Skip to main content
Quando: Martedì 21 aprile 2026, ore 21
Dove: Centro Sociale il Melo, via del Melo, 60
Quando: Martedì, 21 aprile 2026, ore 10
Dove: presso la sede della Provincia, corso Isonzo, 105

    Autore: Rodolfo Baraldini

    Feris, lo strappo – L’idea di Ferrara Nostra “Stralciare dal piano l’area di via Caldirolo”

    I consiglieri Savini, Caprini e Pignatti puntano i piedi con una mozione “Conservare la vocazione verde di quella zona e tutelare viale Volano”. Il documento verrà discusso nel Consiglio comunale di lunedì.

    Stralciare dal progetto Feris “l’intero intervento su via Caldirolo, garantendo che quella porzione di territorio conservi la propria vocazione verde”. Alla fine è arrivato il redde rationem: Ferrara Nostra ha puntato i piedi. Il piano di riqualificazione urbanistica presentato dalla Giunta proprio non va giù. E ora, Francesca Savini, Luca Caprini e Catia Pignatti, attraverso una mozione che verrà calendarizzata in discussione durante il Consiglio comunale di lunedì, ne chiedono una radicale riformulazione. Sì, perché lo stralcio della parte legata a via Caldirolo (su cui dovrebbe sorgere una nuova struttura commerciale), è solo una delle richieste contenute nel documento di ‘Ferrara Nostra’. Un documento destinato a far discutere, e che rischia davvero di segnare una prima grande battuta d’arresto per Feris. Quanto meno per come la città ha imparato a conoscerlo fino a ora. Infatti, i consiglieri chiedono a sindaco e giunta di impegnarsi affinché “l’area di via Volano – si legge nel documento – sia restituita alla propria funzione di area verde a protezione delle mura”. L’ultima richiesta riguarda il progetto di riqualificazione dell’ex caserma Pozzuolo del Friuli. Secondo i consiglieri di Ferrara Nostra il recupero dell’immobile deve essere “dimensionato in relazione all’esito delle ricerche storicoarcheologiche che devono essere effettuate nell’area, tenendo conto che le destinazioni possibili dei volumi consentiti non potranno che essere vincolate alla realizzazione di alloggi per studenti e attività compatibili”. In linea, insomma, con le esigenze emerse negli ultimi mesi. Gli alloggi per gli universitari dovranno essere gestiti “attraverso specifiche convenzioni che possano garantire ai fruitori costi calmierati”.

    Se la seduta del Consiglio comunale di lunedì già si preannuncia bollente, il clima politico in maggioranza non deve essere da meno. La ‘regista’ di tutto, l’ex leghista Savini, ha preso carta e penna e ha fatto i conti: dovrebbe esserci i voti sufficienti per far approvare questa mozione. Ma i ‘sì’ più preziosi arriverebbero chiaramente dalla minoranza. Uno smacco. A leggere bene l’atto, che tra le richieste avanza anche quella di uno specifico impegno verso chi redigerà il Piano urbanistico generale (pug) a “vincolare l’area di via Caldirolo, identificandola come Parco Urbano e mettendo a riparo da eventuali possibili futuri tentativi di utilizzo improprio”, emergono diversi dettagli interessanti. Innanzitutto la comunanza di argomentazioni adottata da ‘Ferrara Nostra’ e dai comitati cittadini che sono nati in questi mesi con l’obiettivo di avversare questo progetto. “Le rilevanti ragioni di interesse pubblico che dovrebbero sostenere l’intera operazione – si legge nella mozione, protocollata ieri – non risultano affatto preponderanti. Anzi, appare in tutta evidenza la prevalenza dell’interesse privato rispetto all’interesse pubblico”.

    Federico Di Bisceglie

    Feris, nuova protesta Slogan e striscioni in viale Volano “Difendiamo il verde”

    Un centinaio di manifestanti radunati all’ex Edilizia Estense

    di Lauro Casoni

    Erano un centinaio i manifestanti del ‘Forum Ferrara Partecipata’ e del Comitato residenti zona San Giorgio che si sono dati appuntamento ieri nell’area dell’ex Edilizia Estense in viale Volano per dare vita al terzo flashmob settimanale contro il progetto Feris. Chiare le indicazioni che da settimane vengono ribadite ad ogni livello, partendo dall’attenzione alla tutela delle Mura e del verde. “La zona recuperata dell’ex deposito edilizio deve diventare parte del Parco delle Mura. I parcheggi vanno realizzati lontano dal centro e serviti dai mezzi pubblici – spiegano i promotori dei flashmob –. La zona di via Caldirolo deve rimanere a uso agricolo, un polmone verde da tutelare. I nuovi posti di lavoro non compenseranno i danni economici alle realtà commerciali già esistenti. L’area dell’ex caserma Pozzuolo del Friuli è un bene comune e come tale deve essere utilizzata”. La protesta, ha spiegato Corrado Oddi del Comitato residenti zona San Giorgio, “è legata al fatto che questo progetto è costruito in funzione di interessi privati. Noi non sentiamo il bisogno che venga realizzato un nuovo supermercato in una città che ne ha già diversi”. Il ‘Forum Ferrara Partecipata’ già negli scorsi giorni aveva chiesto che venissero rese pubbliche tutte le documentazioni del progetto. Il Forum ribadiva inoltre che “se si vuole davvero aprire un dibattito pubblico, trasparente e civile sul principio di utilità pubblica” allora “occorre assumere un’ottica di promozione di una discussione partecipata, coinvolgendo i cittadini. Chiediamo al sindaco di organizzare in tempi brevi un’assemblea pubblica per spiegare con chiarezza e completezza le intenzioni dell’amministrazione”.

    “Noi spingiamo per la rinaturalizzazione di un’area che è stata deposito di materiale edilizio – sottolinea Claudio Fochi del Forum – e per questo siamo contrari a questo progetto. Inoltre siamo fermamente convinti che tutto sia un grande errore perché è un progetto di riqualificazione in cui si curano solo interessi privati; perché un parcheggio sotto le mura deturpa un patrimonio dell’Unesco e non risolve il problema del traffico; perché in quella zona ci sono già cinque supermercati; perché un magazzino comporta aumento del traffico pesante e perché siamo contro ulteriore cementificazione che aumenta il rischio idrogeologico”.

