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Quando: Martedì 21 aprile 2026, ore 21
Dove: Centro Sociale il Melo, via del Melo, 60
Quando: Martedì, 21 aprile 2026, ore 10
Dove: presso la sede della Provincia, corso Isonzo, 105

    Tag: Il Resto del Carlino

    Strade, la petizione del ’Forum’: “Via XX Settembre è pericolosa. Zona 30 e una pista ciclabile”

    La richiesta inviata al sindaco per avere una strada più protetta per “gli utenti più deboli” “Le aree a bassa velocità hanno ridotto il numero di incidenti e l’inquinamento acustico” .

    na petizione per chiedere l’istituzione di una ’Zona 30’ e la realizzazione di un percorso ciclabile in via XX Settembre, “sicuro e delimitato, lungo tutta la strada, insieme ad interventi strutturali per la sicurezza e la vivibilità urbana”. A presentarlo è il Forum Ferrara partecipata il quale chiede, inoltre, “la predisposizione di uno studio di fattibilità che individui le soluzioni tecniche più efficaci per migliorare la sicurezza, dall’allargamento dei marciapiedi al restringimento della corsia automobilistica, dai cuscini berlinesi agli attraversamenti pedonali rialzati, inclusi quelli di urbanistica tattica”.

    La petizione si inserisce nel solco delle politiche europee e nazionali che promuovono la moderazione del traffico e la sicurezza stradale: zone 30 e piste ciclabili “sono gli strumenti fondamentali per la pianificazione della mobilità urbana finalizzata a ridurre il traffico veicolare di attraversamento e le velocità elevate”. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, spiegano gli esponenti del Forum, “gli interventi per abbassare la velocità sono misure salvavita, a basso costo e realizzabili, per ridurre le morti e i ferimenti dovuti alla circolazione stradale e facilitare molteplici benefici per la salute, l’ambiente e l’equità”.

    Gli esperti sulla mobilità urbana della Commissione europea “raccomanda che in tutte le aree urbane dell’Ue sia implementato il limite di velocità dei 30 considerato che a tale velocità il rischio di mortalità per un pedone investito da un’auto è di cinque volte inferiore che a 50 orari”. Inoltre il Piano nazionale della sicurezza stradale (Pnss) 2030 promuove il limite dei 30 “come misura chiave per ridurre gli incidenti sulle strade urbane”. Secondo una ricerca del Politecnico di Atene del 2024 (G. Yannis, E. Michelaraki), basato sull’analisi di 47 studi condotti su 40 città europee, le zone 30 hanno dimostrato una drastica riduzione degli incidenti stradali: fino al 37% di diminuzione della mortalità e un calo del 38% dei feriti.

    Le aree a bassa velocità hanno inoltre ridotto l’inquinamento acustico stradale tra i 2 e i 4 decibel e migliorato la qualità dell’aria riducendo le emissioni inquinanti, principalmente di ossidi di azoto e particolato fine. “Tenendo conto che, secondo i dati Istat – prosegue il Forum –, in Italia nel 2024 il 73,3% del totale degli incidenti (173.364) sono avvenuti in aree urbane, con un indice di mortalità di 1,1 morti ogni 100 incidenti, si evidenzia la rilevanza del provvedimento e la sua utilità per tutelare in modo concreto l’incolumità dei pedoni. La richiesta di realizzare in via XX Settembre una pista ciclabile protetta risulta conseguente alla pericolosità della corsia attualmente transitabile in bicicletta. In coerenza con il Piano nazionale, che considera i ciclisti tra le categorie di utenti a rischio, tale corsia, ora solo tratteggiata con segnaletica orizzontale, necessita di essere trasformata in pista ciclabile continua lungo tutta la via, ben delimitata in sede propria”.

    In sella alla bici per chiedere più sicurezza

    Una trentina di ciclisti ha percorso le strade del centro storico di Ferrara nella tarda mattinata di sabato scorso, partendo…

    Una trentina di ciclisti ha percorso le strade del centro storico di Ferrara nella tarda mattinata di sabato scorso, partendo dal Torrione di Porta Mare. Indossavano pettorine catarifrangenti con vari slogan come: “Più Bici – Meno Auto -Meno Smog – Più Salute”. L’iniziativa, promossa da Caldirolo Libera, Fiab e Forum Ferrara Partecipata, rientra nelle periodiche biciclettate iniziate nel 2023, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione sui ritardi nell’applicazione del Piano per la Mobilità Sostenibile (PUMS) e sull’allarmante tasso di incidentalità e mortalità stradale in città. Nonostante una percepita, seppur lenta, evoluzione nel comportamento degli utenti della strada e gli investimenti in alcune infrastrutture ciclabili, le statistiche e la cronaca continuano a riportare un numero inaccettabile di incidenti e investimenti di pedoni e ciclisti, anche sulle strisce pedonali. Un dato inaccettabile, sottolineano gli organizzatori, per una città che si è autoproclamata “città delle biciclette”. Il percorso della protesta, lento e rumoroso, ha toccato arterie chiave come corso di Porta Mare fino a Porta Po, via Arianova, via Belvedere, e via Ariosto. Molte di queste strade, evidenziano gli attivisti, sono prive persino delle “piste ciclabili emergenziali” (quelle delimitate unicamente da vernice sulla carreggiata) e, in alcuni casi, si trasformano in nodi di traffico intenso negli orari di ingresso e uscita dalle scuole. “Queste vie avrebbero dovuto essere considerate ‘strade scolastiche’ nel PUMS, con chiare limitazioni al traffico e al parcheggio,” si legge in una nota congiunta. “Queste biciclettate servono a ricordare alla nostra amministrazione che esiste un problema concreto di mobilità sostenibile, inquinamento da traffico e, soprattutto, di sicurezza stradale, che deve essere affrontato e risolto senza ulteriori indugi”.

    Bici e sicurezza. Una ‘ghost bike’ in via Pomposa

    Il ricordo di un ciclista morto in un incidente. Ferrara Partecipata: “Investire sulle infrastrutture”.

    Una mattinata di commozione e ricordo ha percorso ieri le strade di Ferrara nell’area di via Pomposa. Una trentina di ciclisti, molti con gilet gialli e cartelli con slogan per la sicurezza stradale e la mobilità sostenibile, si sono uniti in una pedalata silenziosa per onorare la memoria del ciclista tragicamente scomparso lo scorso ottobre investito da un’auto davanti alla Litografia Tosi. Il corteo si è fermato sul luogo esatto dell’incidente, dove i partecipanti hanno deposto una ‘ghost bike’. Queste biciclette bianche, silenziose testimoni di vite spezzate sulla strada, sono un simbolo potente della vulnerabilità dei ciclisti e un monito per una maggiore sicurezza stradale. La biciclettata, carica di significato, non si è conclusa con la deposizione della ghost bike. Il corteo di ciclisti ha poi proseguito il suo percorso, dirigendosi verso un altro punto cruciale per la sicurezza dei ciclisti ferraresi: il ponte che attraversa il diversivo del Volano.

