Skip to main content
Quando: Martedì 21 aprile 2026, ore 21
Dove: Centro Sociale il Melo, via del Melo, 60
Quando: Martedì, 21 aprile 2026, ore 10
Dove: presso la sede della Provincia, corso Isonzo, 105

    Tag: Ferraratoday

    Feris, Forum Ferrara Partecipata: “Soddisfatti del riconoscimento alla mobilitazione dei cittadini”

    In programma un’assemblea pubblica, il 14 marzo alla Factory Grisù, per raccogliere idee e proposte
    Uno dei manifestanti con un cartello contro il supermercato di via Caldirolo

    Le modifiche al progetto originario del Feris non hanno lasciato indifferente cittadini e attivisti del Forum Ferrara Partecipata. Una realtà che, oltre a esprimere la propria soddisfazione per l’esito della seduta del Consiglio comunale di lunedì, ha comunicato l’intenzione di coinvolgere ulteriormente la cittadinanza in un dibattito aperto a nuove proposte di riqualificazione.

    “Nella serata di lunedì 27 febbraio – ha indicato una nota proveniente dal Forum – il Consiglio Comunale di Ferrara ha approvato all’unanimità una mozione che modifica radicalmente il progetto Feris e, di fatto, accantona il progetto originario. Infatti, nella mozione si riconosce la necessità di avviare un processo partecipativo nella città, si stralcia l’ipotesi di costruire una nuova grande struttura commerciale in via Caldirolo (pur mantenendo aperta la porta per una sua diversa localizzazione) e si avanza l’impegno a destinare quell’area a parco urbano con conseguente inedificabilità, si abbandona l’idea del parcheggio in viale Volano per vincolare quella zona a verde pubblico, si individua l’utilità, per la ristrutturazione della ex Caserma di Cisterna del Follo, di un suo dimensionamento rispetto alle ricerche storico-archeologiche da effettuarsi e, in una relazione con l’Università, di prevedere uno studentato, ma a prezzi calmierati”.

    Impegni salutati come “un risultato e una vittoria importante per la città, che sarebbe stata irrimediabilmente deturpata da un intervento privo di pubblica utilità e fortemente invasivo nei confronti del sistema delle Mura, come previsto nel progetto originario di Feris. Registriamo positivamente l’evidente retromarcia dell’Amministrazione comunale rispetto al progetto presentato alla fine di luglio in Consiglio comunale. Ciò è stato reso possibile dal lavoro del Forum Ferrara Partecipata e dalla forte mobilitazione dei cittadini espressa in particolare in queste ultime settimane, e anche dal recepimento delle loro istanze da parte di diversi consiglieri comunali che hanno dato vita alla discussione in Consiglio Comunale”.

    Spazio quindi alla soddisfazione per gli attivisti per il “riconoscimento che, anch’esso in modo unanime, è stato dato alla partecipazione e alla mobilitazione dei cittadini e delle associazioni, e ci auguriamo che di questo si tenga conto anche in futuro, smettendo di insinuare che essi siano animati da pregiudiziali di tipo ideologico, come è stato fatto a più riprese nei mesi passati. Per quanto ci riguarda, continueremo nel nostro lavoro e nel nostro impegno con l’obiettivo, in primo luogo, di vigilare sugli impegni assunti con la mozione approvata in Consiglio Comunale e di consolidare ulteriormente questo risultato, a partire dal fatto di non dare corso all’apertura di una nuova struttura commerciale in una città che non ne ha bisogno. Soprattutto, andremo avanti nel coinvolgimento dei cittadini perché il progetto di ristrutturazione della ex Caserma sia effettivamente indirizzato all’utilità pubblica e alle necessità di una città che vuole guardare al futuro”.

    Un cenno, infine, alle intenzioni di un nuovo dibattito aperto al contributo della popolazione. “Forum Ferrara Partecipata – ha concluso la nota – ha già previsto di organizzare per martedì 14 marzo alle 18 un’assemblea pubblica a Grisù, in via Poledrelli 21, per raccogliere le idee e le proposte dei cittadini in proposito. In attesa e anche come stimolo perché parta il processo partecipativo da parte dell’Amministrazione comunale indicato dalla mozione approvata in Consiglio comunale”.

