PER UNA GIUSTA TRANSIZIONE VERSO LE ENERGIE RINNOVABILI
DIFENDIAMO LA ZONA UNESCO DELLA PROVINCIA DI FERRARA
Nei mesi scorsi, come Coordinamento provinciale Comitati Nobiogas/Nobiometano e Forum Ferrara Partecipata, assieme alla Rete Emergenza Climatica Ambientale Emilia-Romagna, abbiamo sviluppato un importante confronto con i Gruppi consiliari regionali di maggioranza ( PD, AVS, M5S e Civici con De Pascale) sulla legge regionale relativa alle aree idonee per collocare gli impianti di energia rinnovabile. La legge regionale, anche perché discende da una legge regionale negativa, non ci soddisfa, ma, perlomeno, aveva fissato alcuni vincoli significativi per evitare una proliferazione indiscriminata degli impianti, limitando la superficie agricola da utilizzare e fissando, anche sulla base della normativa nazionale, che essi non si potessero installare nelle zone Unesco, sia in quella ristretta ( la cosiddetta area “core”) sia in quella larga ( la cosiddetta area “buffer”). Nei giorni passati, invece, nella discussione al Senato sul decreto “carburanti”, su iniziativa di 2 senatori del PD, uno dei quali eletto proprio in Emilia-Romagna, è stato approvato pressochè all’unanimità un emendamento che elimina il divieto di installazione nelle aree “buffer” delle zone Unesco. Una scelta sbagliata, che va in direzione di consolidare un modello per cui oggi la transizione verso le energie rinnovabili si sta compiendo privilegiando i grandi impianti, in una logica guidata dal mercato e dagli interessi dei grandi produttori, alla ricerca del profitto, a volte anche in termini speculativi, senza tener conto della salvaguardia dell’ambiente, dei territori e senza coinvolgimento dei cittadini. A fronte di questa situazione, ci interessa avanzare alcune punti fermi:- Siamo per la transizione veloce verso gli impianti di energia rinnovabile, perché così si può uscire dalle fonti fossili, che sono le prime responsabili delle emissioni nocive e del cambiamento climatico- Il passaggio alle energie rinnovabili deve, però, essere giusta, cioè sostenibile dal punto di vista sociale e ambientale, coinvolgendo i cittadini e non rispondendo agli interessi dei grandi produttori di energia- Ciò significa decidere che gli impianti di energia rinnovabile ( non il biometano che non ha del tutto queste caratteristiche) vanno prioritariamente collocati sui tetti, parcheggi, edifici della Pubblica Amministrazione, siti oggetto di bonifica e altro ancora, privilegiando i piccoli impianti anziché quelli grandi, collocati soprattutto nelle aree agricole- Questa nostra impostazione significa anche salvaguardare l’ambiente, i territori e la loro vocazione agricola, la partecipazione dei cittadini. In più, dare impulso ai piccoli impianti, comporta anche abbattere le bollette elettriche, riconoscendo che, sotto le cabine elettriche secondarie, esistono già le comunità energetiche di fatto Per questo respingiamo l’intenzione di togliere il divieto all’installazione degli impianti di energia rinnovabile nelle aree “buffer” delle zone Unesco e abbiamo chiesto che la Giunta regionale e l’Amministrazione provinciale e comunale si pronuncino in modo esplicito su questo tema, cosa che finora non hanno ritenuto di fare. Questo è particolarmente importante per la provincia di Ferrara, visto che le aree “buffer” riguardano quasi la metà della nostra provincia, considerando inoltre che la provincia di Ferrara ha finora contribuito in modo spropositato alla potenza installata dagli impianti di energia rinnovabile in regione ( circa il 60% del totale per quanto riguarda il biometano, che non si può peraltro considerare pienamente fonte di energia rinnovabile, e per più del 40% rispetto agli impianti fotovoltaici).
COORDINAMENTO PROVINCIALE COMITATI NOBIOGAS/NO BIOMETANO
FORUM FERRARA PARTECIPATA




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