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Quando: Martedì 21 aprile 2026, ore 21
Dove: Centro Sociale il Melo, via del Melo, 60
Quando: Martedì, 21 aprile 2026, ore 10
Dove: presso la sede della Provincia, corso Isonzo, 105

    Autore: Rodolfo Baraldini

    Forum Ferrara Partecipata, il prossimo appuntamento è dedicato al tema delle nature urbane e degli spazi pubblici

    Continua il ciclo di incontri organizzati dai Laboratori Citerlab e Lsfd del dipartimento di Architettura dell’ateneo estense

    Prosegue il ciclo di incontri pubblici organizzati dal Laboratorio di ricerca Citerlab e dal Laboratorio didattico Lsfd del dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, insieme al Forum Ferrara Partecipata. Appuntamenti che si prefiggono di trattare temi generali e rilevanti per il futuro delle città, legati sia all’Agenda 2030 dell’Onu (Obiettivo 11) che a numerose esperienze in corso di svolgimento anche futuro dall’Italia. Al centro degli incontri, argomenti come la rigenerazione e il consumo di suolo, la natura, il verde urbano e gli spazi pubblici, la mobilità, il diritto alla casa, la salute urbana, la partecipazione dei cittadini. Temi destinati a essere affrontati da ricercatori di diversi atenei e da esperti del settore.

    A questo proposito, l’incontro in programma lunedì alle 17, nella sala sinodale della parrocchia di San Giacomo Apostolo, in via Arginone 161, verterà sulle nature urbane e sugli spazi pubblici. I relatori sono Romeo Farinella, architetto urbanista del dipartimento di Architettura di Unife, e Anna Lambertini, architetto del paesaggio del dipartimento di Architettura di Unifi. I due ospiti discuteranno con Giovanna Foddis del Forum Ferrara Partecipata. L’obiettivo ampio riguarda la volontà di consolidare a Ferrara un luogo di discussione sul futuro urbano, e sull’aspetto strutturale di ogni ipotesi o strategia di transizione ecologica. L’intenzione è dunque di coinvolgere i cittadini nelle scelte che riguardano la città, avviare un percorso di cittadinanza attiva finalizzato alla formulazione di idee innovative e orientate alle necessità future e alla costruzione di una visione condivisa della trasformazione urbana.

    L’esigenza degli organizzatori è di promuovere una visione più consona alla situazione della crisi eco-climatica in corso, senza trascurare le questioni economiche e sociali, al di là delle “vecchie logiche di ‘sviluppo’ a base di cemento, plastica e combustibili fossili”. Un approccio, in relazione al quale “la città va ripensata, come stanno facendo in molte città europee, con più verde, senza automobili private, con trasporti collettivi efficienti, con più spazi per attività sociali e culturali, salvaguardando il patrimonio culturale e naturale, riducendo l’inquinamento, garantendo a tutti l’accesso ad alloggi adeguati, difendendo i beni comuni e i servizi pubblici”.

    NATURE URBANE E SPAZI PUBBLICI Secondo Incontro sulla Città che Vogliamo: lunedì 27 marzo alle 17

    INCONTRI SULLA CITTÀ RIFLESSIONI E PROPOSTE PER LA CITTÀ FUTURA
    Ciclo di incontri pubblici organizzati dall’Università di Ferrara, Dipartimento di Architettura_CITERlab e LSFD e dal Forum Ferrara Partecipata

    Gli incontri proposti trattano temi generali importanti per il futuro delle città che si possono riscontrare sia nell’Agenda 2030 dell’ONU (Obiettivo 11) che in numerose esperienze che si stanno compiendo non solo in Italia. Gli incontri riguardano la rigenerazione e il consumo di suolo, la natura, il verde urbano e gli spazi pubblici, la mobilità, il diritto alla casa, la salute urbana, la partecipazione dei cittadini. Tali temi saranno trattati da ricercatori e esperti di diverse università italiane e da esperti di settore.
    La presentazione dell’intero ciclo di incontri è su Periscopio [Qui]

    Secondo incontro
    NATURE URBANE E SPAZI PUBBLICI
    Lunedì 27 marzo ore 17,00
    Sala Sinodale della Parrocchia di San Giacomo Apostolo, via Arginone 161.
    Relatori:
    Romeo Farinella (architetto-urbanista, Dipartimento di Architettura-UNIFE)
    Anna Lambertini ( architetto del paesaggio, Dipartimento di Architettura-UNIFI)
    ne parlano con Giovanna Foddis (Forum Ferrara Partecipata)

    L’INCONTRO E’ APERTO A TUTTI

    L’iniziativa è nata grazie all’incontro tra il laboratorio di Ricerca CITERlab del Dipartimento di Architettura dell’Università, il Laboratorio didattico LSFD entrambi diretti dal Prof. Romeo Farinella e il Forum Ferrara Partecipata, costituitosi come luogo di riflessione sul futuro di Ferrara e di cittadinanza attiva finalizzato al coinvolgimento dei cittadini nelle scelte future che riguardano la città. L’occasione che ha portato alla nascita del Forum è stato il dibattito scaturito dal Progetto Fe.Ris, ma l’obiettivo è più ampio e riguarda la volontà di consolidare a Ferrara un luogo di discussione sul futuro urbano, aspetto strutturale di ogni ipotesi o strategia di transizione ecologica.

    Si intende pertanto coinvolgere i cittadini nelle scelte che riguardano la città, avviare un percorso di cittadinanza attiva finalizzato alla formulazione di idee innovative, orientate alle necessità future e alla costruzione di una visione condivisa della trasformazione urbana. Un’esperienza che rientra anche nel campo del public engagement che sempre più connota i rapporti tra le università e i loro territori.

    C’è bisogno di una visione più consona alla situazione di crisi eco climatica, economica e sociale in cui ci troviamo. Non si può continuare con le vecchie logiche di “sviluppo” a base di cemento, plastica e combustibili fossili. La città va ripensata, come stanno facendo in molte città europee, con più verde, senza automobili private, con trasporti collettivi efficienti, con più spazi per attività sociali e culturali, salvaguardando il patrimonio culturale e naturale, riducendo l’inquinamento, garantendo a tutti l’accesso ad alloggi adeguati, difendendo i beni comuni e i servizi pubblici.

