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Quando: Martedì 21 aprile 2026, ore 21
Dove: Centro Sociale il Melo, via del Melo, 60
Quando: Martedì, 21 aprile 2026, ore 10
Dove: presso la sede della Provincia, corso Isonzo, 105

    Tag: Ferraratoday

    Zona 30, Forum Ferrara Partecipata organizza un incontro pubblico e sottoscrive una petizione

    L’intento è quello di ridurre traffico e incidenti, chiedendo limiti di velocità più bassi e una mobilità più sicura

    Mobilità più sana e sicura. Mercoledì 25 dalle 18 alle 19.30, si svolgerà al Centro promozione sociale Acquedotto, di corso Isonzo 42 a Ferrara, un incontro con cittadini e residenti promosso dal Forum Ferrara Partecipata, durante il quale verrà presentata la ‘Petizione per corso Isonzo zona 30 km/h.’

    La petizione si richiama al Piano di qualità dell’aria della Regione Emilia-Romagna che prevede l’estensione della zona 30 nei centri urbani e al Piano urbano mobilità sostenibile di Ferrara che prevede l’istituzione di isole ambientali nelle zone 30 individuate negli ambienti residenziali.

    “Corso Isonzo è divenuto una delle arterie più trafficate dell’area urbana in orario di punta – dichiarano i referenti -. Secondo dati del Comune di Ferrara e della Regione Emilia-Romagna nel periodo 2004-2024 si sono verificati circa 10 incidenti l’anno. Ma ciò che maggiormente preoccupa è l’aumento progressivo degli incidenti”.

    “Con questa petizione – affermano – viene dunque richiesta l’istituzione di una zona 30 in corso Isonzo per aumentare la sicurezza dei pedoni, ciclisti e residenti e ridurre il traffico veicolare migliorando la qualità della vita e la vivibilità del quartiere. A questo fondamentale cambiamento dovrà necessariamente associarsi la realizzazione di percorsi ciclabili sicuri con modifica del sistema di parcheggio”.

    “Com’è già accaduto per la petizione di via XX Settembre – aggiungono in conclusione -, questi interventi trovano ragione nella necessità di tutelare in modo concreto l’incolumità di chi si sposta a piedi o in bicicletta, promuovere una mobilità urbana sostenibile e rendere la strada più vivibile, sicura e a misura di cittadino”.

     

    Ambiente, Rete Giustizia Climatica confluisce nel Forum Ferrara Partecipata

    La decisione: “Vogliamo far crescere le istanze e la sensibilità ambientale in città”

    Rete Giustizia Climatica confluisce nel Forum Ferrara Partecipata. Questa scelta – fanno sapere i referenti – non discende tanto dall’idea di pensare all’esaurimento di un’esperienza che molto ha prodotto rispetto al fatto di far crescere le istanze e la sensibilità ambientale nella città, quanto piuttosto all’evoluzione e al rilancio della stessa, in una situazione mutata rispetto a quando essa era nata”.

    “Nello stesso tempo – viene aggiunto -, la nostra decisione intende anche costituire un segnale rivolto alla tante associazioni e movimenti presenti in città che si muovono in una logica di affermare un’idea di modello sociale fondato sulla solidarietà, sulla democrazia partecipata e sui beni comuni, nel senso di promuovere aggregazioni e convergenze più larghe tra le stesse, superando elementi di frammentarietà e sovrapposizione che, in diverse occasioni, tendono a manifestarsi”.

    Rete Giustizia Climatica chiosa sostenendo di aver compiuto “un atto importante, che, da una parte, vuole confermare e rafforzare l’ispirazione da cui prese le mosse, e cioè la necessità che il tema della transizione ecologica e ambientale rivesta un ruolo fondamentale nelle prospettive di cambiamento sociale, e, dall’altra, intende contribuire a rendere ancora più incisivo l’apporto che le associazioni e i movimenti sociali recano alla città, in un momento in cui occorre sconfiggere le tendenze regressive che sono presenti e, invece, far avanzare l’idea di una convivenza basata sulla pace, la sostenibilità ambientale e la giustizia sociale”.

     

    Ferrara Partecipata chiede più sicurezza sulle strade: presentata una petizione al sindaco

    Il forum propone zona 30 e pista ciclabile protetta: “Velocità elevate e spazi insicuri per pedoni e ciclisti”

    Il forum Ferrara Partecipata, ha presentato una petizione per la messa in sicurezza di via Venti Settembre. “Trecento cittadini di Ferrara, preoccupati per la sicurezza della strada a causa delle velocità elevate delle auto che percorrono la via e della mancanza di spazi sicuri per pedoni e ciclisti, hanno promosso e sottoscritto una petizione per chiedere al sindaco di intervenire per migliorare la sicurezza e la vivibilità di via Venti Settembre”.

    Presentata mercoledì 7, la petizione chiede “l’istituzione di una zona 30 e la realizzazione di un percorso ciclabile in sede propria, sicuro e delimitato, lungo tutta la via, insieme ad interventi strutturali per la sicurezza e la vivibilità urbana. Chiede inoltre la predisposizione di uno studio di fattibilità che individui le soluzioni tecniche più efficaci per migliorare la sicurezza, dall’allargamento dei marciapiedi al restringimento della corsia automobilistica, dai cuscini berlinesi agli attraversamenti pedonali rialzati, inclusi quelli di urbanistica tattica”.

    La petizione si inserisce nel solco delle politiche europee e nazionali che promuovono la moderazione del traffico e la sicurezza stradale: “zone 30 e piste ciclabili sono gli strumenti fondamentali per la pianificazione della mobilità urbana finalizzata a ridurre il traffico veicolare di attraversamento e le velocità elevate”.

    E viene aggiunto che “tenendo conto i dati ISTAT, per cui in Italia nel 2024 il 73,3% del totale degli incidenti stradali (173.364) sono avvenuti in aree urbane, con un indice di mortalità di 1,1 morti ogni 100 incidenti, si evidenzia la rilevanza del provvedimento e la sua utilità per tutelare in modo concreto l’incolumità dei pedoni”.

    Pertanto, “la richiesta di realizzare in via Venti Settembre una pista ciclabile protetta risulta conseguente alla pericolosità della corsia attualmente transitabile in bicicletta. In coerenza con il Piano nazionale sicurezza stradale 2030 che considera i ciclisti tra le categorie di utenti della strada a rischio e individua linee strategiche specifiche per la tutela della loro sicurezza, mediante interventi relativi al miglioramento dell’infrastruttura stradale, tale corsia, ora solo tratteggiata con segnaletica orizzontale, necessita di essere trasformata in pista ciclabile continua lungo tutta la via, ben delimitata in sede propria. Sarà così garantita la sicurezza dei ciclisti e ridotta la conflittualità con i veicoli a motore”.

     

     

    Ztl, Forum: “Estensione rinviata a tempi indefiniti”. Ora un confronto con i resident — Ztl, Forum: “Estensione rinviata a tempi indefiniti”. Ora un confronto con i residenti https://www.ferraratoday.it/cronaca/estensione-ztl-rinviata-sindaco-forum-ferrara-partecipata.html © FerraraToday

    Inviata una lettera aperta al sindaco Alan Fabbri dopo la risposta alla petizione: i dettagli

    Dal completamento del Pums alla realizzazione di aree pedonali. Il tema della mobilità urbana rimane al centro di un intervento del coordinamento del Forum Ferrara Partecipata, che mercoledì 8 ottobre si è rivolto al sindaco Alan Fabbri attraverso una lettera aperta, in seguito alla risposta da parte dell’Amministrazione comunale alla petizione presentata nello scorso maggio.

    “Abbiamo ricevuto la risposta alla nostra petizione dello scorso maggio – hanno spiegato i componenti del Forum – in cui chiedevamo il completamento, previsto dal Pums, della Ztl medioevale nell’area da corso Giovecca a via Baluardi, da via Quartieri a via Porta Romana e la realizzazione delle aree pedonali in via Savonarola-via Cisterna del Follo e in via Scandiana”.