    No al Fe.Ris! Viva il volontariato! Viva la cittadinanza attiva!

    Come socie e soci del centro di promozione sociale la Resistenza aderiamo alla protesta contro il progetto Fe.Ris.
    Pensiamo sia fondamentale fare rete con chiunque sia contrario alle scelte dell’amministrazione cittadina e sopratutto a come queste scelte vengono messe in pratica.
    Mentre da un lato il comune sta svendendo a privati il patrimonio pubblico, dall’altro, sta sfrattando dallo stesso patrimonio pubblico le associazioni di volontariato.
    Senza un dialogo, attraverso decisioni calate dall’alto, in maniera arrogante e discriminatoria.
    Questa è la sorte che sta toccando al centro di promozione la Resistenza, un centro sociale ANCeSCAO, un bene comune, che da quasi 40 anni è uno spazio di socialità attiva e
    cultura.
    Dove si sviluppa solidarietà tra diverse generazioni e che promuove quotidianamente attività che perseguono questi scopi.
    Dove ha sede la biblioteca Stefano Tassinari un distaccamento dell’Istituto di Storia Contemporanea, che offre una ricca collezione di libri a disposizione della città.
    Dove l’associazione LINK studenti indipendenti garantisce un’aula studio gratuità ed è un punto di riferimento per tutti gli universitari in città.
    Questo posto rischia di essere tolto alla cittadinanza attraverso una delibera di giunta che parla di accordi che non sono mai avvenuti, che parla della necessità di fare lavori per cui
    non sono mai neanche stati stanziati fondi e conseguentemente non sono mai stati redatti dei progetti.
    In questa delibera si parla di importanti lavori di ristrutturazione del fabbricato mentre nell’ultimo sopralluogo i tecnici del comune han confermato ciò che pensavamo, ovvero che
    lo stabile, non necessita di una completa ristrutturazione, ma è sufficiente una mezza giornata di lavoro per riprendere qualche crepa nell’intonaco.
    Quello di via della resistenza non sarà l’unico spazio che verrà tolto alla cittadinanza attiva di Ferrara, perché la stessa sorte tocca alla Casa del Volontariato, dove il centro servizi per il volontariato con altre 21 associazioni, oltre 10 gruppi informali di mutuo aiuto che vivono negli spazi dell’ex scuola Bombonati di via Ravenna e altre 45 associazione che vi hanno
    sede legale ad oggi sono in uno stato di semi-clandestinità, poiché non gli è stata rinnovata la concessione.
    Al momento il comune non ha presentato nessun alternativa valida e da luglio scorso non stanno ottenendo nessuna possibilità di dialogo ne con l’assessore preposto ne con nessun
    membro della consiglio comunale.
    È indecente come l’amministrazione cittadina stia mettendo in atto uno sfratto nei confronti del volontariato cittadino e con i suoi silenzi di fronte alla richiesta di dialogo si sta ponendo in maniera sfacciatamente arrogante.

    Citando la delibera con cui si vorrebbe chiudere l’esperienza quarantennale del centro sociale la resistenza, tutto questo fa parte di un processo che mira a valorizzare,
    razionalizzare, riqualificare il patrimonio cittadino.
    A questo punto pretendiamo che ci vengano quantomeno presentati dei progetti concreti, e non delle parole vuote, a cui molto probabilmente diamo significati diversi, cosa ne sarà di questi spazi pubblici?
    In questo momento ci sorge anche il dubbio che la risposta, come per il progetto Fè.Ris, potrebbe essere un’ulteriore svendita a privati.
    Ci teniamo a sottolineare che per quanto ci riguarda concedere a privati patrimonio pubblico non è sinonimo di valorizzazione.
    Siamo convinti che in questo momento nulla può dimostrare di aver più valore di quello che è già presente in questi spazi, e se è necessaria una riqualifica deve avvenire attraverso la
    partecipazione attiva dei cittadini e delle associazioni coinvolte, e non alla loro spalle.
    Gruppi di individui, che nel tempo, hanno deciso di non delegare ed hanno risposto a dei bisogni concreti, unendosi nella gratuita, per rispondere a delle esigenze e va ricordato che
    spesso queste associazioni assolvono dei compiti che dovrebbero competere all’amministrazione stessa.
    Questi spazi, queste associazioni, questi individui hanno un valore inestimabile ed il comportamento della giunta è oltremodo offensivo verso chi mette a disposizione il proprio
    lavoro, il proprio tempo e le proprie risorse per aiutare il prossimo.
    Con ANCeSCAO abbiamo deciso di difenderci con iniziative legali ma pensiamo che sia indispensabile informare la cittadinanza di quello che sta accadendo, pensiamo che come il
    forum ferrara partecipata ci insegna non è più tempo di delegare ad altri la difesa della città e del suo patrimonio.
    È compito di tutti fermare i progetti nefasti di questa amministrazione e spetta a tutti coloro che abitano Ferrara immaginare la città che vorrebbero e di una cosa siamo certi nella
    nostra città ideale gli spazi di socialità, condivisione e solidarietà non vengono chiusi ma si moltiplicano.

    Sabato 18 febbraio 2023
    Il direttivo, le socie e i soci del centro di promozione sociale La Resistenza

    No Feris in viale Volano, con il terzo flash mob prosegue la protesta contro il progetto

    I manifestanti si sono dati appuntamento nella mattina di sabato nell’area dell’ex Edilizia Estense

    I cartelli dei dimostranti continuano a ribadire un secco no al progetto Feris. La mattina di sabato, nell’area dell’ex Edilizia Estense in viale Volano, i manifestanti si sono radunati per dare vita al terzo flash mob settimanale consecutivo. Dopo le manifestazioni nelle settimane precedenti in via Scandiana e in via Caldirolo, infatti, la protesta ha riguardato la zona dove è destinato a sorgere un nuovo parcheggio.

