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Tag: Estense.com

Percorso partecipato post Feris. Oltre 300 giorni senza risposta

Il Forum Ferrara Partecipata non demorde e ogni venerdì “noi continuiamo a chiederla”

“Sono più di 300 giorni da quel 27 febbraio in cui il Consiglio Comunale ha approvato una risoluzione per attivare il percorso di partecipazione dei cittadini sulle scelte per la riqualificazione della caserma Pozzuoli del Friuli e ancora non c’è stata risposta. E noi continuiamo a chiederla”.

Lo continuano a fare ogni venerdì sullo scalone del municipio gli attivisti del Forum Ferrara Partecipata e a sostenerli anche la Rete per la Giustizia Climatica. Non demordono e provano ancora a ottenere quello che in fondo gli è stato promesso e che è stato promesso alla cittadinanza dopo il naufragio di un progetto che aveva portato anche diverse crepe all’interno della maggioranza con alcuni consiglieri che, qualora costretti, avrebbero votato contro.

A nulla è servito il regalo consegnato al sindaco Alan Fabbri alla vigilia di Natale, un libro “in cui sono raccolte le prime idee dei cittadini sul recupero della ex caserma di via Cisterna del Follo, idee raccolte in un’assemblea pubblica organizzata dal Forum”.

Poco prima di quell’occasione il Forum, sapendo dell’uscita del bando regionale sulla ‘partecipazione, aveva pensato potesse essere un’ottima “occasione per sviluppare un buon percorso partecipativo” e così si erano “attivati per presentare la candidatura, chiedendo al Centro Servizi del Volontariato di fare il capofila secondo le regole del bando”.

Ma fu proprio a quel punto che arrivò la brutta sorpresa. Dal Centro Servizi del Volontariato gli fui data la notizia che il Comune non aveva “dato la sua necessaria adesione come ente attuatore alla nostra proposta di candidatura al bando stesso” poiché aveva “già avviato direttamente l’iter affidandone l’attuazione al Centro Ferrara Ricerche”.

Nonostante ciò il Forum non demorde e rilancia con altri progetti partecipativi come il ciclo di incontri per discutere sulla necessità di una conversione ecologica urgente della città.

Grazie per aver l

Ferrara Partecipata inizia la “campagna ecoclimatica”

Con l’incontro di martedì 16 la volontà è quella di creare dibattito tra le diverse forze che si confronteranno alle prossime comunali

Con l’incontro di martedì 16 gennaio, alla parrocchia di San Giacomo Apostolo, “inizia la campagna elettorale” del Forum Ferrara Partecipata. Una campagna che, spiegano Alessandro Tagliati, Francesca Cigala e Sergio Fiocchi, non prevede l’entrata in capo come forza politica ma la volontà di creare dibattito tra le diverse forze che si confronteranno. A intervenire, sulla necessità di “un piano urgente di conversione ecologica della città”, saranno Romeo Farinella, del dipartimenti di Architettura di Unife, e Margherita Venturi dell’Alma Mater di Bologna.

“Lo scopo – spiega Cigala – è quello di creare confronto su un tema da sviluppare in modo concreto”. Ed è per questo che oltre ai cittadini sono state invitati anche i diversi schieramenti politici ai quali si chiede di intervenire dicendo “se sono o meno d’accordo con le proposte e in caso non lo siano spiegare la loro soluzione”.

Al centro dei problemi la crisi ecoclimatica poiché le “città sono al centro delle trasformazioni poiché al centro dell’inquinamento” e “la comunità scientifica è unanime nel dire che la crisi va affrontata ora”. Basti guardare alle alluvioni in Emilia Romagna e in Toscana e ai danni che hanno portato stimati in 11 miliardi. Serve quindi una, aggiunge sempre Cigala, “rapida transizione dai combustibili fossili alle energie rinnovabili”, serve “ripensare il modo di produrre, consumare e consumare suolo, e per questo serve un piano”.

“Per far funzionare questo – spiega Tagliati – serve la comunità, non con un senso di sacrificio ma dicendo che mettendo insieme le risorse possiamo stare bene tutti”. “Noi – aggiunge Fiocchi – dobbiamo passare dall’individualismo liberista a una partecipazione che va verso uno spirito comunitario”, solo così “possiamo realizzare cose importanti per il benessere individuale e collettivo”.

estense.com 23-12-2023

Ex caserma Cisterna del Follo. “Mai avviato il percorso partecipato promesso dal sindaco”

Il Forum Ferrara Partecipata ha consegnato “simbolicamente sotto forma di dono al sindaco il libro in cui sono raccolte le prime idee dei cittadini sul recupero della ex caserma”

“Duecentonovantotto giorni senza risposta dal 27 febbraio scorso”, giorno in cui “il sindaco, dopo la sospensione da parte del consiglio comunale del progetto Fe.Ris, riguardante la ex caserma, aveva garantito l’avvio di un percorso partecipativo che avrebbe coinvolto i cittadini”. Il Forum Ferrara Partecipata ancora aspetta di poter avviare quel percorso e quindi hanno scelto di consegnare “simbolicamente sotto forma di dono al sindaco il libro in cui sono raccolte le prime idee dei cittadini sul recupero della ex caserma di via Cisterna del Follo, idee raccolte in un’assemblea pubblica organizzata dal Forum”.

Erano in quindici nella mattina del 22 dicembre a salire gli scalini del municipio e in mano avevano un pacchetto con nastro natalizio contenente le proposte arrivate dai cittadini per la riqualificazione urbana dell’area ex caserma. “Ultimamente – fanno sapere dal Forum -, essendo uscito il bando regionale sulla ‘partecipazione’, ottima occasione per sviluppare un buon percorso partecipativo, ci siamo attivati per presentare la nostra candidatura, chiedendo al Centro Servizi del Volontariato di fare il capofila secondo le regole del bando”.

Ecco che quindi arriva la sorpresa: “Dal Centro Servizi del Volontariato abbiamo avuto notizia che il Comune non ha dato la sua necessaria adesione come ente attuatore alla nostra proposta di candidatura al bando stesso, perché ha già avviato direttamente l’iter affidandone l’attuazione al Centro Ferrara Ricerche”.

Tra l’altro i momenti in cui il forum aveva sollecitato al dialogo e al confronto l’amministrazione era stati diversi, come loro stessi sottolineano, “a giugno abbiamo sollecitato il sindaco a dare concretezza alle sue parole, consegnandogli proprio il libro che oggi gli abbiamo riconsegnato”.

Ancora una volta nessuna risposta e così “a luglio abbiamo iniziato a manifestare tutti i venerdì in forma di flash mob (l’ultimo il 15 dicembre scorso, ndr) sotto il palazzo comunale sempre per ricordargli la promessa fatta a febbraio”.

L’ultima richiesta lo scorso novembre quando hanno “nuovamente scritto al sindaco chiedendogli un incontro, non ricevendo alcuna risposta”. Ecco che si arriva al venerdì che precede le festività natalizie con il dono, un libretto con le proposte dei cittadini, raccolte durante le assemblee organizzate dal forum, per l’ex caserma.

Un modo per “sollecitare ulteriormente l’amministrazione comunale affinché si dia finalmente corpo a un reale processo di partecipazione. Verificheremo che ciò avvenga in forma strutturata, seguendo tutte le garanzie per un reale coinvolgimento di tutti i cittadini”.