    Proprio in prossimità di questo attraversamento, da tempo immemore, la comunità ciclistica locale, supportata da centinaia di firme raccolte attraverso diverse petizioni, sollecita la realizzazione di un ponticello ciclabile analogo a quello esistente. La presenza del corteo di ciclisti, con la sua silenziosa ma eloquente richiesta di maggiore sicurezza, ha reso ancora più tangibile l’urgenza di intervenire. La speranza – afferma il Forum Ferrara Partecipata – è che questa pedalata commemorativa possa riaccendere i riflettori sulla necessità di investire in infrastrutture ciclabili sicure”.

    “Inceneritore, l’accordo monetizza la salute”

    Il Forum Ferrara Partecipata boccia le compensazioni ottenute da Hera

    l Forum Ferrara Partecipata boccia l’accordo tra Comune ed Hera. E spiega le proprie perplessità: “Così si monetizza la salute dei cittadini”. Motivo del contendere, l’accordo come compensazione per il disagio ambientale derivante dall’innalzamento della capacità produttiva dell’inceneritore e della quota di rifiuti speciali non pericolosi lì bruciati. Il Forum è assolutamente contrario: “L’accordo – continuano i cittadini – prevederebbe un riconoscimento di circa 600mila euro annui, iniziando da una somma di circa 2,6 milioni per gli anni pregressi 2021-2025, per continuare negli anni a venire. Riteniamo tale scelta sbagliata e controproducente. Intanto, con quest’accordo l’Amministrazione comunale smentisce se stessa. Infatti, nel 2021, quando si decise di aumentare la capacità produttiva dell’inceneritore da 130.000 a 142.000 tonn/anno, il Comune di Ferrara si dichiarò contrario. Annunciò di adire le vie legali con un ricorso al TAR, ricorso di cui si sono perse le tracce e della cui fine l’Amministrazione comunale dovrebbe rendere conto alla cittadinanza. Soprattutto, però, con quest’accordo, si legittima il fatto che dovremo tenerci l’inceneritore con l’attuale capacità produttiva perlomeno fino al 2029, con la quasi certezza di proseguire anche successivamente. Si decide così di monetizzare la salute dei cittadini: per un po’ di soldi in più, si continua ad alimentare l’inceneritore che, notoriamente, procura problemi seri dovuti all’emissione di sostanze inquinanti nell’ambiente”.

    Quale futuro per Ferrara?. Esperti e cittadini in dialogo. Al via una serie di incontri

    Prenderà il via martedì, per il terzo anno consecutivo, il ciclo di incontri pubblici organizzati dipartimento di architettura di Unife, laboratorio di progettazione urbana e territoriale Citerlab e didattico Lsfd, insieme al Forum Ferrara Partecipata rivolti alla cittadinanza dal titolo ’Ferrara e le altre, incontri sulle città e i loro problemi’ che rientrano nel progetto di public engagement ’Abitare l’inclusione. Diritti e spazi urbani oltre il conflitto’, di cui è responsabile scientifico il professor Gianluca Forgione del dipartimento di studi umanistici di Unife. Tre pomeriggi per approfondire tematiche relative alla qualità del vivere e abitare la città, preliminari all’elaborazione di idee, proposte e visioni per la Ferrara futura stimolando il confronto con altre città.

    “Crediamo che i cittadini debbano essere informati e formati sulle scelte legate al cambiamento della città stessa”, ha esordito Francesca Cigala Fulgosi di Forum Ferrara Partecipata, aggiungendo che “proprio i cambiamenti che ci aspettano saranno possibili se i cittadini potranno dire la loro, immaginandoci una città più verde, senza automobili, con abitazioni accessibili a tutti, spazi di relazioni sociali, minor inquinamento e con un trasporto pubblico efficiente”.

    Il primo incontro dal titolo “Temi della città, forme della mobilità urbana” si svolgerà martedì 11 marzo, dalla 17 alle 19, nell’aula A2 del dipartimento di architettura con Laura Calafà, giurista dell’università di Verona ed Elena Dorato, architetto-urbanista di Unife, introdotte dal professore di progettazione urbanistica del dipartimento di architettura di Unife e coordinatore del Lsfd Romeo Farinella con Francesca Cigala Fulgosi.

    “Gli incontri sono rivolti non solo ai cittadini, ai docenti, ma anche agli studenti che faranno la tesi di laurea su Ferrara per la progettazione urbana – conclude Farinella – affrontando temi legati ai tempi della città come la mobilità urbana, il potenziamento della metropolitana urbana per collegare Ferrara alle altre città della regione, la politica di genere, un piano verde per ripensare Ferrara come una città-parco fino ai temi legati all’energia”. Seguiranno il 15 aprile “Il piano del verde per una città parco. Esperienze” con la partecipazione di Anna Lambertini, architetto del paesaggio dell’università di Firenze e Alessandra Marin, architetto-urbanista di Unife e il 6 maggio “Città, energia e comunità” con il sociologo dell’ambiente dell’università di Torino Dario Padovan.

    “Raccolta e gestione rifiuti, serve rivedere tutto il piano”

    “Ripubblicizziamo la gestione dei rifiuti urbani a Ferrara”. Si tratta dell’appello e proposta da Rete giustizia climatica e Forum Ferrara…

    Ripubblicizziamo la gestione dei rifiuti urbani a Ferrara”. Si tratta dell’appello e proposta da Rete giustizia climatica e Forum Ferrara partecipata, presentato davanti ai referenti del comitato, Corrado Oddi, Marino Pedroni, Alessandra Guidorzi, Angela Soriani. Presenti anche Arianna Chendi, Giuliana Andreatti e Morena Felisatti de ‘La Comune’ (foto), che sostiene l’iniziativa. Una campagna che sarà al centro del flash mob ‘Liberiamo Ferrara da Hera’, promosso da Rete giustizia climatica e Forum, sabato alle 10 davanti allo sportello della multiutility in viale Cavour. La proposta si articola in tre azioni, ovvero, la ripubblicizzazione del servizio dei rifiuti urbani, un servizio di raccolta rifiuti porta a porta, questo con la finalità di dimezzare l’incenerimento dei rifiuti. “Dalla fine del 2017, quando è scaduta la concessione, Hera – ha spiegato Corrado Oddi – continua a gestire in proroga il servizio di raccolta dei rifiuti urbani nel Comune di Ferrara. A distanza di 7 anni, è venuto il momento di decidere quale sarà il soggetto che dovrà gestire questo servizio negli anni a venire. È sempre più chiaro che l’attuale amministrazione intende procedere a svolgere una gara per scegliere il soggetto cui affidare il servizio, con il risultato pressoché scontato che Hera continui a farlo per i prossimi 15-20 anni, vista l’esperienza concreta delle gare svolte”.