    No Feris in viale Volano, con il terzo flash mob prosegue la protesta contro il progetto

    I manifestanti si sono dati appuntamento nella mattina di sabato nell’area dell’ex Edilizia Estense

    I cartelli dei dimostranti continuano a ribadire un secco no al progetto Feris. La mattina di sabato, nell’area dell’ex Edilizia Estense in viale Volano, i manifestanti si sono radunati per dare vita al terzo flash mob settimanale consecutivo. Dopo le manifestazioni nelle settimane precedenti in via Scandiana e in via Caldirolo, infatti, la protesta ha riguardato la zona dove è destinato a sorgere un nuovo parcheggio.

    Presenti, oltre un centinaio, fra cittadini e attivisti del Forum Ferrara Partecipata e del comitato residenti Zona San Giorgio, che hanno sottolineato l’attenzione alla tutela delle antiche Mura e al verde pubblico, oltre a rimarcare la propria contrarietà a soluzioni legate al cemento e all’incremento del traffico delle automobili.

    “La protesta che abbiamo posto in essere – ha evidenziato Corrado Oddi, del comitato residenti Zona San Giorgio – è legata al fatto che questo progetto non va bene perché rispetta un’idea vecchia di mobilità. Un progetto che è costruito in funzione di interessi privati. Noi non sentiamo il bisogno che venga realizzato un nuovo supermercato in una città che ne ha già diversi. E, rispetto ai nuovi posti letto che si genererebbero per gli studenti, chiediamo invece di intervenire per calmierare gli affitti. Dopo la conclusione di questo terzo flashmob, abbiamo intenzione di convocare verso la metà di marzo un’assemblea pubblica, aperta alle proposte di cittadini per riflettere su soluzioni alternative al progetto”. Claudio Fochi, del Forum Ferrara Partecipata, si è soffermato sull’importanza della “rinaturalizzazione di un’area che è stata deposito di materiale edilizio”, sul riconoscimento Unesco che caratterizza Ferrara e sulla “tutela di Mura e spazi aperti”.

    Secondo flashmob dei ‘No Feris’, biciclettata in via Caldirolo: le foto della manifestazione

    Circa 150 tra cittadini e attivisti hanno percorso le vie attorno all’area dove sorgerà l’ipermercato

    Circa 150 cittadini e attivisti in sella alla propria bicicletta per dire ancora una volta ‘no’ al progetto Feris. Sabato mattina è andato in scena il secondo flash mob (sui tre programmati): nello specifico, in questa occasione la contrarietà è stata rivolta alla costruzione del supermercato di via Caldirolo.

    “Questa ciclopasseggiata – ha chiarito Leonardo Polastri, ‘Caldirolo libera’ – è stata organizzata per sensibilizzare i residenti del quartiere, perché molti ancora non conoscono i dettagli del progetto. C’è molta confusione ma, al tempo stesso, anche grande partecipazione. Di giorno in giorno le persone che ci seguono sono sempre di più”.

    “Ad agosto – ha proseguito Cinzia Pusinanti, sempre di ‘Caldirolo libera’ – siamo rimasti molto sorpresi dalla proposta del Comune di costruire un ipermercato in questo quartiere. Ormai tanti ferraresi sono contrari, sia perché non vi è la necessità, in città, di un altro luogo simile, sia perché così facendo si andrebbe ad aumentare il volume di traffico. Il tutto, tra l’altro, proprio di fronte alle Mura cittadine”. Il prossimo flash mob, il terzo della serie, è in programma sabato 18 nell’area di viale Volano.

