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06/12/2022

DI CHI E’ LA CITTA’ ? IL PROGETTO FE.RIS E LE RETORICHE DELLA RIGENERAZIONE URBANA

Lunedì 5 dicembre 2022 ore 17.30
Spazio Grisù Sala Macchine, via Poledrelli 21 Ferra

Introduzione
Francesca Cigala Fulgosi – Forum Ferrara Partecipata

PERCHE’ IL FORUM
Il Forum Ferrara Partecipata è nato su proposta della Rete Giustizia Climatica per
unire alle associazioni ambientaliste della Rete altre organizzazioni, forze sociali e
cittadini contrari al progetto Fe.ris e che intendono impegnarsi nel contrastarlo e
pensare a un diverso modello di città.
Si è costituito:
1) Per contrastare il progetto Fe.ris, il progetto di “rigenerazione” dell’area dell’ex
caserma Pozzuolo del Friuli legato alla costruzione di un parcheggio in via Volano ai
piedi delle Mura e a un inutile ipermercato in via Caldirolo di fronte alle Mura.
Un progetto radicalmente sbagliato, ambientalmente non sostenibile, non
innovativo anzi regressivo perché ripropone modelli di sviluppo ormai vecchi
e superati, privo di utilità pubblica perché avvantaggia solo i profitti dei
privati, incoerente con gli obiettivi dell’agenda 2030 e in contrasto anche con
le linee guida del futuro piano urbanistico.
2) Per coinvolgere i cittadini nelle scelte che riguardano il futuro della città,
avviare un percorso di cittadinanza attiva finalizzato alla costruzione di una visione
condivisa della trasformazione della città.
Ancora una volta, infatti, sono state prese decisioni importanti per la città senza il
confronto e la partecipazione dei cittadini.
Eppure sarebbe stata questa l’occasione giusta per creare uno spazio di confronto
pubblico dove approfondire idee, proposte e visioni per la Ferrara futura.
Gli obiettivi sono quelli di.
– Bloccare il progetto. Modificarlo totalmente e riprogettarlo per una riqualificazione
dell’area dell’ ex caserma che sia realmente sostenibile e di pubblico vantaggio.
– Informare e sensibilizzare i cittadini C’è ancora molta disinformazione su questo
progetto.
– Creare spazi di confronto e coinvolgere i cittadini nelle scelte della città futura
anche alla luce del nuovo piano urbanistico.
Le adesioni al Forum sono aperte a tutti, ad eccezione di chi svolge un ruolo
di rappresentanza attivo in organizzazioni politiche. Questo per mantenere
chiara la differenza tra le diverse funzioni e ruoli di cittadinanza attiva e di
rappresentanza politica. Ma collaboreremo con chiunque condivida e nostre
posizioni.
Le adesioni da parte di associazioni, cittadini e tecnici sono già state molte.
La lista delle adesioni è disponibile per ora sul sito della Rete Giustizia Climatica ( il
sito del Forum è in preparazione ), chi, presente in sala, volesse aderire e ricevere
informazioni basta che ci scriva all’indirizzo mail del Forum.
Un primo volantinaggio informativo che abbiamo fatto nei quartieri più coinvolti, ha
dato un ottimo riscontro di interesse e sono già nati comitati di quartiere.