Democrazia partecipativa, base per il futuro di Ferrara

In un incontro del Forum Ferrara Partecipata presentate le proposte per un sistema da attivare a livello comunale per garantire l’effettiva partecipazione dei cittadini al governo della città

di Giovanni Iannucci

Il Forum Ferrara Partecipata, in un incontro pubblico al Centro Grisù del 29 novembre, ha invitato tutti i cittadini a riflettere sul significato e sull’importanza del voto in questo momento di forte crisi da parte delle democrazie rappresentative.

“Come i cittadini possano partecipare” nelle scelte che li riguardano deve essere un tema al centro della futura campagna elettorale. “Come Forum riteniamo che la democrazia partecipativa sia la base fondamentale per poter costruire il futuro di Ferrara”.

Sono state evidenziate tre linee guida ben strutturate. La prima riguarda l’esperienza del Bilancio partecipativo nel quale i cittadini, in assemblee territoriali, possono esprimersi riguardo la destinazione di investimenti comunali in aree specifiche. La seconda linea guida della democrazia partecipativa contempla l’Assemblea cittadina, composta da un campione estratto a sorte e rappresentativo della composizione sociodemografica della cittadinanza che si esprime su temi strategici. Infine la Web-Democracy, vale a dire lo sviluppo di piattaforme e strumenti digitali che rendono effettiva e diffusa la partecipazione dei cittadini dal basso, sull’esperienza di diverse città europee.

Rodolfo Lewanski, professore all’Università di Bologna e tra i massimi esperti in Italia di democrazia partecipativa, ha voluto porre l’attenzione sul termine partecipazione, in quanto “è una parola abusata, distorta, violentata, manipolata e che serve a manipolare. Le decisioni devono essere sempre collettive, non sto decidendo io cosa mangiare stasera a cena”.

Alessandra Marin, professoressa all’Università di Ferrara ed esperta di urbanistica partecipata, ha spiegato in cosa consista il rapporto tra urbanistica e partecipazione: “Il rapporto tra la città, il territorio e i percorsi di coinvolgimento dei cittadini può avere diversissime declinazioni. Serve avere chiaro il quadro conoscitivo partecipato che diventa uno strumento di supporto alle decisioni urbanistiche”:

Massimo Rossi, uno dei primi sindaci in Italia a realizzare un bilancio partecipato nel paese di Grottammare, nel corso del suo intervento si è concentrato “sull’importanza cardine di questa democrazia generativa in grado di portare a una trasformazione, a un cambiamento della società nella sua complessità”.

Cos’è il Forum Ferrara Partecipata

Il Forum è costituito da cittadini e associazioni: Associazione Cohousing Solidaria, Ass. Fiumana, Ass. PiazzaVerdi, Ass. Rua-Udu, Circolo Laudato si’ di Ferrara Comacchio, Cittadini del Mondo, Comitato Acqua Pubblica di Ferrara, Donne per la Terra, Extinction Rebellion Ferrara, Ferraresi Uniti per Liberare il Centro Storico da Auto e Furgoni, Fridays For Future Ferrara, Italia Nostra, Koesione22, Legambiente Ferrara, Parents For Future Ferrara, Periscopio, Pirati del Po, Plastic FreeFerrara, Pontegradella in transizione, Teachers For Future Ferrara, Uisp, Viviferrara, Wwf.

estense.com 23-11-2023

Nuovo Famila in via del Lavoro. “Persa un’altra occasione”

Il Forum Ferrara Partecipata e la Rete Giustizia Climatica dicono il loro no alla costruzione del nuovo supermercato: “Comporta un ulteriore consumo di suolo e l’abbattimento di molti alberi”

C’è chi dice no. Sono i rappresentanti di Forum Ferrara Partecipata e Rete Giustizia Climatica e lo fanno nei confronti della delibera relativa all’autorizzazione al rilascio del permesso di costruire un nuovo supermercato Famila in via del Lavoro, passata in Consiglio comunale con i soli voti della maggioranza (a eccezione del consigliere di FdI Federico Soffritti, ndr) e quelli contrari di tutta l’opposizione, in deroga alle vigenti norme urbanistiche, “adducendone la pubblica utilità in nome della rigenerazione e riqualificazione urbana“.

“Esprimiamo la nostra totale contrarietà alla realizzazione di questo progetto che, secondo noi, nulla ha a che fare con la rigenerazione e la riqualificazione” esordiscono Ffp e Rgc, a nome delle ventidue associazioni e dei 250 cittadini che vi aderiscono. “Consideriamo una scelta politica sbagliata – proseguono- quella di considerare di pubblica utilità la realizzazione di un supermercato che non serve ai cittadini e la cui costruzione comporta un ulteriore consumo di suolo e l’abbattimento di molti alberi“.

“Ci troviamo infatti – aggiungono – nuovamente di fronte all’apertura di una grande struttura commerciale, nonostante la città di Ferrara detenga già il primato della maggiore superficie per abitante adibita a strutture di questo tipo tra i comuni capoluoghi di provincia nella Regione e nonostante la zona dove è previsto l’intervento sia già ben servita da numerose analoghe strutture. Un ennesimo intervento che evidenzia una vera e propria ‘dipendenza dall’abuso’ di supermercati. E ci troviamo nuovamente davanti a una nuova cementificazione che comporta un bilancio negativo del verde. Infatti verrà sacrificata la vegetazione nata spontaneamente nel corso dei decenni di abbandono dell’area interrompendo un processo di rinaturalizzazione già in atto con più di ottanta alberi di notevoli dimensioni”.

Il Forum Ferrara Partecipata e Rete Giustizia Climatica esprime tutta la sua contrarierà al progetto: “Una scelta sbagliata dunque che contraddice la necessità di intervenire per contrastare la crisi climatica (che produce siccità e allagamenti) e favorire la conversione ecologica e che continua ad ignorare, invece, l’utilità di promuovere il commercio di vicinato. Ancora una volta si è persa un’occasione. Quel terreno avrebbe dovuto essere acquistato dall’amministrazione comunale per farne l’uso più utile al bene comune all’interno di un piano che dia una prospettiva complessiva ad un comparto tanto degradato e che sia orientato a salvaguardare il verde“.

“Per quanto ci riguarda, come Forum Ferrara Partecipata, continueremo la nostra iniziativa – concludono – perché si affermi una visione di città che assuma la priorità della tutela ambientale e promuova un utilizzo del territorio coerente con essa, contrastando iniziative, come quella dell’apertura di nuovi supermercati, che la contraddicono, riproponendo una vecchia e superata idea di sviluppo del consumo e del commercio“.

Ex caserma. Fabbri non mantiene la parola

Il Forum Ferrara Partecipata scrive al sindaco di Ferrara: “Aspettiamo da oltre 260 giorni”

Lo scorso venerdì 17 novembre abbiamo contato pubblicamente 263 giorni da quando lei, in consiglio comunale, ha riconosciuto che sul progetto di recupero della ex caserma di via Cisterna del Follo sarebbe stato utile ascoltare i cittadini, e ha promesso di iniziare al proposito un percorso partecipativo per arrivare ad una condivisione cittadina sul futuro di quell’area.