    01 - Flashmob 'No Feris' in via Caldirolo
    01 – Flashmob ‘No Feris’ in via CaldiroloFoto da: Flashmob ‘No Feris’ in via Caldirolo
    02 - Flashmob 'No Feris' in via Caldirolo
    02 – Flashmob ‘No Feris’ in via CaldiroloFoto da: Flashmob ‘No Feris’ in via Caldirolo
    03 - Flashmob 'No Feris' in via Caldirolo
    03 – Flashmob ‘No Feris’ in via CaldiroloFoto da: Flashmob ‘No Feris’ in via Caldirolo
    04 - Flashmob 'No Feris' in via Caldirolo
    04 – Flashmob ‘No Feris’ in via CaldiroloFoto da: Flashmob ‘No Feris’ in via Caldirolo
    05 - Flashmob 'No Feris' in via Caldirolo
    05 – Flashmob ‘No Feris’ in via CaldiroloFoto da: Flashmob ‘No Feris’ in via Caldirolo
    06 - Flashmob 'No Feris' in via Caldirolo
    06 – Flashmob ‘No Feris’ in via CaldiroloFoto da: Flashmob ‘No Feris’ in via Caldirolo
    07 - Flashmob 'No Feris' in via Caldirolo
    07 – Flashmob ‘No Feris’ in via CaldiroloFoto da: Flashmob ‘No Feris’ in via Caldirolo
    08 - Flashmob 'No Feris' in via Caldirolo
    08 – Flashmob ‘No Feris’ in via CaldiroloFoto da: Flashmob ‘No Feris’ in via Caldirolo
    09 - Flashmob 'No Feris' in via Caldirolo
    09 – Flashmob ‘No Feris’ in via CaldiroloFoto da: Flashmob ‘No Feris’ in via Caldirolo
    10 - Flashmob 'No Feris' in via Caldirolo
    10 – Flashmob ‘No Feris’ in via CaldiroloFoto da: Flashmob ‘No Feris’ in via Caldirolo
    11 - Flashmob 'No Feris' in via Caldirolo
    11 – Flashmob ‘No Feris’ in via CaldiroloFoto da: Flashmob ‘No Feris’ in via Caldirolo
    12 - Flashmob 'No Feris' in via Caldirolo
    12 – Flashmob ‘No Feris’ in via CaldiroloFoto da: Flashmob ‘No Feris’ in via Caldirolo
    13 - Flashmob 'No Feris' in via Caldirolo
    13 – Flashmob ‘No Feris’ in via CaldiroloFoto da: Flashmob ‘No Feris’ in via Caldirolo

    ‘Caldirolo Libera’, nasce un gruppo su Facebook che contesta il progetto Feris

    Sono 200 gli iscritti di uno spazio di confronto critico nei confronti dell’iniziativa

    Oltre 200 persone iscritte e un paio di amministratori. Al centro delle discussioni del gruppo su Facebook ‘Caldirolo Libera’, nato da poco più di un mese, c’è il progetto Feris. E a riassumere le posizioni di scetticismo e di critica nei confronti dell’iniziativa, destinata alla realizzazione di un ipermercato in via Caldirolo, è lo slogan che campeggia nell’immagine di copertina, ‘Il Feris ferisce Ferrara’.

    “Gli amministratori di questo gruppo – spiegano attraverso un post – sono cittadini residenti nei quartieri adiacenti a via Caldirolo” e “hanno a cuore la loro città e i loro quartieri”, aggiungendo di utilizzare lo spazio per condividere “problemi, soluzioni ed esperienze”.

    Un confronto che, al di là della piattaforma online, è alimentato da momenti di dibattito in presenza. E’ in programma, infatti, venerdì alle 21, al centro sociale ‘Il Melo’, un incontro promosso dal comitato ‘Caldirolo Libera’ sul tema, e rivolto ai cittadini residenti nella zona est della città.

    ‘Un altro centro commerciale? Difendiamo il nostro quartiere’ recita il volantino, dove la finalità dell’appuntamento è indicata nel coinvolgimento “della popolazione residente nella riflessione sulle conseguenze che la costruzione del nuovo centro commerciale, previsto in corrispondenza della rotatoria di via Turchi, potrà avere sul nostro quartiere, e valutare le azioni possibili per bloccare il progetto”.

    Uno scenario, in funzione del quale gli organizzatori rilevano la necessità di “lavorare insieme, indipendentemente dalle appartenenze politiche, per la salvaguardia del nostro territorio”.

