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Quando: giovedì 16 aprile 2026, ore 18:00 - 19:30
Dove: Grisù Sala Macchine, via Poledrelli 21
Quando: 30 marzo 2026, ore 17
Dove: Sala Imbarcadero , Castello Estense

    Autore: Irene Bortolotti

    Detto Tra Noi – Ferrara città a misura delle donne?

    Detto Tra Noi – Puntata del 2 maggio 2024

    Come deve cambiare Ferrara per diventare una città a misura di donne?

    Il tema è al centro della nuova puntata di “Detto tra noi” di Telestense.

    Se ne parla con Paola Gatti ed Alessandra Guidorzi, esponenti del Forum Ferrara Partecipata, che organizza un incontro pubblico su questa tema, mercoledì 8 maggio alle 17,00 presso la Sala Sinodale della Parrocchia di San Giacomo Apostolo.

    Esposto alla Procura della Repubblica per l’antenna in via Caldirolo

    Secondo il Forum Ferrara Partecipata non rispetta alcuni criteri del Rue guastando il panorama

    Esposto alla Procura della Repubblica da parte del Forum Ferrara Partecipata per l’antenna in via Caldirolo. Il palo telefonico, installato alla fine del 2023 e alto circa 30 m sarebbe visibile anche dal parco della Mura da cui dista sono 45 m.
    “In attesa dell’esito dell’esposto, – fanno sapere – il Forum Ferrara Partecipata rileva come ancora una volta questa amministrazione abbia dimostrato poca sensibilità nei confronti del patrimonio culturale e ambientale della nostra città”.
    Questo perché “il Regolamento Urbanistico Edilizio del Comune di Ferrara (vigente fino all’adozione del Pug) stabilisce ‘una distanza minima di 150 metri degli impianti di trasmissione di segnali via etere dai percorsi e punti di valore panoramico”.
    Il Forum precisa anche che “dalla risposta dell’Amministrazione all’interpellanza del gruppo consiliare Pd presentata nel mese di novembre 2023, è emerso che il competente Settore Governo del Territorio – U.O. Pianificazione generale e
    paesaggistica, rilevate due “interferenze” in merito al Rue, owero l’impatto della trasformazione rispetto ai punti di vista panoramici e l’impatto paesaggistico prodotto, invitava la società interessata a predisporre uno studio adeguato a verificare l’impatto dell’intervento previsto e a identificare opportuni prowedimenti volti a minimizzare gli eventuali impatti”.
    La integrazione della società, fanno sapere dal Forum, così concludeva: “‘Si può ragionevolmente concludere che si ritiene contenuto l’effetto della stazione radio base sul contesto paesaggistico e culturale di riferimento e che la vegetazione già presente sia sufficiente alla mitigazione dell’impatto paesaggistico’. A seguito di ciò, senza procedere ad uno specifico controllo l’intervento veniva autorizzato”.
    Se però “fosse stato compiuto un controllo, si sarebbe accertato che la struttura era visibile dalle mura e che l’impatto non era limitato. Il Rue, infatti, prevede elementi di rischio quali: il ‘degrado delle viste panoramiche da e verso mura e sottomura per interventi impropri sia edificatori che sugli spazi aperti’, la ‘tutela delle visuali panoramiche dei percorsi di rilievo paesaggistico che si sviluppano sugli alti terrapieni e nell’ampio vallo sottostante’ e la ‘salvaguardia della panoramicità dei percorsi di rilievo paesaggistico sui terrapieni delle mura e nel vallo sottostante attraverso fasce di rispetto panoramico all’interno delle quali per ogni intervento consentito sia edificatorio che sugli spazi aperti si dovrà verificare l’impatto paesaggistico prodotto”.