    Presenti, oltre un centinaio, fra cittadini e attivisti del Forum Ferrara Partecipata e del comitato residenti Zona San Giorgio, che hanno sottolineato l’attenzione alla tutela delle antiche Mura e al verde pubblico, oltre a rimarcare la propria contrarietà a soluzioni legate al cemento e all’incremento del traffico delle automobili.

    “La protesta che abbiamo posto in essere – ha evidenziato Corrado Oddi, del comitato residenti Zona San Giorgio – è legata al fatto che questo progetto non va bene perché rispetta un’idea vecchia di mobilità. Un progetto che è costruito in funzione di interessi privati. Noi non sentiamo il bisogno che venga realizzato un nuovo supermercato in una città che ne ha già diversi. E, rispetto ai nuovi posti letto che si genererebbero per gli studenti, chiediamo invece di intervenire per calmierare gli affitti. Dopo la conclusione di questo terzo flashmob, abbiamo intenzione di convocare verso la metà di marzo un’assemblea pubblica, aperta alle proposte di cittadini per riflettere su soluzioni alternative al progetto”. Claudio Fochi, del Forum Ferrara Partecipata, si è soffermato sull’importanza della “rinaturalizzazione di un’area che è stata deposito di materiale edilizio”, sul riconoscimento Unesco che caratterizza Ferrara e sulla “tutela di Mura e spazi aperti”.

    No al progetto Fe.Ris: in via Volano il terzo flash mob

    Terzo flash mob questa mattina, in Via Volano a Ferrara, del Forum Ferrara Partecipata per dire di no al Progetto Fe.Ris: il progetto dell’amministrazione comunale che prevede 3 interventi urbanistici sull’area Est delle città di Ferrara (un nuovo parcheggio in via Volano, un nuovo centro commerciale in Via Caldirolo e la ristrutturazione della Caserma di Via Cisterna del Follo da affidare ad un’azienda privata per realizzare uno studentato privato).

    “Si tratta di tre interventi di forte impatto, e a ridosso delle mura cittadine” – dice il Forum Ferrara Partecipata in prima linea contro il progetto.

    Intanto in questi giorni è uscito un nuovo documento programmatico che Arco Costruzioni, la ditta che realizzerà il progetto, ha proposto in questi giorni alla città.

    Ma arriva pronta la replica del Forum.

    Il Forum Ferrara partecipata scrive a Sgarbi: “Ferrara da città d’arte a simbolo della speculazione edilizia”.

    I cittadini chiedono al sottosegretario di intervenire sul progetto Fe-Ris e chiedono a Fabbri di indire un’assemblea pubblica per chiarire i progetti dei privati

    Mentre Vittorio Sgarbi ha appena inaugurato la mostra “Rinascimento a Ferrara” a Palazzo dei Diamanti, il Forum Ferrara Partecipata gli scrive una lettera aperta a proposito “di un controverso progetto urbanistico del Comune che contraddice i fasti rinascimentali della città”.

    “Dopo il suo intervento per la tutela del Palazzo dei Diamanti e a fronte di altre importanti prese di posizione a favore del rispetto e della conservazione del patrimonio artistico e paesaggistico – afferma il Forum -, ci stupisce, onorevole, che non abbia preso posizione sul progetto urbanistico Fé.ris”.

    Secondo il Forum questa collaborazione con il privato “non tutela l’interesse pubblico, oltre a prevedere la costruzione di un grande centro commerciale (9450 metri quadri) e di un enorme parcheggio (8545 metri quadri) a ridosso delle Mura, contempla l’edificazione di un nuovo palazzone con facciata in vetro e acciaio a lato dei giardini di palazzo Schifanoia”.

    Sarebbero molte, quindi, “le ragioni per cui il progetto Fé.ris dovrebbe essere bloccato: ma la proposta di simili manufatti in un quartiere dove si dovrebbero conservare e valorizzare alcuni tratti rinascimentali della città è – per usare un eufemismo – inguardabile”.

    Il Forum fa presente che nel “contratto con la città” dell’attuale sindaco, l’ex-caserma Pozzuolo del Friuli doveva diventare “un centro congressi e il Museo Innovazione Artistica, il tutto collegato a un rinnovato sistema museale e congressuale urbano”, non il centro della movida universitaria con una piazza, 400 alloggi per studenti ed un “food court” con bar ristoranti e centri benessere. “Perché al posto dei nuovi palazzi e della piazza – chiedono i cittadini – non si è pensato a ripristinare i giardini di palazzo Schifanoia e a creare nuove aree verdi, memoria degli orti dell’antico convento di san Vito? Davvero non si vuole pronunciare sull’ennesimo tentativo di far diventare Ferrara da città d’arte e di cultura a città simbolo della speculazione edilizia?”.

    Il Forum Ferrara Partecipata cambia indirzzo e si rivolge al sindaco Alan Fabbri per chiedergli “perché è l’impresa edile a divulgare a mezzo stampa alcune modifiche da apportare al progetto urbanistico Fe.ris, che è stato approvato in via preliminare dal consiglio comunale l’estate scorsa. Non è questo un compito dell’Amministrazione comunale?”.

    Altra domanda: “Da dove viene, poi, l’esigenza così impellente di apportare modifiche ad un progetto tanto magnificato dall’inizio? Se è stata la pressione della opinione pubblica attraverso le informazioni e le azioni del Forum Ferrara Partecipata, perché si insinua il velenoso «siamo sicuri che costoro agiscano nell’interesse pubblico», peraltro proveniente da soggetti che operano per il loro interesse privato e per realizzare profitti?”.

    Il Forum chiede quindi che “venga resa finalmente pubblica tutta la documentazione del progetto: Fe.ris non è un oggetto di marketing, è politica urbanistica, atti amministrativi, procedure, tempi certi, trasparenza, dibattito democratico, visione della città”.

    Il Forum fa presente che “se si vuole davvero aprire un dibattito pubblico, trasparente e civile sul principio di utilità pubblica”, allora “occorre assumere un’ottica di promozione di una discussione partecipata, coinvolgendo i cittadini”.

    In questo quadro, in primo luogo, “pensiamo vada abbandonato il progetto del centro commerciale in via Caldirolo, va verificata in via Cisterna del Follo la necessità di uno studentato, ma a prezzi calmierati in modo tale da ridurre la speculazione che colpisce le famiglie degli studenti fuori sede e messa interamente a verde l’area di viale Volano”.