    Feris, all’incontro del Forum Ferrara Partecipata cittadini e associazioni esprimono le ragioni del no al progetto

    Il dibattito si è svolto all’interno della Factory Grisù, in una sala al piano terra gremita di persone.

    ‘Di chi è la città? Il progetto Feris e le retoriche della rigenerazione urbana’ è stato il titolo del primo incontro del Forum Ferrara Partecipata, che si è svolto nel pomeriggio di lunedì alla Factory Grisù. Una gremita sala al piano terra ha dunque ospitato cittadini e associazioni contrari al progetto. Al dibattito, moderato dalla giornalista Dalia Bighinati, che ha evidenziato l’intenzione del Forum “di avviare un processo di partecipazione per raccogliere dei punti di vista dei cittadini da portare in un confronto con l’Amministrazione pubblica per quanto riguarda il piano urbanistico della città”, si sono alternati diversi interventi.

    Francesca Cigala Fulgosi, del Forum Ferrara Partecipata, nella sua relazione introduttiva ha sottolineato che “il Forum fu proposto dalla Rete giustizia climatica a fine settembre per allargare le associazioni ambientaliste, che già dall’estate si erano occupate e preoccupate per questo progetto, ad altre forze sociali e ai cittadini. I nostri obiettivi sono di bloccare il progetto, sensibilizzare e informare i cittadini, e costruire un percorso di cittadinanza attiva che si occupi di pensare che città vogliamo e di pensare come dovrà trasformarsi la città futura. E’ un progetto radicalmente sbagliato, non è ambientalmente sostenibile, non è innovativo perché guarda a vecchi modi di pensare allo sviluppo”.

    Nel dettaglio dei progetti, “la Caserma è un’area di 34mila metri quadri, patrimonio privato di Cassa depositi e prestiti. Lì verrebbe realizzato uno studentato per 400 posti. Il problema è che le volumetrie aumenteranno perché viene detto che verranno abbattuti 8mila metri quadri di manufatti e verrà costruita nuova edificazione per 10mila metri quadri. Inoltre, 18,5 metri sono tanti piani, e sono molto impattanti. Si continua a cementificare con due nuovi edifici, e aumenterebbero il traffico e l’inquinamento”.

    Per quanto riguarda “l’area del centro commerciale di via Caldirolo, sono 27mila metri quadri. Alla fine di quest’area verde di 26mila metri quadri, resteranno poco più di 10mila metri quadri di parco. Quindi aumentiamo il cemento di circa 15mila metri quadri. Invece noi dobbiamo togliere cemento per permettere alle acque di defluire. Siamo in una crisi climatica che pretende che non adoperiamo più le vecchie logiche”.

    “Il problema di una rigenerazione urbana – ha proseguito Romeo Farinella, docente di Urbanistica a Unife – dovrebbe essere sempre ricondotto a una strategia. Adesso c’è l’esigenza di cambiare modello di sviluppo. Il fatto che si ragioni di un nuovo ipermercato in una zona che peraltro non mi sembra sfornita di superfici commerciali, così come il fatto che si realizzi un parcheggio sotto le Mura, mi pare molto discutibile. Se invece di ragionare su una progressiva riqualificazione di questa parte sud delle Mura, valorizzando ciò che è vuoto e ciò che è verde, mettendoci una superficie che certo non è edificata, però è asfaltata, va da sé che questo patrimonio io continuo a ridimensionarlo”.

    “Oggi – ha aggiunto Veronica Tagliati, segretaria generale della Cgil – l’idea della grande superficie di vendita è un modello di sviluppo e del consumo che non è più sostenibile. Non è sostenibile dal punto di vista economico, non è sostenibile nelle condizioni del lavoro. Perché tutti i grandi Paesi eupoei stanno riducendo le superfici di vendita, un po’ con la competizione online, ma anche anche perché stanno sviluppando il commercio di vicinato. Abbiamo dati relativi al fatto che, quando si inseriscono nuove superfici di vendita, l’occupazione esistente si ridistribuisce sul territorio. Ferrara ha il doppio di superfici di vendita della media della Regione. Inoltre, con l’inflazione di oggi, non si può pensare di aumentare la capacità di consumo”.