    Per contatti:
    forumferrarapartecipata@gmail.com

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    Ex-caserma: Cosa Ci farò

    Questo è il primo progetto Co.ci.Farò che avevo indicato come abbozzo per un’ipotesi di lavoro in qualche modo connessa all’intervento che ho fatto il 14 scorso al Grisù:
    Questa è una prima idea-bozza, formulata il 6 dicembre 2022, di un possibile intervento Co.Ci.Fa (Cosa Ci Farò) in contrasto col progetto Fé.Ris

    Per la caserma Cisterna del Follo + Cavallerizza servono progetti prospettici ed evolutivi che inducano nuovi lavori in un centro città e che potrebbe diventare perno di sviluppo e bacino di idee per tutta la regione e non solo.
    Considerati:
    la scarsità di lavoro e di reale innovazione che avvolgono Ferrara (e più in generale l’Italia tutta e l’Europa);
    il vanto dei grandi fondi relativi ai fanta (nel senso di fantasma) Progetti PNRR che mai nessuno ha visto e da cui i cittadini sono bellamente stati esclusi, ma che tutti sbandierano come unica possibile soluzione salvifica e imprescindibile per la crescita dell’Italia e dell’Europa;
    che è falso ed intellettualmente disonesto affermare che un finto dormitorio per studenti al posto della caserma Pozzuolo del Friuli di Cisterna del Follo + un nuovo ipermercato in via Caldirolo 98/100 creino nuove opportunità di lavoro in quanto:
    – Ferrara già di suo è il dormitorio dei lavoratori di mezza regione,
    – Ferrara ha già una media doppia per cittadino di superfici di supermercati/ipermercati rispetto a tutta la regione
    e che quindi ci sarebbe, alla fine, un saldo negativo di occupati con solo uno scambio di lavoratori (o potenzialmente tali) derivanti dalle piccole attività commerciali costrette a chiudere e/o da quelle in ulteriore crisi a causa della illogica sovrabbondanza di offerta commerciale peraltro ampiamente massificata e troppo spesso non di qualità e non diversificata;
    vogliamo qui proporre la bozza di progetto su cui una città con un minimo di visione futura dovrebbe sentirsi coinvolta per portarlo in porto e renderlo effettivo e praticabile. Espandere in questa zona le attività museali con l’aggiunta di incubatori di innovazione collegati con Unife e con il tessuto produttivo è l’idea e la visione da perseguire!

    Breve descrizione di questa ipotesi di progetto:

    POLO MUSEALE TECNICO SCIENTIFICO INTERATTIVO

    Si tratta di:
    creare un museo Tecnico Scientifico Interattivo ed Innovativo in cui dovrebbe trovare ampio spazio una sezione dedicata alle innovazioni “calde” del momento e in divenire in ogni campo Tecnico Scientifico;
    inglobare al suo interno l’attuale Museo di Storia Naturale esattamente come avvenuto per il Muse di Trento;
    inglobare (spazio permettendo) le collezioni museali e storiche dell’Università di Ferrara ora spesso dimenticate e sparse nei vari dipartimenti Unife;
    inglobare all’interno o all’esterno un planetario;

    INCUBATORI per L’INNOVAZIONE (2 unità)

    creare due pool di tecnici in creazione di start-up innovative con il compito di gestire e dare supporto alle attività che si insedieranno temporaneamente nei due blocchi utilizzati come sedi delle start-up stesse;
    consentire e favorire l’insediamento delle start-up innovative nei due blocchi a prezzi calmierati per i tempi necessari all’avvio dell’impresa stessa;

    Servizi & Meeting

    Locali dedicati al supporto delle attività museali, delle attività di start-up e di chiunque voglia usufruire di:
    Bar;
    Ristoranti;
    Punti di incontro per meeting e per convegni;
    Laboratori connessi con le attività museali e Start-up.
    Ad esempio:
    laboratori Steam & Tinkering;
    laboratori di musica;
    laboratori di informatica evoluta;
    Altro;
    Laboratori per set fotografici e video;
    aree di incontro per discussione libera;
    Aree commerciali connesse con le attività museali;
    Radio Polo;
    altro

    Teatro delle Arti Visive & Sonore e dell’Innovazione

    Siccome le parole hanno un significato anche il nome di questa area, da collocare all’interno della Cavallerizza, e significativo ed e composto da parole che parlano da sole e comprendono, nelle varie forme, proprio lo sviluppo e l’attuazione delle attività connesse con:
    il teatro nelle sue totali accezioni
    le arti visive
    le arti connesse alla musica e ai suoni.

    PIAZZA DELLE SCIENZE

    Piazza nel vero senso della parola: vera piazza all’Italiana e luogo in cui tutti possano trovare il modo di incontrarsi, di discutere, di condividere e di accedere alle idee più disparate per dare corpo al futuro e al presente della propria vita e del proprio mondo che, in fondo, è il nostro mondo.

    Nell’intento di approfondire l’argomento mi farebbe piacere avere un incontro che abbia ad oggetto i seguenti punti:

    1. Come organizzare il lavoro per sviluppare e dare profondità “progettuale” ed analitica alle diverse proposte che sono emerse il 14 scorso
    2. quali strumenti informatici utilizzare:
      • forum di discussione & Bouletin Board
      • elaborazione condivisa di documenti wiki o altro
      • creazione di gruppi
      • i social come usarli
      • altro da mettere in campo per dare forma ai vari progetti che emergeranno.
    3. come raccogliere dal territorio gli input dei cittadini che desiderano essere coinvolti e semmai hanno anche le relative competenze.
    4. come organizzare i vari contributi e quali metodo darsi per organizzare al meglio la reale partecipazione.
    5. non ultimo, ma da ultimo, come trovare metodi di finanziamento collettivo per portare avanti le diverse attività.

    Ex-caserma: una piazza attrezzata per agevolare l’animazione e la socializzazione

    l’altra sera, per la prima volta, ho partecipato ai vostri incontri sulle proposte urbanistiche oramai impellenti, cioè a quello tenuto al Grisù.

    Di conseguenza, dopo aver condiviso con l’amico Andrea Firrincieli che mi ha sollecitato, vi scrivo quanto mi è venuto istintivamente proprio l’altra sera a seguito dei vari interventi.

    E’ stata sicuramente un’occasione dove ho sentito molte proposte interessanti sulla caserma, indubbiamente meritevoli di essere approfondite, però ho avuto anche la sensazione che mancasse qualcosa, un’anima, un cuore pulsante che possa legare il tutto, quali una piazza attrezzata per agevolare l’animazione e la socializzazione, un minimo di attività commerciali mirate e correlate, un anfiteatro per attività varie anche popolari, un auditorium all’aperto, ecc…

    Cioè un qualcosa, magari anche con delle regole ben precise, che possa comunque animare e tenere vivo il tutto con una certa continuità, possibilmente indirizzato a tutte le fascie di cittadini e di potenziali utenti, anche turisti, e non solo agli eventuali “utenti” di nicchia.

    Questo perchè ritengo che creare solo dei bei contenitori, magari senza prevedere ampi orizzonti di socializzazione e di animazione, a lungo andare potrebbe portare il rischio di avere in città un’altro “deserto” non adeguatamente utilizzato come il Darsena City.

    Scusate il disturbo ma l’altra sera, ad incontro oramai concluso, mi sono venute spontaneamente queste considerazioni che ho voluto condividere anche con Voi.

    GRAZIE!