PERCHÉ SIAMO CONTRARI
Descrivo brevemente i tre progetti e poi sintetizzerò successivamente gli aspetti più
importanti su cui basiamo la nostra contrarietà:
AREA DELL’EX CASERMA
L’area complessiva è di 34.177 mq. 30.097 patrimonio privato di Cassa Depositi e
Prestiti e 3.400 mq pubblici ( la piazza )
Verrebbe realizzato uno studentato per 400 posti negli edifici a nord e a ovest (
13.180 mq ), nell’edificio a est residenze private ( 3084 mq) per un totale di
recupero degli edifici storici per 17.260 mq.
Sarebbe prevista inoltre una edificazione di due nuovi edifici da 10.000 mq di
fianco a Schifanoia, due nuovi grandi edifici ( 1280 mq per commercio di
vicinato, 8730 per per uffici pubblici o studentato, probabilmente entrambi ) con
un grande aumento delle volumetrie perchè l’altezza degli edifici sarebbe di
18,5 metri ( All.I c_Tav3 doc. progetto ) mentre i vecchi manufatti che verrebbero
abbattuti sono 8000 mq con un’altezza di pochi metri. La cavallerizza verrebbe poi
trasformata in una food court ( locali per ristorazione, locali benessere….)
Non c’è un rilevante interesse pubblico: le residenze e lo studentato non hanno
neanche prezzi calmierati. C’è un grande interesse per il privato che vedrebbe
grandemente aumentato il valore immobiliare.
In passato si era parlato di campus universitario in collaborazione con l’università, di
funzioni collegate ai poli museali, di un centro congressi alla Cavallerizza … adesso
si legge di residenze a libero mercato e negozi…. tutti interventi finalizzati alla
redditività dei soggetti privati che gestiranno quelle attività.
Si cementificherebbe ulteriormente con due nuovi edifici alti 18 metri
Si rinuncerebbe a ripristinare il giardino di Schifanoia.
Si aumenterebbe il traffico e l’inquinamento, già ora via Scandiana e via Cisterna
del Follo sopportano un notevole disagio da traffico.
Soprattutto manca la tutela del bene comune.
Manca qualsiasi visione di sviluppo della città che tenga conto delle importanti
caratteristiche del quartiere, dell’identità di un’area che si è conservata nel
corso della storia ricca di monumenti e musei.
PARCHEGGIO DI VIA VOLANO
Si vuole costruire un parcheggio di 8.545 mq in un’area nel Vallo delle Mura,
dirimpetto al baluardo di sant’Antonio, nell’area ex deposito Silla di 12.950 mq
vincolata a verde nell’attuale piano urbanistico.
( sarebbero le dotazioni di parcheggi privati e standard dovuti per legge per la
trasformazione in residenziale della caserma che verrebbero spostati qui )
Realizzare un parcheggio ai piedi delle Mura rappresenta un grave danno
paesaggistico al patrimonio delle Mura..
L’area ex Edilizia estense dovrebbe essere invece acquistata dal Comune e lasciata
a verde a completamento del progetto delle Mura, si perde l’occasione unica di
acquisire i terreni e di decementificarli restituendo alle Mura storiche
quell’area.
Un parcheggio sul vallo delle Mura che nega il valore del “vuoto” necessario per
valorizzare il paesaggio e le fortificazioni storiche è sbagliato paesaggisticamente
perché irrispettoso del contesto, ma è sbagliato anche secondo ogni criterio
nuovo di mobilità.
E’ un modello di mobilità vecchio che continua ancora a essere incentrato sull’uso
dell’automobile privata, che porta le auto in centro invece di puntare sul trasporto
pubblico. Non è un parcheggio scambiatore perché i parcheggi scambiatori stanno
ai limiti esterni della città e sono collegati da navette pubbliche.
Congestionerebbe ulteriormente il nodo di San Giorgio.
Avremmo più traffico e inquinamento anche qui.
IPERMERCATO DI VIA CALDIROLO
Si vuole costruire un ipermercato tra via Turchi, via Castagno e via Frutteti di fronte
alle Mura in sfregio al valore architettonico paesaggistico di questo patrimonio
Unesco.
Di fronte alle Mura, in una delle ultime storiche aree in cui la campagna si affaccia
sulla città, si vuole costruire un nuovo ipermercato in un’area vincolata a verde
nel piano regolatore.
L’area interessata è di 27.410 mq.
Attualmente 26.130 mq di verde a seminativo e 1280 mq di fondiario (occupato dalla
villa che verrà demolita).
Con la realizzazione del progetto avremmo 10.950 mq di verde a “parco” e 15758
mq di fondiario. Ci sarebbe una perdita di 15.180 mq di area verde.
E’ prevista un’ area di vendita di 3.750 mq, ma risultano 9450 i mq di superficie
utile a destinazione commerciale ( deposito magazzino di carico e scarico merci )
e 14.477 mq di parcheggi interrati,
L’altezza massima dell’edificio è di molti metri, quindi molto impattante.
Poco importa che tutto questo nuovo cemento venga parzialmente camuffato,
“armonizzato”, con un tetto verde.

