Mobilità sostenibile, la città torna a pedalare per farsi ascoltare
Corteo di biciclette in centro contro i ritardi del Pums e per chiedere più sicurezza stradale: associazioni e cittadini sollecitano cantieri e investimenti concreti
Un rumoroso e giocoso corteo di biciclette ha percorso sabato mattina le strade del centro di Ferrara per la 20ª biciclettata collettiva organizzata col fine di sensibilizzare la città sul tema della mobilità sostenibile e della sicurezza stradale. Si tratta di una iniziativa nata due anni fa per scuotere le coscienze e l’Amministrazione comunale su questi temi.
Un modo pacifico ma determinato per ricordare che la città, nonostante le sue potenzialità, arranca nella transizione verso una mobilità moderna e sicura.
Promossa inizialmente da Caldirolo Libera, la manifestazione, settimana dopo settimana, ha visto la partecipazione e l’adesione di numerose realtà del territorio, tra cui Fiab Ferrara – Amici della Bicicletta, il Forum Ferrara Partecipata e varie associazioni di quartiere, a testimonianza di un malcontento trasversale e diffuso.
Le ragioni della protesta: il conto alla rovescia del Pums
Il fulcro della protesta è il crescente scollamento tra la pianificazione e la realtà. Il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (Pums), adottato dall’Amministrazione comunale nel lontano 2019, attende da quasi duemila giorni di trovare piena attuazione. Un documento che avrebbe dovuto disegnare il futuro della mobilità ferrarese la cui attuazione, secondo i manifestanti, è in ritardo quando su alcuni punti neppure è partita.
“Non stiamo pedalando per svago, ma per affermare un diritto fondamentale: muoversi in città senza mettere a rischio la propria incolumità – ha dichiarato uno dei partecipanti, portavoce del comitato organizzatore -. Ferrara, che dovrebbe essere un’eccellenza italiana della ciclabilità, registra ancora tassi di incidentalità e mortalità stradale insostenibili. Non possiamo più aspettare. Chiediamo che il Pums esca dai burocratici cassetti delle buone intenzioni e si trasformi in cantieri e infrastrutture moderne. Sono passati sette anni dall’adozione ed è inaccettabile che molti degli obiettivi del piano sembrino oggi irraggiungibili”.
Le associazioni denunciano una cronica carenza di investimenti strutturali che, di fatto, blocca la realizzazione di opere cruciali per la sicurezza e penalizza la qualità della vita, disincentivando l’uso della bicicletta come alternativa reale e sicura all’auto privata.
Un appello a due fronti: pedalata tra i punti neri della città
La 20ª biciclettata non è stata solo una passerella, ma un vero e proprio sopralluogo collettivo. Il percorso è stato studiato per toccare alcuni dei “punti neri” della viabilità cittadina, quei luoghi dove la convivenza tra auto, bici e pedoni è più conflittuale e pericolosa.
Il piccolo corteo ha percorso Corso Isonzo, uno degli assi portanti del traffico cittadino. Qui, i dati ufficiali parlano chiaro: negli ultimi 5 anni si è registrato un costante e progressivo aumento degli incidenti, molti dei quali coinvolgono utenti deboli della strada. “Pedalare qui nelle ore di punta è un’impresa”, commenta un partecipante. “Le auto sfrecciano e alcuni attraversamenti sono pericolosi. Serve un intervento radicale”. Il gruppo di ciclisti ha poi sfilato lentamente lungo via XX Settembre, dove la richiesta di una riqualificazione a misura d’uomo e non di automobile sembra arenata.
La protesta si è mossa su un doppio binario di richiesta: alle istituzioni (Comune, Prefettura, Regione) un impegno immediato e concreto per sbloccare i finanziamenti e accelerare la messa in sicurezza dei punti critici, completando finalmente la rete ciclabile prevista dal Pums e rendendo più sicuri gli incroci più pericolosi; alla comunità un appello alla responsabilità collettiva. La sicurezza – spiegano gli organizzatori – è anche una questione di educazione e rispetto reciproco. Gli organizzatori lanciano un messaggio chiaro a tutti gli utenti della strada – automobilisti, ciclisti e pedoni – invitandoli ad adottare comportamenti virtuosi per ridurre il rischio di incidenti e abbassare i livelli di inquinamento. “Non ci fermeremo qui – concludono gli organizzatori – e continueremo a pedalare e a presidiare il territorio fino a quando non vedremo cambiamenti tangibili. La
biciclettata è il nostro modo di ridisegnare idealmente la città che vorremmo. Chiediamo al sindaco e alla Giunta fatti concreti”.