    Nella relazione di Oddi, emerge la proposta di avere una raccolta porta a porta, con tariffa puntuale e gestione pubblica del servizio. “Dare vita ad un’azienda totalmente pubblica – aggiunge – di proprietà del Comune, costruendo meccanismi di partecipazione alle scelte di fondo da parte dei lavoratori e dei cittadini. Ci sono diverse realtà che l’hanno fatto: per stare in Emilia-Romagna, è il caso di Alea, azienda pubblica del Comune di Forlì e di altri 12 Comuni limitrofi, nata nel 2018. E che oggi presenta i risultati migliori in regione, in termini di diminuzione dei rifiuti prodotti e di riciclaggio degli stessi”.

    Sui dati di raccolta, Corrado Oddi precisa ancora: “A Ferrara la raccolta differenziata à molto alta, circa l’87% dei rifiuti prodotti. Questo, però, è un dato ingannevole: bisogna infatti considerare anche quant’è la produzione complessiva dei rifiuti e gli scarti che derivano da una bassa qualità della differenziata. Su questi aspetti il Comune non va bene”.

     

    Flash mob a Ferrara contro il Piano Urbanistico Generale: il Forum chiede cambiamenti

    Il Forum Ferrara Partecipata organizza un flash mob per discutere il nuovo Piano Urbanistico Generale e tutelare i beni comuni

    Flash mob contro il Pug. Il Forum Ferrara Partecipata organizzerà martedì, dalle 14.30 alle 15, un flash mob davanti allo scalone del palazzo Municipale ed entrerà ad assistere ai lavori del consiglio comunale in cui verrà discusso il nuovo Piano Urbanistico Generale.

    “Vogliamo una città non privatizzata, libera dal traffico e dal cemento – sottolinea il Forum Ferrara Partecipata – per la tutela dei beni comuni. Chiediamo che le nostre osservazioni al Piano Urbanistico vengano discusse e accolte dal Consiglio Comunale.

    Un Piano Urbanistico dovrebbe delineare la visione della città futura e definire con chiarezza lo sviluppo della città per i prossimi anni individuando le regole per la effettiva realizzazione delle linee strategiche individuate: così non è. Il Piano Urbanistico non disegna concretamente la città futura e non garantisce la prevalenza dell’interesse pubblico.

    Lo strumento di pianificazione che il Comune di Ferrara ha predisposto si fonda su tre capisaldi: ‘la rigenerazione della città, la riduzione del consumo di suolo, il miglioramento della qualità urbana ed ecologico-ambientale di città e frazioni’: si tratta indubbiamente di linee guida giuste e condivisibili, il problema è che rischiano, in assenza di indicazioni precise, di restare mere enunciazioni di buone intenzioni.
    Le scelte strategiche di rinnovamento sostenibile del territorio rischiano di restare pure affermazioni di principio. Troppo vaghe sono le indicazioni vincolanti per ridurre i rischi ambientali legati ai cambiamenti climatici, contrastare gli allagamenti, ridurre le isole di calore.
    Manca una visione strategica complessiva della mobilità urbana, che costituisce uno degli aspetti strutturali di una pianificazione orientata verso la transizione ecologica. Manca un piano di edilizia sociale, tema fondamentale nella nostra città.”

     

     

    Forum Ferrara partecipata: “Nel Pug la nostra idea di città: verde e decarbonizzata”

    Assieme ad altre sette associazioni, i promotori convocano un’assemblea per domani “Piano urbanistico, speriamo che il processo di interlocuzione non ripeta quello di Feris” .

    ‘Di chi è la città?’ si chiede il Forum Ferrara Partecipata, che assieme ad altre associazioni cittadine ha indetto un’assemblea pubblica per domani pomeriggio (ore 17.30) in Piazza della Cattedrale. Un incontro nel quale saranno diversi i temi trattati, a partire dalle osservazioni al Piano Urbanistico Generale (Pug) la cui approvazione è stata rinviata dalla giunta, fino alle proposte di una città verde, sostenibile e decarbonizzata. Oltre al Forum, sono altre sette le associazioni che hanno aderito all’iniziativa: Cittadini del Mondo, Associazione PiazzaVerdi, Centro Sociale ‘La Resistenza’, Caldirolo Libera, Koesione 22, Ferrara 2030 e Italia Nostra.

    “L’amministrazione ha deciso di rinviare l’approvazione del Pug ma abbiamo scelto di confermare la nostra assemblea pubblica – ha spiegato Corrado Oddi di Forum Ferrara Partecipata -, in quanto non tratteremo solo delle osservazioni al Piano Urbanistico Generale ma anche della nostra idea di città. Speriamo, tuttavia, che il processo di interlocuzione per il Pug non faccia la fine di quello del Fèris, e che i tempi siano più celeri. Come intendiamo Ferrara? Verde, decarbonizzata e capace di salvaguardare gli spazi pubblici. Il Parco Bassani non deve essere snaturato con degli eventi insostenibili, serve sviluppare un nuovo Parco Sud che possa ospitarli; in più, continuiamo a battere sulla riqualificazione dell’ex caserma di via Cisterna del Follo”. Tra i punti anche la salvaguardia degli spazi pubblici, per il rilancio di una cultura legata al territorio: secondo i referenti del Forum mancano spazi per incontri, assemblee e riunioni se non a pagamento.

    “Il Centro Sociale ‘La Resistenza’ ha rappresentato un punto di riferimento per la cittadinanza, ma anche il Cinema Boldini può diventare uno spazio in cui proporre una cultura di un certo tipo – spiegano -, così come le biblioteche pubbliche”. Il focus si sposta poi sulla qualità della vita nelle frazioni, contrastando impianti impattanti come il biogas e il biometano: su questo tema da tempo si fanno sentire gli abitanti di Villanova di Denore.

    E poi una particolare attenzione al rione Krasnodar, rappresentato dall’associazione Koesione 22: “I lavori della ferrovia stanno creando grandi disagi, il rione è tagliato a fette e i collegamenti col centro cittadino sono spariti – le parole di Massimo Cavallina, referente dell’associazione in conferenza stampa -, per questo ci siamo preoccupati della viabilità ciclistica e pedonale del nostro quartiere. Chiediamo una ricucitura, così come la costruzione di una piazza vicino alla scuola De Pisis”.