    FèRis, una lotta davvero partecipata

    Un’azione dal basso ha permesso che il progetto venisse ridiscusso Abbiamo già scritto dell’impegno del nostro Circolo Laudato si’ nel Forum Ferrara Partecipata per contrastare il progetto Féris. Dopo mesi di mobilitazione attiva da parte di moltissimi cittadini, il progetto è stato ridiscusso in Consiglio Comunale dove è stato fermato con una mozione votata all’unanimità, accettando le condizioni che i cittadini avevano richiesto dall’inizio. Non vogliamo soffermarci qui sulla vicenda politica giocatasi in Consiglio comunale, quanto piuttosto sul percorso partecipato, sottolineando quanto sia stato importante e bello che i cittadini si siano uniti per difendere Ferrara da un intervento negativo e impattante per molti aspetti.
    Attraverso il volantinaggio porta a porta è stato possibile conoscere molte persone, scambiare due chiacchiere e informare di quanto stava succedendo. Nei quartieri interessati dal progetto sono nati comitati di cittadini che hanno cominciato a ritrovarsi anche a cadenza settimanale. Durante i flash mob, le assemblee, i laboratori e le riunioni organizzative, ci si è potuti confrontare con passione sui valori del bene comune e della sostenibilità ambientale. È stato bellissimo conoscersi: tutti così diversi, senza appartenenza politica, ognuno con una storia alle spalle, ognuno con un contributo preziosissimo da dare, ognuno con la voglia di ascoltare e imparare dagli altri. È stato realizzato un sito senza spendere un euro, ci si è autotassati per pagare i volantini e le sedi in cui trovarsi, poiché a Ferrara non ci sono sale in cui i cittadini possano ritrovarsi gratuitamente. Un ringraziamento particolare va alle guide turistiche che altrettanto gratuitamente domenica 12 marzo hanno accompagnato 150 cittadini in un percorso storico/artistico nei luoghi adiacenti l’ex Caserma.
    L’impegno civico ha reso possibile quanto auspica la Laudato si’: «nel dibattito devono avere un posto privilegiato gli abitanti del luogo, i quali si interrogano su ciò che vogliono per sé e per i propri figli, e possono tenere in considerazione le finalità che trascendono l’interesse economico immediato. Bisogna abbandonare l’idea di “interventi” sull’ambiente, per dar luogo a politiche pensate e dibattute da tutte le parti interessate. La partecipazione richiede che tutti siano adeguatamente informati sui diversi aspetti e sui vari rischi e possibilità», e non si riduce alla decisione iniziale su un progetto, ma implica anche azioni di controllo o monitoraggio costante. C’è bisogno di sincerità e verità nelle discussioni scientifiche e politiche, senza limitarsi a considerare che cosa sia permesso o meno dalla legislazione» (183). E ancora, «la redditività non può essere l’unico criterio da tener presente e, nel momento in cui apparissero nuovi elementi di giudizio a partire dagli sviluppi dell’informazione, dovrebbe esserci una nuova valutazione con la partecipazione di tutte le parti interessate. Il risultato della discussione potrà essere la decisione di non proseguire in un progetto, ma potrebbe anche essere la sua modifica o l’elaborazione di proposte alternative» (187).
    Di proposte alternative per l’ex Caserma di via Cisterna del Follo si è discusso nell’ultimo incontro del Forum il 14 marzo scorso e il percorso continuerà anche negli “Incontri sulla città: idee e proposte per una città futura” organizzati con il dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara. Lunedì 27 marzo ore 17 nella Sala della Parrocchia di via Arginone si parlerà di “Nature urbane e spazi pubblici”.
    Ne parlano Romeo Farinella, architetto urbanista, Dipartimento di Architettura, Università di Ferrara; Anna Lambertini, architetto del paesaggio, Dipartimento di Architettura, Università di Firenze; con Giovanna Foddis, Forum Ferrara Partecipata. Gli altri due appuntamenti in programma sono, invece: mercoledì 19 aprile, ore 17, Parrocchia di San Giacomo Apostolo: “Abitare sano: mobilità, salute urbana e diritto alla casa”. Mercoledì 10 maggio, ore 17, Factory Grisù: “Di chi è la città? Processi partecipativi e rigenerazione urbana”. Siete tutti invitati. Circolo Laudato si’ Ferrara-Comacchio Féris, una lotta davvero partecipata

    Intervento all’assemblea pubblica del 14 marzo

    La prima considerazione che mi interessa svolgere è quella di sottolineare che oggi
    stiamo procedendo ad un reale esercizio di democrazia partecipativa. Abbiamo
    chiesto che fosse l’Amministrazione Comunale a produrre questo percorso, ma, visto
    che a tutt’oggi non è arrivata alcuna risposta positiva, iniziamo noi a costruirlo.
    Venendo al merito della questione in discussione, e cioè che proposte e idee vogliamo
    mettere in campo per la ristrutturazione della ex Caserma, parto dal fatto che, in
    questi giorni, ho provato a dare un titolo, a indicare una sintesi per esprimere la
    finalità cui possiamo indirizzare quello spazio. Mi è venuto quello di dire che l’area
    della ex Caserma può diventare la “cittadella della cultura e della socialità”.
    Cittadella della cultura, riprendendo le suggestioni avanzate da Emanuela Mari, che
    condivido, e che, a partire dalla sua ubicazione, può svilupparsi come luogo di
    esposizione e supporto museale insieme a cittadella della socialità, visto che, ormai,
    in questa città, i luoghi di incontro per i cittadini e le Associazioni si sono sempre più
    rarefatti e, invece, vanno considerati in termini di ruolo e funzione strategica per la
    nostra idea di città. Basta pensare al fatto che anche oggi ci troviamo in questa sala
    che ci costa più di 100 € o, ancora, che l’Amministrazione Comunale, proprio in
    questi giorni, ha comunicato a due realtà importanti, il Centro Servizi Volontariato e
    il Centro sociale La Resistenza, l’intenzione di “sfrattarli” dalle loro sedi. Intenzione
    che va contrastata anche da noi, a partire dalla considerazione che senza la
    mobilitazione che abbiamo messo in campo e che ci ha consentito di bloccare,
    almeno parzialmente, il progetto FERIS, oggi saremmo qui a compiere un puro
    esercizio accademico, mentre siamo in condizioni di avanzare idee e proposte che
    possono gettare le basi per un progetto concreto per l’utilizzazione della ex Caserma,
    come luogo utile per la città.
    Da questo punto di vista, a me pare che occorra anche rispondere al tema degli affitti
    calmierati per gli studenti, come ben sottolineato dall’intervento della studentessa di
    Link. Si tratta di capire meglio i bisogni effettivi in proposito, ma è possibile
    ragionare anche su questo tema per la ristrutturazione della ex Caserma. Avendo la
    consapevolezza che anche questa è una vicenda importante, che sta determinando una
    nuova selezione classista e di censo rispetto al diritto allo studio e che la questione
    dell’abitare e dell’affitto non può essere lasciato alle logiche del mercato.
    Infine, anche guardando al percorso futuro, penso che sia possibile andare avanti
    approssimando sempre più un vero e proprio progetto per la ristrutturazione di
    quell’area e ponendosi poi il problema di come finanziare un reale intervento di
    pubblica utilità. Risorse pubbliche ci possono essere, sia provenienti da fondi
    nazionali e regionali, sia prevedendo il concorso del Comune e dell’Università. Come
    sempre, è prima di tutto una questione di volontà politica e di individuare gli obiettivi
    che si intendono perseguire. Che, per noi, non possono essere se non quelli di una
    città che risponde ai bisogni dei cittadini e che guarda al futuro.