    «Antenna in via Caldirolo, distanza violata»

    Esposto di Forum Ferrara Partecipata in Procura

    Antenna di via Caldirolo, esposto alla Procura della Repubblica del Forum Ferrara Partecipata. «Verso la fine del 2023 – così ricostruiscono la vicenda – veniva installato un ‘palo telefonico’ su base in cemento, alto 30 metri, al centro della rotatoria di via Caldirolo, intersezione via Luigi Turchi, suscitando forte clamore e perplessità tra i cittadini. La rotatoria su cui è collocato il palo, tralasciando le varie zone sensibili nelle quali rientra, o nelle immediate vicinanze, dista 45 metri dal confine col parco delle mura (sottomura est e degli Angeli), area di rispetto panoramico ed è visibile dal parco». A febbraio il Forum Ferrara Partecipata ha inviato un esposto alla Procura della Repubblica di Ferrara «ritenendo violato il regolamento urbanistico edilizio del Comune di Ferrara (vigente fino all’adozione del Pug) che stabilisce “una distanza minima di 150 metri degli impianti di trasmissione di segnali via etere dai percorsi e punti divalore panoramico».«Dalla risposta dell’Amministrazione – prosegue la nota – all’interpellanza del gruppo consiliare Pd, presentata a novembre 2023, è emerso che il Settore Governo del Territorio Pianificazione generale e paesaggistica, rilevate due ‘interferenze’ in merito al Rue, ovvero l’impatto della trasformazione rispetto ai punti di vista panoramici e l’impatto paesaggistico prodotto, invitava la società interessata a predisporre uno studio adeguato a verificare l’impatto dell’intervento previsto e a identificare provvedimenti volti a minimizzare gli eventuali impatti. L’ integrazione della società così concludeva: «… si può ragionevolmente concludere che si ritiene contenuto l’effetto della stazione radio base sul contesto paesaggistico e culturale di riferimento e che la vegetazione già presente sia sufficiente alla mitigazione dell’impatto paesaggistico’. A seguito di ciò, senza procedere ad uno specifico controllo l’intervento veniva autorizzato. Se fosse stato compiuto un controllo, si sarebbe accertato che la struttura era visibile dalle mura e che l’impatto non era limitato. L’amministrazione dimostra poca sensibilità nei confronti del patrimonio culturale e ambientale della nostra città».

    Antenne troppo vicino alle Mura, il Forum presenta un esposto alla Procura

    Poi l’attacco all’amministrazione: “Poca sensibilità per il patrimonio culturale e ambientale”

    Antenna di via Caldirolo, il Forum Ferrara Partecipata presenta un esposto alla Procura della Repubblica. Il documento in questione è stato trasmesso a febbraio in quanto lo stesso gruppo ha ritenuto “violato il Regolamento Urbanistico Edilizio del Comune di Ferrara (vigente fino all’adozione del Pug) – si sostiene – che stabilisce ‘una distanza minima di 150 metri degli impianti di trasmissione di segnali via etere dai percorsi e punti di valore panoramico’”.

    La storia

    “Verso la fine del 2023 – si legge nella nota del Forum – veniva installato un ‘palo telefonico’ su base in cemento, alto 30 metri, al centro della rotatoria di via Caldirolo, intersezione via Luigi Turchi, suscitando forte clamore e perplessità tra i cittadini. La rotatoria su cui è ubicato il palo, infatti, dista 45 metri circa dal confine col parco delle Mura (Sottomura est e degli Angeli), area di rispetto panoramico ed è inoltre visibile dal parco stesso”.

    In seguito, dalla risposta dell’amministrazione all’interpellanza del gruppo consiliare Pd presentata nel mese di novembre 2023, è emerso che “il competente Settore Governo del Territorio Pianificazione generale e paesaggistica – scrivono ancora dal Forum -, rilevate due ‘interferenze’ in merito al Rue, invitava la società interessata a predisporre uno studio adeguato a verificare l’impatto dell’intervento previsto e a identificare opportuni provvedimenti volti a minimizzare gli eventuali impatti”.

    Sempre secondo quanto riporta il Forum, “l’integrazione della società concludeva testualmente che “si può ragionevolmente concludere che si ritiene contenuto l’effetto della stazione radio base sul contesto paesaggistico e culturale di riferimento e che la vegetazione già presente sia sufficiente alla mitigazione dell’impatto paesaggistico”. A seguito di ciò, senza procedere ad uno specifico controllo l’intervento veniva autorizzato”.