    “Insieme per trasformare Ferrara in una città a misura di donna”

    Il Forum Ferrara Partecipata promuove un convegno per trasformare Ferrara in una città più inclusiva ed equa, con una prospettiva femminile e femminista.

    Trasformare Ferrara in una città a misura di donna più inclusiva ed equa. Il Forum Ferrara Partecipata lancia un nuovo appuntamento pubblico attraverso un convegno tematico. Si tratterà di un’occasione per una riflessione sugli spazi urbani attraverso una prospettiva femminile e femminista. L’evento è in programma giovedì 3 ottobre alle 17; il titolo sarà ‘La visione delle donne per trasformare Ferrara in una città delle pari opportunità’ e si terrà nella sala Sinodale della parrocchia di San Giacomo Apostolo, in via Arginone. Un’iniziativa presentata dalle rappresentanti del neo gruppo ‘Ferrara, le donne e la città’ al Centro Documentazione Donna. Ad aprire l’evento saranno Alessandra Guidorzi del Forum Ferrara Partecipata e Laura Calafà, docente di Diritto del lavoro all’Università di Verona. All’incontro interverranno due esperte Chiara Belingardi, ricercatrice dell’Università di Firenze e co-autrice del libro ‘La libertà è una passeggiata. Donne e spazi urbani tra violenza strutturale e autodeterminazione’ e Antonella Parigi, co-fondatrice della scuola Holden, presidente dell’associazione ‘Torino città per le donne’ e assessora alla cultura, pari opportunità, turismo della città di Moncalieri. In questa occasione, nascerà ufficialmente il gruppo ‘Ferrara, le donne e la città’, che si propone di continuare il lavoro avviato dal Forum, impegnato nella progettazione di una trasformazione urbana che sia più inclusiva e accogliente, superando quelle barriere fisiche, economiche e simboliche che limitano la vita quotidiana delle donne. “Diverse città hanno già integrato- hanno spiegato le referenti del gruppo – la parità di genere nelle loro politiche urbane, un modello che il gruppo vuole ora esplorare e fare proprio. L’obiettivo di elaborare un nuovo modello di città che superi i limiti attuali basati sul valore immobiliare e sulle strutture produttive del secolo scorso, favorendo la giustizia sociale ed ecologica. La crisi climatica e le diseguaglianze sociali richiedono una nuova visione urbana che metta al centro la sostenibilità e il bene comune. Lo sguardo delle donne sulla città – concludono le organizzatrici – può dare un grande contributo a cambiare il pensiero sulla città stessa ed immaginare nuovi spazi e modi di vivere insieme”.

    «Antenna in via Caldirolo, distanza violata»

    Esposto di Forum Ferrara Partecipata in Procura

    Antenna di via Caldirolo, esposto alla Procura della Repubblica del Forum Ferrara Partecipata. «Verso la fine del 2023 – così ricostruiscono la vicenda – veniva installato un ‘palo telefonico’ su base in cemento, alto 30 metri, al centro della rotatoria di via Caldirolo, intersezione via Luigi Turchi, suscitando forte clamore e perplessità tra i cittadini. La rotatoria su cui è collocato il palo, tralasciando le varie zone sensibili nelle quali rientra, o nelle immediate vicinanze, dista 45 metri dal confine col parco delle mura (sottomura est e degli Angeli), area di rispetto panoramico ed è visibile dal parco». A febbraio il Forum Ferrara Partecipata ha inviato un esposto alla Procura della Repubblica di Ferrara «ritenendo violato il regolamento urbanistico edilizio del Comune di Ferrara (vigente fino all’adozione del Pug) che stabilisce “una distanza minima di 150 metri degli impianti di trasmissione di segnali via etere dai percorsi e punti divalore panoramico».«Dalla risposta dell’Amministrazione – prosegue la nota – all’interpellanza del gruppo consiliare Pd, presentata a novembre 2023, è emerso che il Settore Governo del Territorio Pianificazione generale e paesaggistica, rilevate due ‘interferenze’ in merito al Rue, ovvero l’impatto della trasformazione rispetto ai punti di vista panoramici e l’impatto paesaggistico prodotto, invitava la società interessata a predisporre uno studio adeguato a verificare l’impatto dell’intervento previsto e a identificare provvedimenti volti a minimizzare gli eventuali impatti. L’ integrazione della società così concludeva: «… si può ragionevolmente concludere che si ritiene contenuto l’effetto della stazione radio base sul contesto paesaggistico e culturale di riferimento e che la vegetazione già presente sia sufficiente alla mitigazione dell’impatto paesaggistico’. A seguito di ciò, senza procedere ad uno specifico controllo l’intervento veniva autorizzato. Se fosse stato compiuto un controllo, si sarebbe accertato che la struttura era visibile dalle mura e che l’impatto non era limitato. L’amministrazione dimostra poca sensibilità nei confronti del patrimonio culturale e ambientale della nostra città».

    Il Forum sul Pug «Mancano caserma e mobilità “green”»

    Italia Nostra: «Indici troppo alti»

    Ferrara Con il Forum Ferrara Partecipata sono scese ieri pomeriggio in piazza, almeno otto associazioni più i residenti di Villanova per rendere partecipe la cittadinanza di diverse istanze. Ha dato il benvenuto alla piccola folla che si è radunata Corredo Oddi a nome del Forum Ferrara Partecipata, che ha riassunto le problematiche su chi si sono poi soffermati lungamente ed ampiamente i successivi relatori.
    Per prima è intervenuta Francesca Cigala (Ffp) che ha presentato inizialmente le osservazioni relative alla Caserma di Cisterna del Follo. «I cittadini hanno tutto il diritto di decidere e proporre le modalità di recupero del grande fabbricato- ha esordito – Per altri palazzi nelle stesse condizioni esistono le schede progettuali mentre la Caserma viene citata nell’elenco dei fabbricati da rigenerare, ma non ha schede operative.
    Noi chiediamo quindi che venga reinserita nel Piano urbanistico per essere così rassicurati». Un altro tema sul quale si è soffermata Cigala è stata la mobilità, fondamentale per salvaguardare la salute degli abitanti e dell’ambiente. «Il Piano dichiara di volere una mobilità sostenibile – ha concluso – ma solo come principio poiché nella realtà manca una strategia per realizzarla».
    Sulla stessa linea si è mostrato d’accordo Giuseppe Lipani presidente della sezione ferrarese di Italia Nostra che ha aggiunto altre osservazioni al Pug: «Mi riferisco innanzitutto a quattro punti essenziali: Parco Urbano perché si rispetti quell’equilibrio naturale che purtroppo è stato in parte compromesso dopo il grande concerto; il Centro Storico;l’Indice di densità edilizia che consente la costruzione di palazzi molto alti e di supermercati in zone come le Mura; e la destinazione dell’uso degli immobili per le associazioni culturali. Al Piano urbanistico manca assolutamente una normativa chiara che non consenta interpretazioni utilitaristiche».
    Accanto alle problematiche riguardanti la città, Sandra Travagli di Villanova ha portato invece l’attenzione su quelle relative alle frazioni.
    «Ci preme far sentire la voce delle frazioni tutte- ha esordito – perché Ferrara è composta anche da un territorio che per noi sta rischiando moltissimo. Mi riferisco alla centrale di biometano dalle enormi dimensioni che si vuole costruire senza considerare che la sua attività non risponde alla tutela degli abitanti e nell’ambiente i lavori dovrebbero iniziare nel marzo 2026 e noi da due anni lottiamo contro questo progetto che porterà sulla via Pomposa un incredibile traffico di automezzi pesanti e di trattori che inquinerà, creando notevoli disagi anche agli automobilisti. Tutti i venerdì abbiamo dimostrato con striscioni e cartelli vicino allo scalone del Municipio il nostro dissenso senza riuscire ad incontrare ancora il sindaco».