E tutti i venerdì da inizio estate, ci siamo schierati in Piazza Municipale per ricordarle la promessa che, con nostra sorpresa, non stava mantenendo.

Pensavamo che, pur tra tanti impegni, per un Sindaco sia un impegno morale quello di mantenere la parola data. Il motivo dell’impegno morale è la democrazia.

Le ricordiamo, signor Sindaco, che non è la prima volta che politici e amministratori ferraresi ignorano i movimenti e i comitati cittadini: sarebbe bene interrompere questa prassi negativa.

Chiediamo quindi un incontro per sottoporle le motivazioni per cui la stiamo sollecitando ad avviare il percorso di coinvolgimento dei cittadini.

Confidando che il dialogo diretto possa aprire spazi di comprensione reciproca, speriamo di poter ascoltare da lei tempi e modi per l’inizio del processo partecipativo promesso.

Il Forum Ferrara Partecipata

Ex caserma: “Bene la risoluzione, ma i sit-in proseguiranno fino all’avvio del processo partecipativo”

La precisazione del Forum Ferrara Partecipata dopo il voto in Consiglio comunale. Le iniziative del venerdì davanti al municipio non si interromperanno fino a quando non si darà concreta attuazione alla consultazione dei cittadini

La risoluzione che impegna la Giunta ad avviare un percorso partecipato per la riqualificazione dell’ex caserma Pozzuolo del Friuli, votata e approvata martedì in Consiglio comunale, non interrompe le iniziative del Forum Ferrara Partecipata, in particolare il sit-in settimanale del venerdì in piazza Municipale.

Lo ha voluto precisare a chiare lettere lo stesso Forum, specificando che ciò che ha votato il Consiglio non è altro “quello che da mesi chiede la rappresentanza del Forum Ferrara partecipata ogni venerdì” e che nella stessa seduta in origine “il documento era stato presentato dalle opposizioni, ma la maggioranza, per manifestare il proprio assenso, ne ha prodotto uno simile che alla fine è stato approvato”.

“Per la verità – aggiungono gli esponenti del Forum Ferrara Partecipata – il Consiglio comunale quella stessa richiesta l’aveva già espressa il 27 febbraio scorso, votando la messa in disparte del progetto urbanistico denominato Fe.Ris, di cui l’area della ex Caserma era il cuore. Da allora nelle sedi istituzionali cittadine era calato il silenzio sull’argomento, e perciò il Forum aveva scritto al sindaco il 5 giugno, ricordando gli impegni presi pubblicamente e allegando alla lettera una serie di proposte raccolte nel frattempo tra cittadini e associazioni, a riprova dell’interesse a esprimere la propria partecipazione attiva. All’ennesimo silenzio, si è passati al sit-in settimanale, con tanto di striscione dotato di contagiorni dal 27 febbraio e distribuzione di volantini esplicativi”.

“E ora, in attesa di una sollecita azione della Giunta, il Forum Ferrara partecipata ha deciso di proseguire con il sit-in del venerdì fino alla partenza concreta del processo partecipativo”.

Ex caserma: “200 giorni dalla promessa del sindaco sulla partecipazione dei cittadini”

Flash mob del Forum Ferrara Partecipata in municipio che ricorda al primo cittadino quanto da lui promesso sul coinvolgimento dei cittadini nel progetto di recupero dello stabile

Ancora una volta l’ex caserma di Cisterna del Follo è stata protagonista, nella mattinata di ieri, di un flashmob, organizzato dal ‘Forum Ferrara partecipata’.

Davanti l’atrio della piazza Municipale i manifestanti hanno esibito un cartello, sul quale spiccava la scritta “200 giorni dalla promessa del sindaco sulla partecipazione dei cittadini”.

Una chiara allusione al 27 febbraio scorso, momento in cui il primo cittadino di Ferrara, Alan Fabbri, aveva assunto l’impegno, durante il Consiglio comunale, di coinvolgere i ferraresi sul progetto di recupero della caserma.

“I cittadini – ha affermato Leonardo Polastri di ‘Caldirolo libera’ – devono avere voce nelle decisioni riguardanti la propria città. I concetti di ‘collettività’ e di ‘bene comune’ devono essere salvaguardati e tutelati per vivere al meglio Ferrara”.

Il progetto Fe.ris, a cui i manifestanti anche ieri mattina hanno mostrato contrarietà, prevedeva la realizzazione di un nuovo centro commerciale in via Caldirolo e la vendita ai privati degli spazi della caserma, destinata a divenire uno studentato e una ‘Food Court’.

“È necessario che la popolazione sia coinvolta prima della stesura del nuovo progetto, affinché le proposte e le valutazioni, emergenti nel percorso partecipativo, possano guidarne l’elaborazione tecnica. Le idee partono dal ‘basso’”, ha orgogliosamente concluso Francesca Cigala, animatrice del ‘Forum Ferrara partecipata’.

Riprendono i flash mob del Forum Ferrara partecipata

Venerdì 15 settembre i cittadini torneranno sotto lo scalone municipale alle ore 11, per richiedere pubblicamente l’attenzione del sindaco

Venerdì 15 settembre il Forum Ferrara partecipata torna sotto lo scalone municipale alle 11, per richiedere pubblicamente al sindaco di mantenere l’impegno, preso in consiglio comunale il 27 febbraio scorso, di consultare i cittadini sulla riqualificazione della ex caserma di via Cisterna del Follo.

“Il progetto di riqualificazione di quell’area dovrà essere ripensato: è necessario che finalmente i cittadini siano coinvolti prima dell’elaborazione del nuovo progetto, affinché le proposte, le idee, le valutazioni che emergeranno nel percorso
partecipativo possano orientare e guidare la successiva elaborazione tecnica.” – si legge sul volantino che verrà distribuito ai passanti – “Il 5 giugno abbiamo scritto una lettera al Sindaco per sollecitarlo ad avviare il confronto e gli abbiamo consegnato una pubblicazione con le prime proposte dei cittadini. Non abbiamo ricevuto risposta.”

Da allora, ogni venerdì fino alla fine di luglio, il Forum, ha presidiato lo scalone, col suo striscione e il datario col conteggio dei giorni trascorsi dal 27 febbraio. Se finora il presidio non ha smosso il Sindaco, almeno si è rivelato utile per diffondere
informazione civica. Molti cittadini, in effetti, hanno letto per la prima volta sul volantino in distribuzione le notizie del progetto Feris decaduto e delle richieste del Forum al primo cittadino.

Forum Ferrara Partecipata: “123 giorni e ancora nessuna risposta dal sindaco”

Il comitato cittadino si riunirà ogni venerdì sullo scalone del palazzo municipale per continuare a sollecitare ad avviare al più presto il percorso di coinvolgimento dei cittadini

di Sara Bolognesi

A quasi un mese dall’invio di una lettera aperta al sindaco Alan Fabbri, con cui il Forum Ferrara Partecipata chiede di cominciare al più presto il percorso di coinvolgimento attivo dei cittadini sulle scelte che riguardano la riqualificazione dell’area della ex caserma “Pozzuolo del Friuli”, dal primo cittadino non è arrivata nessuna risposta.