    Esperienze teatrali nella ex-caserma

    Mi son deciso a scrivere questa breve nota perché ritengo che ci si trovi di fronte ad un’ occasione rara per dare un volto nuovo alla vita sociale e culturale della città.

    In quest’ultimo incontro 1 ho ascoltato proposte di grande interesse che insistevano su una reale visione aperta e comunitaria di città. È corretto espandere ogni forma di collegamento artistico-didattico-storico in riferimento a Palazzo Schifanoia e l’area della caserma ha sicuramente le possibilità di corrispondervi.

    Facendo riferimento alla mia esperienza teatrale mi sento di sottolineare (come ho fatto brevemente nel nostro incontro) la straordinaria situazione della Cavallerizza utile ad un utilizzo performativo. Ferrara ha un Teatro Comunale, un bellissimo teatro all’italiana dalle strepitose caratteristiche acustiche e non solo, ma non ha alcun altro luogo destinato al teatro moderno e ‘contemporaneo. Il Teatro cinema Boldini è inadatto alle rappresentazioni sceniche così come la sala Estense attualmente chiusi per cantieri o il Teatro Verdi che è diventato di tutto eccetto che un teatro. È totalmente assente una struttura pensata per bambini e ragazzi o per le drammaturgie e coreografie contemporanee (non esiste una situazione a gradinata, presente invece oggi in quasi tutte le città). A Reggio Emilia i Teatri del Comune programmano teatro ragazzi proprio in una Cavallerizza così accadrà tra poco a Belluno in una caserma dismessa (ho potuto visitarla a gennaio)…

    Alcuni ricorderanno la sala Polivalente che aveva questa caratteristica, chiusa da decenni e trasformata in magazzino. Io ho potuto visitare, più di vent’anni fa, la Cavallerizza. Detiene tutte le caratteristiche per divenire un luogo polifunzionale per danza, performance teatro giovani e ragazzi e possiede anche un piccolo spazio verde esterno (uno studente di architettura presentò anni fa la sua tesi sulla trasformazione teatrale della Cavallerizza dopo aver ascoltato le caratteristiche che gli avevo indicato). Sarebbe sufficiente intervenire creando una situazione di palcoscenico con una gradinata telescopica (lo spazio interno è completamente vuoto) e potrebbe ospitare spettacoli di ogni tipo, soprattutto secondo una fruizione adeguata al pubblico delle giovani generazioni. La vicinanza con il Lapidario, palazzo Schifanoia e Bonacossi potrebbe inoltre favorire l’intersezione fra differenti progetti di natura visiva, musicale, performativa. Già in passato si son tenuti concerti di Ferrara Musica all’interno del Salone dei Mesi, site-specific di danza…

    In questa città è nato il Teatro moderno ma in questi ultimi decenni non si è mai prestata grande attenzione agli spazi. Per chi come me ha lavorato nel teatro pubblico, non avere avuto luoghi adeguati ha comportato scelte programmatiche talora forzate e soprattutto non ha permesso alla nostra città di seguire in modo organico gli sviluppi delle arti.

    Fuor di retorica, sono scelte politiche. Favorire la crescita di giovani cittadini, costruire una mappa di appetiti culturali che ne fortifichino lo spirito critico credo sia una delle nostre missioni di adulti.

    Mi sono allungato troppo ma…da tanti anni sostengo che questa città abbia forte bisogno di uno spazio pubblico di questa natura.

    Un saluto a tutti.

    Marino Pedroni2

    Note:

    1 Assemblea del 14 marzo 2023, Proposte sulla ristrutturazione della ex-caserma
    2 Marino Pedroni, ex direttore artistico del teatro comunale di Ferrara

    Se il Comune da lo sfratto alla democrazia

    Il Sindaco di Ferrara e la sua Giunta, ne abbiamo avuto più di una prova, non sono disposti consultare e coinvolgere i cittadini sulle scelte del governo locale che riguardano la città e  i cittadini ferraresi. L’abbiamo visto con il megaconcerto di Bruce Springsteen che in tanti volevano spostare in un luogo meno delicato del Parco Urbano Bassani. La stesso metodo – prima decido, poi ne parliamo – è stato adottato per il progetto FE.Ris. (ora per fortuna bloccato, grazie ad una grande mobilitazione popolare).
    Ma questi sono solo i casi più eclatanti. Il decisionismo, la segretezza su quanto si sta decidendo nelle segrete stanze del potere locale, l’indifferenza verso le osservazioni e le critiche mosse dalle istanze sociali stanno assumendo proporzioni allarmanti. Siamo di fronte all’imposizione di un’idea della politica e del governo che ha scelto di abbandonare le più elementari norme della vita democratica. Al posto di una sana dialettica tra governanti e governati, a Ferrara si sta istaurando un sistema dove i Governati governano “a prescindere”…. mentre i governati devono subire, possibilmente in silenzio.
    Gli ultimi due avvisi di sfratto, al Centro Sociale la Resistenza e al Centro Servizi per il Volontariato (CSV), rientrano in questa logica. Si sfratta senza discutere con i diretti interessati, senza proporre soluzioni alternative pronte. E sappiamo bene cosa significa sfrattare e chiudere un servizio. Significa che per un tempo indeterminato di quel servizio la città rimarrà priva. Lo abbiamo visto con il Cinema Boldini e la Videoteca Comunale Vigor. o con il Museo della Resistenza ancora in gran parte inscatolato .

    L’impressione è che esista un disegno preciso per ostacolare e tacitare la partecipazione popolare, le associazioni del volontariato, ogni istanza sociale non in linea con la guida leghista del Comune. Ma se il Comune sfratta la democrazia, la Ferrara democratica non è disposta a subire. Non si tratta solo di salvare questo o quel presidio democratico, questa o quella esperienza di partecipazione attiva, ma di difendere la democrazia stessa in tutte le sue forme.

    Da Laura Roncagli del Centro Servizi Per il Volontariato (CSV)

    Ieri abbiamo ricevuto giusto in tempo per la commissione l informazione che ci sfrattano e ipotizzano un luogo in foro boario.
    Le cose gravi sono:
    -Non aver mai spiegato il motivo
    -non aver voluto incontrare le 66 associazioni con sede fisica e legale nonostante le nostre ripetute richieste via pec e telefoniche
    – oggi non siamo in grado di conoscere i costi ,ne il luogo ,ne se potremo davvero trasferirci ,come e quando, sappiamo che è  mancante della sala riunioni, fornita solo a pagamento ( così  da nostre informazioni)
    – la gravità del non tenere conto del valore sociale e del contributo che porta il volontariato alla città  e delle difficoltà che stiamo affrontando ,costi energia, adeguamenti di legge, povertà in aumento ,nuovi e più  gravi bisogni ……ci fa credere che tutto questo non è  giusto che venga risolto come proposto.
    – come cittadini volontari dovremmo partecipare e ascoltare le motivazioni dell’amministrazione che no  sposta solo noi ,ma gran parte delle associazioni della città….quale disegno? Perché?
    Ad oggi non ci è  dato sapere….quindi partecipiamo e chiediamolo.