Non si possono “sigillare”, cementificare altri 15.000 mq di area verde. Non ce
lo possiamo più permettere: le aree verdi ci proteggono dalle ondate di calore
e favoriscono il deflusso delle acque nelle situazioni sempre più frequenti
delle bombe d’acqua.
Congestionerà il traffico su via Caldirolo, via Frutteti e via Turchi e aumenterà
l’inquinamento.
Non serve alla città già invasa da centri commerciali, con il più alto rapporto in
regione tra superficie di vendita e abitanti Si trova in un’area in cui, nel raggio di
poco più di 1 km, ce ne sono altri 5.
Del fatto che non genera posti di lavoro e che non riduce il costo del “carrello
della spesa” verrà detto nelle relazioni seguenti
Complessivamente siamo quindi contrari perché:
NON C’E’ SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE
E’un progetto che consuma suolo. Non possiamo più aumentare il costruito a
scapito delle aree agricole e naturali. Arrestare il consumo di suolo rappresenta
una strategia fondamentale per contrastare il dissesto del territorio e la perdita di
biodiversità, per mitigare gli effetti drammatici del riscaldamento globale.
Non si può in piena crisi climatica continuare ad operare con le vecchie
logiche di più sviluppo e continuare a consumare territorio come sempre è
stato fatto. Il comune aveva preso un impegno e non possiamo accettare questa
incoerenza: “Stop consumo di suolo” non può restare uno slogan ,“Far diventare
più inclusive, sicure, resilienti e sostenibili le città” non può restare una vuota
promessa perché i fenomeni di desertificazione, siccità e inondazioni li stiamo già
vivendo.
Abbiamo visto Ferrara allagata, sappiamo che eventi estremi si manifesteranno
sempre più frequentemente con l’alternarsi di periodi di siccità e di violente
precipitazioni, sappiamo che ogni intervento di mitigazione del rischio va realizzato al
più presto, altrimenti continueremo a fare la conta dei danni, a spendere risorse per
riparare i danni e non per prevenire i disastri.
Sappiamo che per ridurre i rischi di allagamento gli interventi di
deimpermeabilizzazione dei suoli nelle aree urbane sono una priorità tra gli
interventi da mettere in campo per permettere l’assorbimento delle acque piovane,
NON C’E’ RIGENERAZIONE E INNOVAZIONE
In piena crisi climatica non si può continuare a perseguire vecchi modelli di sviluppo
fallimentari mentre dovremo modificare radicalmente stili di vita, di produzione e di
consumo e ripensare i modelli di città.
Non è un progetto rigenerativo un nuovo ipermercato che cementifica
terreno agricolo né è innovativo perché rappresenta la perpetuazione di un
modello di sviluppo e di consumo ormai in via di superamento ovunque.
Non è un progetto rigenerativo e non è innovativo un nuovo parcheggio in via
Volano. Qui vediamo un modello di mobilità vecchio che continua ancora a essere
incentrato sull’uso dell’automobile privata a detrimento del trasporto collettivo, in
aperta controtendenza con quanto si sta sperimentando in tante città del nord
Europa sempre più“ car free”.
Non e’ rigenerativo né innovativo recuperare la caserma aggiungendo nuova
edificazione e senza un disegno complessivo di città.
NON C’E’ PUBBLICA UTILITA’
Ognuno di questi progetti si può realizzare solo con varianti al piano urbanistico.
L’unico strumento che permette le varianti in questa fase è l’ accordo di programma
pubblico/privato che permette varianti al piano regolatore per interventi di rilevante
interesse pubblico, e con il 50% del valore realizzato restituito al comune. E’
evidente come non ci sia utilità pubblica ( vantaggio per la collettività -)nel
progetto che accorpa in un unico accordo l’area di via Cisterna del Follo,
l’ipermercato in via Caldirolo e il parcheggio o in via Volano.
Non c’è nessun bene pubblico per il parcheggio in via Volano
Egualmente nessuna utilità pubblica ha un altro centro commerciale in via
Caldirolo. Assurdo.
E per l’area della caserma? Non basta dire che siccome l’area è degradata va
bene qualsiasi intervento. Quali finalità pubbliche vengono garantite? Si legge di
residenze a libero mercato e negozi .. tutti interventi finalizzati alla redditività dei
soggetti privati che gestiranno quelle attività.
Questo progetto regala solo valore immobiliare al privato senza che ci sia
l’interesse pubblico: non c’è neanche lo studentato a prezzi calmierati
NON C’È RISPETTO PER IL PATRIMONIO STORICO DEL PROGETTO MURA E
DELL’ ASSE MONUMENTALE SCHIFANOIA / BONACOSSI
COSA PROPONIAMO
Che si blocchi questo progetto in toto.
Che si cancellino i progetti del supermercato e del parcheggio in sfregio alle
Mura.
Che si riformuli un nuovo progetto di recupero della caserma che sia di
pubblica utilità, che si limiti a restaurare i tre edifici storici della caserma e che
non preveda due edifici nuovi da 10.000 mq e altezza di 18 metri.
Che si coinvolgano i cittadini e si apra un dibattito nella città, recuperando idee
di utilizzo della caserma già formulate in passato e formulandone di nuove.
Vogliamo costruire proposte “dal basso” sull’alternativa al Feris e in generale
sull’idea di città.
Abbiamo bisogno di idee inserite in un quadro di insieme, in un quadro
complessivo di progettualità, in una visione rivolta al futuro.
I cittadini devono poter aver voce sulle decisioni che modificano la qualità dell’abitare
e vivere la città.
Questo è solo il primo incontro pubblico del Forum, ne seguiranno altri, per
approfondire e coinvolgere tutti nelle scelte sulla qualità della città che vogliamo.


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