    Alla luce di tutto ciò il Forum chiede a Fabbri di organizzare in tempi brevi un’assemblea pubblica “per spiegare con chiarezza e completezza le intenzioni della sua amministrazione a proposito dei contenuti reali del progetto Fe.ris”.

    Feris 2: il Forum Ferrara partecipata chiede di dialogare con l’Amministrazione

    Riceviamo e volentieri pubblichiamo il comunicato stampa del Forum Ferrara partecipata in  risposta a quello di Arco.

    COMUNICATO STAMPA
    Il Forum Ferrara Partecipata chiede perché sia l’impresa edile a divulgare a mezzo
    stampa alcune modifiche da apportare al progetto urbanistico Fe.ris, che è stato
    approvato in via preliminare dal consiglio comunale l’estate scorsa. Non è questo un
    compito dell’Amministrazione comunale?
    Da dove viene, poi, l’esigenza così impellente di apportare modifiche ad un progetto
    tanto magnificato dall’inizio? Se è stata la pressione della opinione pubblica
    attraverso le informazioni e le azioni del Forum Ferrara Partecipata, perché si
    insinua il velenoso “siamo sicuri che costoro agiscano nell’interesse pubblico”,
    peraltro proveniente da soggetti che operano per il loro interesse privato e per
    realizzare profitti? Se si pretende onestà intellettuale, allora venga resa finalmente
    pubblica tutta la documentazione del progetto: Fe.ris non è un oggetto di marketing,
    è politica urbanistica, atti amministrativi, procedure, tempi certi, trasparenza,
    dibattito democratico, visione della città.
    Il Forum non intende commentare le affermazioni dell’impresa: se un soggetto sente
    il bisogno di una campagna di marketing per rilanciare le proprie idee, come se
    fossero un prodotto già rifiutato dal mercato e bisognoso di restyling, sono fatti suoi.
    Se si vuole davvero aprire un dibattito pubblico, trasparente e civile sul principio di
    “utilità pubblica”, allora intanto occorre assumere un’ottica di promozione di una
    discussione partecipata, coinvolgendo i cittadini. In questo quadro, in primo luogo,
    pensiamo vada abbandonato il progetto del centro commerciale in via Caldirolo, va
    verificata in via Cisterna del Follo la necessità di uno studentato, ma a prezzi
    calmierati in modo tale da ridurre la speculazione che colpisce le famiglie degli
    studenti fuori sede e messa interamente a verde l’area di viale Volano
    Chiediamo al Sindaco di organizzare in tempi brevi ad una assemblea pubblica per
    spiegare con chiarezza e completezza le intenzioni della sua amministrazione a
    proposito dei contenuti reali del progetto Fe.ris.
    FORUM FERRARA PARTECIPATA

    Il nuovo look di Feris: ritocco o vero cambiamento?

    Il  primo risultato concreto della mobilitazione civica con cui alcune centinaia di cittadini ferraresi, in particolare i residenti nei quartieri interessati dal Feris, hanno tentato in questi mesi di far conoscere, seppure a distanza, all’’Amministrazione comunale le ragioni della loro opposizione al progetto  di rigenerazione urbana presentato alla città il 30 giugno scorso e approvato in consiglio comunale in luglio, è il nuovo documento programmatico che Arco costruzioni , autrice del progetto, ha proposto in questi giorni alla città.

    L’agenzia che ha redatto il comunicato stampa inviato alle redazione parla di un  ” nuovo look”,  che Feris avrebbe assunto dopo essere stato rivisto e modificato dal progettista responsabile di  Arco  ( impresa cooperativa ravennate,  autrice del progetto) dopo essersi consultato con l’Amministrazione e avere ascoltato le istanze dei cittadini.

    Tutto risolto dunque? o si tratta , come suggerisce il titolo, di un ritocco d’immagine, che non altera  la natura privatistica di un progetto che presenta molti aspetti ambigui sotto il profilo dell’interesse generale della comunità ferrarese?

    Le modifiche di Feris 2 riguardano non più soltanto le tre aree cittadine che Feris 1 intendeva  riqualificare con il recupero dell’ex caserma di via Scandiana e della Cavallerizza – destinati a studentato e residenze private, più food court – , la costruzione di un  parcheggio in via Volano e un  parco con supermercato in  via Caldirolo a ridosso delle mura estensi, ma si allarga su 5 aree.

    Il nuovo Feris coinvolge, infatti, altre due aree: un terreno   adiacente a via Caldirolo  da adibire a palestra  a cielo aperto, un terreno in via Bologna, nell’area ex Amga, che  il Comune si è già impegnato a bonificare con circa un milione di fondi  del PNRR  per renderlo disponibile per nuove attività economiche, ma, che, stando al comunicato  sembrerebbe , invece, già nella disponibilità di Arco costruzioni, che vorrebbe adibirlo ad area di negozi di prossimità.

    (Da notare che questa zona fuori Porta Paola è molto povera di residenze private e poco popolata di famiglie e più in generale di privati cittadini.)

    In Feris 2 sembrano  accolte le critiche relative alla presenza di residenze private dentro la ex Caserma, che scompaiono, mentre resta lo studentato, però  da 700 posti letto, quindi unamaxi offerta di alloggi per studenti fuori sede  Unife,  di cui non si dice se saranno ad affitto calmierato o no.

    Fanno, invece, la loro comparsa alcuni servizi food e welness a disposizione sia di studenti che di cittadini.

    Nella cavallerizza la food court del Feris 1 lascerebbe   il posto ad una sala congressi, soluzione decisamente  più in linea con la destinazione universitaria a  cui l’intervento di rigenerazione nel suo complesso si dice  finalizzato.