Per questo motivo il comitato cittadino si riunirà ogni venerdì, per tutto il mese di luglio – “ma riprenderemo a settembre”, precisa Francesca Cigala – sullo scalone del palazzo municipale. L’obiettivo di questi sit in è tenere alta l’attenzione su questi temi e continuare a sollecitare il sindaco Fabbri ad avviare al più presto il percorso di coinvolgimento dei cittadini, così come definito mozione approvata dal Consiglio comunale il 27 febbraio.

“Nella lettera aperta al sindaco si chiedeva anche la pubblicazione sul sito del Comune del libretto ‘Una caserma partecipata’, che contiene le proposte e le idee dei cittadini in merito alla riqualificazione dell’ex caserma, per aprire un dibattito e poter raccogliere altre idee e suggerimenti. Ad oggi questo non è ancora stato pubblicato” dichiara Cigala, aggiungendo come “la partecipazione dei cittadini al piano urbanistico è fondamentale, perchè determina il futuro della città”.

Alle istanze che richiedono al più presto questo coinvolgimento attivo della cittadinanza anche Alessandro Tagliati, Marino Pedroni, ex direttore del teatro Comunale di Ferrara e Giovanna Foddis, cittadina, che sottolinea: “l’importanza di prendere in considerazione il pensiero dei cittadini ‘normali’, non appartenenti a partiti politici, in tutte le fasi di progettazione. Spero che l’attuale amministrazione e anche quelle future possano andare in questa direzione”.

‘Costruire la città con la cittadinanza attiva’, incontro al dipartimento di Architettura

Appuntamento per le 17 di martedì 20 per l’incontro organizzato da CiterLab, Forum Ferrara Partecipata e dal centro Unife per la cooperazione internazionale con la professoressa dell’Università di Paranà Débora Rocha

Martedì 20 giugno 2023, alle ore 17, si svolgerà presso l’aula A2 del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, in via Quartieri 8, un incontro con la professoressa Débora Rocha dell’Universidade Federal do Paraná, Curitiba, Brasile sul tema ‘Curitiba, costruire la città con la cittadinanza attiva’.

L’incontro sarà introdotto dal professor Romeo Farinella del Dipartimento di Architettura di UNIFE ed interverrà il professor Alfredo Alietti, direttore del Centro di Ateneo per la Cooperazione allo Sviluppo Internazionale di UNIFE.

La professoressa Débora Rocha è architetto-urbanista e sta svolgendo un periodo di ricerca presso l’Università di Ferrara. È specialista di politiche pubbliche per la città e l’ambiente, democrazia partecipativa e movimenti sociali. Si occupa a Curitiba e in altre città brasiliane di conflitti urbani e costruzione non liberista della città. Tale incontro riprende e sviluppa tematiche già affrontate negli altri incontri organizzati dal Dipartimento di Architettura di UNIFE e il Forum Ferrara Partecipata.

Scopo dell’iniziativa è di rafforzare un progetto culturale di “cittadinanza attiva” orientato allo scambio e confronto di esperienze e casi studio, in una prospettiva locale e globale.

L’intenzione è quella di consolidare questa esperienza rendendola ricorrente, dove ricercatori, associazioni, cittadini si confrontano su temi che interessano il futuro delle città, dei territori e delle comunità che li vivono, proponendo percorsi di riflessione critica su politiche, azioni ed esperienze inerenti alla transizione ecologica, con l’obiettivo di entrare nel merito delle narrazioni retoriche che oggi spesso banalizzano i problemi posti dalla mutazione climatica in corso.

L’incontro è organizzato dal Laboratorio CITERlab del Dipartimento di Architettura e dal Centro di Ateneo per la Cooperazione allo Sviluppo Internazionale di UNIFE, insieme al Forum Ferrara Partecipata.

“Una Caserma Partecipata”, idee e proposte dei cittadini per il dopo Fé.Ris

Forum Ferrara Partecipata presenterà un fascicolo stampato in cui saranno raccolte le opinioni su come riqualificare Cisterna del Follo. L’appuntamento è per lunedì 12 giugno alle 18 presso la biblioteca del Centro Documentazione Donna

Lunedì 12 giugno, alle 18, il Forum Ferrara Partecipata presenterà una pubblicazione che raccoglie le prime proposte e idee dei cittadini per la riqualificazione della ex caserma Pozzuolo del Friuli. L’incontro si tiene nella biblioteca del Centro Documentazione Donna, in via Terranuova 12b.

Il Forum è nato con lo scopo di animare un percorso di cittadinanza attiva per costruire una idea di futuro della città, a partire dalla opposizione al progetto urbanistico Fé.Ris. La pubblicazione si intitola “Una Caserma Partecipata”, a rimarcare l’intenzione di elaborare progetti che tengano conto dei bisogni e delle proposte nate dal basso.

Michele Nani, attivista del Forum, coordina lo svolgimento dell’incontro: intervengono lo scrittore Sandro Abruzzese (autore di Mezzogiorno padano, Casapercasa, Niente da vedere) e l’antropologo urbano di Unife Giuseppe Scandurra.

Al termine i partecipanti alla riunione si saluteranno con un aperitivo “partecipato”, per festeggiare un primo prodotto tangibile dopo tanto lavoro: a partire dallo scorso autunno, con la costituzione del Forum sono iniziati i coinvolgimenti degli abitanti dei quartieri, dei docenti dell’università, dei professionisti cittadini; poi le assemblee, i riuscitissimi flashmob, la preparazione e l’ostensione delle lenzuola con gli slogan anti-Fé.Ris alle finestre, la partecipazione agli incontri in consiglio comunale. Fino alla decisione dei consiglieri e della giunta di ritirare il progetto.

“Ora – fanno sapere gli organizzatori dell’iniziativa – si attende l’adempimento della promessa del sindaco Fabbri di iniziare un percorso partecipato aperto a tutta la città, di cui il fascicolo stampato dal Forum costituisce un primo contributo, avendo ben presente che la ex caserma è solo uno dei punti caldi della più ampia discussione per il nuovo Piano Urbanistico Generale”.

“Di chi è la città”, ultimo incontro del Forum Ferrara Partecipata

Si conclude mercoledì 10 maggio il calendario di incontri pubblici organizzati dal Laboratorio di ricerca Citerlab e dal Laboratorio didattico Lsfd del dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara
“Di chi è la città” è il tema suggestivo che si dibatte alla Factory Grisù mercoledì 10 maggio, dalle ore 17.

Si conclude in questo modo il calendario di incontri pubblici organizzati dal Laboratorio di ricerca Citerlab e dal Laboratorio didattico Lsfd del dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, insieme al Forum Ferrara Partecipata.

L’argomento non è per niente provocatorio, ma conduce direttamente all’origine del vivace movimento cittadino che si è opposto a Fe.Ris, il progetto urbanistico dal percorso politico-amministrativo opaco e per nulla partecipato. “Le amministrazioni locali – spiegano gli organizzatori – non amano né condividere né accogliere né aprirsi quando si tratta di processi trasformativi del territorio. Anche la storia degli ultimi decenni di Ferrara dimostra l’assunto, fino ai giorni nostri”.