    Francesca Cigala Fulgosi ha evidenziato che “nello scorso mese di maggio chiedevamo attraverso una petizione, firmata non solo da residenti dell’area interessata, di dare applicazione al Piano del traffico. Un piano che prevedeva l’estensione della Ztl medievale B1 entro l’anno 2022, come previsto dal Piano urbano della mobilità sostenibile. La risposta, giunta dopo un nostro sollecito e 137 giorni di ritardo, ha richiamato una possibile modifica futura del Pums, per adeguarlo al Piano regionale della qualità dell’area che, viene detto, ‘non fisserà più obiettivi vincolanti di estensione della Ztl’. Viene quindi comunicato che l’estensione dell’attuale Ztl non verrà realizzata nelle modalità del Pums”.

    Nel dettaglio, la risposta dell’Amministrazione comunale ha indicato che “il Pair 2023, a differenza del precedente Pair 2020, non fissa più obiettivi vincolanti di estensione della Ztl, pur continuando a promuoverne l’ampliamento come misura utile per la sostenibilità urbana. La modifica si basa sugli esisti del monitoraggio regionale, che ha evidenziato una sostanziale invarianza delle superfici Ztl nei principali centri urbani”.

    Una situazione in cui, a detta degli attivisti del Forum Ferrara Partecipata, “l’estensione verrà rinviata a tempi indefiniti, e ciò in esatta opposizione di quanto da noi richiesto nella petizione”. Cigala Fulgosi ha aggiunto che “un analogo ragionamento può essere applicato al trasporto pubblico locale, per il quale lo stesso Pums denuncia l’incremento dell’utilizzo dell’auto privata”, segnalando che “andremo avanti”, e che il 23 ottobre alle 18, al Chiostro di Santa Maria in Vado, è prevista un momento di confronto con i residenti, al quale parteciperà anche il docente Romeo Farinella.

    Fra gli altri interventi dei componenti del Forum, Giuliana Bonalberti ha posto l’accento, da residente, sul tema della sicurezza stradale in un’area caratterizzata dalla presenza delle scuole Rossetti e Alighieri, dove “non vi è una zona 30”, mentre Anna Faccini, si è soffermata sulle iniziative dell’Unicef con l’Anci in materia di prevenzione di incidenti, a tutela di “bambini e adolescenti”.

    Marino Pedroni ha sottolineato “il ritardo nella risposta alla petizione come sintomo di come l’Amministrazione recepisce l’idea di cittadinanza attiva”, e Rodolfo Baraldini ha ricordato che “da tempo stiamo operando come gruppo mobilità”, rimarcando la mancata applicazione del Pums, che “si doveva realizzare con tempi certi”.

     

    Estensione della Ztl, il Forum Ferrara partecipata presenta una petizione

    Fra le richieste, l’attivazione di trasporto pubblico attraverso minibus elettrici

    Il Forum Ferrara Partecipata ha presentato una petizione al sindaco con la richiesta che venga “completata al più presto la Ztl medioevale (attuale Ztl B) estendendola all’area compresa tra corso Giovecca e via Baluardi, da nord a sud, e tra via Quartieri e via Porta Romana, da ovest a est (Ztl E, prevista dal Piano urbano della mobilità)”.

    La petizione ha chiesto inoltre che siano “realizzate le aree pedonali in via Savonarola-via Cisterna del Follo e in via Scandiana e che sia attivato un servizio di trasporto pubblico con minibus elettrici che possano transitare in tutta la Ztl B ed E in modo da rendere agevole per tutti l’accesso alla zona”.

    Il Forum si è rivolto al sindaco, chiedendo di “procedere al più presto all’applicazione del Piano urbano della mobilità sostenibile, approvato nel 2019, che prevedeva di allargare la Ztl B entro il 2022 e prevede di estendere la Ztl a tutto il centro storico interno alle mura entro il 2030. Il Piano aria integrato regionale stabilisce infatti che i Comuni con più di 30mila abitanti debbano estendere le Ztl fino a coprire completamente i centri storici”.

    Piano triennale e nuovi varchi
    Gli attivisti del Forum hanno ricordato che “il Piano triennale delle opere pubbliche 2024-2026, approvato nel luglio 2024, indicava interventi per l’allargamento della Ztl medievale e la creazione di nuovi varchi nel 2025, ma a ora nulla procede e il Pums langue, sostanzialmente inapplicato. Crediamo che non sia più rinviabile una radicale trasformazione del sistema di mobilità della città che ponga pedoni e ciclisti al centro”.

    Fra le richieste, “innanzitutto va ridotta l’incidenza del trasporto automobilistico privato, va potenziato il trasporto pubblico (nelle corse, negli orari e con mezzi elettrificati ), va potenziata la rete dei percorsi ciclabili interconnessi con il trasporto pubblico (veri e non fittizi e, se possibile, integrati in corridoi verdi), vanno ampliate le aree pedonali e vanno realizzati i ‘Pedibus’ casa-scuola con le ‘strade scolastiche'”.

    Zone 30 e parcheggi scambiatori
    Una nota del Forum ha evidenziato che “il sistema della mobilità automobilistica di accesso alla città andrà organizzato applicando in maniera estesa le Ztl, le zone 30 e i parcheggi scambiatori alle porte della città. Sarà anche necessaria una nuova logistica della distribuzione delle merci. Crediamo che per una visione di rinnovamento a Ferrara si debba partire dal tema della decarbonizzazione nel trasporto, della ‘mobilità a emissione zero’. Da una visione di città libera dalle automobili e quindi ‘vivibile’. Vivibile per il miglioramento della qualità dell’aria, vivibile per l’aumento della sicurezza, vivibile per il miglioramento della qualità degli spazi”.

    Per quanto riguarda la salute dell’uomo, “la decarbonizzazione nel trasporto è una priorità perché si accompagna alla riduzione delle emissioni inquinanti che nella nostra città raggiungono livelli nettamente superiori a quelli raccomandati dall’Organizzazione mondiale della sanità e superiori a quelli della nuova direttiva europea sulla qualità dell’aria, che fissa nuovi limiti al 2030. Il traffico, nonostante il progressivo miglioramento, rimane ancora una delle principali fonte di inquinamento atmosferico, in particolare nelle città, sia per le emissioni di ossidi di azoto sia per le emissioni di Pm10, oltre che Benzene, Ipa, So2, sostanze potenzialmente cancerogene”.

    Emissioni di Co2 e sicurezza stradale
    Per la salute dell’ambiente, il Forum ha sottolineato che, “a livello globale, un terzo della Co2 è emessa dai trasporti. Per quanto riguarda la sicurezza: i morti e i feriti gravi da incidente automobilistico continuano a essere troppo alti. Sulle strade d’Italia ogni anno perdono la vita più di 3mila persone. E’ un numero assoluto spaventoso, ma è spaventoso anche se comparato con altri Paesi: significa 53 morti all’anno per milione di abitanti, contro i 26 della Gran Bretagna e i 35 di Germania e Spagna. A Ferrara i morti, secondo i dati Istat, sono stati 12 e i feriti gravi 660 nel 2022, 8 i morti e 717 i feriti nel 2023. Numeri troppo alti”.

    Per quanto riguarda la vivibilità, il Forum ha concluso che “come miglioramento della qualità della vita grazie al recupero di spazi liberati dalle auto e usati a scopo sociale, non abbiamo bisogno di dati. L’invasione delle auto la vediamo tutti ogni giorno, ogni angolo della città è mercificato e invaso dalle automobili e non ci sono spazi liberi per la socialità. Basta andare a Barcellona per capire cosa vuol dire recuperare spazi pubblici a uso di socialità”.