    “In attesa dell’esito dell’esposto – conclude la nota -, il Forum Ferrara Partecipata rileva come ancora una volta questa amministrazione abbia dimostrato poca sensibilità nei confronti del patrimonio culturale e ambientale della nostra città”.

    Incontro pubblico: Cambiare le città per cambiare il mondo, le donne al centro della pianificazione urbana

    Mercoledì 8 maggio 2024 ore 17.00
    presso Sala Sinodale della Parrocchia di San Giacomo Apostolo,
    via Arginone 161 Ferrara

    CAMBIARE LE CITTÀ PER CAMBIARE IL MONDO.
    LE DONNE AL CENTRO DELLA PIANIFICAZIONE URBANA PER NUOVI MODELLI DI CONVIVENZA

    Introduce:
    Dalia Bighinati
    del Forum Ferrara Partecipata

    Interviene:
    Elena Granata
    Docente di Urbanistica, Politecnico di Milano
    autrice del libro “Il senso delle donne per la città” (Einaudi, 2023)

    Modera il dibattito:
    Irene Bortolotti
    del Forum Ferrara Partecipata

    Il Forum Ferrara Partecipata inizia con questo incontro una riflessione sulla città a misura di donna, come paradigma urbanistico e culturale di un nuovo modo di vivere insieme.
    La città va ripensata nei suoi spazi pubblici perché diventino accoglienti per tutte e per tutti.
    Le donne vivono ancora la città con una serie di barriere fisiche, sociali, economiche e simboliche che modellano la loro vita quotidiana. In vista delle prossime elezioni amministrative, invitiamo i cittadini, le forze politiche e i candidati a sindaco a confrontarsi su una visione di città futura che ponga al centro lo sguardo delle donne per un nuovo modello di convivenza e di progettazione urbana.

    Il Forum sul Pug «Mancano caserma e mobilità “green”»

    Italia Nostra: «Indici troppo alti»

    Ferrara Con il Forum Ferrara Partecipata sono scese ieri pomeriggio in piazza, almeno otto associazioni più i residenti di Villanova per rendere partecipe la cittadinanza di diverse istanze. Ha dato il benvenuto alla piccola folla che si è radunata Corredo Oddi a nome del Forum Ferrara Partecipata, che ha riassunto le problematiche su chi si sono poi soffermati lungamente ed ampiamente i successivi relatori.
    Per prima è intervenuta Francesca Cigala (Ffp) che ha presentato inizialmente le osservazioni relative alla Caserma di Cisterna del Follo. «I cittadini hanno tutto il diritto di decidere e proporre le modalità di recupero del grande fabbricato- ha esordito – Per altri palazzi nelle stesse condizioni esistono le schede progettuali mentre la Caserma viene citata nell’elenco dei fabbricati da rigenerare, ma non ha schede operative.
    Noi chiediamo quindi che venga reinserita nel Piano urbanistico per essere così rassicurati». Un altro tema sul quale si è soffermata Cigala è stata la mobilità, fondamentale per salvaguardare la salute degli abitanti e dell’ambiente. «Il Piano dichiara di volere una mobilità sostenibile – ha concluso – ma solo come principio poiché nella realtà manca una strategia per realizzarla».
    Sulla stessa linea si è mostrato d’accordo Giuseppe Lipani presidente della sezione ferrarese di Italia Nostra che ha aggiunto altre osservazioni al Pug: «Mi riferisco innanzitutto a quattro punti essenziali: Parco Urbano perché si rispetti quell’equilibrio naturale che purtroppo è stato in parte compromesso dopo il grande concerto; il Centro Storico;l’Indice di densità edilizia che consente la costruzione di palazzi molto alti e di supermercati in zone come le Mura; e la destinazione dell’uso degli immobili per le associazioni culturali. Al Piano urbanistico manca assolutamente una normativa chiara che non consenta interpretazioni utilitaristiche».
    Accanto alle problematiche riguardanti la città, Sandra Travagli di Villanova ha portato invece l’attenzione su quelle relative alle frazioni.
    «Ci preme far sentire la voce delle frazioni tutte- ha esordito – perché Ferrara è composta anche da un territorio che per noi sta rischiando moltissimo. Mi riferisco alla centrale di biometano dalle enormi dimensioni che si vuole costruire senza considerare che la sua attività non risponde alla tutela degli abitanti e nell’ambiente i lavori dovrebbero iniziare nel marzo 2026 e noi da due anni lottiamo contro questo progetto che porterà sulla via Pomposa un incredibile traffico di automezzi pesanti e di trattori che inquinerà, creando notevoli disagi anche agli automobilisti. Tutti i venerdì abbiamo dimostrato con striscioni e cartelli vicino allo scalone del Municipio il nostro dissenso senza riuscire ad incontrare ancora il sindaco».

