Skip to main content
Quando: giovedì 16 aprile 2026, ore 18:00 - 19:30
Dove: Grisù Sala Macchine, via Poledrelli 21
Quando: 30 marzo 2026, ore 17
Dove: Sala Imbarcadero , Castello Estense

    Tag: Telestense

    Il Forum Ferrara partecipata programma le prossime attività anti FéRis

    Il Forum Ferrara Partecipata organizza nuovi appuntamenti con la città. In primo piano l’informazione sul Fe Ris e sulle ragioni del Forum,  la mobilitazione di protesta per bloccare la realizzazione del progetto di riqualificazione urbanistica di tre aree nevralgiche della città, l’approfondimento sul futuro di Ferrara.

    Forum Ferrara Partecipata

    Molte cittadine e cittadini non conoscono ancora il progetto Fe Ris , un progetto presentato dall’amministrazione comunale come opportunità di rigenerazione urbana per restituire alla città spazi per vivere e per crescere.

    Non conoscono neppure le ragioni per cui  tante associazioni ambientaliste cittadine e singolarmente tante persone si oppongano al progetto, sottolineando come la rigenerazione urbana prevista da Fe ris impatti fortemente sull’urbanistica della città, sullo stile di vita dei cittadini, sull’immagine turistica e culturale di Ferrara, sulla sua sostenibilità ambientale.

    (cfr Le critiche del Forum al FeRis – intervista al Prof. Farinella; https://www.telestense.it/forum-ferrara-partecipata-visto-da-vicino-20221209.htmlhttps://www.telestense.it/tag/forum-ferrara-partecipata-le-ragioni-del-no).

    Nell’incontro del 12 gennaio scorso, confermata la mobilitazione di  quartiere con i Comitati dei residenti di via  Caldirolo, che si incontreranno il 20, di viale Volano, che si incontreranno il 23 e di via Scandiana, che si incontreranno il 25 , il Forum ha annunciato l’impegno non solo a diffondere le ragioni dell’opposizione al progetto,  che va illustrato in dettaglio in tutti i suoi aspetti e conseguenze ai ferraresi, ma a realizzare  manifestazioni pubbliche di protesta in centro città per coinvolgere i cittadini non residenti.In gioco, infatti, come hanno  detto i referenti del Forum, Francesca Cigala e Corrado Oddi, c’è il futuro della città. Un tema che non può passare sotto silenzio di fronte ai tanti cantieri che stanno per aprirsi in città, cantieri legati ai finanziamenti del PNRR e probabilmente al progetto FE RIS. Sul tema il Forum intende organizzare seminari di approfondimento tematico a scadenze fisse che vedranno l’università, ossia docenti e studenti, come anticipato dal prof. Farinella e proposto da alcune studentesse di Architettura.La  partecipazione attiva dei cittadini alla costruzione delle politiche urbanistiche impegnerà il Forum in questo primo semestre  2023 con  un’assemblea mensile  in cui  saranno illustrati i risultati del lavoro di un gruppo di carattere esecutivo formato dai coordinatori dei tre quartieri, mentre altri aderenti  seguiranno la comunicazione attraverso il volantinaggio, i comunicati stampa, l’aggiornamento del sito già online all’indirizzo  https://ferrarapartecipata.it/forum/.Fra gli ostacoli alla partecipazione civica, il Forum ha messo in evidenza  i costi delle sale in cui riunirsi, che a Ferrara sono tutti, o quasi  a pagamento. Unica eccezione per ora la Contrada di S .Giovanni“Fe Ris e’ un segnale profondo di una mancanza di dibattito sulla città, ha detto il  Prof. Farinella. Un dibattito  che vogliamo promuovere in un momento in cui le città, non solo Ferrara, grazie ai fondi del Pnrr stanno progettando interventi di riorganizzazione urbana nel segno della transizione ecologica, della mobilità sostenibile, di attenzione a nuovi valori culturali della vita sociale, piuttosto che a quelli di un consumismo tradizionale superato dai fatti, come emerso in epoca Covid.A questo proposito il Forum intende coinvolgere le associazioni di categoria, commercio e artigianato per un confronto con il mondo dell’impresa.

    Fra i temi portati all’attenzione:  la necessità di uscire dagli schemi di routine, prendendo in considerazione il punto di vista dei soggetti cosiddetti deboli: disabili, anziani, bambini e un nuovo modo di intendere gli spazi pubblici come spazi non neutri rispetto alla differenza di genere, ossia vissuti in modo diverso da uomini e donne, le quali fino ad oggi sono state in linea di massima tenute lontane dalla progettazione delle città future.