     

    Cittadini del mondo, il Forum Ferrara Partecipata “in difesa di quello spazio”

    La realtà sociale ha espresso “solidarietà nei confronti di un luogo di accoglienza”
    Leggi sul sito d’origine

    on ci si stava l’altro ieri in via Kennedy 24, nella sede di Cittadini del mondo. Neppure il gazebo esterno era sufficiente a contenere tutte le persone che si riparavano dalla pioggia. Singoli cittadini e rappresentanti di associazioni o partiti politici si son dati appuntamento per un’assemblea pubblica in difesa di quello spazio”. Anche il Forum Ferrara Partecipata era presente, esprimendo “solidarietà nei confronti di un luogo che da tanti anni è un agente di accoglienza, di difesa e promozione di diritti”.

    Il Forum ha evidenziato che “persegue, nei suoi fondamenti, un’idea di città aperta che sa ascoltare i bisogni delle persone, propone una discussione partecipata e prospetta ipotesi di intervento sociale. Cittadini del mondo si è sempre posta in questo solco. Siamo convinti che gli spazi divengano luoghi allorché vengono abitati da esistenze che intrattengono tra loro un sentire collettivo. La chiusura o lo spostamento di questi luoghi fuori dall’area cittadina, proposte da questa Amministrazione secondo un disegno ormai trasparente, sortiscono grande preoccupazione”.

    Una nota della realtà sociale ha aggiunto che “è in atto un tentativo di ‘ripulire’ la città dalle realtà (La Resistenza, Csv, Circolo Bolognesi) che fanno crescere e attivano energie in grado di definire narrazioni ‘altre’ riconoscendo nuove soggettività come possibili e valide. Il successo di eventi, come quello di ieri sera, mostra quanto sia importante, in questa fase storica, tessere alleanze tra chi si riconosce in questi valori a fronte di una politica che tende a separare e a decostruire rapporti associativi e politici non-conformi”.

    Una situazione, a detta del Forum caratterizzata da un “clima di paura, di esclusione e di conformismo”, e in relazione alla quale “Forum Ferrara Partecipata non solo si rende disponibile, ma sostiene la necessità di promuovere una forte mobilitazione a difesa dello spazio di Cittadini del mondo e di tutte le realtà minacciate nella loro possibilità di continuare il proprio ruolo di aggregazione sociale”. Secondo il Forum Ferrara Partecipata “serve mettere in campo un’iniziativa forte che riaffermi il ruolo fondamentale degli spazi sociali e dei servizi pubblici, contrastando l’idea di chi pensa che sia solo il mercato a intervenire in questi ambiti”.

    Accordo con Hera, Forum e Rete Giustizia Climatica: “Scelta controproducente”

    Le realtà propongono un incontro: “Si può ripubblicizzare il servizio dei rifiuti urbani”

    Il raggiungimento di un accordo fra Amministrazione comunale e Hera sulla “compensazione per il disagio ambientale derivante dall’innalzamento della capacità produttiva dell’inceneritore e della quota di rifiuti speciali non pericolosi lì bruciati” ha suscitato la reazione del Forum Ferrara Partecipata e della Rete Giustizia Climatica. Le due realtà hanno evidenziato che “l’accordo prevederebbe un riconoscimento di circa 600mila euro annui, iniziando da una somma di circa 2,6 milioni di euro per gli anni pregressi 2021-2025, per continuare negli anni a venire”.

    Una nota proveniente dalle due realtà ambientaliste ha sottolineato che “riteniamo tale scelta sbagliata e controproducente. Intanto, con quest’accordo l’Amministrazione comunale smentisce se stessa. Infatti, nel 2021, quando si decise di aumentare la capacità produttiva dell’inceneritore da 130mila a 142mila tonnellate all’anno, il Comune di Ferrara si dichiarò contrario. Annunciò di adire le vie legali con un ricorso al Tar, ricorso di cui si sono perse le tracce e della cui fine l’Amministrazione comunale dovrebbe rendere conto alla cittadinanza”.

    Da qui alla considerazione che “con quest’accordo, si legittima il fatto che dovremo tenerci l’inceneritore con l’attuale capacità produttiva perlomeno fino al 2029, con la quasi certezza di proseguire anche successivamente. Si decide così di monetizzare la salute dei cittadini: per un po’ di soldi in più, si continua ad alimentare l’inceneritore che, notoriamente, procura problemi seri dovuti all’emissione di sostanze inquinanti nell’ambiente”.

    Per Forum e Rete si “sposa una linea assolutamente contraria agli interessi dei cittadini, passando da un finto contrasto dell’aumento dell’incenerimento ad una sua piena accettazione”, aggiungendo che “invece, è possibile imboccare una strada diversa e alternativa. Infatti, nel 2023 – ultimo anno in cui sono disponibili i dati- l’inceneritore di Ferrara ha bruciato più rifiuti speciali non pericolosi che rifiuti urbani; circa 85mila tonnellate i primi e circa 61mila i secondi, con una tendenza che, nel corso degli anni, ha sempre visto crescere il trattamento dei rifiuti speciali rispetto a quelli urbani. Ebbene, su questa base sarebbe possibile iniziare un percorso per dimezzare l’inceneritore, passando dalle attuali due linee a una sola”.

    La nota ha ricordato, inoltre, che “si può ripubblicizzare il servizio dei rifiuti urbani a Ferrara”, evidenziando che “l’accordo raggiunto ieri diventa una premessa per mettere a gara anche il servizio dei rifiuti, con la pressoché  inevitabile conclusione che se lo aggiudicherà Hera”, concludendo che “noi abbiamo un’idea completamente diversa: la esporremo in modo ancora più approfondito con il convegno che abbiamo organizzato per giovedì 27 marzo alle 17.30 presso Grisù in via Poledrelli 21 con Natale Belosi, del Comitato scientifico della Rete Rifiuti Zero Emilia-Romagna e Andrea Bertozzi, responsabile dell’area tecnica di Alea”.

     

    In Consiglio si discute del Piano urbanistico, in piazza scatta il flash mob

    Iniziativa del Forum Ferrara Partecipata: “Serve città libera da traffico e cemento”

    Il Pug non convince il Forum Ferrara Partecipata e, così, scatta il flash mob. Martedì 10, dalle 14.30 alle 15, gli esponenti del gruppo saranno presenti davanti allo Scalone municipale: quindi, gli stessi referenti entreranno in Consiglio comunale, dove verrà appunto discusso il Piano urbanistico generale.

    “Vogliamo una città non privatizzata, libera dal traffico e dal cemento, per la tutela dei beni comuni – sostengono -. Chiediamo, poi, che le nostre osservazioni al Piano urbanistico vengano discusse e accolte dal Consiglio comunale. Un Piano urbanistico dovrebbe delineare la visione del futuro e definire con chiarezza lo sviluppo della città per i prossimi anni individuando le regole per la effettiva realizzazione delle linee strategiche individuate: così non è”.

    Ma non è tutto. “Per legge ciascuna fase dell’iter di definizione del Pug deve essere accompagnata da un percorso di partecipazione che coinvolga la cittadinanza – concludono -. Ma ormai, alla conclusione del processo di elaborazione del piano, possiamo dire con certezza che questa cosa non è accaduta.

     

     

    Dalla mobilità al verde e ai rifiuti, Forum Ferrara Partecipata promuove un’assemblea

    L’appuntamento, dal titolo ‘Insieme per una nuova visione di città’, intende affrontare tre temi

    Insieme per una nuova visione di città’ è il titolo dell’assemblea pubblica promossa dal Forum Ferrara Partecipata. L’appuntamento è in programma martedì 26 dalle 17.30 alle 20, nella Sala Sinodale della Parrocchia di San Giacomo Apostolo, in via Arginone 157.

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    La realtà, che ha avviato percorsi di cittadinanza attiva per costruire una visione di futuro della città in grado di contrastare la crisi climatica e sociale, invita dunque i cittadini, le forze sociali e politiche a un confronto su tre temi individuati come urgenti e prioritari: mobilità, verde e rifiuti, chiedendo agli interessati di partecipare a gruppi di lavoro per la definizione di proposte concrete di trasformazione della città.