    Margherita Gobetti

    ’Ferrara partecipata’ in campo: “La politica rifletta su rinnovabili, consumo di suolo e aree verdi”

    Il forum affida ai partiti un pacchetto di proposte per la “conversione ecologica della città”. Il 16 gennaio convegno con Farinella e Venturi. Tagliati: “Vogliamo essere trasversali”.

    Il Forum Ferrara Partecipata apre la campagna elettorale. E sono i portavoce Alessandro Tagliati, Francesca Cigala e Sergio Fiocchi ad annunciarlo. La prima occasione pubblica sarà l’incontro, in programma martedì 16 gennaio alla sala della parrocchi di San Giacomo Apostolo (in via Argine ducale), con il docente Unife, Romeo Farinella e Margherita Venturi, docente dell’Alma Mater in cui verrà illustrata la proposta di realizzare un piano urgente di conversione ecologica della città. Saranno proprio i temi ambientali il fulcro dell’attività del Forum. “Consegniamo a tutta la politica – spiega Cigala – le nostre proposte che, sinteticamente, riguarderanno la mobilità, il passaggio alle rinnovabili (che presuppone l’abbandono dei combustibili fossili), la rinaturalizzazione della città con l’estensione delle aree verdi e lo stop al consumo di suolo”. Proprio sul tema della mobilità, Cigala insiste a più riprese spiegando che “non servono interventi a spot, ma serve una vera e propria rivoluzione sulla mobilità”. Lo slogan che lancia Tagliati delinea una prospettiva: “Ferrara deve diventare una grande comunità energetica”. Anche su questo punto, partendo dalla valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, l’esponente del Forum rilancia la necessità di “realizzare un piano per l’installazione di pannelli solari sui tetti degli immobili comunali”. Perché evidentemente il motore propulsivo della rivoluzione green che l’associazione di cittadini ha in mente è proprio il Comune. La dimensione, secondo Fiocchi, deve essere quella “comunitaria: lo sforzo da fare è uscire dall’individualismo per cercare soluzioni che facciano bene alla collettività”. Al netto delle enunciazioni di principio, i militanti del Forum vogliono “consegnare alla politica” una serie di spunti operativi “per lavorare concretamente su questa emergenza sulla quale vengono spese tantissime parole, ma di fatti se ne vedono ancora ben pochi”. La dimensione, certamente, è globale. “Ma il primo sforzo per invertire la tendenza – ammonisce Cigala – deve partire proprio dalla dimensione delle città”. Se è vero che il Forum nasce come movimento civico di contrapposizione al progetto Feris (poi bocciato in Consiglio Comunale, dopo un lungo strascico polemico in particolare sull’ipotesi di realizzare un centro commerciale a ridosso delle Mura), lo sforzo dei militanti è quello “essere trasversali”. “Il nostro auspicio – aggiunge Tagliati – è che al nostro incontro non partecipino solo i cittadini o i politici di un solo schieramento. Vorremmo che tutti si confrontassero su questo tema”.

    “Transizione ecologica, focus sulla sostenibilità”

    Circa ottanta persone hanno assistito all’incontro del Forum Ferrara Partecipata di martedì pomeriggio nella chiesa di San Giacomo, in cui…

    Circa ottanta persone hanno assistito all’incontro del Forum Ferrara Partecipata di martedì pomeriggio nella chiesa di San Giacomo, in cui sono state presentate le proposte per la conversione ecologica di Ferrara. L’evento era stato organizzato dal Forum in vista delle elezioni amministrative di giugno, invitando cittadini e forze politiche a un confronto per garantire un’effettiva transizione ecologica con impegni concreti. “Il tema ecologico non è tra le priorità di gran parte delle forze politiche, tranne di qualche eccezione – afferma Francesca Cigala del Forum Ferrara Partecipata –, vorremmo che fosse al centro della vita pubblica. Il Forum non scenderà in campo per le elezioni – specifica Cigala – ma porteremo comunque avanti i temi della città”. Tra le proposte avanzate c’è quella di rendere progressivamente gratuito il trasporto pubblico, oltre che potenziarlo, come già avviene in altre città. Questo per disincentivare l’uso dell’auto. Sempre sulla mobilità il Forum propone l’estensione dell’area pedonale e della Ztl a tutto il centro dentro le mura. Sulla transizione e la riqualificazione energetica, tra le varie proposte c’è quella di sostenere lo sviluppo delle comunità energetiche con incentivi e campagne di informazione. Tra i temi affrontati, anche lo stop al consumo di suolo. “No al green washing” afferma Romeo Farinella dell’Università di Ferrara rimarcando come i temi verdi non possano essere usati solo come facciata. “Il nucleare è una falsa alternativa. Non è sostenibile dal punto di vista ambientale, da quello economico e sul piano sociale – spiega Margherita Venturi, professoressa dell’Università di Bologna –, altra falsa via riguarda l’uso dei biocombustibili, come il biogas che continua ad emettere metano. La giusta direzione è quella delle fonti energetiche rinnovabili, che non sono inquinanti”.