L’intenzione del Forum Ferrara Partecipata è dunque di coinvolgere i cittadini nelle scelte che riguardano la città, avviando un percorso di cittadinanza attiva. I relatori dell’incontro sono: l’urbanista Carlo Cellamare, Dicea, Università La Sapienza di Roma e Alfredo Alietti sociologo urbano, Dipartimento di studi Umanistici, Università di Ferrara. Modera i lavori Dalia Bighinati, Forum Ferrara Partecipata.

Ferrara e il suo futuro urbanistico. Un Pug senza nessun confronto con i cittadini

L’intervento sulle pagine di Estense.com a firma Romeo Farinella, professore di Urbanistica all’Università di Ferrara

In queste settimane Ferrara è stata attraversata da numerose iniziative che sono entrate nel merito dei problemi della città.

Esperti, ricercatori, studenti di architettura, giornalisti hanno sviscerato insieme a gruppi di cittadini ferraresi e non, temi quali: il senso della rigenerazione urbana nell’era della transizione ecologica, il consumo di suolo, la natura in città, la mobilità sostenibile, il diritto alla casa, la privatizzazione dello spazio pubblico e l’uso improprio degli spazi naturali della città. Si sono confrontate situazioni e problemi di Ferrara con esperienze nazionali, internazionali.

Insomma, tutti temi che riguardano il presente e il futuro di una città. Tutti temi che vertono sul come tradurre concretamente in azioni le ampie e generiche linee strategiche del Pug in corso di elaborazione a Ferrara. Peccato che in questi incontri pubblici, quindi aperti a tutti i cittadini, non si siano visti i principali attori politici e tecnici della città.

Tra le pratiche di governo di una città, vi è anche la definizione di strategie, visioni e strumenti urbanistici. Spesso chi amministra cerca di relegare questa dimensione operativa alla sfera della “tecnica urbanistica”, quindi una cosa per esperti, associata ai portatori di interessi forti, che hanno i denari per avvalersi di contro esperti (architetti, ingegneri, avvocati, ecc.) in grado dialogare (spesso condizionandoli) con i processi amministrativi.

Ma il futuro della città (che un Pug ha il compito di stabilire almeno per un dato periodo) riguarda anche il cittadino comune, singolo e associato, che una corretta pratica di governo (in linea con quanto suggerito da organismi quali Ue o Onu) dovrebbe mettere in condizione di essere informato e ascoltato.

Uno strumento urbanistico come il Pug propone una ipotesi di sviluppo e organizzazione urbana, attraverso una sintesi, elaborata a partire da un quadro di problemi ai quale dare soluzione. Questo processo si traduce in politiche, che prevedono azioni, che per realizzarsi devono trovare risorse economiche (es. potenziare il trasporto pubblico) e norme, che devono regolare le trasformazioni ordinarie (es. edificare o ristrutturare una casa o lottizzare un terreno). Il problema è chi definisce, orienta o condiziona la definizione degli obiettivi e delle azioni.

Altra riflessione: la realtà come sappiamo non è un insieme coerente, i “portatori di interesse” sono molteplici, e qui sta la difficoltà di governare, ma è la realtà che si deve adattare alla “norma” (voluta da qualcuno in base a proprie convinzioni o pressioni) o al contrario la “norma” deve essere in grado di interpretare la realtà (cercando di essere il più condivisa possibile)?

Per rispondere a tali domande da anni si sono sviluppate, in fase di elaborazione degli strumenti urbanistici, esperienze di “ascolto della città” e dei suoi cittadini. Questo non significa solo sentire il parere dei “poteri forti” (attori economici, associazioni di categoria o professionali, enti, ecc.) ma avviare delle procedure (e se ne stanno sperimentando tante in Francia, Germania, Olanda, Danimarca, Spagna) che consentano ai cittadini, alle loro associazioni locali, e a chiunque abbia qualcosa da dire o suggerire di sentirsi coinvolto in un processo in corso (il Pug) che riguarda il futuro della sua città. Quindi non essere coinvolti solo a cose fatte, a decisione prese.

Tutto questo a Ferrara non vi è stato, non so se è programmato. Ad una pratica di governo condivisa e dialogante, si è preferito sostituire una pratica di comando dove all’idea di “cittadinanza attiva” è stata sostituita quella di “soggetto portatore di interessi” (stakeholder), quindi selettivo, e scelto sulla base di un interesse particolare che si sovrappone all’idea di “città come bene comune”.

Il consenso è gestito da capipopolo che si fanno interpreti degli umori del popolo, senza nessun confronto critico. Si esalta il “culto del fare” ma, come e per chi, lo stabilisce chi comanda. I messaggi che si lanciano sono semplificati e retorici, i nemici sono chiari, l’interlocuzione con la critica e la conoscenza viene silenziata, o ridicolizzata, o assunta in nome di una “tecnicalità” che non crea problemi e non mette in discussione ciò che si asserisce.

Questo atteggiamento non è conservatore o progressista (viene usato in entrambi i campi) ma è tipico di una visione neoliberale dello sviluppo dove l’economia e la sua finanziarizzazione, hanno di fatto sostituito la politica e trasformato il cittadino in consumatore, mettendo in mano il futuro della città a poteri spesso non visibili (es. il 40% dell’intero progetto Isola-Garibaldi a Milano dal 2013 è in mano alla Qatar Holding, mentre il futuro di altre importanti aree della città sono in mano alle società proprietarie di Milan e Inter e in generale il futuro urbanistico di Milano è gestito dalla potente immobiliare Coima).

E quindi, come è capitato con il Feris e come ora sta capitando con l’accordo con Coop Alleanza per l’area di Foro Boario, si avviano operazioni su aree strategiche per il futuro della città basate su accordi di interesse dove prevale l’interesse privato, per funzioni dichiarate pubbliche ma non necessarie, o non prioritarie, senza un coinvolgimento della città e mentre si sta elaborando un Pug che dovrebbe dirci come potrebbe essere usata quell’area di grande interesse per tutta la città.

Quindi la domanda è perché l’amministrazione ferrarese non ha ancora sentito l’esigenza di organizzare un grande momento pubblico e politico (come hanno fatto altre città) di presentazione delle linee strategiche del suo futuro piano urbanistico? Abbiamo capito in questi anni che molta attenzione è rivolta al potenziamento del turismo delle “trippe”, dello spettacolo usa e getta che abusa dei beni comuni (piazze storiche che per un mese si trasformano in palcoscenici privati), della privatizzazione dello spazio pubblico a fini commerciali.

Qualcuno potrebbe obiettare che abbiamo ora a Ferrara una grande e straordinaria esposizione sul rinascimento (cosa vera, il cui merito va agli organizzatori) ma si tratta del rilancio di iniziative che appartengono all’ identità” ferrarese perlomeno da quando è nata Ferrara Arte. È quindi la ripresa di una “tradizione” e non il frutto di una nuova visione politica.

Colpisce però la bassa qualità (e la dismissione) del commercio di Ferrara città d’arte: che è sotto gli occhi di tutti, anche nelle vie più centrali del centro storico. Nel Pug si parla di “città dei 15 minuti” e sarebbe interessante sapere dai progettisti come intendono realizzare questo obiettivo avendo cinque centri commerciali e ipermercati che generano tra l’altro un traffico sovradimensionato rispetto alla dimensione della città.