    Scrive il Forum Ferrara Partecipata

    siamo stati contattati dalla Resistenza e dal Centro Servizi Volontariato rispetto alle vicende che li riguardano. In specifico, l’Amministrazione comunale ha fatto presente al Centro sociale Resistenza che dovranno lasciare la loro sede, per non meglio precisati lavori di ristrutturazione e senza indicare tempi e modalità di quest’operazione. Il Centro Servizi Volontariato, dal mese di gennaio, ha visto scadere il contratto di comodato con l’Amministrazione comunale, che non ha fornito ulteriori chiarimenti rispetto alle proprie intenzioni e creato una situazione di forte incertezza per il futuro di quella realtà. Sia La Resistenza che il CSV chiedono di essere supportati anche da noi rispetto alla loro situazione, che ha molto a che fare con la possibilità di avere spazi di partecipazione dei cittadini e delle Associazioni in città. Per questo pensiamo che da parte nostra sia giusto occuparsi anche di queste vicende e dare sostegno alla Resistenza e a CSV.
    C’è già un appuntamento importante fissato il prossimo giovedì 16 marzo: alle 15 si riunirà la Commissione consiliare, nell’aula del Consiglio comunale, che discuterà della loro situazione, con audizione sia del CSV che del Centro sociale Resistenza) e, subito dopo, attorno alle 18, si terrà un’assemblea alla Resistenza per decidere le eventuali iniziative da mettere in campo a seguito della discussione della Commissione Consiliare.
    Invitiamo perciò tutte le persone aderenti al nostro Forum ad essere presenti alla riunione della Commissione consiliare, visto che anche queste sedute sono pubbliche, e alla successiva assemblea delle 18 per rendere evidente anche il nostro impegno in proposito.

    Fe.Ris ‘Due’, dai cittadini emergono tante buone idee per l’ex caserma

    Dal miglioramento del polo museale allo studentato gestito da Ergo, fino a spazi per il teatro contemporaneo: le ipotesi all’assemblea del Forum Ferrara Partecipata
    di Pietro Perelli

    “Quando ho saputo del progetto mi è venuto un coccolone”, lo dice all’inizio del suo intervento la guida turistica Emanuela Mari. Siamo al secondo incontro organizzato dal Forum Ferrara Partecipata per favorire il coinvolgimento dei cittadini nella riqualificazione dell’area dell’ex Caserma Pozzuolo del Friuli. Ormai infatti il progetto Fe.Ris promosso dall’attuale giunta è stato ridimensionato anche se, dicono diverse voci, “dobbiamo continuare a vigilare”. “Risultato ottenuto – dice Alessandra Gudorzi introducendo l’incontro moderato da Dalia Bighinati di Telestense – grazie all’impegno di cittadini e associazioni le cui istanze sono state recepite da diversi consiglieri comunali che le hanno portate in Consiglio”.

    Questa assemblea è però destinata alla ricerca di proposte, proposte che arrivano dai cittadini iscritti a parlare e ascoltate da una platea numerosa. Un momento, spiega Corrado Oddi, “di esercizio di democrazia partecipata”, “non lo fa l’Amministrazione – aggiunge – lo facciamo noi. Raccogliamo le idee e partiamo dalle esigenze e dai bisogni della città”.

    Ci sono voci già sentite e voci nuove con proposte che spesso coincidono e a volte divergono. In particolare si annotano molte proposte su come migliorare il polo museale che ha la sua punta di diamante nel vicinissimo Museo di Palazzo Schifanoia. Emanuela Mari propone la costruzione di “un’aula didattica” e di una “sala conferenze moderna, attrezzata e capiente”, di servizi turistici adeguati, di una dépendance museale ma anche un piccolo parcheggio “per i residenti e di servizio al museo per togliere le macchine da davanti al palazzo”.

    Tra chi prende la parola anche Anita Magagnotti di Link che chiede uno studentato che tenga conto “del disagio economico che le famiglie italiane stanno vivendo”. Alloggi a prezzo calmierato che dovrebbero essere gestiti da Er.Go, ente che ne avrebbe la competenza e che secondo l’architetto Roberto Rosina “è totalmente assente dalla scena”.

    Marcello Toffanello, storico dell’arte, crede che quello spazio abbia “come vocazione quello di supporto all’attività museale” e che quindi possa essere utile alla modernizzazione degli stessi. Aggiunge un tassello alle proposte Marino Pedroni, ex direttore del Teatro Comunale di Ferrara, facendo notare l’assenza di spazi comunali (oltre al teatro che ha diretto) per il teatro contemporaneo, per la danza o per il teatro ragazzi. Nel farlo ricorda anche di quando vent’anni fa “fu chiamato da Sateriale per vedere la cavallerizza siccome da anni cercavamo spazi alternativi al Comunale”. “Le arti performative – conclude – vanno pensate all’interno di questo percorso”.

    Un percorso in cui ognuno porta le proposte che conosce meglio, come Emanuela Cavicchi della Biblioteca Popolare Giardino che propone una biblioteca sociale sullo stile di quella di Oodi a Helsinki in Finlandia che “ho avuto la fortuna di visitare”. Altra proposta viene avanzata da Caterina Sateriale del Cohousing di San Giorgio che vede come proposta utile quella di appartamenti per giovani coppie che si trovano “davanti ostacoli importanti”.

    Un incontro molto partecipato che è riuscito a iniziare quel percorso di democrazia partecipata per cui è nato. Un buon incontro anche secondo la moderatrice Dalia Bighinati che conclude con un appunto: “Non ho sentito un’unica cosa, le azioni legate all’innovazione ambientale, mentre molti progetti europei pensano all’utilizzo di materiali che riducano il consumo energetico o sistemi che producano energia pulita”.

    Assemblea al centro sociale “La Resistenza”

    giovedì 16 marzo: alle 15 si riunirà la Commissione consiliare, nell’aula del Consiglio comunale, che discuterà della loro situazione, con audizione sia del CSV che del Centro sociale Resistenza) e, subito dopo, attorno alle 18, si terrà un’assemblea alla Resistenza per decidere le eventuali iniziative da mettere in campo a seguito della discussione della Commissione Consiliare.
    Invitiamo perciò tutte le persone aderenti al nostro Forum ad essere presenti alla riunione della Commissione consiliare, visto che anche queste sedute sono pubbliche, e alla successiva assemblea delle 18 per rendere evidente anche il nostro impegno in proposito.

    Forum Ferrara Partecipata, l’ex caserma abbandonata al centro della seconda assemblea pubblica

    Il momento di riflessione, anche sull’ex Cavallerizza, è organizzato per raccogliere idee e proposte

    Il Forum Ferrara Partecipata torna a incontrarsi. Martedì, cittadini e associazioni sono invitati “ad un percorso di cittadinanza attiva – si legge nella nota -, ovvero a lanciare idee e proposte per la ristrutturazione dell’area dismessa della caserma di via Cisterna del Follo e della ex Cavallerizza di via Scandiana”. L’incontro si tiene alle ore 18 in via Poledrelli 21, nella Sala Macchine della Factory Grisù.