    “Il tema della sostenibilità è per noi prioritario – afferma Federico Besio di Europa Verde –. Bisogna lavorare sull’aspetto culturale, sensibilizzando la cittadinanza anche facendo gemellaggi strategici con le città del Nord Europa. Invece di pensare alla Cispadana bisognerebbe creare una seria rete ferroviaria con Modena, Verona e le città della Romagna per favorire il commercio e per agevolare i cittadini”. Di legame tra giustizia sociale e conversione ecologica ha parlato Sergio Golinelli di Sinistra Italiana. All’incontro sono intervenuti anche Marcella Ravaglia de ’La Comune’, Francesco Colaiacovo del Pd, Paride Guidetti del Movimento 5 Stelle, Dario Maresca di ’Ferrara bene comune’ e Andrea Malacarne di ’Italia Nostra’.

    ’Ferrara partecipata’ in campo: “La politica rifletta su rinnovabili, consumo di suolo e aree verdi”

    Il forum affida ai partiti un pacchetto di proposte per la “conversione ecologica della città”. Il 16 gennaio convegno con Farinella e Venturi. Tagliati: “Vogliamo essere trasversali”.

    Il Forum Ferrara Partecipata apre la campagna elettorale. E sono i portavoce Alessandro Tagliati, Francesca Cigala e Sergio Fiocchi ad annunciarlo. La prima occasione pubblica sarà l’incontro, in programma martedì 16 gennaio alla sala della parrocchia di San Giacomo Apostolo (in via Argine ducale), con il docente Unife, Romeo Farinella e Margherita Venturi, docente dell’Alma Mater in cui verrà illustrata la proposta di realizzare un piano urgente di conversione ecologica della città. Saranno proprio i temi ambientali il fulcro dell’attività del Forum. “Consegniamo a tutta la politica – spiega Cigala – le nostre proposte che, sinteticamente, riguarderanno la mobilità, il passaggio alle rinnovabili (che presuppone l’abbandono dei combustibili fossili), la rinaturalizzazione della città con l’estensione delle aree verdi e lo stop al consumo di suolo”.

    Proprio sul tema della mobilità, Cigala insiste a più riprese spiegando che “non servono interventi a spot, ma serve una vera e propria rivoluzione sulla mobilità”. Lo slogan che lancia Tagliati delinea una prospettiva: “Ferrara deve diventare una grande comunità energetica”. Anche su questo punto, partendo dalla valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico, l’esponente del Forum rilancia la necessità di “realizzare un piano per l’installazione di pannelli solari sui tetti degli immobili comunali”. Perché evidentemente il motore propulsivo della rivoluzione green che l’associazione di cittadini ha in mente è proprio il Comune.

    La dimensione, secondo Fiocchi, deve essere quella “comunitaria: lo sforzo da fare è uscire dall’individualismo per cercare soluzioni che facciano bene alla collettività”. Al netto delle enunciazioni di principio, i militanti del Forum vogliono “consegnare alla politica” una serie di spunti operativi “per lavorare concretamente su questa emergenza sulla quale vengono spese tantissime parole, ma di fatti se ne vedono ancora ben pochi”. La dimensione, certamente, è globale. “Ma il primo sforzo per invertire la tendenza – ammonisce Cigala – deve partire proprio dalla dimensione delle città”. Se è vero che il Forum nasce come movimento civico di contrapposizione al progetto Feris (poi bocciato in Consiglio Comunale, dopo un lungo strascico polemico in particolare sull’ipotesi di realizzare un centro commerciale a ridosso delle Mura), lo sforzo dei militanti è quello “essere trasversali”.

    “Il nostro auspicio – aggiunge Tagliati – è che al nostro incontro non partecipino solo i cittadini o i politici di un solo schieramento. Vorremmo che tutti si confrontassero su questo tema”.

    Slogan e striscioni sullo scalone «Ex caserma, ecco le nostre idee»

    Il Forum Ferrara partecipata consegna un libro con le proposte per la struttura di via Cisterna del Follo
    A ricevere il dono il personale della segreteria del sindaco: «Lo faremo avere al primo cittadino»

    «Da 298 giorni stiamo aspettando che il sindaco mantenga la parola, finché non avverrà continueremo a protestare»

    Con il Natale ormai alle porte anche il Forum Ferrara Partecipata ci ha tenuto a fare un regalo al sindaco Alan Fabbri. Ieri mattina un presidio formato da una quindicina di persone, riunitosi sotto lo scalone del Comune in piazza municipale, ha consegnato il libro contenente le prime idee dei cittadini sul recupero dell’ex caserma di via Cisterna del Follo, raccolte durante un’assemblea pubblica. Ad accogliere i cittadini non c’era Fabbri, in quel momento assente al municipio, ma a ricevere il dono è stato il personale della segreteria del sindaco, promettendo di far avere il pensiero al numero uno della giunta comunale. «Nel mese di febbraio! sindaco, dopo la sospensione da parte del consiglio comunale del progetto Feris, aveva promesso l’avvio di un percorso partecipativo che che avrebbe coinvolto i cittadini rivendicano i cittadini del Forum, che continuano a giugno, abbiamo sollecitato il primo cittadino a dare concretezza alle sue parole, dandogli il libro che ieri gli abbiamo riconsegnato. Non ricevendo alcuna risposte, a luglio abbiamo iniziato a manifestare tutti venerdì sotto il palazzo comunale, mentre a novembre abbiamo nuovamente scritto al sindaco chiedendogli un incontro, non ricevendo alcuna risposta. Con l’uscita recente del bando regionale sulla partecipazione il Forum Ferrara Partecipata si è attivato per presentare la propria candidatura, chiedendo al CSV (Centro Servizi Volontariato) di fare il capofila. Da loro hanno poi ricevuto la notizia che il Comune di Ferrara non ha concesso la propria adesione come ente attuatore alla loro proposta di candidatura al bando. – concludono dicendo -A questo punto ci preme sollecitare ulteriormente l’amministrazione comunale, affinché ci si un reale processo di partecipazione e che avvenga in forma strutturata per garantire un reale coinvolgimento di tutti cittadini».Al presidio di ieri mattina tra i vari attivisti del Forum c’erano Corrado Oddi e Francesca Cigala che commenta così: «Da 298 giorni stiamo aspettando che sindaco mantenga la parola data e finché questo non avverrà continueremo a protestare ogni venerdì da gennaio». Stesso pensiero anche per Angela Soriani, residente nei pressi dell’ex caserma, che dopo aver consegnato il regalo alla segreteria di Fabbri afferma: «Continueremo a chiedere di portare avanti la partecipazione dei cittadini».

    “La città del domani?. Con i cittadini”

    Il Forum Ferrara Partecipata organizza un incontro pubblico per discutere di democrazia partecipativa, Bilancio Partecipativo, Assemblea Cittadina e Web-Democracy per costruire il futuro di Ferrara. Tre relatori esperti discuteranno con i cittadini e le forze politiche.