Se non si parte da questa premessa la “città dei 15 minuti” sarà solo per i quartieri “gentrificati”, dove le botteghe e i servizi rinascono per chi se lo può permettere. La riflessione potrebbe continuare con le politiche abitative e del lavoro, temi assenti dai dibattiti della città.

Colpisce infine l’orizzonte limitato e provinciale di importanti e storiche associazioni di categoria come il Cna, Ascom, Confartigianato e Confesercenti che identificano, in un loro comunicato congiunto, l’internazionalizzazione di Ferrara con un evento effimero come il concerto di Bruce Springsteen, del quale tra l’altro chi lo contesta ha solo messo in discussione il luogo scelto (il Parco urbano) e non l’opportunità di farlo.

Forse queste associazioni e molti cittadini non si rendono conto che Ferrara è già internazionale per la sua storia, la sua cultura, la sua università, peccato che attorno a questi valori “locali” non si riesca strutturare una visione “internazionale” di lunga durata, preferendo alla sedimentazione, al coordinamento, alla inclusione (certo più difficile da pensare e gestire perché necessità di complessità di pensiero e di governo) la cultura dell’evento mordi e fuggi.

Pensare che il futuro dell’internazionalizzazione di una città sia legata a un concerto rock, ad un’expo, o a un’olimpiade fa tremare le vene ai polsi anche perché mette in luce la mediocrità di una classe dirigente, come dimostrano i fallimenti in molte città europee delle fasi post-evento.

Si potrebbe poi dire che per un paese dalle cento città come l’Italia il futuro e l’internazionalizzazione se legata solo alla singola città è perdente, se invece diventa una politica federativa e condivisa da reti di città sarà più forte. Lo hanno capito anche Oxford e Cambridge, due città dalla forte identità “locale”, che insieme a Milton Keynes si stanno costituendo come sistema metropolitano rafforzando il trasporto pubblico territoriale, stessa cosa potremmo dirla per Marsiglia e Aix-en-Provence, ormai divenute un’unica realtà metropolitana, o per la regione della Ruhr. Tutti sistemi di città riorganizzati a partire dal potenziamento della mobilità pubblica urbana e interurbana

Anche per questo sarebbe necessario un sereno e ricco dibattito pubblico promosso da chi amministra la città (invitando anche le città vicine a partire da Bologna), in particolare in occasione della redazione di un nuovo strumento urbanistico generale. Così come la vitalità, l’interesse, la curiosità, l’amore per la città, che si ritrova nelle le attività promosse dal Forum Ferrara Partecipata e da altre associazioni andrebbero valorizzate in quanto risorse attive sul territorio, in quanto presidi civici, e non ridicolizzate o stigmatizzate come è capitato di leggere frequentemente.

*professore di Urbanistica del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, dove dirige il CITERlab, un laboratorio di ricerca che opera nel campo della progettazione urbana e territoriale

 

Romeo Farinella

professore di Urbanistica del Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, dove dirige il CITERlab, un laboratorio di ricerca che opera nel campo della progettazione urbana e territoriale

Abitare sano: mobilità, salute urbana e diritto alla casa – Forum Ferrara Partecipata

Oggi 19 aprile alle ore 17 il penultimo degli Incontri sulla città, organizzato dal Dipartimento di architettura Unife e dal Forum Ferrara Partecipata

Si tiene oggi 19 aprile alle ore 17 il penultimo degli Incontri sulla città, organizzato dal Dipartimento di architettura Unife e dal Forum Ferrara Partecipata. Nella sala sinodale della Parrocchia di San Giacomo Apostolo, via Arginone 161, si svolge il tema “Abitare sano: mobilità, salute urbana e diritto alla casa”.

Elena Dorato, architetto-urbanista, Dipartimento di Architettura di Unife, discuterà delle relazioni complesse tra progettazione della mobilità e le ricadute sulla qualità e vivibilità urbana. Gli spazi della mobilità costituiscono oggi un patrimonio fondamentale e non (più) negoziabile per la nostra salute e per la salute delle nostre città. Un campo di dibattito e azione per definire politiche e progetti lungimiranti e realmente sostenibili, capaci di rompere con la tradizione della città organizzata per il traffico veicolare privato e muoversi, invece, a favore della costruzione di una “piattaforma integrata di spazi pubblici” a sostegno di migliori condizioni di vivibilità, socialità e sicurezza.

Diego Carrara, economista ed esperto di politiche della casa si occuperà del “diritto ad abitare”, che è una questione ancora aperta, nel nostro Paese e nella nostra regione, soprattutto per i ceti a basso reddito. Questo diritto, soprattutto dopo la pandemia, è ancora ignorato, mancano le politiche abitative pubbliche e una programmazione degna di questo nome. Tutto questo ha una ricaduta negativa, anche sulla salute dei cittadini e sulla loro vita nelle città.

Fe.Ris ‘Due’, dai cittadini emergono tante buone idee per l’ex caserma

Dal miglioramento del polo museale allo studentato gestito da Ergo, fino a spazi per il teatro contemporaneo: le ipotesi all’assemblea del Forum Ferrara Partecipata
di Pietro Perelli

“Quando ho saputo del progetto mi è venuto un coccolone”, lo dice all’inizio del suo intervento la guida turistica Emanuela Mari. Siamo al secondo incontro organizzato dal Forum Ferrara Partecipata per favorire il coinvolgimento dei cittadini nella riqualificazione dell’area dell’ex Caserma Pozzuolo del Friuli. Ormai infatti il progetto Fe.Ris promosso dall’attuale giunta è stato ridimensionato anche se, dicono diverse voci, “dobbiamo continuare a vigilare”. “Risultato ottenuto – dice Alessandra Gudorzi introducendo l’incontro moderato da Dalia Bighinati di Telestense – grazie all’impegno di cittadini e associazioni le cui istanze sono state recepite da diversi consiglieri comunali che le hanno portate in Consiglio”.

Questa assemblea è però destinata alla ricerca di proposte, proposte che arrivano dai cittadini iscritti a parlare e ascoltate da una platea numerosa. Un momento, spiega Corrado Oddi, “di esercizio di democrazia partecipata”, “non lo fa l’Amministrazione – aggiunge – lo facciamo noi. Raccogliamo le idee e partiamo dalle esigenze e dai bisogni della città”.

Ci sono voci già sentite e voci nuove con proposte che spesso coincidono e a volte divergono. In particolare si annotano molte proposte su come migliorare il polo museale che ha la sua punta di diamante nel vicinissimo Museo di Palazzo Schifanoia. Emanuela Mari propone la costruzione di “un’aula didattica” e di una “sala conferenze moderna, attrezzata e capiente”, di servizi turistici adeguati, di una dépendance museale ma anche un piccolo parcheggio “per i residenti e di servizio al museo per togliere le macchine da davanti al palazzo”.

Tra chi prende la parola anche Anita Magagnotti di Link che chiede uno studentato che tenga conto “del disagio economico che le famiglie italiane stanno vivendo”. Alloggi a prezzo calmierato che dovrebbero essere gestiti da Er.Go, ente che ne avrebbe la competenza e che secondo l’architetto Roberto Rosina “è totalmente assente dalla scena”.