    Alessandra Guidorzi, del Forum Ferrara Partecipata, introdurrà l’appuntamento. A presentare i temi saranno Francesca Cigala Fulgosi, Romeo Farinella e Corrado Oddi. A seguire, è prevista la discussione. Una nota degli organizzatori ha spiegato che “il Forum, nato per contrastare il progetto Feris, che perseguiva interessi privati e non di pubblica utilità, ha sviluppato finora il proprio percorso elaborando proposte per disegnare la Ferrara del futuro, indicando priorità e contenuti alternativi a quelli sino a ora messi in campo”.

    Attività perseguite, come aggiunto dalla nota, “in particolare mettendo a fuoco i temi della democrazia partecipativa, della transizione e conversione ecologica, dei beni comuni, di un modello sociale giusto e inclusivo. Le proposte formulate sono state raccolte in un documento reperibile sul nostro sito. E’ necessario infatti agire su tanti livelli differenti e pensare a nuovi modelli produttivi e sociali che pongano al centro la salute e il benessere collettivo”.

    I volontari del Forum hanno sottolineato che “la città va ripensata, come stanno facendo in molte città europee, con più verde, senza automobili private, con trasporti collettivi efficienti, con più spazi per attività sociali e culturali, salvaguardando il patrimonio culturale e naturale, riducendo l’inquinamento, garantendo a tutti l’accesso ad alloggi adeguati, difendendo i beni comuni e i servizi pubblici. E gli abitanti della città devono essere soggetti attivi nelle scelte di cambiamento”.

    I componenti del Forum hanno spiegato che “abbiamo tentato di dare voce a questi contenuti anche nel corso dell’ultima campagna elettorale amministrativa, pur in un contesto non troppo attento a discutere del futuro di Ferrara. Abbiamo presentato alla città questi nostri contributi in momenti pubblici di discussione facendo valere la nostra autonomia come soggetto che senza dubbio produce riflessione e iniziativa politica ma con la consapevolezza di avere un ruolo distinto dalla rappresentanza politica ed elettorale”.

    Da qui alla considerazione che “ora, a fronte dell’aggravarsi della crisi, che anche nella nostra regione sta dando segni inequivocabili ed estremamente preoccupanti, e dell’urgenza di individuare azioni di contrasto e di adattamento, il Forum Ferrara Partecipata con questa assemblea intende aprire una nuova fase di confronto e collaborazione con tutti i soggetti interessati a costruire un’idea alternativa di città e a operare insieme per una nuova visione di città orientata al contrasto all’emergenza ambientale e sociale”.

    Spazio, dunque all’individuazione di “tre temi prioritari su cui ci sembra importante lavorare e costituire gruppi di lavoro per la definizione di progetti concreti che garantiscano una trasformazione della città e un miglioramento della qualità di vita: mobilità e traffico, questione decisiva se l’obiettivo è quello di contrastare il cambiamento climatico e promuovere la transizione ecologica; costruzione di una trama verde per la città, per gli stessi motivi e per perseguire una progettazione urbanistica volta ad ampliare gli spazi comuni e a garantire, quanto più possibile, il benessere dei cittadini; politica dei rifiuti, che attiene al tema dei beni comuni da sottrarre alle logiche privatistiche e di ricerca del profitto, a maggior ragione ora che è scaduta la concessione della gestione di tale servizio a Hera”.

    La nota ha rimarcato che “abbiamo invitato, ferma restando, ovviamente, l’autonomia reciproca fra soggetti sociali e rappresentanza politica, tutte le associazioni, le realtà sociali e le forze politiche interessate a lavorare insieme. Riteniamo importante unire tutte le forze e coinvolgere tutti coloro che in città avvertono l’importanza di questi temi e le proposte di fondo che abbiamo elaborato”.

    I volontari hanno concluso che “dal Forum è già nato, alcuni mesi fa, un gruppo di lavoro allargato sul tema di una nuova visione di città secondo lo sguardo delle donne, il gruppo ‘Ferrara, le donne, la città’, che si è aperto ad altre persone, associazioni di donne con esperienza e contatti sul territorio, a docenti universitarie con competenze e interessi in merito (ed è aperto a tutte coloro che intendono collaborare attivamente), nella convinzione che una visione di città futura che ponga al centro lo sguardo delle donne, secondo una prospettiva di genere, possa dar vita a un’urbanistica orizzontale, più equa e più inclusiva per tutti”.

     

    Pozzuolo del Friuli, il Forum: “Che fine ha fatto il progetto per il futuro dell’ex caserma?”

    I componenti di ‘Ferrara Partecipata’ chiedono lumi sul Pug e sulla relazione di Tamborrino

    Riceviamo e pubblichiamo:

    “Il 7 giugno scorso, prima delle elezioni che hanno visto riconfermato Alan Fabbri a sindaco di Ferrara, il Forum Ferrara partecipata ha svolto l’ultimo flash mob sotto lo scalone di Palazzo municipale per chiedere al sindaco di avviare un percorso partecipativo con la cittadinanza sul futuro dell’ex caserma Pozzuolo del Friuli. Erano passati 466 giorni dalla promessa, ufficializzata in Consiglio Comunale, di iniziare quel percorso partecipativo al fine di confrontarsi su una serie di proposte che anche il Forum aveva contribuito ad elaborare e messe nero su bianco su un libretto consegnato allo stesso sindaco all’indomani della bocciatura del progetto Feris.
    A fronte della nostra richiesta, anziché avviare il processo partecipativo con il coinvolgimento di cittadine e cittadini, associazioni, comitati, interessati, si è dato mandato alla professoressa Tamborrino del Politecnico di Torino di fare uno studio, le cui finalità non erano per nulla chiare, sul futuro della suddetta caserma. Come abbiamo comunicato allora, si trattava di una sospensione dei flash mob in attesa di capire gli orientamenti della nuova giunta che sarebbe risultata dalle imminenti elezioni.
    Pur essendo stato riconfermato il sindaco uscente e la giunta quasi nel suo complesso e, quindi, potendo benissimo immaginare quale potrà essere il risultato delle nostre richieste, riteniamo corretto, prima di riprendere le iniziative che riterremo opportune, richiedere alla nuova giunta cosa si vuole fare dell’ex caserma e riaffermare la nostra richiesta di avviare un percorso partecipativo che metta in campo le idee emerse in questi mesi. In particolare, riteniamo necessario che venga chiarito se sono intercorse novità rispetto al preliminare di vendita tra Cassa Depositi e Prestiti, proprietaria della caserma, e ArCo Lavori scaduto il 27 luglio 2024. Così come chiediamo di rendere pubblico il risultato dello studio (costato più di 18mila euro di soldi pubblici) svolto da Tamborrino e quali considerazioni e ipotesi se ne sono tratte.
    Inoltre, ci pare non rinviabile che la cittadinanza sia informata dei tempi entro i quali si vuole discutere il Pug, con quali modalità e con quale relazione con i soggetti che hanno presentato osservazioni al riguardo. Vorremmo insomma rassicurare tutte quelle cittadine e quei cittadini, che ci hanno sostenuto nei lunghi mesi che ci hanno visto tutti i venerdì mattina sotto lo scalone e che hanno partecipato numerosi alla bella assemblea pubblica del 5 aprile sul piazzale di fronte al Duomo, che continua il nostro impegno e la nostra mobilitazione su questi punti e, più in generale, per un’idea della città del futuro: più partecipata, più sana, più verde, più vivibile per tutte e tutti”.
    Forum Ferrara Partecipata

    Politica, Forum Ferrara Partecipata: “Operato dell’Amministrazione negativo”

    La realtà associativa si è soffermata su partecipazione, beni comuni, ambiente

    Riceviamo e pubblichiamo:

    “L’8 e il 9 giugno, oltre che per le elezioni europee, si voterà a Ferrara anche per il rinnovo dell’Amministrazione Comunale. Il Forum Ferrara Partecipata ha deciso di non pronunciarsi esplicitamente per sostenere un/a candidato/a a sindaco/a o una lista elettorale, tenendo fede alla propria ispirazione di voler essere un luogo di aggregazione e rappresentanza sociale di associazioni e cittadini che, prima di tutto, intendono costruire elaborazioni e proporre iniziative relative alla visione del futuro di Ferrara.