    Margherita Gobetti

    Pug. Criticità e proposte nell’assemblea pubblica in centro

    Manifestazione organizzata dal Forum Ferrara Partecipata. Scese in piazza le varie associazioni che si occupano delle battaglie urbanistiche e ambientali del territorio

    di Nicolò Govoni

    A 403 giorni esatti dalla promessa del sindaco di consultare i cittadini sulla questione Caserma, Forum Ferrara Partecipata è sceso in piazza Cattedrale venerdì pomeriggio per discutere in un’assemblea pubblica sul Pug (Piano Urbanistico Generale) e sulla Ferrara del futuro insieme alla cittadinanza, tra la quale era presente anche il candidato Fabio Anselmo. Non solo Ferrara Partecipata: hanno organizzato l’incontro anche l’Associazione Piazza Verdi, il centro sociale La Resistenza, Cittadini del Mondo, Ferrara 2030, Koesione 22, Italia Nostra e Caldirolo Libera, lasciando poi la parola ai cittadini.
    Corrado Oddi di Forum Ferrara Partecipata prende parole ed esordisce: “L’amministrazione comunale aveva annunciato che entro la metà del mese avrebbe approvato il Pug, elemento principe della pianificazione urbanistica: ma slitterà alla prossima consigliatura, con metà delle motivazioni non accolte. Tutti i venerdì mattina facciamo presidio per ricordare che 403 giorni fa il sindaco Fabbri prometteva di consultare i cittadini sulla caserma: e così veniamo in piazza oggi per spiegare le nostre osservazioni sulla città futura, che deve essere dei cittadini che la abitano, coinvolti nelle decisioni. Una città decarbonizzata e verde, senza spazi pubblici privatizzati, una città dei beni comuni, per dare un futuro al pianeta e alle persone”.

    Francesca Cigala di Forum Ferrara Partecipata torna sulla questione della Caserma, che non trova spazio nel Pug: “Non c’è stata la discussione promessa dal sindaco, e adesso scompare dall’elenco delle cose da fare. La caserma va reinserita con alcuni criteri:
    rigenerazione per uso pubblico e culturale, uno spazio di incontro, con convegni e arti performative nella Cavallerizza”.

    Poi, la mobilità: “La città è invasa dalle macchine: nel Pug ci sono buone premesse, ma mancano le proposte operative. Le nostre riflessioni si concentrano su una modifica strutturale del trasporto pubblico elettrico e ciclopedonale, nell’interesse della salute e
    della sicurezza, con parcheggi scambiatori alle porte della città per agevolare chi arriva da fuori, onde evitare zone congestionate ed eliminare i parcheggi a ridosso del centro storico”.
    “Le linee generali del Pug – osserva – Giuseppe Lipani di Italia Nostra – sono condivisibili ma poi concretamente non hanno vincoli per essere rispettate. Ci concentriamo su quattro temi. Primo, il Parco Urbano: gli eventi che turbano il suo equilibrio dovrebbero essere svolti nella zona dell’aeroporto. Poi, la densità abitativa: chiediamo indici di edificabilità più bassi nelle zone a ridosso delle mura e del fiume, ma soprattutto di recuperare gli spazi liberi. Il centro storico deve essere vissuto ma se c’è residenzialità, con gente di tutte le fasce sociali: per fare questo servono politiche che rimuovano gli ostacoli e favoriscano la mobilità. Infine, l’uso di immobili da parte di attività culturali a fini commerciali: come si coniuga con il fatto che i cittadini possano associarsi liberamente?’.
    Tra i manifestanti anche Sandra Travagli, portavoce dei residenti che si oppongono alla centrale di biometano a Villanova: “Questa centrale avrà un impatto devastante sul territorio. Non si può parlare di visione strategica di città senza parlare del territorio che ci sta attorno, e chi vive nelle frazioni ha molti svantaggi e difficoltà, e lo dimostrano i cluster. Non c’è tutela di un paesaggio patrimonio Unesco, così da autorizzare un impianto a biometano che va a scapito del territorio agricolo. Noi abitanti non siamo stati coinvolti, anzi ci hanno accusato di essere stati insistenti”.