Marcello Toffanello, storico dell’arte, crede che quello spazio abbia “come vocazione quello di supporto all’attività museale” e che quindi possa essere utile alla modernizzazione degli stessi. Aggiunge un tassello alle proposte Marino Pedroni, ex direttore del Teatro Comunale di Ferrara, facendo notare l’assenza di spazi comunali (oltre al teatro che ha diretto) per il teatro contemporaneo, per la danza o per il teatro ragazzi. Nel farlo ricorda anche di quando vent’anni fa “fu chiamato da Sateriale per vedere la cavallerizza siccome da anni cercavamo spazi alternativi al Comunale”. “Le arti performative – conclude – vanno pensate all’interno di questo percorso”.

Un percorso in cui ognuno porta le proposte che conosce meglio, come Emanuela Cavicchi della Biblioteca Popolare Giardino che propone una biblioteca sociale sullo stile di quella di Oodi a Helsinki in Finlandia che “ho avuto la fortuna di visitare”. Altra proposta viene avanzata da Caterina Sateriale del Cohousing di San Giorgio che vede come proposta utile quella di appartamenti per giovani coppie che si trovano “davanti ostacoli importanti”.

Un incontro molto partecipato che è riuscito a iniziare quel percorso di democrazia partecipata per cui è nato. Un buon incontro anche secondo la moderatrice Dalia Bighinati che conclude con un appunto: “Non ho sentito un’unica cosa, le azioni legate all’innovazione ambientale, mentre molti progetti europei pensano all’utilizzo di materiali che riducano il consumo energetico o sistemi che producano energia pulita”.

Il Forum Ferrara Partecipata passeggia sui luoghi di Fe.Ris.

Appuntamento domenica 12 marzo alle 15 con una passeggiata guidata con partenza da Via Scandiana nel contesto di luoghi proclamati Patrimonio dell’Umanità e interessati dall’ex progetto Fe.Ris.

È partito il nuovo percorso partecipativo aperto a tutta la cittadinanza, promosso dal Forum Ferrara Partecipata, dopo l’abbandono del progetto Fe.Ris. col voto unanime del consiglio comunale.

Il primo appuntamento organizzato dal Forum è per domenica 12 marzo alle 15 con una passeggiata guidata tra mura e delizie, con partenza da Via Scandiana, angolo Via Borgovado, nel contesto di luoghi proclamati Patrimonio dell’Umanità e interessati dall’ex progetto Fe.Ris.

La camminata sarà accompagnata da esperte guide turistiche, in modo da vedere con gli occhi e misurare con i propri passi i luoghi segnati da antiche memorie architettoniche e da vicende storiche: quei luoghi che oggi necessitano di interventi di interesse pubblico e non speculativo.

Il Forum propone anche questo modo per promuovere momenti pubblici di approfondimento e raccolta di idee dal basso, per la costruzione di una visione alternativa del futuro della città, più democratica, non privatizzata, libera dal traffico e dal cemento, per la tutela e la rigenerazione dei beni comuni.

Il Forum Ferrara Partecipata passa alla fase due: “Ora proposte partecipate sul futuro della città”

Il Forum avvia un ciclo di incontri di riflessione sul futuro della città con esperti di Unife “per creare le condizioni per una vera partecipazione attiva dei cittadini che nella città di vivono”. Primo appuntamento per il brainstorming il 14 alle 18 a Grisù

Il Forum Ferrara Partecipata cambia pelle: dopo mesi impegnato nell’opposizione al progetto Feris, con l’incontro di venerdì pomeriggio allo spazio Grisù ad aprirsi un nuovo scenario, quello della re-immaginazione della Ferrara del futuro in modo partecipato, chiedendo quindi ai cittadini quali siano le proposte concrete per poi chiederle a gran voce all’amministrazione.

A spiegare questa svolta infatti, in verità fin da subito tra gli obiettivi della piattaforma seppur in divenire, è Francesca Cigala Fulgosi, volto pubblico del Forum, nel corso del primo di una serie di incontri volti alla diffusione di “riflessioni e proposte per la città” che si terranno fino a fine maggio con diversi esperti afferenti in via maggioritaria al dipartimento di architettura dell’università di Ferrara e che ha visto nel suo primo appuntamento un intervento dell’urbanista di Unife Romeo Farinella e del valutatore ambientale del dipartimento di ingegneria dell’università di Modena e Reggio Emilia Gabriele Bollini, i quali hanno toccato i punti della retorica ecologica, della storia dell’idea della rigenerazione urbana esponendo poi le linee strategiche del Pums e mettendo in guardia il Forum sul fatto che il Pug è ancora in fase di elaborazione.

“Questo è il primo incontro sulla trasformazione che dovremmo portare alla città, oggi parleremo di consumo di suolo e rigenerazione urbana, ma successivamente affronteremo altri temi sempre comunque in modo improntato alla partecipazione”, ha esordito Fulgosi, ricordando che “siamo in una situazione di grave crisi ecologica e sociale, quindi le trasformazioni del nostro vivere sono indispensabili e dobbiamo pensare di modificare tutta la nostra città. Sono trasformazioni importanti che riguardano tutti, e per questo si tratta di decisioni che non possono venire prese solamente dagli amministratori senza considerare i cittadini che hanno diritto di decidere ed essere ascoltati”.

Dopo un breve excursus sulla storia di Feris — e su quella del Forum — l’obiettivo di questi incontri viene esplicitato: “Vogliamo creare le condizioni per un percorso di cittadinanza attiva, e questi incontri vanno nella direzione di questo obiettivo, diverso dalla partecipazione conosciuta negli anni dove si andava per ascoltare o per venire informati”.

“Il progetto Feris è stato presentato senza che i cittadini ne sapessero niente ed evidentemente nemmeno i consiglieri comunali. Secondo noi la rigenerazione che era anche nel titolo il progetto era una falsa rigenerazione, ma adesso siamo in una situazione diversa perché la grande mobilitazione dei cittadini delle associazioni ha portato al blocco di questo progetto in consiglio comunale e allo stralcio dei progetti dell’ipermercato del parcheggio da parte del sindaco, che se poi impegnato a discutere con i cittadini di cosa fare in merito alla caserma”, ha proseguito fulgori davanti a una platea comunque nutrita di persone nonostante la vittoria politica già raggiunta: la ex sala macchine è piena, non gremita, con una cinquantina abbondante di spettatori.

“Il 14, alle 18, sempre allo spazio Grisù ci sarà un incontro publico per chiedere ai cittadini di presentare le proprie proposte, dal basso, per capire cosa pensa e cosa vuole fare chi abita la città, perché il progetto Feris è stato il caso clinico, il caso negativo dal quale partire per ragionare come la parola prevenzione sta alla medicina: tutti la predicano e nessuno la fa”.

“Senza Forum questo risultato non sarebbe stato raggiunto e questo Forum vuole andare oltre Feris, e per questo bisogna capire che tipo di sviluppo vogliamo rispetto ai temi del dibattito sul futuro della città visto che si sta elaborando un Pug, con le sue linee strategiche e le azioni correlate al Pums (il piano della mobilità urbana e sostenibile, ndr), capendo per esempio anche cosa vogliamo fare del parco urbano”, ha aggiunto Farinella che poi fa notare come “la complessità e la ricchezza degli spazi in questa città non appare negli utilizzi, non è chiaro se per scelta o per mancanza”.