    “Questa assemblea – spiegano gli organizzatori – è il secondo momento organizzato per favorire il coinvolgimento diretto dei cittadini nelle scelte di trasformazione urbana di quell’area. Domenica scorsa nel pomeriggio, infatti, tre folti gruppi accompagnati da esperte guide turistiche, hanno passeggiato da palazzo Schifanoia alla Cavallerizza, da viale Ippolito d’Este agli spazi tra palazzo Bonaccossi e la Marfisa, in modo da vedere con gli occhi e misurare con i propri passi i luoghi segnati da antiche memorie architettoniche e da vicende storiche: quei luoghi che oggi necessitano di interventi di interesse pubblico e non speculativo”.

    “Cominciare a raccogliere idee e proposte – concludono dal Forum – ha il valore di un percorso partecipativo che è stato anche dichiarato necessario dalla mozione approvata nell’ultimo Consiglio comunale. Si tratta quindi di un dibattito pubblico che prende il via dai bisogni della città e, arginando i portatori di interesse privati, garantisce maggiore attenzione alla salute, all’ambiente e all’interesse generale”.

    Il Forum Ferrara Partecipata passeggia sui luoghi di Fe.Ris.

    Appuntamento domenica 12 marzo alle 15 con una passeggiata guidata con partenza da Via Scandiana nel contesto di luoghi proclamati Patrimonio dell’Umanità e interessati dall’ex progetto Fe.Ris.

    È partito il nuovo percorso partecipativo aperto a tutta la cittadinanza, promosso dal Forum Ferrara Partecipata, dopo l’abbandono del progetto Fe.Ris. col voto unanime del consiglio comunale.

    Il primo appuntamento organizzato dal Forum è per domenica 12 marzo alle 15 con una passeggiata guidata tra mura e delizie, con partenza da Via Scandiana, angolo Via Borgovado, nel contesto di luoghi proclamati Patrimonio dell’Umanità e interessati dall’ex progetto Fe.Ris.

    La camminata sarà accompagnata da esperte guide turistiche, in modo da vedere con gli occhi e misurare con i propri passi i luoghi segnati da antiche memorie architettoniche e da vicende storiche: quei luoghi che oggi necessitano di interventi di interesse pubblico e non speculativo.

    Il Forum propone anche questo modo per promuovere momenti pubblici di approfondimento e raccolta di idee dal basso, per la costruzione di una visione alternativa del futuro della città, più democratica, non privatizzata, libera dal traffico e dal cemento, per la tutela e la rigenerazione dei beni comuni.

    NATURE URBANE E SPAZI PUBBLICI

    LUNEDÌ 27/03
    NATURE URBANE E SPAZI PUBBLICI
    ore 17:00, c/o Sala Sinodale della Parrocchia di San Giacomo Apostolo, Via Arginone, 161
    ne parlano:

    Romeo Farinella, architetto-urbanista, Dipartimento di Architettura, Università di Ferrara;
    Anna Lambertini, architetto del paesaggio, Dipartimento di Architettura, Università di Firenze;
    con: Giovanna Foddis, Forum Ferrara Partecipata

    Il Forum Ferrara Partecipata passa alla fase due: “Ora proposte partecipate sul futuro della città”

    Il Forum avvia un ciclo di incontri di riflessione sul futuro della città con esperti di Unife “per creare le condizioni per una vera partecipazione attiva dei cittadini che nella città di vivono”. Primo appuntamento per il brainstorming il 14 alle 18 a Grisù

    Il Forum Ferrara Partecipata cambia pelle: dopo mesi impegnato nell’opposizione al progetto Feris, con l’incontro di venerdì pomeriggio allo spazio Grisù ad aprirsi un nuovo scenario, quello della re-immaginazione della Ferrara del futuro in modo partecipato, chiedendo quindi ai cittadini quali siano le proposte concrete per poi chiederle a gran voce all’amministrazione.

    A spiegare questa svolta infatti, in verità fin da subito tra gli obiettivi della piattaforma seppur in divenire, è Francesca Cigala Fulgosi, volto pubblico del Forum, nel corso del primo di una serie di incontri volti alla diffusione di “riflessioni e proposte per la città” che si terranno fino a fine maggio con diversi esperti afferenti in via maggioritaria al dipartimento di architettura dell’università di Ferrara e che ha visto nel suo primo appuntamento un intervento dell’urbanista di Unife Romeo Farinella e del valutatore ambientale del dipartimento di ingegneria dell’università di Modena e Reggio Emilia Gabriele Bollini, i quali hanno toccato i punti della retorica ecologica, della storia dell’idea della rigenerazione urbana esponendo poi le linee strategiche del Pums e mettendo in guardia il Forum sul fatto che il Pug è ancora in fase di elaborazione.

    “Questo è il primo incontro sulla trasformazione che dovremmo portare alla città, oggi parleremo di consumo di suolo e rigenerazione urbana, ma successivamente affronteremo altri temi sempre comunque in modo improntato alla partecipazione”, ha esordito Fulgosi, ricordando che “siamo in una situazione di grave crisi ecologica e sociale, quindi le trasformazioni del nostro vivere sono indispensabili e dobbiamo pensare di modificare tutta la nostra città. Sono trasformazioni importanti che riguardano tutti, e per questo si tratta di decisioni che non possono venire prese solamente dagli amministratori senza considerare i cittadini che hanno diritto di decidere ed essere ascoltati”.

    Dopo un breve excursus sulla storia di Feris — e su quella del Forum — l’obiettivo di questi incontri viene esplicitato: “Vogliamo creare le condizioni per un percorso di cittadinanza attiva, e questi incontri vanno nella direzione di questo obiettivo, diverso dalla partecipazione conosciuta negli anni dove si andava per ascoltare o per venire informati”.

    “Il progetto Feris è stato presentato senza che i cittadini ne sapessero niente ed evidentemente nemmeno i consiglieri comunali. Secondo noi la rigenerazione che era anche nel titolo il progetto era una falsa rigenerazione, ma adesso siamo in una situazione diversa perché la grande mobilitazione dei cittadini delle associazioni ha portato al blocco di questo progetto in consiglio comunale e allo stralcio dei progetti dell’ipermercato del parcheggio da parte del sindaco, che se poi impegnato a discutere con i cittadini di cosa fare in merito alla caserma”, ha proseguito fulgori davanti a una platea comunque nutrita di persone nonostante la vittoria politica già raggiunta: la ex sala macchine è piena, non gremita, con una cinquantina abbondante di spettatori.

    “Il 14, alle 18, sempre allo spazio Grisù ci sarà un incontro publico per chiedere ai cittadini di presentare le proprie proposte, dal basso, per capire cosa pensa e cosa vuole fare chi abita la città, perché il progetto Feris è stato il caso clinico, il caso negativo dal quale partire per ragionare come la parola prevenzione sta alla medicina: tutti la predicano e nessuno la fa”.

    “Senza Forum questo risultato non sarebbe stato raggiunto e questo Forum vuole andare oltre Feris, e per questo bisogna capire che tipo di sviluppo vogliamo rispetto ai temi del dibattito sul futuro della città visto che si sta elaborando un Pug, con le sue linee strategiche e le azioni correlate al Pums (il piano della mobilità urbana e sostenibile, ndr), capendo per esempio anche cosa vogliamo fare del parco urbano”, ha aggiunto Farinella che poi fa notare come “la complessità e la ricchezza degli spazi in questa città non appare negli utilizzi, non è chiaro se per scelta o per mancanza”.