    Infatti, riteniamo che, al di là delle maggioranze politiche che hanno governato o governeranno la città, sia fondamentale il ruolo della cittadinanza attiva e dei movimenti sociali per orientare e incidere sulle scelte che si opereranno. Da questo punto di vista, qualunque sarà la composizione della prossima Amministrazione, il Forum Ferrara Partecipata continuerà il proprio lavoro e impegno in questa direzione.

    Questa nostra autonomia nei confronti delle forze politiche non significa indifferenza o estraneità rispetto a chi sarà scelto dai cittadini per guidare la futura Amministrazione comunale. Non foss’altro perché nei mesi passati il Forum ha messo in campo idee e proposte concrete su punti decisivi che riguardano la nostra visione di città. In particolare, ci siamo concentrati sui temi della democrazia partecipativa, pensando a essa come tratto fondante del coinvolgimento dei cittadini e delle cittadine nelle scelte fondamentali della città. 

    In questo senso abbiamo avanzato l’idea di dar vita a vere e proprie assemblee di quartiere, con risorse dedicate per promuovere il bilancio partecipato, e ad assemblee cittadine, rappresentative degli abitanti, per affrontare temi, per esempio quello relativo ai cambiamenti climatici, che sono decisivi per il futuro della città. Abbiamo sviluppato proposte precise per realizzare la città ‘decarbonizzata’, muovendo dal fatto di privilegiare la mobilità a emissioni zero tramite il trasporto pubblico, tendenzialmente gratuito, e quella ‘dolce’ (ciclistica e pedonale, realizzando all’esterno della città parcheggi scambiatori con navette elettriche ogni 10 minuti). 

    Sempre su questo punto, abbiamo approfondito la necessità di procedere verso la transizione e la riqualificazione energetica, puntando con forza a sviluppare l’utilizzo delle energie rinnovabili e all’efficientamento energetico, di fermare il consumo di suolo e pensare a una vera e propria ‘trama verde’ per Ferrara, facendo di ciò uno dei punti di forza del nuovo Pug. Ci siamo cimentati con il tema dei beni comuni, pensando in primo luogo alla pubblicizzazione del servizio dei rifiuti urbani, alla sua riorganizzazione nel sistema di raccolta e nel ridimensionamento dell’inceneritore, e anche alla pubblicizzazione del servizio idrico. 

    Più in generale, abbiamo ragionato sul potenziamento del ruolo e dell’intervento pubblico in settori e servizi fondamentali, come la sanità, il trasporto pubblico locale, la casa, i servizi per l’infanzia e quelli di carattere culturale, tutti soggetti a processi, più o meno evidenti, di privatizzazione. Abbiamo poi voluto ragionare sulla grande questione della città vista con gli occhi delle donne, con la consapevolezza che un punto di vista di genere promuove accoglienza e inclusione per tutti. 

    Si tratta di costruire un avanzamento culturale e un percorso di riflessione e costruzione di proposte, che investono i temi dei tempi della città, di una sua organizzazione maggiormente adeguata ad affrontare le diversità dei bisogni e dei soggetti presenti in essa, a partire da quelli più deboli e che hanno meno voce. E’ a partire da quest’impostazione che ci interessa sviluppare alcune considerazioni rispetto alla prossima scadenza elettorale amministrativa relativa al Comune di Ferrara.

    In primo luogo – e non è una sottolineatura scontata nel momento in cui il fenomeno dell’astensione dal voto diventa sempre più significativo – pensiamo sia importante che ci sia una forte partecipazione all’espressione della preferenza elettorale da parte dei cittadini e delle cittadine, in quanto riteniamo che tutte le occasioni di partecipazione siano da cogliere e valorizzare, convinti, come siamo, che occorre lavorare per superare il fenomeno negativo dell’astensionismo. Poi, è necessario esprimere il nostro giudizio su ciò che è successo in questi ultimi 5 anni. Infatti, l’Amministrazione di destra che abbiamo visto all’opera non solo non ha affrontato positivamente le questioni che riguardano la città di Ferrara, ma ha contribuito a peggiorare le condizioni in cui versa la città rispetto alla possibilità di progettare il proprio futuro. 

    Al di là di una facile propaganda che l’Amministrazione ha fornito a piene mani negli anni passati, Ferrara è stata amministrata in termini di sostanziale galleggiamento sull’esistente, con un occhio di riguardo rispetto ai ceti sociali che si sono presunti più vicini alla propria sensibilità (a partire dai lavoratori autonomi e dagli esercenti delle attività commerciali), con l’aggravante di costruire nuove discriminazioni, deprimere la partecipazione dei cittadini/e e ridimensionare il ruolo delle realtà associative e sociali, far emergere una logica proprietaria e di privatizzazione della città, bypassare le normali regole del funzionamento degli organismi istituzionali. 

    Su questi ultimi aspetti – ma l’elenco sarebbe lungo – basta citare il regolamento per l’assegnazione delle case popolari, poi corretto dopo il pronunciamento del Tribunale di Ferrara, la mancata consultazione dei cittadini sulla ristrutturazione della ex Caserma di via Cisterna del Follo, l’utilizzo improprio del Parco Nord con eventi incompatibili con la sua vocazione ecologica e ambientale. Per questo diciamo in modo chiaro e senza mezzi termini che l’operato dell’Amministrazione comunale uscente è stato decisamente negativo e, pertanto, è importante che questo giudizio si tramuti nel pronunciamento degli elettori e delle elettrici.

    Fissato questo punto, invitiamo dunque i cittadini e le cittadine di Ferrara a scegliere un/a candidato/a a sindaco/a e una lista elettorale che possano supportare i contenuti che abbiamo espresso e sopra succintamente richiamato, valutando i diversi programmi elettorali. Forum Ferrara Partecipata continuerà la propria iniziativa per far avanzare la nostra visione di città futura, che vogliamo partecipata dai cittadini e dalle cittadine nelle decisioni, capace di indicare una strada di salvaguardia della vita umana e del pianeta, incentrata sulla tutela dei beni comuni di tutta la collettività, consapevole della ricchezza che deriva dai diversi punti di vista di genere”.

    Ex Caserma, il Forum lascia il tavolo: “Non c’è volontà di un percorso partecipativo”

    Gli attivisti hanno sottolineato che continueranno le iniziative di mobilitazione: i dettagli

    Una lettera rivolta al sindaco e all’assessore comunale alla Partecipazione per manifestare la propria insoddisfazione dopo l’incontro dello scorso 14 maggio, promosso su mandato del Consorzio Futuro in Ricerca, in relazione alla riqualificazione dell’ex Caserma di Pozzuolo del Friuli. A scrivere la missiva, dopo avere lasciato il tavolo di confronto, è il Forum Ferrara Partecipata.