    Si intitola: ’Tra un’elezione e l’altra. In che modo i cittadini possono partecipare davvero a costruire il futuro di Ferrara e delle sue frazioni’. Parliamo dell’incontro pubblico del Forum Ferrara Partecipata promosso per domani alle 17.30 nella Sala Macchine di Grisù. “All’incontro verranno – così una nota – presentate le proposte del Forum per un sistema strutturato di democrazia partecipativa da attivare a livello comunale per garantire l’effettiva partecipazione dei cittadini al governo della città. Saranno invitati a confrontarsi tre relatori, scelti per competenze ed esperienza sul tema, insieme ai cittadini e a tutte le forze politiche interessate, in vista delle prossime elezioni”.

    Tre le linee guida: l’esperienza del Bilancio partecipativo in cui i cittadini, in assemblee territoriali possono esprimersi sulla destinazione di risorse di investimenti comunali in aree specifiche. L’assemblea cittadina, composta da un campione estratto a sorte e rappresentativo dal punto di vista socio-demografico della cittadinanza che si esprime su temi strategici, come nell’assemblea per il clima di Bologna. Infine, la web-democracy, lo sviluppo di piattaforme e strumenti digitali che rendano effettiva e diffusa la partecipazione dei cittadini dal basso, sull’esperienza di diverse città europee. Interverranno Rodolfo Lewanski, professore dell’Alma Mater, e tra i massimi esperti in Italia di democrazia partecipativa, Alessandra Marin di Unife ed esperta di urbanistica partecipata, e Massimo Rossi, uno dei primi sindaci in Italia a realizzare un bilancio partecipato a Grottammare. “L’incontro – spiegano gli organizzatori – invita a riflettere sul significato del voto, in un momento di crisi delle democrazie rappresentative, dove calano i votanti a ogni tornata elettorale e aumenta la sfiducia nelle istituzioni. Come Forum riteniamo che la democrazia partecipativa sia la base fondamentale per poter costruire il futuro di Ferrara”. La serata sarà la prima di una serie a cui faranno seguito una sulla conversione ecologica ed energetica della città e un’altra sui beni comuni.

    Feris, scintille dopo il voto in Aula: “Coinvolgete i cittadini nel progetto”

    Il Forum Ferrara Partecipata torna all’attacco: “Dopo la lettera mai ricevuto risposta dal sindaco”. Ferrara Nostra: “Con il nostro documento il Comune tornerà protagonista nella gestione del piano”.

    Dopo il voto in Consiglio comunale sul documento presentato dalla capogruppo di Ferrara Nostra Francesca Savini, è il Forum Ferrara partecipata a tornare sul progetto di riqualificazione dell’ex caserma Pozzuolo del Friuli. E lo fa annunciando una nuova mobilitazione non tanto contro la realizzazione del progetto in sé, tanto più per chiedere al sindaco Alan Fabbri di “mantenere gli impegni”. “Venerdì – si legge nel comunicato del Forum – a partire dalle 11 torneremo sotto lo scalone municipale per chiedere al sindaco Fabbri di mantenere l’impegno preso in Consiglio comunale lo scorso 27 febbraio, di consultare i cittadini sulla riqualificazione dell’ex caserma in via Cisterana del Follo. “Il progetto di riqualificazione di quell’area – così i referenti del Forum – dovrà essere ripensato: è necessario che finalmente i cittadini siano coinvolti prima dell’elaborazione del nuovo piano, affinché le proposte, le idee, le valutazioni che emergeranno nel percorso partecipativo possano orientare e guidare la successiva elaborazione tecnica. Il 5 giugno abbiamo scritto una lettera al primo cittadino per sollecitarlo ad avviare il confronto e gli abbiamo consegnato una pubblicazione con le prime proposte dei cittadini. Non abbiamo ricevuto risposta”.

    Il documento discusso l’altro giorno – su quale c’è stato un ampio dibattito, durante il quale non sono mancati confronti accesi tra maggioranza e opposizione anche sul modo di intendere il concetto di partecipazione – ha riattizzato un focolaio mai spento del tutto. “Se finora il presidio non ha smosso il sindaco – spiegano ancora dal Forum – almeno si è rivelato utile per diffondere informazione civica. Molti cittadini, in effetti, hanno letto per la prima volta sul volantino in distribuzione le notizie del progetto Feris decaduto e delle richieste del Forum al primo cittadino”.

    Proprio dal gruppo Ferrara Nostra, arriva una nota di commento alla sessione di Consiglio comunale dell’altra sera, durante la quale è stata votata all’unanimità (a eccezione del voto di astensione della consigliera di FI, Diletta D’Andrea) la loro risoluzione. “Il nostro gruppo consiliare – si legge nella nota – in febbraio è riuscito a far approvare all’unanimità una mozione che ha definitivamente bloccato la realizzazione di un ipermercato in un’area verde fronte mura. Anche questa volta siamo riusciti nell’impresa di far approvare all’unanimità (tranne uno) il nostro documento, grazie al quale il Comune tornerà assoluto protagonista nella gestione del progetto Feris”. “Avete copiato”, dice l’opposizione, non volendo ammettere che “nella nostra proposta c’è una differenza sostanziale rispetto alla loro – si prosegue nel documento – un passo in avanti nella visione del progetto Feris, che sta proprio nella centralità del ruolo che il Comune deve assumere per muovere tutte le pedine in campo. Tant’è che alla fine l’hanno votata tutti”. Tranne una.

     

    Le incognite di Feris Il sit-in del Forum “Oltre cento giorni senza essere convocati”

    Ferrara Partecipata annuncia battaglia: “Dopo la bocciatura del piano il sindaco si impegnò a coinvolgerci nel nuovo progetto. Poi, il silenzio”.

    di Federico Di Bisceglie

    Centoventitre. Il numero campeggia sullo striscione che i militanti del forum Ferrara Partecipata tengono tra le mani davanti allo scalone del Comune. Ai piedi del municipio, ieri mattina, circa venti cittadini si sono radunati per chiedere, essenzialmente, una cosa: poter dire la loro sul nuovo progetto di recupero dell’ex caserma di via Cisterna del Follo, dopo la bocciatura del piano originario affossato dal Consiglio comunale. Il (fu) Feris. Ma il numero, appunto, è quello che conta. “Sono passati 123 giorni da quando il sindaco Alan Fabbri, attraverso l’adozione di un documento in Consiglio comunale – scandisce Alessandro Tagliati, tra i promotori del forum – ha assunto pubblicamente l’impegno di condividere con la cittadinanza la stesura del nuovo progetto che porterà alla riqualificazione dello stabile di via Cisterna del Follo. Eppure, da allora, nessuno ci ha più detto nulla e non siamo più stati convocati”. La storia di Feris è parecchio burrascosa e l’ondata di polemiche scatenate dal progetto non si è ritratta, benché quel piano nei fatti non esista più. Sì, perché l’impegno assunto dall’amministrazione è quello, oltre al coinvolgimento dei cittadini, di individuare una destinazione alternativa per la realizzazione del supermercato, che originariamente era prevista in via Caldirolo a ridosso delle Mura. In realtà, come emerge dalle parole di Francesca Cigala Fulgosi, una delle animatrici del forum, il punto nevralgico è la partecipazione non solo nell’ambito della rielaborazione del piano che porterà alla riqualificazione dell’ex caserma Pozzuolo del Friuli, ma anche e soprattutto del redigendo Piano Urbanistico Generale.