    “Stop alle logiche a base di cemento”, ciclo di incontri sulla rigenerazione urbana

    L’iniziativa di Forum Ferrara Partecipata e Unife parte da Ferrara. Primo appuntamento venerdì 10 marzo

    La salute urbana, la mobilità, il diritto alla casa, il verde urbano e gli spazi pubblici, la rigenerazione e il consumo di suolo, la partecipazione dei cittadini. Questi i temi che verranno trattati al ciclo di incontri pubblici organizzati dal Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara e dal Forum Ferrara Partecipata.

    Temi non solo importanti per il futuro delle città, ma che si possono riscontrare sia nell’Agenda 2030 dell’Onu (obiettivo 11) che in numerose esperienze che si stanno compiendo in Italia e non solo. A parlarne saranno ricercatori ed esperti di diverse università italiane.

    Il primo incontro, dal titolo “Rigenerazione urbana e consumo di suolo: pratiche non retoriche” sarà venerdì 10 marzo alle 17 presso Factory Grisù – in via Poledrelli 21 – e a parlarne saranno Romeo Farinella, architetto-urbanista del Dipartimento di Architettura Unife, e Gabriele Bollini, urbanista e valutatore ambientale del Dipartimento di Ingegneria Unimore. Modera l’incontro Francesca Cigala Fulgosi di Forum Ferrara Partecipata.

    L’iniziativa è nata grazie all’incontro tra il laboratorio di Ricerca CITERlab del Dipartimento di Architettura dell’Università, il Laboratorio didattico Lsfd, entrambi diretti dal Prof. Romeo Farinella, e il Forum Ferrara Partecipata costituitosi come luogo di riflessione sul futuro di Ferrara e di cittadinanza attiva finalizzato al coinvolgimento dei cittadini nelle scelte future che riguardano la città.

    Nonostante il Forum abbia dovuto la sua genesi al dibattito scaturito dal progetto Feris, l’obiettivo è diventato più ampio e riguarda la volontà di consolidare a
    Ferrara un luogo di discussione sul futuro urbano, aspetto strutturale di ogni ipotesi o strategia di transizione ecologica.

    Attraverso questo ciclo di incontri pubblici, l’intento del Forum è dunque quello di rivolgersi alla cittadinanza per l’approfondimento di tematiche relative alla
    qualità del vivere e dell’abitare in città, preliminari all’elaborazione di proposte e visioni per la Ferrara di domani, coinvolgendo i cittadini nelle scelte che riguardano la città, finalizzate alla formulazione di idee innovative, orientate alle necessità future e alla costruzione di una visione condivisa della trasformazione urbana.

    Un’esperienza che rientra anche nel campo del public engagement che sempre più connota i rapporti tra le università e i loro territori, nell’ottica di una visione più consona alla situazione di crisi eco climatica, economica e sociale in cui ci troviamo.

    “Non si può continuare con le vecchie logiche di sviluppo a base di cemento, plastica e combustibili fossili” sono le parole del Forum. “La città va ripensata, come stanno facendo in molte città europee, con più verde, senza automobili private, con trasporti collettivi efficienti, con più spazi per attività sociali e culturali, salvaguardando il patrimonio culturale e naturale, riducendo l’inquinamento, garantendo a tutti l’accesso ad alloggi adeguati, difendendo i beni comuni e i servizi pubblici”.

    RIGENERAZIONE URBANA E CONSUMO DI SUOLO: 10 marzo ore 17 al Grisù, Romeo Farinella e Gabriele Bollini al primo incontro per una Ferrara Futura

    RIGENERAZIONE URBANA E CONSUMO DI SUOLO:
    PRATICHE NON RETORICHE
    venerdì 10 marzo ore 17, Factory Grisù, via Poledrelli 21
    Romeo Farinella (architetto-urbanista, Dipartimento diArchitettura-UNIFE)
    Gabriele Bollini (urbanista, valutatore ambientale, Dipartimento di Ingegneria-UNIMORE)
    ne parlano con Francesca Cigala Fulgosi (Forum Ferrara Partecipata)

    L’iniziativa è nata grazie all’incontro tra il laboratorio di Ricerca CITERlab del Dipartimento di Architettura dell’Università, il Laboratorio didattico LSFD entrambi diretti dal Prof. Romeo Farinella e il Forum Ferrara Partecipata costituitosi come luogo di riflessione sul futuro di Ferrara e di cittadinanza attiva finalizzato al coinvolgimento dei cittadini nelle scelte future che riguardano la città.
    Come è noto l’occasione che ha portato alla nascita del Forum è stato il dibattito scaturito dal Progetto Feris, ma l’obiettivo è più ampio e riguarda la volontà di consolidare a Ferrara un luogo di discussione sul futuro urbano, aspetto strutturale di ogni ipotesi o strategia di transizione ecologica.

    Insieme all’Università di Ferrara il Forum organizza dunque questo ciclo di incontri pubblici rivolti alla cittadinanza per l’approfondimento di tematiche relative alla  qualità del vivere e dell’abitare in città, preliminari all’elaborazione di proposte e visioni per la Ferrara di domani. Si intende pertanto coinvolgere i cittadini nelle scelte che riguardano la città, avviare un percorso di cittadinanza attiva finalizzato alla formulazione di idee innovative, orientate alle necessità future e alla costruzione di una visione condivisa della trasformazione urbana. Un’esperienza che rientra anche nel campo del public engagement che sempre più connota i rapporti tra le università e i loro territori. Anche per tale motivo la scelta delle sedi dove si svolgeranno gli incontri si sono orientate verso luoghi della città consoni all’esercizio del dibattito. (Leggi su Periscopio il programma completo del ciclo di incontri)

    C’è bisogno di una visione più consona alla situazione di crisi eco climatica, economica e sociale in cui ci troviamo. Non si può continuare con le vecchie logiche di “sviluppo” a base di cemento, plastica e combustibili fossili. La città va ripensata, come stanno facendo in molte città europee, con più verde, senza automobili private, con trasporti collettivi efficienti, con più spazi per attività sociali e culturali, salvaguardando il patrimonio culturale e naturale, riducendo l’inquinamento, garantendo a tutti l’accesso ad alloggi adeguati, difendendo i beni comuni e i servizi pubblici.

    Forum Ferrara Partecipata

    Forum Ferrara Partecipata, al via il ciclo di incontri per proporre la città futura

    È in fase di avvio il ciclo di incontri pubblici organizzato dal Forum Ferrara Partecipata per elaborare ‘riflessioni e proposte per la città futura’ in collaborazione con l’Università di Ferrara. Primo appuntamento il 10 marzo alle 17 alla factory Grisù
    È in fase di avvio il ciclo di incontri pubblici organizzato dal Forum Ferrara Partecipata per elaborare ‘riflessioni e proposte per la città futura’, in collaborazione con l’Università di Ferrara, il dipartimento di Architettura e CiterLab.