    Michele Nani porta invece i piazza i problemi di Caldirolo Libera: “Il nostro comitato si interessa di tutta la zona Est: una realtà che si è consolidata dopo aver impedito la costruzione del supermercato. Via Caldirolo è difficilmente attraversabile in bici o a piedi: servono ciclabili alberate lungo la via, per arginare la cementificazione. Ci sono edifici pubblici abbandonati, che potrebbero essere riutilizzati come luoghi per riunirsi (visto che per farlo bisogna pagare). Infine, owiare agli allagamenti quando piove tanto, fenomeno ormai non più eccezionale. L’esperienza della partecipazione mostra che anche gente non edotta in temi urbanistici può sviluppare riflessioni per abitare il proprio quartiere: e il conflitto è il sale della democrazia”.

    Al centro dell’incontro anche via Krasnodar, “il cuore della zona sud di Ferrara, che conosce criticità urbanistiche” come sottolinea Massimo Cavallina di Koesione 22. “È tagliata a fette dalla ferrovia e dall’autostrada urbana di via Beethoven: chiediamo una ricucitura degli spazi con un collegamento ciclopedonale più efficiente. Senza dimenticare il futuro incerto della Biblioteca Rodari”.
    Appoggio alle battaglie del Forum arriva da Francesco Ganzaroli de La Resistenza: “Ferrara Partecipata ha la nostra solidarietà, così come i cittadini che si preoccupano di trovare soluzioni per una città diversa. Leggiamo tanti slogan facili, che palesemente non vanno a corrispondere a realtà: e la nostra esperienza è l’emblema del modus operandi di questa amministrazione, perché siamo senza sede e da sedici mesi abbiamo ricevuto solo silenzi. La città è tutt’altro che giusta, nonostante gli slogan: si stanno cancellando esperienze pluridecennali”.
    “In questi cinque anni – si domanda Barbara Diolaiti diAssociazione Piazza Verdi – di chi è stata la città? Di chi può pagare. Gli unici spazi di socializzazione sono quelli destinati al commercio: è questa l’idea di città degli amministratori, eliminare luoghi di aggregazione dove le persone possono iniziare a incontrarsi e proporre idee. Si vuole il cittadino da solo. Questa non è democrazia, la città è della giunta che la sta governando, ne sono la prova la piazzetta intitolata al padre di Sgarbi e la fiera dove il Comune ha speso un patrimonio per portare opere d’arte senza alcun progetto. Come può accadere in città della cultura come nostra, in cui il Cinema Boldini è chiuso e il Museo del Risorgimento e della Resistenza è stato mandato via per farne un bar?”.

    Ferrara Partecipata. “Mobilità urbana al centro dell’agenda politica”

    L’intervento del Forum che torna ad analizzare il Piano Urbanistico Generale evidenziando significative lacune e proponendo soluzioni per la viabilità

    Il dibattito sulla mobilità urbana sostenibile deve essere sempre più al centro dell’agenda politica e sociale della nostra città. Nel tentativo di tradurre le politiche per il clima e la sostenibilità in azioni concrete, il nuovo Piano Urbanistico Generale, di prossima adozione, è stato oggetto di attenta analisi da parte del Forum, che ha evidenziato significative lacune e proposto soluzioni per la mobilità nelle aree urbane in linea con gli obiettivi di miglioramento della qualità dell’aria e della vita dei cittadini: meno traffico ed emissioni, più salute e sicurezza.