    Fra le stranezze di questa fase del confronto su Feris , al di là del valore delle modifiche, c’è il fatto che non è l’amministrazione a dialogare  con il Forum Ferrara città partecipata,  ma l’azienda di costruzioni, che   sembra ignorare  che l’unico interlocutore con cui la popolazione si ritiene qualificata a  dialogare su temi inerenti interventi di pubblica utilità e soprattutto di  portata così rilevante,  è proprio l’Amministrazione

    Tuttavia se sulla forma e sul tono del comunicato ci sarebbe molto altro da dire, soprattutto sul tentativo di  far passare i cittadini , prima,  come  interlocutori  privilegiati di una potente e lungimirante lobby del mondo  cooperativo delle costruzioni, poi , con tono insinuante, come  personaggi faziosi in vena di mettere i bastoni fra le ruote al progresso urbanistico ed economico della città , ciò che interessa valutare  è  se davvero il nuovo look apporta un vero cambiamento al progetto originario e di che peso e genere.

    In attesa di un comunicato ufficiale del Forum, è, intanto, il caso di sottolineare che se Feris due   riconosce  che le critiche espresse fin dal luglio scorso dal Forum   non erano fuori luogo, e questo è già molto importante, tuttavia il progetto resta ancora ben lontano dalla logica di una rigenerazione che sappia valorizzare  la bellezza e la storia della città estense e  insieme sappia proiettarne le sorti in un futuro sostenibile e ricco di opportunità proprio per i  giovani che ne frequentano l’università.

    I  20 o 30 anni di cui parla Feris 2,  se vengono  paragonati alla durata delle molteplici addizioni e rigenerazioni di cui Ferrara è stata protagonista nel suo antico e recente passato, fanno pensare  ad una operazione di piccolo cabotaggio,  sensibile alle esigenze del mercato delle ristrutturazioni urbane, ma del tutto estranea ad una visione complessiva del futuro di una città come Ferrara.  Una città povera di giovani e  ricca, invece,  di anziani attivi e operosi nel volontariato culturale e sociale;  una città povera di opportunità lavorative, ma ricca di musei e a forte vocazione culturale e di turismo culturale, come è nella sua identità di sito dichiarato dall’Unesco patrimonio dell’umanità.

    Dalia Bighinati

    Lettera aperta a Vittorio Sgarbi, sottosegretario alla Cultura

    Lettera aperta a Vittorio Sgarbi, sottosegretario alla Cultura
    – Forum Ferrara Partecipata,

    Patrimonio urbano : Mentre si apre la mostra «Rinascimento a Ferrara», la città è assediata nel suo centro storico dalla speculazione edilizia del progetto Fé.ris

    Abbiamo appreso con piacere che la mostra Rinascimento a Ferrara da lei curata ha ottenuto l’importante riconoscimento della medaglia del Quirinale.

    Il patrimonio artistico e culturale della nostra città è indiscutibile, anche se purtroppo non sufficientemente riconosciuto e difeso da chi pensa che «con la cultura non si mangia». Nel 1960 Bruno Zevi scriveva: «le mura difendono ancora Ferrara, non dai nemici esterni, ma da un’espansione edilizia vorace e pronta a distruggere il piano di Biagio Rossetti». Nel dopoguerra una parte della città cercava di tutelare e valorizzare l’immagine di una città rinascimentale, di un luogo unico con la campagna dentro e attorno alle mura, una città d’arte con una storia da conservare. Un’altra parte, invece, ha permesso, ad esempio, lo «sventramento» e ricostruzione del quartiere medievale di San Romano, con la demolizione della facciata residua del Palazzo della Ragione, lo slargo di Corso porta Reno fino al varco nelle mura, il rifacimento dello spazio fuori porta, con l’attuale via Kennedy, uno squallido blocco di residenze, negozi e uffici e un enorme parcheggio a fianco; operazioni che non si sarebbero dovute fare. E come queste, tante altre scelte scellerate sono state supportate dalle amministrazioni che si sono succedute, a fianco di operazioni benemerite di tutela del centro storico, del verde periurbano e della conservazione e valorizzazione delle mura.

    Dopo l’intervento per la tutela del Palazzo dei Diamanti e a fronte di importanti prese di posizione a favore del rispetto e della conservazione del patrimonio artistico e paesaggistico, ci stupisce, onorevole, che non abbia preso posizione sul progetto Fé.ris.
    Questa collaborazione con il privato che non tutela l’interesse pubblico, oltre a prevedere la costruzione di un grande centro commerciale (9450 metri quadri) e di un enorme parcheggio (8545 metri quadri) a ridosso delle Mura, contempla l’edificazione di un nuovo palazzone con facciata in vetro e acciaio a lato dei giardini di palazzo Schifanoia. Sono molte le ragioni per cui il progetto Fé.ris dovrebbe essere bloccato: ma la proposta di simili manufatti in un quartiere dove si dovrebbero conservare e valorizzare alcuni tratti rinascimentali della città è – per usare un eufemismo – inguardabile.

    Nel «contratto con la città» dell’attuale sindaco, l’ex-caserma Pozzuolo del Friuli doveva diventare «un centro congressi e il Museo Innovazione Artistica, il tutto collegato a un rinnovato sistema museale e congressuale urbano», non il centro della movida universitaria con una piazza, 400 alloggi per studenti e un «food court» con bar ristoranti e centri benessere. Perché al posto dei nuovi palazzi e della piazza non si è pensato a ripristinare i giardini di palazzo Schifanoia e a creare nuove aree verdi, memoria degli orti dell’antico convento di san Vito?

    Davvero non si vuole pronunciare sull’ennesimo tentativo di far diventare Ferrara da città d’arte e di cultura a città simbolo della speculazione edilizia?

    Forum Ferrara Partecipata

    Il nuovo look di Feris: nuovo documento programmatico di Arco Costruzioni e RHN

    Riceviamo e volentieri pubblichiamo integralmente il  Documento programmatico proposto dai developer ArCo Costruzioni e RHN, con le modifiche apportate in questi mesi alla prima redazione del progetto Feris .

    Il nuovo Documento programmatico modifica il precedente perimetro di intervento, definisce e rafforza i rilevanti elementi di beneficio pubblico che si creeranno per la città e per la comunità ferrarese attraverso l’attuazione del masterplan di rigenerazione urbana di Féris – Ferrara è rigenerazione, innovazione, sostenibilità, con le nuove funzioni per la città che il progetto introduce e tutti i benefici per la città e la cittadinanza presentati da Marco Da Dalto, advisor dell’operazione.l’importante progetto di rigenerazione urbana della città di Ferrara.