“Stop alle logiche a base di cemento”, ciclo di incontri sulla rigenerazione urbana

L’iniziativa di Forum Ferrara Partecipata e Unife parte da Ferrara. Primo appuntamento venerdì 10 marzo

La salute urbana, la mobilità, il diritto alla casa, il verde urbano e gli spazi pubblici, la rigenerazione e il consumo di suolo, la partecipazione dei cittadini. Questi i temi che verranno trattati al ciclo di incontri pubblici organizzati dal Dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara e dal Forum Ferrara Partecipata.

Temi non solo importanti per il futuro delle città, ma che si possono riscontrare sia nell’Agenda 2030 dell’Onu (obiettivo 11) che in numerose esperienze che si stanno compiendo in Italia e non solo. A parlarne saranno ricercatori ed esperti di diverse università italiane.

Il primo incontro, dal titolo “Rigenerazione urbana e consumo di suolo: pratiche non retoriche” sarà venerdì 10 marzo alle 17 presso Factory Grisù – in via Poledrelli 21 – e a parlarne saranno Romeo Farinella, architetto-urbanista del Dipartimento di Architettura Unife, e Gabriele Bollini, urbanista e valutatore ambientale del Dipartimento di Ingegneria Unimore. Modera l’incontro Francesca Cigala Fulgosi di Forum Ferrara Partecipata.

L’iniziativa è nata grazie all’incontro tra il laboratorio di Ricerca CITERlab del Dipartimento di Architettura dell’Università, il Laboratorio didattico Lsfd, entrambi diretti dal Prof. Romeo Farinella, e il Forum Ferrara Partecipata costituitosi come luogo di riflessione sul futuro di Ferrara e di cittadinanza attiva finalizzato al coinvolgimento dei cittadini nelle scelte future che riguardano la città.

Nonostante il Forum abbia dovuto la sua genesi al dibattito scaturito dal progetto Feris, l’obiettivo è diventato più ampio e riguarda la volontà di consolidare a
Ferrara un luogo di discussione sul futuro urbano, aspetto strutturale di ogni ipotesi o strategia di transizione ecologica.

Attraverso questo ciclo di incontri pubblici, l’intento del Forum è dunque quello di rivolgersi alla cittadinanza per l’approfondimento di tematiche relative alla
qualità del vivere e dell’abitare in città, preliminari all’elaborazione di proposte e visioni per la Ferrara di domani, coinvolgendo i cittadini nelle scelte che riguardano la città, finalizzate alla formulazione di idee innovative, orientate alle necessità future e alla costruzione di una visione condivisa della trasformazione urbana.

Un’esperienza che rientra anche nel campo del public engagement che sempre più connota i rapporti tra le università e i loro territori, nell’ottica di una visione più consona alla situazione di crisi eco climatica, economica e sociale in cui ci troviamo.

“Non si può continuare con le vecchie logiche di sviluppo a base di cemento, plastica e combustibili fossili” sono le parole del Forum. “La città va ripensata, come stanno facendo in molte città europee, con più verde, senza automobili private, con trasporti collettivi efficienti, con più spazi per attività sociali e culturali, salvaguardando il patrimonio culturale e naturale, riducendo l’inquinamento, garantendo a tutti l’accesso ad alloggi adeguati, difendendo i beni comuni e i servizi pubblici”.

Forum Ferrara Partecipata, al via il ciclo di incontri per proporre la città futura

È in fase di avvio il ciclo di incontri pubblici organizzato dal Forum Ferrara Partecipata per elaborare ‘riflessioni e proposte per la città futura’ in collaborazione con l’Università di Ferrara. Primo appuntamento il 10 marzo alle 17 alla factory Grisù
È in fase di avvio il ciclo di incontri pubblici organizzato dal Forum Ferrara Partecipata per elaborare ‘riflessioni e proposte per la città futura’, in collaborazione con l’Università di Ferrara, il dipartimento di Architettura e CiterLab.

“Gli incontri proposti”, spiegano gli organizzatori, “tratteranno temi generali importanti per il futuro delle città che si possono riscontrare sia nell’Agenda 2030 dell’Onu (Obiettivo 11) che in numerose esperienze che si stanno compiendo non solo in Italia. Tali incontri riguardano la rigenerazione e il consumo di suolo, la natura, il verde urbano e gli spazi pubblici, la mobilità, il diritto alla casa, la salute urbana, la partecipazione dei cittadini. Tali temi saranno trattati da ricercatori e esperti di diverse università italiane e da esperti di settore”.

Il primo di una serie di incontri che dureranno fino a maggio inoltrato è previsto per venerdì 10 marzo alle 17 alla Factory Grisù di via Poledrelli, e verterà sulle “pratiche non retoriche” della rigenerazione urbana e del consumo di suolo. A discuterne saranno l’architetto ed urbanista di Unife Romeo Farinella, l’urbanista e valutatore ambientale dell’Università di Modena e Reggio Emilia Gabriele Bollini e Francesca Cigala Fulgosi del Forum Ferrara Partecipata.

“Tale iniziativa”, spiegano gli organizzatori, “è nata grazie all’incontro tra il laboratorio di ricerca CITERlab del Dipartimento di Architettura dell’Università, il laboratorio didattico LSFD (entrambi diretti dal professor Romeo Farinella) e il Forum Ferrara Partecipata costituitosi come luogo di riflessione sul futuro di Ferrara e di cittadinanza attiva finalizzato al coinvolgimento dei cittadini nelle scelte future che riguardano la città. Come è noto l’occasione che ha portato alla nascita del Forum è stato il dibattito scaturito dal progetto Feris, ma l’obiettivo è più ampio e riguarda la volontà di consolidare a Ferrara un luogo di discussione sul futuro urbano, aspetto strutturale di ogni ipotesi o strategia di transizione ecologica”.

“Insieme all’Università di Ferrara il Forum organizza dunque questo ciclo di incontri pubblici rivolti alla cittadinanza per l’approfondimento di tematiche relative alla qualità del vivere e dell’abitare in città, preliminari all’elaborazione di proposte e visioni per la Ferrara di domani. Si intende pertanto coinvolgere i cittadini nelle scelte che riguardano la città, avviare un percorso di cittadinanza attiva finalizzato alla formulazione di idee innovative, orientate alle necessità future e alla costruzione di una visione condivisa della trasformazione urbana. Un’esperienza che rientra anche nel campo del public engagement che sempre più connota i rapporti tra le università e i loro territori. Anche per tale motivo la scelta delle sedi dove si svolgeranno gli incontri si sono orientate verso luoghi della città consoni all’esercizio del dibattito pubblico, come si evince dal programma allegato”, aggiungono dal Forum Ferrara Partecipata.

“C’è bisogno di una visione più consona alla situazione di crisi eco climatica, economica e sociale in cui ci troviamo. Non si può continuare con le vecchie logiche di ‘sviluppo’ a base di cemento, plastica e combustibili fossili. La città va ripensata, come stanno facendo in molte città europee, con più verde, senza automobili private, con trasporti collettivi efficienti, con più spazi per attività sociali e culturali, salvaguardando il patrimonio culturale e naturale, riducendo l’inquinamento, garantendo a tutti l’accesso ad alloggi adeguati, difendendo i beni comuni e i servizi pubblici”, concludono gli organizzatori.