    Francesca Cigala ha ricordato “le promesse di coinvolgimento dei cittadini da parte del sindaco nel febbraio del 2023, e la risoluzione del Consiglio comunale sullo stanziamento di fondi per un percorso partecipato relativo all’ex Caserma”. Percorso, destinato ad articolarsi attraverso “l’incarico al Consorzio Futuro in ricerca”. Da qui all’incontro con “la docente del Politecnico di Torino Rosa Tamborrino, al quale siamo stati invitati insieme a una ventina di associazioni, di cui sette lì rappresentate”.
    Un appuntamento, dove “da subito sia il presidente del Consorzio sia la docente hanno chiarito che lo scopo consisteva unicamente nel raccogliere idee e proposte su destinazione e possibili usi dell’ex Caserma, di cui avrebbe tenuto conto nell’elaborazione della sua relazione tecnica”, ha spiegato Cigala, aggiungendo che “alla nostra richiesta circa l’eventualità di considerare l’incontro come preliminare all’avvio di un successivo percorso partecipativo, la docente ha ribadito di avere ricevuto dal Consorzio esclusivamente l’incarico di esprimere un parere rispetto agli usi dell’ex Caserma tramite una relazione scientifica sul sito e le sue vocazioni da un punto di vista storico e culturale”.

    Una situazione, dunque, “dove abbiamo preso atto che non ci sarà alcun percorso partecipativo”, e dove gli attivisti del Forum Ferrara Partecipata hanno abbandonato il tavolo, “insieme ad Arci e a Italia Nostra”, rendendo noto il loro disinteresse alla sua prosecuzione, “visto che non si ritiene necessario coinvolgere i cittadini nella discussione sulla futura riqualificazione dell’ex Caserma, come è prassi di ogni percorso partecipativo”. Corrado Oddi ha sottolineato che “non c’è la volontà di realizzare un percorso partecipativo”, concludendo che “continueranno le iniziative di mobilitazione attraverso i flashmob fino al 7 giugno”, in attesa di conoscere gli sviluppi.

    Antenne troppo vicino alle Mura, il Forum presenta un esposto alla Procura

    Poi l’attacco all’amministrazione: “Poca sensibilità per il patrimonio culturale e ambientale”

    Antenna di via Caldirolo, il Forum Ferrara Partecipata presenta un esposto alla Procura della Repubblica. Il documento in questione è stato trasmesso a febbraio in quanto lo stesso gruppo ha ritenuto “violato il Regolamento Urbanistico Edilizio del Comune di Ferrara (vigente fino all’adozione del Pug) – si sostiene – che stabilisce ‘una distanza minima di 150 metri degli impianti di trasmissione di segnali via etere dai percorsi e punti di valore panoramico’”.

    La storia

    “Verso la fine del 2023 – si legge nella nota del Forum – veniva installato un ‘palo telefonico’ su base in cemento, alto 30 metri, al centro della rotatoria di via Caldirolo, intersezione via Luigi Turchi, suscitando forte clamore e perplessità tra i cittadini. La rotatoria su cui è ubicato il palo, infatti, dista 45 metri circa dal confine col parco delle Mura (Sottomura est e degli Angeli), area di rispetto panoramico ed è inoltre visibile dal parco stesso”.

    In seguito, dalla risposta dell’amministrazione all’interpellanza del gruppo consiliare Pd presentata nel mese di novembre 2023, è emerso che “il competente Settore Governo del Territorio Pianificazione generale e paesaggistica – scrivono ancora dal Forum -, rilevate due ‘interferenze’ in merito al Rue, invitava la società interessata a predisporre uno studio adeguato a verificare l’impatto dell’intervento previsto e a identificare opportuni provvedimenti volti a minimizzare gli eventuali impatti”.

    Sempre secondo quanto riporta il Forum, “l’integrazione della società concludeva testualmente che “si può ragionevolmente concludere che si ritiene contenuto l’effetto della stazione radio base sul contesto paesaggistico e culturale di riferimento e che la vegetazione già presente sia sufficiente alla mitigazione dell’impatto paesaggistico”. A seguito di ciò, senza procedere ad uno specifico controllo l’intervento veniva autorizzato”.

    “In attesa dell’esito dell’esposto – conclude la nota -, il Forum Ferrara Partecipata rileva come ancora una volta questa amministrazione abbia dimostrato poca sensibilità nei confronti del patrimonio culturale e ambientale della nostra città”.

    Pug, Forum Ferrara Partecipata chiede che l’area dell’ex Caserma sia inserita nelle ‘Strategie locali’

    I volontari hanno stilato un elenco di criteri per garantire qualità architettonica e continuità con la valenza storica del contesto

    Riceviamo e pubblichiamo:

    “Come Forum Ferrara Partecipata vorremmo segnalare a tutti coloro che hanno seguito le vicende del progetto Feris, il progetto di recupero della caserma Pozzuolo del Friuli contestato dai cittadini per la mancanza di pubblica utilità e di sostenibilità ambientale e poi bloccato dal Consiglio Comunale un anno fa, che la caserma è ‘scomparsa’ dal Piano urbanistico (Pug) della città.

    O meglio, il ‘Complesso delle Caserme Pozzuolo del Friuli e Ex Cavallerizza, complesso immobiliare dismesso da metà degli anni ’90 con edifici tutelati quali beni culturali’ è citato nella parte del Piano dedicato all’analisi dell’esistente ed è anche segnalato nella descrizione del quartiere centro storico tra gli edifici pubblici degradati e meritevoli di rigenerazione, ma poi scompare nella parte del Piano dedicato a ciò che operativamente si dovrebbe fare. La Caserma non viene menzionata nel lungo elenco di ‘Opportunità di rigenerazione e conversione’ che comprende invece edifici come la caserma Bevilacqua, l’Ex Ipsia di via Roverella, il palazzo Furiani, il chiostro San Benedetto, il palazzo Melli, l’Ex Poliambulanza e tanti altri.

    Riteniamo che la Caserma e la Cavallerizza, situate in un comparto di grande rilievo (che comprende palazzo Schifanoia, istituzioni museali civiche, strutture universitarie) rientrino a gran ragione in quelle ‘parti di città’ per cui prevedere, secondo la legge Urbanistica Regionale n, 24/2017 ‘gli obiettivi per il miglioramento della qualità urbana e ambientale, gli usi e le trasformazioni ammissibili, stabilendo i requisiti e le condizioni cui subordinare l’intervento’.

    Come Forum Ferrara Partecipata abbiamo presentato pertanto un’osservazione al Pug con la richiesta che l’area dell’ex Caserma sia inserita nelle ‘Strategie locali’ e che sia elaborata una ‘scheda progettuale d’ambito’ per la rigenerazione sia della Caserma Pozzuolo del Friuli che dell’Ex Cavallerizza e abbiamo inoltre elencato i criteri che, secondo noi, dovrebbero essere tenuti in considerazione per una corretta strategia di rigenerazione, in grado di garantire la qualità architettonica e la continuità con la valenza storico architettonica della parte di città in cui tali edifici sono inseriti.Questi i criteri di qualità elencati: 1) rispettare la qualità dell’insieme di spazi aperti e costruiti, limitando al massimo la quantità di nuove costruzioni, puntando su interventi che non superino in altezza gli edifici esistenti; 2) definire nuove destinazioni d’uso che garantiscano il rispetto del preminente interesse pubblico dell’area, per la realizzazione di servizi al cittadino coerenti con le caratteristiche di quell’area: servizi di tipo culturale (possibili funzioni di completamento e di servizio delle vicine strutture museali), di tipo formativo (specie universitario) e ricreativo, con una particolare predilezione per attività di tipo innovativo e inclusivo. Inoltre, si ritiene che gli edifici dell’ex Caserma siano particolarmente adatti ad un uso pubblico sociale per incontri, conferenze, riunioni, laboratori, spazi attualmente carenti in città. In particolare per l’edificio della Cavallerizza prevedere l’uso per attività convegnistiche, teatrali, performative, espositive mantenendo l’unicità dell’unitarietà e ampiezza dello spazio senza alterare l’attuale configurazione dello spazio interno;

    3) nel caso in cui sia prevista una destinazione ad uso residenziale e/o a residenza universitaria, prediligere interventi pubblici o privati convenzionata prezzo calmierato, al fine di evitare fenomeni di gentrificazione; 4) promuovere un’azione di rigenerazione che metta a sistema e garantisca la fruibilità pubblica degli spazi verdi e degli spazi aperti dell’intera area nel rispetto delle loro differenti caratteristiche (giardini storici, spazi pubblici di più ampia fruizione, ecc.). Nel trattamento dello spazio aperto, utilizzare ovunque possibile le tecniche che aumentino la permeabilità del suolo e diminuiscano il calore urbano;

    5) utilizzare, per l’intervento sull’edificato materiali e tecnologie compatibili con il valore storico degli edifici presenti e di basso impatto ambientale (bioedilizia), pur garantendo l’efficienza energetica e la sicurezza. Crediamo quindi che sia importante che l’area della Caserma rientri nel Piano urbanistico e ci attendiamo che la nostra osservazione venga accolta, anche per eliminare il sospetto che si vogliano tenere ‘le mani libere’ per interventi contrari all’interesse pubblico, come accaduto con il progetto Feris”.