    Fra i temi di riflessione proposti in questa fase da Romeo Farinella, professore di Urbanistica, UNIFE

    1. pratiche rigenerazione urbana e consumo di suolo
    2. rapporto fra natura urbana e spazi pubblici anche da un punto di vista sociale
    3. il tema del Verde
    4. il tema della salute e dell’abitare sano dentro e fuori casa

     

    Forum Ferrara Partecipata visto da vicino

    Il Forum Ferrara Partecipata è nato in ottobre in seguito alla mobilitazione della Rete per la Giustizia Climatica di Ferrara , che dopo una serie di interventi critici sul  Feris, e un incontro pubblico molto partecipato il  24 settembre scorso,  ha ritenuto di dover passare la mano a chi si facesse carico esclusivo dei temi e delle critiche sollevate dal progetto.

    Feris: acronimo di Ferrara rigenerazione innovazione sostenibilità , presentato dal sindaco Alan Fabbri e dall’Assessore all’Ambiente Alessandro Balboni, alla stampa il 30 giugno scorso, ha avuto una prima approvazione in Consiglio comunale il 12  luglio ed è a partire da questa data che alcuni gruppi di cittadini, la Rete, Italia Nostra e Ferrariae decus hanno iniziato a sollevare critiche sul progetto chiedendo più informazioni e protestando sul mancato coinvolgimento dei cittadini .

    Una protesta che fin dall’inizio  ha visto insieme sia cittadine e cittadini direttamente interessati dagli interventi di rigenerazione e trasformazione urbanistica previsti dal progetto, sia più in generale donne e uomini della città interessati ai processi di trasformazione sociale, economica, demografica e quindi anche urbanistica di Ferrara, una città fragile e bellissima, alle prese con i problemi  della denatalità, di un annoso mancato sviluppo, oggi impegnata nel mettere a frutto i fondi del Pnrr soprattutto in ordine all’ambiente, al  lavoro e alla modernizzazione tecnologica  e imprenditoriale,  alla vivibilità e ai diritti delle categorie tradizionalmente meno presenti nella gestione della cosa pubblica o nel dibattito su di essa.

    Ricordiamo che   tre interventi di rigenerazione e trasformazione urbanistica  riguardano tre aree diverse della città, alcune molto popolate, quella di via  Cisterna del follo, via Scandiana, e viale Volano, e quella assai meno popolata, di via Caldirolo, confinante con laprima campagna intorno a Ferrara est.

    Il Forum, che si è presentato alla cittadinanza ferrarese il 5 dicembre scorso , nello spazio,  gremito di cittadini, della Sala Macchine di Grisù, per illustrare le ragioni della sua costituzione, ossia la volontà di tante associazioni, organizzazioni di volontariato e  cittadini singoli di esprimere le loro valutazioni fortemente critiche sul progetto, vorrebbe far arrivare queste voci, tutte molto meditate e spesso anche molto competenti, alla Giunta del’Amministrazione comunale con l’auspicio di avviare u confronto utile alla città, all’interesse pubblico, alla città del presente e del futuro.

    A breve nascerà un sito dedicato mentre  in programma ci sono altri incontri e assemblee pubbliche, che Comitato organizzatore, il  Gruppo informativo e il  Gruppo tecnico. del Forum hanno costituito

    Chi desidera aderire può comunicarlo a questo indirizzo elettronico: forumferrarapartecipata@gmail.com

    Progetto Fe Ris e l’opposizione dei cittadini del Forum Ferrara Partecipata – VIDEO

    Sono tante le ragioni del no al progetto Fe Ris, avanzate dal Forum Ferrara partecipata,  che ha tenuto a Grisù, lunedì 5 dicembre,  il suo primo incontro pubblico. Tanti  i cittadini presenti,  singoli o appartenenti ad associazioni di varia natura, ambientalista, sociale, culturale, che hanno dimostrato di condividerle.

    Presente all’incontro anche  l’Assessore all’Ambiente dell’Amministrazione comunale di Ferrara, Alessandro Balboni, che, tuttavia, non è intervenuto.

    Feris,  acronimo di “Ferrara è rigenerazione, innovazione, sostenibilità” , presentato dall’Amministrazione comunale estense nello scorso mese di luglio come un progetto di rigenerazione urbana in grado di dare nuovo slancio allo sviluppo cittadino, non solo non ha convinto i ferraresi, ma ha innescato in questi mesi molta delusione e proteste di diversa natura: ambientalista, economica e sociale, oltre che di relazioni con l’Amministrazione.