    Le principali linee programmatiche, che caratterizzano un intervento di visione unitaria distribuito su 5 aree urbane di Ferrara, puntano in maniera netta al miglioramento complessivo della vivibilità della città.

    Féris si rifà il look e diventa modello di rigenerazione urbana
    In un Documento programmatico tutti i benefici pubblici dell’intervento

    Il responsabile del progetto Marco Da Dalto: «Féris è un progetto “sopra le parti”, che genera valore reale per i Ferraresi, e rappresenta un salto di qualità nella progettazione e sposa in maniera concreta le Linee Guida regionali sulla rigenerazione urbana, le previsioni dell’agenda ONU 2030 e anticipa gli obiettivi strategici del Piano Urbanistico Generale in via di definizione. Candidato ad occupare uno spazio di rilievo come modello virtuoso di rigenerazione, sarà raccontato nel prossimo numero di maggio della rivista DOMUS, distribuita in 89 Paesi e punto di riferimento dell’architettura mondiale»
    Ferrara – 3 novembre 2022
    I developer ArCo Lavori e RNH e lo studio One Works come project leader, a seguito di una fase di confronto con l’Amministrazione comunale e di ascolto delle istanze emerse dalla cittadinanza nel corso degli ultimi mesi di dibattito, hanno definito un nuovo Documento programmatico che modifica il precedente perimetro di intervento, definisce e rafforza i rilevanti elementi di beneficio pubblico che si creeranno per la città e per la comunità ferrarese attraverso l’attuazione del masterplan di rigenerazione urbana di Féris – Ferrara è rigenerazione, innovazione, sostenibilità.
    Dopo la firma dell’Accordo ex art. 11L 241/90 tra ArCo Lavori e il comune di Ferrara (12 luglio 2022) e il deposito dell’istanza di Accordo di Programma in Variante secondo gli art. 59 e 60 L.R. 24/2017 (settembre 2022), prosegue quindi l’iter di un progetto destinato a segnare una svolta storica per la città e un nuovo orizzonte di sviluppo.
    L’intervento, nell’ultima versione, che agisce su oltre 100.000 mq distribuiti su 5 diverse aree del tessuto urbano, porterà a una rigenerazione e rifunzionalizzazione:
    – dell’area dell’ex Caserma Pozzuolo del Friuli e dell’ex Cavallerizza di via Scandiana, in degrado ormai da oltre trent’anni, che diventerà un campus universitario fino 700 posti letto, dotato di servizi di ristorazione e wellness aperti anche alla città, e il complesso non prevederà la presenza di edifici per la residenza privata. Il campus sarà affacciato su una piazza che fungerà da nuova centralità e spazio pubblico di congiunzione con l’edificio dell’Ex Cavallerizza, destinato invece ad ospitare una Sala congressi. Non saranno più previste residenze private;
    – dell’area di via Volano, ridotta negli ultimi anni a discarica e in progressivo ammaloramento ambientale, che sarà principalmente adibita a parco pubblico e in minima parte a parcheggi privati afferenti lo studentato e la nuova Sala Congressi;
    – di due aree in via Caldirolo, che ospiterà un parco pubblico e una struttura commerciale, e via Contardo d’Este, che si arricchirà di un ulteriore parco attrezzato con play ground e un centro sportivo outdoor volto al miglioramento dell’attrattività del territorio e all’aumento dell’offerta sportiva
    Ferrara è Rigenerazione, Innovazione, Sostenibilità
    – dell’area “ex Amga” di via Bologna, ex sede della Polizia Municipale e già inserita dal 2020 nel Piano alienazioni del Comune, ove dei servizi di vicinato aggregati faranno da cornice agli spazi dedicati a parcheggio e a verde pubblico.
    Le principali linee programmatiche, che caratterizzano un intervento di visione unitaria su aree già sottratte dagli attuali strumenti urbanistici alla verginità agricola, puntano in maniera netta al miglioramento complessivo della vivibilità urbana: si riduce l’indice edificatorio, realizzando circa 7.000 mq in meno di superficie utile; si rinaturalizzano circa 13.000 mq di aree; si “disigillano”, ovvero vengono resi di nuovo permeabili, oltre 60.000 mq di tessuto urbano cementato; si recuperano oltre 14.000 mq di edifici identitari situati nel centro storico della città; si bonificheranno oltre 78.000 mq di aree; si restituiranno a Ferrara oltre 40.000 mq di attrezzature e spazi collettivi.
    Féris si svilupperà attraverso una progettazione sostenibile che genererà 400 nuovi posti di lavoro. Complessivamente, oltre a dare nuova vita a parti di città in stato di abbandono e degrado, l’intervento apporta anche un beneficio economico alle casse comunali di oltre 8,2 milioni di euro, di cui 2,5 milioni in denaro.
    «Féris è un progetto “sopra le parti”, che ragiona su un orizzonte di 20-30 anni, tempo entro il quale si protrarranno gli effetti positivi generati anche dall’indotto e dal significativo beneficio pubblico: è un progetto che non può avere colore politico o rispondere a interessi di parte, perché esprime in maniera compiuta e positiva il valore di un accordo pubblico-privato dove la parte “pubblica” beneficiaria sono la cittadinanza e il futuro della città», spiega Marco Da Dalto, responsabile del progetto.
    «Quello a cui abbiamo lavorato e presentato lo scorso 20 gennaio nel Documento Programmatico in variante all’AdPiV in itinere, e sul quale l’Amministrazione Comunale sta facendo le proprie valutazioni, è un progetto strategico di rigenerazione urbana che coinvolge diverse aree della città, all’interno e fuori le mura. È un progetto che risponde a una domanda pressante di posti letto per studenti che una città a vocazione universitaria non può più trascurare se vuole diventare uno dei poli europei più attrattivi. È un progetto che riqualifica dei beni e delle aree da tempo esclusi dalla vita collettiva e che potranno tornare ad essere luoghi aperti alla città. È un progetto infine a forte vocazione pubblica che mette al centro l’interesse e il bene comune e che non può prescindere dalla sua condivisione con la comunità e gli organi che la governano», sottolinea Leonardo Cavalli, Managing Partner di One Works.
    «Féris porta a Ferrara una visione di lungo termine, propone un “bene per la città” che va oltre gli equilibri politici del momento e supera gli interessi di parte, e chiama anzi la politica – maggioranza e opposizione – a fare un salto di qualità. Siamo consapevoli che per far fare questo salto di qualità alla città e alla programmazione urbana il privato deve poter collaborare con una controparte politica visionaria e coraggiosa, come si è dimostrata essere l’attuale amministrazione e soprattutto il Sindaco, la figura più identitaria e il difensore più determinato del progetto Féris per l’enorme beneficio pubblico che esso genererà e per gli enormi effetti positivi che si riverseranno sulla città, anche negli anni avvenire. Il Sindaco non si è lasciato trascinare dalle polemiche sterili di chi non ha a cuore la crescita della città e ha sempre sostenuto che Ferrara merita quest’opportunità. Sono certo che, insieme ai decisori politici, sia la stessa comunità ferrarese la prima a riconoscere i benefici concreti che questo straordinario progetto porta alla città, e insieme lo realizzeremo. Non credo alle provocazioni di chi ha voglia di bloccare questo progetto attraverso narrazioni artefatte: passerebbe alla storia come chi lasciato alla città oltre 100.000 mq di aree in stato di degrado e in precarie condizioni ambientali, gli studenti di una Università prestigiosa privi di un campus accogliente, oppure come chi ha osteggiato l’abbattimento dei costi della spesa alimentare (oggi a Ferrara tra i più alti in Italia), in un momento in cui le famiglie hanno bisogno di sostegno, e la creazione di nuovi posti di lavoro. Se così fosse, sarebbe inspiegabile, illogico, tanto palesi gli effetti positivi del progetto e l’interesse pubblico. Ma allora forse il problema non sarebbe il progetto in sé, bensì l’insegna che arriverebbe in via Caldirolo. Che, lo ribadiamo viste le polemiche tendenziose delle scorse settimane, è un’area, che per effetto dell’insediamento della struttura commerciale, genera da sola circa 200 nuovi posti di lavoro e paga un contributo straordinario di oltre 1,5 milioni, già inserita in un ambito per nuovi insediamenti, priva di vincoli della soprintendenza, non ricadente nella fascia di rispetto delle mura, non è visibile dalle mura per la schermatura naturale della vegetazione esistente ed è sottoposta dall’ARPAE ad indagini suppletive per il riscontro del superamento dei limiti di tolleranza nei terreni e nelle acque di falda, da primi rilievi, in parte dell’area, per la presenza di arsenico, mercurio e idrocarburi pesanti. Siamo quindi sicuri che i detrattori del progetto Féris agiscano nell’interesse pubblico? Ci vuole onestà intellettuale e ai cittadini va raccontata la verità. Iniziamo con questo comunicato un percorso comunicativo e di sensibilizzazione che ci porterà a raccontare ai cittadini ferraresi il progetto», conclude Da Dalto.