    Sebbene il Pug ambisca a fare scelte orientate alla riduzione dei flussi di traffico, promuovendo la mobilità ciclistica e sostenibile, mancano proposte concrete per il potenziamento del trasporto pubblico, elemento fondamentale per un futuro ecologico. Il Forum ha sollevato questo tema, sottolineando la necessità di modifiche strutturali per favorire la mobilità pubblica e ciclo-pedonale e ribaltare l’attuale schema gerarchico auto – bicicletta – pedone ridando centralità al trasporto pubblico, a vantaggio dell’uso dei mezzi alternativi all’auto privata.

    Le proposte avanzate dal Forum sono incentrate sulla creazione di una rete integrata di mobilità pubblica e piste ciclabili continue, che connettano le diverse aree della città e incentivino l’utilizzo di mezzi ecologici. È essenziale, secondo il Forum, ripensare la progettazione delle infrastrutture urbane, con particolare attenzione alla creazione di percorsi pedonali e ciclabili sicuri e ben strutturati, che favoriscano una mobilità accessibile a tutti. Non basta proporre dei “rammendi ciclabili” se manca poi la progettazione di una connessione tra i percorsi ciclo-pedonali e le infrastrutture come la futura metropolitana di superficie a sud o quella, ancora ipotetica, tra Barco e Pontelagoscuro.

    Un’altra importante proposta del Forum riguarda l’introduzione di un trasporto pubblico associato a parcheggi scambiatori alle porte della città, al fine di agevolare i collegamenti per il pendolarismo e ridurre la pressione del traffico tra le frazioni e il centro urbano. Tuttavia, il Pug attuale non affronta in modo adeguato questa problematica, mantenendo il focus sui parcheggi a ridosso del centro. Pur elogiando allo stesso tempo la città, sito Unesco, nel piano sono addirittura potenziate le aree parcheggio lungo la cinta muraria sud, in totale contraddizione con la valorizzazione del nostro Patrimonio storico paesaggistico. La proposta del Forum è rigenerare questi spazi del percorso delle Mura (Kennedy, bastione San Lorenzo, ex-Mof) per trasformarli in un grande corridoio verde con una migliore funzionalità ambientale, culturale e ricreativa.

    Inoltre, il Forum ha individuato criticità specifiche in alcuni nodi urbani, come la Ztl e l’area di Via Caldirolo, proponendo interventi mirati per migliorare la sicurezza e la fruibilità dei percorsi ciclo-pedonali, anche con l’estensione di ciclabili, di zone a traffico limitato e di zone 30 km/h, in particolare nell’area di Borgo Punta tra Via Frutteti, Piazzale San Giovanni e Via Gramicia. La ZTL esistente, ormai sempre più disattesa dall’eccessivo rilascio di permessi e dal lassismo nei controlli, andrebbe più tutelata ed ampliata per includere l’ex Caserma Pozzuolo del Friuli e tutto il settore universitario di Via Savonarola, il quartiere giardino e Corso Isonzo, l’asse Viale Cavour-Corso Giovecca, tra i giardini del Castello e l’incrocio con Via Palestro.

    Un’altra importante questione sollevata riguarda il congestionamento del traffico in alcune zone della città, come Via Ravenna, per la quale il Pug non prevede strategie risolutive concrete. Il Forum sottolinea l’urgenza di interventi immediati, come l’incremento delle linee di trasporto pubblico in connessione con parcheggi di attestamento esterni alla circonvallazione, la realizzazione di percorsi ciclabili sicuri e di attraversamenti pedonali rialzati. Nel piano si accenna alla realizzazione della Bretella Est di San Giorgio, completamento della tangenziale tra gli assi radiali di via Pomposa, via Comacchio e via Ravenna; si tratterebbe di una infrastruttura imponente, di grande impegno economico e impatto paesaggistico con tempi inevitabilmente lunghi, mentre le criticità di cui si dà atto richiedono misure urgenti, di rapida attuazione per tutelare la sicurezza e la salute dei cittadini.

    In conclusione, il Forum auspica che da questo suo contributo scaturiscano azioni concrete per promuovere una mobilità urbana sostenibile e che le istituzioni locali e gli attori coinvolti prendano in considerazione le proposte avanzate al fine di garantire un futuro più verde e vivibile per le nostre città.