    “Più volte – scandisce Cigala Fulgosi – il Comune ha detto di voler avviare un percorso partecipato per la redazione del piano urbanistico. Eppure ancora nessuno è stato coinvolto. Sarebbe invece più che necessario avviarlo, questo percorso partecipato, per dare alla cittadinanza la possibilità di esprimersi sulle reali esigenze e su come immaginano il futuro urbanistico della città, anche al di là del quadrante nel quale insiste l’ex caserma”. All’inizio di giugno, il forum ha anche scritto una missiva al primo cittadino, ricordandogli l’impegno alla condivisione del progetto. “Anche in questo caso – dice l’attivista del forum – non abbiamo ricevuto alcuna risposta”. In uno dei passaggi della lettera, viene spiegato che “al fine di avviare un confronto pubblico – si legge – il Forum ha raccolto le proposte emerse in un ‘libretto’ dal titolo ‘Una caserma partecipata’, che le consegniamo, con la richiesta che venga pubblicato sul sito del Comune, in modo da aprire un dibattito e di poter raccogliere altri suggerimenti e considerazioni”. “Il nostro comitato – spiegano ancora gli attivisti all’interno della lettera – si è costituito, oltre che per contrastare Feris, anche per coinvolgere i cittadini nelle scelte che riguardano il futuro della città. Il nostro obiettivo è avviare un percorso di cittadinanza attiva finalizzato alla costruzione di una visione condivisa della trasformazione della città”. Tra gli attivisti al sit-in di ieri mattina ai piedi dello Scalone, anche Marino Pedroni, ex direttore del teatro Comunale, che insiste sulla necessità di “condividere con tutta la cittadinanza e non solo con i propri sostenitori, i progetti per il futuro della città”. Non si sa quali sviluppi ci saranno, d’ora in poi. Ciò che invece Cigala Fulgosi promette è che “il forum sarà in piazza tutti i venerdì di luglio per chiedere la partecipazione dei cittadini”.

     

    Disegnare Ferrara con il Forum La progettazione è partecipata

    Nel Salone d’Onore di Palazzo Tassoni, via Ghiara 36, oggi alle 16 si svolge l’incontro ‘Disegnare Ferrara. Un incontro di progettazione partecipata’, organizzato dal Dipartimento di Architettura, Laboratorio di Sintesi Finale di Urbanista, prof Romeo Farinella in collaborazione con il Forum Ferrara Partecipata. L’incontro è organizzato nell’ambito delle attività del Laboratorio di Sintesi Finale di Urbanistica Lsfd, diretto dal prof Romeo Farinella e parteciperanno docenti e studentesse del Lsfd e sono stati invitati rappresentanti di enti, agenzie, istituzioni. Si tratta di un’iniziativa culturale, svolta all’interno di un percorso didattico. Il Lsfd è il laboratorio del 5° anno dove le studentesse e gli studenti del Dipartimento di Architettura preparano le loro tesi di laurea.
    Lo scopo di questo incontro è di contribuire alla costruzione del quadro problematico necessario per lo sviluppo delle tesi di laurea che secondo la nostra consuetudine si presentano come momenti di ricerca progettuale, applicando un metodo di lavoro denominato research by design. L’incontro è pubblico e tutti i partecipanti potranno partecipare contribuire al dialogo.

     

    Progetto Feris, battuta d’arresto Il Consiglio boccia la proposta

    Passa la mozione di Ferrara Nostra dopo una seduta fiume nella quale anche la maggioranza prende atto della necessità di modificare il piano ascoltando le richieste dei cittadini. Soddisfatta l’opposizione.

    Il progetto Feris non c’è più. O quantomeno, nella forma presentata lo scorso luglio, il piano di riqualificazione urbana viene bocciato dal Consiglio comunale e dovrà gioco forza cambiare volto. Troppi i punti discordanti, che hanno generato interrogativi non solo tra i banchi dell’opposizione, ma anche tra quelli della maggioranza, fino al voto di ieri sera.E’ il responso di un Consiglio comunale fiume, nel quale maggioranza e opposizione non si sono fatte mancare nulla, tra polemiche e schermaglie, ma che a tarda sera presentava il suo momento clou, ovvero la mozione di Ferrara Nostra, la parte della maggioranza più critica sul tema, che chiedeva modifiche urgenti al progetto. Una contrarietà nota, quella dei consiglieri Francesca Savini, Luca Caprini e Catia Pignatti, che ieri hanno spiegato come vorrebbero modificare questo imponente progetto.

    “Ci siamo fatti portavoce di tante persone che hanno dedicato molto tempo a questa battaglia che noi condividiamo – ha detto Francesca Savini aprendo il suo intervento –. Sottolineiamo in più parti il grande squilibrio tra interesse privato e pubblico in questo tema, in conferenza dei servizi era stato evidenziato in diversi punti che la documentazione fosse manchevole e che non risultavano chiare le relazioni tra diversi soggetti. E’ emerso poi che un grande numero di elaborati fosse firmato dai tecnici del privato, risulta difficile quindi in queste condizioni valutare nel merito il reale interesse pubblico di questa proposta. Spetta solo all’amministrazione comunale spiegare questo progetto, non alle imprese private, è inaccettabile appiattirsi così. Chiediamo perciò di stralciare dal progetto la parte relativa a via Caldirolo e di destinare a verde l’area di via Volano, stimolando la giunta a rendere tutta l’operazione più equilibrata, trasparente e comprensibile per tutti”. Dopo una discussione fiume, sull’emedamento della stessa maggioranza e su quello dei 5 Stelle, il voto finale ha sancito la battuta d’arresto della giunta e i sorrisi dai banchi dell’opposizione, che vincono così un round molto atteso.

    Mauro Paterlini