    “Gli incontri proposti”, spiegano gli organizzatori, “tratteranno temi generali importanti per il futuro delle città che si possono riscontrare sia nell’Agenda 2030 dell’Onu (Obiettivo 11) che in numerose esperienze che si stanno compiendo non solo in Italia. Tali incontri riguardano la rigenerazione e il consumo di suolo, la natura, il verde urbano e gli spazi pubblici, la mobilità, il diritto alla casa, la salute urbana, la partecipazione dei cittadini. Tali temi saranno trattati da ricercatori e esperti di diverse università italiane e da esperti di settore”.

    Il primo di una serie di incontri che dureranno fino a maggio inoltrato è previsto per venerdì 10 marzo alle 17 alla Factory Grisù di via Poledrelli, e verterà sulle “pratiche non retoriche” della rigenerazione urbana e del consumo di suolo. A discuterne saranno l’architetto ed urbanista di Unife Romeo Farinella, l’urbanista e valutatore ambientale dell’Università di Modena e Reggio Emilia Gabriele Bollini e Francesca Cigala Fulgosi del Forum Ferrara Partecipata.

    “Tale iniziativa”, spiegano gli organizzatori, “è nata grazie all’incontro tra il laboratorio di ricerca CITERlab del Dipartimento di Architettura dell’Università, il laboratorio didattico LSFD (entrambi diretti dal professor Romeo Farinella) e il Forum Ferrara Partecipata costituitosi come luogo di riflessione sul futuro di Ferrara e di cittadinanza attiva finalizzato al coinvolgimento dei cittadini nelle scelte future che riguardano la città. Come è noto l’occasione che ha portato alla nascita del Forum è stato il dibattito scaturito dal progetto Feris, ma l’obiettivo è più ampio e riguarda la volontà di consolidare a Ferrara un luogo di discussione sul futuro urbano, aspetto strutturale di ogni ipotesi o strategia di transizione ecologica”.

    “Insieme all’Università di Ferrara il Forum organizza dunque questo ciclo di incontri pubblici rivolti alla cittadinanza per l’approfondimento di tematiche relative alla qualità del vivere e dell’abitare in città, preliminari all’elaborazione di proposte e visioni per la Ferrara di domani. Si intende pertanto coinvolgere i cittadini nelle scelte che riguardano la città, avviare un percorso di cittadinanza attiva finalizzato alla formulazione di idee innovative, orientate alle necessità future e alla costruzione di una visione condivisa della trasformazione urbana. Un’esperienza che rientra anche nel campo del public engagement che sempre più connota i rapporti tra le università e i loro territori. Anche per tale motivo la scelta delle sedi dove si svolgeranno gli incontri si sono orientate verso luoghi della città consoni all’esercizio del dibattito pubblico, come si evince dal programma allegato”, aggiungono dal Forum Ferrara Partecipata.

    “C’è bisogno di una visione più consona alla situazione di crisi eco climatica, economica e sociale in cui ci troviamo. Non si può continuare con le vecchie logiche di ‘sviluppo’ a base di cemento, plastica e combustibili fossili. La città va ripensata, come stanno facendo in molte città europee, con più verde, senza automobili private, con trasporti collettivi efficienti, con più spazi per attività sociali e culturali, salvaguardando il patrimonio culturale e naturale, riducendo l’inquinamento, garantendo a tutti l’accesso ad alloggi adeguati, difendendo i beni comuni e i servizi pubblici”, concludono gli organizzatori.

    Forum Ferrara Partecipata, un ciclo di incontri per fornire riflessioni e proposte sulla città futura

    Il primo appuntamento sulla rigenerazione urbana e il consumo di suolo è previsto venerdì

    Un ciclo di incontri pubblici organizzati dal Laboratorio di ricerca Citerlab e il Laboratorio didattico Lsfd del dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara e dal Forum Ferrara Partecipata finalizzati ad affrontare temi legati al futuro delle città. Argomenti relativi sia all’Agenda 2030 dell’Onu (Obiettivo 11) che a numerose esperienze che si stanno compiendo non solo in Italia. Gli incontri riguardano infatti la rigenerazione e il consumo di suolo, la natura, il verde urbano e gli spazi pubblici, la mobilità, il diritto alla casa, la salute urbana, la partecipazione dei cittadini.

    Tali temi saranno trattati da ricercatori e esperti di diverse università italiane e da esperti di settore. Il primo incontro è venerdì alle 17, alla Factory Grisù di via Poledrelli 21. ‘Rigenerazione urbana e consumo di suolo: pratiche non retoriche’. Romeo Farinella, architetto urbanista del dipartimento di Architettura di Unife, e Gabriele Bollini, urbanista e valutatore ambientale del dipartimento di Ingegneria di Unimore, ne parleranno con Francesca Cigala Fulgosi del Forum Ferrara Partecipata.

    L’niziativa è nata grazie all’incontro tra il Laboratorio di Ricerca Citerlab del dipartimento di Architettura dell’Università, il Laboratorio didattico Lsfd, entrambi diretti dal docente Romeo Farinella e il Forum Ferrara Partecipata, costituitosi come luogo di riflessione sul futuro di Ferrara e di cittadinanza attiva finalizzato al coinvolgimento dei cittadini nelle scelte future che riguardano la città. Come è noto, l’occasione che ha portato alla nascita del Forum è stato il dibattito scaturito dal progetto Feris, ma l’obiettivo è più ampio e riguarda la volontà di consolidare a Ferrara un luogo di discussione sul futuro urbano, aspetto strutturale di ogni ipotesi o strategia di transizione ecologica.

    Al centro del ciclo di incontri pubblici, dunque, l’approfondimento di tematiche relative alla qualità del vivere e dell’abitare in città, preliminari all’elaborazione di proposte e visioni per la Ferrara di domani. L’intenzione è pertanto di coinvolgere i cittadini nelle scelte che riguardano la città, avviare un percorso di cittadinanza attiva finalizzato alla formulazione di idee innovative, orientate alle necessità future e alla costruzione di una visione condivisa della trasformazione urbana.

    “C’è bisogno – sottolineano i promotori dell’iniziativa – di una visione più consona alla situazione di crisi eco-climatica, economica e sociale in cui ci troviamo. Non si può continuare con le vecchie logiche di ‘sviluppo’ a base di cemento, plastica e combustibili fossili. La città va ripensata, come stanno facendo in molte città europee, con più verde, senza automobili private, con trasporti collettivi efficienti, con più spazi per attività sociali e culturali, salvaguardando il patrimonio culturale e naturale, riducendo l’inquinamento, garantendo a tutti l’accesso ad alloggi adeguati, difendendo i beni comuni e i servizi pubblici”.

    RIGENERAZIONE URBANA E CONSUMO DI SUOLO: PRATICHE NON RETORICHE.

    ne parlano:
    Romeo Farinella, architetto-urbanista, Dipartimento di Architettura, Università di Ferrara;
    Gabriele Bollini, urbanista e valutatore ambientale, Dipartimento di Ingegneria, Università di Modena e Reggio Emilia
    con: Francesca Cigala Fulgosi, Forum Ferrara Partecipata