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25/08/2026

ADATTAMENTO E MITIGAZIONE: ALCUNE DOMANDE PER CHI GOVERNA FERRARA E PER CHI LA GOVERNERÀ

Negli ultimi 50 anni la popolazione umana sulla Terra è raddoppiata e il commercio decuplicato; questo sviluppo è avvenuto basandosi sul consumo di risorse naturali e sull’utilizzo di inquinanti. Occorre immaginare e costruire un futuro in cui il nostro stile di vita si attui nel massimo rispetto della natura, ovvero, riportando una frase del libro “FACCIAMOCI SENTIRE” di BRUNO LATOUR E NIKOLAJ SCHULTZ “sovrapporre il mondo in cui viviamo col mondo di cui viviamo nel medesimo insieme giuridico”

A proposito quindi di adattamento climatico e mitigazione, rispettivamente, preparazione dei territori a convivere con eventi estremi come ondate di calore, siccità/alluvioni e riduzione dei gas serra, si propone il post pubblicato su facebook dell’architetto/urbanista Romeo Farinella.

Le situazioni emerse in questi mesi — ondate di calore, siccità, piogge estreme e crescente fragilità del territorio — non possono essere affrontate parlando soltanto di adattamento. Adattarsi significa preparare la città agli effetti della crisi climatica, ma non basta se contemporaneamente non si interviene sulle cause che la alimentano. Anche le politiche locali devono contribuire all’obiettivo globale della mitigazione, riducendo le emissioni, il consumo di suolo e di energia, la dipendenza dall’automobile e l’impoverimento degli ecosistemi.
Da questo punto di vista, molti dei progetti di rinverdimento vantati in questi anni rischiano di rimanere prevalentemente retorici. Piantare alberi è certamente utile e necessario, ma non è sufficiente se non si modifica il modo in cui la città viene costruita, attraversata, consumata e abitata. Se non si interviene sulle questioni strutturali — consumo di suolo, mobilità automobilistica, impermeabilizzazione, consumi energetici e organizzazione dei servizi — il verde rischia di diventare una misura compensativa, utilizzata per rendere apparentemente sostenibile un modello urbano che resta sostanzialmente immutato.
Per questo, a chi governa Ferrara e a chi si candida a governarla, occorre porre alcune domande che richiedano scelte esplicite, impegni verificabili e una precisa assunzione di responsabilità.
1. Consumo di suolo e trasformazioni urbane
Siete disponibili ad assumere l’obiettivo del consumo di suolo zero, privilegiando il recupero del patrimonio esistente, la depavimentazione e la rinaturalizzazione delle aree già urbanizzate? Quali interventi previsti sareste disposti a rimettere in discussione perché incompatibili con questo obiettivo?
2. Mobilità e riduzione delle emissioni
Quali scelte concrete intendete adottare per ridurre l’uso dell’automobile privata a Ferrara, rafforzando il trasporto pubblico, la ciclabilità e la prossimità dei servizi, anche quando queste misure comportino la riduzione dei parcheggi e dello spazio oggi riservato alle auto?
3. Verde urbano, suolo e continuità ecologica
Quale politica strutturale intendete adottare per il verde urbano, andando oltre interventi episodici e piantumazioni utilizzate come compensazione di altre trasformazioni? Come pensate di tutelare gli alberi maturi, garantire la manutenzione nel tempo, depavimentare gli spazi pubblici e costruire una rete continua di parchi, aree verdi, corridoi ecologici e spazi ombreggiati, accessibili in modo equo in tutti i quartieri e in particolare nel centro storico che è la parte di città più minerale?
4. Acqua, calore e adattamento climatico
Come intendete preparare Ferrara all’aumento delle ondate di calore, delle siccità e delle piogge estreme? Quali interventi prevedete per aumentare la permeabilità dei suoli, trattenere e riutilizzare l’acqua piovana, ridurre le isole di calore e adeguare spazi pubblici, edifici e infrastrutture a condizioni climatiche sempre più critiche?
5. Energia, comunità energetiche e giustizia climatica
Quale programma intendete adottare per ridurre i consumi energetici e le emissioni degli edifici pubblici e privati? Siete disponibili a promuovere direttamente comunità energetiche rinnovabili, utilizzando gli edifici e le superfici pubbliche disponibili e coinvolgendo quartieri, imprese e soggetti sociali? Con quali risorse e strumenti garantirete la partecipazione anche delle famiglie in condizioni di povertà energetica, evitando che la transizione diventi un’opportunità riservata soltanto a chi dispone già delle risorsenecessarie?
6. Diritto alla casa, sicurezza e giustizia climatica
La situazione del grattacielo mostra come il diritto alla casa non possa essere separato dalla sicurezza, dalla qualità dell’abitare e dalla capacità degli edifici di affrontare il caldo e gli altri effetti della crisi climatica. Quale politica abitativa intendete adottare per garantire alloggi accessibili, sicuri ed energeticamente efficienti, a partire dalle situazioni di maggiore fragilità? Come intendete intervenire sul patrimonio residenziale pubblico e privato degradato, contrastando contemporaneamente povertà abitativa e povertà energetica ed evitando che la riqualificazione produca espulsione degli abitanti più fragili?
7. Governare la complessità: strutture, competenze e partecipazione
Le questioni richiamate — clima, consumo di suolo, mobilità, energia, acqua, verde, diritto alla casa e disuguaglianze — sono profondamente intrecciate e non possono essere affrontate attraverso politiche settoriali separate. Con quali strutture, competenze e processi decisionali intendete governare questa complessità? Come pensate di coordinare i diversi settori dell’amministrazione, gli enti pubblici, l’università, le organizzazioni sociali, le imprese e gli abitanti? Quali forme di partecipazione e verifica pubblica prevedete per evitare che il coinvolgimento della cittadinanza si riduca alla semplice consultazione e per garantire continuità alle politiche oltre la durata di un singolo mandato?

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