agli incontri precedenti: “Questo ciclo di incontri fa parte di una serie di iniziative che coinvolgono e danno sostanza ad un progetto di public engagement dell’università di Ferrara, che si chiama ‘Abitare l’inclusione. Diritti e spazi urbani oltre il conflitto’ che coinvolge diversi dipartimenti e di cui il responsabile scientifico è il professor Gianluca Forgione del dipartimento di Studi umanistici”.

    “Questo è un primo ciclo di iniziative che avviano questo progetto che durerà un anno” ha spiegato Farinella, che ha poi illustrato il motivo del titolo ‘Ferrara e le altre’: “Ferrara non è un mondo isolato, è una città che si trova insieme ad altre città e deve gestire delle dinamiche di trasformazione importanti”.

    Tre saranno le tematiche affrontate negli incontri: si partirà martedì 11 marzo con ‘Tempi della città, forme della mobilità urbana’, in cui si parlerà degli elementi di discriminazione che si possono riscontrare nel modo di spostarsi in città e del rapporto tra mobilità pubblica o privata. Oltre a riflettere sulle modalità con cui le città del futuro dovranno ripensare gli spostamenti in automobile a favore del trasporto pubblico, interverrà il gruppo di lavoro ‘Ferrara, le donne e la città’, diretto da Paola Gatti, per discutere della “visione delle donne sulla città”: “Grazie alle esperienze e agli approfondimenti che abbiamo vissuto all’interno del gruppo – ha spiegato Gatti – , ci siamo resi conto che la città, dal punto di vista urbanistico, non è stata ideata per soddisfare in modo equo le esigenze di tutti i cittadini, ma è stata costruita da un punto di vista maschile”.

    “Con l’emancipazione – ha proseguito Gatti –, le donne hanno cominciato a lavorare all’esterno delle case, però non è cambiato il lavoro di cura che è rimasto sulle spalle delle donne, almeno in Italia, nella stragrande maggioranza dei casi. Questo significa un secondo lavoro, tra l’altro non riconosciuto e non retribuito, che comporta un modo di muoversi all’interno della città diverso da quello rettilineo casa-lavoro dell’uomo”.

    “La donna – ha concluso Gatti – alla mattina va al lavoro, si ferma a portare a scuola i bambini, va a fare la spesa, va a vedere la mamma che non sta bene, torna a casa a fare i suoi lavori: insomma ha molte esigenze diverse, quindi un percorso quasi mai dritto, ma fatto di tante tappe e spostamenti”.

    Il ciclo proseguirà poi martedì 15 aprile con ‘Il piano del verde per una città parco’, in cui si tratterà del tema del piano del verde, tanto fondamentale quanto assente nella nostra città, e martedì 6 maggio con ‘Città, energia, comunità’, in cui si affronterà la tematica dell’accesso democratico all’energia e delle comunità energetiche.

    Tutti gli incontri si svolgeranno presso il dipartimento di architettura con orario dalle 17 alle 19, il primo nell’aula A2 di via Quartieri 8 e gli ultimi due presso palazzo Tassoni in via Ghiara 36.