    Fe ris non solo annuncia diverse novità: come la rivitalizzandone di edifici dismessi,  nuove infrastrutture, fra cui un parcheggio in viale Volano, piste ciclabili, un parco urbano , piazzette,  giardini e un nuovo imponente ipermercato  in  via Caldirolo, al confine fra la cintura verde del sottomura  e primi terreni agricoli della campagna circostante, ma prospetta  anche  l’immagine di una città universitaria resa più accogliente da un nuovo  studentato nella ex caserma Pozzuolo del Friuli,  dismessa da oltre trent’anni, con 400 nuovi posti letto per studenti,   attività commerciali e  appartamenti, che saranno certamente  allettanti per i privati che se li potranno permettere, dal momento che siamo in una delle aree più pregiate di Ferrara, per la presenza di musei, edifici storici, chiese e strade che appartengono alla  più antica edificazione della città,  importante per il turismo culturale e in grado di evocare ancora oggi  l’immagine della “dannunziana città del silenzio”.

    Fe ris promette  anche 400 nuovi posti di lavoro e  85 milioni di euro di investimento in gran parte di soggetti privati, in grado di animare l’economia cittadina.

    Perchè allora tanti cittadini si sentono delusi e piuttosto arrabbiati nei confronti dell’Amministrazione che  ha partorito il progetto?

    Le ragioni esposte dai rappresentanti del Forum sono tante, dicevamo, e vanno dal mancato coinvolgimento dei cittadini nella definizione del disegno complessivo, alle  dimensioni e qualità del progetto, in grado di  snaturare l’identità stessa di questa parte della città.

    Il silenzio tenuto dall’Amministrazione nei due anni di gestazione di Fe ris   alimenta diffidenze e interrogativi :  i cittadini si chiedono a ragione di chi sia la città e rivendicano il diritto a dire la loro, esprimendo  bisogni attuali e soprattutto una  visione più moderna di spazio urbano in sintonia con i processi di trasformazione in atto in tante città del nord Europa e con  l’idea di una città  con sempre meno automobili  al suo interno e  ricca, invece, di spazi aperti  e liberamente accessibili  per attività sociali e culturali. L’esempio sono le biblioteche sociali di Helsinki.

    In sostanza  la convinzione del Forum è che l’impianto complessivo del progetto sia  in controtendenza rispetto alle dottrine urbanistiche odierne e alle reali esigenze dei cittadini.

    Dei tre interventi del pacchetto Fe ris: la trasformazione dell’ex caserma Pozzuolo del Friuli in uno studentato con aree commerciali annesse, un parcheggio scambiatore in via Volano e un ipermercato in via Caldirolo, solo la riqualificazione dell ex caserma appare corrispondere alle esigenze dei ferraresi, ma anche qui quello che non convince è la scarsa trasparenza sugli accordi, mai illustrati in dettaglio, presi tra il sindaco e i privati:  una cooperativa di Ravenna che si è fatta avanti impegnandosi ad un rilevante esborso di capitali da cui certamente si attende un ritorno  economico  altrettanto significativo.

    Il parcheggio in viale Volano e l’ipermercato in via Caldirolo potrebbero assicurare questo ritorno, secondo la logica del tutto legittima  delle operazione di finanziamento a lungo termine di opere pubbliche da parte di privati ,  come accade nel project financing, in cui il ristoro del finanziamento  è  garantito da  attività di gestione o esercizio dell’opera stessa: uno scambio ammesso dalla legge solo se e quando  i progetti finanziati riguardino  opere  di prevalente a utilità pubblica,  quella che i ferraresi, invece,  non vedono  nel progetto Fe ris,  che sembra, invece,  privilegiare l’interesse degli operatori privati.

    Ed è proprio la mancanza del  prevalente interesse pubblico dell’operazione accanto alla  inconciliabilità con la pianificazione presente e futura della città, che  ha indotto Italia Nostra a presentare ricorso al TAR, Tribunale amministrativo regionale,   il quale a breve dovrebbe pronunciarsi .

    Ma sentiamo dalla voce di Francesca Cigala Fulgosi gli obiettivi del Forum, le ragioni del no al progetto e l’impegno ad avviare un percorso di informazione, formazione e confronto fra cittadini e fra questi e l’amministrazione sul futuro della città.

    Dalia Bighinati

    Continueremo ad occuparci del tema