     

    200 persone in bicicletta contro il progetto Fé.Ris

    Si scopre partecipato il flash mob organizzato dal comitato Caldirolo Libera e dal Forum Ferrara Partecipata contro la realizzazione del supermercato. In 200 sfilano sotto le mura e in un corteo in bicicletta per mettere sotto la lente anche la mancanza di ciclabili.

    Circa 200 persone hanno partecipato al flash mob di sabato mattina contro il progetto Fé.Ris. organizzato dal comitato Caldirolo Libera e dal Forum Ferrara Partecipata contro quella che è stata definita una “speculazione edilizia” per via della cementificazione del campo tra via Turchi e via Caldirolo per far sorgere nell’area un supermercato e il suo contestuale parcheggio a fronte della riqualificazione della caserma Pozzuolo del Friuli di via Cisterna del Follo.

    I dimostranti si sono dapprima quindi radunati in un presidio nel piazzale all’incrocio tra via dei Frutteti e via Caldirolo, prima di attraversa in bicicletta alcune volte il percorso che da via Caldirolo porta alle mura di Ferrara passando per via Frutteti e via Turchi, dove hanno organizzato un flash mob all’ex baluardo di San Rocco (nei pressi di dove dovrebbe sorgere l’area commerciale) disponendosi con dei cartelli che riportavano la scritta ‘No Feris basta cemento’ e uno striscione bicolore che recitava che il progetto Fé.Ris. “ferisce Ferrara”.

    “Il quartiere di via Frutteti si è animato di un’insolita manifestazione. Forse per la prima volta nella sua storia, certo per la prima volta nell’ultimo mezzo secolo, è stato attraversato da un corteo, una ‘sbicilenta’ – come gli organizzatori hanno voluto tradurre la ‘critical mass’ dei ciclisti – simbolo di una Ferrara che ormai va svanendo”, scrivono gli organizzatori di Caldirolo Libera e Forum Ferrara Partecipata. Il tutto “per esprimere dissenso e indignazione verso il progetto di un nuovo centro commerciale, parte del cosiddetto Fe.Ris., il discusso progetto di ‘urbanistica contrattata’ (vale a dire in deroga agli strumenti di pianificazione ordinaria)”, giudicando come “un abuso” il fatto che “l’area agricola venga cementificata dall’ennesimo spazio commerciale, in una zona che a distanza di dieci minuti di cammino ne vede già cinque (e senza contare l’ipermercato Le Mura, poco oltre)”.

    Non solo, per gli organizzatori “spacciare questa operazione per la realizzazione di un parco è una vera presa in giro, visto che aumenterà il traffico (anche di mezzi pesanti) e con esso l’inquinamento e le conseguenze per la salute in un contesto già segnato da polveri sottili e malattie polmonari. E si complicherà lo scolo delle acque piovane nella nostra città, messa a dura prova dalle precipitazioni che il cambiamento climatico rende più abbondanti”.

    Per gli organizzatori poi, il progetto “minaccia gli esercizi commerciali di quartiere, che sono un importante punto di riferimento per la socialità anche di vicinato”. “Una struttura alta tredici metri di fronte alle mura rinascimentali, alte circa la metà”, concludono gli organizzatori, “ne comprometterebbe il profilo paesaggistico, celebrato dall’Unesco come patrimonio dell’umanità”.