    Forum Ferrara Partecipata

    ‘Beni comuni, diritti e partecipazione’, il Forum: “Serve nuova gestione pubblica”

    Appuntamento aperto ai cittadini, ai candidati sindaci e a tutte le forze politiche

    L’argomento al centro del dibattito, dal titolo ‘Beni comuni, diritti e partecipazione’, è finalizzato a indicare proposte per una nuova gestione pubblica. L’incontro, in programma venerdì 16 febbraio alle 17.30 alla Parrocchia di San Giacomo apostolo, in via Arginone 161, è organizzato dal Forum Ferrara Partecipata.

    L’appuntamento sarà introdotto da Corrado Oddi, che presenterà le proposte del Forum in tema di beni comuni e vedrà i contributi di Marco Bersani, di Attac Italia, e di Alfredo Alietti, sociologo e docente all’Università di Ferrara. A moderare il dibattito sarà la giornalista Dalia Bighinati. “Intendiamo avanzare analisi e proposte – hanno evidenziato gli organizzatori – per definire impegni concreti che garantiscano un’effettiva tutela e difesa dei beni comuni, la cui gestione va ripubblicizzata e che deve essere una scelta al centro delle politiche di rinnovamento e trasformazione della città”. All’incontro pubblico, oltre alla cittadinanza tutta, l’invito da parte del Forum a partecipare e a intervenire è rivolto tutte le forze politiche e sociali. “In più – hanno aggiunto gli organizzatori – abbiamo esteso tale invito ai tre candidati sindaci Anselmo, Fabbri e Zonari”.

    Dallo stop al consumo del suolo alla transizione energetica, i temi dell’incontro del Forum Ferrara Partecipata

    Esponenti di associazioni e di formazioni politiche hanno preso parte all’appuntamento

    Un piano urgente di conversione ecologica della città’ come titolo dell’incontro pubblico che si è svolto nel pomeriggio dello scorso martedì 16 gennaio, organizzato dal Forum Ferrara partecipata. In apertura, Francesca Cigala ha spiegato che “non entriamo nella competizione elettorale, ma chiediamo a tutti i candidati e alle liste quali programmi abbiamo per la mobilità, per il contrasto al consumo di suolo, per la transizione energetica, per la naturalizzazione della città”.

    Fra gli ambiti oggetto di approfondimento dai relatori, spazio all’aspetto urbanistico affrontato dall’architetto e docente Unife Romeo Farinella, e a quello della transizione energetica, analizzato da Margherita Venturi, docente di Alma Mater di Bologna. Farinella ha espresso la necessità di ribaltare il modello di sviluppo attuale, fondato su disuguaglianze sociali e distruzione dell’ambiente, ravvisando nelle impostazioni pubblicate del futuro Pug “il pericolo di indicazioni generiche, che lasciano mano libera ai governanti di turno”. Venturi, inoltre, ha elencato “le ‘tre false alternative’ della transizione energetica: il nucleare, la cattura della Co2 e i biocombustibili. Ormai l’eolico e il fotovoltaico hanno dimostrato tecnicamente la capacità di rispondere al bisogno di energia del futuro”.

    Per quanto riguarda le rappresentanze politiche e delle associazioni, Federico Besio dei Verdi, ha condiso la necessità di diffondere la cultura della transizione ecologica, sottolineando un no secco alla “follia dell’autostrada Cispadana”. Paola Fagioli di Legambiente ha posto l’accento su una transizione inclusiva, che non lasci indietro, ad esempio, “chi non riesce a raggiungere i posti di lavoro con i mezzi pubblici”, condividendo con il Forum lo stop al consumo di suolo.

    Francesco Colaiacovo, capogruppo consiliare del Pd, ha ricordato la propria battaglia per il Parco sud, associandosi alle critiche di indeterminatezza delle norme del Pug. Sergio Golinelli di Sinistra Italiana ha riconosciuto al Forum un ruolo importante in città, a partire dalla mobilitazione contro il progetto Feris, conferma l’avversione a una visione di Ferrara “città Luna park”, e rimarcando l’esigenza di “uscire dal modello capitalistico”. Marcella Ravaglia, rappresentante della lista popolare La Comune di Ferrara, ha indicato il metodo partecipativo funzionale a ottenere i risultati desiderati in sintonia con gli obiettivi condivisi con il Forum: “Significa prendersi cura, risanare ed evitare le fratture tra le generazioni”.

    Paride Guidetti ha enucleato gli obiettivi politici storici del M5s, di cui è coordinatore, che in gran parte coincidono con quelli del Forum, con il duplice no alla centrale di biometano e all’autostrada Cispadana. Dario Maresca, consigliere di Ferrara Bene Comune, in sintonia con il 90% degli obiettivi del Forum, ha invitato gli attivisti presenti a candidarsi. Nessun esponente della maggioranza consigliare e politica cittadina ha risposto all’invito del Forum Ferrara partecipata a “un confronto pubblico per definire impegni concreti per una transizione ecologica e una trasformazione della città, necessaria a contrastare la crisi climatica”.

    Forum Ferrara Partecipata, un appuntamento dedicato alla cittadinanza attiva

    Finalità dell’iniziativa è rafforzare un confronto di esperienze in una prospettiva locale e globale
    ‘Curitiba, costruire la città con la cittadinanza attiva’. E’ legata all’esperienza professionale locale di una docente brasiliana, l’incontro promosso dal Forum Ferrara Partecipata in programma martedì alle 17, all’aula 2 del dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, in via Quartieri 8. A discutere sul tema sarà appunto la docente e architetto Débora Rocha dell’Universidade Federal do Paraná, in Brasile. La conferenza sarà introdotta dal docente Romeo Farinella del dipartimento di Architettura di Unife. A intervenire sarà anche il docente Alfredo Alietti, direttore del Centro di ateneo per la Cooperazione allo sviluppo internazionale di Unife.

    La docente Débora Rocha è architetto-urbanista e sta svolgendo un periodo di ricerca all’Università di Ferrara. E’ specialista di politiche pubbliche per la città e l’ambiente, democrazia partecipativa e movimenti sociali. Gli organizzatori hanno evidenziato che “si occupa a Curitiba e in altre città brasiliane di conflitti urbani e costruzione non liberista della città”. L’incontro riprende e sviluppa tematiche già affrontate negli altri incontri organizzati dal dipartimento di Architettura di Unife e dal Forum Ferrara Partecipata. Scopo dell’iniziativa è di rafforzare un progetto culturale di ‘cittadinanza attiva’, orientato allo scambio e confronto di esperienze e casi studio, in una prospettiva locale e globale.

    L’intenzione è quella di consolidare questa esperienza rendendola ricorrente, dove ricercatori, associazioni, cittadini si confrontano su temi che interessano il futuro delle città, dei territori e delle comunità che li vivono, proponendo percorsi di riflessione critica su politiche, azioni ed esperienze inerenti alla transizione ecologica. Obiettivo, a detta dei promotori, è “entrare nel merito delle narrazioni retoriche che oggi spesso banalizzano i problemi posti dalla mutazione climatica in corso”. L’incontro è organizzato dal Laboratorio Citerlab del dipartimento di Architettura e dal Centro di ateneo per la Cooperazione allo Sviluppo internazionale di Unife, insieme al Forum Ferrara Partecipata.