    A latere poi la scelta di disporsi in un corteo a pedali ha simboleggiato la volontà di protestare contro “la vergognosa carenza di piste ciclabili in via Caldirolo dall’incrocio con via della Fornace fino alla rotonda di Porta Mare. Ciclabili che questa e precedenti giunte non hanno mai realizzato e che adesso, per poter portare clienti al programmato ipermercato, si scopre che sarebbero facilmente realizzabili”.

    Secondo flashmob dei ‘No Feris’, biciclettata in via Caldirolo: le foto della manifestazione

    Circa 150 tra cittadini e attivisti hanno percorso le vie attorno all’area dove sorgerà l’ipermercato

    Circa 150 cittadini e attivisti in sella alla propria bicicletta per dire ancora una volta ‘no’ al progetto Feris. Sabato mattina è andato in scena il secondo flash mob (sui tre programmati): nello specifico, in questa occasione la contrarietà è stata rivolta alla costruzione del supermercato di via Caldirolo.

    “Questa ciclopasseggiata – ha chiarito Leonardo Polastri, ‘Caldirolo libera’ – è stata organizzata per sensibilizzare i residenti del quartiere, perché molti ancora non conoscono i dettagli del progetto. C’è molta confusione ma, al tempo stesso, anche grande partecipazione. Di giorno in giorno le persone che ci seguono sono sempre di più”.

    “Ad agosto – ha proseguito Cinzia Pusinanti, sempre di ‘Caldirolo libera’ – siamo rimasti molto sorpresi dalla proposta del Comune di costruire un ipermercato in questo quartiere. Ormai tanti ferraresi sono contrari, sia perché non vi è la necessità, in città, di un altro luogo simile, sia perché così facendo si andrebbe ad aumentare il volume di traffico. Il tutto, tra l’altro, proprio di fronte alle Mura cittadine”. Il prossimo flash mob, il terzo della serie, è in programma sabato 18 nell’area di viale Volano.

    01 - Flashmob 'No Feris' in via Caldirolo
    01 – Flashmob ‘No Feris’ in via CaldiroloFoto da: Flashmob ‘No Feris’ in via Caldirolo
    02 - Flashmob 'No Feris' in via Caldirolo
    02 – Flashmob ‘No Feris’ in via CaldiroloFoto da: Flashmob ‘No Feris’ in via Caldirolo
    03 - Flashmob 'No Feris' in via Caldirolo
    03 – Flashmob ‘No Feris’ in via CaldiroloFoto da: Flashmob ‘No Feris’ in via Caldirolo
    04 - Flashmob 'No Feris' in via Caldirolo
    04 – Flashmob ‘No Feris’ in via CaldiroloFoto da: Flashmob ‘No Feris’ in via Caldirolo
    05 - Flashmob 'No Feris' in via Caldirolo
    05 – Flashmob ‘No Feris’ in via CaldiroloFoto da: Flashmob ‘No Feris’ in via Caldirolo
    06 - Flashmob 'No Feris' in via Caldirolo
    06 – Flashmob ‘No Feris’ in via CaldiroloFoto da: Flashmob ‘No Feris’ in via Caldirolo
    07 - Flashmob 'No Feris' in via Caldirolo
    07 – Flashmob ‘No Feris’ in via CaldiroloFoto da: Flashmob ‘No Feris’ in via Caldirolo
    08 - Flashmob 'No Feris' in via Caldirolo
    08 – Flashmob ‘No Feris’ in via CaldiroloFoto da: Flashmob ‘No Feris’ in via Caldirolo
    09 - Flashmob 'No Feris' in via Caldirolo
    09 – Flashmob ‘No Feris’ in via CaldiroloFoto da: Flashmob ‘No Feris’ in via Caldirolo
    10 - Flashmob 'No Feris' in via Caldirolo
    10 – Flashmob ‘No Feris’ in via CaldiroloFoto da: Flashmob ‘No Feris’ in via Caldirolo
    11 - Flashmob 'No Feris' in via Caldirolo
    11 – Flashmob ‘No Feris’ in via CaldiroloFoto da: Flashmob ‘No Feris’ in via Caldirolo
    12 - Flashmob 'No Feris' in via Caldirolo
    12 – Flashmob ‘No Feris’ in via CaldiroloFoto da: Flashmob ‘No Feris’ in via Caldirolo
    13 - Flashmob 'No Feris' in via Caldirolo
    13 – Flashmob ‘No Feris’ in via CaldiroloFoto da: Flashmob ‘No Feris’ in via Caldirolo

    Biciclettata di protesta, in zona Caldirolo, contro Féris – INTERVISTE

    feris

    Seconda giornata di manifestazioni del Forum Ferrara Partecipata contro Fe Ris, il maxi progetto portato avanti dal Comune di Ferrara per creare uno studentato nell’ex caserma Pozzuolod el Friuli, un parcheggio in via Volano e un centro commerciale in via Caldirolo.

    E proprio contro quest’ultimo si sono scagliati i partecipanti della biciclettata che questa mattina si è tenuta nell’area di via Frutteti.

    Dopo il presidio sabato scorso in via Scandiana, questa mattina decine di manifestanti, armati di bici e cartelli, hanno sfilato lungo le strade della zona di Caldirolo.

    Prossimo appuntamento della protesta sabato prossimo in viale Volano, continua così il dissenso di questi ferraresi e Fe Ris continua a far discutere in città.

    Sentiamo allora le interviste raccolte

    In bicicletta per dire “no” al progetto FéRis

    Circa 250 persone hanno partecipato sabato mattina alla biciclettata per dire “no” al progetto FéRis portato avanti dall’Amministrazione comunale per la riqualificazione della ex caserma di Pozzuolo del Friuli e della ex Cavallerizza in via Scandiana. Tra i motivi del dissenso vi sono il rifiuto verso la costruzione di un nuovo centro commerciale nella zona e i timori per l’incremento del traffico. Per chi si oppone, si tratta di «un progetto sbagliato, sbagliatissimo».

    (Video di Filippo Rubin)