    Forum Ferrara Partecipata, il prossimo appuntamento è dedicato al tema delle nature urbane e degli spazi pubblici

    Continua il ciclo di incontri organizzati dai Laboratori Citerlab e Lsfd del dipartimento di Architettura dell’ateneo estense

    Prosegue il ciclo di incontri pubblici organizzati dal Laboratorio di ricerca Citerlab e dal Laboratorio didattico Lsfd del dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara, insieme al Forum Ferrara Partecipata. Appuntamenti che si prefiggono di trattare temi generali e rilevanti per il futuro delle città, legati sia all’Agenda 2030 dell’Onu (Obiettivo 11) che a numerose esperienze in corso di svolgimento anche futuro dall’Italia. Al centro degli incontri, argomenti come la rigenerazione e il consumo di suolo, la natura, il verde urbano e gli spazi pubblici, la mobilità, il diritto alla casa, la salute urbana, la partecipazione dei cittadini. Temi destinati a essere affrontati da ricercatori di diversi atenei e da esperti del settore.

    A questo proposito, l’incontro in programma lunedì alle 17, nella sala sinodale della parrocchia di San Giacomo Apostolo, in via Arginone 161, verterà sulle nature urbane e sugli spazi pubblici. I relatori sono Romeo Farinella, architetto urbanista del dipartimento di Architettura di Unife, e Anna Lambertini, architetto del paesaggio del dipartimento di Architettura di Unifi. I due ospiti discuteranno con Giovanna Foddis del Forum Ferrara Partecipata. L’obiettivo ampio riguarda la volontà di consolidare a Ferrara un luogo di discussione sul futuro urbano, e sull’aspetto strutturale di ogni ipotesi o strategia di transizione ecologica. L’intenzione è dunque di coinvolgere i cittadini nelle scelte che riguardano la città, avviare un percorso di cittadinanza attiva finalizzato alla formulazione di idee innovative e orientate alle necessità future e alla costruzione di una visione condivisa della trasformazione urbana.

    L’esigenza degli organizzatori è di promuovere una visione più consona alla situazione della crisi eco-climatica in corso, senza trascurare le questioni economiche e sociali, al di là delle “vecchie logiche di ‘sviluppo’ a base di cemento, plastica e combustibili fossili”. Un approccio, in relazione al quale “la città va ripensata, come stanno facendo in molte città europee, con più verde, senza automobili private, con trasporti collettivi efficienti, con più spazi per attività sociali e culturali, salvaguardando il patrimonio culturale e naturale, riducendo l’inquinamento, garantendo a tutti l’accesso ad alloggi adeguati, difendendo i beni comuni e i servizi pubblici”.

    Forum Ferrara Partecipata, l’ex caserma abbandonata al centro della seconda assemblea pubblica

    Il momento di riflessione, anche sull’ex Cavallerizza, è organizzato per raccogliere idee e proposte

    Il Forum Ferrara Partecipata torna a incontrarsi. Martedì, cittadini e associazioni sono invitati “ad un percorso di cittadinanza attiva – si legge nella nota -, ovvero a lanciare idee e proposte per la ristrutturazione dell’area dismessa della caserma di via Cisterna del Follo e della ex Cavallerizza di via Scandiana”. L’incontro si tiene alle ore 18 in via Poledrelli 21, nella Sala Macchine della Factory Grisù.

    “Questa assemblea – spiegano gli organizzatori – è il secondo momento organizzato per favorire il coinvolgimento diretto dei cittadini nelle scelte di trasformazione urbana di quell’area. Domenica scorsa nel pomeriggio, infatti, tre folti gruppi accompagnati da esperte guide turistiche, hanno passeggiato da palazzo Schifanoia alla Cavallerizza, da viale Ippolito d’Este agli spazi tra palazzo Bonaccossi e la Marfisa, in modo da vedere con gli occhi e misurare con i propri passi i luoghi segnati da antiche memorie architettoniche e da vicende storiche: quei luoghi che oggi necessitano di interventi di interesse pubblico e non speculativo”.

    “Cominciare a raccogliere idee e proposte – concludono dal Forum – ha il valore di un percorso partecipativo che è stato anche dichiarato necessario dalla mozione approvata nell’ultimo Consiglio comunale. Si tratta quindi di un dibattito pubblico che prende il via dai bisogni della città e, arginando i portatori di interesse privati, garantisce maggiore attenzione alla salute, all’ambiente e all’interesse generale”.

    Forum Ferrara Partecipata, un ciclo di incontri per fornire riflessioni e proposte sulla città futura

    Il primo appuntamento sulla rigenerazione urbana e il consumo di suolo è previsto venerdì

    Un ciclo di incontri pubblici organizzati dal Laboratorio di ricerca Citerlab e il Laboratorio didattico Lsfd del dipartimento di Architettura dell’Università di Ferrara e dal Forum Ferrara Partecipata finalizzati ad affrontare temi legati al futuro delle città. Argomenti relativi sia all’Agenda 2030 dell’Onu (Obiettivo 11) che a numerose esperienze che si stanno compiendo non solo in Italia. Gli incontri riguardano infatti la rigenerazione e il consumo di suolo, la natura, il verde urbano e gli spazi pubblici, la mobilità, il diritto alla casa, la salute urbana, la partecipazione dei cittadini.

    Tali temi saranno trattati da ricercatori e esperti di diverse università italiane e da esperti di settore. Il primo incontro è venerdì alle 17, alla Factory Grisù di via Poledrelli 21. ‘Rigenerazione urbana e consumo di suolo: pratiche non retoriche’. Romeo Farinella, architetto urbanista del dipartimento di Architettura di Unife, e Gabriele Bollini, urbanista e valutatore ambientale del dipartimento di Ingegneria di Unimore, ne parleranno con Francesca Cigala Fulgosi del Forum Ferrara Partecipata.

    L’niziativa è nata grazie all’incontro tra il Laboratorio di Ricerca Citerlab del dipartimento di Architettura dell’Università, il Laboratorio didattico Lsfd, entrambi diretti dal docente Romeo Farinella e il Forum Ferrara Partecipata, costituitosi come luogo di riflessione sul futuro di Ferrara e di cittadinanza attiva finalizzato al coinvolgimento dei cittadini nelle scelte future che riguardano la città. Come è noto, l’occasione che ha portato alla nascita del Forum è stato il dibattito scaturito dal progetto Feris, ma l’obiettivo è più ampio e riguarda la volontà di consolidare a Ferrara un luogo di discussione sul futuro urbano, aspetto strutturale di ogni ipotesi o strategia di transizione ecologica.

    Al centro del ciclo di incontri pubblici, dunque, l’approfondimento di tematiche relative alla qualità del vivere e dell’abitare in città, preliminari all’elaborazione di proposte e visioni per la Ferrara di domani. L’intenzione è pertanto di coinvolgere i cittadini nelle scelte che riguardano la città, avviare un percorso di cittadinanza attiva finalizzato alla formulazione di idee innovative, orientate alle necessità future e alla costruzione di una visione condivisa della trasformazione urbana.

    “C’è bisogno – sottolineano i promotori dell’iniziativa – di una visione più consona alla situazione di crisi eco-climatica, economica e sociale in cui ci troviamo. Non si può continuare con le vecchie logiche di ‘sviluppo’ a base di cemento, plastica e combustibili fossili. La città va ripensata, come stanno facendo in molte città europee, con più verde, senza automobili private, con trasporti collettivi efficienti, con più spazi per attività sociali e culturali, salvaguardando il patrimonio culturale e naturale, riducendo l’inquinamento, garantendo a tutti l’accesso ad alloggi adeguati, difendendo i beni comuni e i servizi pubblici”.